Ho guardato Barbie, e potete farlo anche voi.

Dunque, mentre Oppenheimer e' un film decente che vale la pena di guardare, e di pagare per guardarlo in lingua originale e in sala Lounge, la Barbie non merita tanto, quindi mi sono limitato a piratarlo ignobilmente, visto che... non penserete mica di pagare per un film per bambini? (a meno che non abbiate figli, nel qual caso lo farete).

In realta', non e' davvero uno schifo. E' semplicemente un film per bambini, di quelli che in Danimarca facevano negli anni '70 , con la morale prestampata e la trama didascalica. Fare polemiche, sulla presunta sessualizzazione della bambola, per la generazione che si e' sciroppata i reggicalze simil-porno di Pippi Calzelunghe, fa un po' ridere.

Se lo guardiamo per quello che e' , la sua banalita' va , in fondo, bene: e' un film che parla di una bambola in uso tra i 6 e i 10 anni, e quindi va benissimo per chi ha dai sei ai 10 anni. Forse affronta alcuni temi troppo forti per quella fascia di eta', ma se consideriamo che li infantilizza, li banalizza e li rende digeribili per i bambini, diciamo che puo' andare.

Diciamo che e' a livello Pippi Calzelunghe.

Ed e' fatto per la stessa audience: non dimentichiamo che parla di Barbie, cioe' un prodotto commerciale, e che il film serve a farlo vendere: quindi e' rivolto a chi vuole comprare una bambola Barbie. E' una questione, come dice il marketing, di target.

Se lo guardiamo per quello che e', si tratta di un discreto film per bambini, anche se l'aspetto commerciale e' a mio avviso troppo marcato. Voglio dire, e' troppo sfacciato che questo film sia una pubblicita' per una bambola. Anzi, due (ma alla fine, Ken era venduto come accessorio di Barbie, come l'automobile di Barbie, il Camper di Barbie, e la casa di Barbie. Ken non e' mai stato un personaggio di quell'universo, ma solo un accessorio).

Essendo un film fatto da un'azienda che vende dei prodotti, i protagonisti sono i prodotti. Quindi c'e' una dozzina di barbie diverse, capitanata da una barbie alpha che e' la piu' barbie di tutte. Il mondo in cui vivono e' il mondo della barbie, abitato solo da barbie, gestito da barbie, e tutte le abitantesse fanno le cose che fanno le bambole della barbie che trovate in vendita, nel modo in cui le fanno le barbie che trovate in vendita. Il classico set di barbie che ogni bambina vi chiedera' in regalo, negli anni, con tanto di accessori. Ken compreso.

Ma questo e' ovvio: e' come in un film sui pokemon: ci sono i pokemon e la gente passa la vita a fare cose che si fanno coi pokemon, come le fanno i pokemon, eccetera. Se un film e' basato su un prodotto che si compra, e serve a venderlo , ovviamente le cose stanno cosi'.

Del resto, la cosa e' sotto gli occhi di tutti, quindi non ci sarebbe bisogno di scriverlo. Non e' che Mattel stia facendo qualcosa per nasconderlo. Sapere  che dietro il film ci sia Mattel non e' scoprire una trama oscura, o rivelare  un segreto ben custodito.


Passiamo ai Ken. Un altro prodotto Mattel, che ha una caratteristica: lo comprano le bambine, dopo aver comprato un certo numero di Barbie. Perche'? Perche' nella mente delle bambine, ci vuole un fidanzato. Non so se avete mai visto giocare i bambini, quando eravamo bambini e non c'erano i computer.

A nessuno di noi passava per la testa di comprare una fidanzata ai soldatini, o ai dinosauri, o ad Actarus, o a Capitan Harlock, o a Superman, o a Batman. Anche quando esistevano le controparti femminili, come wonder woman o bat-girl,  erano due serie diverse in due universi diversi. Non e' che ad un certo punto avevate Superman e la sua morosa a difendere il mondo. Ci pensa lui da solo.  Insomma, i maschi si vedono adulti da soli. Le femmine si vedono fidanzate.

Quindi, e' necessario ken. Che essendo il fidanzato ideale di barbie, agli occhi della bambina, non e' niente che ad un bambino passerebbe per la testa, nel senso che di identificarsi con quel coglione non e' proponibile. Infatti non e' che le femmine comprano barbie, i bambini comprano ken, e poi giocano insieme. Il cazzo: le bambine comprano le barbie, e anche Ken, a meno che in qualche famiglia mostruosa non si regali ken al fratello e barbie alla bambina. 

Scoprendo che non giocheranno mai insieme, perche' anche nel caso incredibile in cui il bambino gioca con Ken, per prima cosa lo fa diventare un soldato o un guerriero e va per i cazzi suoi per le sue avventure in giardino, lasciando le bambine a spazzolare la barbie.

Quindi, ricapitolando, sono DUE bambole per bambine: una rappresenta barbie, e una il fidanzato che secondo la bambina proprietaria di barbie, la barbie merita. Il fidanzato perfetto per gli standard di una bambina dai sei ai 10 anni. 

Ed e' il fidanzato perfetto perche' questo e' quello che le bambine pensano sia un fidanzato: 

Ken , come prodotto, e' un “accessorio” della Barbie.(*)

Questo e' lo standard commerciale, almeno.


Per gli standard di chiunque altro, il Ken del film  e'  “un coglione”. Ma la genialata e' di averlo vestito come la controfigura di un film porno gay degli anni '80. Il che lo rende comico: nel film, poi, c'e' un tizio che sembra un closeted gay, ma tutti i Ken  sono vestiti in modo che alla fine, e' solo uno dei tanti Ken vestiti da YMCA.

I bambini , si sa, vedono le cose in maniera schematica, e da un solo punto di vista: io. Lo stesso fanno le bambine, e il risultato e' che la barbie e un giocattolo schematico, dove hai la barbie dottoressa che fa la dottoressa e ha un solo vestito da dottoressa. Non e' che ne ha due, e allora fa la dottoressa e poi ha anche un abito per uscire. La barbie dottoressa fa la dottoressa e ha solo UN vestito, perche' la mente dei bambini e' schematica. Ken, invece, arriva(va) con molti vestiti, in modo da accontentare tutti i feticismi possibili della fidanzata. Se Ken si fidanza con Barbie dottoressa, insomma, non e' che ad un certo punto si tromba: e' suo paziente per tutto il tempo. ( Prima notte di nozze? Clistere! Allegria!)

Dicevo, la mente dei bambini(e) e' schematica e ha un solo punto di vista: io. E questo fanno i bambini.  Cosi', la trama del film ha un “io”, la Barbie Alpha , e vede tutto dagli occhi della bambina che possiede la bambola. Faccio un esempio (che non e' letterale nel film)

Se la Barbie va a trovare un lavoro e le chiedono se vuole avere figli, la spiegazione “io” dice che siccome avere figli le togliera' tempo, allora l'azienda teme di non essere la priorita' numero uno. Quindi la bambine si identifica nell' “io” che non puo' avere il lavoro perche' e' una donna. Ingiustizia! Calimero!

Ma se siete adulti avete SEMPRE piu' di una chiave di lettura, e potreste dire “ai maschi non viene chiesto perche' l'azienda considera scontato di aver comprato TUTTO il loro tempo. Se la donna almeno potra' essere madre, la paternita' e' negata perche' non se ne discute nemmeno al colloquio. Paternita' azzerata, di default. E se lui volesse essere presente nella vita dei suoi figli? E' cosi' ovvio che non ha questo diritto, che non se ne discute nemmeno.


Capito cosa significhi avere due punti di vista, possiamo dire una cosa: come in qualsiasi film per bambini, col cazzo che ci sono due punti di vista. C'e' un “io” e tutto quanto finisce li'. Ed e' giusto, perche' sono bambini.

Quindi, quando vanno nel mondo reale, la Barbie fa tutto quello che succede (nel bene o nel male, i bambini capiscono questi due concetti), alla sua bambola nella storia fantastica di una bambina, cioe' a “io”, mentre Ken fa tutto quello che succede ad un accessorio della sua bambola. Non e' “come funziona la vita dei maschi secondo le bambine”, e' semplicemente come funziona questo accessorio della barbie, cioe' questo accessorio di “io”, nella storia fantastica di questa bambina che gioca.

Poiche' la bambina che gioca con la bambola, “io” sperimenta (a volte teme) le difficolta' (futura) dell'essere donna , e la sua barbie (che per transfert, e' la bambina stessa) dovra' affrontarle, con un effetto catartico. Allo stesso modo, siccome Ken non e' “io”, ma solo “un accessorio della barbie”, il mondo di ken e' il mondo dei maschi secondo “io” , la proprietaria della bambola. Troviamo lavoro perche' siamo maschi, e tutto quanto. Ma questo e' ovvio, la bambina deve diventare una donna adulta, non un maschio adulto, e' ovvio che per loro sia tutto facile. Le storie che la bambina racconta quando gioca sono il futuro della bambina stessa.Il gioco serve a questo. Ken e' solo un accessorio.

E' da stupidi scandalizzarsi, o sentirsi offesi in quanto uomini, perche' Ken non e' un “maschio”, in quel mondo e' semplicemente un accessorio di Barbie. E' come gli indiani: chi diavolo ha mai odiato gli indiani? Ma bisognava sparargli, e basta. Erano un accessorio dei cowboy.

E alla fine tutto funziona come ci si aspetti che funzioni quando in un film fatto per vendere la barbie e tutti i suoi accessori, compreso Ken: si parla delle avventure di Barbie e dei suoi accessori, cioe' dei Ken.

E dal punto di vista della bambina, e' una visione corrretta, ma specialmente , adeguata all'eta'. Per le bambine, il fidanzato e' una cosa che le donne hanno, e' un accessorio. 


Impareranno dopo che si tratta di una persona, col tempo(**). Ma non possiamo sentirci offesi per questa rappresentazione. Forse potremmo discutere il suo abbigliamento che sembra uscito dal video di  YMCA, ma per come vedo il mondo, lo trovo divertente.  Sempre meglio di GiaccaCravatta.

Il mio giudizio, quindi, e' che si tratta di un film commerciale, come che so io i transformers , o quello dei pokemon, fatti per vendere gadgets,  e in questo caso uno dei gadget piu' venduti al mondo.

La trama e' perfettamente consistente rispetto al pubblico cui e' diretta, cioe' il cliente tipo della barbie, cioe' bambine che vanno dai sei ai 10 anni, e la trama potrebbe essere una di quelle storie fantastiche che i bambini e le bambine si creano, per giocare. 

A patto di considerarlo per quella che e', cioe' una trama per bambine, la trama del film e' anche piacevole, per certi versi godibile, l' accessorio Ken che gira conciato come un personaggio di qualche film porno gay degli anni '90 fa anche capire quanto sia , per certi versi, ingenuo l'immaginario  di queste bambine, e di quanto sia comico l'effetto complessivo. Il Ken del film embra disegnato da Tom di Finlandia in persona, e questo gli da' un effetto comico dovuto alla dispersione del contesto.

Giudizio complessivo: una volta visto per cio' che e', cioe' un film per bambine fatto per vendere bambole, e' godibile e ha anche dei risvolti comici abbastanza divertenti.Non pagherei per vederlo, ma coi popcorn va benone.

So che ci sono tutte le polemiche del mondo, ma se non riuscite a guardare un film per bambini senza farci della politica, per me siete bacati in testa.

(*) e' un fatto, ken viene venduto come accessorio della barbie. Non lo sto discutendo.

(**) Ok, alcune no. 

Uriel Fanelli


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