Tu stai zitta

Giorgia Meloni e' fascista?

Un giornale americano di grande velleita' ha alzato l'allarme circa il fatto che il partito di maggioranza relativa in Italia (secondo i sondaggi) metterebbe l'Italia a rischio fascismo, e quindi ne farebbe un paese a rischio, eccetera eccetera. Quindi tutti in Italia sono a chiedersi se la Meloni sia o meno "fascista".

Per rispondere alla domanda , tuttavia, vedo che le persone si lanciano in paragoni improbabili, che lascierebbero supporre che l'Italia in qualche modo abbia una vittoria mutilata da lamentare, o che Silvio Berlusconi sarebbe il nuovo d'Annunzio.

In realta' fare paragoni con un secolo fa e' inutile, la situazione e' troppo diversa. Quello che occorre definire prima e' "che cosa sia un fascista oggi", e a quel punto vedere se la Meloni ci rientra, e chiedersi se per caso non ci rientri anche qualcun altro.


Occorre quindi individuare le caratteristiche astratte e generali del fascismo, cosa che gia' era difficile all'epoca , e cercare di farle essere esclusive. Cosa significa? Significa che ai tempi era definito fascista Salazar, che era un tradizionalista, ma Hitler non era affatto un tradizionalista, e Mussolini ebbe un periodo (il primo , in cui godeva degli investimenti fatti dai governi predecenti) in cui si peccava di modernismo perche' godeva dei risultati (non suoi). Ma nella seconda parte del ventennio questi risultati erano ormai passati, e divenne "conservatore".

Quindi bisogna andarci piano. Andiamo per ordine.

  • il fascista e' incoerente. Mussolini predicava la famiglia tradizionale dei villaggi, ma aveva lasciato la moglie per l'amante e si faceva portare in ufficio una prostituta al giorno. Allo stesso modo, Giorgia Meloni convive col compagno dal quale ha avuto una figlia, ma continua a proporsi come l'emblema della donna cristiana. Lo stesso vale per lo schieramento "conservatore" di cui fa parte, che si propone a baluardo della famiglia tradizionale pur avendo la piu' imbarazzante compagine di divorziati del parlamento. In questo senso, la Meloni e' fascista. Ma non e' l'unica a godere di questa caratteristica.
  • il fascista usa un linguaggio inutilmente marziale. definire un'operazione di polizia di frontiera come "blocco navale" (termine che viene dal 1937, o giu' di li'), o definire "invasione" l'arrivo degli immigrati , e tutta la parafernalia pseudo militarista e' tipica del fascista. In questo , la Meloni e' definitivamente fascista. Ma e' in buona compagnia, perche' l'esagerazione del linguaggio conflittuale e'tipica di molte altre fazioni, tra cui la sinistra radicale.
  • il fascista crede di essere impunibile. Dichiara guerre e si stupisce di venire bombardato, invade nazioni e si stupisce delle Foibe, la cosa interessante del fascista e' che vive in un mondo di impunita' totale. La Meloni che dichiarava il blocco navale alla Libia si sarebbe poi stupita della chiusura dei gasdotti e dell'eventuale cacciata degli interessi italiani dalla Libia. Cosi' come tuona contro l'europa ma si stupira' dell'ostilita' delle istituzioni europee quando sara' al potere. Nel mondo mentale del fascista, tu pesti i piedi e nessuno fiata. 
  • il fascista e' vittimista. La virilita' del fascista e' in gran parte una recita, dal momento che continua a lamentare di aver subito torti enormi, specialmente da stranieri e da altre potenze. E' interessante notare che quasi sempre si tratta di potenze che il fascista ha sfidato o assalito, sempre per via di queste terribili ingiustizie. Poi, quando si va a scavare bene, si scopre che l'ingiustizia consisteva nell'applicare regole e trattati. La Meloni andra' in giro a frignare di tutti quei paesi dei quali ha detto peste e corna, e che di conseguenza non si mostreranno amichevoli.
  • il fascista e' speciale nel senso di eccezionale. I trattati e le regole non si applicano mai al fascista, in quanto si trova sempre in una situazione di emergenza, o in una situazione speciale, con una nazione speciale e un popolo speciale. Questo eccezionalismo , che porta appunto ad eccezioni nel metro di giudizio, viene usato normalmente per non rispettare impegni e trattati.
  • il fascista intende la tradizione come scusa per l'immobilismo o l'inconcludenza. quando si fa presente al fascista che siamo nel 2022 e che si dovrebbe aver fatto questo e quello, il fascista si difende con la tradizione. E'come uno studente che giustifichi con una lunga tradizione di ignoranza il fatto di non aver fatto i compiti. Quando il fascista non fa progetti per il futuro, o non e' capace di attuarli, tira fuori la tradizione come scusa. In questo senso, non appena la Meloni non riuscira' a raggiungere gli obiettivi del PNRR, tirera' fuori qualche cazzata tradizionale. 
  • il villaggio come rimedio all'incompetenza della politica estera. Il fascista non ha mai una strategia in politica estera. Quando, come puntualmente succede, si scopre che non cava ragno dal buco perche' non sa impostare una trattativa, normalmente si rifugia nel suo provincialismo. Non siamo riusciti a chiudere l'accordo sul petrolio, ma loro vivono senza le lasagne della Zollia. Quando la Meloni non concludera' niente in politica estera, dira' piu' o meno questo. I rigatoni sono meglio del petrolio.
  • l'odio contro le elites come ammissione di inferiorita'. Il fascista ha un gigantesco complesso di inferiorita', che lo porta ad odiare le elites. Sebbene poi ne avrebbe bisogno per governare. Quando, dopo aver smerdato tutti gli esperti, si trova a governare e gli esperti gli danno ciccia, li accusa di tradimento. La Meloni oggi disprezza economisti, sociologi e quasi tutti gli specialisti che le servirebbero, esattamente come succedeva a Grillo. Appena arrivera' al governo, comincera' a lamentarsi del loro tradimento perche' non la aiutano.
  • la razza per appropriarsi delle virtu' altrui. Il fascista si vanta di Leonardo da Vinci senza aver mai brillato in matematica o fisica, si vanta di Cesare senza aver mai avuto i gradi da sergente, si vanta di Enrico Fermi senza capire nulla di fisica, semplicemente perche' sono della stessa "razza". La Razza e' solo un pretesto per appropriarsi delle virtu' e delle conquiste altrui. La Meloni continuera' a sbandierare personaggi del passato per appropriarsi di uno spessore intellettuale e storico che le manca. 

La prima domanda che vi verra' in mente e' "ma come fai a sapere cosa fara' la Meloni"? Oh, non lo so: l'ho visto.

La Meloni non e' una verginella della politica. Non e' arrivata ieri. E' in politica da molto e ha fatto parte di governi. E ha parlato (ad agito) esattamente nel modo che ho descritto, reagendo nel modo che ho descritto nelle situazioni che ho descritto.

Ma la cosa importante e' che questi metodi funzionano coi suoi sicofanti. Cosa significa? 

Non basta essere "un fascista" per essere un dittatore fascista. Cosi' in generale non basta dirsi fascisti per essere fascisti, o partigiani per essere partigiani: otterrete solo la versione partitica di una convenzione di Star Trek , con fascisti e comunisti che diventano Klingon e Vulcaniani. Ma e' un travestimento.

Occorre che la dialettica fascista e il relativo modo di pensare trovino consenso. Perche' in politica il potere ti dice solo quanto guadagnerai di stipendio e che titolo avrai di fronte al nome: e' invece il consenso che hai a disegnare quello che farai. 

Se hai consenso tra una pila di malfattori, qualsiasi cosa farai verra' rovinata da un numero enorme di scandali, per dire, a prescindere dal fatto che sia buona o cattiva. E il problema della Meloni e' di avere consenso tra persone che non riusciranno MAI a fare qualcosa in maniera completa, funzionante e competente. Il fascista e' incompetente per definizione: l'esempio massimo e' Hitler che ha come nemiche solo potenze marittime, e lancia un programma statale di autostrade, anziche' di porti. O Mussolini che ha un problema di agricoltura e anziche' meccanizzare o ricorrere alla chimica decide di portare piu' braccia nei campi. Incompetenza.

Ma non solo di Mussolini: il funzionario che mando' a ispezionare l'agrocoltura scambio' le risaie per paludi in quasi tutto il piemonte, e ne raccomando' la bonifica: sia chiaro, Mussolini non faceva tutto lui, non poteva: gli incompetenti erano i suoi sottoposti. Ma non poteva farci niente, perche' il suo consenso veniva da li'. Quelli bravi non lavoravano per lui.

E se ricordate, successe anche a Grillo: per quanto le tue idee possano essere decenti, per esempio sul Reddito di Cittadinanza, se lo fai attuare dai politici farlocchi che ti hanno dato il consenso, altro non fai. Non e' come a scuola, dove puoi copiare dai vicini di banco.


In definiva la Meloni (che in buona compagnia, anche a sinistra) e' filogeneticamente fascista, ma nel senso che ha tutti i processi culturali e mentali del fascista, e come non bastasse il suo consenso affonda le radici in aree di assoluta mediocrita' professionale ed accademica. Di conseguenza, anche se avesse le migliori idee del mondo, non riuscirebbe a realizzarle perche' il suo consenso non le porta gli specialisti dei quali avrebbe bisogno.

Diciamo la verita': senza Crosetto, chi manda FdI a parlare con la BCE? (ammesso e non concesso che Crosetto si presti: il decoro e la serieta' di fare un passo indietro suno una delle scuse che il fascista usa per abbandonare il campo quando fischiano i colpi).

Il fascismo che avete in mente (e che forse, e' vero, hannno in mente i suoi sicofanti e i suoi seguaci) e' il fascismo storico. Ma il fascismo storico non e' proponibile: se oggi volete vivere a Pola o a Rijeka  non dovete fare altro che andarci e comprare una casa, siamo nel 2022 e la Croazia ha appena firmato per l'accesso all'euro dal 2023. Non dovete nemmeno cambiare i soldi. Non vi serve d'Annunzio, per vivere a Rijeka basta andarci e comprare casa. E se girate in camicia nera vi chiamano "gothic". 

Se la domanda e' "ma la Meloni e' una fascista storica", la risposta e' "no", come non si puo' essere a favore di Carlo Magno. Se la domanda e' "ma la Meloni e' una fascista nel senso filogenetico", la risposta e' "SI", ma dentro la stessa pentola sguazzano cosi' tanti che alla fine nessuno ha interesse a sviscerare davvero l'argomento, ovvero "che cosa, di preciso, fa di te un fascista".