Luana, la strage e l'odio.

Ho letto della morte sul lavoro della povera Luana, e su questo c'e' poco da dire. Se una persona riesce a scivolare sotto un rullo, con tutto il corpo, nel 2021, qualcuno ha rimosso delle protezioni. Perche' il livello di sicurezza MINIMO di un qualsiasi macchinario moderno deve impedire persino agli arti o alle dita di poterci finire. Punto.

Che si tratti di una tragedia e' indubbio, senza se e senza ma. Il responsabile all'antinfortunistica deve marcire in carcere per aver rimosso le protezioni, o non aver vigilato sulla loro rimozione. Che al Corriere della Sera piaccia o meno, c'e' negligenza, ed e' una negligenza criminale. Ripeto: a quel rullo non deve poter accedere nemmeno il dito mignolo. Se una ci entra con tutto il corpo, o quasi, sono state rimosse protezioni, e anche importanti.

Si tratta di un criterio ingegneristico che viene seguito (e rafforzato in termini legali) da tutti i costruttori di macchine automatiche: non esiste che il corpo umano possa entrare dentro la macchina mentre lavora. Se succede, qualcuno ha rimosso (o disabilitato)  delle protezioni.

A fianco di questa tragedia, vedo altre due cose di cui non si parla.

La prima e' la strage. Luana purtroppo non e' l'unica vittima dell'anno. LE vittime di morti sul lavoro sono circa 1100 ogni anno, secondo i dati istat. E parlo di vittime, perche' secondo inail le persone rese invalide da incidenti sono 3-4 volte tante, a seconda degli anni. Lo ammette persino il Sole24Ore

Blog | Più di 3 morti al giorno da infortuni sul lavoro. I numeri dell’Inail - Info Data
Dopo un paio di anni aumento, per la prima volta nel 2018 gli infortuni sul lavoro sono tornati a calare leggermente. Secondo gli ultimi dati raccolti dall’Inail (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro), infatti, le denunce di infortunio sono state circa 1.800 in meno…

Qui trovate una fonte INAIL:

Nel quarto Rapporto di Inail, Istat, Ministero del Lavoro, Inps e Anpal il mercato del lavoro al tempo del Covid-19 - INAIL
La nuova pubblicazione valorizza le diverse fonti sull’occupazione per offrire un’analisi approfondita della situazione nell’anno della pandemia. Bettoni: “Lockdown e smart working hanno ridotto l’esposizione al rischio dei lavoratori e il numero degli infortuni, ma con il virus sono aumentati i cas…

E persino il Corriere, giornale negazionista a riguardo, conferma il numero:

Morti sul lavoro, in Italia scompaiono due persone al giorno. Nel 1° trimestre: +11,4%
Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Inail nel primo trimestre del 2021 sono state 185, 19 in più rispetto al 2020

Anche se le persone, a meno di non avere un anno lavorativo di 550 giorni, non sono "due al giorno". Il Corriere, come al solito, su questo fenomeno fa negazionismo.

Luana non e' la sola, purtroppo.

Esiste una strage , di cui i giornali non parlano mai in prima pagina, che si perpetua ogni giorno. Se consideriamo lavorativo OGNI giorno dell'anno, sono circa 3 morti al giorno. Se ne consideriamo lavorativi 220, sono ~5 morti al giorno.

Non e' morta solo Luana, quel giorno. Sono morte altre 3-5 persone. E' una strage che si ripete ogni anno, di cui non si parla. Oppure, si parla solo se si tratta di una donna e mamma.

E qui arriviamo al terzo punto: l'odio. Perche' c'e' una differenza tra Luana e gli altri 3-5 che sono morti sul lavoro nella stessa giornata.

Luana era donna e madre.

Gli altri erano uomini (alcuni anche padri).

La percentuale di uomini sui morti al lavoro in Italia oscilla dal 93% al 95%, a seconda degli anni. Ci sono stati anni da 97%. Significa che per ogni Luana muiono dai 20 ai 30 maschi.

Ma sui giornali non finiscono mai. Questo e' l'odio di cui parlo. L'odio mostruoso cui e' sottoposto il genere maschile. E' giustissimo sbattere in prima pagina Luana che e' morta per colpa - grave, evidente ed indubitabile -  del suo posto di lavoro. Ma quel giorno sono morte sul lavoro altre 3-5 persone. Che non sono finite in prima pagina.

Perche' non erano donne. Perche' non erano fotogeniche e non avevano selfie in formato instagram da mostrare.

Ma piu' probabilmente, piu' statisticamente, gli altri 1000 crepano in silenzio perche' sono uomini.

L'ultima volta che un uomo morto sul lavoro e' finito sui giornali e' stata quando sono bruciati vivi sei operai in un'acciaieria, e il padrone era straniero. Quando il padrone e' italiano, quelli che urlano bruciati vivi non li sentiamo gridare. Non sui giornali dei padroni italiani, certo.

Ma quello che importa e' che per sapere che si muore sul lavoro, gli italiani hanno dovuto aspettare che morisse una donna. Tale e' l'odio verso i maschi, che nessuno li sente morire quando vengono schiacciati da ruspe, bruciati nelle fonderie, soffocati nelle cisterne, folgorati dalla corrente elettrica, e tutte le morti orrende che avvengono sul lavoro.

Se sei un maschio e stai morendo, nessuno ti sente urlare.

Questa e' la misura dell'odio. Quando dici che il 95% medio dei morti sul lavoro sono uomini, in genere le femministe ti rispondono che c'e' il gender gap degli stipendi. Aha. Quindi crepano 1000 persone ogni anno, 4000 rimangono mutilate, e il problema e' una statistica fatta male?

Sul serio?

Il caso di Luana e' solo un sintomo, sia chiaro. Il fatto che se muore la bella gnocca di turno finisce in prima pagina, mentre 1000 uomini morti in maniera altrettanto atroce, magari lo stesso giorno, urlano ma nessuno li sente, e' un sintomo.

Un sintomo di odio.

Non mi vengano a raccontare che il femminismo e' per l'uguaglianza. Quando si parla piu' di gender gap che di morti sul lavoro, e' chiaro che la forza in gioco non e' l'uguaglianza. E' chiaramente l'odio.

Commemorare la morte di Luana e portarla sulle prima pagine e' doveroso. Sbattere in carcere il datore di lavoro negligente anche.

Ma non parlare degli altri cinque morti sul lavoro lo stesso giorno,e  non parlare MAI dei MILLE che muoiono ogni anno sul lavoro, solo perche' non sono donne, e' odio.

E deve essere chiaro: non mi lamento del fatto che si parli di Luana. Lamento il fatto che NON si parli degli altri 1000. E' il silenzio che parla di ODIO.

E' un sintomo dell'odio verso i maschi nei quali stiamo sguazzando oggi, e dentro il quale stanno crescendo intere generazioni di maschi.

Non vi lamentate se diventano sempre piu' feroci, aggressivi e violenti.

A crescere un cucciolo nell'odio , a dirgli che puo' crepare bruciato vivo sotto una colata di ghisa tanto nessuno lo sente gridare, a dirgli che e' spendibile, sacrificabile, diventera' feroce. Violento. Spietato.

Non potete dire ad un uomo che se crepa schiacciato da una gru non frega un cazzo a nessuno e nessuno lo sente gridare, e poi dirgli che deve andare in piazza con le scarpette rosse contro il femminicidio, insieme a quelle che lo accusano del privilegio (praticamente tutto maschile) di crepare sul lavoro.

Ai funerali di Luana ci saranno moltissimi uomini, anche politici, perche' e' finita in prima pagina. Ai funerali degli uomini che crepano, a migliaia, sul lavoro, ci sono solo le mogli, le madri, e pochi familiari. Questo e' il punto.

Oggi come oggi, con i numeri che ci sono, la morte sul lavoro e' un chiaro omicidio di genere. Non si spiegano altrimenti i numeri.

Ma e' un omicidio di genere di cui non si vuole parlare, perche' in ultima analisi la femminista media si masturba pensando ad un uomo che crepa folgorato dall'alta tensione al lavoro. Perche' il contrasto tra Luana in prima pagina e nessuno di 1000 morti in prima pagina dice questo, e non lascia spazio ad alcun dubbio.

In questo bagno di odio , generalizzato e diffuso,  stiamo crescendo generazioni di maschi.

Cosa potrebbe mai andare storto?

Loweel

Loweel