Telemarketing.
Come molti expat, ho diverse SIM telefoniche. Una, di lavoro, sul telefono aziendale. Su un altro telefono a doppia SIM, invece , ho due numeri. Il mio privato italiano e il mio privato tedesco. E ho notato una stranissima “inspiegabile” differenza tra le sim italiane e quelle tedesche. Quelle italiane ricevono un sacco di telefonate di telemarketing, quelle tedesche nessuna.
A che cosa e' dovuta questa strana differenza?
Ci sono diverse ragioni.
La prima e' regolatoria. Per la legge tedesca, quelle chiamate sono illegali, e le multe le paga chi si fa pubblicita'. Cioe', se l'azienda di energia X-Energia vi chiama per vendervi il contratto, la multa cade su X-Energia, a prescindere da chi faccia o non faccia da call center, dove si trovi, o chi lo dirige.
La Bundesnetzagentur dice esplicitamente che persegue i responsabili delle chiamate pubblicitarie non autorizzate e può imporre multe fino a 300.000 euro per chiamate pubblicitarie illecite.
Esempi concreti:
- Nel 2018 una multa da 300.000 euro fu contro ENERGYsparks GmbH, cioè un’azienda attiva nella vendita di contratti energia, non semplicemente contro “il telefonista”.
- Nel 2021 una multa da 260.000 euro fu contro KiKxxl GmbH, cioè un call center.
- Sempre nel 2021 una multa da 145.000 euro fu contro Cell it! GmbH & Co. KG, un altro call center/dienstleister.
- La stessa Bundesnetzagentur, nelle misure pubblicate, descrive casi in cui era già stato multato separatamente il call center, mentre poi vengono colpite anche altre parti della catena.
Ma questo non basta. Le mafie criminali che gestiscono questi call center non si spaventano di certo per queste multe. Si tratta di gente che oltre ai call center traffica esseri umani, spaccia droga, si occupa di crimine organizzato.
Ci sono anche ragioni legislative.
1. In Germania il punto di partenza è opt-in\, non opt-out.
Per chiamare un consumatore tedesco a fini pubblicitari serve consenso preventivo esplicito. Non “puoi chiamarlo finché non si oppone”; è il contrario: non puoi chiamarlo finché non hai una prova del consenso. La Bundesnetzagentur dice chiaramente che una chiamata pubblicitaria senza consenso precedente è illegale, e che agisce contro i responsabili. Prova significa prova scritta.
In Italia invece il Registro Pubblico delle Opposizioni è un sistema di opt-out: ti iscrivi per opporti. Funziona contro chi sta nel perimetro legale, ma non impedisce a monte la circolazione dei database.
2. Dal 2021 in Germania il consenso deve essere documentabile.
Non basta dire “ce l’avevamo”. Dal §7a UWG l’azienda deve poter documentare in modo adeguato il consenso alla telefonata pubblicitaria; questa è una differenza enorme, perché rende pericoloso comprare liste sporche. In pratica: il broker che vende “lead” telefonici in Germania deve venderti anche una prova solida del consenso. Se non ce l’ha, il compratore si espone. Questo riduce molto il mercato grigio.
3. In Germania alcuni contratti telefonici non si chiudono più solo al telefono.
Per energia/gas, che sono proprio uno dei grandi settori dello spam telefonico, il contratto domestico richiede Textform: lettera, sito web, o egualmente validabili per iscritto. La Bundesnetzagentur dice esplicitamente che i contratti di fornitura energia per clienti domestici non possono essere conclusi telefonicamente o oralmente; senza Textform sono inefficaci.
Anche per telefonia/internet, la Verbraucherzentrale spiega che per rendere efficace un contratto telefonico serve approvare in Textform il riepilogo contrattuale. Questo ammazza il modello “ti faccio dire sì al telefono e poi ti incastro”.
4. Quindi il valore economico di una chiamata illegale tedesca è più basso.
Il call center truffaldino vuole conversione rapida: chiama, spaventa, ottiene dati, chiude contratto o lead. In Germania, dopo la chiamata, per chiudere un contratto serve un passaggio scritto tracciabile. Quello crea attrito, prove, possibilità di ripensamento e contestazione.
In Italia invece per anni il modello energia/telefonia/comparatore/mandato/lead ha avuto molto meno attrito operativo. Basta una registrazione della chiamata.
5. La Germania non ha “zero telemarketing”: ha meno traffico perché il mercato è più piccolo e più rischioso.
Nel 2024 la Bundesnetzagentur ha ricevuto 37.561 reclami scritti per telefonate pubblicitarie non autorizzate e ha fatto 11 procedimenti con multe totali per 1,373 milioni di euro.
Quindi il fenomeno esiste. Ma quei numeri descrivono un mercato fastidioso, non una tempesta quotidiana universale come su molti numeri italiani.
Adesso andiamo al lato telco. Questi call center passano per il traffico internazionale, e alla fine vi raggiungono. Quasi sempre vengono da nazioni dell' est europa,
ma spesso non mostrano il telefono di provenienza, o fingono di essere italiani. Ma fingere non e' semplice, e questo e' il punto:
§ 120 TKG — Telekommunikationsgesetz
Qui siamo sul lato rete/numero. È la norma tedesca sulla trasmissione dell’identificazione del chiamante e contro la manipolazione del numero. Dal 1 dicembre 2022 sono entrate regole specifiche contro il Call-ID spoofing; la Bundesnetzagentur dice che certi tipi di chiamate manipolate devono essere interrotte e non instradate.
Il § 120 TKG è intitolato “Rufnummernübermittlung”, cioè trasmissione del numero telefonico. Non è la norma sul consenso al telemarketing; quella è l’UWG. Il §120 TKG è la norma tedesca che mette obblighi tecnici ai provider telefonici su quale identità numerica può essere trasmessa nella segnalazione.
Il testo ufficiale è qui: Telekommunikationsgesetz §120.
Il cuore è questo.
1. Chi permette chiamate uscenti deve trasmettere una numerazione tedesca completa e assegnata a quell’utente per quel servizio.
Il §120(1) dice che i provider di servizi telefonici interpersonali pubblicamente accessibili, quando permettono chiamate uscenti, devono assicurare che all’instaurazione della chiamata sia trasmessa una national signifikante Rufnummer des deutschen Nummernraums, cioè una numerazione tedesca completa. Soprattutto: quella numerazione deve essere assegnata all’utente finale per il servizio con cui la connessione viene stabilita. Tradotto brutalmente:
non puoi attaccarti a un trunk tedesco e presentare “un numero tedesco a caso”. Il numero deve essere tuo, assegnato a te, per quel servizio.
Questo è importante perché taglia il modello “ti vendo un SIP trunk e tu ci butti dentro qualunque CLI”.
2. Se una chiamata arriva dall’estero con un numero tedesco\, il provider deve marcare internamente che viene dall’estero e sopprimere la visualizzazione del numero.
Il §120 dice che quando una connessione viene consegnata dal network telefonico estero e porta come CLI una numerazione nazionale tedesca, i provider devono assicurare che internamente sia chiaramente marcato l’ingresso della chiamata nella rete tedesca e che la Rufnummernanzeige sia soppressa, cioè il numero non venga mostrato. L’eccezione esplicita è il roaming mobile internazionale. Questa è la parte anti-spoofing più pesante:
chiamata dall’estero + numero tedesco = non la presenti normalmente come numero tedesco.
Non blocca necessariamente ogni chiamata in ogni caso, ma toglie il valore commerciale della falsificazione: non puoi far sembrare una chiamata estera come una normale chiamata locale tedesca.
3. Alcune numerazioni non devono essere usate come CLI.
La Bundesnetzagentur ha spiegato l’entrata in vigore dal 1 dicembre 2022 come protezione contro il Call-ID-Spoofing. Le nuove regole riguardano soprattutto chiamate con numeri manipolati, per esempio numeri di emergenza, numeri speciali o numeri tedeschi usati dall’estero in modo ingannevole.
La pagina operativa della Bundesnetzagentur dice che dal 01.12.2022 certe chiamate manipolate devono essere abgebrochen, cioè interrotte: “non vengono proprio più inoltrate”.
4. Il chiamato deve poter rifiutare facilmente e gratis le chiamate con numero nascosto.
Il §120 prevede anche che i chiamati debbano avere la possibilità di respingere in modo semplice e gratuito le chiamate con numero soppresso.
La differenza con l’Italia, nel punto che vi interessa, è questa:
in Germania la norma colpisce direttamente il provider di rete. Non si limita a dire “il telemarketer non deve chiamare senza consenso”. Dice al provider: quando trasporti traffico, devi assicurarti che il numero trasmesso sia coerente, assegnato, e non manipolato; se arriva dall’estero con un numero tedesco, non lo devi presentare come se fosse una normale chiamata tedesca.
Come vedete, non ci sono veri ostacoli tecnici. Gli ostacoli sono quasi tutti legislativi.
In Germania il problema è stato affrontato con regole molto semplici:
- non potete concludere contratti di fornitura domestica solo per telefono;
- non potete presentarvi con un numero tedesco se non siete davvero nella filiera tedesca autorizzata a usarlo;
- la procedura non è “opt-out”, ma “opt-in”: non devo firmare io per smettere di ricevere chiamate, dovete avere voi una prova del mio consenso prima di chiamarmi;
- se qualche furbo decide comunque di provarci, le multe non finiscono soltanto al call center sacrificabile, ma possono arrivare direttamente a chi vende il prodotto pubblicizzato.
Ed è qui che nasce la domanda.
Se bastano leggi adeguate, perché sui giornali italiani si legge che AGCOM combatte ferocemente contro il telemarketing, come se lo Stato fosse il nemico giurato dei disturbatori telefonici, quando in realtà l’intero impianto giuridico italiano ha reso quel mercato possibile, conveniente e scalabile?
La risposta è semplice: narrativa.
Giornali, telco e politici vi stanno raccontando la storia delle eroiche agenzie governative che combattono il telemarketing, come se lo Stato fosse da sempre impegnato in una guerra senza quartiere contro i disturbatori telefonici.
Poi, però, si guardano i provvedimenti concreti.
Il più ridicolo è il Registro Pubblico delle Opposizioni. Un capolavoro di rovesciamento della responsabilità: non sono loro a dover dimostrare di poter chiamare voi; siete voi a dovervi iscrivere da qualche parte per spiegare che non volete essere molestati. Non è opt-in. È opt-out. Cioè
il contrario di una protezione seria.
E sappiamo benissimo come va a finire, in Italia, quando nasce un registro pieno di numeri telefonici certamente attivi, appartenenti a persone reali, abbastanza interessate al problema da aver fatto la fatica di iscriversi. Ufficialmente dovrebbe servire a proteggervi. Nella pratica diventa una lista pregiata: numeri vivi, verificati, appetibili. Dal giorno in cui vi iscrivete, non avete dimostrato che non volete essere chiamati; avete dimostrato che quel numero esiste, funziona, risponde, ed è collegato a un essere umano. In teoria, l’operatore deve consultare periodicamente il Registro e non chiamare i numeri iscritti. In pratica, questo funziona solo contro chi ha già deciso di rispettare le regole. Contro call center esteri, broker di lead, società schermo, numeri falsificati e filiere opache, il Registro è poco più che un amuleto burocratico.
Peggio ancora: il Registro tratta il problema come se fosse una questione di consenso commerciale, quando il problema reale è industriale e telefonico. La domanda non dovrebbe essere “il cittadino si è opposto?”, ma “chi ha permesso a questa chiamata di entrare nella rete?”, “chi ha venduto il trunk?”, “chi ha accettato quel traffico?”, “chi ha fornito alla piattaforma outbound abbastanza segnalazione da capire se la chiamata è stata deviata, filtrata o mandata in segreteria?”.
Per anni, invece, si è preferito costruire una scenografia: moduli, registri, campagne informative, tavoli tecnici, comunicati stampa. Tutte cose utilissime per raccontare che qualcosa si sta facendo, ma inutili se il rubinetto resta aperto.
Quindi no: lo Stato italiano non è stato il nemico giurato del telemarketing: semmai, lo appoggia e sostiene.
Ma nel frattempo, pretende di combatterlo creando associazioni inutili come AGCOM, e pubblicando di continuo la storia dell' eroica AGCOM che lotta per voi.
Spoiler: non lo fa.
Uriel Fanelli
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