Noto che e’ uscito un articolo che elenca, in termini sistematici, i nemici della UE , affermando che chiunque sia preoccupato dell’ Export europeo stia anche cercando di demolire la UE.

Questo tipo di stampa ha come scopo quello di creare una sindrome dell’accerchiamento che personalmente non approvo. Ci sono diverse ragioni per le quali dico questo: partire dall’idea che chiunque sia concorrente di un paese europeo voglia distruggere la UE e’ , innanzitutto, un modo di pensare italiano.

In Italia non esiste una vera cultura della concorrenza. Se andate all’estero, non solo in Germania, potrete trovare delle vie (per fare un a Düsseldorf c’e’ Hoherweg, per i concessionari di automobili) piene di negozi simili e concorrenti. Ci sono zone , e sono molto comuni, che sono piene di negozi del tutto analoghi e concorrenti: in Italia questo e’ difficilissimo da ottenere, perche’ siccome la concorrenza e’ sempre vista come slealta’, appena un negozio occupa uno “spazio vitale” si adopera affinche’ nessun altro negozio rimanga nei dintorni.

Il ragionamento dell’Italiano, dunque, e’ che l’ Europa esporta molto ; attualmente solo la Germania ha circa lo stesso Export degli USA, e i numeri sono circa questi:

dunque, dicono le teste fini, chiunque sia un concorrente dell’ Europa vorra’ anche distruggerla.

La razionalita’ di questo ragionamento e’ tutta da dimostrare. Innanzitutto, non e’ affatto scontato che un’europa disunita esporterebbe di meno. In realta’ nessuno e’ in grado di prevedere cosa succederebbe se l’euro si rompesse, ma il punto e’ che la maggior parte delle monete dell’area svaluterebbero immediatamente, e solo una verrebbe usata per gli scambi commerciali e come riserva. In che modo questo renderebbe l’export piu’ debole e’ tutto da dimostrarsi: per dire, se tutti i fornitori di aziende tedesche vendono e producono con una moneta meno costosa, scende il prezzo dei prodotti tedeschi: e’ il giochino che sta fa cendo la Germania con la Polonia: la Polonia produce parti economiche per l’industria tedesca, che puo’ tenere bassi i prezzi.

Quello che succede oggi con uno schengen in monete diverse e’ che i paesi che hanno l’euro tengono parte della filiera in paesi con monete “economiche”, in modo da abbassare il prezzo globale. Semmai qualcuno dovesse pensare ad una mossa per rendere difficile l’export, dovrebbe semmai pensare di buttare tutti i paesi della UE dentro l’euro, e non viceversa. Se considerate quanti contoterzisti di aziende tedesche ci sono in Italia, l’uscita dell’ Italia con svalutazione consentirebbe alle aziende tedesche di abbassare ancora i prezzi.

Ma lasciamo perdere le fallacie logiche, e andiamo un attimo al punto.

I cinesi, in tutto, hanno investito in Europa qualcosa come 1000 Bn€ . Mille miliardi di euro. Questo investimento gigantesco di fatto e’ oggi prezzato in Euro. Se proponete ai cinesi di far collassare l’ Euro, quelli vi risponderanno “e che cosa succede adesso al nostro investimento?”

Per quanto i cinesi abbiano soldi in cassa, una svalutazione di 1000 miliardi di Euro non e’ esattamente una buona notizia, anche per loro. Ed e’ difficile capire che cosa ci guadagnerebbero, visto che a quel punto buona parte della UE inizierebbe a svalutare la moneta, cacciando dal mercato i fornitori cinesi.

Questo non significa che il cuore dei cinesi batta per la UE: significa che i cinesi sono interessati semmai ad usare la UE come mercato. Una UE piu’ nazionalista e protezionista e’ proprio l’ultima cosa cui sono interessati. Possiamo quindi aspettarci che i cinesi siano interessati al destino della UE, ma sicuramente vogliono una UE piu’ disponibile ai loro investimenti, e non una UE divisa in 27 paesi, ognuno dei quali con una diversa idea di quanto paga lo straniero per entrare.

In ogni caso, il problema non sono solo gli investimenti in UE: sono anche gli investimenti e le strategie fatte insieme alla UE che lasciano pensare un atteggiamento poco ostile. Se sei ostile alla UE non costruisci cose di questo tipo:

Lo stesso dicasi per il mondo arabo. Gli investimenti arabi in Europa, quotati in Euro, sono secondi solo a quelli cinesi. Anche in questo senso, trattandosi di investimenti praticamente in ogni campo, se c’e’ qualcosa che il mondo arabo NON vuole e’ che i loro investimenti, poco ripetibili per via della svalutazione del petrolio, siano deprezzati. Non hanno di fronte un’altra “era del petrolio” con cui compensare le perdite.

Sui russi occorre aprire una parentesi: gli oligarchi russi hanno fior di investimenti in UE. E non sono stati felici della Brexit, per dire. Quando la Brexit e’ avvenuta e la sterlina ha perso il 20%, i 150 miliardi di investimenti russi a Mosca hanno perso a loro volta il 20%. E quando torni a casa con 30 miliardi di perdite, non vai a congratularti da Putin per la genialata.

Per questa ragione non credo molto alla storia dell’ingerenza russa. Se fosse stata ingerenza russa, gli investimenti degli oligarchi russi si sarebbero spostati PRIMA dei risultati del referendum, per evitare le perdite. Nessuno sta a perdere 30 miliardi di euro, sapendo che sta per succedere.

Domanda: c’e’ stata una fuga di oligarchi russi dalla borsa di Londra prima del referendum per la Brexit?

Ma c’e’ un secondo punto che mi rende scettico: se davvero crediamo che ci siano i russi dietro ai partiti populisti e nazionalisti, e pensiamo davvero che alle prossime elezioni europee vincano, la domanda che dobbiamo porci e’: perche’ Putin dovrebbe sfasciare qualcosa che ha appena conquistato?

Una volta riempito il parlamento EU di amici della Russia, perche’ mai Putin dovrebbe spezzare tutto, trovandosi con 28 nazioni, di cui molte nella NATO, ognuna con una politica estera diversa, quando tenendo insieme la UE e piazzando un amico a gestire la politica estera, avrebbe un alleato gigantesco e foriero di investimenti in Russia?

E’ probabile che Putin stia spingendo i partiti populisti filorussi in Europa? Forse. E’ anche probabile che una volta conquistato il parlamento UE, esso venga usato per far finire la UE? Questo significa dire che Putin sia uno stupido. L’indomani della vittoria dei populisti in Europa, scoprireste che:

E questo e’ quasi ovvio: se partiamo dall’IPotesi che Putin abbia “colonizzato” la politica europea, una volta colonizzato il parlamento europeo il suo interesse massimo sarebbe una UE alleata. Anche perche’ gli darebbe una patente di democrazia e legittimita’ non indifferente.

Allora chi e’ il nemico della UE?

Gli USA.

In particolare, due giganteschi conglomerati finanziari americani.

  1. La cosiddetta “corporate America”
  2. La cosiddetta “silicon Valley”

Quando parliamo di regole europee che impediscono agli USA di esportare in Europa dei prodotti dannosi, dalla carne agli ormoni alla regolamentazione sulle armi, alle regole sui fertilizzanti, alle regole sulla vendita di prodotti farmaceutici, parliamo di regole che colpiscono gli USA. Se parliamo di regole contro l’import di OGM, siamo ancora a colpire gli USA. Potremmo metterci il consorzio Airbus, l’ ESA , che fomenta aziende concorrenti alla NASA , come e’ anche l’agenzia spaziale italiana.

Se andiamo alla Silicon Valley, beh: abbiamo solo l’imbarazzo della scelta. Passiamo dalle multe miliardarie a Google, alle inchieste fiscali che sono avvenute in tutti i paesi contro gli OTT, per non parlare dell’imposizione ad Apple di pagare 13 miliardi di tasse al governo irlandese.Ah, si: ho gia’ menzionato il GDPR?

Ma c’e’ una ragione piu’ globale se la Corporate America e la Silicon Valley odiano la UE:

In questo momento, in UE c'e' l' UNICA autorita' antitrust che ancora fa il proprio lavoro

E se considerate la quantita’ di monopoli nati negli USA, in OGNI settore, dal cinema alle telco a qualsiasi cosa, QUESTO e’ il problema. Le autorita’ antitrust in USA valgono, oggi, quanto un oroscopo. Non hanno potere, autorita’ , e in generale sono completamente disfunzionali e asservite.

L’autorita’ Europea alla Competizione, invece, funziona.

Se la UE ha dei nemici, sono gli USA. La quantita’ di investimenti americani in Europa e’ abbastanza limitata.

Cina, mondo Arabo e Russia hanno interesse a tirarsi la UE dalla propria parte, e hanno almeno una dimensione nella quale possono giocare una partita win-win con la UE. La Russia ne ha addirittura due: energia e tecnologie militari.

Quelli che invece vogliono la distruzione della EU sono gli USA. E non parlo del Presidente, che e’ una marionetta inutile (penso che Trump sia almeno divertente: se sua moglie fosse una pornostar, secondo me sarebbe il rappresentante perfetto degli americani) , parlo dei cosiddetti “Masters of The Universe”.

E’ chiaro che tutti daranno la colpa a Putin: ma sinora, tutto quello che sappiamo dell’imbarbarimento dei social network e’ che i social network sono imbarbariti. Le prove che siano stati i russi , si fermano a poche centinaia di account bloccati.

Dovete farvene una ragione: sebbene sembrino progressisti, quelli che lavorano alla distruzione della UE non sono a Mosca. Sono nella silicon Valley.

E non si chiamano Putin. Si Chiamano Zuckerberg, si chiamano Tim Cook, si chiamano Jeff Bezos, Sundar Pichai. Sono i social network che stanno inquinando la politica europea, e loro si, lo fanno per distruggere la UE.

Perche’ sono gli unici per i quali la UE e’ un problema. Per gli altri e’ un’opportunita’, e nessuno distrugge le opportunita’.

A questo punto entra in gioco l’argomento stupido dei sostenitori della UE: l’Europa senza UE converebbe a tutti perche’ i paesi UE, disuniti sono proni e remissivi agli altri paesi.

Personalmente, non ricordo una Francia “prona e remissiva”. Credo che ogni singolo francese si farebbe scuoiare vivo pur di non rinunciare alla Grandeur. Che poi una Francia ove hanno vinto le destre sia “prona” agli americani , secondo me e’ piu’ delirio che altro. Forse voi vi drogavate quando la Francia e’ uscita dal comando NATO e ha cacciato le basi americane dal suo territorio. O forse vi drogavate mentre, anziche’ comprare l’ F-35, si sono sviluppati da se’ un ottimo aereo. Stiamo parlando del popolo che impone un limite ai prodotti di Hollywood e alla musica anglosassone PER LEGGE?

Che una Germania in preda ai nazionalisti sia “prona e remissiva” alle potenze esterne, onestamente ci credo quando lo vedo. Gia’ ora ci sono dei mal di pancia sulla permanenza delle basi americane inGermania. La Germania e’ oggi il paese piu’ anti-americano del continente, con una percentuale di gradimento degli USA che non si vedeva da quando “la guida” parlava con accento austriaco. Per il tedesco il mondo si divide in “La Germania” e “non sono cazzi nostri, ma a volte e’ bello andarci in vacanza”.

Quali sarebbero i paesi “proni e remissivi” in Europa? I paesi dell’est Slavo? Vi drogate o cosa? La Spagna e’ “prona e remissiva”? E’ cambiato qualcosa la notte scorsa? O sarebbero proni e remissivi i greci? Stiamo parlando dello stesso paese che ha tenuto lingua , religione e cultura durante secoli di occupazione turca?

Sapete qual’e’ l’ UNICO paese che sarebbe prono e remissivo senza la UE?

L’Italia.

Chi dice che senza la UE "i paesi europei" sarebbero proni e remissivi a qualsiasi potenza straniera, si riferisce ad UN preciso paese, che ha una VASTA storia di essere "prone e remissivo": l' Italia.

Ma proiettare il comportamento passato dell’ Italia, e solo dell’ Italia, a tutti i paesi UE non ha senso.

Il fatto che senza UE l’Italia tornerebbe il paese prono e remissivo che e’ sempre stato (e lo e’ ancora quando non interviene la UE, vedi il caso dei Maro’) non autorizza nessuno a dire che questo succederebbe ad OGNI paese d’Europa. Succederebbe all’ Italia, certo. Ma tutti gli altri paesi europei hanno storie di ostinata opposizione a potenze straniere, e hanno storie (anche recenti) di nazionalismo forsennato.

Quindi no: nessuno nel mondo crede che senza la UE i paesi europei sarebbero “proni e remissivi”, tranne gli italiani. E gli italiani lo credono perche’ questo sarebbe il destino dell’ Italia.

Il motivo per cui gli americani si illudono che la fine della UE sarebbe vantaggiosa ha un solo nome, ed e’ NATO. E’ questa la leva che userebbero: il lato militare, quei generali che hanno sempre fatto avanti e indietro dai paesi europei con valige piene di soldi per i politici che collaboravano.

Quindi sarebbe ora di cominciare a riscrivere la dialettica: la UE ha MOLTI amici, interessati a mantenere gli investimenti fatti e a cogliere opportunita’, e UN nemico, che e’ negli USA.

Il nemico e’ a occidente, non a oriente. Come disse Patton, stiamo combattendo il nemico sbagliato.

E questa sindrome dell’accerchiamento non serve a nulla.