Una risposta a Luca Sofri
Per un qualche motivo misterioso, Luca Sofri ha scritto un articolo interessante quanto, diciamo, “antisorprendente”. Nel senso di “mancante di novità”. Per lamentarsi di cosa? Della mancanza di novità. Ora, di persone “di sinistra” che criticano la sinistra perché manca di novità è pieno il mondo, e la sola differenza, se vogliamo, è che tra me e loro io non mi affanno certo a dirmi di sinistra, per quanto non abbia particolare simpatia per la destra. (sempre un eufemismo). Ma le nostre posizioni sono diverse, perché in modo diverso siamo due lati dello stesso problema. Solo che, furbescamente, Sofri lo fa iniziare negli anni ’90, mentre io lo ricordo già negli anni ’80.
Il post cui sto rispondendo e' questo: https://www.wittgenstein.it/2026/06/19/la-sinistra-de-coccio/?homepagePosition=10
Non credo di dovermi ripetere ancora quando dico che la mia generazione (per la tua fazione, per la “sinistra”) è quella del “disimpegno”, come la chiamavano i sicofanti del PCI, o, se preferite, del “riflusso”, visto che hanno avuto la decenza di non chiamarci “la gioventù del vomito”. Riflusso era più elegante, suppongo. Ma il disprezzo era quello. Lo sdegno era quello. La spocchia era quella.
Chiama come vuoi la mia generazione, ma io sono tra quelli che, agli inizi degli anni ’80, hanno deciso che i Duran Duran — nel mio caso, gli Iron Maiden — erano meglio degli Inti Illimani, e che una serata in una arcade game house, sala giochi in italiano, fosse meglio di una riunione dell’FGCI. E lo ammetto, gli Inti Illimani arrivarono dopo. Ma la mia mente si ribella a ricordare quello che piaceva alla sinistra del periodo. sudo rm -rf .
Caro Luca Sofri, scoprire nel 2026 che la sinistra non piace più ai giovani mi sa, come dire, della strategia peggiore per vincere il Nobel. E la metto giù come eufemismo, perché altrimenti dovrei dirti che sembri un ritardato.
Quale sarà la tua prossima stupefacente scoperta? Che i maschietti e le femminucce sono diversi laggiù? Che il bronzo è stato una figata, diciamolo, di gran lunga migliore della selce e della pietra? Cosa?
Ma vado nel merito:
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E allora dirò una cosa che spero suggerisca qualche tipo di pensiero – anche infastidito, sarebbe qualcosa – a chiunque abbia a cuore dei futuri potenziali successi delle forze politiche non di destra, che siano sinceramente progressiste o radicalmente integraliste, ma che abbiano davvero il desiderio di “battere le destre”, con qualunque cosa le vogliano rimpiazzare, e non facciano delle loro campagne in questo senso un obiettivo permanente piuttosto che uno strumento.
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In pratica, questo pezzo dice che per te la politica è solo la continuazione del calcio con altri mezzi, per parafrasare. Il motivo per il quale si fa politica è andare al governo. Certo, per farlo occorre vincere le elezioni, ma se ci scordiamo quale delle due cose sia la più importante, mi sa che il problema finisce qui.
Dimmi pure che Drive In fosse povero di contenuti, ma se per te il problema delle sinistre è battere le destre, hai ridotto il tutto a una continuazione del calcio con altri mezzi. E se non mi dici perché bisogna battere le destre — qualificarsi per i mondiali? Agitare una coppa in aria? — allora mi spiace: io e la mia generazione abbiamo fatto bene a guardare Drive In, perché, essendo una trasmissione di cabaret comico, aveva i contenuti adeguati.
Non basta, caro Sofri, avere dei contenuti. Bisogna avere contenuti adeguati.
Se la sinistra è una fazione politica, mi spiace dirlo, è qualcosa di continuamente privo di contenuti ADEGUATI.
Perché, caro Sofri, bisogna battere le destre? E come? Giocando a zona? Se dovessi spiegarlo io, sarebbe: “dobbiamo convincere gli elettori che certe cose in cui credono sono sbagliate”.
Solo che voi non scrivereste “convincere”, bensì, per forma mentis, “insegnare” o “spiegare”. Passando da una situazione di negoziato intellettuale — il convincere — a una di gerarchia intellettuale. Il che richiede una cosa che si chiama “autorità intellettuale”. O forse autoritarismo intellettuale.
Quella strana forma di autoritarismo culturale che ti spinge a chiamare il tuo blog “Wittgenstein”, per avere autorità intellettuale.
Sul serio? Conosco Wittgenstein come logico, in contrapposizione con Russell. Vuoi sapere una cosa?
Se volevi sembrare Wittgenstein, quel blog che hai è la strategia sbagliata.
Hai MENO , e con te tutta la sinistra, hai MENO argomenti ADEGUATI di Drive In.
E se vuoi dimostrare che non e' vero, mostrami per quale motivo “bisogna battere le destre” senza sembrare un tifoso del “sinistra FC”.
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Ecco, sono trent’anni che vedo crescere le destre, in Italia (e in gran parte del mondo, peraltro). Lasciate perdere le occasionali sconfitte elettorali, ma di fatto le destre in Italia crescono da trent’anni, e questa crescita è evidentemente culminata (finora) in una presidente del consiglio ex fascista. Domani, chissà.
“ Yawn. “
Sono trent’anni che vedo chi si dice di sinistra reagire negli stessi modi: negli stessi identici modi. Partiti, politici, “intellettuali”, giornali, che si dicono bene o male di sinistra, vanno esibendo le stesse indignazioni, gli stessi allarmi, le stesse polemiche, gli stessi richiami. Non mi interessa discutere qui se siano giusti o sbagliati, moralmente e politicamente (direi giusti, in molti casi, ma non in tutti: spesso pregiudiziali, spesso strumentali e ipocriti, spesso proprio “ma mi hai preso per scemo?”). Non mi interessa, qui.
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Bene. Hai dimostrato che per decine di anni avete vissuto una menzogna. Avete parlato, vi siete relazionati con le persone attorno a voi partendo dall’ipotesi di avere gli argomenti, la cultura e la ragione.
Era una bugia. Stavate mentendo. Era una truffa. E le bugie, caro Sofri, hanno le gambe corte.
Quarant’anni fa scendevate in piazza gridando: “LOLLO! LOLOLLO! LOLOLLO LOLLO LOLLO!”
Oggi scendete in piazza gridando: “LOLLO! LOLOLLO! LOLOLLO LOLLO LOLLO!” Neanche la cazzo di metrica, Sofri. Nemmeno una lieve modifica al modo di gridare lo slogan del momento. Nemmeno quello siete stati capaci di inventare, di cambiare, di innovare, di rivoluzionare.
Siete dei reazionari. E questo lo sapevamo e lo capivamo bene noi adolescenti che, negli anni ’80, si chiedevano che cazzo ce ne fregasse a noi del Katanga e della Palestina.
Orrore! Disimpegno! Riflusso! Gioventù senza ideali!
Ma i vostri ideali erano solo una moda, passata come l’eskimo e i pantaloni a zampa di elefante. Erano un fenomeno di costume. Solo che eravate fuori moda.
“La fantasia al potere”. Aha. E dov’era, di preciso, la “fantasia”?
Siete la fazione politica più omologata, omogenea, stereotipata, folkloristica e REAZIONARIA del panorama politico italiano.
Per questo non piacete ai giovani. Se sono così disperati da pensare che Forza Nuova e Vannacci siano il nuovo, figurati come siete messi.
La sinistra potrà forse attrarre qualcuno il giorno in cui si metterà a chiedersi:
“Ma siamo sicuri che noi siamo i più intelligenti, i più colti, i più creativi?”
Perché, caro Sofri, se Vannacci fa successo raccogliendo le cose che legge sui cessi dei bagni dei maschi, è perché i libri che si scrivono e che piacciono alla sinistra sono CAGATE PAZZESCHE.
Sì, Sofri, se Vannacci fa successo col Mondo al contrario è perché L’amica geniale è la solita melensa cagata neorealista e didascalica che producete da sempre.
Sì, Sofri, se Vannacci fa successo col Mondo al contrario è perché Saviano non capisce un cazzo di niente.
NON siete quelli intelligenti, NON siete quelli colti e, specialmente, NON siete quelli creativi, innovatori o rivoluzionari. Zerocalcare fa venire l’orticaria a qualsiasi mammifero abbia una corteccia cerebrale. E anche la mia amigdala lo trova noioso, ripetitivo, scontato e , se possibile, ancora piu' volgare di Drive In.
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Quello che provo a dire è che pèrdono. Pèrdono un po’ di più ogni anno, hanno perso un po’ di più ogni anno, perderanno ancora un po’ di più ogni anno, perché ogni destra combattuta finora ha dimostrato di poter essere seguita da una destra peggiore, cresciuta serenamente proprio mentre si sosteneva di combatterla negli stessi modi. Ora quindi i casi sono due: o partiti, politici, “intellettuali”, giornali, non sono capaci di elaborare la più ovvia delle riflessioni calcistiche – se si perde, si deve cambiare qualcosa: schema, allenatore, centravanti – e non lo escluderei, dato il livello medio di acume tra le classi dirigenti italiane contemporanee; oppure le loro reazioni sono semplicemente strumentali a rendite di posizione. A nessuno di questi interessa davvero vincere, ma solo conservare spazio e consensi, guadagnare spazio e consensi, anche se questi spazi e consensi sono ogni anno più minoritari. La partita che giocano è quella di evitare la retrocessione, niente di più. O nel migliore dei casi, e di persone benintenzionate: di darsi pacche sulle spalle per aver detto la propria, o essersi trovati numerosi in una solita piazza, o avere ottenuto una risicata e consolante maggioranza in un contesto locale insignificante.
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E daje con la metafora calcistica. La politica come tifoseria con altri mezzi. E nello stesso discorso mescoli discorsi militari e discorsi calcistici. Guadagnare spazio e consensi. Aha. E un posticino al sole, magari in Somalia, no?
Uno strano mix di parole calcistiche, come vincere, cambio di allenatore, schema, centravanti, e poi ancora prendere spazio, la situazione sul campo, conquistare solo i villaggi. Potrei scrivere la stessa cosa di una partita di calcio, di una partita a Risiko e della guerra tra Russia e Ucraina. Conquistano piccoli, insignificanti villaggi devastati. E poi li perdono. E poi li riguadagnano.
Tutto qui?
Dov’è la politica, caro Sofri? Dov’è la politica in tutto questo? PERCHÉ occorre battere le destre? PERCHÉ? Questa è la politica. Ma nel tuo blog manca.
E com’è possibile che tu faccia un post di “politica” senza UN MINIMO di politica? Sembra di leggere Il mondo al contrario: “viva la fica e altre cose che ho letto sui muri del cesso dei maschi”.
Non c’è un femtogrammo di politica. E neanche nel tuo post. C’è molto calcio, parecchio Risiko, forse un pochino di Monopoli, ma... e poi?
Drive In, a modo suo, era MOLTO più politico.
E piu' denso di contenuti.
E infine, come il cazzo sui maccheroni:
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Ma non escludo che sia semplicemente vera la prima ipotesi, che mi sembra assai visibile anche tra di noi non classi dirigenti. Siamo poco intelligenti. Non la capiamo. Ci vediamo domani, scandalizzati per qualcos’altro, indignati per qualcos’altro, a raccontarci nelle nostre bolle sempre più piccole quanto abbiamo ragione. Ce le hanno suonate ma gliele abbiamo cantate. Magari succede qualcosa da solo.
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Fuochino, caro Sofri.
E che dire di questa strana operazione che fai, di tirarti fuori dal mucchio dicendo di non “essere una classe dirigente”? Comodo. Sei a Berlino, siamo nel 1945, gli Alleati bombardano tutto, tu esci dal tuo bunker e gridi: “Ehi, sono state le classi dirigenti, non colpite me”.
Cosa ti fa pensare, caro Sofri, di potertene tirare fuori?
Non ti piace la metafora militare? Bene. Sei un giocatore del brasile. La nazionale tedesca ti sta facendo a striscie, e tu te ne tiri fuori. “Che merda di allenatore che abbiamo”. E si, se nel tuo curriculum c'e' la cosa di aver aperto un sito web creato un giornale online, non puoi dirmi
di non essere un giocatore. Perche' tu non sei “classe dirigente”, Luca Sofri? Cosa ti fa pensare di potertene tirare fuori?
Il fatto di aver creato un blog che si chiama “Wittgenstein”? Questo, secondo te, ti dà autorità intellettuale? Sembri quel mentecatto di Umberto Eco, quando ci spiegava che lui va a dormire leggendo Kant. Ammetto che possa essere noioso abbastanza da conciliare il sonno, ma, se capisco l’intento di Umberto Eco, voleva dire: “Sono migliore di tutti voi perché nei miei film porno c’è un filosofo patacristiano”.
Che dire? Guardava del porno di merda.
Ma per lui significava: “Sono migliore di tutti voi, guardate che porno di merda guardo per dormire”.
Vuoi che ti faccia contento? Bene.
“Come sei superiore a noi, Luca Sofri, perché hai un blog intitolato a Wittgenstein, e quindi hai autorità intellettuale; e come sei superiore a noi perché hai aperto un sito web fondato un giornale online! E quanto sei superiore a tutti quelli di sinistra, e delle classi dirigenti, se puoi criticarli usando metafore calcistiche e concetti presi dal Risiko. Devi proprio essere migliore di tutti noi!”
Contento?
Siete stupidi. Siete ignoranti. Siete omologati. Siete irreggimentati. Siete il contrario esatto di quello che dite di essere. Siete volgari, volgari come una truffa. Siete l'equivalente politico del principe nigeriano che ha dimenticato di spostare ottocentomila dollari e gli serve il vostro conto in banca.
Avete venduto, vi siete venduti, come una merce assolutamente sopravvalutata. Era tutto falso. A tutte quelle belle cose che avete sempre detto non ci credevate nemmeno voi.
E ora la bugia sta venendo svelata.
Drive In ha vinto. Perché era più intelligente. Più evoluto intellettualmente. Più creativo. Più libero.
E nessuno pensava di essere migliore degli altri perché guardava le tette a Carmen Russo.
Avete occupato tutti i posti associati alla cultura, e poi avete spacciato per autorevolezza intellettuale quello che era autoritarismo intellettuale; avete venduto per “egemonia culturale” quella che era solo una lottizzazione delle università, delle case editrici e di Cinecittà.
Mia madre è stata una commerciale di De Agostini. Parlando coi negozianti, mi raccontò della volta in cui qualcuno entrò in negozio chiedendo: “Devo farmi una cultura, mi dia il libro più noioso che ha”.
E questo, caro Sofri wannabe Wittgenstein, è il tuo ritratto.
Quel tizio sei tu.
Altrimenti avresti chiamato il tuo blog in maniera diversa.
E ora perdete, per una semplice ragione.
Il Re è nudo. Si vede chi siete.
E nascondervi dietro alla copia del Maestro e Margherita — che sicuramente leggete per dormire, come Eco — non vi aiuterà.
È solo un altro tipo di porno di merda.
Tieni il video sotto, divertiti ancora. Ricorda di quando eri giovane.
In cambio, ti chiedo un cazzo di favore. Smetti di dire “le destre”. Quel plurale non ti fa sembrare intelligente. Non ti fa sembrare Wittgenstein. È un errore logico. Un errore che ti fa sembrare il fastidioso foruncolo sul culo di Wittgenstein, e magari non a tutti piace darci un’occhiata.
Uriel Fanelli
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