Project Confusion

Lo scorso post e' schizzato subito al primo posto nelle statistiche del blog, e dai commenti mi sembra di capire quale sia il punto che ho toccato. Eppure, il principio era chiaro. Di solito quando succede questo picco di interesse significa che ho toccato una sensazione diffusa , di quelle che ci portiamo dietro ma non riusciamo a dettagliare.

Partiamo dall'inizio. Il governo esiste per governare, cioe' per prendere decisioni che impattano sui cittadini. Piu' decisioni prende piu' governa, meno decisioni prende meno governa.

Il guaio e' che il governo non ha il monopolio delle decisioni. Ci sono altri enti che vogliono prendere decisioni sulla vita dei cittadini. Ci sono le religioni, per esempio, che vogliono fare lo stesso, e di solito si accordano con lo stato per cooperare. Ma ci sono anche le lobby economiche, per dire, che non scherzano. Il fatto che lo stato sia il potere militare dominante su un dato territorio fa si che tutti cerchino di allearsi con lo stato. Bene.

Ma c'e' un problema: che succede se ogni cittadino si mette a prendere decisioni?

Succede che il governo fatica ad imporre le sue, perche' per quanto potere militare abbia non puo' costringere con la forza tutti i cittadini a fare qualcosa. Ma il governo vuole comandare, quindi deve fare in modo che i cittadini NON prendano decisioni. In questo modo, l'unica decisione e' quella delgoverno, e non contrasta con quella del cittadino perche' il cittadino NON SA DECIDERE.

Concentriamoci ora su questa affermazione: “il cittadino NON sa decidere”. Perche' non sappiamo decidere da soli se sia il caso di rimanere chiusi in casa durante un'epidemia, scelta che invece risultava semplice nel medioevo, quando si isolavano in campagna senza che gli venisse ordinato? (vedere il Decamerone come esempio).

Ci sono due componenti in gioco:

Se il cittadino non sa prendere una decisione, o manca il primo, o il secondo, o entrambi. E l'effetto e' devastante.

Di fronte a qualsiasi problema richieda una decisione (una determinazione a fare qualcosa, cui segue il relativo comportamento materiale) il cittadino puo' entrare in due modalita': quella decisiva e quella imitativa.

Di conseguenza il governo deve far entrare il cittadino in modalita' imitativa. Un modo e' quello di usare la forza. Ma questo modo produce ribellione, astio, sfiducia ed altro. Si puo' togliere al cittadino l'informazione che serve, ma questo silenzio, questa censura e' facilmente riconoscibile, produce sfiducia e ribellioni a sua volta.

Esiste quindi una terza via: quella di riempire i cittadini di informazioni e metodologie inutili a prendere una decisione. In quel caso il cittadino crede di essere informato, ma non riesce a prendere una decisione, quindi perde fiducia nei propri mezzi e decide di aspettare la decisione dello stato. Dice “io non so decidere, quindi mi atterro' alle decisioni altrui”.

Ma portare il cittadino in queste condizioni e' difficile, perche' e' necessario che questa sfiducia, questa mancanza di autostima nella propria capacita' decisionale sia instillata sin dalla gioventu'. E quindi, il governo comincia col fornire una scolarizzazione inutile: insegnare gli assiri ad un bambino delle medie e' completamente inutile, dal momento che non esiste una decisione che sia possibile prendere solo se sai due o tre cose sugli Assiri. Ma sfrondare tutta l'inutilita' dell'istruzione e' difficile, quindi procedero' al contrario: constatando quante materie sarebbero UTILI a prendere decisioni nella vita materiale, ma NON vengono insegnate nelle scuole.

In realta' si potrebbe continuare mostrando come la scuola inonda i ragazzi di informazioni che NON SERVONO a prendere decisioni utili per loro stessi, omettendo sistematicamente tutte quelle utili.

Il risultato e' un cittadino confuso, che non sa distinguere un dato utile da un dato inutile, che rimane ipnotizzato da un dato inutile come il PIL (sapete decidere sul vostro negozio/azienda sulla base del PIL? No. Perche' il PIL non serve a questo) , che non sa capire che tasso di occupazione e tasso di disoccupazione non sono complementari nell'insieme della popolazione abile al lavoro, (uno puo' cambiare senza che l'altro aumenti) , gente che crede che la mucca produca piu' metano di quello che ne uscirebbe dalla decomposizione della stessa erba morta (per via degli stessi identici batteri che decompongono l'erba dentro la mucca) e le accusa di global warming, e tante altre cose che non passerebbero ad un filtro anticazzate.

Ma lo scopo non e' solo quello di costruirsi un filtro anticazzate: anche avute le informazioni rilevanti e veritiere, occorre metterle insieme con un metodo affidabile per costruire una decisione. Ma anche in questo caso, la scuola avra' riempito la testa degli studenti di nichilismo, idealismo, lullismo, platonismo, aristotelismo, marxismo, che a volte contengono regole logiche, ma non metodi sistematici per prendere decisioni.

Cosi' si ottiene un cittadino che non sa quali informazioni scegliere nel fiume che gli viene vomitato addosso, e quando si trova con un problema si ferma perche':

Un cittadino che non si ritiene in grado di prendere una decisione e' il cittadino perfetto di qualsiasi governo voglia prendere le decisioni AL POSTO SUO.

Ed e' appunto il caso di coloro che non riescono a decidere quando e' ora di rimanere a casa, dato il proprio stato di salute , la propria eta', le statistiche di mortalita' e il numero di posti liberi in rianimazione:

In questa situazione il cittadino SA moltissime cose delle quali solo pochissime sono utili, non sa distinguere quelle utili dalle altre, anche quando riesce non sa come tirarci fuori una decisione, entra nella condizione di “NON SO DECIDERMI”, e questo lo porta in modalita' imitativa, cioe' ... aspetta che qualcun altro prenda la decisione per lui.

Il cittadino perfetto, uscito da un sistema educativo disegnato per questo.

Che e' , appunto, il motivo per il quale il governo impartisce loro questa educazione. Insegnare confusione e inutilita' e' il modo attraverso il quale il governo tiene il cittadino in modalita' imitativa , cosa che consente al governo di prendere decisioni prive di resistenza.

Il cittadino che di fronte ad una conclusione logica chiede “ma tu come fai a SAPERLO”, anziche' chiedere “ma tu come fai a CAPIRLO”, semplicemente perche' non riesce a capire che la conoscenza necessaria a prendere una decisione possa essere GENERATA, e non semplicemente appresa da chi ha preso la decisione al posto tuo.