Ed eccoci di nuovo qui. Una studentessa sgozzata da un ossessivo che la perseguitava, dopo averne respinto le attenzioni. Il copione, purtroppo noto, del femminicidio. E, come prevedibile, irrompono le solite pasionarie a pontificare sulla necessità di “insegnare ai maschi a gestire un rifiuto”, come se la radice del male risiedesse unicamente in quel “no” pronunciato dalla vittima. Curiosa argomentazione, che tradisce però un vizio di fondo: l’incapacità di analizzare il fenomeno osservandolo nella sua interezza, preferendo invece la comoda scorciatoia dell’ideologia.
Le magagne, quando esistono, possono essere abilmente celate. Il problema sorge quando qualcuno – un Trump, per esempio – provoca un terremoto, e scavando tra quelle stesse magagne, riemergono quelle che per anni, se non decenni, erano state volutamente ignorate. E sia ben chiaro: per mantenerle sommerse, si muovevano sicofanti d’ogni risma. Esempio magistrale, in Italia? Un certo Quintarelli.
Giorgia Meloni ha liquidato la fine della relazione con Andrea Giambruno con un tweet asciutto—segno, forse, di una certa familiarità con le rotture frettolose, ma non certo con i divorzi veri e propri. Perché un conto è chiudere una convivenza scomoda con un post su X, un altro è riconoscere i sintomi di una separazione epocale: quella tra Stati Uniti e Unione Europea.
Chiunque abbia osservato con attenzione il comportamento politico dei trumpiani, così come di coloro che in Italia si autodefiniscono “fascisti del terzo millennio” – e, più in generale, dell’intera galassia della Alt-Right internazionale – avrà forse avvertito, in controluce, un sentore inquietante: quello di assistere non a una mera contrapposizione ideologica, bensì a una pulsione primitiva, che trova la sua più cruda espressione nel vandalismo.
Pare che, per denunciare un problema già noto nelle relazioni di genere – con ripercussioni ancor più gravi sulle nuove generazioni, già in difficoltà nel gestire i rapporti interpersonali, figuriamoci se a complicarli ci si mettono le pasionarie – serva ormai una serie Netflix. La verità, oggi, deve passare dallo streaming. E quando accade, ecco pronti tutti i “giornalisti che credono di essere blogger”: quelli che ricostruiscono la realtà scorrendo Google, per poi “informare” gli adulti di ciò che avrebbero saputo da tempo, se solo avessero ascoltato i propri figli.
Ci sono poche persone che “filosofeggiano” e mi piace ascoltare. Una di queste si fa chiamare “Contrapoints”, e ormai rilascia pochissimi video, anche se poi,quando lo fa, durano due ore e quaranta (argh). L'ultimo video che ha fatto, onestamente, mi e' piaciuto, anche se come molti filosofi/e tende a girare attorno ai problemi, circostanziandoli all'infinito, ma senza arriva ad una risoluzione.
Va di moda parlare del crollo di vendite che Tesla sta subendo, specialmente in Europa, e lo si politicizza molto, trattandolo come un effetto di una campagna politica di boicottaggio. E di certo esistono fazioni politiche – e se non esistono esisteranno presto – pronte ad intestarsi l'incredibile successo di questo “boicottaggio”. Ma le cose , a mio avviso, non stanno esattamente cosi'.
Girando qui e li' su internet trovi sempre il fascistello che ti tira in gioco “la Tradizione” (con la T maiuscola) e/o il problema del fatto che secondo lui, le (sue) verita' fondamentali di ogni popolo sarebbero state scritte una volta ed una volta per tutte in un passato remoto e mitologico, e poi reiterate, identiche, col passare del tempo.
Ho parlato in passato del progetto cagnara, che consente ad alcuni poteri di gestire la stampa, in modo che non faccia alcuna informazione utile. La strategia piu' usata e' quella di Trump, che annuncia delle boiate invereconde un giorno si e un giorno no, al solo scopo di riempire le prime pagine e prendere l'attenzione del pubblico. Questa tattica di saturazione, tuttavia, non ha lo scopo che ci viene in mente su due piedi.
La politica moderna e' , vista la potenza pervasiva dei media, la capacita' di causare dibattiti e tener occupata la popolazione occupando quanto piu' spazio possibile sia sui social, che sui giornali. Che poi oggi, sono servi dei social.
Un esempio di questi espedienti , che io chiamo “cibo per polli”, e' stata la lettura del Manifesto di Ventotene in parlamento.