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Queste sante prostitute eroinomani

Mi capita di leggere dell’omicidio violento di una giovanissima prostituta eroinomane che si concedeva in cambio di droga, e mi sembra di scorgere nel dibattito una caratteristica tipica dei dibattiti italiani, che e’ l’abolizione del buonsenso. Lo dico perche’ non e’ la prima volta che il mondo sa di ragazze che si prostituiscono per la droga: gia’ Cristiane F. ne raccontava negli anni ‘70 , quando scriveva “I ragazzi dello Zoo di Berlino”.

Il piano B degli altri, parte II

La notizia della vendita di Magneti Marelli mi ha ricordato quello che scrissi tempo fa, quando scrissi il post sul piano B degli altri : e’ inutile aspettare il momento del crollo, perche’ l’ Italia e’ un problema che verra’ gestito senza arrivare alla crisi. Sta avvenendo sotto i vostri occhi, e il caso di Magneti Marelli e’ solo uno di una lunga serie. Ma non e’ ne’ il primo ne’ l’ultimo.

Il burnout

Ricevo un messaggio interessante, cui vorrei rispondere in pubblico. Siccome non so se il mittente e’ d’accordo, non mettero’ il suo nome sul blog. Il messaggio e’ questo qui sotto: Ora, potrei liquidare la cosa semplicemente come: non tutti quelli che dicono cose fanno politica. E se non fanno politica, allora non devono per forza costruire nulla. E non devo nemmeno indicare la rotta: del resto, uno che aveva un (bel) lavoro ma ha lasciato l’Italia perche’ la considerava una nazione incapace di dare futuro a sua figlia, in che modo dovrebbe proprorre una rotta all’ Italia?

Leopolda YAWN

Ho voluto dare un’occhiata alla manifestazione detta “Leopolda”, poiche’ ci e’ andato un conoscente di un mio conoscente, e cosi’ ho voluto farmi un’idea. Il conoscente del mio conoscente, a dire il vero, e’ stato banale quanto e’ banale colui che non avendo idee nuove, si limita a mettere in fila le parole nuove. Lavorando in un ambiente dove devi essere disruptive anche quando mescoli lo zucchero nel caffe’, e non puoi mancare l’occasione di dire che “questo sembra uno use-case per il quantum computing” di fronte a qualsiasi frase, da “che ore sono?

Discorsi sulla sinistra italiana (ed europea)

Ascoltare i politici di “centrosinistra” in tutta Europa mi procura la stessa sensazione, ovvero la sensazione che provo quando vedo un ritrovo di estimatori delle auto Trabant. Si tratta di gente simpatica di per se’ , e prenderci una birra puo’ anche far piacere. Il problema viene quando siete sulla strada e vi trovate con questa robaccia di cartone subito di fronte a voi, che sbanda per il vento, e avete paura che vada in pezzi di fronte a voi, oppure che mentre la sorpassate possa sbandarvi addosso.

Il culto del cargo

Ho letto con una certa curiosita’ il pastrocchio noto come legge finanziaria, e tra i festeggiamenti dei Righeira grillini e le minchiate turbonordiche , devo dire che si sta rasentando il limite del patetico. Perche’ questa finanziaria rispecchia cio’ che l’Italia sta cercando di costruire: un culto del cargo. Per chi non lo sapesse, un culto del cargo e’ un fenomeno religioso osservato in alcune tribu’ della Melanesia. Gli americani ci avevano costruito delle basi logistiche, e nel frattempo, per evitare problemi con gli indigeni davano loro del cibo.

De Bavaria

Ho letto stamattina i risultati elettorali in Baviera, e poi sono andato a fare un giro sui giornali italiani per cercare di capire in che modo avrebbero raccontato le cose in maniera da tenere gli italiani all’oscuro della situazione. Devo dire che hanno fatto il solito lavoro di informazione pigra, abbastanza da riuscire nella difficile impresa di dare ragione a Grillo: la stampa italiana e’ una merda. Per prima cosa, hanno cercato di interpretare quanto accaduto come se fosse stato uno scontro fra AfD (che e’ e rimane un partito marginale) e il resto.

Il mito dello sdoganamento

Chi legge la stampa italiana vivendo all’estero si trova a combattere con una parola che e’ intraducibile nell’universo politico straniero, che e’ “sdoganamento”. Sebbene esistano dei discorsi che possono spiegare cosa e’ successo, ci si scopre sempre inadeguati di fronte alla domanda “Wer hat die Grenze vorher bewacht?” Chi c’era, in fondo, a sorvegliare questa frontiera? Chi erano i doganieri? Questa e’ una domanda interessante, perche’ se diciamo che M5S e Lega hanno “sdoganato” alcune dialettiche, quello che non e’ ben chiaro e’ proprio questo: dove si trovava la frontiera di preciso, chi la istituiva, chi la sorvegliava , e con quale mandato?

Bolle Silicose

Di tanto in tanto si parla, sui giornali (ma per poco tempo, per via di legami piu’ o meno inconfessabili) di fine della bolla speculativa della Silicon Valley, pur senza spiegare mai come sia stata costruita. Per capire la natura di questa bolla, e il motivo per il quale gli esperti danno per scontato che prima o poi esploda, serve innanzitutto abbandonare alcuni pregiudizi. Il primo pregiudizio da abbandonare e’ che la silicon valley fosse un’economia di tipo liberista.

L' Homo Incompetens e l'acqua della Ferragni

Il concetto di “narrativa” che spesso io utilizzo per mostrare il progressivo divorzio dalla realta’ e’ stato descritto in passato, e meglio di me, da un certo Baudrillard. Baudrillard lo chiama “simulacro”, o “simulazione”, e con questo intende dire che ci sono delle “mappe della realta’ ” che oggi hanno preso il posto della realta’ stessa. Io dissento da Baudrillard perche’ credo che queste mappe non siano “un prodotto del bieco consumismo” o del “postmoderno”, ma siano un bisogno dell’ Homo Incompetens.