Nell’estinzione (praticamente inevitabile) della sinistra italiana c’e’ una costante, una specie di veleno che intossica l’intera societa’ italiana e le impedisce di evolversi , mantenendosi al passo dei tempi. Possiamo osservare questo veleno in azione laddove le convulsioni del corpo avvelenato sono piu’ evidenti, ovvero a sinistra.

Se adesso andiamo a vedere la sinistra del dopo-renzi, e osserviamo le discussioni sul da farsi, scopriamo che tutti stanno parlando di una cosa: di tradizione. In pratica, quando si chiedono “ma cos’e’ la vera sinistra” non fanno altro che chiedersi “quale tradizione passata fara’ del nostro partito una vera sinistra?”.

Allora i piu’ marxisti diranno che si tratta di riprendere la tradizione marxista. Arrivano gli operaisti che ricordano che la storia della sinistra italiana sta piu’ nella tradizione operaista. Poi ci sono quelli che hanno dalla loro la tradizione contestataria come i sessantottini e i settantasettini, la tradizione sessantottina, quelli che si rifanno alla tradizione lanciata da Prodi formando l’ Ulivo, e i libdem che si rifanno alla tradizione anglosassone della sinistra liberista.

Qualsiasi tradizione sia, sembra che le radici della sinistra siano nel passato. Non puo’ essere diversamente, dal momento che la tradizione si affida sempre e comunque ad un passato mitologico ove sono stati definiti, una volta ed una volta per tutte, i valori genuini di un gruppo.

Poiche’ e’ umano cercare nella tradizione i valori fondanti, allora mi si dira’ che e’ anche normale. E qui nasce il problema.

Perche' un partito progressista non puo' cercare nel passato i propri valori.

Un partito che cerchi i propri valori fondanti nel passato e che li consideri gli unici valori originali e genuini e’, per definizione, un partito conservatore. E un partito conservatore non puo’ essere un partito progressista.

Un tempo succedeva che la sinistra proponeva delle cose che erano gia’ in vigore in altri paesi. Di quei paesi si diceva che “erano piu’ avanti”. Nel dire “piu’ avanti” si sottintendeva che gli ideali della sinistra si ponevano come futuro, come evoluzione, e non come genuine radici passate.

Se i valori della sinistra, applicati piu’ e meglio nel nord Europa, fossero stati valori “tradizionali”, non si sarebbe detto che quei paesi erano “piu’ avanti”, si sarebbe detto che erano “piu’ indietro”, “fermi”, “tradizionalisti”. Al contrario, se si diceva che questi paesi erano “piu’ avanti” era perche’ l’idea di progresso situava nel futuro quei valori.

Una sinistra che non colloca nel futuro le proprie radici, e le cerca nel passato, oltre a non essere una sinistra e' perfettamente inutile.

Ed e’ quindi destinata scomparire.

Chi in Italia volesse cercare la tradizione, o una tradizione ha tutto un imbarazzo della scelta. Si va dalle inutili sagre in paesini sulla statale sino a balli assurdi e dialetti che non parla piu’ nessuno, fino alla chiesa Cattolica , alle pretese romaneggianti dei fascisti, ai deliri di Evola… e se proprio vi accontentate di poco, ci sono i deliri localisti dei movimenti locali.

Chi cerca la tradizione non ha certo bisogno di Marx.

Questa sinistra e’ destinata a scomparire, proprio perche’ nessun polo progressista puo’ apparire progressista finche’ crede di trovare la purezza in qualche tradizione, sia pure una tradizione marxista od operaista.

Casaleggio ha appena fatto scandalo dicendo che a questo ritmo le tecnologie potrebbero rendere obsoleti i parlamenti. I sostenitori della tradizione costituzionale si sono improvvisamente inalberati, dicendo che e’ assolutamente sacrilego ipotizzare un futuro diverso dal passato. La tradizione costituzionale italiana, secondo loro, e’ immortale.

Ma adesso chiediamoci: quanto e’ davvero plausibile che una brutta copia della costituzione francese , poi emendata da De Gaulle in Francia quando ha mostrato i propri limiti, resista ancora ai mutamenti sociali? Oh, sicuro, e’ la costituzione piu’ bella del mondo, ci dicono i sommelier di costituzioni che le hanno evidentemente assaggiate tutte.

E cosi’ ci illudiamo che cadano le frontiere, che il 70% delle leggi di ogni paese europeo nasca a Bruxelles, ma le costituzioni, beh, questi buffi costumi dai curiosi copricapi manterranno per sempre il loro significato giuridico. Sicuro.

Poco importa che la societa’, il mondo, l’economia (dunque la politica) vadano incontro a cambiamenti come mai si erano visti, per velocita’ e profondita’. La costituzione, essendo tradizione , e’ immortale. Dunque, il Parlamento e’ un ente che durera’ milioni di anni. Il sole sara’ una stella rossa, la terra sprofondera’ nella crosta solare , proprio mentre il Parlamento italiano sara’ riunito a fare la Legge Finanziaria dell’ anno 3.485.876.277.

Sto evidenziando il ridicolo proprio per far notare una cosa: Casaleggio che pensa che in futuro il Parlamento potrebbe essere inutile sta probabilmente dicendo una fesseria, ma di certo sta parlando di un futuro diverso dal passato.

Quanti altri partiti lo stanno facendo? Nella dialettica delle sinistre, e parlo anche a livello europeo, si sentono di continuo parole come “riportare”, “ritornare”, “riprendere”. Riprendere i valori operaisti, riportare lo spirito di quegli anni o di quegli altri anni… tutti discutono di un futuro uguale al passato.

Questa sinistra morira' perche' ha perso l'idea di un futuro diverso dal passato

E no, non vi illudete.Il fascino che la tradizione, ovvero la morte del pensiero, sta esercitando sull’ Italia e’ troppo forte perche’ la sinistra possa divincolarsi e liberarsene. Gli stessi intellettuali della sinistra si appellano ormai a tradizioni accademiche, a tradizioni filosofiche, ovvero parlano di un futuro uguale al passato.

Molti a sinistra si illudevano che finito Berlusconi si sarebbe tornati al 1994. Invece, sorpresa sorpresa, e’ arrivato il 2014. Assolutamente prevedibile, e’ vero. Ma per la sinistra, e per certi versi per l’italia intera, immaginare un futuro diverso da passato e’ bestemmia. Si parla di far “tornare” i posti di lavoro, si parla di “ricostruire”.

Carlo Calenda propone un partito di nome “Fronte Repubblicano”. Un nome che semiologicamente, piu’ o meno si colloca nel 1946. Poteva chiamarla Sacra Romana Repubblica, a quel punto, e ribattezzarsi Carlo Magno II, sarebbe stato piu’ moderno.

La sinistra italiana si estingue per una semplice ragione: non sa immaginare un futuro diverso dal passato.

Perderci tempo e’ inutile. Semmai le idee progressiste dovessero ricomparire in Italia, non sara’ certo in quell’area politica.