Gonnelle rossobrune.

Stiamo iniziando a notare un fenomeno che in realta' esiste almeno dal tempo di Franco Freda, che coi suoi nazimaoisti aveva di fatto inventato un genere nuovo. Del resto, sia l'estremismo rosso che quello nero hanno piu' cose in comune che differenze, quindi era sufficiente scrivere un paio di libri ove si chiudeva questo piccolo gap , e si aveva una formazione compatta.
Se andiamo a vedere cosa avevano in comune i rossi e i bruni, vediamo che di cose ce ne sono tante, dall'odio verso la democrazia al disprezzo della liberta' individuale, che entrambi considerano una forma di decadenza, e specialmente dalla precedenza data al gruppo, rispetto alla persona, e un certo mito degli eroi caduti contro il nemico, nonche' un certo vittimismo.
Con quello che gli estremisti di destra e di sinistra hanno in comune, si fa gia' un consistente programma "politico". E quindi e' sufficiente per fare un partito.
Questa definizione di camicie rossobrune e' rimasta in sordina per molti anni, ma ora sta riesplodento con la formazione di movimenti politici, in italia abbiamo cominciato a notare persone come Fusaro, in Germania adesso sta per nascere un partito personale rossobruno dietro alla ex "rossa" Sarah Wagenknecht, e in Italia poi i rossobruni di Alemanno e Marco Rizzo.
Ma se escludiamo Sarah Wagenknecht, e osserviamo i rossobruni, possiamo subito porci una domanda: ma sono tutti uomini? Freda, Alessandro Battista, Fusaro , e tutti gli altri rossobruni sono quasi sempre maschi.
Ma e' difficile crederlo. Le donne sono il 50% della popolazione, quindi se esistono le camicie rossobrune, devono esistere anche le camicie rossobrune. E allora parte la seconda domanda: se esistessero delle gonnelle rossobrune, ce ne accorgeremmo? E come?
Dobbiamo quindi cercare un movimento di donne che abbia lo stesso programma dei rossobruni: abbattere lo stato di diritto, imporre un certo livello di collettivismo, annientare l'individuo in come soggetto.
Esiste un movimento gigantesco che lo fa, che lo sta facendo sotto i nostri occhi e che stiamo sottovalutando per una semplice ragione.
Questa volta i fascisti stanno mandando avanti le loro donne.
Prendiamo per esempio una delle parole d'ordine delle femministe italiane moderne:

Si tratta di una vera e propria demolizione dello stato di diritto. Perche' la Murgia ha palesemente torto. Chi lo dice? La Costituzione.
basta andare sul sito del senato, e cercare l'articolo 27 della costituzione:
https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-i/titolo-i/articolo-27

Quindi si', la Murgia aveva torto marcio e aveva scritto una palese cazzata da rossobruni perche' TUTTI, e ripeto TUTTI, rispondono solo di se' ("la responsabilita' penale e' personale"), e perche TUTTI, e ripeto TUTTI, sono INNOCENTI se non e' ancora stata emessa una condanna DEFINITIVA. Ci vuole un tribunale.
Quello della Murgia e' un attacco violentissimo alla Costituzione italiana: se tali principi venissero scritti nella Costituzione, otterreste uno stato nel quale potete essere messi in carcere per qualcosa che NON avete fatto voi, uno stato nel quale non serve un tribunale per punirvi: arrivano le gonnelle rossobrune a casa vostra e vi ammazzano, perche' qualche Filippo ha ammazzato qualche Giulia dall'altra parte del paese.
Michela Murgia, essendo una scrittrice, non ha la possibilita' di dire che e' stata fraintesa o che le sue parole vanno lette in qualche contesto: ha una perfetta padronanza della lingua, e se dice una cosa, evidentemente e' quello che voleva dire. E con queste parole, voleva abbattere due pilastri fondamentali dello stato di diritto.
Perche' fatichiamo a realizzare questa cosa?
Per due ragioni:
- Non siamo abituati ad annoverare le donne tra gli intellettuali fascisti.
- La Murgia si identificava, ricambiata, con l'estrema sinistra.
tutte queste cose, se consideriamo che stiamo cercando un movimento che non e' un classico fascismo, ma una fusione delle caratteristiche comuni del maoismo e del nazismo, non dovrebbero invece fuorviarci.
Nella foto di introduzione dell'articolo ho messo alcune foto della HitlerJugend , sezione femminile, alcune delle quali diventarono in seguito "le furie di Hitler", arrivando a combattere sul campo.
Come vedete, per una donna del periodo erano piuttosto emancipate: l'uniforme da ginnastica, nel periodo, avrebbe portato in prigione qualsiasi donna girasse per le strade vestita a quel modo, per essere indecenti, ovvero vestite contro gli usi e costumi tedeschi. (*)
Esse dormivano fuori da sole, in una nazione nella quale era compito delle madri assicurarsi che le ragazze dormissero a casa propria e da sole, pena il carcere. (la legge fu abolita solo nel 1967, peraltro, anche se nessuno veniva piu' arrestato per questo).
Non c'e' alcun dubbio sul fatto che le donne della Hitlerjugend fossero piu' emancipate delle loro concittadine, quindi non deve stupire se un gruppo di femministe ha qualche problema nell'arruolarsi tra le gonnelle rossobrune. Esistevano anche le figlie della lupa in Italia, ma erano tendenzialmente delle sciacquette insignificanti e non raggiunsero mai il fenomeno delle "Furie di Hitler", e di certo non andarono a combattere al fronte (a dire il vero nemmeno le camice nere ci andarono: in genere arrivavano a cose fatte, per quanto poi la propaganda raccontasse il contrario).
Ma il punto che voglio fare e' questo:
ne' le parole sull'emancipazione e sulla parita', ne' il fatto che parliamo di donne dovrebbe distrarci: un fascista e' un fascista anche in gonnella, un fascista si tradisce non appena apre bocca.
E la Murgia, la bocca l'ha aperta molto.
Il fatto che con la Murgia si identifichi la sinistra deve preoccupare poco, perche' in realta' gli spazi di aderenza tra le ideologie sono grandissimi.
Per esempio:


Hanno la stessa struttura logica. La seconda frase fu pronunciata da Himmler durante il giuramento delle SS che aveva ri-fondato, a Spandau.
E i punti di convergenza sono tantissimi: invece di limitarci alle semplici citazioni, posso confrontare il manifesto ideologico femminista e quello nazista: vi consiglio di leggere bene questi due libri:


Il primo e' il Mein Kampf (la mia battaglia) , il secondo il cosiddetto "SCUM manifesto per l'eliminazione del maschio, il libro che in pratica fonda l'ideologia femminista. Oltre ad essere praticamente identici, possiamo osservare in entrambi i libri un certo interesse per il discorso (eu)genetico. Ecco un estratto del manifesto femminista.

Non deve stupire il fatto che sono donne, che parlino di uguaglianza, che piangano di vittimismo, che si identificano con l'estrema sinistra: il vittimismo lo prendono dal fascismo, l'uguaglianza dalla destra, si tratta di un portmanteau, in realta' la convergenza tra le due ideologie e' evidente a leggere i due libri.
La nuova idea di regime ha acquisito tutti i tratti convenienti dell'estrema destra e tutti quelli dell'estrema sinistra. In piu', dalla storia fascista e comunista hanno capito che e' piu' difficile per molti sparare su una donna e fermare la loro presa di potere.
Sono le gonnelle rossobrune.
(*) Per questa ragione, in Germania gli usi e i costumi, che anche in Italia sono una fonte del diritto, non lo sono nel caso del codice penale. In breve, per decidere se farsi fare un pompino al parco sia osceno, i giudici italiani usano i costumi esistenti come parametro in sede penale. In Germania non si puo' fare, per cui se vi fate fare un pompino al parco pubblico quello che possono farvi e' multarvi, ma non ci sono conseguenze penali. Il diritto penale NON puo' accettare la custom law, quindi non saprebbero dirvi se sia contrario al costume o meno.