Sull'autocensura.

Ci sono alcune ricorrenze storiche strane, degli eventi che tendono a ripetersi perche' si ripetono le condizioni che portano le persone ad un certo punto. La differenza tra oggi e il 2015 e' che sono piu' vecchio, e quindi la mia reazione non sara' la stessa. Per quanto, bizzarramente, le spinte all'autocensura sono abbastanza simili.
Stavolta non reagiro' chiudendo il blog. Semplicemente reagiro' escludendo alcuni argomenti, per poi parlarne in seguito. Si tratta sempre di una forma di autocensura, ma si tratta di una forma di autocensura molto diversa. Quando continui a vivere , tranne un piccolo tassello, il risultato e' molto diverso da prima.
Ieri sera avevo scritto un lungo post sulle riforme passate che hanno cambiato le relazioni tra i sessi in questo paese, sino a creare degli effetti "spurii" che hanno imperversato per una decina di anni, facendo l'esempio delle cosiddette "Navi Scuola" di felliniana (e romagnola) memoria, della legge Merlin che ha provocato il fenomeno ben 20, 30 anni prima, e avevo chiuso con alcune considerazioni sugli inutili rituali della stampa odierna, e su quello che alcuni uomini dovrebbero avere il coraggio di ammettere e dire.
La reazione e' stata, diciamo, non troppo soddisfacente. Non faro' mai video del tipo "Uriel risponde agli haters" come fanno su Youtube, perche' la logica di youtube e' che poi gli haters risponderanno e tutto questo aumenta il numero di impressions. Non mi interessa, questo blog non monetizza nulla.
L'onda di odio che questo articolo ha causato era diretta, poi, all'ultima parte, quando dico che invece di fare i rapanelli e dire quello che le femministe si aspettano, sarebbe ora che molti maschi ammettano che hanno paura della fine della relazione. E del perche'. Sembra che quello abbia toccato corde scoperte, e non ai maschi, bensi' alle donne.
Quindi ho deciso di togliere l'articolo dalla rete, per diversi motivi.
Il primo e' che entrare in una rissa, per quanto si abbia ragione o si stia dalla parte giusta, non fa altro che aumentare le dimensioni della rissa. E spiegare le proprie ragioni mentre si svolge il progetto cagnara non fa altro che aumentare la cagnara.
Ti si nota di piu' se parli o se taci, chiederebbe Nanni Moretti.
Beh, in un mondo di cagnara ti si nota di piu' se taci.
Tacere , penserete, non ha il potere di cambiare le cose. Non e' del tutto vero. L'indifferenza ha sterminato interi popoli. E la lezione e' che l'indifferenza puo' sterminare un popolo, quindi e' uno strumento che se usato coscientemente e' tremendamente potente.
Io sto rimanendo in silenzio da anni riguardo a certi temi, proprio perche' ambisco che la mia indifferenza contribuisca alla scomparsa violenta di alcune persone. Esempio storico: prima e durante il nazismo, i tedeschi fingevano di non vedere, erano indifferenti. Come e' finita lo sappiamo. Morale: l'indifferenza e' un'arma tremenda.
La mia strategia sta funzionando: se smetti di ascoltare qualcuno, questo qualcuno smette di esistere.
E', lo ammetto, un metodo lento. Ma se considero da quanto non prendo piu' alcuni temi, e molti mi imitano , sta funzionando egregiamente. Certi personaggi stanno venendo colpiti uno ad uno.
Ho deciso quindi di usare l'indifferenza come arma , ben cosciente del suo effetto, e credo che continuero'. Aiutato, paradossalmente, dal gruppo che ho deciso di colpire con l'indifferenza.
Il secondo motivo e' che l'italiano sembra intenzionato a vivere il passato come mito, ma non come storia.
Ho scritto una cosa vera e verificabile: prima della legge Merlin, praticamente ogni maschio andava a fare esperienza nelle Case Chiuse. Le Case Chiuse erano enormemente piu' disponibili ed economiche rispetto alle prostitute del dopo-merlin. Per andare da una prostituta in strada occorreva un'auto decente, per andare da una prostituta in casa occorrevano molti soldi. Nelle Case Chiuse invece potevi andarci in bicicletta o a piedi, e la "marchetta" costava poche lire. Solo che durava quindici minuti esatti.
Ora, questo e' il passato del paese. E ovviamente ha scolpito il sesso , sia nei bordelli che nel talamo coniugale. E' storia, la legge Merlin ha migliorato la vita sia agli uomini che alle donne, con un salto generazionale.
Ma risvegliare negli italiani la consapevolezza di essere stati un paese arretrato e tremendamente violento verso le donne non e' un'operazione che funziona. Agli italiani piace pensare che il bisnonno fosse perfetto, e guai a te se gli vai a spiegare una cosa del genere.
Non parlero' spesso della cosiddetta tradizione, perche' oltre ad essere un mito voglio che venga spazzata via come idea. La societa' che ha preceduto la legge Merlin , l'abolizione del delitto d'onore e del matrimonio riparatore, era una merda, una merda pura, senza perdono e senza attenuanti, e per uccidere un mito non c'e' niente di meglio che ignorarlo.
E si, la tabaccaia di Fellini come minimo ogni sera prendeva una raffica di sberle. Non so perche', ma lei lo sapeva. Sic.
Ovviamente, i "rapanelli". Per chi non c'era , il "rapanello" era il nome che le femministe della generazione di vostra madre davano a quelli che si fingevano "rossi", cioe' di sinistra, cioe' moderni, ma se li aprivi erano "bianchi", cioe" cattolici, cioe' bigotti e oscurantisti.
Questi personaggi esistevano, avevano imparato che nell' FGCI si scopava perche' la sessualita' era piu' libera, e quindi facevano turismo sessuale negli ambienti di sinistra. Ma se scavavi un pochino, dentro erano dei democristiani di merda, cioe' persone di pochissimo valore umano.
Oggi forse li chiamereste "SIMP". Quando se ne uscivano con dei discorsi apparentemente ispiratissimi a valori di sinistra, ma noi avevamo riconosciuto un rapanello, gli dicevamo "fammi sapere se funziona, fra", intendendo dire che era una finzione che mettevano in scena sperando di essere notati dalle ragazze piu' libere.
Vedete su ogni giornale questi SIMP , cioe' rapanelli, che stanno facendo articoli su articoli cui non credono nemmeno loro (e basta leggere come lo scrivono per capirlo: e' come se uno dicesse che "il patriarcato e' un male perche' non rispetta quelle troie." ) mi ha spinto a denunciarli nell'articolo, ma a quanto vedo la cosa non ha fatto piacere a molti.
E qui di nuovo: voglio che i SIMP scompaiano, e magari se mi mostro indifferente qualche tipo di regime li stermina. Non so se siete aspiranti dittatori, ma il mio messaggio e' questo: ammazzate pure tutti i simp che volete, io fingero' di non vedere nulla.
In definitiva, ho scelto l'autocensura proprio per punire la ferocia delle nuove femministe (che femministe non sono, le vostre madri erano molto piu' serie, e badate bene, non meno fanatiche di voi) , perche' se devo essere onesto, non puoi chiedere una riflessione profonda ai maschi mentre li deridi e li insulti, o peggio, quando arrivi con una teoria che ti sei fatta in casa, e pretendi che la riflessione dei maschi segua la tua teoria.
Quello che succede a molti maschi non e' che non sanno ricevere il no, ma alcuni precisi no. Tra i femminicidi annoveriamo sempre donne che hanno detto "no, non sto con te", non ci sono femminicidi nati da "no, non cucino il mascarpone questa domenica".
Non e' un problema di "non reggono il no, le mamme li abituino", il problema e' che non reggono uno specifico "no", e su questo le mamme possono poco, idem i padri, perche' non esiste in famiglia, e nemmeno a scuola, un "no" simile a quello che scatena le aggressioni. Nessuno li puo' abituare.
Non ho nessuna intenzione di oppormi, con una sola voce, a questo gigantesco coretto di cazzate ideologiche nate in qualche campus americano, quando posso semplicemente tacere e aspettare che lo capiscano da sole. O siano ammazzate nel frattempo.
Ma c'e' l'ultimo motivo dell'autocensura.
Io combatto solo se si vince qualcosa. Se c'e' una posta in palio. Perche' combattere ha senso solo se la vittoria compensa il costo della lotta.
Ma quello che sento quando annuso l'aria e' l'odore dell'odio. Combattere contro l'odio e' inutile, costoso e del tutto improduttivo. Gli alleati hanno combattuto i nazisti per controllare l'Europa, e il Giappone per controllare il pacifico. Si, poi c'era l'odio del nazismo. E' bello dirlo.
Ma qui, lottando contro questo odio, cosa si vince di preciso?
Niente.
Per cui no, io penso delle cose e le scrivo, ma se questo mi costa un combattimento, o mettete in palio qualcosa per il vincitore, o non mi passa proprio per la testa di scendere in lotta contro di voi.
Volete vomitare odio verso il genere maschile? Fatelo pure. Non mi tange. Ma se sognate di farmi entrare nell'arena, dovete mettere qualcosa in palio per il vincitore.
Altrimenti vi divertite tra voi.
L'autocensura serve anche a questo: stabilire che una certa lotta non abbia nessuna priorita'.