Ho deciso di titolare cosi’ dopo i risultati elettorali svedesi perche’ alla fine , per quanto io possa chiedermi cosa sia giusto e cosa non sia giusto , esiste il cosiddetto “Galileo Moment”: quando sei costretto a dire , per quanto le teorie piu’ autorevoli dicano il contrario, che le cose non stanno come dicono i libri.

I risultati elettorali svedesi li avete visti: il 17% della popolazione ha votato nazista.E quel partito ha una percentuale altissima di politici giovani.

Adesso potete avere tutte le autorita’ (accademiche o meno) che vi spiegano come questa osservazione e’ sbagliata, ma alla fine dei conti, se la realta’ si mostra diversa dalle previsioni, arriva il Galileo della situazione e dice “eppur si muove!”. Mi spiace, ma l’ondata migratoria ha portato la Svezia ad un risultato politico di tensione e ostilita’. E stiamo parlando della Svezia.

Il problema e’ molto, molto semplice in apparenza, ma richiede di strappare ogni narrativa dalla propria mente.

Esiste un paese occidentale che mi possiate mostrare come esempio di integrazione funzionante di popolazioni culturalmente disomogenee? Potete mostrarmi una nazione occidentale ove popoli e culture diverse VIVONO IN PACE TRA LORO?

Sinora, tale paese esisteva ed era (a seconda delle preferenze politiche ed economiche) uno tra Germania, Francia, Inghilterra, USA, Danimarca, Svezia.

A seconda di quanto estreme fossero le vostre capacita’ di teorizzare un’evoluzione sociale, avreste scelto uno di questi paesi per mostrarmi un mondo nel quale “popoli e culture diverse vivono in pace tra loro

Chi tifava per il lato liberista e anglosassone citava Londra&USA come esempi. E per qualche anno ha funzionato. Ma dopo che le quantita’ sono cambiate, e le minoranze sono diventate piu’ visibili che fruibili il risultato e’ che non vivono piu’ in pace.

Potete dire quello che volete di Londra , degli UK e degli USA, ma i risultati politici mostrano che si, magari nativi ed immigrati vivono (geograficamente) insieme, ma socialmente sono separati, e lo svolgimento dei fatti politici non parla di “pace”. Niente in Trump parla di pace tra immigrati e bianchi anglosassoni.

E faccio notare l’importanza del concetto di “minoranza piu’ visibile che fruibile”.

Lo faccio notare perche’ la reazione furibonda arriva sempre dopo che una minoranza diventa visibile. Non possiamo non notare che sino a quando gli immigrati in Francia erano relegati nel loro ghetto e non erano visibili, se non come fantasmi dei lavori malpagati, nessuno aveva nulla da ridire. Lo stesso dicasi per la Germania: sino a quando i Turchi erano politicamente invisibili, nessuno aveva mai davvero prodotto dei partiti politici dedicati al tema.

E non possiamo dimenticare che Trump arriva dopo Obama. Cioe’, dopo che una minoranza e’ diventata estremamente visibile. Ma gli schiavi neri erano, in proporzione con la popolazione di bianchi, molti di piu’ in passato. Ma come schiavi erano fruibili.

L’osservazione sperimentale mostra una cosa: l’immigrazione funziona nella quantita’ e nella qualita’ tale da mantenere invisibili e fruibili i nuovi arrivati. Sino a quando l’immigrato se ne stava nelle campagne pugliesi a raccogliere pomodori o nelle fabbriche a lavorare duro, o a fare lavori sottopagati , era ok.

Il guaio viene quando la figlia di immigrati vuole partecipare a Miss Italia. Quando esiste un sindacalista di colore che organizza manifestazioni. Quando il governo decide di spargerli anche nei piccoli centri di provincia, dove TUTTI sono visibili.

In limite , a mio avviso, si potrebbe calcolare come il rapporto tra fruibilita’ economica e visibilita’. Se una popolazione e’ fruibile (manodopera, sesso, etc) piu’ di quanto e’ visibile (la loro presenza e’ avvertita ) allora tutto fila bene. Ma quando la popolazione diventa piu’ visibile (occupa posti di potere, posti nello spettacolo, nello sport, eccetera), e diventa meno fruibile (perche’ esce dalla situazione di poverta’, o non si lascia fruire per altre ragioni) allora scatta la reazione.

Nessuno si lamentera’ mai se le strade sono piene di africane che fanno sesso, controvoglia, con gli italiani. Ma si lamenteranno se gli uomini africani fanno sesso con le italiane. Questo perche’ la prostituzione ha una visibilita’ ed una fruibilita’ diversa rispetto allo stupro. In un caso ad essere fruibile e’ l’africana e l’italiano cliente e’ poco visibile, come l’intero fenomeno. Nel secondo caso ad essere fruibile e’ un’italiana e l’africano e’ molto visibile, perche’ lo stupro e’ visibile.

In quel momento, quando la visibilita’ supera la fruibilita’, le societa’ occidentali reagiscono tutte nello stesso modo: si imbarbariscono improvvisamente, diventano xenofobe, e iniziano un processo politico che porta al pogrom o allo stermino. Questo dice la storia passata.

E questi sono i segni che vediamo.

Ma torniamo al punto, la Svezia. Il sistema di integrazione svedese ha fallito sebbene economicamente funzioni, e anche quello tedesco. Economicamente quello tedesco funziona: 300.000 siriani hanno gia’ trovato lavoro, e il primo semestre 2018 la Germania ha superato di nuovo i record storici di export. Sembra che il secondo semestre sara’ ancora migliore.

Ma politicamente si sta andando verso l’imbarbarimento del dibattito, il che portera’ a qualcosa che conosciamo. E non sto parlando solo di nazismo. Pogrom e genocidi sono stati una costante assoluta negli ultimi 2000 anni di storia europea. Ogni volta che una minoranza diventa piu’ visibile che fruibile allora esplode la reazione politica. La prima cacciata degli islamici dalla societa’ europea, eseguita su vasta scala, avviene se non ricordo male nel 1492, quando “Moriscos” (musulmani) e “Marranos” (ebrei) furono cacciati dalla Spagna.

Adesso la domanda e’, appunto: avete un esempio di integrazione che abbia funzionato?

Sinora chi citava la Svezia era in una botte di ferro. Ora non e’ piu’ cosi’.

Anche supponendo che riusciate a trasformare l'Intero occidente in una Svezia, diciamo in 40 anni di lavoro assiduo e con investimenti immani, fallireste comunque

Certo, per come la vedo io ci sono comunque tante cose da imparare dalla socialdemocrazia svedese , ma il punto rimane questo:

E nonostante questo, l’esperimento mostra che l’integrazione di molti stranieri piu’ visibili che fruibili fallisce. Perche’ questo ci dicono i risultati elettorali: stranieri e locali non vivono in pace.

Ma se non riesce il sistema di punta, se non riesce la nazione che ha il welfare piu’ possente in assoluto, se non riesce la nazione che ha i cittadini piu’ scolarizzati, allora chi riesce?

Questa e’ la domanda : qualcuno citera’ il Canada, ma vorrei far notare che i numeri sono contro di lui. Il Canada e’ ancora all’inizio del processo, e importa solo immigrati piu’ fruibili che visibili, per via della densita’ di popolazione ridicola.

Questo e’ il motivo per il quale il fallimento svedese e’ fondamentale: adesso non ci sono piu’ prototipi funzionanti. Londra e’ praticamente invivibile se non siete cosi’ ricchi da vivere in una zona gentrificata. Gli USA sono in preda ad un delirio xenofobo. I Francesi si trovano a pagare il costo dell’immigrazione dal nordafrica. Qual’e’ il vostro prototipo, ora? Persino il “melting pot per eccellenza”, il Brasile, sta chiudendo le frontiere ai venezuelani.

Non esiste piu’, nella realta’ quotidiana, un esempio di integrazione riuscita capace di giustificare il progetto.

Mi si rinfaccera’ a questo punto di essere un Italiano in Germania, e proprio qui sta il cardine del fallimento: se io fossi stato un italiano di 70 anni fa, e fossi in Germania nel 2018, non avrei avuto la minima chance di integrarmi. Sia chiaro, quegli italiani che vivono ancora come se fossero nell’ Italia del 1951, qui stanno malissimo. Non sono in un numero tale da essere visibili, e rimangono abbastanza fruibili, ma la loro integrazione e’ fallita e sarebbe ora di dirlo.

Il punto e’ che solo dopo che la cultura europea ha raggiunto un discreto livello di omogeneita’ riguardo ad alcuni temi fondamentali, allora l’integrazione e’ possibile e praticamente indolore.

Ma questo richiede che lo straniero sia integrato PRIMA di arrivare

il che si traduce in un requisito di compatibilita’.

Potrete dirmi che quanto ho scritto e’ terribile o chauvinista o tutto quanto, ma oggi come oggi io ho solo prove sperimentali che supportano la mia teoria: l’integrazione di una cultura diversa , in seguito a migrazioni massiccie, non e’ fattibile.

Fallisce ogni volta che ci si prova, in qualsiasi modo si implementi. E dopo che anche la Svezia ha mostrato di non poter costruire una societa’ ove popoli e culture diverse vivono in pace tra loro (e “vivere in pace, ovvero senza tensioni violente”, e’ il requisito) , adesso il problema e’ che i sostenitori dell’integrazione non hanno esempi funzionanti da mostrare.

Mi spiace, ma la prova sperimentale ha parlato. E se l’esperimento fallisce, la teoria e’ sbagliata.