Das Böse Büro

Diario di un maschio bianco©.

Probabilmente tutti sarete al corrente del fenomeno del green-washing, cioe' tutte le misure estetiche prese dalle aziende che magari vendono petrolio mescolato a cuccioli di foca, ma vogliono sembrare “green”. Allo stesso modo, ci sono le aziende che fanno pink-washing , e vogliono sembrare molto “donna-friendly”, anche se poi assumono solo dalla coppa di reggiseno D in avanti.

Bene. Allora siete rimasti ad un passo fa. Perche' adesso ci sono altri due tipi di washing. Il primo e' quello del digital-washing.

Il digital washing viene fatto da grandi aziende che hanno la mentalita' di un Vogon del Triassico (per chi non lo sapesse, come l'homo sapiens si e' evoluto dalla scimmia, il vogon si e' evoluto dal burocrate, specie molto piu' stupida), ma vogliono far felici gli azionisti, cui piace sentire che la “digital transformation” e' in atto.

Ora, se avete la mentalita' del Vogon Triassico, come implementate la “digital transformation”? E' semplice. Prima per avere accesso ad una rete bisognava compilare un documento cartaceo, farlo firmare a qualcuno e mandare poi la richiesta ad un ufficio.

Adesso dovrete scaricare un PDF (non modificabile) , compilarlo usando qualsiasi editor di immagini, metterci una firma scandita da voi, e mandarlo indietro , a gente che ha pure comprato un sistema di document management apposta per gestire questa cartaccia digitale.

Perche' succede una cosa cosi' assurda? Perche' qualcuno pensa che diventare digitali sia una cosa che si fa, e non una cosa che si e'. Di conseguenza, si tengono gli stessi processi, ma non si usa la carta. Qual'e' la differenza tra mandare una domanda su carta bollata in tripla copia a tre uffici, e mandare una mail con un excel a tre indirizzi? Sul piano tecnologico, c'e' stata una digitalizzazione dello strumento, ma non del processo.

Vedo succedere questo in tutte le banche e le assicurazioni, ma anche in telco e aziende del catering. E tutti i colleghi con cui parlo mi confermano che il fenomeno del digital-washing e' internazionale, se non mondiale.

Il digital washing funziona in media cosi':

  • si introduce il casual friday. Ogni giorno. Si sostituiscono i computer desktop con altrettanti laptop, che rimarranno sulla scrivania connessi a 3 monitor e una docking station. Ma si obbligano i dipendenti a portare il pc alle riunioni. In questo modo i corridoi si riempiono di persone con la camicia fuori dai pantaloni che girano col loro portatile sotto il braccio. Ora che c'e' lo smartworking, si appendono chitarre e poster di Bob Marley al muro prima di entrare in call.

  • si compra un sistema di documents management e si digitalizza (pagando un'azienda esterna) tutta la documentazione cartacea, e tutta la modulistica. Non si creano corrispondenti sistemi/app/API/whatever che prendano il posto della cartaccia. No, si passa da cartaccia di cellulosa a cartaccia di bit. WOW. Digitalizzazione fatta con lo scanner: digitalizzato = scandito. Fantastico.

  • si abusa catastroficamente di qualsiasi cosa sia una videoconferenza, sprecando banda al solo scopo di condividere la faccia delle persone, la parete della stanza e presupposti hobbies. Alcuni manager credono di essere spiritosi con katane appese al muro e ho visto anche un sacco da pugile. Interessante. Proprio ieri ho assistito allo spettacolo della fidanzata di un tizio che esce dalla doccia con solo un'asciugamano “corto” addosso e attraversa la stanza. (Per fortuna nessuno ha applaudito. Ma c'era da applaudire .).

  • Si riempiono gli uffici di monili improbabili, tra cui spiccano animali vari gonfiabili, cubi con le lettere sopra, libri su Corba 2.6 che nessuno legge dal cetaceo (meno male: chi Corba uccide anche il tuo progetto) , si regala ai dipendenti una collezione di sticker senza senso, e quando l'anziana contabile vicina alla pensione gira con un laptop che dice “my other computer is your computer” , allora come per magia l'azienda e' digitale.

E cosi' l'occidente si sta riempiendo di aziende ove persone vanno, un giorno a settimana, in azienda con la camicia fuori, un portatile inutile pieno di stickers completamente scorrelati al lavoro che fanno, fingono entusiasmo giovanile di fronte a un database Oracle, oppure rimangono a casa, sprecando banda con delle conference che non necessitano di video, in una stanza appositamente allestita per essere molto diggital, con puntuali gatti (secondo me ormai li affittano) attratti sul tavolo da tonnellate di cibo per gatti (per simulare l'incidente delizioso), e fidanzate che non erano state avvisate della telecamera accesa. Esiste anche un business di bambini piccoli, in affitto, che esistono allo scopo di interrompere una conf call: li affittano, credo.

Cosi' una vasta fetta della clientela e' fatta da clienti che non vogliono diventare digitali (i manager dicono che i loro dipendenti non capirebbero la tecnologia. Gli stessi cui hanno regalato stickers coi teschi e le scritte da hacker), ma da clienti che vogliono sembrare digitali. Vengono a visitare la nostra sede, guardano come ci vestiamo, come parliamo, come sono i nostri uffici, e ci chiedono di insegnare loro ad essere uguali. Se mandassimo da loro un architetto per interni e un fashion designer sarebbe la stessa cosa, e sono convinto che molti manager ci vedano esattamente allo stesso modo.

Ma adesso e' nata una cosa ancora peggiore, perche' gli azionisti sono convinti di aver capito tutto. E' come se, dopo che Godzilla ha devastato per bene Tokyo, gli mandaste anche Sandra Milo nuda che si e' data al Bukkake Porn (no, non esiste il tasto “unread” in questo blog. Troppo tardi).

Questa cosa si chiama “Agile-Washing”.

Per prima cosa vi serve una pletora di dementi che si chiamano “agile coach”. Potete evitare ore ed ore di inutile “training” semplicemente contestandoli. Del tipo:

  • Bella questa metodologia, che suppone che le interdipendenze tra feature crescano i maniera lineare, e che tutto possa venire migliorato in futuro. Come fate se dovete creare un prodotto come un'automobile, sapendo che NON potete cambiare una parte dopo averla costruita?

  • Per la cronaca, con Agile sono stati creati interi cacciabombardieri, “from scratch”.

  • No. Per creare un cacciabombardiere da zero occorrono 20, 25 anni di ricerca. Nessuno parte da zero. Mi fai il nome del bombardiere, cosi' vediamo quanti anni fa e' cominciato il design?

  • Non ricordo il modello, ma so che ci sono anche ospedali interamente gestiti con Agile Scrum e salvano il 200% delle vite. La gente esce piu' giovane.

  • No. I protocolli degli ospedali sono tra i piu' regolati a livello statale e giuridico. Nessun ospedale e' mai stato gestito in questo modo.

  • Non ti so dare i dettagli, ma anche centrali nucleari ed aereoporti in Cimbandia Ulteriore sono gestiti con Agile.

  • No. Gli aereoporti e le loro procedure sono a loro volta regolati da interi accordi internazionali e sorvegliati da apposite entita', e le centrali nucleari necessitano di decenni di design. Non c'era Agile quando quelle cose sono state disegnate.

A quel punto l' Agile Coach vi classifichera' come “waterfall addicted” e “agile-hostile” , e chiedera' che non andiate piu' ai training. Il che e' un bene, perche' alla fine non ci credono nemmeno loro.

Questo non significa che Agile sia sbagliato di per se'. Esistono sicuramente settori di nicchia ove funziona benissimo, esattamente come DevOps. Ma si tratta di settori di nicchia, con specifiche davvero particolari e prodotti principalmente sofware.

Oppure, aziende nate gia' agili.

Ma se il problema fosse la metodologia Agile/Scrum, saremmo anche fortunati. Invece le aziende di cui parliamo sono fatte di dipartimenti estremamente territoriali, non abituati a rendere conto a nessuno di quel che fanno, ove i dipendenti non vogliono spiegare cosa fanno al lavoro, ove i sindacati VIETANO i grafici di velocity, e i punteggi alle user story vengono assegnati secondo un criterio che definirei “fibonacci mitigato da uno scimpanze' isterico”.

Comunque ricordate che: “agile di per se' funziona. Ho visto progetti dove funziona. E in Cippolandia tutti lo fanno bene. Se non funziona qui e' perche' non e' stato implementato bene.” E' la stessa scusa dei comunisti usavano a Mosca nel 1997, ma funziona sempre.

Cosi' non posso nemmeno garantire che tutto il problema venga dalla pila di farlocchi che si sono riciclati come “Agile Coach”. Secondo me Agile/Scrum potrebbe avere qualche aspetto positivo, ma il problema e' che immediatamente tutti i manager presenti chiedono di “adattarlo a quello che c'era prima”. Si tratta infatti di una “transizione lunga”.

E cosi' vi trovate:

  • User stories assegnate all' utente speciale “Team”.

  • Sprint di durata “astratta”, “elastica”, “imprevedibile” e la piu' recente e' “überraschend”, tipo “dai , sorprendimi”.

  • Punteggi assegnati non per difficolta' o complessita' o altro, ma “visibilita' al management”, o “urgenza”, “seniority” o “competenza”. Insomma, ai piu' vecchi danno piu' punti per fare la stessa cosa, eccetera. Ho visto anche “difficolta' relativa”, significa che l'idiota prende piu' punti perche' per lui e' piu' difficile. Alcuni hanno mappato le milestones come Epic , altri hanno deciso che se uno sprint implementa una milestone allora non ha meno di 85 punti da distribuire alle user stories, anche nel caso siano cose come “mettersi le dita nel naso”. (34 punti! Ha trovato le narici sulla propria faccia! Hurrah!!).

  • Scrum Master. Lo scrum master non e' altro che il PM di un tempo, solo che insegna al team ad “auto-organizzarsi”. L'insegnamento in questione consiste nel dire al team che sono tutti senior (anche quando hanno 13 anni con 20 di esperienza) e che quindi non deve dirgli lui/lei cosa fare. Dopo due settimane l'insegnamento finisce e lo scrum master fa solo reporting, peccato che lo facciano gia' gli “agile tools”. Poi deve officiare cerimonie idiote tipo la “retrospective”, lo “scrum poker”, e altre cose che non sono necessarie ma servono a riempire la bacheca di gente che sa benissimo cosa fare e come farlo, ma hanno bisogno di giocarselo a poker.

  • Agile boards nascoste. Per impedire agli altri teams di vedere cosa sta facendo il tuo team, le aziende coi team “territoriali” fanno in modo che nessun dato possa filtrare, se non al management piu' alto. Solo il management “superiore” puo' vederlo. Cosi' apri un “debito tecnico” (che e' un baco ma suona meglio) a qualcuno, ma non riuscirai mai a vedere che cosa succede al “ticket”. Un apposito template lo fara' sparire dopo essere stato compilato. Ovviamente sul ticket viene scritto che e' colpa di chi lo ha aperto. Tanto chi lo ha aperto non sa di essere smerdato duetro alle spalle.

Una volta implementato Agile/Scrum in questo modo, il CTO e il CEO testimoniano agli azionisti che l'azienda “ha adottato metodologie agili” (hanno installato Confluence e Jira) e che adesso e' piu' produttiva, ma solo tra cinque anni, quando la trasformazione sara' finita, sapranno digli QUANTO saranno piu' produttivi.

In realta' l'azienda sembra un torneo di Curling tra gorilla in acido, i progetti procedono come un gangbang di triceratopi, la produttivita' non e' misurabile per via delle bizzarre assegnazioni alle US, il design delle Epic sembra il libro dei sogni del cliente, (“e poi il sistema si configura da solo”, “e poi c'e' l'unita' di self-healing”, “e poi usiamo l'intelligenza artificiale per determinare la qualita' del codice”, “ e tutta la parte in assembler la scriviamo in zero code”) , ma tutti passano la giornata davanti ad una bacheca che ricorda molto le calamite del frigorifero: non ho ancora visto le cartoline da Formentera (qui da molto Palma di Maiorca), ma secondo me e' solo questione di tempo.

Ma agli azionisti piace pensare che la frenesia e la confusione siano “agile”. E la lira si impenna.

Queste due sono le tendenze che stanno portando l'orrore sull' IT: ormai i soldi girano solo da noi, quindi i parassiti farlocchi di tutti gli altri settori si stanno concentrando qui. La regola e' semplice:

  • Se non sai fare un cazzo, sei uno Scrum Master.
  • Se non sai fare un cazzo ma sei spiritoso/a, fai l' Agile Coach.
  • Se non sai fare un cazzo ma non sei spiritoso , puoi sempre occuparti di fare il PO.

In realta', nessuna di queste aziende esistera' tra cinque anni, o al massimo dieci se hanno il legislatore dalla loro parte. Sono spacciati per via della cultura sbagliata, cultura che non vogliono cambiare. Credono che i cambiamenti in corso non siano strutturali , non siano culturali, ma solo tecnologici. Sono morti che camminano.

Questa inadeguatezza al mondo attuale e' il vero problema che l'economia reale dovra' affrontare, perche' alla fine dei conti con la fuffa ci inganni gli azionisti, ma non i clienti.

E a quanto vedo, da qui a 5-10 anni , ne chiuderanno molti. In tutta Europa, e probabilmente in tutto il mondo. E il motivo per cui dovreste preoccuparvi e' che il covid ha velocizzato il processo di (secondo le stime dei “Grandi” della consulenza strategica), 3,4 anni. Le aziende che prima avevano 5 anni di credito tecnologico su cui campare, oggi sono ad uno/due anni dalla chiusura. E tutte quelle che hanno chiuso durante il covid erano destinate a morire comunque entro 5 anni.

Altri prenderanno il loro posto.

Sebbene Bannon sia uscito, apparentemente, dalla scena politica, c'e' ancora la sua firma sulla tattica che Trump sta usando in campagna elettorale. Nel senso che Trump sta portando nel mondo reale la strategia che aveva usato nei social network: il triggering.

Il triggering e' l'azione di mandare i propri sicofanti a provocare ed esasperare le frange piu' estreme della fazione opposta, in modo da produrre una reazione che l'opinione pubblica consideri eccessiva.

Verso la fine della meme war del 2016, cui partecipai come mercenario, ad un certo punto arrivo' il comando di esasperare una certa Lena Dunham. Si trattava di bombardare i suoi account con una frase: “nessuna donna vorrebbe un aborto, tu non rappresenti le donne per questo”.

Il risultato si fece attendere un po', ma un bel giorno questa ti fa una puntata del suo podcast, e...

lol

Il risultato arrivo' dopo le elezioni, quindi era inutile , ma era frutto di un'esasperazione voluta e cercata. Cui furono sottoposti tutti gli elementi piu' farlocchi sinistra, da Michael Moore a Madonna, alle frange estreme delle universita' come Berkeley.

Perche' il triggering e' una strategia? Non solo perche' finisce sui giornali, ma perche' porta l'opinione pubblica ad associare la controparte con le sue frange piu' estremiste.

E perche' funziona meglio con la sinistra? Perche' a sinistra non c'e' alcuna disciplina, quindi non e' possibile per il capo chiedere ai suoi di resistere alle provocazioni.

In generale, cioe', si tratta di provocare la controparte in modo da far perdere la calma alle sue frange piu' estreme, che poi provocano ribrezzo nell'opinione pubblica. In pratica, nella politica occidentale , dal 1900 ad oggi, vige un assioma:

quando la sinistra radicale scende in piazza, i fascisti salgono al potere.

(per gli scettici: suonare Rosa Luxemburg).

Quello che sta facendo ora Trump e' di spostare la strategia da internet nel paese reale. E quindi ora giustifica il ragazzino che ha sparato durante le manifestazioni. Per la legge americana non doveva avere quel fucile, ma questo non rende illegale la sua azione successiva: che il filmato mostra essere la difesa contro un attacco.

Probabilmente verra' incriminato solo per aver avuto un fucile illegale e viaggiato da uno stato all'altro col fucile stesso (potrebbe dire di averlo trovato sul posto), perche' per la legge americana ha sparato per difesa. (sara' facile dimostrare che il fucile era regolato su “raffica” e quindi il numero di colpi non e' rilevante).

Ma se anche venisse condannato, Trump potrebbe anche dargli la grazia, oppure lasciar capire che gliela dara'. Che cosa succedera' allora? Succedera che BLM diventera' ancora piu' devastante, bruciando altre proprieta', forse a sua volta uccidendo militanti di destra, come ha fatto, eccetera.

A quel punto , una volta ottenute piu' rivolte possibile, chiunque riportera' l'ordine sara' il benvenuto. E se pensate che non funzioni, beh, la storia e' qui per contraddirvi:

il teorema e' molto semplice: se la sinistra radicale scende in piazza, i fascisti salgono al potere. E salgono al potere PROPRIO PERCHE' la sinistra radicale scende in piazza.

Faticherete molto a trovare un'ascesa al potere dei fascisti che NON sia preceduta dalla discesa in piazza di qualche movimento di sinistra radicale, rivoluzionario o almeno violento. La consuetudine e' cosi' consolidata che si potrebbe considerare la sinistra radicale come un utensile che i fascisti usano per scardinare il governo e fare il colpo di stato.

Ed e' quello che sta succedendo: Trump sta esasperando la scena per fare in modo che sempre piu' proteste diventino violente, che sempre piu' atti di distruzione di proprieta' finiscano in TV, sino al preciso momento in cui, tra gli applausi, ordinera' all'esercito di intervenire per fermare le rivolte.

La strategia e' molto semplice, ma essendo una strategia nota, perche' dovrebbe funzionare? Diversi motivi.

  1. le sinistre radicali non imparano dalla storia. Mai. Non si sono mai accorti di essere uno strumento e continueranno a rifiutare il concetto. Si presteranno anche ora perche' si prestano SEMPRE.

  2. Trump interverra' a riportare l'ordine con l'esercito pochi giorni prima delle elezioni. E poi dira' che LUI ha salvato la democrazia, cioe' il voto. E sara' difficile dargli torto. Ma con le strade piene di soldati, quelli che non si presenteranno a votare, indovinate chi saranno?

Il piano di Trump, che ha una “firma intellettuale” chiarissima (ed e' quella di Bannon) , probabilmente funzionera'. Per diverse ragioni.

  • gli americani NON studiano la storia europea. NON studiano storia quasi del tutto. Potete raccontare loro qualsiasi cosa sul novecento, e vi crederanno. Per loro il socialismo e' un'ideologia nuova. Ho detto tutto.

  • la sinistra radicale, in USA o meno, non ha mai imparato la lezione, non legge la storia, non se la spiega, e' intellettualmente morta. Agisce per riflesso condizionato, ed e' quindi manipolabile e prevedibile.

Ma specialmente, pesa un fattore peculiarmente americano:

agli americani potete ammazzare quanta gente volete, e se ne fregano. Ma se gli bruciate una proprieta' o gli fate perdere SOLDI, non capiscono piu' niente: avete passato il segno.

E' assolutamente prevedibile, quindi, che Trump stia per alzare la tensione a livelli da parossismo.

  1. giustifichera', promettera' la grazia, DARA' la grazia se necessario, a qualsiasi estremista bianco che uccida o abbia ucciso neri.

  2. giustifichera', promettera' la grazia, DARA' la grazia se necessario, a qualsiasi poliziotto abbia ucciso dei neri.

  3. insultera' (o ci pensera' la sua campagna, stato per stato) sempre di piu' gli esponenti piu' estremi della sinistra radicale, per farli scendere in piazza.

  4. alla polizia verra' dato ordine di intervenire poco, in modo da lasciare che avvengano incendi, saccheggi e devastazioni. Poi arrivera' l'ordine ufficioso di farci scappare il morto (nero) e si ricomincia dal punto 1, a seconda della pelle del morto.

E questa, mi spiace, e' ancora la mente di Bannon.

Vedo , da due comode lettere inviatemi dal consolato di Colonia, che in italia ci si appresta a celebrare un inutile referendum sul numero di parlamentari. Si tratta di un'idea bislacca , dovuta probabilmente a troppe scie chimiche , secondo la quale riducendo il numero di parlamentari si migliorerebbe la produttivia' del parlamento, qualsiasi cosa sia la produttivita' di qualcosa che non si suppone produca alcunche'.

Il processo che ha portato a questo referendum e' chiaro. Per capire basta fare un salto sui vecchi meetup dei grillini e vedere in che modo hanno “selezionato” la propria classe dirigente. Il processo e' piu' o meno questo.

Si inizia con un panel tutto sommato razionale, con professionisti, imprenditori, persone che hanno delle competenze specifiche, qualche disoccupato e tante casalinghe. Insomma, uno spaccato della societa', come direbbe qualcuno.

A quel punto, arriva la vexata quaestio: chi va per cinque anni, massimo dieci, a fare il [inserire qui posizione politica a caso]??? Le specifiche dicono che dopo due mandati si torna a casa, che si restituisce il reddito e che bisogna essere sempre presenti sul posto di lavoro, perche' bisogna essere quello che Grillo chiama “dipendenti”.

bene.

Allora si alza l'imprenditore e dice che lui se chiude per cinque anni, o per dieci, quando poi si ritirera' sara' un barbone, perche' dopo dieci anni non avra' piu' clienti, e non avendo messo nulla da parte (e non avendo “vitalizi”) allora non potra' fare altro se non chiedere l'elemosina, mentre moglie e figlie si prostituiscono per vivere. Insomma, non si candida.

Stessa cosa per il giovane brillante dottore in scienze ecologiche , che sta studiando come fare il sistema ecologico per smaltire i profilattici usati senza maltrattare gli spermatozoi. Se abbandona il dottorato poi quando finisce l'incarico , insomma , si trova con una laurea in sociologia dello spermatozoo, che non ha proprio il top della domanda nel mondo del lavoro. Se vuole fare carriera accademica, insomma, non puo' candidarsi.

Le casalinghe si ritirano tutte, perche' senza rendita e dovendo restituire tutto, non possono nemmeno pagarsi la colf e la baby sitter durante il mandato. Allattare in senato e' fico , ma va bene per un giorno. Insomma non si candidano.

Alla fine rimane lui: il disoccupato neet, che sogna il reddito di cittadinanza, e' un esperto di happy hour coi soldi di mamma e promette che fermera' le scie chimiche fatte col 5G. Trovato il fesso che si candida, applausi applausi, tutti si fanno il segno della croce e sperano che un altro meetup sia riuscito a trovare un candidato che sembri almeno un Homo Sapiens e non un Giarrusso Minor.

Questo processo di selezione al contrario, se applicato su vasta scala, tipo su duecento persone che vanno in parlamento sotto l'occhio dei giornalisti, produce la piu' catastrofica pila di idioti, saltinbanchi, tin foil hatter, farlocchi e spastici che la polica abbia mai visto. Quando in Campagna elettorale prometti alla gente di candidare il dottorato che e' un esperto di trasporti quantistici col grafene e l' intelligenza artificiale, e poi ti trovi Toninelli ministro , il disastro e' ben descritto.

Quello che i cinque stelle vogliono fare e' di dover produrre meno classe politica, tranne i soliti dieci/quindici che sanno contare fino a 10, e di non dover trasportare in parlamento una carovana di nani e ballerine che poi escono dal gruppo quando non si approva la legge per vietare i neutrini (fanno male alle sirene).

Insomma, i cinque stelle hanno realizzato di non poter produrre una classe politica che non sembri il Cottolengo su scala , e di non poter risolvere il problema detto “trovami 200 candidati che sappiano contare sulle dita”. E necessitano quindi abbassare il tiro. Meno candidati.

Lo stesso capita alla Meloni. La Meloni si trova nelle condizioni di poter vincere una novantina di seggi, ma se prova ad implotonare una pila di scemi di guerra appena usciti dalla seconda guerra mondiale (aka quelli che si credono fascisti), ci fa una figura che in confronto Pappalardo sembra Hawkins. Parlamo di imbecilli che sono ancora rintronati dalle mazzate prese nel 1944, e non si sono accorti di essere nel 2020. Anche la Meloni si troverebbe bene ad avere solo qualche dozzina di scemi da controllare, magari con Crosetto (che sembra quasi umano) e altre due o tre persone capaci di usare i verbi, in modo da evitare l'effetto “qui e' come pascolare un gregge di gatti”.

Lo stesso vale per tutti i partiti grandi: lo stesso PD, in preda al suo narcisismo, si illude che con meno eletti ci possano essere meno scissioni. Il PD infatti si scinde ogni volta che un narcisista (e sono TUTTI narcisisti nel PD) decide di essere piu' bello degli altri. La speranza, visto che segare in due un parlamentare non si puo', e' che meno parlamentari possano fare meno scissioni, e che si possa sperare in un partito dove non conviva un'ala iperliberista seguace di Blair, un'ala Maoista , un'ala democristiana e un'ala che invoca il “Riformismo”, qualsiasi cosa sia (se A , B appartengono al PD, hanno due idee diverse di “riformismo”).

Insomma, il problema e' che con quasi novecento parlamentari in totale occorre produrre TANTE persone che sanno contare fino a cinque sulle dita, e oggi come oggi in politica si tratta di merce rara.

La speranza dei partiti e' che riducendo il numero di parlamentari:

  1. si riducano le defezioni, perche' meno gente significa meno defezioni.
  2. si riducano le spaccature, perche' comunque ad un certo punto non puoi spaccare in due un senatore. (anche se l'idea e' sempre piu' attraente per i piu')
  3. si abbia un certo controllo sulle correnti, dal momento con meno candidati il partito non deve mettere cani e porci in lista.

in generale, controllare duecento persone che parlano e' molto piu' difficile che controllarne cento. Tutto qui.

Si tratta quindi di un referendum che ha come scopo primario quello di eliminare i problemi di disciplina interna dei partiti. Non ha nulla a che vedere con la governabilita' del paese, per una semplice ragione: il parlamento non governa. Non ha potere esecutivo. Ha quello legislativo.

Quali sono gli effetti?

Essendo un referendum che fa comodo ai partiti, ovviamente i partiti diventeranno piu' potenti. Una cosa che beneficia i partiti non fa altro che renderli piu' potenti, dal momento che i partiti hanno come obiettivo il potere.

Secondo: e' un risparmio? No. Le spese del parlamento derivano in piccola parte dal pagamento degli stipendi, e in molta parte dai finanziamenti ai gruppi parlamentari, e alla loro “stampa”. Di conseguenza, quello che faranno i nuovi pochi parlamentari sara' dire che siccome sono di meno e fanno piu' cose , allora hanno bisogno di piu' gruppi parlamentari.

I gruppi parlamentari avranno bisogno di segreterie, ove verranno piazzati i dementi che non sono diventati parlamentari, hanno bisogno di uffici stampa, e tutto quanto. Con la conseguenza che probabilmente le spese si alzeranno, e lo stesso per le clientele.

Ma questo e' solo nel merito. Il problema qui e' il metodo.

Davvero il numero di parlamentari e' la priorita' numero uno, negli ultimi tre mesi, durante una pandemia e una recessione economica globale mai vista dal 1930?

Questa e' la ragione per la quale la mia scheda verra' ricevuta, e conterra' una serie di interessanti pensieri sulla supercazzola prematurata. Perche', molto semplicemente, l'unico messaggio sensato da inviare alla classe politica italiana e' questo:

esticazzi

Allora, credo sia ora di dirlo. Le scuole in GErmania sono aperte. Stamattina mia figlia e' andata a scuola normalmente, e non abbiamo comunicazioni del contrario.

Le uniche scuole chiuse sono quelle, come ha spiegato il governo, dove ci sono stati contagi.

Questo articolo:

dice il falso

DICE IL FALSO.

Le scuole sono aperte, tranne quelle che hanno avuto casi di contagio. Non c'e' una chiusura nazionale.

Non so perche', non so a chi convenga dire il contrario.

Poi non vi lamentate di Trump e delle Fake News.

P.S: il continuo diramare notizie false causa continui casini agli expat. Ogni volta che c'e' una notizia falsa sui giornali italiani , ti arrivano telefonate, email, whatsappe & tutto quanto di persone preoccupanti che ti chiedono “state tutti bene? E la bimba?”.

Avete rotto il cazzo, eh. Giornalisti dei miei coglioni.

E per tutti gli altri, questo

L'illusione che “tutto tornera' come prima” e' tale che molti ancora non capiscono la necessita' di adeguarsi ai cambiamenti. Se prendiamo per esempio il sindaco di Milano che ordina ai dipendenti del comune di tornare in ufficio, notiamo subito che gli e' sfuggito il concetto.

Tutti i cambiamenti dovuti al coronavirus (ondata prima e seconda) sono qui per rimanere. In tutta la storia umana i cambiamenti avvenuti in seguito a grandi epidemie hanno lasciato il segno. Dalla dimensione minima delle finestre nelle case (legge istituita contro vaiolo e tubercolosi) sino a tutte le norme igieniche dei ristoranti, sino alla scomparsa di alcuni vini che contenevano molto tannino, ci sono tantissimi segni delle epidemie/malattie passate che ancora sono tra noi.

Ma andiamo alla ratio del provvedimento di Sala. Sala ha notato che il telelavoro ha svuotato Milano. Ma non e' che l'abbia svuotata in se': ha tolto quelli che andavano in centro per lavoro.

Ora, se Milano fosse disegnata come citta' dove le persone vivono, la cosa non avrebbe avuto quasi nessun effetto. Ma Milano non e' una citta' fatta per viverci, e' piuttosto progettata per lavorarci. Non appena le persone che frequentavano Milano per motivi professionali hanno smesso di farlo, ovviamente l'economia della citta' si e' inchiodata.

Il problema e' chiaramente un problema di design della citta': se hanno avuto la priorita' quelli che venivano da fuori, il risultato non puo' essere che questo.

Ma adesso esaminiamo il problema nel dettaglio: le persone che facevano home office , anche a lockdown finito, hanno continuato a farlo. Segno che preferiscono lavorare da casa piuttosto che dall'ufficio. Avendo lavorato a Milano qualche anno, li capisco. Milano ha una specie di geometria non metrica per la quale la distanza tra A e B e' sempre MAGGIORE di tre quarti d'ora. Ma se vieni da fuori un'oretta/orettaemezza ci stanno.

Di conseguenza queste persone si sono riprese il LORO tempo (perche' non e' considerato lavorativo) di trasferta, e si sono riprese i LORO soldi, che prima spendevano tra mangiare nella pausa pranzo (di solito in qualche bar che ti fa un panino, o mangiando in qualche egiziano che fa le pizze pessime, o in qualche trattoria del bis-unto) e quelli che inevitabilmente poi spendevano la sera per mangiare prima di rincasare (perche' sarebbero arrivati troppo tardi per cucinare, idem le mogli, o perche' dovevano andare a prendere i figli da qualche parte). Tralascio per pura pieta' quelli che si iscrivevano a qualche palestra 24H, perche' “e' l'unico modo per conoscere altra gente nuova”, di solito i single. Tutte scene che ho visto personalmente.

Allora, dicevamo che questi che fanno telelavoro/smart working non hanno RUBATO niente a nessuno. Si sono ripresi tempo che era loro, e soldi che erano loro. Ma, attenzione: nel momento in cui le persone si riprendono cio' che e' loro e lo tengono in tasca, tutta l'economia che succhia il sangue a queste persone comincia a morire di fame.

Ma attenzione:

  • non era un DIRITTO della trattoria quello di avere i dipendenti del comune a pranzo.

  • Non e' un DIRITTO delle palestre del centro citta' di avere gente che va a sudare dalle 21:00 fino alle 23, solo perche' non hanno tempo di andare in una palestra piu' vicina a casa.

  • non e' un DIRITTO di chi fa happy-hour/ape di avere i soldi dei reduci della giornata “che mi attardo in ufficio” (a Milano pagare gli straordinari non usa piu')

Al contrario, e' un DIRITTO delle persone TUTTO il tempo che hanno al di fuori dal lavoro. Al contrario, e' un DIRITTO delle persone decidere cosa fare del proprio stipendio.

Se questo non e' successo, se una casta di vampiri si e' attaccata al collo dei lavoratori , e' stato perche'

  • il traffico di Milano e' mal gestito, e i servizi pubblici non sono sufficienti a rimediare.

  • si e' chiuso un occhio sulla pratica illegale di fare troppi straordinari e di non pagarli.

  • si e' voluta una speculazione immobiliare che ha portato i prezzi alle stelle, cosa che impedisce ai dipendenti di trasferirsi piu' vicini al lavoro.

  • la citta' e' carente di scuole e asili, cosicche' i genitori sono costretti a portare i figli in scuole molto lontane da casa, cosa che li costringe ad essere presenti in zone che altrimenti non avrebbero frequentato.

su queste carenze e' cresciuta una casta di vampiri che vivono del fatto di avere migliaia di persone a spasso per una citta', in posti nei quali non avrebbero voluto essere, a spendere soldi che non avrebbero voluto spendere. Lo stile di vita milanese e' distorto dalla pessima gestione della citta' , a vantaggio di questi vampiri.

Quando e' arrivato lo smart working/telelavoro, il sistema e' collassato. I vampiri non hanno piu' vittime da spolpare. Le persone hanno ripreso a mangiare a casa propria, come e' normale che sia e ad avere tempo libero prima e dopo il lavoro, come e' normale che sia.

Nel momento in cui e' venuta a mancare quella distorsione inumana dello stile di vita, i milanesi hanno conosciuto i ritmi di vita normali e hanno realizzato che lo stile di vita milanese non e' quello che preferiscono.

Adesso arriva il comune, chiaramente spinto dalle lobby (mafie o parrocchie) di immobiliaristi e catering, e cerca di rimettere le cose a posto. Ci sono due modi possibili di farlo:

  • tassare i lavoratori dei soldi che risparmiano e darli ai negozianti in difficolta'.

  • costringere i lavoratori a tornare in ufficio, pur a rischio della propria salute.

le due ipotesi sono, sul piano economico, assolutamente equivalenti. E sia chiaro, non sto proponendo la tassazione: sto solo facendo notare che il sindaco di Milano sta , di fatto, piazzando una nuova tassa sullo stipendio (e sul tempo) dei suoi dipendenti allo scopo di mantenere la casta parassitaria che vive sulla cattiva gestione della citta'.

Ma in fondo, la soluzione della tassa e' MIGLIORE rispetto alla soluzione del ritorno forzato, perche'

  1. lascia ancora ai dipendenti le 3 ore al giorno che risparmiano di commuting
  2. non mette a rischio la salute dei dipendenti stessi.

Ma la scelta e' andata sul ritorno forzato dei dipendenti. Allo scopo di nutrire una casta di persone che viveva sull'inefficienza del lavoro a Milano. In che modo si descrive questa situazione?

Si chiama in questo modo:

polli

si chiamano

polli da batteria

La situazione nella quale tutto il vostro tempo, lavorativo o libero, DEVE essere in qualche modo destinato all'economia. Sino ad ora tutto questo NON aveva alternative. Non esisteva ancora, se non per pochi, il telelavoro/smart working.

Quindi sembrava una libera scelta. Sembrava che questo stile di vita piacesse alle persone. Sembrava che tutti ci si riconoscessero. Ma adesso che e' arrivata l'alternativa, il sindaco di Milano ha fatto la mossa rivelatrice: i dipendenti del comune di Milano sono costretti a vivere in questo modo, allo scopo esplicito di foraggiare una casta di parassiti.

Quindi adesso mi pongo una domanda. Immaginate che le persone comincino in qualche modo a fare questo:

bentobox

Ci sono dei servizi online che vendono Bento Box (brotdosen, gamelle, o schiscette, a seconda dei posti) gia' pronte. Potete comprarle e ve le consegnano di sabato. Il sabato dopo restituite i vuoti e ve ne consegnano altre.

A questo punto il sindaco Sala cosa farebbe? Probabilmente , conoscendo la burocrazia italiana, tenterebbe di mettere il divieto di consumare qualsiasi cibo dentro gli uffici “per motivi igienici” (ammesso che non ci sia gia'). Allora immaginiamo ancora che succeda questo:

freedom

e la gente consumasse fuori il cibo portato da casa. In questa ipotesi, cosa farebbe il sindaco? L'unica scelta sarebbe appellarsi a ragioni “di decoro” e obbligare letteralmente le persone a mangiare il solito costosissimo panino in qualche bar?

Perche' qui e' il punto. Essere dei polli da batteria o meno. Decidere se possiamo ancora decidere cosa mangiare , dove mangiare, dove spendere i soldi dello stipendio che destiniamo al cibo. Chi ha fatto una dieta sa benissimo dove si fallisce: al lavoro non puoi mangiare quel che vuoi, ma solo quel che trovi. E perche'? Perche' si e' persa la liberta' di scegliere cosa mangiare.

E la risposta delle “istituzioni” di oggi e' proprio questa: sei un pollo da batteria. Come spendi il tuo stipendio non lo decidi tu.

  1. pendolarismo. O spendi soldi in trasporti e abbonamenti, o in carburante. Che devi bruciare rimanendo inutilmente fermo nel traffico.
  2. catering. Spendi soldi del cibo e ci compri quello che diciamo noi, in qualche locale vicino all'ufficio.
  3. quando non sei al lavoro, devi andare in ferie. Ma non dove ti pare: devi andare a spendere in un “posto turistico”.
  4. dress code. Non scegli tu come vestirti, ma se vai al lavoro devi spendere altri soldi come decide qualcun altro.
  5. tempo libero: il tempo libero lo passi nel traffico, oppure vicino all'ufficio. Non dove vuoi tu.

Dite che valeva la pena, per “la carriera”, il “successo”, o altro? Bene.

romito

Provate ad “attardarvi in vita” come vi siete “attardati in ufficio”, se riuscite. Perche' il tempo non lo comprate, neanche con tutti i soldi del mondo.

Questo significa essere dei polli da batteria. Significa essere persone “di successo” e non aver conosciuto i propri figli. Sino a qualche tempo fa potevate illudervi che non ci fosse alternativa.

Ma ora esiste. Adesso non avete piu' scuse. Potete essere dei polli da batteria, o decidere almeno cosa mangiare a pranzo. Potete passare ore nel traffico oppure coi vostri figli.

Lo smart working non e' piu' solo una tecnologia. E' una lotta verso la liberta'. O siete polli da batteria, oppure no.

Mi e' capitato (per sbaglio) di cliccare sul fornetto di un giornale italiano, e di leggere un pippone sulle cause della scomparsa dell'uomo di Neandertal , che sarebbe stato sopraffatto dall' Homo sapiens in una specie di deathmatch.

Tale deathmatch , secondo gli studiosi, deve per forza avere una delle due forme:

  • Guerra. Homo Sapiens avrebbe sconfitto l'uomo di Neandertal perche' era piu' bravo nella guerra, aveva armi migliori, strategie piu' raffinate, e tutto quanto ti fa vincere una guerra.

  • Competizione. Homo sapiens avrebbe sconfitto l'uomo di Neandertal perche', essendo superiore in intelligenza, conosceva tecnologie piu' raffinate per la caccia , la pesca e l'agricoltura. Competizione sulle risorse, ovvero competizione economica.

Sebbene queste teorie siano credibili, hanno un piccolo difetto. Un evidente, mostruoso maschilismo che assegna alle dimensioni piu' maschili (guerra e competizione economica) il “merito” di tutto quanto.

A dirmi quanto sia maschilista l'accademia , in particolare in quel settore della ricerca, e' l'assurda ostinazione nell'escludere l'ipotesi che avrebbe dovuto essere l'ipotesi piu' seguita.

Stiamo parlando di un fenomeno demografico. La specie A che sostituisce la specie B non e' altro che un fenomeno demografico. E quando si parla di fenomeno demografico, l'ipotesi principe e' sempre quella biologica, ovvero il tasso di fertilita'.

Se per esempio le donne sapiens fossero state piu' fertili (o piu' numerose) delle donne di neandertal, per esempio, il tasso di nascite sarebbe stato visibilmente superiore. E questo da solo basta (e avanza) a spiegare un fenomeno demografico di sostituzione.

Perche' nel mondo della biologia una popolazione A che sostituisce la popolazione B richiede che sia vera una semplice condizione: che A si riproduca piu' in fretta di B.

Quando si va nel mondo dei mammiferi, e si parla di tasso di crescita della popolazione, per forza di cose bisogna coinvolgere le femmine della specie nel successo della specie stessa.

Si potrebbe enunciare la seguente teoria, per ipotesi: homo sapiens e homo neandertalensis erano pari in tutto, ma le donne sapiens si riproducevano meglio, oppure (essendo piu' intelligenti) erano molto piu' abili nelle cure parentali, e quindi sopravvivevano piu' bambini.

Una teoria del genere, che attribuisce alle donne la responsabilita' biologica della sostituzione , e' perfettamente credibile sul piano matematico. Sarebbe sufficiente che le donne di neandertal avessero avuto 8/9 ovulazioni all'anno contro le 12/13 di una donna sapiens, con un periodo di “stop” da parte della donna di neandertal, per ottenere un sorpasso drastico nella crescita della popolazione.

Del resto, anche le cure parentali sono fondamentali per la crescita della popolazione. Se per esempio una donna sapiens fosse stata piu' competente nelle cure parentali o piu' adatta all'allattamento (latte migliore? piu' nutriente? piu' anticorpi?) , e fosse riuscita a salvare dalla morte infantile un 20% in piu' dei pargoli rispetto alla concorrente, le condizioni matematiche di una sostituzione demografica c'erano tutte.

Anche sul piano tecnologico, si attribuisce tutto il successo all'abilita' tecnologica nel settore della guerra e della competizione economica sulle risorse. Ma se supponiamo che le risorse fossero comunque sufficienti almeno nelle zone di insediamento, possiamo introdurre una nuova tecnologia.

makeup

Benvenuti nel mondo del make-up. Gli archeologi confermano che il make-up femminile , cioe' la cosmetica, sia in uso fin da tempi remoti. A questo punto, il problema e' semplice: e' sufficiente che le donne di homo sapiens fossero risultate piu' attraenti per i maschi e abbiano avuto un 10% in piu' di rapporti sessuali, per cambiare il tasso di fertilita'. Peraltro, se il numero di rapporti aumenta in frequenza l'equilibrio demografico si sposta verso la nascita di femmine, quindi le “tecnologie” in gioco potrebbero anche essere diverse da quelle per la caccia e quelle per la guerra. Per non parlare di altre tecnologie da “angeli del focolare”, come la conservazione del cibo, o la cucina del cibo (che cambia drammaticamente il tasso di sopravvivenza dei pargoli in alcune stagioni).

Ma a quanto vedo il focus dell'accademia, quando si parla di neandertal, poggia tutto su ipotesi meno economiche (abilita' nella guerra senza alcuna prova ci sia mai stata questa guerra tra sapiens e neandertal per dirne una), mentre quella biologicamente piu' economica (fertilita' piu' alta delle donne sapiens per motivi biologici) e' quasi sempre tralasciata.

E questa cosa e' stravagante, perche' nel DNA nucleare moderno ci sono i segni genetici dell'uomo di neandertal , mentre il dna mitocondriale mostra geni africani. A quanto pare, sono stati maschi di neandertal ad accoppiarsi con donne sapiens: il DNA nucleare viene anche dal padre, mentre quello mitocondriale viene solo dalla madre.

Sarebbe stato piu' razionale pensare che la sostituzione dei neandertal da parte dei sapiens sia stata dovuta non tanto alle caratteristiche normalmente associate agli uomini, (caccia, competizione, tecnologia ) ma alle donne (fertilita' e cura parentale).

Ma a quanto vedo, l'accademia usa un aristotelismo dell' 800, considerando neandertal e sapiens come due nazioni, e chiedendosi poi come una nazione abbia sconfitto l'altra. E ovviamente danno le stesse risposte che davano gli storici dell' 800: una nazione sconfigge l'altra in una guerra o attraverso migliori capacita' produttive.

Quindi, o sono uomini piu' bravi alla guerra che invadono il territorio nemico, o sono uomini piu' bravi nella caccia (no, le donne non cacciano, almeno durante la gravidanza e il puerperio. Correre e lottare contro un animale non sono cose facilissime se hai il pancione o stai crescendo un pupo) .

Storicamente, l'idea che i sapiens abbiano sopraffatto i neandertal perche' ad essere superiori fossero le femmine, e non i maschi, e' un'ipotesi che e' sempre stata ignorata. Il protagonista deve essere il maschio.

Non riesco a trovare un solo documento teorico che attribuisca il successo demografico degli homo sapiens principalmente o solamente alla capacita' riproduttiva delle donne sapiens, mentre trovo ipotesi anche molto fantasiose che vanno da qualche (uno o due) centimetri di lunghezza dei coltelli, (evidentemente gli accademici non sanno come funzioni un coltello in guerra) , e la cosa buffa e' che diverse ipotesi su migliori prestazioni sessuali del maschio sapiens SONO state prese in considerazione.

Ma scritti che attribuiscono il successo demografico ad un successo biologico delle donne sapiens nel tasso di natalita', sono rarissimi e ricevono peer review durissime. Mancano le prove. Invece di prove di una guerra di invasione tra nazione sapiens e nazione di neandertal ce ne sono a bizzeffe, giusto?

Eppure, quella biologica e' l'ipotesi piu' economica.

E questo dice molto sull'accademia, almeno in alcuni settori.

Anni fa scrissi che il governo USA era diventato un governo fantoccio, controllato dai GAFAM, e in particolare che Trump fosse la marionetta preferita di Mark Zuckerberg. Scrissi anche che Zuckerberg in particolare aveva aiutato Trump ( i russi non c'entravano) iniettando i post favorevoli a Trump nei profili di centinaia di milioni di utenti americani.

Arrivarono tutti quelli “che ne sanno a pacchi” e mi spiegarono (Dio, quanto piace loro spiegare agli altri!) che invece Trump, come la Alt-Right, erano tutti contro queste societa' americane che fanno tanti soldi con pochi dipendenti, e che la Alt-Right era contro le elite progressiste della Silicon Valley.

E si sa, niente dice progressista quanto ammassare i tuoi dipendenti in queste “case”:

progresso

Poi piano piano la realta' ha cominciato a filtrare. Prima Apple ha avuto un condono fiscale che le ha permesso di portare 280 miliardi di dollari negli USA senza pagare una lira di fisco. Ma per i fan di Apple, la sanatoria e' buona se la fa Apple.

Adesso scopriamo la verita', diretta e brutale: Zuckerberg va a cena a quattro occhi col presidente (si odiano, eh?), e se Zuckerberg dice che non vuole TikTok tra le palle, Trump obbedisce e obbliga TikTok a vendere

Lo so, e' un brutto momento per quelli che vogliono sostenere che Trump non sia una marionetta di Zuckerberg. I quali vogliono spiegarmi per quale motivo fermare TikTok era giusto perche' TikTok e' malvagio e ti spia e la Cina e' malvagia perche' Hong Kong.

Aha.

Ma queste persone devono spiegare anche il bando contro WeChat, che negli USA funziona con il pieno delle funzionalita' (anagrafe, conto in banca, partita IVA, camera di commercio, account fiscale, domiciliazione delle bollette, patente auto, carta di identita', codice fiscale, pagamento delle tasse, etc etc)solo per gli immigrati cinesi.

Ha senso? Ha senso perche' WeChat, con tutte quelle funzioni UTILI, e' ormai dieci anni avanti ai social network americani. E questo Zuckerberg con la sua patetica BBS “fotografa il tuo pranzo” , priva di utilita' alcuna, non vuole farlo sapere.

Trump e' una marionetta di Facebook. Gli USA sono uno stato fantoccio dei GAFAM. Esattamente come il governo dell' IRAQ e' uno stato fantoccio USA, gli USA sono uno stato fantoccio dei GAFAM, e il loro presidente prende ordini da Mark Zuckerberg in persona.

Ma c'e' una cosa che nessuno si sta chiedendo. Per esempio, che bisogno e che utilita' hanno gli USA di una guerra commerciale contro la Cina? Perche' dopo aver avuto tutta o quasi la produzione dello stack tecnologico in Cina, aver investito in Cina per decenni, ora hanno bisogno di una guerra commerciale che sta inginocchiando il commercio globale?

La risposta e' abbastanza semplice: non ne hanno bisogno gli USA. Ne hanno bisogno i GAFAM.

Nel campo dei servizi IT i cinesi sono avanti di dieci anni sugli americani. E ogni volta che qualcosa ha superato i confini per arrivare in occidente, ha spaccato culi. E non solo in termini di prezzo: Huawei oggi produce roba di gran qualita'.

Ma anche lasciando da parte Huawei, quasi tutti hanno visto arrivare Fortnite e spaccare un mercato , quello dei videogame, che sembrava gia' un oligopolio. E no, i maghi del gioco “as a service” erano quelli di Tencent, che avevano gia' League of Legends. Fortnite e' tecnologia cinese.

Ma c'e' una cosa abbastanza strana che vorrei far notare: un anno prima che nascesse Facebook, Tencent catturava la fascia giovanile del ceto medio cinese con QQ. Qualcosa che nacque come evoluzione di AIM , e poi divenne una via di mezzo tra twitter e whatsapp e ora assomiglia a Facebook Messenger, se Facebook Messenger avesse funzionato. (solo che offre anche musica, film e news: QQ ha un ecosistema fatto da qzone e tutta una serie di servizi che cominciano per Q).

In breve: gli USA non avevano alcun bisogno di una guerra commerciale con la Cina. Ma il problema e' che ne hanno bisogno i GAFAM. Baido e' di gran lunga migliore rispetto a Google, e i servizi di email cinesi sono integrati dentro i social network.

Un esperimento che Zuckerberg aveva provato, ma ha abbandonato. Cosi' come Google aveva annunciato un servizio di videogames in cloud, che poi non hanno funzionato. Ma Fortnite ha funzionato. Cosi' come integrare il commercio elettronico e una moneta digitale dentro i social e' una cosa che WeChat fa da anni, mentre Facebook fallisce da anni nel proporre. Anche nell'opensource cominciano a farsi sentire: casomai qualcuno si stia ancora baloccando con i patetici tentativi di creare questo, beh: e' un progetto cinese. Guardate a fondo pagina. CI-CD , specialmente CD (che in occidente e' una rarita'), in modalita' P2P.

I cinesi sembrano riuscire laddove falliscono i “grandi americani”. Sono evidentemente piu' abili nel mondo della tecnologia.

Ed e' per questo che gli USA , con Trump al potere, hanno scoperto che hanno “bisogno” di una guerra commerciale: ne hanno bisogno Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft.

La cosa peggiore che potrebbero fare i cinesi, il terrore dei Gafam, e' proprio che i cinesi la smettano di tenere la loro informatica confinata dentro i confini, e comincino a proporla nel mondo. I GAFAM hanno bisogno del potere dello stato americano per impedire la concorrenza cinese, contro la quale non hanno alcuna speranza di vincere.

Ancora una volta, come quando dissi che Trump era un pupazzetto che ballava la musica dei GAFAM , la gente dira' che sono troppo estremo. Poi salta fuori la cena a quattro occhi tra Zuckerberg e Trump, e si dira' che e' un caso. Ma vedo gia' un certo imbarazzo tra quelli che erano cosi' sicuri che Trump odiasse le aziende della silicon valley, cosi' “progressiste”.

Ma non vi illudete. Il tempo e' galantuomo.

E la verita' non bussera' alla porta, per la semplice ragione che la realta' E' la porta.

La prima ondata del Covid-19 fu sottovalutata principalmente perche' i dati dei cinesi erano simili a quelli ricevuti dal Kremlino i primi giorni di Chernobyl: “va tutto bene”. Parlavano (e lo fanno ancora, peraltro) di una cosa che era poco piu' di un'influenza. E ancora (a leggere i loro numeri) si direbbe che il lockdown del 3% scarso della popolazione, avvenuto con due mesi di ritardo, abbia letteralmente vaccinato piu' di un miliardo di persone.

Ma adesso abbiamo piu' dati sulla sua propagazione , e possiamo cominciare ad andare oltre i grafici da terza media che si trovano sulla stampa. O meglio: possiamo cominciare ad aggiungere grafici piu' complessi.

Tradizionalmente, l'andamento del tempo di un'epidemia e' rappresentato da un modello che e' figlio del SIR. Il modello fa uso di tre esponenziali per modelizzare la famosa curva “che bisogna appiattire”.

SIR

Questo e' il modello usato sinora, e sin qui va sin troppo bene. Pero' spiega l'andamento generale , ma non spiega alcune peculiarita' dei dati “sul campo”. Per esempio:

Oscillazione

Come vedete, nell'andamento medio dell'infezione c'e' chiaramente una componente oscillante. Questa componente che oscilla e' chiaramente armonica, di periodo uno (anche se a volte ha periodo di due – il picco piu' piccolo che sta tra due picchi grandi ) , e secondo me andrebbe spiegato anche quello. Ma per spiegarlo occorre un altro modello, che sia equivalente al SIR per quanto riguarda l'andamento medio, ma anche capace di spiegare il periodo due.

Benvenuti nella teoria del caos. Oggi parliamo della Mappa Logistica.

fractal

La mappa logistica e' il frattale di un'equazione che e' del tutto equivalente al modello SIR, date le costanti adeguate.

E' un'equazione che si scrive in questo modo, come serie:

feigenbaum

La parte (1-x) non rappresenta altro che la componente del SIR che cala (per via dei morti o dei gia' infetti), X e' la percentuale (espressa come intervallo nei reali da 0 ad uno) di popolazione infetta. L'equazione logistica e' un modello demografico, esattamente come quello del SIR , che esprime la crescita non malthusiana della popolazione, ovvero la crescita di una popolazione in un ambiente a risorse limitate, che presenta un certo tasso di mortalita'. quello che nell'equazione logistica viene chiamato r, i biologi lo chiamano R0. (E' importante puntualizzarlo).

Come si legge la mappa biforcata sopra, e qual'e' la sua relazione con il SIR? Si tratta di una mappa, cioe' della proiezione dello spazio su se' stesso, e come tale non va letta come una time-series, cioe' come un andamento nel tempo.

Ogni punto della mappa rappresenta l'esito di un'epidemia. Significa che tutte le epidemie possibili (USA, Germania, Italia, etc) sono un punto di quel grafico. E se dividiamo un paese in parti, che so gli USA in stati, ogni risultato dell'epidemia sara' ancora un punto della stessa mappa).

Ogni punto e' un attrattore, che in termini semplici potremmo indicare come “l'effetto finale dell'epidemia”, o “dove l'epidemia vuole andare a parare”. Anche l'epidemia sotto lockdown e' un punto in questa mappa, perche' abbiamo diminuito la popolazione a rischio ma l'epidemia e' ancora li', eccetera: ogni sottoinsieme dell'epidemia e' ancora un punto nella mappa. Per questo si dice che e' un frattale: ogni sottoparte contiene ancora tutta la mappa.

Bene.

Torniamo alle oscillazioni. Abbiamo detto che si tratta di oscillazioni di periodo uno, cioe' che il sistema oscilla tra due valori, uno alto e uno basso. Bene.

In quale zona la mappa logistica oscilla tra due valori (non di piu' e non di meno?) . Si tratta della zona che vede r (la R0 dei biologi) compreso tra il valore di 3 e il valore di 3.47...

Ma abbiamo detto che la R0 “naturale” del coronavirus e' di 2.6, sinora. Ebbene, no. La stragrande maggioranza dei virus ha una R0 naturale di 2.6, ma a quanto ci dicono le oscillazioni a periodo 1, esiste una sottotribu' di quel virus che ha un R0 compreso tra 3 e 3.4.

Si tratta di una tribu' MENO numerosa, anzi si direbbe POCO numerosa, dal momento che rappresenta solo un'oscillazione (qualcuno direbbe un'armonica) della curva piu' grande.

Ma ha un R0 che va tra 3 e 3.4. Il che, in un'esponenziale, e' MOLTO piu' pericolosa di un 2.6.

Ma nelle ultime settimane e' comparso un periodo doppio. Un periodo doppio e' quello ove la curva oscilla tra 4 punti, con un picco piccolo seguito da un picco grande. Nella curva logistica la biforcazione a quattro punti compare per r=3.8 e corrisponde ad una situazione con quattro attrattori, cioe' le epidemie possono stabilizzarsi in quattro modi diversi.

Quindi, esiste un'altra ferocissima sottotribu' di coronavirus , ancora meno numerosa ma ancora piu' feroce della seconda.

Ora, forse voi vi sentirete confortati dal fatto che sinora si tratta di tribu' poco numerose. Ma la crescita di questi fenomeni e' esponenziale. Essere poco numerosi all'inizio significa poco.

Cosa ci dice questo sulla “seconda ondata”? Ci dice che sara' ancora piu' difficile appiattire la curva, e che la sua crescita sara' esplosiva, MOLTO piu' della prima ondata.

Queste sottotribu' sono meno numerose, ma crescono di numero in maniera molto piu' veloce, e parliamo di esponenziali.

Mi aspetto quindi , molto presto , una proliferazione esplosiva di queste due “sottotribu' ” di virus.

La curva logistica ovviamente non consente di dire se queste due tribu' oltre ad essere esplosive in termini di propagazione siano anche altrettanto letali. Sappiamo in linea di massima che i virus non beneficiano della morte dell'ospite , quindi siamo speranzosi che una evoluzione del virus porti anche ad una sua minore mortalita'.

Spero che sia cosi', perche' altrimenti la situazione diventera' pessima , piuttosto a breve.

A livello di speculazione, suppongo che vi sarete chiesti cosa fa un'epidemia che ha una r = 4. Perche' li' le biforcazioni sono davvero troppe, vero?

Esatto. Per r = 4 gli attrattori coprono il piano intero. Un virus che ha r = 4 sarebbe inarrestabile per quanto lockdown si faccia, in quanto avrebbe – ogni possibile capacita' di diffondersi . Si tratta di una situazione teorica (a meno che qualche biologo non conosca virus del genere, sono curioso) ma di fatto saremmo nella cacca forte, perche' non sarebbe possibile fermare l'epidemia, dal momento che il giorno dopo il numero di persone infette potrebbe essere... qualsiasi. Dallo 0% al 100% della popolazione, con la stessa probabilita'. (oltre il 4 il modello non e' piu' una mappa su [0,1] e diverge sempre, ma non e' interessante. Serve proprio un valore di 4)

Quindi no, superare il valore di 3.8 e' assai difficile (anche perche' come vedete nell'equazione logistica c'e' un tratto di stabilita' tra due valori molto divergenti e molto piu' grandi del valore medio), ma onestamente, un virus che ha una sottotribu' con R0 tra 3 e 3.4 ormai da maggio , e probabilmente un'altra con R0 a 3.8, e' sufficientemente preoccupante.

Se anche fosse poco mortale, vista la sua capacita' di infezione, persino il lockdown “italiano” avrebbe poche speranze di fermarlo. (qualche evoluzionista potrebbe dire che sia un adattamento al lockdown stesso, ma non ho strumenti teorici per dimostrarlo)

Di conseguenza , credo proprio di si: la “seconda ondata' ” e' certo, comparira' col primo freddo (che qui in Germania e' gia' arrivato, quindi secondo me ci siamo quasi) e sara' molto piu' veloce nel propagarsi rispetto alla prima.

“veloce” in termini esponenziali, comunemente detti “esplosione”.

Una classe di giornalisti che vive con la mente nell' 800 non puo' fare altro che interpretare le cose secondo i paradigmi dell'800, e quando queste fesserie si spargono dai giornali alla mente dei lettori, il disastro sociale e' quasi assicurato.

Mi riferisco ad una cosa che ho letto su un giornale, riguardante il “south working

Di per se' e' una boiata innominabile che sembra scritta da un tenutario di schiavi dell' alabama.

E mostra chiaramente come non si sia capito cosa sia lo smart working, che viene confuso col telelavoro. Ma sono due cose diverse, sebbene si basino entrambe sulla premessa che il lavoratore non sia in sede.

Vediamo di capire di cosa stiamo parlando. Outsourcing e offshoring del lavoro esistono (e sono tendenze pesanti del mercato) ormai da 25 anni. Se l'azienda X milanese in questione voleva spostare la produzione in Puglia, o a Prato, non aveva che da fare una ricerca su google. Stessa cosa vale per outsourcing e offshoring verso nazioni straniere a basso costo della vita.

chi teme che lo smart working sia un inizio di outsourcing o di offshoring, puo' stare tranquillo. Entrambe le cose esistono ormai da 25 anni, e non avevano bisogno dello smart working per poter esternalizzare il lavoro.

Questo outsourcing ha spostato valore, ricchezza o sviluppo verso i paesi emergenti? Si, ma solo in quelli ove il governo ha saputo fare leva su questo fattore. Perche'? Perche' ovviamente non si tratta di un rapporto tra datore di lavoro a dipendente, ma di un rapporto di lavoro tra cliente e fornitore. Azienda A che compra beni o servizi da azienda B. E siccome le aziende sono il piu' grande contributore del PIL, questo ha creato sviluppo. Quindi i governi che hanno saputo usare l'aumento del PIL nel proprio paese per costruire infrastrutture, combattere la corruzione e attirare cosi' altri investimenti ci hanno guadagnato. Altre nazioni, che non avevano questa cultura, non ci hanno guadagnato e non sono cresciute particolarmente bene per questo.

Bene. Ma lo smart working e' una cosa diversa.

Innanzitutto, il rapporto e' quello che passa tra datore di lavoro e lavoratore. Cioe' un rapporto esclusivo. Lo spauracchio di tutti, cioe' il vietnamita che lavorando dalla spiaggia in Vietnam diventa un lavoratore “remote” a Milano non e' piu' un dipendente, e' un fornitore. E lo e' perche' ha il potere contrattuale di un contratto NON esclusivo. Tralasciamo pure la fatica di andare per vie legali contro qualcuno da Milano al Vietnam. Ma se anche fosse possibile, questo signore lavora in un ufficio convidiso con altri come lui, e ha di fronte tutti i sistemi di crowdsourcing del mondo. Cosa significa? Che la volta in cui ti incazzi e fai il caporale, dopo due giorni hai una lettera di dissoluzione del contratto, magari non ti consegna neppure tutto il lavoro fatto, e ciao ciao. E tu rimani nella merda proprio a 75% del progetto.

Esistevano gia' i sistemi di crowdsourcing, e le aziende non ne sono state molto entusiaste. Il lavoratore che vive in un paese a bassissimo reddito puo' permettersi tranquillamente di stare 15 giorni senza lavoro per cercarne un altro.

Il problema dello smart working di singoli individui in paesi stranieri e':

  • liability zero. Non rispondono dei danni che fanno e una causa e' impossibile.
  • availability zero. Ti si licenziano da un momento all'altro e ciao ciao. Spariscono.
  • quality zero. Devi assumere esperti in qualita' per seguirli uno ad uno.

il requisito dello smart working e' che invece il rapporto di lavoro rimanga subordinato , ovvero che il ragazzo di Palermo che adesso lavora per l'azienda di Milano non possa mandare a quel paese il datore di lavoro, tanto vive gia' coi genitori e ha un cuscinetto. Prima, se mandava a quel paese il datore di lavoro doveva cercare un'altra casa o traslocare di nuovo a Palermo. Adesso vive gia' a Palermo, ha un tetto sulla testa e genitori che lo aiutano.

Quindi non funziona: se vuole fare dumping all'azienda di Milano conviene un outsourcing in-shore, che almeno gli garantisce delle condizioni contrattuali certe, tempi di consegna e una liability che puo' essere riscossa in un tribunale italiano.

Ma andiamo al trasferimento di risorse. Qui i conti non tornano. Il ragazzo che prima andava a spendere , ogni pranzo, il suo buono pasto da 5 euro in un buco di Milano adesso mangia a casa. Ma a casa lo stesso pasto gli costa 2 euro se mangia con la famiglia.

Che cosa e' mancato? E' mancato quel “valore aggiunto”, gli ulteriori tre euro che spendeva perche' si trovava a Milano. Voi direte che adesso il ragazzo quei soldi li ha in tasca, ed e' vero, ma alla fine cosa puo' farci?

Perche' se escludiamo la verdura che magari compri dall'ortolano sotto casa, il resto e' un prodotto industriale. Non cambia nulla se lo comprate in un supermercato a Milano o a Palermo, un pacco di biscotti della Pavesi viene sempre dallo stesso posto.

La storia che si sposta automaticamente la ricchezza presuppone che si sposti l'intero strato di servizi. Quindi se vi aspettate che tutto il catering relativo ad Happy Hour e “Ape” si sposti da Milano a Palermo, dovete prima inseguire TUTTA la catena del valore, e capire se a Palermo esista o meno la societa' che ha creato l' “Ape”. E se anche esistesse, occorrerebbe investigare sullo strato di investimenti che sta sotto: le banche finanziano questo tipo di attivita'? Quanto a Milano? Esiste tutta la supply chain del cibo lombarda, a Palermo? E ancora: in quanto tempo puo' spostarsi?

Personalmente, ma questo richiederebbe uno studio piu' approfondito, l'unico tipo di catering the puo' seguire una trasformazione simile e' la grande distribuzione. Catene molto organizzate come Mc Donald's, o altre, hanno il potere di seguire trasformazioni del genere in poche settimane, o pochi mesi. Ma se mi dite che a Palermo stanno per partire migliaia di attivita' commerciali e un paio di catene di distribuzione , nello stesso tempo, secondo me sognate. Occorrono tempi molto piu' lunghi.

In tutto questo, pero', stiamo dimenticando che lo smart working non e' telelavoro. Il telelavoro e' uno strumento tecnologico che ha come obiettivo lo smantellamento dell'infrastruttura centralizzata , con il relativo risparmio dei costi.

lo smart working e' uno strumento di produttivita'.

Si tratta di tutta una serie di framework (agile/scrum, nexus, lean, digitalizzazione completa ed altri) che si propongono di aumentare la produttivita'. Significa che dopo la trasformazione le aziende sono piu' produttive di prima, con lo stesso personale.

Ma, attenzione: le aziende non si sono mosse. E siccome sono le aziende, e non i singoli che spendono, a generare la gran parte del PIL, la maggior parte del PIL rimane li' dove si trova. E se aumenta la produttivita', ancora piu' PIL rimane dove si trova.

La differenza semmai e' il livello di soddisfazione: rimanere nel paese natio anziche' emigrare forzatamente e' una condizione piu' felice. Evitare 3 ore al giorno di commuting e' chiaramente meglio. Mangiare con la dieta che ti serve e non con quella che trovi nei buchi ove si mangia in pausa pranzo e' sicuramente piu' salutare. Mantenere i rapporti sociali , avere piu' tempo per se' stessi, per lo sport, gli hobby, la famiglia, e' sicuramente un valore. Personalmente lo apprezzo moltissimo.

Ma se mi dite che nel telelavoro si sia trasferita ricchezza tra Dusseldorf e Neandertal, sbagliate di grosso. La digitalizzazione di OGNI azienda , che e' venuta con lo smartworking, mi permette di ordinare la spesa online da una nuova spinoff di METRO, per dire. La mia spesa la faccio sempre nello stesso posto, di fatto. La catena del valore termina sempre nello stesso posto. Magari quando esco la sera vado in un locale anziche' un altro? Puo' darsi, ma si tratta di frazioni MINIME del PIL.

Bisogna mettersi in testa una volta per tutte che il PIL non lo fanno i consumi dei singoli, ma l'indotto delle aziende.

Si tratta di un rapporto 80/20. Il fatto che si sia spostato a Palermo il “20” ma l' 80 sia rimasto a Milano, non ha cambiato di molto il bilancio, perche' a Palermo non si consuma a chilometro zero. L' ADSL la si paga ad un'azienda di Roma o di Milano, l'automobile la si compra da un'azienda straniera, le merendine vengono sempre da Mulino Bianco, la pasta viene sempre da Barilla, eccetera eccetera eccetera. O a palermo ci sono supermarket di cose fatte sempre e solo a Palermo, oppure di quel 20% di valore che si e' spostato, a Milano ritorna il 15%.

Ma la citta' adesso ha alcuni problemi. Il primo e' che adesso , a fonte di uno spostamento di PIL abbastanza contenuto, si trova a dover garantire scuole, ambulatori, servizi, servizio di scarico rifiuti, e tutto quanto garantisce al cittadino, con un modesto aumento di PIL.

Milano poteva garantire un servizio ai lavoratori delle aziende sia per le tasse pagate dagli stessi lavoratori, SIA per le tasse pagate dalle aziende. Ma se le aziende restano a Milano e i lavoratori vanno a Palermo, Palermo deve far fronte a tutta questa massa di cittadini che vivono li', senza avere anche il reddito delle aziende per cui lavorano.

Qualcuno mi ha risposto che adesso questi ragazzi si sposano&fanno figli, cosa che non avrebbero fatto a Milano. Bene. Per il comune di Palermo questa e' una bruttissima notizia. Significa che deve garantire asili nido, scuole elementari e medie, pediatri, medici di famiglia &co, a tutto uno strato di persone che pagano le tasse, ma senza le tasse delle aziende per cui lavorano.

Normalmente quasi tutti i comuni hanno SIA il reddito dei lavoratori che quello dei datori di lavoro. Per questo possono sopperire servizi COSTOSISSIMI alla famiglia e alla persona, e servizi di costo quasi piccolissimo alle aziende. Ma se arrivano le persone SENZA le aziende, per il comune il problema si fa drammatico: il bilancio del pendolarismo e' SEMPRE stato terribile per i comuni proprio per questo. L'azienda , quella che paga la ciccia, non era in loco.

Del resto basterebbe osservare la distribuzione del reddito per capire: con il livello di disuguaglianza attuale, o si sposta il ceto medio/alto di Milano , oppure di PIL se ne muove pochissimo. Ma il ceto medio/alto di Milano per vivere ha bisogno di vivere a milano per via della necessita' di rapporti sociali. Non puo' muoversi da li'. Se torna a palermo la working class, di PIL se ne muove pochissimo, almeno con la distribuzione attuale di ricchezza: se ci sono 400.000 milionari in Italia, sono quelli che fanno la partita. Se non si muovono quelli, e si muove solo la working class, le tasse rimangono in gran parte a Milano, mentre i bisogni di servizi (asili nido, rifiuti, etc) si spostano a Palermo. Non e' una bella notizia per Palermo.

Per questa ragione NON concordo con l'idea che lo smart working sia AUTOMATICAMENTE un vantaggio per il sud. E' un vantaggio per i lavoratori del sud, certo, ma non per il sud nel complesso, che si trovera' gravato di servizi da dare ad una popolazione giovane, avendo solo le briciole della fiscalita' (dato che le aziende sono rimaste a Milano insieme all'indotto).

Sarebbe un vantaggio se adesso Palermo si dotasse di un incubatore di aziende ben finanziato, e tentasse di epprofittare delle nuove risorse umane in loco, spingendoli ad aprire aziende in loco. E qui torniamo sempre al discorso dell'outsourcing: ha arricchito solo QUEI GOVERNI che lo hanno saputo usare.

Se la vediamo sul piano dei bilanci comunali, nel south working Milano ha scaricato su Palermo la parte fiscalmente in passivo della catena produttiva (i lavoratori) , tenendosi quella fiscalmente in attivo (le aziende). Palermo ha ricevuto la parte minoritaria del gettito fiscale , ma deve fornire la parte maggioritaria dei servizi. Non e' un affare per Palermo.

Lo spettacolo triste delle strade di Milano vuote cosa vuol dire?

Niente. Lo smart working era una tendenza in corso, quindi ci saremmo arrivati comunque in 5-10 anni. La prima ondata di Covid ha accentuato la cosa velocizzandola di dieci anni, quindi i settori meno elastici (catering e immobiliare) si sono spezzati. Corretto. La seconda ondata, se arriva come si pensa, (qui in Germania fa freddo prima che da voi, e si stanno vedendo i prodromi prima) fara' ancora di piu' e tutte le telco si stanno attrezzando per dei forecast paurosi. Se la seconda ondata sara' molto grave e si prolunghera' nel tempo, si dovranno digitalizzare anche gli ortolani sotto casa, se vogliono sopravvivere.

Ma sono cose che sarebbero successe comunque da qui a 5-10 anni. Il fatto che siano arrivate in un colpo solo ha sfrondato il mercato a partire dalle attivita' meno elastiche, niente di piu'. Ma sono morte delle attivita' sulle quali giravano gia' gli avvoltoi.

Aspettate che la seconda ondata falci via assicurazioni e banche, e allora si ballera' davvero. Che la sede della banca e' la cosa piu' inutile dell'universo nel 2020, e anche le assicurazioni non sono messe meglio (ma per altri motivi).

Il catering e l'immobiliare in Europa (eta' media: 44 anni) erano gia' morti.

Con questo, chiudo.

E' davvero alienante , dopo qualcosa come 35 anni, vedere che nulla e' ancora cambiato in Italia. Mi riferisco alla storia dei Rave clandestini, di cui si parla di continuo, come se fossero il Male assoluto. E senza dire per quale motivo nascano.

Il Rave , o Free Party, e' il nome anglofono di qualcosa che succedeva anche in Italia, e ben prima che qualcuno si prendesse la briga di affibbiargli un nome. Ed esistevano anche in Emilia Romagna, nonostante di discoteche ce ne fossero a Bizzeffe. Solo che non si chiamavano Rave. Erano solo “feste”.

Per capirlo occorre sapere quale fosse l'orizzonte di un adolescente di provincia negli anni '80. Raccontero' una storia. 1984. E' inverno (non ricordo il mese). Su un giornale obbligatorio in ogni bar del paese appare un annuncio: arrivano i Mötley Crüe a Bologna. Io leggo, esco di casa e corro dagli amici metalli a dare la notizia. Molto bene.

Due giorni di lotta con i genitori e possiamo andarci, a patto di dormire da una zia. Ok. Adesso, problema: dove si comprano i biglietti? Andiamo al bar a cercare il giornale, e ovviamente il quotidiano non e' piu' li'. Ma non e' che lo hai tenuto? No, dice il barista, li butto via. Ok. Allora andiamo dal buon Ivo che li compra e li tiene. Ma no, non li tiene nemmeno lui. Allora andiamo in biblioteca comunale e scopriamo che tengono si le vecchie copie dei giornali (specialmente quello obbligatorio in Emilia, che cominciava per U) , ma devono aspettare giorni prima di avere la copia, perche' altrimenti la gente non compra piu' i giornali.

Siamo nel 1984. Non esiste internet. In paese il negozio di dischi ha in vetrina gli Inti Illimani. (esisteva una specie di accordo tra negozio di dischi e comune/partito: siccome la biblioteca comunale gli comprava le eccedenze, in cambio il negozio di dischi doveva tenere solo alcuna musica ma non altra). Comunque nessuno sa dirci dove si comprano i biglietti, come, e quanto costano. Risultato: nessun concerto.

Questo era il panorama culturale della provincia. Esistevano club? Certo, potevi scegliere tra il Resistenza (CSOA) e quindi finire nel bellissimo mondo dell'eroina , oppure SPIM, e goderti gli Inti Illimani, Bowie, Pink Floyd e altra paranoia acida anni '70.

Ma erano posti di un maschilismo cosi' spiccato che le ragazze non ci venivano. E cosi'? E cosi' si facevano le feste. Ma qui arrivava Die Partei, il partito. Ma non quello satirico tedesco. Il PCI. E scoprivi che le tue feste disturbavano. Certo, una festa dell'unita' poteva sparare liscio alle due di notte sino ad essere udibile nei paesi vicini, ma la tua festa disturbava. Sempre.

Allora potevamo fare un'altra cosa. Cercare qualche contadino che avesse un fienile. Dargli , a colletta, cinquantamila lire per il fienile. Si compravano cose da mangiare, cose da bere, si portava uno stereo e delle casse, e si faceva festa. Pomiciamenti e altro, casino, cazzate adolescenziali e tutto quanto.

Risultato? Meta' dei “compagni” aveva anche la tessera SIAE, e arrivavano puntuali, cosi' bastava tenere segreta la cosa e aspettare la nebbia (che a sua volta attutisce il suono) e si poteva evitare anche il PCI e i suoi sgherri. (nei primi anni ' 80 il PCI detestava il metal, ed era ricambiato dai metalli).

Questo non era un rave. Era un gruppo di adolescenti, dai 14 ai 17, che si organizzava in segreto una festa per sfuggire alle grinfie di una serie di mafiosi (SIAE, PCI, ACLI, discoteche stesse) che intendevano avere il monopolio. Dovevano decidere cosa si ascoltava, cosa si ballava come ci si divertiva (uguale a zero) e con chi. E il risultato era la piattezza omologatrice nel quale il PCI faceva sprofondare l' Emilia Romagna.

Il fenomeno dei rave propriamente detti arrivo' dopo, ma non era nuovo a nessuno. E inizialmente non aveva nulla a vedere coi centri sociali, che arrivano normalmente con 10-15 anni di ritardo (hanno il fuso orario della Digos).

Si trattava di sfuggire al “divertimentificio”, cioe' all'organizzazione politica ed economica del tempo libero giovanile. Il problema non e' il Covid oggi, cosi' come non era davvero la stupidita' musicale. Era il divertimentificio, come lo chiamavano negli anni '80. Un'organizzazione industriale che ti consentiva di divertirti, a patto che:

  • tu ascoltassi la musica giusta.
  • tu fossi vestito con i simboli del successo degli anni '80.
  • tu fossi “figo”, qualsiasi cosa volesse dire.
  • tu fossi allineato al PCI.
  • tu partecipassi ad una vera e propria sfilata. Essere in discoteca non era solo ballare e divertirsi. In pista stavi facendo uno show.
  • le ragazze accettassero di essere merce, ovvero venivano fatte entrare gratis per “attirare i maschi”.

allora, il divertimentificio era alienante, perche' era efficiente. Ogni disco era disegnata per fare profitto. O compravi qualche prodotto oppure rendevi fico il posto, cioe' eri il prodotto. Se non eri il prodotto o non consumavi prodotti, non eri uno da disco. Se non c'era la musica che volevi e il tuo gruppo stava qualche tempo sui divanetti, solo per stare in compagnia, ti facevano presente che la pista vuota non era bella da vedere. Eccetera.

Il punto e' che il divertimento si era staccato dalla liberta'. La differenza tra divertimento e divertimentificio e' la differenza che passa tra una passeggiata in campagna ed una marcia prussiana. Si va sempre da A a B camminando, ma manca la liberta'. Il divertimentificio non ti lascia alcuna liberta'.

Quando facevamo una festa, invece, le cose non stavano cosi'. Facevi un po' il cazzo che ti pareva, se volevi stavi sul divano, si poteva chiedere la musica a chi metteva i dischi, le ragazze andavano bene tutte e non solo quelle di un certo tipo, (nelle disco c'era l'ordine di scoraggiare le “ragazze tappezzeria”) e via dicendo.

Quando non riesci a fermare degli adolescenti che fanno le loro cose per i cavoli loro, sai cosa fai? Terrorizzi i loro genitori. E allora qualcuno ando' dai genitori a dire che le nostre feste erano piene di DROGA e ai genitori delle ragazze furono raccontate le fantasie erotiche piu' assurde.

Per farvi un'idea: nelle discoteche girava droga come se piovesse, e nel CSOA locale l'eroina era endemica. Ma il problema era la NOSTRA droga immaginaria.

Questa e' la storia di chi cerca di sfuggire al “divertimentificio”. Non importa se sia un rave party in un capannone industriale o una festa in un fienile. (arrivarono a mandare il compagno geometra del comune all'una di notte per chiedere se il fienile fosse abitabile: considerate che era un elemento cui “cadeva la penna” alle 12:30 di ogni giorno, e capirete ).

Il problema e' che il divertimentificio ha la sua economia, e non puoi pensare di divertirti spendendo pochi soldi, spendendo meno soldi, o spendendoli da chi vuoi tu. Devi spendere quanto vogliono loro, dove vogliono loro, e quando non spendi devi essere attraente, cioe' ti devi trasformare in quella che negli anni '80 era la “bella gente” che rendeva attraente il locale.

Questa e' l'economia del “divertimentificio”.

Immaginate lo scenario di oggi. Con il Covid-19 e' finita l'era delle discoteche. L' “Ape” dei milanesi e' morto. L' Happy Hour, e tutta la festa alimentata da poveri schiavi che non avevano il tempo di tornare a casa a mangiare un pasto decente e' un ricordo. Il divertimentificio si e' fermato. Il divertimentificio e' feroce. Rivuole i suoi soldi.

E questo e' il motivo per il quale non credo ad una certa narrativa dei party.

Perche' e' una musica che ho gia' sentito.

Si potrebbero smontare le accuse una ad una. C'era “musica forte ed alcool”. Accidenti. Alcool dalle parti di Trento. Una roba mai vista, per la regione che notoriamente condivide il ribrezzo per l'alcool con i talebani. La musica era forte. Beh. Visto il posto, deve essere stato un problema. Tutta quella gente che NON vive li', NON disturbata dalla “musica ad alto volume”. E hanno violato le norme del covid, non come quelli che sono in spiaggia in questi giorni.Ricordo inoltre che il posto e' all'aperto , cosa che nel resto d'italia autorizza a ballare. Ma loro sono nel divertimentificio. Del resto, al covid dovevano crederci davvero tutti, se il primo istinto dei carabinieri e' stato quello di circondare la zona, cioe' tenerli chiusi dentro al paese. Geniale. Clap, clap, clap.

E guardate che roba orribile che fanno!

Non voglio commentare il “pericolosi per la societa' “: onestamente, non so che posto di merda sia Folgaria, ma se qualche redazione puo' scrivere cose del genere senza venire incendiata da una folla coi forconi, e' un posto di merda dal quale il turista dovrebbe stare accuratamente al largo. Per evitare che la tolgano da quella pagina, faccio uno screenshot. Deve rimanere ai posteri un luogo di merda abitato da morti viventi putrefatti, che considera “un pericolo per la societa'” dei tizi che ballano.

pericolosi per la societa'

Chiunque voglia sfuggire al divertimentificio qualche accusa pronta la trova sempre. Leggendo sullo stesso giornale scopro che hanno “divelto una barra”. Crudelta' inaudita contro una specie in via di estinzione, le barre trentine. I rifugi sono pieni di barre trentine abbandonate in autostrada. Un “affronto alla memoria” , addirittura. Mancano solo il solito concorso in cristicidio, la shoah, le foibeh, e il riscaldamento globale (che ci sta sempre).

Il furore persecutorio verso chi fa dei Free Party non ha senso alcuno. Non serve a niente, non e' una priorita' per l'ordine pubblico, e il fatto che a 45 Km dal party abbiano fermato degli spacciatori mi dice poco. Ma la verita' e' semplice: il divertimentificio e' ferito, il divertimentificio e' affamato.

Il divertimentificio e' feroce.

Tutto qui.