Das Böse Büro

Le etichette sono il contrario del pensiero.

E discutiamo di “woke”?

In questi giorni stiamo vedendo sui giornali italiani una conferma, quasi a fortiori, di quello che sostenevo qualche post fa: l’Italia ha la singolare abitudine di fare propri i problemi degli americani, anziché preoccuparsi prima dei propri. Un esempio è la discussione, esplosa recentemente anche in Italia, sulla questione “woke”. Discussione che potrei tranquillamente liquidare dicendo: a nessuno frega un cazzo, tranne che a qualche migliaio di studenti universitari. E questo, con proporzioni diverse, vale sia qui sia negli Stati Uniti.

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Computer comunisti?

Come sapete, per me l'informatica non e' solo un lavoro, ma una vera passione. E quindi mi interessa anche l'archeologia e la storia. Detto questo, un amico che ama molto speculare mi ha chiesto se ci siano caratteristiche tecniche “capitaliste” nei computer che usiamo, e se quindi possano esistere dei computer ad architettura “comunista”, cioe' computer la cui architettura sia legata alle esigenze o ai paradigmi di un sistema comunista. La cosa divertente e' che per rispondere a questa domanda non occorre speculare, perche' effettivamente gli anni diciamo “creativi” delle architetture informatiche vedevano i sovietici fare cose, diciamo, aliene, e facilmente riconducibili all'esigenza di pianificazione e di giustificazione della spesa, di un sistema comunista.

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Uomini dal futuro.

Un tema ricorrente della fantascienza è quello dell’uomo che viene dal futuro. E, ovviamente, esistono parecchi dibattiti su cosa potrebbe mai fare un uomo del futuro se, improvvisamente, arrivasse nel nostro tempo. Qui il problema diventa interessante.

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Servizi IT, UE vs USA

Lavorando su un progetto finanziato dalla UE, nel campo della Digital Sovereignty, sto imparando un po' «come funziona, visto da dentro». E da quel momento, quando mi dicono che la UE «è molto indietro», oppure leggo tutti gli articoli che diversi giornalisti piscialetto scrivono sull'argomento, sto cominciando ad innervosirmi. Perché è vero che esiste un gap, ed è vero che stiamo lavorando come matti per ridurlo. Ma il problema è che il gap non è quello descritto dai vari giornalisti. Così ho deciso di spiegare un attimo come funziona la cosa, giusto per cercare di mettere in circolazione UN MINIMO di informazione su quello che la UE sta DAVVERO cercando di fare.

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E rieccomi

Dopo una settimana e qualche severa bruciatura da sole, sono tornato in Germania, dove ho trovato pioggia e freschino. E siccome ho ancora ferie per riposarmi dalle ferie, vi faccio un post per raccontare alcuni aneddoti. Poi riparto a scrivere cose meno divertenti. Userò il metodo esagerativo dello sfottò siciliano, in onore di Licata, il posto dove ho passato la settimana lunga, e descriverò i miei amici in maniera volutamente divertente, senza fare nomi.

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Chiuso per ferie.

Come dicevo qualche post fa, sto per andare in ferie con un paio di amici. Quindi, ci rivedremo dopo ferragosto.

Ad Maiora!!!

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La società come formicaio.

Ci sono due componenti del sistema cognitivo umano che, negli ultimi anni, vengono manipolate in maniera criminale. La prima riguarda quelle che, con una definizione forse poco rigorosa ma intuitivamente efficace, chiamerei psicosi di massa. E in questo campo i russi sono esperti: non necessariamente perché siano sempre loro a produrle, ma perché la popolazione russa ha vissuto immersa in una realtà delirante per almeno tre generazioni, durante tutto il periodo comunista, e poi non ne è mai uscita davvero.

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Questioni cognitive.

Una delle critiche più frequenti, in questi giorni, è che mi starei occupando troppo di questioni cognitive. Per esempio, dimostrando attraverso la teoria della stima statistica che non può esistere alcuna percezione individuale del livello di criminalità: quando il fenomeno osservato ha un ordine di grandezza di 0,7 casi ogni centomila abitanti, un singolo individuo dovrebbe osservare direttamente un campione casuale di circa 28 milioni di persone per ottenere la precisione e il livello di confidenza richiesti dalla stima.

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Sulle statistiche a braccio.

Per motivi diversi, mi sono trovato a leggere una pagina web. Di per sé nulla di strano, se non fosse che vi si enuncia una tale pila di stronzate da meritare, a un certo punto, un serio debunking. Parlo di questa pagina: https://pinperepette.github.io/signal.pirate/articoli/i-numeri-sono-giusti.html La prima cosa da dire è che, quando si parla di statistica, occorrerebbe prestare una certa attenzione agli ordini di grandezza, alla natura dei dati e al metodo con cui vengono raccolti. Perché qui vedo un paio di astuzie e molta, molta, molta ignoranza.

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