Tu stai zitta

Equilibri.

Direi che siano molti anni che scrivo la stessa cosa: "il crollo, l'apocalisse, il disastro, sono invenzione degli storici: quello che succede e' che un sistema complesso passa da uno stato di equilibrio all'altro". Per esempio, sono gli storici a dare una data al crollo dell'impero romano: in realta' il processo duro' un paio di secoli.

Nonostante per me sia assolutamente chiaro, questo principio sembra non essere chiaro al lettore: specialmente nei messaggi privati sul fediverso, spesso mi chiedono opinioni sul prossimi "collassi" o "crolli". Quando crollano gli USA, quando  la EU diventera' una nazione, quando si disintegra la Russia, eccetera.

Questo fenomeno e' amplificato dal fatto che la stampa descrive gli eventi come "le notizie di oggi", e quindi trasforma le cose in istanti particolari, anziche' descriverli come parte di un processo che cambia gli equilibri da uno stato iniziale ad uno finale.

Per esempio: "quando crollera' la Russia"? 

Ora, se pensate che nel 1917 la Russia ha avuto una rivoluzione che ha spazzato via la classe dirigente imperiale, che in seguito il mondo sovietico e' stato beneficiato dalla seconda guerra mondiale (evento non causato dai russi), per poi disintegrarsi dopo nemmeno 70 anni, e dal crollo ha perso pezzi uno dopo l'altro (adesso e' il turno del Kazakistan e della fine del CSTO, l'equivalente russo della NATO), il punto e' che la disgregazione dell'impero russo e' un processo di disgregazione almeno secolare. 

Idem: quando crolleranno gli USA?

Considerate il fatto che solo negli anni '80 e '90 passavamo il tempo a discutere del Re della musica, Michael Jackson, o Tina Turner nel mondo del rock, o trovavamo irresistibile Eddy Murphy, e oggi invece la razza e' diventata letteralmente un'ossessione (gli americani parlano di razza piu' di quanto se ne parlasse in Germania nel 1939) , se consideriamo che Reagan ringraziava i nuovi talenti che andavano negli USA a farli grandi, mentre oggi si ingabbiano bambini al confine col Messico, il processo di disintegrazione e' in corso.

Certo, i processi in questione non sono mai lineari: anche se sei in un momento di declino a livello bizantino, hai sempre il Belisario della situazione che fa dare il grande colpo di coda. Ma alla fine, se lo si osservava con una prospettiva plurisecolare, il declino dell'impero romano era ovvio, semplicemente perche' era in atto.

Stessa cosa per "Quando la UE diventera' una nazione": personalmente credo che il processo in corso non stia portando a costruire una nazione, bensi' alla costruzione di un potere. Quasi nulla in EU converge verso la costruzione di una nazione unica mentre le istituzioni che vengono costruite mano a mano sono finalizzate a proiettare potere. Il processo e' nascente, e si nota dal fatto che ad ogni crisi vengono creati ulteriori poteri, sotto forma di istituzioni. Ma la cosa chiara, esaminando dall'alto le cose, e' che la EU non si configura come una nazione, ma come un potere di qualche tipo. In passato sono esistiti poteri di questo tipo, mi viene in mente la Lega Anseatica, quindi la cosa non dovrebbe stupire. 


Il problema nel vedere i processi "allargando l'orizzonte temporale" e' sempre "di quanto ha senso allargarlo". Qui dipende da quanto veloce e' un sistema nell'evolversi. Se prendiamo internet, possiamo esaminare gia' dieci anni e avere una direzione chiara. Vinceranno le piattaforme decentralizzate? E' ovvio: per la semplice ragione che la potenza di elaborazione che sta FUORI dai datacenter e' superiore a quella che c'e' DENTRO, e siccome il software gira dove c'e' l'hardware, la tendenza alla decentralizzazione esplodera'. Se osserviamo l'informatica dei primi anni, tutto il potere di calcolo stava nei grandi calcolatori, che oggi chiameremmo datacenter. Fuori c'era pochissimo: pochi attori di solito governativi, e poche aziende, avevano piu' potere di calcolo di tutta la nazione che li ospitava. Con l'arrivo degli home computer e dei cellulari, oggi il potere di calcolo in mano agli utenti e' gia' migliaia di volte superiore rispetto a quello che sta dentro i datacenter: difficile pensare che il software continui a girare dove la potenza di elaborazione scarseggia (rispetto all'esterno).

Ma se torniamo a bomba, per osservare un fenomeno "internettiano" basta osservare pochi anni, anche partendo dall'idea di "edge computing" sino ad oggi, per notare la tendenza.

Se andiamo a processi lenti, come poteva essere l'Impero romano, occorre osservare diversi secoli. La societa' USA e' molto mutevole e cambia velocemente, per cui possiamo osservare, diciamo, dal maccartismo in poi per osservare la progressiva degradazione e la sua frammentazione, con il conseguenze bipolarismo. Gia' attorno al 1968 la popolazione urbanizzata e scolarizzata era fatta di persone emancipate e "moderne", mentre vaste parti del paese, quelle rurali e meno scolarizzate,  erano rimaste al 1800. Quello che succede oggi era gia' impostato, e il processo e' stato continuo. La societa' europea e' piu' lenta nel modificarsi, per cui stimo di essere molto vecchio (se non morto) quando il "potere" europeo decidera' di riconoscersi come tale, sino a quel momento balbettera' di trattati.

 


Esistono cose che cambiano queste velocita'? In genere sono le crisi, anche se spesso le crisi hanno radici antiche, per cui non sono sicuro che siano le crisi ad accelerare i cambiamenti in atto: penso che le crisi siano il momento che piace tanto agli storici, ovvero il momento nel quale un processo in atto non puo' piu' essere ignorato.

I gruppi tendono a rimanere costanti , e a badare al quotidiano, sino a quando non sono costretti a cambiare. Ignorano quindi il cambiamento che avviene, sino a quando sono costretti a vederlo. La crisi e' quel momento. I romani probabilmente si illudevano ancora di essere chissa' chi, sino a quando non si sono trovati Alarico per le strade. Quello e' stato il momento nel quale a Roma non si poteva piu' fingere di non sapere che l'impero non imperava piu' . Ma potete stare tranquilli che a Roma gli uomini parlassero di impero sino al momento prima dell'arrivo di Alarico nel culo delle loro mogli.

In generale, nei grandi gruppi umani il cambiamento avviene "obtorto collo", o se preferite il cambiamento e' un concetto che alla gente entra in testa solo passando dal culo.

E' ancora piu' variabile la crescita dei paesi africani, che procedono a velocita' molto incostante: oggi come oggi il Marocco ha piu' ferrovie ad alta velocita' rispetto agli USA, che sono letteralmente a zero. Ma d'altro canto, il Sudan e' all'eta' del ferro: e' pero' possibile per il Sudan della situazione generare una crisi che spinga, che so io , la Nigeria o il Kenya a crescere ancora piu' velocemente.

In generale, comunque, l' Africa e' un altro continente nel quale e' prevedibile la nascita di potenze economiche ed industriali, perche' e' una tendenza consolidata ormai da decenni. Ovviamente, anche in questo caso esistono crisi ed esistono balzi in avanti: con la clausola che entrambi si preparavano da anni.


Non sto dicendo che esistano regole per costruire una psicostoria come quella di Asimov: tuttavia, diversi eventi potevano essere previsti. Se ricordate, prevedevo la guerra in Ukraina gia' nel 2016, perche' osservavo la spinta americana nel volere una crisi in quella zona, ed una certa tensione degli USA verso l'industria europea.

Per esempio, si vedono oggi dei chiari segni di disgregazione del potere EU, verso il club di visegrad. Non occorre molto a capire che se l' Ukraina entrasse nella EU, si creerebbe un gruppo di paesi slavi capace di staccarsi dalla EU e vivere da solo, come cuscinetto tra EU e Russia.

Ci sono molte tendenze in atto: nel caso di Twitter, e' l'inizio della disgregazione di alcuni oligarchi americani che sinora si sono fatti adorare come dei. Adesso stiamo vedendo che tipo sia Elon Musk, che gia' ai tempi del Covid aveva mostrato di essere un padroncino del vapore in stile ottocentesco. Presto cadranno gli altri, perche' questa e' la tendenza che dura ormai da quasi due decenni.

Ma in tutto questo non ci sono crolli, perche' alla fine sono processi che durano decenni, che non hanno una data , e nemmeno una fine, perche' ogni anno rappresenta uno stato di equilibrio.

Da studente mi piaceva molto il concetto di "trasformazione quasi statica", preso dalla termodinamica, e credo che bisognerebbe imparare molto da quest'idea e coniare "equilibrio quasi statico".