Ideologia o soddisfazione?
Dopo aver visto all'opera gli "agenti" dell'ICE nell'uccisione di Renee Nicole Good a Minneapolis, una donna che non costituiva alcun pericolo immediato, tutto il mondo sta perdendo tempo ad affermare che stiamo assistendo alle manifestazioni di un'ideologia. Questa interpretazione fa comodo a molti, perché consente di circoscrivere il problema. Un'ideologia, dopotutto, si lega a un partito, a uno specifico governo, e dunque appare confinabile, rimovibile con un cambio di amministrazione.
Ma gli Stati Uniti hanno sviluppato una cultura "Pop" che è, sotto molti aspetti, di gran lunga peggiore del nazismo, proprio perché non si tratta di un'ideologia articolata e riconoscibile. Si tratta di una forma di soddisfazione collettiva, di un'estetica della violenza normalizzata che attraversa decenni di cinema, televisione, retorica politica e comportamento sociale.
Perché parlo di cultura pop? Perché l'uccisione di Renee Good è stata immediatamente stigmatizzata, quasi per riflesso condizionato, come l'ennesima dinamica sbagliata tra polizia e cittadini. E questa dialettica è perdente, perché ormai logora, perché riduce tutto a un problema tecnico di addestramento o di procedure operative. Ma immaginiamo adesso uno scenario diverso. Immaginiamo che, anziché dire che la donna "ha tentato di uccidere un poliziotto" – scusa che funzionerebbe in senso legale, se dimostrata, cosa che non è – il presidente avesse detto che era una "Karen".
Cosa ne pensa la cultura pop americana di una "Karen"?
https://www.youtube.com/results?search_query=karen+karma

Ebbene, vi basta una ricerca su YouTube, il social che meglio di ogni altro rappresenta la cultura popolare americana. Cercate "karen karma" e immergetevi nell' abisso di contenuti oscuri. Potete osservare alcuni temi ricorrenti, inquietanti nella loro sistematicità:
- L'abuso del concetto di karma, trasformato in una specie di contrappasso dantesco a buon mercato, un "se l'è cercata" elevato a dimensione cosmica e quindi incontestabile.
- L'abuso del concetto di "entitled", brandito come un'accusa morale definitiva, con sottotesti che spesso suonano come "adesso che hanno il diritto di voto si sentono chissà chi".
- Il palese, sfrontato accento sulla soddisfazione che si prova nel vedere una "Karen" picchiata, umiliata, sofferente o persino morta.
- leggete i commenti. Non bisogna spiegarveli, credo.
Questa non è ideologia. È qualcosa di più viscerale, di più pervasivo. È una forma di piacere collettivo nell'assistere alla punizione di chi viene percepito come arrogante, come "troppo sicuro dei propri diritti". Ed è precisamente qui che la cultura pop americana diventa più pericolosa del nazismo: perché non ha bisogno di manifesti ideologici, di campi di concentramento dichiarati, di una struttura formale che la renda riconoscibile e quindi combattibile. Si mimetizza nell'intrattenimento, si nasconde dietro l'ironia, si giustifica come "giustizia sociale spontanea".
Ma soprattutto, si tratta della materializzazione culturale di quello che in Europa chiamiamo "parlare alla pancia": proporre un ideale politico sotto forma di soddisfazione veloce e ripetuta di un appetito continuo, insaziabile. Non esiste alcuna ideologia nel definire "giustizia universale" – cioè karma – la "punizione" di una "Karen" da parte dell'autorità autorevole, vale a dire quella violenta, quella armata, quella che può uccidere impunemente.
Esiste solo la soddisfazione di guardare il video dove la Karen viene punita. E questo piacere, da solo, giustifica tutto. Non servono processi, non servono prove, non serve nemmeno la minima verifica dei fatti. Basta la narrazione, basta l'etichetta, basta il frame mentale già confezionato dalla cultura pop: "entitled white woman gets what she deserves". E così arriviamo al "fucking bitch!" esclamato dal poliziotto dopo aver sparato a Renee Good. Non un'espressione di shock, non un grido di paura dopo uno scontro realmente pericoloso. Una dichiarazione di soddisfazione. La verbalizzazione del piacere nell'aver punito qualcuno che "se l'è cercata".
Ecco perché continuare a parlare di ideologia MAGA significa perdere la partita in partenza. Perché l'ideologia si combatte con contro-ideologie, con argomentazioni razionali, con programmi politici alternativi. Ma come si combatte una cultura della soddisfazione? Come si argomenta contro il piacere viscerale, contro la gratificazione immediata di vedere "la cattiva" che viene punita? La risposta inquietante è che non si può, non con gli strumenti tradizionali della politica. Perché stiamo assistendo a qualcosa di nuovo e di profondamente radicato: una società che ha trasformato la violenza di stato in intrattenimento, e l'intrattenimento in giustificazione morale.
Andiamo ancora più sul pratico, perché la tecnica della propaganda MAGA – proporre contenuti immediatamente soddisfacenti, produrre una certa dipendenza con tanto di assuefazione progressiva – è tipica di un mondo molto specifico: il porno.
Se domani un sito pornografico come Pornhub aggiungesse alle proprie categorie voci come "explosions", "shootings", "karma", otterrebbe probabilmente una perfetta continuità operativa. Il meccanismo sarebbe identico: produrre una soddisfazione rapida, viscerale, attraverso la semplice visione di un filmato. L'utente clicca, guarda, prova un picco di gratificazione, e passa al video successivo. Nessuna riflessione, nessun coinvolgimento prolungato, solo il ciclo infinito della stimolazione e della ricompensa immediata.
Ma in realtà, descrivere questo fenomeno sarebbe ancora più semplice se guardassimo dove è già pienamente realizzato: esiste da anni su 4chan, e si chiama /gif/. Una bacheca con tutti i generi di porno, ma anche altro: il nostro Gedankenexperiment realizzato in pratica. Pornhub si fonde con Breitbart.
Solo che, anziché parlare pudicamente di "explosions", lì si usa tranquillamente il termine "war". Anziché "shootings", si parla normalmente di "killings". E anziché il più edulcorato "karma", il termine tecnico è "rekt" – da "rectified", rettificato, qualcuno che viene "(ri)messo al suo posto", corretto attraverso la violenza. L'equilibrio naturale ritrovato.
Il concetto è già pienamente operativo in quella board da oltre un decennio. Al massimo, quello che può fare un social mainstream come YouTube è "sublimarlo", rendere presentabile ciò che su 4chan è esplicito e brutale. Chiamare "karma" quello che su 4chan si chiama "rekt". Confezionare con musichette e montaggi accattivanti quello che nelle imageboard appare nella sua crudezza immediata. Ma la sostanza non cambia: sono sempre video di persone che soffrono, che vengono umiliate, ferite o uccise, presentati come contenuto di intrattenimento, come qualcosa che deve procurare soddisfazione a chi guarda.
La parola chiave, è "soddisfazione".
Potrei discutere all'infinito di quanto questo sia, o non sia, tipico di ogni singolo americano ormai. Ma il punto non è questo. Potremmo fare la stessa discussione su quanto il fascismo sia stato diffuso come cultura popolare in Italia, e la medesima cosa per il nazismo in Germania. Entrambi i fenomeni hanno avuto le loro manifestazioni di massa, i loro rituali collettivi, la loro estetica spettacolare, e la loro cultura pop.
Ma il punto cruciale è un altro: questi poli politici – il MAGA americano, il fascismo storico, il nazismo – non sono più , oggi, ideologie politiche nel senso tradizionale del termine. Nella nuova accezione americana, sono meccanismi di gratificazione immediata, di piacere, che bypassano completamente la sfera razionale. Piccoli orgasmi.
Ovvero, la politica come fruizione di una pornografia, allo scopo di procurarsi piacere.
Prescindono dal dibattito politico, l'argomentazione logica. Non si aderisce a questi movimenti perché si è convinti da un programma, da un manifesto, da una visione del mondo articolata. Si aderisce perché procurano piacere. Il piacere di vedere "il nemico" punito. Il piacere di sentirsi parte di una massa che ha il potere di infliggere sofferenza. Il piacere, semplicemente, di guardare qualcuno soffrire e sentirsi libidicamente giustificati nel provare quella soddisfazione.
Voi direte: ma Renee Good non e' riconoscibile come Karen. Per voi. Ma andiamo a vedere cosa vede l'americano pop:

E voi direte: embè? È una bella donna. Che c'è di strano?
Ingrandite bene la foto. Guardate con attenzione. Non vedete nulla di particolare? Allora siete europei. Per l'americano medio immerso nella cultura pop, c'è un grosso problema. Vedetelo da voi stessi cercando su YouTube "nose ring theory".
https://www.youtube.com/results?search_query=nose+ring+theory

Avete capito bene: il fatto di avere un piercing al naso è sufficiente, nella cultura popolare americana, per essere automaticamente catalogata come una spostata, lesbica, femminista rabbiosa dai tratti borderline. Non sto esagerando. Guardate voi stessi.
Non sto caricando la mano. Esiste un'intera teoria pseudo-psicologica, diffusa capillarmente attraverso video, meme e discussioni online, che attribuisce al semplice piercing nasale un intero pacchetto di caratteristiche negative, di comportamenti problematici, di atteggiamenti insopportabili.
E sia chiaro, sto semplificando la "Nose Ring Theory". Nella sua versione completa, questa teoria si articola in sotto-categorie, distingue tra tipi diversi di piercing, stabilisce correlazioni con altri elementi estetici. Ma il nocciolo è sempre quello: un elemento fisico visibile diventa il marcatore che autorizza il giudizio, il disprezzo, e infine la punizione.
La SODDISFACENTE punizione.
Hanno monetizzato politicamente il piccolo sadismo che i tedeschi chiamano "schadenfreude". Hanno preso quel piacere sottile, quasi innocente(?), che si prova nel vedere qualcuno inciampare o fallire, e l'hanno trasformato in una strategia politica vincente. L'hanno amplificato, industrializzato, reso disponibile ventiquattro ore su ventiquattro attraverso algoritmi che sanno esattamente quale tipo di umiliazione, quale tipo di violenza, quale tipo di "karma" ti farà cliccare sul prossimo video.
Quale tipo di umiliazione (o sofferenza) vi fara' GODERE.
So come vi sentite. Vi starete chiedendo come faccio a immergermi nella profonda America senza la paura di uscirne corrotto, contaminato, trasformato. È un concetto che ho esplorato in "Cibo", un libro di fantascienza che ho scritto, quando la Prima Prostituta del Tempio di Naamah chiede a una donna di prostituirsi in maniera sempre più infima, discendendo gradino dopo gradino nella degradazione, fino a che sarà tornata vergine. È possibile. La discesa completa può essere anche una forma di purificazione, se affrontata con consapevolezza.
Io ritengo che Internet abbia un potenziale conoscitivo enorme, precisamente perché potete immergervi dentro qualsiasi cultura e capirla veramente, capirla nel senso di "grokkarla" – quel verbo che Heinlein ha regalato alla lingua inglese e che significa comprendere qualcosa così profondamente da diventare tutt'uno con essa. E per quanto la vostra mente razionale gridi "portami fuori di qui", per quanto ogni fibra del vostro essere educato e civilizzato voglia riemergere immediatamente, la verità è che esiste una scomoda realtà da accettare: quello in cielo è l'inferno. Il paradiso (la comprensione) è in basso, ben salvaguardato da un muro di abisso quasi invalicabile. Se vuoi arrivarci, se vuoi davvero comprendere cosa sta accadendo, devi immergerti. Fino in fondo.
In questo caso, devi attraversare l'inferno della cultura pop americana, respirarne i miasmi, coglierne la logica interna, prima di poter pretendere di capire cosa è successo a Renee Good a Minneapolis
Ce ne saranno altre.
E la vostra mente decente dirà: "Ma era una madre, di tre figli". Aha. E volete davvero sapere cosa pensa la cultura popolare americana delle madri single? Davvero? Siete sicuri di volerlo sapere?
Tuffiamoci nell'abisso, allora, e vediamo cosa c'è sul fondo, prima di raggiungere il paradiso della comprensione. Perché anche qui, come per il piercing al naso, come per la "Karen", esiste un'intera mitologia degradante, un catalogo di stereotipi velenosi che trasformano la maternità single in un marchio di infamia morale. La madre single è irresponsabile, è una che "ha fatto scelte sbagliate", è probabilmente una che vive di welfare, è sicuramente una che cerca di intrappolare qualche uomo benestante. È, in ultima analisi, qualcuno che non merita rispetto, che non merita protezione, che forse – e qui arriviamo al punto – non merita nemmeno di vivere. Non menziono la storia del "body count", so che non siete pronti.
https://www.youtube.com/results?search_query=single+mothers

Benvenuti nell'abisso. Parliamo di una persona che, per la cultura pop americana, è semplicemente immondizia. È una madre single. Una "gold digger", una cacciatrice di patrimoni, qualcuno da cui è meglio stare alla larga se tieni al tuo portafoglio e alla tua libertà. Non sto citando qualche oscuro forum di estremisti bianchi. Sto descrivendo un tema ricorrente, mainstream, ossessivo, presente in decine di video, podcast, discussioni che raccolgono milioni di visualizzazioni.
E come potete vedere dal colore della pelle di molti commentatori – alcuni dei quali ve li aspettereste militare in una fazione politica di sinistra – questo disprezzo attraversa le linee razziali. Sono persone di colore, spesso, a perpetuare con maggiore violenza verbale questi stereotipi contro le madri single. Il che dimostra, ancora una volta, che non stiamo parlando di un'ideologia politica tradizionale, non stiamo parlando di destra contro sinistra. Stiamo parlando di una cultura della soddisfazione che ha infettato l'intero spettro sociale americano, indipendentemente dalla razza, dal genere, dall'orientamento politico dichiarato
State cioè parlando di una "madre single" che "ha un anello al naso".L'equivalente di di donna ebrea che ha sposato un negro, nella Germania nazista. L'equivalente preciso. Qualcuno che ha accumulato su di sé tutti i marcatori negativi possibili, qualcuno che la cultura popolare ha già condannato prima ancora che accada qualsiasi fatto concreto.
Non serve che faccia nulla di sbagliato. Non serve che costituisca un pericolo reale. È già colpevole per quello che è, per come appare, per i simboli che porta sul corpo. E quando arriva la punizione – quando un agente dell'ICE le spara e poi esclama "fucking bitch!" – non è un'esecuzione arbitraria. È, nella logica della cultura popolare americana, un atto di giustizia cosmica. È "karma". È qualcuno che viene "rettificato", "rekt". È la materializzazione video di ciò che milioni di americani hanno imparato a desiderare guardando ore e ore di contenuti su YouTube, su TikTok, su 4chan.
Esistono diverse scuole di pensiero sul significato di "rekt". Alcuni lo fanno discendere da un videogioco e indica una persona sconfitta in maniera umiliante, altri da uno slang del mondo delle crypto, con chi perde una scommessa sui prezzi, in maniera molto devastante.Quando vidi per la prima volta il termine, eravamo su BBS, e il moderatore faceva un [Correct] per correggere qualche comunicazione o per ridiscutere qualche decisione che aveva preso. Ma eravamo MOLTI anni fa. In ogni caso, ho investigato un pochino e il gergo specifico di 4chan , specialmente /b/ e /gif/, e non fuori, interpreta "rekt" nel modo che ho detto, "instant karma". . Il punto è che questi contenuti mostrano sempre qualcuno che è molesto o aggressivo con gli altri, e viene "rimesso al suo posto", con la violenza, in maniera umiliante se non distruttiva, oppure omicida.
Ma la cosa peggiore è che nell'esclamazione "fucking bitch!" riconosciamo perfettamente una scarica di piacere. Non è rabbia. Non è paura residua dopo uno scontro pericoloso. È lo sfogo di un desiderio trattenuto da anni, quello di poter finalmente sparare in faccia a una maledetta Karen, che ha un anello al naso, e che è una madre single, e che sta urlando. È l'orgasmo violento di chi ha finalmente potuto fare ciò che migliaia di video su YouTube gli hanno insegnato a desiderare.
La scarica di serotonina dopo anni di anticipazione dopaminica.
Vi verrà da dire: "Ma aspetta, Renee Good non era single, viveva con la sua compagna". Ok. Ok. Rilassatevi. Respirate. Perfetto. Rileggete tutto daccapo fino a quando non avete capito, volete?
Perché se pensate che questo la salvi, se pensate che questo la renda meno "colpevole" agli occhi della cultura popolare americana, allora non avete ancora capito il punto. Non avete ancora capito quanto profonda sia questa perversione culturale, quanto pervasiva, quanto perfettamente integrata in ogni aspetto della società americana contemporanea.
E no, non vi darò un altro link per convincervi che "ma non era single, era lesbica" non è un'obiezione. Per oggi, basta abisso. Bambini, vi siete divertiti abbastanza.
Dove voglio arrivare
Se mi fermo qui con l'abisso, vi starete chiedendo: "Ma dove vuole arrivare Uriel?".
Ecco dove voglio arrivare.
Quello che pensate essere un'ideologia è una cultura popolare che pervade l'intera società americana. Senza eccezioni. Non sto parlando solo dei sostenitori di Trump, non sto parlando solo dei repubblicani, non sto parlando solo dei bianchi conservatori del Sud. Sto parlando di tutti.
È una trasformazione della politica: da ideologia a una forma di pornografia che si consuma per provare soddisfazione immediata.
Certo, anche durante il secolo scorso ci saranno stati i sadici che si arruolavano nelle SS per poter sfogare la loro libidine violenta. L'ho descritto nella "Saga dell'Edelweiss", un'altra serie di libri di fantascienza che ho scritto, dove esploro proprio questi meccanismi psicologici profondi. Ma quello che sta accadendo oggi in America non è un piacere specifico, non è una parafilia o un feticismo riservato a una minoranza sessualmente deviante.
È semplicemente una scarica di serotonina dopo tantissima anticipazione, generata da una serie di social network che propongono la politica come una forma di pornografia di cui fruire per ottenere soddisfazione. Il nazismo americano non è più "ideologia", non ha più una filosofia di base, non ha più un manifesto programmatico da studiare e confutare.
MAGA è semplicemente un prodotto di intrattenimento di cui si fruisce per ottenere soddisfazione, cioè piacere. Punto.
Definizione che descrive benissimo (anche) la pornografia, lo so.
E come ogni forma di pornografia, crea dipendenza, richiede dosi sempre maggiori, normalizza gradualmente ciò che prima era inaccettabile.
E dobbiamo sempre chiederci quale sia l'equivalente politico dei video di "Triple Anal Penetration, Fisting & Pissing" del porno estremo.
Perché il "sempre di più" del porno vale esattamente anche per questa politica. L'assuefazione funziona allo stesso modo.
Oggi sparare a una Karen madre single con l'anello al naso.
Domani?
Cosa servirà domani per ottenere la stessa scarica di serotonina, la stessa soddisfazione?
"Quale tipo di umiliazione altrui vi farà GODERE?"
Questa domanda è il cuore oscuro dell'intera operazione. Gli algoritmi non si limitano a mostrarti contenuti casuali: imparano dalle tue reazioni, dai tuoi tempi di visualizzazione, dai tuoi pattern di click. Scoprono quale specifica forma di sofferenza altrui ti procura maggiore soddisfazione.
Forse è vedere una "Karen" che urla e viene ammanettata. Forse è un manifestante che viene picchiato. Forse è un immigrato che viene umiliato pubblicamente. Forse è una femminista che piange dopo essere stata "distrutta dai fatti e dalla logica". O una donna che viene assassinata dall' ICE. L'algoritmo impara, raffina, ottimizza. Ti serve esattamente il tipo di crudeltà che accende i tuoi circuiti della ricompensa.
E questa personalizzazione della crudeltà è ciò che rende il fenomeno infinitamente più potente di qualsiasi ideologia tradizionale. Il nazismo aveva un nemico definito, identificabile. Questa nuova forma di fascismo pornografico ha un nemico personalizzato per ciascuno. Ognuno ha la sua "categoria" di persone di cui godere la sofferenza. E il sistema politico impara a fornire esattamente quel tipo di vittima, quel tipo di punizione, quel tipo di "giustizia" o "karma", che ti farà provare il massimo piacere possibile.
E a tutti quelli che vogliono combattere questo Moloch, chiedo: siete davvero sicuri di avere gli strumenti culturali?
Io vedo gente che rifiuta di capirlo, per paura di immergersi nell'abisso. Vedo intellettuali che continuano a parlare di "ideologia", di "programmi politici", di "valori democratici", mentre dall'altra parte c'è un sistema perfettamente oliato che trasforma la politica in pornografia della sofferenza altrui. Vedo persone perbene che si scandalizzano, che firmano petizioni, che organizzano manifestazioni, convinte di stare combattendo una battaglia politica tradizionale
Ma senza capirlo, senza davvero immergersi fino in fondo in quella cultura, senza toccare il fondo dell'abisso e vedere cosa c'è laggiù, non lo sconfiggerete MAI.
Perché non state combattendo un'ideologia. State combattendo contro la gratificazione immediata, contro la dopamina, contro meccanismi neurologici che bypassano completamente la ragione. State combattendo contro qualcosa che sa dare piacere immediato a milioni di persone, mentre voi offrite "solo" argomentazioni razionali e appelli morali.
E finché non capirete questo, finché non accetterete di guardare veramente in faccia questo mostro, continuerete a perdere. Perché loro sanno quale tipo di umiliazione del nemico farà godere il loro pubblico.
E voi continuate a credere che basti la ragione.