Das Böse Büro

Labels are the opposite of understanding.

E nasce un mostro...

Si riflette poco sulla sconfitta statunitense nella guerra con l’Iran. O meglio: se ne riflette pochissimo, rispetto alle conseguenze telluriche che sta per produrre. Siamo già nel dominio delle conseguenze. E, checché ne dica Trump, gli Stati Uniti sono stati sconfitti.

La definizione di vittoria è semplice: vinci contro un nemico quando quel nemico non ha più la volontà, i mezzi, o entrambe le cose, per continuare la guerra. Ma l’Iran non ha mai perso né la volontà né i mezzi. Ne ha persi alcuni, certo. Ma non tutti. E soprattutto non quelli decisivi.

Ma questo non sarebbe nemmeno un problema. Non è la prima volta.

Dopo la Seconda guerra mondiale, la lista delle vittorie chiare e inequivocabili degli USA è molto breve. Per questo Hollywood ha smesso di farci sopra molti film, tranne quando si tratta di tornare alla Seconda guerra mondiale.

Ma, ripeto, l’ennesima sconfitta non è il problema.

Sinora ne sono sempre usciti come se avessero vinto.

Il problema VERO è che QUESTA sconfitta americana crea un mostro politico: l’Iran.

Si tratta della prima nazione che dimostra di poter non solo resistere agli Stati Uniti, ma tenergli testa, sopravvivere all’urto e persino costringerli alla trattativa. E non ha resistito soltanto agli americani: ha resistito alla somma degli americani e degli israeliani.

Lasciamo perdere il fatto che sia l’unica nazione del mondo ad averlo fatto dopo i fatti di Cuba, che però vengono dimenticati, siccome Hollywood non farà mai un film sulla Baia dei Porci.

Il problema è che si tratta dell’unico paese islamico ad averlo mai fatto. E in un mondo che culturalmente vede le cose come volontà di Dio, praticamente si sono conquistati la nomea della nazione — e dello scisma islamico, lo sciismo — che Dio aiuta a vincere, persino contro forze immensamente più grandi, tecnologicamente avanzate e finanziate.

La figura di Davide e Golia, a questo punto, è sprecata: siamo a Davide contro due Golia. Per la serie: Ar Cavajere Nero nun je devi.

Conta poco che Trump dica ai quattro venti di aver vinto. Quello che è successo è che:

  1. L’Iran ha dimostrato che, usando armi poco costose ma prodotte in serie in grandi quantità, è possibile fermare eserciti ben più finanziati. Semmai non bastasse l’Ucraina. Ora, del discorso militare ucraino probabilmente trarranno vantaggio i paesi UE — non per nulla si insiste sull’ingresso dell’Ucraina. Ma della questione Iran, chi trarrà vantaggio?
  2. L’Iran ha mostrato agli alleati americani nel Golfo che gli USA non sono in grado di proteggerli. Per quanto tempo ancora l’Arabia Saudita sarà un loro grande alleato — e lo stesso dicasi per Giordania, Kuwait, Oman e altri — rimane da vedere. Ma non ci scommetterei.
  3. L’Iran ha mostrato al mondo che, con le armi giuste, nemmeno l’atomica è tanto necessaria per proteggersi dagli USA. Se la Corea del Nord ha fatto mangiare erba ai suoi cittadini per farsi l’atomica e avere un minimo di deterrente, gli iraniani hanno mostrato che non serve. Basta poter minacciare militarmente gli interessi circostanti.

In pratica, gli USA hanno fatto dell’Iran una superpotenza.


Congratulazioni. Perché adesso gli iraniani hanno dalla loro anche l’arma della religione. Se gli sciiti sono i samaritani dell’Islam, chiederanno ai fedeli: come spiegate che Dio ci abbia dato la forza di fermare gli americani e gli israeliani insieme?

I talebani hanno fallito. Gli iracheni laici hanno fallito. Hanno fallito i siriani, travolti dall’ennesima primavera, compresi ISIS e Daesh.

Gli sciiti, invece, hanno fermato gli USA e Israele insieme. Diranno: e come lo spiegate, se non con l’aiuto di Dio?

E un discorso del genere, che a noi apparirebbe puerile e medievale, per loro è quanto mai attuale. La dinastia wahhabita sa bene che presto dovrà spiegare questa cosa ai suoi cittadini. E lo stesso vale per tutti gli altri paesi islamici.

Perché il problema non è che anche i talebani siano riusciti a cacciare via gli USA a calci. Ci hanno messo vent’anni. La gente, ormai, neanche ricorda più perché quella guerra sia cominciata. Idem per l’Iraq. Alla fine, gli USA hanno dovuto ritirare le truppe. Ma sono passati più di vent’anni. Idem per il Vietnam, che è durato diciassette anni.

Qui, invece, abbiamo visto tutti l’intera guerra sotto i nostri occhi. Non abbiamo avuto il tempo di dimenticarla, lasciandola scivolare in terza pagina sui giornali.

Li abbiamo visti scornarsi.

È successo sotto gli occhi di tutti.

Questa non è semplicemente una sconfitta. È una sconfitta epocale. Di quelle che cambiano l’andamento della storia.

Con un Iran così accreditato agli occhi delle masse islamiche — e, se tanto mi dà tanto, con due milioni di dollari a petroliera che passa per lo stretto di Hormuz da ora in poi — l’Iran sta per diventare il gigante politico e religioso della zona. Con la medaglia al petto di aver sconfitto gli USA, anche se aiutati da Israele. O Israele, anche se aiutato dagli USA. Whatever.

A questo punto, che abbiano o meno l’atomica conta davvero poco. Possono anche buttare via l’uranio e farci i giochi d’artificio, se si rimettono a produrre droni a basso costo.

Si tratta, ripeto, di un disastro epocale.

Il secolo americano finisce ora.

Inizieremo a vederne le conseguenze reali già prima della fine di quest’anno, secondo me.

Nel film Caccia a Ottobre Rosso, c’è Andrei Bonovia, uno degli ufficiali del sommergibile sovietico comandato dal capitano Tupolev, si rivolge al comandante dicendo: “Complimenti, coglione, ci hai ammazzati tutti”. Nell'originale : “You arrogant ass! You’ve killed us!”.

Ecco, questo è un momento del genere.

Il secolo americano è finito.

E bisogna ancora decidere l’etichetta da mettere sul tempo che rimane.

Sul Titanic, nel ristorante, c’era una vasca per le aragoste. Erano destinate a essere bollite vive per la cena.

Chiaramente, quella sera qualcuno vinse il titolo di aragosta più fortunata dell’universo conosciuto.

Ecco: il Titanic degli USA — e con loro della NATO — sta affondando.

O pensate di essere aragoste, oppure forse è meglio cominciare a pensare di squagliarvela.


Uriel Fanelli


Written using Blogfrei: https://git.keinpfusch.net/loweel/blogfrei
Fedi: @uriel@bbs.keinpfusch.net
XMPP: uriel@keinpfusch.net
vecchio blog: https://blog.keinpfusch.net
email: blog@keinpfusch.net