So che questo post mi rendera’ impopolare. So che vado a toccare un nervo scoperto. So che probabilmente mi attirera’ addosso l’odio di una citta’ intera. Ma quello che e’ vero si puo’ dire, e quello che e’ giusto va detto. Non ho alcuna ragione di dire “feelings before facts”. No, non mi sta bene. Siccome Giuseppe approverebbe, me ne fotto e vado avanti.

Giuseppe

Bisogna capire una cosa: la politica ha conseguenze. E le conseguenze non sono “minchia, domani chi li sente gli amici al bar”. Le conseguenze non sono “adesso sono dalla parte del torto”. No, non funziona cosi’.

L’italiano, insieme a molto occidente, sta vivendo la politica come hobby. Sta vivendo la politica come se fosse X-Factor, una specie di concorso per artisti(!) , nel quale il cittadino e’ chiamato a fare da giudice ai concorrenti. E se anche vincesse il concorrente sbagliato, beh, se ne discutera’ di fronte ad una birra.

L’approccio tradizionale verso la politica e’ che se sei “dentro” allora magari ci vivi. Se sei “attorno” magari riesci ad ottenere qualche vantaggio personale. Ma per gli altri, “non cambia nulla” e “sono tutti uguali”. E quindi, la politica non e’ altro se non un argomento di dibattito. Qualcosa che in fondo, cambia la vita della nazione, ma nel senso astratto e collettivo del termine.

Certo, tutti sanno che la politica puo’ cambiare l’economia, ma di solito sentono parlare di numeri. E’ come una statistica sulla criminalita’: un conto e’ dire che i crimini sono aumentati dello 0.1% su base annua, un conto e’ trovarsi il ladro in casa. Analogamente, l’italiano crede che si, l’economia puo’ andare peggio dell’ 1%, e alla fine dei conti e’ scandaloso che ci siano tanti poveri in giro, ma (a meno che non sia povero lui stesso) , non e’ lui che rischia personalmente.

L’italiano si comporta come il coglione che applaudiva quando il Duce dichiarava guerra a destra e a sinistra: in fondo, la guerra sarebbe stata breve, lontana, e quindi non lo avrebbe riguardato. Un po’ come la guerra di Spagna, cui molti italiani avevano partecipato, la nazione aveva partecipato a distanza, ma non era stata una cosa cosi’ vicina.

Insomma, la politica come partita di calcio. Nel senso che possiamo appassionarci quanto vogliamo, essere tifosi quanto vogliamo, possiamo farne una ragione di felicita’ o meno, ma alla fine lunedi’ mattina si va al lavoro, e al massimo si discute la partita coi colleghi.

La politica come partita di calcio.

Ecco, con questo spirito i romani hanno eletto la Raggi. Con lo spirito della tifoseria, con gli argomenti della tifoseria, con le grida e le feste della tifoseria. Oggi, si sono accorti che avere un sindaco bravo o meno puo’ cambiare le cose.

Ma non e’ ancora abbastanza. Non e’ ancora abbastanza perche’ le strade devastate e l’immondizia sulle strade appartengono al dominio del “pubblico”, di cio’ che non appartiene personalmente a noi. Alla fine dentro le case i pavimenti sono perfetti e l’immondizia non c’e’. Quindi si, e’ uno scandalo che ci siano strade a pezzi e immondizia ovunque, ma rimane confinato a “fuori” da casa mia, Not in My Backyard.

E quindi no, non e’ ancora abbastanza.

Il disastro ILVA, che arrivera’ quasi sicuramente perche’ dopo le dichiarazioni di DiMaio nessun industriale continuera’ ad investire in quella pattumiera fumante, e’ quello che ci vuole.

Perche’ non rimarra’ sulle strade, nel mondo del pubblico. Il disastro non rimarra’ confinato ai cassonetti e alle buche.

Entrera’ nelle case. Sotto forma di miseria. Disoccupazione. Disperazione. E insegnera’ amaramente, ma forse amaramente e’ il solo modo di imparare la lezione, che votare per un coglione puo’ devastare la tua vita. Il tuo privato. La tua famiglia. La tua casa.

La politica non e' una partita di calcio

Questa e’ la prima lezione che impareranno i tarantini. Non vi piaceva l’allenatore, sicuro. Avete votato contro l’unica soluzione sul tavolo perche’ qualcuno vi ha detto che la blockchain del quantum computer vi avrebbe fatto vivere di machine learning robotico. O qualcosa del genere.

Ma non solo avete votato per DiMaio, per lui. Avete votato CONTRO l’unica soluzione sul tavolo, in cambio di una soluzione non meglio precisata. Gli uni erano convinti che il lavoro, in linea di principio, contasse piu’ della salute. Gli altri, sostenendo che la salute conti piu’ del lavoro.

Due tifoserie , l’una contro l’altra. Tanto, che vi costava. Facevate i vostri due minuti di odio, discettavate di principi, e paf, via. Domani si va al lavoro. E quindi i tarantini hanno votato in massa contro l’unico piano sul tavolo.

E sia chiaro, non parlo solo di quelli che hanno votato per i vincenti. Parlo anche di quelli che hanno perso.Perche’ per molti l’opposizione e’ un lavacro della coscienza. E qui inizia la seconda lezione.

Le bombe, quando cadono, cadono in testa a tutti

Immaginate che durante i bombardamenti di Berlino, alcuni tedeschi oppositori di Hitler (ce n’erano, e anche molti, a giudicare da quanti ne ha ammazzati) fossero usciti dal bunker, dicendo “ehi, ma io non ero d’accordo con Hitler. Le bombe non cadranno su di me! Che motivo hanno gli alleati di colpire me?”

Ecco, all’italiano e’ mancata questa percezione: Bomben sehen keinen Unterschied.

Le bombe non vedono la differenza. Significa che non basta dire “ma io sono l’opposizione” per risparmiare le conseguenze di un cattivo governo. Sicuramente non tutti i tarantini avranno votato per il governo in corso. Ed e’ giusto cosi’, visto che l’ Italia e’ una democrazia. Ma posso anche notare degli strani fenomeni , come un certo Emiliano.

E ora voglio chiedere a queste persone, che nel dopo-partita andranno al bar a dire “ma io ero contro”: e sticazzi?

Cioe’, eri contro. Cioe’, dici che ho ragione io. Dici che anche tu “eri contro”. Aha.

Ma, a parte questo generoso quanto gratuito lavacro della coscienza, che altro hai da dire? Sei sicuro che se non avessi vissuto la politica come se fosse una partita di calcio non sarebbe cambiato nulla, sei sicuro davvero di aver dato alla politica piu’ di quanto dai per un concorrente di X-Factor?

Si? No? Non importa.

Ed e’ questo il punto. Il punto e’ che la realta’ non verra’ a bussarti alla porta, per la semplice ragione che la realta’ E’ la porta.

Certo, hai fatto di tutto per vincere. Davvero? Davvero , caro elettore dell’ orgogliosa e doverosa opposizione, hai fatto di tutto per vincere?O forse hai ingoiato scelte infauste come Emiliano, che e’ vero, e’ un ripugnante voltagabbana, ma e’ pur sempre il NOSTRO ripugnante voltagabbana?

Questo e’ il punto: non e’ una partita di calcio. Non e’ solo colpa di chi vince. Stiamo parlando di una questione collettiva. Di una questione sociale. Ricordi?

E sia chiara una cosa: non sto cercando di capire chi sia nel giusto o meno, ne’ di capire chi ha sbagliato o meno, o di chi sia la colpa o meno.

Perche’ non cambia un cazzo. Bomben sehen keinen Unterschied. Non cambia nulla che foste piddini ogrillini. Non cambia nulla perche’ le conseguenze vi cadranno sulla testa come facevano le bombe su Berlino. Non potrete uscire dal bunker e dire “ma io ero contro”, “ma io non approvavo”, “ma io non l’ho votato”.

Siete innocenti? Bomben sehen keinen Unterschied.

Non lo avete votato? Bomben sehen keinen Unterschied.

Eravate contrari? Bomben sehen keinen Unterschied.

Lo avevate detto? Bomben sehen keinen Unterschied.

Avete fatto tutto il possibile? Bomben sehen keinen Unterschied.

Avete la coscienza a posto? Bomben sehen keinen Unterschied.

Non potevate saperlo? Bomben sehen keinen Unterschied.

Non avevate capito? Bomben sehen keinen Unterschied.

Siete stati ingannati? Bomben sehen keinen Unterschied.

E’ colpa delle Fake News di Putin? Bomben sehen keinen Unterschied.

Not in my name? Bomben sehen keinen Unterschied.

Non cambia un cazzo. Avete al governo un tizio che sta per fare di Taranto un disastro di dimensioni epocali. E le conseguenze ricadranno su tutti voi. Certo, voi credevate che la salute fosse piu’ importante del lavoro. Scoprirete presto che la chimica non funziona per categorie, e i disoccupati continueranno a vivere in un luogo inquinato per decenni: occorreva una soluzione che desse ENTRAMBE le cose, sia la salute che il lavoro. Nello stesso momento in cui vi siete divisi tra salute e lavoro, avevate solo la scelta di ammalarvi da disoccupati o meno. Perche’ il voto non cancellera’ strati e strati di polveri, ci vorranno decenni.

Queste cose non le sapevate? Nessuno ve le ha spiegate?Non e’ una scusa. Oggi l’istruzione e’ obbligatoria e gratuita, e su internet c’e’ tutto lo scibile possibile, a saperlo selezionare, cosa che la scuola dovrebbe avervi insegnato. Non lo avete fatto? Vi sembrava piu’ sensato comportarvi come tifosi che tifano e basta, e al massimo e’ colpa dell’arbitro , magari del governo cattivo?

Bene.

Ma le bombe cadranno in testa a tutti, e del cazzo che direte per giustificarvi, alla realta’ non frega niente.

Il disastro che sta per arrivare su Taranto e’ meritatissimo.E non solo dai tarantini. Da tutto il paese. Cosi’ come i mille disastri che arriveranno presto, sono meritati perche’ quello che avete eletto e’ il governo di tutti. Non ce ne sono altri.

E le bombe cadono in testa a tutti.

Questa volta, volenti o nolenti, la lezione la imparerete.

La politica non e’ una partita di calcio.

E se mandi un coglione al potere, poi le bombe cadono in testa a tutti, che lo abbiano votato o meno, che abbiano colpa o meno, che abbiano lottato o meno.

Quando un politico dice “saro’ il presidente di tutti” non sta facendo una promessa o pronunciando una frase distensiva : non e’ una sua scelta. E’ un fatto: c’e’ un solo governo. Non ce ne sono altri.

Sta solo descrivendo una realta’ inevitabile. Hitler non era il Führer dei nazisti, era il Führer di tutti, anche di quelli che lo odiavano, per la semplice ragione che le bombe sono cadute in testa a tutti, senza distinguere.

Ed e’ questa la lezione che dovete imparare. Quello che sta per succede ad ILVA e’ meritato. E’ meritato perche’ quando andate a votare non state eleggendo il vostro premier, ma il premier di tutti. Non potete dire “not in my name”. Quello e’ anche il vostro premier, per la semplice REALTA’ dei fatti.

Questo disastro sara’ dura lezione e sotto certi versi, sara’ salutare.

E per quanto riguarda tutti quelli che si sentiranno offesi da queste parole: