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Ancora su Huawei

A giudicare dalle statistiche di accesso, devo aver toccato qualche nervo scoperto parlando di Huawei. Eppure, non ho detto nulla di strano, se non “cacciate fuori le backdoor, or GTFO”. Perche’ non basta dire, come fa la Repubblica che “le intelligence di tutto il mondo sono concordi” per giustificare una realta’ di fatto. Se Huawei ha delle backdoor che consentono ai cinesi di spiare il traffico , che le “intelligence” le mostrino.

Huawei di su e di giu'

Era ovvio che, per via dei miei trascorsi nell’industria delle TelCo, con la quale collaboro ancora sporadicamente, sarei finito per parlare della vicenda di Huawei. Perche’ effettivamente gli americani non la stanno raccontando giusta. Per niente. La vulgata americana e’ che i prodotti di Huawei (parliamo di prodotti di rete, non di cellulari: parliamo cioe’ dei dispositivi che servono per fare i backbones, oppure di quelli usati nella rete di accesso, sia cellulare che cablata) siccome sono fatti dal malvagio Fu Manchu che li usera’ per spiarti, non vadano usati per il bene dell’interesse nazionale.

Automobili da rifare

In una discussione tra amici e’ uscito il tema “ma perche’ le auto elettriche devono per forza guidarsi da sole? Perche’ tutti insistono su questa qualita’, della quale tutto sommato abbiamo fatto a meno sino ad ora? Non possono semplicemente essere normali auto guidate da persone, come fa Tesla?”. Rispondere a questa domanda e’ complesso, e riesco ad immaginare UNA buona ragione solo perche’ ho lavorato come consulente per una grossa ditta dell’automotive tedesco.

Sulla fake news di Codroipo: la sinistra come precursore del fascismo

Poche ore dopo il mio post sulla vicenda di Codroipo, e’ arrivato il debunk. I soliti blogger che fanno debunking dall’ Italia hanno approfondito e hanno visto che a Codroipo non era mai successo niente come un divieto contro le bambole di colore. Il che e’ un bene. Ma adesso ho il dovere di dire da dove avevo letto la notizia, ovvero da Repubblica, che come spiega Puente ha poi corretto l’articolo:

Gli Amish di Codroipo

Ho letto oggi di una notizia incredibile, ovvero della decisione di “togliere le bambole di colore” dagli asili nido di Codroipo, cosa che sarebbe stata fatta per non esporre i bambini ad altre culture. Beninteso, culture che non siano quella di… Italiana? No, i neri in italia esistono. Quella do Codroipo? Uhm… non so quanto sia grande, ma e’ seriamente probabile che ci siano neri anche li’. Allora, facciamo un passo indietro.

Reti neurali, Multibayesiani e Social network

Questo e’ un post che riguarda un pochino di tecnologia, quindi se non siete interessati o se non avete familiarita’ con le tecniche di cui parlo, probabilmente vi sembrera’ noioso. Se invece siete piuttosto tecnici e vi interessa una forma di autodifesa automatica per social networks, allora forse questo post vi interessa. Avendo partecipato alla Meme War del 2016, ho visto come viene architettata una campagna per la distruzione della reputazione e della comunicazione avversaria.

Timeo Danaos et cazzate ferentes

Leggo che nel bailamme di un governo di imbecilli si e’ inserito uno dei piu’ catastrofici imbecilli della storia recente, un certo Tsipras. Il quale si e’ messo a dispensare consigli non richiesti, cosa che fa guardare il rischio che succeda qualcosa che non puo’ succedere. Al contrario, sarebbe meglio essere realistici, e chiedersi quale sia il rischio reale, cioe’ chiedersi che cosa possa succedere davvero. Allora, punto primo: l’Italia non e’ la Grecia.

Il prezzo del Dio Tutti

Una categoria molto impiattata e’ quella del mondo GLBT. Viene impiattata vendendo l’idea che i gay siano, “fisiologicamente” , tutti progressisti, o perlomeno di sinistra nel senso politico. Chi potrebbe mai dire che un gay sia un bigotto, se i bigotti quasi sempre odiano i gay? E chi potrebbe mai dire che siano razzisti , se normalmente i razzisti odiano i gay? In tutto questo c’e’ un ovvio errore logico, anzi: ce n’e’ una caterva.

Burioni, Corallo e l'etica del Grande Fittone.

Sono stato raggiunto in ritardo dalla polemica innescata da un idiota che usa la politica come ascensore sociale (l’unico ascensore, credo , ancora disposto ad elevarlo) contro il Prof Burioni. Non e’ che io straveda per Burioni, sia chiaro. Nel senso che l’intenzione forse e’ onesta ma l’esecuzione mi sembra carente. Ne ho gia’ parlato in passato, credo. Svelo prima il mio bias, poi procedo col resto. Riguardo a Burioni, la mia opinione e’ semplice: se in un paese ove ogni famiglia ha un medico di base (e ogni bambino ha un pediatra) esiste ancora gente che non vuole vaccinare i figli, sicuramente c’e’ molta ignoranza, ma c’e’ anche una classe di medici e pediatri che sta fallendo miseramente nel consigliare le famiglie.

Nell' era di Same Govy

Uno degli intellettuali piu’ impiattati della storia recente e’ Umberto Eco. E ho voglia di parlarne per via della sua opinione (sbagliata) secondo la quale sui social network la parola dell’ultimo imbecille vale quanto la parola del piu’ grande intellettuale. Ne parlero’ in riferimento ai recenti fatti francesi, il cosiddetto movimento delle giacchette gialle. Allora, punto primo: Umberto Eco. Si tratta di un intellettuale estremamente impiattato, nel senso che se preso in modica quantita’ , disposto con pretese di raffinatezza al centro di un piatto ornato di inutili (quanto velleitari) arzigogoli, e’ proprio quel pop che e’ diventato il top.