Revenge Porn, ovvero Puttane di destra e decorose di sinistra.

Vedo che gli stessi giornalisti che stanno sputtanato Heater Parisi per una presunta storia con Maradona si stanno perdendo in campagne pseudofemministe riguardanti una maestra linciata (nella maniera che hanno le donne di linciare) da altre donne. E' molto interessante il fatto che la cosa venga derubricata a “revenge porn”, quando il linciaggio e' avvenuto da parte della direttrice e delle colleghe.

Perche' la catena di responsabilita' e' molto piu' lunga del cosiddetto “revenge porn”: dietro c'e' tutta la societa' dell'orribile provincia italiana. Ricostruiamo le fasi.

fase avvenimenti commento
1 il fidanzato distribuisce i video sexy della morosa agli amici Revenge porn.
2 uno degli amici del fidanzato lo mostra alla moglie Questo come lo cataloghiamo?
3 la moglie lo mostra alla direttrice della scuola Questo come lo cataloghiamo?
4 la direttrice imbastisce un processo pubblico ove “svergogna la sgualdrina” Questo come lo cataloghiamo?
5 la lapidazione femminile costringe la tipa a firmare una lettera di dimissioni (altrimenti cosa?) Questo come lo cataloghiamo?
6 Arriva l'indignazione dei “giusti” che nel frattempo smettono di fare articoli sulla storia immaginaria tra Maradona ed Ether Parisi Sono davvero i giusti?

Per prima cosa vediamo di capire cosa sia la “lapidazione femminile”. Esistono due tipi di lapidazione. Quella maschile si fa lanciando pietre contro la vittima, che viene uccisa dall'impatto. Quella femminile si fa sfruttando un meccanismo di incompleta resilienza della vittima, e normalmente si usano strumenti verbali. Tra le due cose c'e' poca differenza in termini di sofferenza, ma la differenza e' che la vittima “sopravvive” al processo.

Detto questo , riesco ad identificare il “revenge porn” soltanto nella “1”, nel primo passaggio. Il resto sono decisioni arbitrarie di persone.

Prendiamo il passaggio 2: non c'e' alcuna vendetta in corso. Mostrare le immagini alla moglie non era necessario, non era vendetta (a meno che non fosse anche lui un ex?) , e quindi e' una mera decisione individuale di quel signore. Forse intendeva aiutare l'amico nella sua vendetta? Ok, allora il passaggio 2 e' a sua volta “revenge porn di gruppo”.

Andiamo al passaggio 3: la moglie va a parlarne alla direttrice scolastica. Qui il discorso del revenge porn scompare. Di cosa doveva vendicarsi la moglie dell' amico dell'ex fidanzato? Perche' ha deciso che la direttrice scolastica andasse informata? A sentire lei, era mossa dalla sacra indignazione per il fatto che “una maestra facesse quelle cose”.

Mi spiace, ma questo non e' da attribuire al “revenge porn”. Questo si chiama “character assassination”.

Andiamo al prossimo passaggio, il passaggio numero 4. Ad un certo punto, a sentire il racconto, la direttrice imbastisce una specie di processo nel quale mostra a tutte le colleghe i video della vittima. Questo non doveva succedere per forza, e non e' una conseguenza fisica inevitabile. Avrebbe potuto semplicemente ignorare la cosa. Ma decide di farlo. Non e' character assassination. Non e' revenge porn.

E' sadismo. Esercizio di potere al puro scopo di procurarsi libidine.

Il potere e' una forma di piacere. In Sicilia dicono che comandare e' meglio di scopare. Condannare eccita. Quindi lo metto nella categoria “direttrice sadica vuole godere”.

Adesso arriviamo alle colleghe: perche' non si sono ribellate? Verrebbe da pensare che tutte queste donne sapessero bene che “anche le maestre fanno sesso”. E quindi che senso ha che tutte queste donne si accaniscano cosi' sulla collega, se sanno benissimo di commettere, coi fidanzati, gli stessi “terribili peccati” che le renderebbero indegne di “neanche a pulire i cessi lavorerai”.

Ci sono due risposte che vedo:

Ora andiamo al punto cinque: che genere di minacce ha usato la direttrice?

Allora sappiamo che ad un certo punto ha chiesto alla ragazza di firmare una lettera di dimissioni, e la ragazza lo ha fatto. Ma la domanda e': altrimenti cosa? Cosa avrebbero fatto se lei non avesse firmato? La mia personale idea e' che sia uno di quei posti di lavoro ove fanno firmare lettere di dimissioni retrodatate all'ingresso. Ma non ho prove.

Dunque, andiamo al punto: “altrimenti cosa”?

Perche' questa minaccia abbia senso, occorre che esistano strumenti punitivi di qualche tipo. Che sarebbero del tutto illegali, dal momento che possedere quelle immagini in se' e' un reato.

Esistono quindi delle procedure punitive completamente arbitrarie, prive di qualsiasi controllo, che consentono ad una direttrice di causare danno ad una dipendente senza controlli , supervisione, senza dover giustificare. Le direttrici negli asili, cioe', hanno un potere assoluto di qualche tipo.

Siccome non credo che sia vero, specialmente se la ragazza ha la mentalita' di metterci di mezzo degli avvocati, la risposta logica e' solo una: la ragazza e' stata minacciata di ulteriore diffusione delle immagini. Di essere “sputtanata” ancora di piu'.

Possiamo allora riempire la nostra tabella molto meglio:

fase avvenimenti commento
1 il fidanzato distribuisce i video sexy della morosa agli amici Revenge porn.
2 uno degli amici del fidanzato lo mostra alla moglie Revenge porn di gruppo
3 la moglie lo mostra alla direttrice della scuola Character assassination.
4 la direttrice imbastisce un processo pubblico ove “svergogna la sgualdrina” Libidine sadica della direttrice.
5 la lapidazione femminile costringe la tipa a firmare una lettera di dimissioni (altrimenti cosa?) Libidine sadica delle colleghe, piu' catastrofe matrimoniale.
6 Arriva l'indignazione dei “giusti” che nel frattempo smettono di fare articoli sulla storia immaginaria tra Maradona ed Ether Parisi Sono davvero i giusti?

Rimane la “6”.

E qui cominciamo a dire le cose come stanno: quando parliamo dei giornali che segnalano e “denunciano” l'orrenda storia, parliamo degli stessi giornalisti che fanno questo?

heater

Perche' sullo sputtanamento i giornalisti devono stare zitti.

Con che coraggio i giornalisti denunciano il revenge porn con aria scandalizzata, quando basterebbe che la tipa si dicesse fascista per ottenere un applauso alla direttrice che l'ha licenziata? Quali sono i valori di una classe di maiali senza coscienza, che non avrebbero alcun problema a fare lo stesso col loro nemico politico del giorno, per licenziarlo (anziche' dal posto di maestra elementare) dal posto di, che so io, sindaco, ministro o capo del governo?

Possono davvero gridare allo scandalo quelli che pubblicano articoli ove difendono la “cancel culture”, che non e' altro un processo sommario e pubblico come quello che ha imbastito la direttrice? Possono davvero gridare allo scandalo se la direttrice dice “tu qui non lavori piu' neanche a pulire i cessi”, gli stessi che hanno fatto perdere contratti ad un regista poi risultato innocente, con una campagna stampa furiosa? Chi nel giornalismo italiano puo' giudicare: quelli che osannano le Jene per rovinare la vita a persone che poi risultano innocenti?

L'unica che puo' giudicare gli altri in questa storia qui e' la vittima. Tutti gli altri, GIORNALISTI IN PRIMIS, devono solo stare zitti, perche' non solo le loro pata-crociate non hanno alcun effetto positivo, ma sono parte del problema.

Anzi, a dire il vero, a volerla dire tutta:

Il revenge porn lo ha inventato il giornalismo. Ma loro lo chiamano “gossip”.

E chi e' il problema, non puo' essere la soluzione.