Das Böse Büro

Be yourself. Believe in Tautology.

Sento il bisogno di scrivere questo articolo perche' ho appena finito di chiacchierare con l'ennesimo poveroricco di sinistra. E la cosa piu' incredibile, quella che mi colpisce di piu', e' la loro convinzione che il travestimento regga, che abbia sempre retto e che reggera' sempre.

E quindi vanno in giro cosi'

camouflage fail

credendo che nessuno li veda. Allora, ci sono diverse ragioni per le quali tutti vedono che venite da famiglie agiate, e che avete un'esistenza tutto sommato invidiabile.

  • La prima cosa e' il senso di colpa.

I borghesi italiani, ma in generale i borghesi di qualsiasi paese cattolico, si vergognano di essere ricchi. A differenza dei poveri, che imparano a vergognarsi di essere poveri e si sforzano di imitare i ricchi, il borghese si vergogna di essere ricco e si sforza di imitare i poveri. Il risultato e' essenzialmente questo:

fintopovero

Questa persona deve aver letto molte cose sui poveri, cosi' riesce a descrivere in che modo i ricchi vedono i poveri. Bene, adesso sappiamo come i ricchi immaginano i poveri. Ma ci sono DUE incongruenze in questo dipinto.

La prima e' il povero sottopagato sfruttato con internet. Un po' come d'Alema, sorpreso ad avere una barca, si giustifico' dicendo “oggi anche gli operai possono averne una”, lui dice “ma oggi anche i poveri hanno internet”.

Beh, non e' vero.

Il reddito e' la grande discriminante tra persone che hanno internet e persone che non ce l'hanno.

La seconda incongruenza e' il tempo libero dedicato ad una scelta improduttiva. I casi sono due: o ti pagano per scrivere quell'articolo, oppure (dal punto di vista della cultura dei poveri) stai perdendo tempo. Oppure speri di guadagnarci in futuro.


Essendo cresciuto in una famiglia povera, poi diventata “molto benestante” , posso dire una cosa. La cultura della poverta' impone una vergogna per un fallimento (specialmente quando ci sono figli di mezzo, che chiedono le stesse cose degli altri), e l'ambizione di tagliare un traguardo. Il povero che si arricchisce e' normalmente un esibizionista, proprio per questo: sta cercando di cancellare uno stigma, sta cercando di dire “anche io ce l'ho fatta, non ho fallito”.

Nessun povero si vergogna di essere arricchito, ne' si vergogna di essere ricco, e se questa e' vista come ostentazione e' solo perche' chi produce la cultura di riferimento (su come i ricchi dovrebbero comportarsi) soffre di un senso di colpa.

E cosi' i ricchi col senso di colpa producono una cultura che richiede ai ricchi di non ostentare di essere ricchi, cosa che e' vissuta come una colpa. Nella transizione, la colpa e' passata da una colpa strutturalmente cristiana ad una colpa strutturalmente politica , normalmente populista (destra o sinistra non importa), perche' la finalita' piu' importante di chi va in piazza gridando “noi siamo il popolo” e' , appunto, di sembrare il popolo.

Su internet tutti fingono una classe sociale diversa dalla propria. I poveri fingono di essere ricchi, i ricchi fingono di essere poveri, o quantomeno dicono di essere , se non poveri , come i poveri.

E questo li sgama subito.

  • Il tipo di educazione.

Quando sei povero, e hai la cultura della poverta', la scuola esiste solo come ascensore sociale. Devi studiare per trovare lavoro e guadagnare soldi. A dirla tutta, quando hai la cultura della poverta', tutto deve essere un ascensore sociale, oppure lo status symbol di una classe sociale superiore.

Quando iniziai coi computer, mio padre era preoccupato perche' (si era messo in proprio e adesso i soldi giravano, eccome) non mi stavo mescolando agli altri borghesi che invece elaboravano il proprio motorino. E quindi non mi stavo inserendo nella nuova classe sociale.

Inizio' a calmarsi quando (come idraulico entrava nelle case dei ricchi) inizio' a vedere che anche i figli dei ricchi avevano i computer. Che anche gli ingegneri e i geometri e gli architetti ne facevano uso. Fu quello il momento in cui smise di farmi storie per il tempo che passavo per BBS: stavo facendo cose da ricchi. Non sapeva come, non capiva come, ma la mia scrivania era uguale a quella dei figli dei ricchi. Adesso andava meglio.

Allo stesso modo, i ricchi optano per una scuola umanistica , perche' poi andranno all'universita'. I poveri non hanno questa defragilita' che serve a fare piani per dieci anni. Hanno paura che le vacche grasse finiscano. Quindi spingono da subito per scuole tecniche, “per il mondo del lavoro”. Solo i fatalisti dicono “se serve faremo sacrifici”.

Cosi' tra i poveri esiste una prevalenza per scuole tecniche o scientifiche. Una prevalenza forte. La quale si riflette sulla qualita' dello scritto, ma non soltanto nel senso grammaticale. Il problema e' che le scuole tecniche o scientifiche instillano una mentalita' quantitativa. Se hai un'educazione di tipo tecnico o scientifico, non ti basta sapere che “esistono anche famiglie di poveri che hanno internet”, o di “operai che hanno una barca”. Vuoi sapere QUANTI sono.

Del resto, nella cultura dei poveri il problema quantitativo e' una vera e propria ossessione, e la qualita' viene normalmente letta come durabilita' (cioe' quantita' per tempo) oppure come produttivita' (che e' ancora quantita' per tempo): “spendere di piu' per spendere meglio” , come i poveri pronunciano la qualita', e' visto proprio in questo modo: o l'oggetto piu' costoso vale perche' dura di piu' (quantita' per tempo), o perche' svolge meglio il suo compito (produttivita').

La qualita' in termini astratti dalla quantita' arriva SOLO dalla cultura dei ricchi, ma per comprenderla occorre un tipo di educazione che evita la questione quantitativa per tutto il percorso. In questo modo, e solo ignorando le questioni quantitative per tutto il percorso educativo, si ottiene la mentalita' dell'umanista/ricco, che puo' parlare ore di qualcosa senza mai metterci una quantita': e anche quando si parla di quantita', normalmente si fermano a statistiche percentuali prive di deviazione standard o di percentili. Il che indica una (quasi)completa mancanza di padronanza del concetto.

Morale della storia: esiste uno specifico modo di scrivere di chi viene da una famiglia di ricchi ed e' cresciuto immerso nella cultura dei ricchi. Esso si declina con una cultura prevalentemente umanistica, e si mostra in un modo di scrivere che sfiora appena il problema quantitativo.

Il problema qualitativo sconnesso da quello quantitativo (normalmente rivolto all'estetica) e' il marchio dei ricchi.

  • beneficenza economica e beneficenza politica.

La vita dei poveri e' un continuo bilancio. Un do ut des imprescindibile. Al contrario, il ricco sperimenta l'eccedenza. Qualcosa che puo' dare senza ricevere nulla in cambio.

In realta', dire che il ricco non riceve nulla in cambio dalla beneficenza e' assolutamente sbagliato. Essendo oppresso da un senso di colpa, il ricco riceve dalla beneficenza un sollievo enorme. Nel senso religioso riceve una promessa di paradiso, nel senso piu' politico riceve in cambio il permesso di dire “noi siamo il popolo”, insieme agli altri.

Una massa di proletari in piazza e' una massa di proletari. Nessun ricco e' ammesso, tranne i benefattori. I benefattori sono normalmente i finanziatori del movimento, oppure che fanno politica dalla loro parte. In generale, quindi abbiamo DUE modi di fare beneficenza.

  • Quello spiccatamente economico, che consiste nel donare ai poveri le eccedenze senza chiedere nulla in cambio se non il placarsi di un senso di colpa, o la promessa di un paradiso futuro (quando la coscienza viene personalizzata e diventa “dio”).

  • Quello spiccatamente politico, che consiste nel militare coi poveri nelle loro istanze rivendicative. In tal caso si spendono tempo e soldi in eccesso, ma si ottiene la carriera politica oppure la possibilita' di gridare “noi siamo il popolo” insieme ai poveri, che a sua volta calma il proprio senso di colpa.

Per questa ragione ci sono tre tipi di istituzione che fanno beneficenza ai poveri: le istituzioni religiose, i partiti di sinistra e i partiti di destra sociale. Tutti e tre attingono ai sensi di colpa dei ricchi. E tutti e tre soffrono quando arriva una classe di poveri arricchiti, che NON hanno il senso di colpa.

Non sto parlando, sia chiaro, di radical-chic. Questo e' un problema americano. In Europa il benefattore di estrema sinistra fa della militanza una scelta di vita, (nella speranza di camuffarsi meglio) quindi non e' per nulla chic. A tradirlo e' un fatto diverso, che e' la prospettiva: anche lui vive come gli altri, ma a differenza degli altri puo' smettere quando vuole. E smettera', smetteranno tutti perche' prima o poi la morte avra' gli occhi dei loro genitori, ed erediteranno.

MA tutti questi modelli sono entrati in crisi con gli anni '80. Quando masse di persone si sono arricchite improvvisamente nel boom economico, e in italia c'e' stata (ed esiste ancora) una generazione di ricchi (arricchiti di recente) che NON soffre del senso di colpa. Quindi ostenta. Questa generazione NON si sente nel dovere di fare beneficenza.

Ma la mancanza di sensi di colpa per la ricchezza e' tipica della cultura dei poveri. Paradossalmente, le istanze sociali sono sottorappresentate proprio perche' non esistono piu' benefattori, sia in senso politico che finanziario. Il Berlinguer (che era un nobile ereditario su linea maschile) che fa politica oggi non c'e', perche' il ricco o il borghese o il ceto medio guardano a Berlusconi, il ricco arricchito che non ha vergogna di essere ricco, proprio come loro.

E qui viene il mio messaggio ai “compagni”:

I pochi benefattori politici che ancora ci sono suscitano diffidenza, e per un motivo preciso:

sfiducia

Nell'immagine sopra c'e' un solo coniglio di cui nessun altro coniglio si fidera' mai.

Indovinate quale. E' facile, basta uno specchio.

Vedo che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Installo un proxy dentro il mio swarm di Docker, lo configuro su tutta la rete, apro Firefox, e...

mani nella marmellata

Allora, come vedete dal 503 il traffico e' bloccato. Pero':

  • Siete incompetenti. Non puoi fare una cosa in segreto se sei dietro un proxy e qualcuno legge i log.

  • Siete poco furbi. Vi avevano gia' presi a prendere le statistiche sulla navigazione agli utenti.

La versione e' la 80.0.1.

E voi sareste quelli buoni?

Dopo lo scorso articolo mi e' stato chiesto in che modo, se non quello, andrebbe narrato l'omicidio fascista di Willy. Il modo esiste, e inizia con la parola che nessun giornalista italiano ha il coraggio di pronunciare.

cocaina.

Perche' la morte di Willy non e' una storia di violenza, fascismo, razzismo e arti marziali. La morte di Willi e' una morte legata all' UNICA parola di cui NON si e' mai sentito parlare come fattore centrale del fatto. Se osservate le “soluzioni” proposte da intellettuali ed esperti, troverete sempre “la cultura della violenza”, “le arti marziali (e Dio sa quanto ho sul culo l' MMA, e ora mi trovo a difenderla)” , “il fascismo che torna”, “il vuoto dei giovani”, “la scuola”. Ma nessuno ha mai detto che, se fermassimo il fiume di cocaina, le “movidas” diventerebbero dei posti MOLTO piu' sicuri. Perche' si vuole dire che e' una storia di violenza, di fascismo, di ignoranza e di quant'altro, ma non la si racconta mai per cio' che e'.

E' una storia di cocaina.

A volerla dire tutta, non se ne sente parlare quanto se ne dovrebbe. Sappiamo che se ne consuma cosi' tanta da inquinare i fiumi e causare problemi ai pesci , il che significa MOLTA, ma se ne parla pochissimo. Sembra essere un problema piccolo, un traffico secondario.

Persino dove ci dovremmo aspettare di trovarla, scopriamo che non se ne parla. Per esempio, voi vi aspettereste che ad una festa-orgia di vecchiardi ,e se state pensando “Berlusconi” avete ragione, ne dovremmo trovare a quintali. Avete sentito parlare di fascicoli aperti per spaccio di cocaina su vasta scala, oltre che ai fascicoli per la prostituzione? No. Era poca roba. Perche' anche la magistratura dei magistrati eroi ha qualche problemino con la cocaina. Ne consumano a quintali. Tutti funzionari “alti” dello stato italiano, quelli dal buon reddito, finiscono col partecipare a feste e convegni dove la cocaina scorre a fiumi. E negli ambienti degli “intellettuali” c'e' piu' cocaina che neve sul Monte Bianco.

Non possono andare contro gli stessi trafficanti che portano la cocaina che finiranno col consumare. E sarebbero tutti ricattabili.

E nemmeno sulle forze dell'ordine potete contare. Vi chiedete come siano cosi' violenti giorno dopo giorno? No, il fascismo non c'entra, se non come conseguenza e parasole. E' ancora la cocaina: gli uomini delle forze dell'ordine ne sono consumatori assidui. TUTTI, senza nessuna eccezione. Nonostante ne scorra a fiumi in Italia, i ritrovamenti sono pochi, sporadici, e poco pubblicizzati. E non e' un caso: la cocaina viaggia per lunghe distanze sulle auto della stradale, gli spacciatori hanno la protezione o il tacito assenso delle forze dell'ordine. Poi (sempre mentre lo stato si volta dall'altra parte o partecipa all'organizzazione) la coca passa per le prostitute, che ne hanno sempre qualche pacchetto in casa, o attraverso diversi “cavallini”, (di solito taxisti, ma anche negozi di “pizza da asporto” ed altri) ,e arriva ovunque.

La cocaina e' la droga dei piani alti, ma in qualita' tremende e' la droga della movida. Ogni “movida” e' solo un gigantesco mercato a cielo aperto di cocaina. Pensate che i lampioni del posto ove e' morto Willy fossero rotti per caso? No, sono gli spacciatori che li rompono per fuggire alle telecamere. Willy e' morto in un luogo di spaccio. Ma non si dice, perche' sarebbe imbarazzante prima di tutto per i politici, a partire da quelli locali.

Non c'e' politico che passerebbe un test del capello contro la cocaina. Non c'e' un alto funzionario, dirigente dello stato che non suderebbe freddo all'idea di rendere obbligatorio un test contro la cocaina.

Lo stato “alto” ne e' succube IN OGNI SUA PARTE, non e' possibile fare politica senza il consenso del business della cocaina e dei suoi affaristi. Non esistono partiti politici che non siano parte del traffico. Tutto, o quasi, cio' che concerne lo stato e la politica ruotano attorno a questo traffico.

E siccome e' la droga dei potenti, ovviamente cattura anche la stampa, perlomeno quella grande. Per questa ragione, nonostante sia ovunque, la stampa continua con inutili pistolotti contro le “droghe sintetiche”, o contro la marijuana.

La parola Cocaina e' la parola piu' difficile da pronunciare per chiunque sia legato a qualche mafia, parrocchia, massoneria o partito politico. E quindi anche per i giornalisti, che minimizzano, al punto da nascondere cio' che sanno tutti: in quel luogo i lampioni non erano rotti perche' i ragazzi facevano le risse, erano rotti perche' si vendeva la droga. (peraltro la scusa dell'apprezzamento alla ragazza per la rissa per motivi di droga ha scassato la minchia, e' come la resistenza a pubblico ufficiale quando uno viene pestato senza motivo: ma trovare qualcosa di nuovo no, eh?)

Ed e' per questo, nonostante se ne consumino quantita' immense, al punto che i fiumi ne sono inquinati, non la sentirete nominare se non di striscio. Il suo business e' cosi' pervasivo che nessun apparato dello stato , e nessuna parte della borghesia italiana , giornali e giornalisti compresi, possono disturbare lo show.

Possiamo riassumere l'atteggiamento dello stato riguardo alla cocaina cosi':

cocaina

Ed e' per questo che la cocaina, nonostante sia il business piu' redditizio in assoluto per i trafficanti, al punto che possono costruire flotte di sommergibili onde portarla in giro per l'oceano, viene nominata cosi' poco. Perche' volendola combattere, non potreste farlo con giudici cocainomani (e quindi ricattabili dal business stesso) , non potreste farlo con forze dell'ordine che ne fanno uso e abuso continuo, e nemmeno con forze armate nelle quali circola indisturbata, specialmente ai piani alti. Non potreste farlo avendo tutta la borghesia “perbene” contro, giornalisti compresi.

E' un business che ha in mano l'intera Italia, che ne e' il principale porto d'approdo per tutta Europa, dove poi viene smerciata. Ogni politico, funzionario pubblico da un certo reddito in su, ogni borghesotto da un certo reddito in su, e' schiavo e ricattabile dal business della cocaina.

Ma cosa c'entra con Willy? C'entra perche' la cosiddetta “movida” alla quale Willy partecipava (come ormai tutti i giovani) non e' altro che un mercato a cielo aperto di cocaina. Lo sanno tutti, ma come succede in Italia quando tutti bagnano il biscottino, tutti fingono di non saperlo.

Perche' i fratelli Bianchi si sono comportati da bestie? Cocaina. Perche' spadroneggiavano nei locali della movida? Cocaina. Nessun locale della movida puo' opporsi quando gli viene chiesto di fornire un posto sicuro per un sacchettino. Tutti lo fanno. Tutti, nessuno escluso. Perche' la polizia non ha arrestato prima i Bianchi? Cocaina. Perche' non c'era polizia in giro? Cocaina.

La risposta a tutti i misteri e a tutte le domande sulla morte di Willy, come di altri ragazzi morti alla “movida”, sempre per liti dovute a futili motivi, e' sempre in questa parola.

Cocaina.

Erano strafatti di coca i Bianchi e i loro amici. Erano strafatti di coca tutti quelli che hanno iniziato la lite per futili motivi. Perche' ( in passato lavorai come buttafuori nelle disco per pagare le spese dell'universita' ) quando hai una massa di persone fatte di coca la lite salta fuori per niente: spintoni che nemmeno esistono, “cazzoguardicazzovuoi”, e tutto quanto. E' la firma della cocaina. Ma tutti fingono che sia un attore marginale di quanto successo.

E quanto grave sia il problema ve lo dice l' ASSENZA di questa parola dall'inchiesta, l' ASSENZA di questa parola nelle parole delle elite consumatrici che scrivono opinioni sull'omicidio di Willy.

Ed e' cosi' che va narrata la storia di Willy. Partendo dalla cocaina.

“Una notte, in un grande mercato a cielo aperto di cocaina, in una massa di ragazzi strafatti dalla cocaina, parte una rissa di quelle che nascono per nulla quando tutti sono consumatori di cocaina. La polizia non presenzia il posto perche' abitualmente si gira dall'altra parte quando si parla di cocaina. I perdenti della rissa, che essendo strafatti di cocaina non accettano di perdere, chiamano altri ragazzi strafatti di cocaina, piu' forti, che si comportano come si comportano quelli strafatti dalla cocaina: con una violenza iperconvulsiva.”

Ma la storia continua:

“nonostante tutti sappiano che ogni movida del paese e' uno spaccio a cielo aperto di cocaina, i magistrati non ordinano alcun test antidroga per i Bianchi, nessuno sui testimoni, nessuna perquisizione nei locali della zona, tantomeno vengono fatte ricerche per capire se quel luogo “buio” perche' i lampioni erano sabotati non fosse per caso un luogo di spaccio. (Lo era. Lampioni rotti = spaccio). La parola cocaina non la nomina nessuno se non come fattore marginale, e nemmeno si azzarda una spiegazione sul perche' i lampioni fossero guasti. Il magistrato non si pone la domanda, la polizia si concentra su altro, e nessuno vuole dire che l'omicidio e' avvenuto nell'ennesima piazzetta della droga ove gli spacciatori rompono i lampioni per non farsi riprendere”

Ed e' incredibile come la storia si dipani senza che la cocaina venga nominata , o nominata solo come fattore marginale, che riguarda i Bianchi e poco piu'.

Avviene un omicidio dentro una piazzetta dello spaccio di cocaina, ma NON parte una grande operazione antidroga contro lo spaccio di cocaina. No. L'unico raid delle forze dell'ordine va a controllare se la palestra di MMA ha i permessi in ordine. E' normale?

“La cocaina sembra invisibile agli occhi degli uomini dello stato, e anche agli occhi della stampa di stato, che pratica gli stessi vizi. E cosi' si nomina al massimo, sottovoce, il fatto che i Bianchi ne fossero consumatori in passato , ma sembra sfuggire il fatto che quell'angolo buio fosse un mercato di spacciatori di cocaina, che ogni movida del paese sia ormai un mercato a cielo aperto di cocaina, che tutti o quasi i coinvolti ne avessero consumato, che i negozianti del posto sicuramente ne sanno qualcosa e ospitano dei sacchettini, e che la rissa sia scoppiata con la classica dinamica della cocaina”

Di cocaina in Italia non si deve parlare, non in televisione ove se ne fa un uso smodato tra i VIP, non sui giornali che appartengono a una di quelle parrocchie “perbene” , nelle cui feste la coca gira a fiumi. Non se ne deve parlare alle forze dell'ordine , che fingerebbero piuttosto di non sentire, perche' ne fanno un uso smodato ,e diventano piu' violente per questo: questo pestaggio porta la chiara firma della cocaina, il “cazzoguardiiotammazzononseinessuno”.

Non ne sentirete parlare dai politici se non come il problema di qualcun altro, nonostante l'uso smodato che ne fanno TUTTI i vipz di Roma, senza alcuna esclusione, compresi i politici che dicono di non essere affetti. Provate a proporre l'esame antidroga obbligatorio per tutti i parlamentari e sentirete gridare “ma la praivazi!!!”. E anche i magistrati, appartenendo alla boghesia statale ricca, o alla massoneria, o entrambe, fanno finta di non averla vista, e non la cercano nemmeno. Per questo nelle feste di Silvio le troie hanno fatto piu' scalpore della coca.

Ecco, la maniera giusta per narrare la storia di questo morto della Movida e' quello che richiede di sollevare il piu' gigantesco problema di droga e criminalita' mai visto: il problema della Cocaina.

Persino quando ne avrebbero la possibilita', pubblicano lettere dove si, ci sono quattro pilastri della Movida ma non si approfondisce mai quello della cocaina. Ordine di scuderia: glissare sulla cocaina.

La storia di Willy e' una storia di Cocaina.

Ma e' proprio la parola che nessuno mettera' MAI al centro della discussione. Se anche verra' nominata, lo sara' di striscio. Fattore marginale. Magari i Bianchi e i loro amici ne facevano uso.

Ma non si nominera' mai la cocaina come il motore immobile attorno al quale tutta la vicenda, e tante vicende simili, si svolgono e si sono svolte.

L' omicidio fascista(1) di Willy ovviamente sta facendo parlare , ma vedo che la stampa italiana ne sta facendo la solita narrazione assurda e romanzata, che trasformera' un problema drammatico (la fusione tra fascismo, tifoseria e criminalita' organizzata) in un “consueto fatto di cronaca dove andremo a finire signora mia”.

I primi responsabili sono i giornali piu' seguiti, ovvero i soliti repubblica, lastampa, corriere. E lo schema che usano e' sempre lo stesso.

  • Prima fase: cominciano i due minuti di odio.

Nella prima parte della diffusione della notizia, tutto e' chiaro, chiarissimo, e il Tribunale del Bobbolo puo' sicuramente emettere la sua condanna. I cattivi sono chiaramente cattivi, sono vestiti di nero, antipatici e gli puzza pure l'alito. Puzza di eretico.

Partono le interviste che non servono a nulla ma aggiungono pathos.

Intervista ai vicini, intervista ai genitori, intervista al confessore, intervista ai maestri di scuola, intervista alla cognata, intervista al barista. Aggiungere figura che non ha nulla da aggiungere , a caso.

La vittima viene santificata, i carnefici sono dei bastardi, e sinche' l'opinione pubblica e' calda, la si batte. Le Armate dell' Anticristo hanno ucciso l' Agnello di Dio. Punto.

Bruciate la strega!

  • Seconda fase: arrivano gli opinionisti.

E' colpa del riscaldamento globale. E' colpa della politica. E' colpa del sistema. E' colpa della societa'. E' colpa di Carlo Magno. E' una cultura antichissima del pomodoro antipatico che va cancellata. E' colpa degli uomini. E' colpa delle donne non si puo' dire. E' colpa della musica Rock. E' colpa del partito politico X. E' colpa della Germania. E' colpa della UE. E' colpa dei migranti. E' colpa dei social network. E' colpa del patriarcato. E' colpa dei comunisti. Continuare a piacere.

In ogni caso, siamo stati sconfitti. E' una sconfitta per tutto il Lazio. E' una sconfitta della legalita'. E' una sconfitta degli adulti. E' una sconfitta dei giovani. E' una sconfitta dell' Europa. E' una sconfitta dello Stato. E' una sconfitta per le coscienze. E' una sconfitta per tutte le donne. E' una sconfitta per tutti i progressisti. E' una sconfitta per i patrioti. E' una sconfitta per la Patria. E' una sconfitta per la Giustizia. Continuare a piacere.

Il popolo ha sfogato i suoi biechi istinti la strega e' stata bruciata (almeno in effige), e adesso il popolo vuole capire. Quindi legge gli opinionisti, e scopre che e' colpa di tutto, ma proprio tutto, e di tutti, ma proprio tutti. Maledetto Carlo Magno. Maledetti buchi neri supermassivi. E le particelle esotiche.

  • Terza fase: arriva il mistero.

Siccome normalmente la prima ricostruzione (quella che ha portato il tribunale del Bobbolo a mandare a morte la strega) e' affrettata, emotiva, romanzesca (i buoni e i cattivi, dai.) allora arriva subito il mistero. Il mistero non e' altro che quella parte di realta' che sfuggiva alle certezze granitiche della fase 1.

misderoh.

Il Misderoh e' normalmente la specialita' dei giornali di sinistra, e mira ad eccitare quelle persone che stanno ancora aspettando “La Verita' su X”, anche dopo 30 anni che i tribunali di terzo grado hanno scritto la sentenza. I punti non chiari. I giornali di destra sono piu' virili (o almeno ci provano) e parlano di “crepe nell'inchiesta”.

Normalmente “il mistero” segue le stesse regole del revisionismo di Irving: “ok, abbiamo trovato un campo di concentramento coi sopravvissuti, le ossa e la cenere ancora calda e abbiamo milioni di testimoni. Ma di che colore erano di preciso le quaglie che volavano nel cielo? Mistero irrisolto. Ci sono delle falle nella teoria. Vogliamo la Veritah! gombloddo, boderi fordi!”.

Allo stesso modo vedrete che nella vicenda di Willy diranno “ok, quei quattro lo hanno preso a mazzate, lo hanno picchiato anche quando era a terra, hanno pure ballato sul cadavere, sono noti picchiatori, hanno precedenti, i genitori dei quattro dicono che ammazzare un negro si puo', ci sono testimoni e gli imputati si accusano uno con l'altro mentendo spudoratamente. Ma il caffe' del bar di Vincenzo, quella sera, sapeva un po' di bruciato o no? Non si sa. Misdero, gombloddo, VOGLIAMOH LA VERIDAH!”.

La quarta fase e' quella in cui , diciamolo, ci siamo gia' rotti il cazzo di Sto Willy, vogliamo un omicidio nuovo di zecca per i prossimi due minuti di odio, e quindi bisogna che questa vicenda arrivi alle TV. Che inviteranno una pletora di persone, alcune “contro” e altre “a favore”, che discuteranno dei misteri della vicenda, di quello che e' successo sui social. Il “misdero gomblottoso” ovviamente alimenta quelli che vogliono sostenere l'innocenza dei quattro balordi, e sostenere invece che Willy sia stato ucciso dai servizi segreti cinesi perche' sapeva troppo sugli involtini primavera, e chiaramente dall'altro lato ci saranno i soliti che, dopo aver detto che loro sono garantisti, vanno direttamente alla fase “opinionista”, ma in TV.

La fase “mistero”, cioe', non serve tanto ai giornali, ma e' il ponte che consente alla notizia di alimentare migliaia di trasmissioni televisive , nelle quali occorre sempre “il contraddittorio” , e quindi occorre pescare nel torbido.

Questo e' piu' o meno lo schema che viene usato per tutte le grandi notizie di cronaca. A volte ci sono anche fasi intermedie, tipo la “mantide” della situazione, ma per il resto si procede in questo modo.

Quello che succede in realta' e' che un processo per omicidio richiede indagini, e chiaramente esse procedono sistematicamente, cercando di fare chiarezza e completezza, ma nessuna indagine puo' chiarire ogni possibile dettaglio (per esempio ci sono lampioni spenti che hanno impedito alle telecamere di fare chiarezza). Ma questo e' tipico di OGNI indagine, e se queste parti mancanti esistono e' solo perche' la realta' e' meno precisa delle certezze granitiche della fase 1 giornalistica.

  • Ultima fase, la realta' diventa narrazione.

In questa fase, del morto non frega un cazzo a nessuno, i colpevoli non si capisce se siano colpevole o vittime , e tutto si mescola con tutto.

Per fare un esempio: si dice che i Bianchi siano stati “linciati” sul Web, o meglio su Facebook. Niente di piu' falso. Nella realta' di questo pianeta, stando alla definizione di linciaggio, l'unico ad essere stato linciato e' stato Willy.

Quello che e' successo sul web e' che alcune persone (tra cui i Bianchi) sono state insultate. Certo, se non ci fosse un altro linciaggio nella storia non ci sarebbe stato alcun problema ad usare la parola “linciaggio”, come eufemismo oppure come metafora. Ma dire che i Bianchi sono stati “linciati”, in una storia ove un ragazzo e' stato linciato, produce indubbiamente confusione. E mette le due cose sullo stesso piano: ho ragione di sospettare che , potendo scegliere, Willy avrebbe preferito essere “linciato” su Facebook.

Ma non importa: ai narratori, normalmente forbiti in qualche materia umanistica, il concetto di realta' e' ignoto. Usare lo stesso termine per indicare gli insulti rivolti ai Bianchi e la morte di Willy non li preoccupa, perche' dal punto di vista dialettico, o se preferite narrativo, un “linciaggio” non e' un atto materiale con il quale numerose persone uccidono furiosamente a botte una (o poche) persone. Al contrario, nel mondo della cultura umanista il linciaggio che e' capitato a Willi e' descritto usando lo stesso termine usato per descrivere gli insulti ricevuti su Facebook dai Bianchi.

E quando arrivano i narratori, tutto e' uguale a tutto, tutto si lega a tutto, la pizza con l'ananas e l'omicidio vengono messi sullo stesso piano, e di fatto ognuno rimane della sua opinione.

La fase della narrazione e' quella che io chiamo la fase la fase Gente-Oggi, normalmente dedicata ad anziane signore coi bigodini azzurri che leggono di Taricone, Padre Pio, Lady Diana e Pavarotti che apparecchiano la tavola per accogliere Willy in cielo. Cosi' come la fase “il misdero-vogliamolaveridah” prepara la notizia per sbarcare in TV, la fase “narrativa” prepara la fase PadrePio-Taricone-LadyD-Pavarotti dell'evento. Compresa la medium che ha parlato con Willi e sta bene e saluta tutti.

(1) Il fascismo ha , come modo di pensare e di agire, diversi tratti caratteristici. Quando viene pizzicato in fallo il fascista diventa bugiardo e patetico, le malefatte sono sempre commesse in branco o in una situazione di prevalenza assoluta, il fascista crede di poter accendere o spegnere lo scontro a piacimento, crede di poterne prevedere durata e intensita', i gruppi fascisti sono quasi tutti connessi a mafia, ndrangheta, spaccio di droghe e racket, eccetera. Non occorre appartenenza od affiliazione ad un gruppo politico fascista per essere fascisti cosi' come non serve avere in casa un grosso gong per essere cinesi.

Una delle cose belle di internet e' che se vuoi sapere chi sia un certo gruppo e cosa voglia , non devi leggere articoli scritti da altri sul gruppo. Vai sul sito che quasi sempre il gruppo ha, sito che quasi sempre ha dei forum o delle mailing list, ti ci iscrivi e parli con i membri. Un esempio e' il movimento MGTOW.

In particolare, questi gruppi mi hanno incuriosito perche' ho notato una cosa: essi (nonostante siano pochi) vengono menzionati principalmente delle femministe, le quali hanno una narrativa chiaramente falsa , e specialmente una narrativa completamente concorde. Cioe', una posizione politica ufficiale: le femministe non sono quasi mai tutte daccordo su qualcosa, tranne quando si tratta di un manifesto politico.

E mi incuriosiva ancora di piu' il fatto che l'atteggiamento femminista non era simile a quello che tengono con gli “Incel” o con i fascisti retrogradi. E' chiaro che li temono. Li temono di quel terrore fobico che ti blocca dall'aprire una scatola , perche' temi che dentro ci sia un topo, o un ragno, o qualsiasi cosa per cui tu abbia una fobia.

Per chi non lo sapesse, MGTOW significa Men Going Their Own Way. Indica una sottocultura che non ha scopi politici, ma raggruppa quegli uomini che per scelta (in genere dopo brutte esperienze) ritengono che le donne abbiano una spiccata tendenza a sfruttare gli uomini per motivi econonomici, e ad opprimerli per un qualche feticismo verso il potere, o per puro sadismo. Nella loro visione, la donna e' principalmente un parassita economico, specializzata nel ridurre il maschio ad una fonte di reddito.

Cosi' mi sono immerso in due dei loro forum, ci ho parlato e li ho osservati. E oggi credo di poterli dividere in diversi gruppi.

  • MGTOW di tipo economico.

Questa fazione fa un ragionamento puramente economico. I militanti dicono: se calcolo quanto ho guadagnato nei miei 10,15 anni di matrimonio, e gli tolgo le mie spese personali, ottengo che dovrei essere milionario. Eppure, non lo sono. Il delta e' andato a coprire le spese legate ai bisogni della consorte, il cui contributo economico e' stato nullo nella migliore delle ipotesi.

Questa corrente pensa che la donna sia un parassita economico che col matrimonio mira principalmente a trovare una fonte di reddito, e fin qui non e' nulla di nuovo. Ma queste persone sostengono che la strategia sia di gran lunga piu' sofisticata. Hanno evidentemente incontrato donne (dalle quali in genere hanno divorziato) che a detta loro hanno sistematicamente impedito loro di coltivare ogni hobby possibile, di uscire per una birra, di frequentare una palestra, al preciso scopo di poter tenere i soldi per se' stesse e per le loro spese.

Le prove di questa “hidden agenda” sono del tipo “se io provavo ad iscrivermi in palestra era tutta una lamentela che non ero mai a casa e che spendevo troppi soldi, mentre lei aveva manicure, usciva con le amiche, andava dall'estetista due volte a settimana”. Oppure “mi diceva che per i miei hobby stavo spendendo troppo, ma non aveva problemi a pagare mille dollari per un paio di scarpe”, “lei aveva diritto a riposarsi quando ero stanca, se io provavo a leggere un libro mi diceva che non facevo abbastanza in casa. In pratica lei ha fatto la bella vita coi miei soldi”.

Questa fazione in genere poi spiega che bella che e' la vita quando sei divorziato, e ti sei riappropriato delle tue finanze. Molti raccontano di come ora abbiano abbassato anche i ritmi di lavoro (o hanno potuto trovare lavori meno impegnativi) e ora possano avere una vita con degli hobby, degli amici, e prendersi cura del proprio benessere. Grazie al fatto di essersi liberati da questi parassiti economici.

  • MGTOW di tipo esistenziale.

Questa corrente accusa le donne di strumentalizzare il matrimonio e le emozioni al puro scopo di un godimento sadico. Vedono le donne come mostri sadici e oppressivi, ossessionate dal potere e dal controllo. Il loro ragionamento e': prima del matrimonio mi piaceva fare A, B, C. Che so io, suonavo uno strumento, leggevo libri e facevo sport. Lei faceva D,E,F, che so io usciva con le amiche, partecipava ad un club di qualcosa, amava dipingere. Dopo il matrimonio, lei ha continuato a fare D,E,F, mentre io ho smesso di fare A, B, C. Se analizzo il perche' ho smesso, scopro che ho ricevuto pressioni, sia con strategie attive (ingiunzioni tiranniche ingiustificate) oppure mediante strategie di tipo aggressivo/passivo.

In questa visione la donna e' una specie di essere sadico e assetato di potere, e usa il matrimonio come una specie di cappio per catturare le sue vittime. Il risultato e' che lo sviluppo personale dei maschi viene (a detta loro) cancellato, trasformando l'uomo di casa in una specie di servo della gleba, senza diritti, tiranneggiato , ricattato o manipolato mediante sensi di colpa, o strumentalizzando/manipolando i figli.

La loro esperienza personale e' sempre di questo tipo, e ovviamente siccome parlano dopo un divorzio raccontano anche di come abbiano ripreso la propria autostima e la propria dignita' dopo aver divorziato. Raccontano aneddoti del tipo “io avevo cominciato una dieta e lei ha cominciato a cucinare tutto quello che non potevo mangiare, allo scopo di distruggere la mia autostima”, oppure “io mi ero iscritto ad un corso di ceramica e da quel momento proprio in quelle sere improvvisamente aveva bisogno dell'auto per emergenze che non si erano mai verificate prima”, eccetera.

  • MGTOW con esperienze estreme.

Gli abusi domestici non vanno sempre e solo da uomo a donna, ma esistono anche da donna a uomo. In genere le donne non sono violente, ma le esperienze di questi uomini parlano in generale di donne che, usando prevalentemente strumenti verbali o minacce di ogni genere li hanno ridotti in depressione, burnout , problemi psicologici ed altri problemi gravi di salute. Problemi che hanno poi risolto col divorzio.

Le esperienze che raccontano sono veri e propri abusi, sebbene non condotti con la violenza fisica, e gli effetti sono devastanti. Spesso si tratta di uomini che avevano gia' problemi di salute, che sono diventati il punto debole all'interno della coppia. Le loro esperienze sono infernali, e non ci avrei creduto se non avessi (per altri motivi, nella vita reale) gia' incontrato uomini che hanno avuto problemi del genere. In generale, ti stupisci di quanti siano, ma alla fine non sai bene se si tratti di “casi limite”, di “casi estremi”, o di un fenomeno che esiste ma non emerge perche' i maschi faticano a denunciarli, per vergogna o per educazione (boys don't cry).

  • aspiranti MGTOW che chiedono consigli.

Una parte grossa delle discussioni e' di tipo legale, ovvero “come divorziare senza essere dissanguati”, oppure consigli del tipo “cosa fare quando tutta la societa' ti vuole sposato, sei l'unico single, e ti guardano male”, oppure “come fare a spiegare alla gente che non sei gay solo perche' non vuoi una donna attorno ai piedi”. Insomma, come tenere lontane le donne in una societa' ove il maschio “vincente” deve essere circondato di belle donne, e dove il maschio “adulto” deve essere sposato.

Interessante la parte dell'ufficio/lavoro, dove questi chiedono agli altri come fare ad evitare di trovarsi da soli in una stanza con una donna (temono di essere ricattati con false accuse) o come procurarsi microfoni o gadget spia per registrare quello che accade (sempre per lo stesso motivo), oppure come evitare contatti personali in ufficio, con quali scuse evitare di fare colloqui di lavoro alle donne senza essere accusati di volerle svantaggiare, insomma, come evitare il piu' possibile ogni contatto.

Sino a questo punto, si direbbe uno sfogatoio di uomini divorziati, ex fidanzati , conviventi o meno, o semplicemente uomini che hanno deciso di non sposarsi/fidanzarsi/corteggiare (to date women) dopo aver ascoltato gli altri. La loro ambizione e' quella di avere cura di se' stessi, del proprio patrimonio e/o del proprio sviluppo personale, contro un mondo di donne viste come parassiti economici, tiranni , o semplicemente mostri sadici.

  • le donne infiltrate.

Ci sono anche delle infiltrate donne, che si tradiscono in pochi minuti, e danno loro la sensazione aumentata di essere un cumulo di ribelli circondati da belve assetate che vogliono farli nuovamente prigionieri , per togliere loro soldi, liberta' o felicita'. Si dividono in due categorie: quelle che “pur essendo uomini” dicono di conoscere bene le donne e di essere certI che hanno trovato “quella sbagliata”. Ci manca solo una torta di mele per consolare il bambino che piange, e la frase “quella non ti meritava”, ma loro credono che basti iniziare ogni frase dicendo “as a man” per sembrare uomini.

Poi ci sono quelle che si trovano nella situazione della mucca che cerca di passare per un buco della serratura, e si tradiscono quando cominciano a parlare di complessita'. La complessita' non passa per la semplicita' come una mucca non passa per il buco della serratura, e se prendete un maschio e cercate di renderlo complesso, tutto quello che otterrete e' un maschio complicato e problematico. Queste sono li' per cercare di provocare, o di dimostrare che hanno torto o reagiscono male, ma appunto, la mucca non passa per il buco della serratura, e la complessita' non passa in un mondo di maschi. Il maschio e' prima di tutto una creatura semplice, la complessita' non funziona benissimo.


Detto questo, la domanda che mi sono posto e' stata: ma perche' le femministe, molte delle quali sognano un mondo ove le donne non hanno maschi tra le palle, si sentono cosi' minacciate da avere una reazione fobica?

La risposta e' semplice: gli uomini MGTOW sono usciti dalla loro portata. NON cercano lo scontro, non fanno politica, non vogliono farla per principio, e vogliono semplicemente eliminare la presenza femminile dalle loro vite private.

Questa decisione e' semplicemente un grosso “hai rotto le palle, stammi lontana”, che e' esattamente la reazione contro cui i movimenti femministi non hanno mezzi. Come possono accusare di molestie o violenza persone che evitano il contatto? Come puoi continuare a parlare di aggressioni contro persone che non ti consentono nemmeno di avvicinarti a loro? Se ti lamenti delle molestie sul lavoro, non puoi farlo con persone che stanno sviluppando tecniche per non entrare MAI in vicinanza fisica con te, neppure in ascensore. E se il colloquio di lavoro te lo ha fatto una donna non puoi accusare nessuno di discriminazione.

In definitiva, cioe', il problema del maschio MGTOW e' che la dialettica femminista non si applica a loro. Ma specialmente non si applicano su di loro le armi dialettiche. Ho visitato due forum, uno americano ed uno tedesco. In Germania questi hanno deciso di passare al “sie”, cioe' al tedesco formale , con tutte le colleghe donne, in modo da evitare la vicinanza personale. E se conosceste i tedeschi, sapreste che e' come avere una crema solare in un bunker.

Il movimento femminista invece vuole lo scontro. Ed essenzialmente , o almeno sul piano dello stereotipi, appare loro come il modello esatto di donna che hanno in mente: sadica, dipendente dal potere, affamata di soldi. Dal lato delle femministe questi uomini sono dei mostri, ma non perche' siano colpevoli di qualcosa: perche' diventa quasi impossibile trascinarli sul banco degli imputati con le solite accuse.

E il nucleo del problema e' ancora peggiore: tecnicamente si tratta di una forma di ginofobia. Il problema e' che la reazione non e' quella che vorrebbero i movimenti femministi. Loro speravano in uno scontro dialettico, tutto quello che ottengono e' “scusami, ho altro da fare, ti richiamo io”.

Non ho visto in nessun forum MGTOW alcuna istigazione alla violenza, allo scontro o alla lotta. Tutto quello che vedo e' una determinata volonta' di vivere da soli, badando ai propri obiettivi, alla propria crescita personale, al proprio benessere e alla propria felicita'.

Ma e' proprio questo il punto. Per un movimento politico che predica una lotta, un avversario che non lotta e se ne va a farsi una birra con gli amici e' il peggiore avversario possibile.

Cosi' terribile che nessuno deve sapere della mostruosa strategia che questi uomini, a torto o a ragione, hanno inventato: tenersi al largo e farsi i cazzi propri.

Ed e' per questo che quando una giornalista femministra parla di loro, si guarda bene dallo spiegare cosa siano.

Ultima domanda: ma ho imparato qualcosa di utile studiando questo sottogruppo? La risposta e' abbastanza semplice: si. Ho imparato l'unico approccio possibile, utile e funzionante, nei confronti del femminismo moderno.

machittesencula

Si tratta di un viaggio nel web che vi consiglio.

I siti per interagire personalmente con queste persone sono:

Ci sono anche libri interessanti scriti da MGTOW , qui:

E se volete alcune riflessioni acute sul fenomeno, qui:

Cosi' almeno, se volete farvi un'idea, non dovete per forza leggere quello che vi dicono di leggere le femministe.

Basta un qualsiasi social che sia alternativo a quelli mainstream per leggere le stesse cose, sia in Italia che altrove. Tutti gli CSOA stanno venendo sgombrati, chiusi , cancellati. Il mondo “antagonista” sembra vivo solo negli USA, dove peraltro ricicla come nuovi gli sloagan degli anni '70 europei, mentre in Europa sembra aver esaurito completamente la carica.

Se all'inizio degli anni 2000 ancora era possibile per loro dar vita a mobilitazioni contro il G7, ed essere in molti, oggi il loro consenso esce a fatica dalle poche decine di persone che ancora frequentano i pochi CSOA. L'eta' media si e' alzata e la stanchezza domina.

Persino la solita americanata del BLM e del #metoo riesce ad ottenere qualche visibilita' sui media, ma non riesce poi ad ottenere consenso tra la popolazione.

I motivi di questa mancanza di consenso sono molteplici.

  • 1. alla continua analisi del problema non segue una proposta che non sia ridicola e obsoleta.

Ok, il capitalismo classico e' una merda. Il capitalismo moderno e' una merda firmata Gucci. Lo abbiamo capito. Non abbiamo bisogno di chilometriche analisi (frutto di quella pedanteria filosofica che pretende di essere scienza), per saperlo. Ci basta guardare le nostre vite.

Ma se io domani venissi a proporre come leader-modello Carlo Magno, e come soluzione il Sacro Romano Impero, con un bel sistema economico feudale, le persone mi riderebbero dietro. E avrebbero ragione: la soluzione e' ormai scaduta come uno yoghourt del 1969, ha gia' mostrato i suoi limiti e peraltro non e' piu' applicabile in pratica perche' la tecnologia ha cambiato il mondo.

Allo stesso modo, questo stanno a proporre Marx e il socialismo /comunismo /anarchismo /femminismo come soluzione ai problemi del capitalismo. E tutti, come e' ovvio che sia, gli ridono dietro: la soluzione e' ormai scaduta come uno yoghourt del 1969, ha gia' mostrato i suoi limiti e peraltro non e' piu' applicabile in pratica perche' la tecnologia ha cambiato il mondo.

  • 2. il coronavirus , I.

E' ovvio che l'arrivo del coronavirus ha accelerato il fenomeno. E questa e' una cosa nota: tutte le crisi accelerano i fenomeni in corso. Ma sugli antagonisti l'effetto e' stato amplificato. Ed e' stato amplificato per una ragione: il coronavirus esiste, ed esiste in questo universo. E' reale, concetto che loro sembrano rifiutare, persi nella loro pata-epistemologia scientifica da taverna.

Erano decenni che gli antagonisti non incontravano di persona quel fenomeno fisico stravagante che si chiama “realta' “. Tutta la loro dialettica idealista parla dal punto di vista filosofico e/o politico. Non trovate mai un loro scritto che entri nel merito del fenomeno reale, sia esso scientifico o tecnico. Essendo di base degli incompetenti in ogni materia che approcciano, per nascondere tale incompetenza non fanno altro che parlare da un punto di vista “politico e/o filosofico”.

Il problema col coronavirus e' che i loro maestri dell' 800 erano uomini del loro tempo, e di conseguenza non avevano nulla da dire riguardo ad un'epidemia. Nell'800/primo novecento il positivismo scientifico diceva che coi vaccini e gli antibiotici le epidemie sarebbero scomparse tutte. Era un non-problema. Quindi ne' Marx, ne' Engels ne' Bakunin, ne' Lenin o Stalin o Trotzky, hanno qualcosa da dire a riguardo. E cosi', nemmeno loro.

Hanno provato a dire che il virus colpisce piu' i poveri che i ricchi, ma ondate di contagi nelle discoteche e nelle spiagge dei vacanzieri hanno mostrato i Briatore e i Berlusconi, cioe' le classi dirigenti, venire falcidiate di piu' e meglio.

Hanno provato a dire che il virus colpisce piu' i neri che i bianchi, ma i luoghi piu' colpiti sono Europa e USA, a maggioranza bianca. Hanno provato a dire che le donne sono piu' colpite, per essere smentiti dai medici. Tutto il loro vittimismo non e' servito a nulla. La realta' domina le idee, ed il virus e' reale.

Ma sulla realta' hanno poco da dire, come i loro maestri.

  • 3. Coronavirus, II: ovvero ne abbiamo pieni i coglioni dell' 800.

Il coronavirus ha impattato sulla popolazione ponendo sotto i riflettori problemi che i loro maestri non sapevano come interpretare. Quando e' emerso il fenomeno dello smart working hanno cercato di convincere le persone che in quel modo “il padrone” ti faceva pagare la xDSL e il riscaldamento, dimenticando completamente il tempo risparmiato e tutti i vantaggi dello smartworking. Perche' se nell' 800 gli operai stavano in fabbrica, quello e' il loro destino: PER SEMPRE.

La loro “scienza” Marxista si e' mostrata inadeguata ai tempi , ed e' ora chiaro a tutto che il loro simulacro della scienza e' solo uno stile letterario pedante, che ha in comune con la scienza la difficolta' di lettura, ma non la precisione, la predittivita' e la bonta' dei risultati.

Di fronte alle soluzioni tecnologiche alla crisi non hanno nulla di utile da dire. Il loro approccio sembra parlare all'uomo dell' 800. Sembra riferito ad una societa' che non esiste piu'. Persino quelli che loro chiamano “i poveri” sono completamente diversi da quelli di cui parlava Marx. In un mondo ove i giovani non riescono a formare famiglie ed avere figli per mancanza di risorse, la parola “proletario” e' piu' beffarda che azzeccata.

Tutto quello che i loro “intellettuali ancora in vita” hanno da dire e' che rivogliono la scuola coi banchi , senza computer (o coi computer come materia specialistica per il mondo del lavoro, quando l' IT permea circa tutti gli aspetti della vita moderna) , con la presenza del professore e la socialita'. Perche' i giovani non hanno altro spazio ove socializzare che non sia la scuola, e a sentire loro questo e' la normalita'. Un disastro di stupidita' e arretratezza: hanno in mente l' 800, e quindi la scuola deve essere quella di Cuore.

  • 4. La soluzione sembra essere peggiore del male.

Se ci chiediamo quale sia la proposta del capitalismo ai poveri del pianeta, la risposta e' “se lavori abbastanza duro e ti sposti negli USA hai un 1% di probabilita' di diventare un benestante e vivere come nei blog sull'america”. La proposta ovviamente fa cagare, ma occorre chiedersi quale sia l'alternativa degli antagonisti.

Osservando il loro comportamento, gli antagonisti lavorano ad un regime di controllo del linguaggio e del comportamento, che permea quasi tutti gli aspetti della vita. Il politicamente corretto e' diventato una polizia del linguaggio al cui confronto Orwell sembra un ottimista sfegatato. Davvero qualcuno sano di mente sogna un mondo in cui deve usare l'asterisco per eliminare il genere dalle frasi? Davvero qualcuno sogna un mondo ove e' possibile essere ostracizzati se non scomunicati per una frase scherzosa? Davvero sognamo un mondo in cui lo Stallmann (e Dio sa quanto gli ho dato contro in passato) viene costretto alle dimissioni per qualcosa che NON ha mai detto? Per non parlare della scomparsa della privacy, sotto il nome di “il privato e' politico”: da un lato si oppongono alla sorveglianza digitale, ma dall'altro non puoi dire “a casa mia faccio il cazzo che mi pare”, perche' il privato e' politico. Un incubo totalitario.

Davvero vogliamo vivere in un mondo ove viviamo nel terrore di essere sbattuti in carcere sotto l'accusa di molestie, solo perche' si e' deciso che nel caso l'accusatrice sia una donna, il processo non serve perche' si deve credere ciecamente a tutto quel che dice? Il mondo con la giustizia absque strepitu advocatorum e' quello che sognamo?

Dicono di essere contrari alla societa' della sorveglianza, ove il privato e' pubblico, dopo aver gridato per anni che il privato e' politico? Se il privato e' politico, allora e' anche pubblico , e quindi dovrebbero essere contrari alla privacy. E faticano moltissimo ad uscire da questa contraddizione, al punto che non si capisce bene la differenza tra una fazione politica che verifica l'ordodossia di ogni aspetto della tua vita, e un sistema di controllo basato sulla sorveglianza di massa. Ma la cosa certa e' che non vorremmo vivere in nessuno dei due.

E davvero vogliamo vivere tutta la vita con la sola scelta tra essere sussidiati e diventare dei vegetali privi di autostima (ho gia' parlato degli effetti dell' Hartz IV, credo) oppure diventare degli yuppies iperperformanti che con le loro tasse pagano il sussidio agli altri?

La verita' e' che l'alternativa degli antagonisti appare a tutti peggiore del male. Hanno creato millanta CSOA , centinaia di “comuni anarchiche”, e in tutte abbiamo visto solo sporcizia, degrado, droga e crimine. Ce ne fosse stata una che abbia mai invitato le persone a pensare “pero', ma lo sai che loro stanno meglio?”.

Se anche un mondo migliore e' possibile coi loro metodi, sono stati estremamente abili nel tenere il segreto, perche' quando e dove andiamo ad osservare il microcosmo che sanno costruire, non vediamo niente per cui sia sensato abbandonare il poco che abbiamo. Del resto, se i microcosmi che hanno creato fossero apparsi attraenti, a milioni avrebbero abbandonato il vecchio stile di vita per unirsi a loro.

Ma non e' successo.

  • 5. Un'idea di “popolo” assurda.

Quando gli antagonisti si riferiscono al popolo, non si capisce mai chi cazzo sia il destinatario delle loro idee. A chi stanno parlando di preciso?

A quelli che vengono ai concertini di musica indie? A quelli che vengono dai corsi di tango , yoga, caopeira, [ inserisci qui l' IntiIllimanismo del giorno ] , quelli che partecipano al “flash mob” della settimana, selfieselfie/comunicato stampa? Ai cantanti miliardari che suonano nelle ore fresche del primo maggio, o ai gruppi Intillimaniformi che suonano nelle ore calde, e ai loro fan?

Chi sarebbe di preciso questo “popolo”, oggi? A chi stanno parlando di preciso, e specialmente: perche' non ci parlano? Persino i testimoni di geova sono capaci di raggiungere le case e parlare con le persone. Tutto quello che fanno questi e' appiccicare manifesti in giro, dove spiegano che hanno organizzato una serata di lettura di qualche autore russo dell' 800, e venite venite che ci divertiamo. Immagino che come alternativa alle emorroidi sia attraente per i piu', ma provare a mettersi di fronte alle persone e parlarci forse avrebbe qualche chance in piu' di una lettura di Gogol?

Peraltro, ormai la conoscenza di questi autori appartiene ad un'elite intellettuale, sociale ed economica non troppo diversa da quella che frequenta La Scala di Milano.

caballoni

E penso che essere stanati dai loro CSOA sia un bene, perche' ora saranno costretti ad uscire dalla tana e stare negli stessi posti di tutti gli altri, e potranno finalmente vedere coi loro occhi il popolo di cui staparlano.

  • 6. Gli intellettuali senza cervello, ed altri stereotipi piu' o meno caricaturali.

Insieme agli CSOA, la fazione antagonista ha preso il controllo del ruolo degli intellettuali, cercando di raggiungere l'egemonia culturale. Il problema e' che non avevano intellettuali. Avevano persone che si sforzavano di imitare un intellettuale, si vestivano come un intellettuale, si pettinavano come un intellettuale , apparivano come le persone credevano un intellettuale dovesse essere, ma appena aprivano bocca....

...e' come se milioni di persone, ad un certo punto, avessero fatto irruzione nelle librerie gridando “devo emanciparmi! devo farmi una cultura! presto, mi dia il libro piu' noioso che ha”. I loro intellettuali sono uno stereotipo dell'intellettuale, le loro donne intelligenti sono la caricatura della donna intelligente, ci mancano solo i negri che suonano il Jazz e i cinesi che fanno kung-fu col gong. ( Le geishe no, che il giappone e' di destra, tranne i manga e i cyberpunk).

Tutto quello che fanno e' la caricatura. Di uno stereotipo. Di un'americanata. Sebbene formalmente siano contro la cultura americana, hanno riempito le citta' con graffiti inutili e fuori contesto, producendo una situazione nella quale se sei negro e povero devi amare il rap, diventando la caricatura del negro povero americano. Ma contro il razzismo. E le loro femministe sembrano cieche di fronte al fatto che se c'e' un manifesto della mascolinita' tossica lo trovate proprio nel Rap. Se io dicessi che invece il negro povero americano dovrebbe amare l'universita' , i libri e l'opera, starei contraddicendo il loro stereotipo. Che per loro non e' razzista, perche' essendo antirazzisti sono condannati a difendere la negrita' dei negri, di quelli che essendo negri sono condannati ad essere antirazzisti the negro way.

  • 7. la rivoluzione e' impossibile. Ma non se ne fanno una ragione.

Puoi abbattere il tuo zar se e' a portata di mano. Puoi scioperare se sei un dipendente. Puoi fermare la produzione se ce l'hai a portata di mano.

Ma oggi il tuo Zar si siede a Washington, il tuo padrone e' a Palo Alto, la tua fabbrica sta su piu' continenti, e quello che doveva farti da Leader ha preferito fare il CEO e guadagnare miliardi.

Ma questi antagonisti vanno ancora cercando la rivoluzione, la tensione, si masturbano con le rivolte di BLM e credono davvero di poter sovvertire il sistema con una forza militare che non hanno, sperando che vada in piazza un popolo che deve essere in ufficio, hanno dei leader che non saprebbero trovare casa propria su una carta geografica, e tutto quello che sanno fare e' fare delle continue risse con la polizia, che chiamano “proteste”, se non fosse che nemmeno la classe di lavoratori piu' sfruttata del momento (i poliziotti) riesce a provare un attimo di simpatia per loro.

Non solo non ci riescono, ma non ci provano nemmeno, a protestare. Con milioni di giovani che consegnano pizze a 2 euro al giorno non riescono a far passare il messaggio “bisogna alzare gli stipendi”, con un migliaio di morti all'anno in Italia non riescono a convincere i lavoratori che crepare non e' bello, nemmeno i concetti piu' basilari della dignita' umana emergono dalle loro proteste, che sono in realta' delle semplici risse con la polizia. C'e' poca differenza tra uno di questi antagonisti che cerca la rissa con la polizia e il patafascista che il sabato sera va in piazza a cercare la rissa con qualche immigrato. In entrambi i casi, sono degli scemi di guerra cui piace menare le mani.

Tutta questa massa di idiozie ha trasformato l'antagonismo in una sconfinata distesa di farlocchi incoerenti, piu' modaioli dei conformisti che criticano, violenti quanto i fascisti che criticano, intolleranti e prepotenti quanto la polizia che dicono di avversare, maschilisti quanto il patriarcato che dicono di opporre, inquisitori quanto la chiesa che dicono di detestare.

La loro estinzione era gia' inevitabile, ma ora il coronavirus ha accelerato i tempi. Se dio vuole, la mia generazione vedra' i loro successori.

Che potranno solo essere migliori.

Mentre l' India ha smesso di pagare i rimborsi fiscali perche' non ha soldi (l' India e' in default, insomma, solo che Modi non lo ammette dicendo che e' “volonta' divina' “) , in Italia si fa un gran parlare della partita delle TLC, rete unica e cazzi buffi. Che non e' davvero la partita delle TLC, ma la storia di un capitalismo di straccioni, di cialtroni che giocano ai capitalisti senza avere soldi, tanto alla fine paga sempre il cittadino, o come stato o come consumatore.

Per capire bene la storia della “rete unica” bisogna capire come una classe economica di capitalisti senza soldi abbia potuto nascere e proliferare. Per prima cosa, occorre capire che il capitalista italiano , rispetto a quello straniero, semplicemente non ha capitali.

Ma allora, direte, come mai ci sono in borsa aziende che valgono decine di miliardi? Qui entriamo nella storia di un paese ove le conoscenze ed i favori possono prendere il posto dei soldi.

Allora, si prenda un'azienda che vale dieci miliardi di euro. Ma nessun capitalista italiano ha dieci miliardi cash per comprarla. Allora come fa un capitalista italiano a comprare questa azienda e tenerla per se', quando ci sono fondi stranieri che dieci miliardi li usano come lettiera del gatto?

Bisogna ricordare che le azioni non sono tutte uguali. Alcune azioni , in determinate condizioni, possono consentirvi di entrare nel CDA (insomma, di prendere le decisioni ed eleggere il CEO), mentre altre azioni (per esempio quelle che comprate voi in banca) non vi consentono di votare nel CDA.

Se avete abbastanza amici tra le banche, potete convincerle a prendere il 94% delle azioni e piazzarle a tantissimi consumatori, dentro qualche paniere. Siccome i risparmiatori/consumatori non hanno voto nel CDA, tutto quello che rimane da “scalare” se volete diventare i padroni dell'azienda e comandare voi (e prendervi i profitti) e' il 6%.

Ma il sei per cento di dieci miliardi e' , ovviamente, molto piu' piccolo, sono “solo” 600.000.000 di euro. Ed ecco che il capitalista straccione puo', coi pochi spiccioli (nel mondo della finanza sono pochi spiccioli), comprare un'azienda immensa. E per solo seicento milioni di euro potete possedere completamente un'azienda da dieci miliardi.

Questa tecnica dello “svuotamento” azionario e' stata praticata a moltissime aziende, con percentuali diverse, quando qualcuno dei salotti buoni della finanza ha cominciato a desiderare le grandi aziende (ex statali) che erano finite sul mercato.

Voi direte: ma se uno straniero arrivasse e offrisse il doppio del prezzo, non sarebbe facile per lui possedere piu' di quel 6%. Eh, no.

Per fare un'operazione del genere lo straniero dovrebbe:

  • passare per i controlli incrociati di Consob, GdF, e chi piu' ne ha piu' ne metta.
  • immediatamente verrebbe fatta una legislazione ad hoc per fermarlo, come la Gasparri nel caso di Mediaset.
  • le banche italiane sono mescolate con i salotti buoni, e hanno vincolato le azioni nel portafogli degli italiani. E quelle che hanno non te le vendono perche' sono amiche dei salottieri.

siccome e' straniero, non ha tutti questi amici pronti ad aiutarlo, e allora le aziende dei capitalisti straccioni sono salve.

Insomma, se volete fare i capitalisti in Italia non avete bisogno davvero di “capitale”. Solo i fessi ne hanno bisogno. I furbi invece sostituiscono il capitale con le “amicizie”.

Un esempio evidente e' un altro modo di comprare un'azienda. Si crei un fondo. Il fondo riceve dalle banche amiche delle garanzie, che testimoniano la sua “robustezza finanziaria” , specialmente se chi esamina e' un amico. Coi soldi che NON si possiedono, cioe' a debito, si scala l'azienda, offrendo agli azionisti amici esistenti un sacco di soldi. Gli amici ringraziano e ti lasciano l'azienda. A quel punto prendi il fondo, che e' indebitato abbestia, lo fondi con l'azienda che hai comprato, e puf: l'azienda e' tua, anche se un'azienda che prima era sana adesso e' indebitata di una cifra pari al suo stesso valore.

Questa operazione, che (mutatis mutandis) e' stata fatta con Telecom Italia, non e' fattibile da chiunque, sia chiaro. Per farla , occorre che:

  • amici banchieri ti sostengano con delle garanzie.
  • amici in Consob e nella GdF guardino altrove e decidano che il tuo fondo ha i requisiti per fare la scalata.
  • gli altri azionisti sono amici, e in cambio di una paccata di soldi fanno finta di niente e ti danno l'azienda.
  • le banche amiche non dicano ai risparmiatori che le azioni dell'azienda dai conti perfetti sono diventate azioni di un'azienda indebitata sino al collo.
  • i sindacati amici, che chiedono un “piano industriale” ogni volta che piove, non dicano nulla ai lavoratori.

In definitiva, cioe', il capitalismo italiano non e' fatto di persone che hanno il capitale, ma da persone che HANNO TANTI AMICI. L'ultimo barbone del paese, con gli stessi amici, potrebbe arricchirsi a dismisura partendo da zero euro.

Se qualcuno sta pensando ad un tizio che ha sposato Anna Falchi, non e' colpa mia. Siete maligni voi.

Che cosa succede ora? Succede che e' ormai chiaro che l' Europa e' qui per rimanere, e quindi iniziano le manovre per costruire campioni di dimensione continentale. E questo avviene nel settore delle TLC, che sinora (tranne Vodafone e Telefonica) non vede molti giganti in Europa. Anche il settore TV non vede tanti grandi player, anzi non ne vede nessuno.

E adesso c'e' il problema: le banche italiane sono in difficolta', e faticano a tenere in pancia le azioni che hanno spalmato sul “parco buoi' ” di fronte ad offerte allettanti. I capitalisti stranieri hanno MOLTI soldi: solo il fondo pensionistico norvegese, per fare un esempio, ha piu' LIQUIDI dell'intera capitalizzazione della borsa di Milano.

Quindi le aziende italiane si trovano col culo scoperto: sono scalabili, scalabilissime, comprabili, comprabilissime. E siccome fuori dal paese l'amicizia di tizio e caio “is not money”, adesso si trovano in affanno. Da un lato e' difficilissimo ricapitalizzare un'azienda che e' ancora gravata dal debito monstre del suo “acquisto”, perche' nessuno e' fesso, e secondo e' arrivata la EU, e secondo le banche hanno tanta voglia di liquidi.

Facciamo prima l'esempio Vivendi-Mediaset. Vivendi vede capitali tedeschi e olandesi muoversi nel mercato della TV , e decide di provare a costruire la sua grande TV su scala europea, insomma vuole diventare una comcast europea (comcast e' il proprietario di Sky, ed altri) , e inizia a comprare azioni di Mediaset. Offre di piu' agli azionisti, e succome nessuna banca vuole tenersi la carta quando puo' avere la moneta, alla fine rastrella sul mercato un sacco di azioni?

Qual'e' la reazione di Silvio straccione Berlusconi? Anziche' prendere dei liquidi (che non ha) e andare anche lui a caccia di azioni per superare Vivendi, decide di usufruire degli amici. Si appella alla Legge Gasparri (fatta quando Silvio era al potere) e decide che anche se Vivendi possiede molte azioni, essendo straniero il suo voto in CDA vale meno.

La rete di amicizie funziona, e per un paio di anni Silvio si tiene sia i soldi di Vivendi che l'Azienda. Ma anche Vivendi non sta ferma, fa appello alla corte UE, che ha appena annullato quella sentenza. Risultato: Silvio potrebbe diventare un socio di minoranza.

Ma Vivendi non si ferma qui: siccome sa che TV e TLC si sono fuse in tutto il mondo (l'Italia e' ancora una delle poche nazioni ove la TV non vi arriva via internet: nel resto d'europa i “BIG 3” di ogni telco sono Voce, Internet e TV), Vivendi cerca di mettere piede anche in Telecom Italia. E come se non bastasse ci prova (silenziosamente) anche Deutsche Telekom, che ha gia' partnership in UK (British Telecom) e in altri paesi.

Siccome c'e' un sacco di gente disposta a dare via la cartaccia di un'azienda indebitata in cambio di cash, e i salotti buoni straccioni non hanno soldi da buttare sul piatto per contrastare la mossa, si rivolgono ancora all'unico capitale che hanno: gli amici.

E dicono: Telecom ha i debiti, ma ha anche un capitale immenso, costituito dalla rete. Se noi scorporiamo la rete e la diamo alla CDP, Vivendi (ma anche DT) la smettera' di scassare la minchia, perche' a Vivendi interessa proprio la rete, e la CDP non e' scalabile (appartiene allo stato).

Insomma, il capitalismo straccione italiano si sta arroccando in difesa. Questa mossa di scorporare la rete ha qualche chance di funzionare? No, perche' non piace a quasi nessun concorrente italiano, non piace a Vivendi, non piace a tante aziende europee che erano interessate, e che sicuramente seppelliranno il governo di ricorsi in sede EU, che smantelleranno l'impianto difensivo esattamente come hanno fatto con la Gasparri nel caso di Mediaset.

Dov'e' l'errore di valutazione italiano?

L'errore di valutazione e' quello di pensare che CDP sia un bestione troppo grosso per venire attaccato: cio' che finisce li', pensano, non ne esce piu' perche' quello e' lo stato.

Sfortunatamente, quando lo stato ha un debito pubblico al 156% del PIL, un castello simile ha pareti di ricotta.

E quando CDP sara' una preda abbastanza grassa, i capitalisti veri, quelli coi soldi, la prenderanno di mira , e di brutto. Perche' se escludiamo il suo azionariato statale, il resto del CDA e' fatto, indovinate un po', da straccioni senza cash.

Tutto qui. Stanno solo comprando tempo.

Probabilmente tutti sarete al corrente del fenomeno del green-washing, cioe' tutte le misure estetiche prese dalle aziende che magari vendono petrolio mescolato a cuccioli di foca, ma vogliono sembrare “green”. Allo stesso modo, ci sono le aziende che fanno pink-washing , e vogliono sembrare molto “donna-friendly”, anche se poi assumono solo dalla coppa di reggiseno D in avanti.

Bene. Allora siete rimasti ad un passo fa. Perche' adesso ci sono altri due tipi di washing. Il primo e' quello del digital-washing.

Il digital washing viene fatto da grandi aziende che hanno la mentalita' di un Vogon del Triassico (per chi non lo sapesse, come l'homo sapiens si e' evoluto dalla scimmia, il vogon si e' evoluto dal burocrate, specie molto piu' stupida), ma vogliono far felici gli azionisti, cui piace sentire che la “digital transformation” e' in atto.

Ora, se avete la mentalita' del Vogon Triassico, come implementate la “digital transformation”? E' semplice. Prima per avere accesso ad una rete bisognava compilare un documento cartaceo, farlo firmare a qualcuno e mandare poi la richiesta ad un ufficio.

Adesso dovrete scaricare un PDF (non modificabile) , compilarlo usando qualsiasi editor di immagini, metterci una firma scandita da voi, e mandarlo indietro , a gente che ha pure comprato un sistema di document management apposta per gestire questa cartaccia digitale.

Perche' succede una cosa cosi' assurda? Perche' qualcuno pensa che diventare digitali sia una cosa che si fa, e non una cosa che si e'. Di conseguenza, si tengono gli stessi processi, ma non si usa la carta. Qual'e' la differenza tra mandare una domanda su carta bollata in tripla copia a tre uffici, e mandare una mail con un excel a tre indirizzi? Sul piano tecnologico, c'e' stata una digitalizzazione dello strumento, ma non del processo.

Vedo succedere questo in tutte le banche e le assicurazioni, ma anche in telco e aziende del catering. E tutti i colleghi con cui parlo mi confermano che il fenomeno del digital-washing e' internazionale, se non mondiale.

Il digital washing funziona in media cosi':

  • si introduce il casual friday. Ogni giorno. Si sostituiscono i computer desktop con altrettanti laptop, che rimarranno sulla scrivania connessi a 3 monitor e una docking station. Ma si obbligano i dipendenti a portare il pc alle riunioni. In questo modo i corridoi si riempiono di persone con la camicia fuori dai pantaloni che girano col loro portatile sotto il braccio. Ora che c'e' lo smartworking, si appendono chitarre e poster di Bob Marley al muro prima di entrare in call.

  • si compra un sistema di documents management e si digitalizza (pagando un'azienda esterna) tutta la documentazione cartacea, e tutta la modulistica. Non si creano corrispondenti sistemi/app/API/whatever che prendano il posto della cartaccia. No, si passa da cartaccia di cellulosa a cartaccia di bit. WOW. Digitalizzazione fatta con lo scanner: digitalizzato = scandito. Fantastico.

  • si abusa catastroficamente di qualsiasi cosa sia una videoconferenza, sprecando banda al solo scopo di condividere la faccia delle persone, la parete della stanza e presupposti hobbies. Alcuni manager credono di essere spiritosi con katane appese al muro e ho visto anche un sacco da pugile. Interessante. Proprio ieri ho assistito allo spettacolo della fidanzata di un tizio che esce dalla doccia con solo un'asciugamano “corto” addosso e attraversa la stanza. (Per fortuna nessuno ha applaudito. Ma c'era da applaudire .).

  • Si riempiono gli uffici di monili improbabili, tra cui spiccano animali vari gonfiabili, cubi con le lettere sopra, libri su Corba 2.6 che nessuno legge dal cetaceo (meno male: chi Corba uccide anche il tuo progetto) , si regala ai dipendenti una collezione di sticker senza senso, e quando l'anziana contabile vicina alla pensione gira con un laptop che dice “my other computer is your computer” , allora come per magia l'azienda e' digitale.

E cosi' l'occidente si sta riempiendo di aziende ove persone vanno, un giorno a settimana, in azienda con la camicia fuori, un portatile inutile pieno di stickers completamente scorrelati al lavoro che fanno, fingono entusiasmo giovanile di fronte a un database Oracle, oppure rimangono a casa, sprecando banda con delle conference che non necessitano di video, in una stanza appositamente allestita per essere molto diggital, con puntuali gatti (secondo me ormai li affittano) attratti sul tavolo da tonnellate di cibo per gatti (per simulare l'incidente delizioso), e fidanzate che non erano state avvisate della telecamera accesa. Esiste anche un business di bambini piccoli, in affitto, che esistono allo scopo di interrompere una conf call: li affittano, credo.

Cosi' una vasta fetta della clientela e' fatta da clienti che non vogliono diventare digitali (i manager dicono che i loro dipendenti non capirebbero la tecnologia. Gli stessi cui hanno regalato stickers coi teschi e le scritte da hacker), ma da clienti che vogliono sembrare digitali. Vengono a visitare la nostra sede, guardano come ci vestiamo, come parliamo, come sono i nostri uffici, e ci chiedono di insegnare loro ad essere uguali. Se mandassimo da loro un architetto per interni e un fashion designer sarebbe la stessa cosa, e sono convinto che molti manager ci vedano esattamente allo stesso modo.

Ma adesso e' nata una cosa ancora peggiore, perche' gli azionisti sono convinti di aver capito tutto. E' come se, dopo che Godzilla ha devastato per bene Tokyo, gli mandaste anche Sandra Milo nuda che si e' data al Bukkake Porn (no, non esiste il tasto “unread” in questo blog. Troppo tardi).

Questa cosa si chiama “Agile-Washing”.

Per prima cosa vi serve una pletora di dementi che si chiamano “agile coach”. Potete evitare ore ed ore di inutile “training” semplicemente contestandoli. Del tipo:

  • Bella questa metodologia, che suppone che le interdipendenze tra feature crescano i maniera lineare, e che tutto possa venire migliorato in futuro. Come fate se dovete creare un prodotto come un'automobile, sapendo che NON potete cambiare una parte dopo averla costruita?

  • Per la cronaca, con Agile sono stati creati interi cacciabombardieri, “from scratch”.

  • No. Per creare un cacciabombardiere da zero occorrono 20, 25 anni di ricerca. Nessuno parte da zero. Mi fai il nome del bombardiere, cosi' vediamo quanti anni fa e' cominciato il design?

  • Non ricordo il modello, ma so che ci sono anche ospedali interamente gestiti con Agile Scrum e salvano il 200% delle vite. La gente esce piu' giovane.

  • No. I protocolli degli ospedali sono tra i piu' regolati a livello statale e giuridico. Nessun ospedale e' mai stato gestito in questo modo.

  • Non ti so dare i dettagli, ma anche centrali nucleari ed aereoporti in Cimbandia Ulteriore sono gestiti con Agile.

  • No. Gli aereoporti e le loro procedure sono a loro volta regolati da interi accordi internazionali e sorvegliati da apposite entita', e le centrali nucleari necessitano di decenni di design. Non c'era Agile quando quelle cose sono state disegnate.

A quel punto l' Agile Coach vi classifichera' come “waterfall addicted” e “agile-hostile” , e chiedera' che non andiate piu' ai training. Il che e' un bene, perche' alla fine non ci credono nemmeno loro.

Questo non significa che Agile sia sbagliato di per se'. Esistono sicuramente settori di nicchia ove funziona benissimo, esattamente come DevOps. Ma si tratta di settori di nicchia, con specifiche davvero particolari e prodotti principalmente sofware.

Oppure, aziende nate gia' agili.

Ma se il problema fosse la metodologia Agile/Scrum, saremmo anche fortunati. Invece le aziende di cui parliamo sono fatte di dipartimenti estremamente territoriali, non abituati a rendere conto a nessuno di quel che fanno, ove i dipendenti non vogliono spiegare cosa fanno al lavoro, ove i sindacati VIETANO i grafici di velocity, e i punteggi alle user story vengono assegnati secondo un criterio che definirei “fibonacci mitigato da uno scimpanze' isterico”.

Comunque ricordate che: “agile di per se' funziona. Ho visto progetti dove funziona. E in Cippolandia tutti lo fanno bene. Se non funziona qui e' perche' non e' stato implementato bene.” E' la stessa scusa dei comunisti usavano a Mosca nel 1997, ma funziona sempre.

Cosi' non posso nemmeno garantire che tutto il problema venga dalla pila di farlocchi che si sono riciclati come “Agile Coach”. Secondo me Agile/Scrum potrebbe avere qualche aspetto positivo, ma il problema e' che immediatamente tutti i manager presenti chiedono di “adattarlo a quello che c'era prima”. Si tratta infatti di una “transizione lunga”.

E cosi' vi trovate:

  • User stories assegnate all' utente speciale “Team”.

  • Sprint di durata “astratta”, “elastica”, “imprevedibile” e la piu' recente e' “überraschend”, tipo “dai , sorprendimi”.

  • Punteggi assegnati non per difficolta' o complessita' o altro, ma “visibilita' al management”, o “urgenza”, “seniority” o “competenza”. Insomma, ai piu' vecchi danno piu' punti per fare la stessa cosa, eccetera. Ho visto anche “difficolta' relativa”, significa che l'idiota prende piu' punti perche' per lui e' piu' difficile. Alcuni hanno mappato le milestones come Epic , altri hanno deciso che se uno sprint implementa una milestone allora non ha meno di 85 punti da distribuire alle user stories, anche nel caso siano cose come “mettersi le dita nel naso”. (34 punti! Ha trovato le narici sulla propria faccia! Hurrah!!).

  • Scrum Master. Lo scrum master non e' altro che il PM di un tempo, solo che insegna al team ad “auto-organizzarsi”. L'insegnamento in questione consiste nel dire al team che sono tutti senior (anche quando hanno 13 anni con 20 di esperienza) e che quindi non deve dirgli lui/lei cosa fare. Dopo due settimane l'insegnamento finisce e lo scrum master fa solo reporting, peccato che lo facciano gia' gli “agile tools”. Poi deve officiare cerimonie idiote tipo la “retrospective”, lo “scrum poker”, e altre cose che non sono necessarie ma servono a riempire la bacheca di gente che sa benissimo cosa fare e come farlo, ma hanno bisogno di giocarselo a poker.

  • Agile boards nascoste. Per impedire agli altri teams di vedere cosa sta facendo il tuo team, le aziende coi team “territoriali” fanno in modo che nessun dato possa filtrare, se non al management piu' alto. Solo il management “superiore” puo' vederlo. Cosi' apri un “debito tecnico” (che e' un baco ma suona meglio) a qualcuno, ma non riuscirai mai a vedere che cosa succede al “ticket”. Un apposito template lo fara' sparire dopo essere stato compilato. Ovviamente sul ticket viene scritto che e' colpa di chi lo ha aperto. Tanto chi lo ha aperto non sa di essere smerdato duetro alle spalle.

Una volta implementato Agile/Scrum in questo modo, il CTO e il CEO testimoniano agli azionisti che l'azienda “ha adottato metodologie agili” (hanno installato Confluence e Jira) e che adesso e' piu' produttiva, ma solo tra cinque anni, quando la trasformazione sara' finita, sapranno digli QUANTO saranno piu' produttivi.

In realta' l'azienda sembra un torneo di Curling tra gorilla in acido, i progetti procedono come un gangbang di triceratopi, la produttivita' non e' misurabile per via delle bizzarre assegnazioni alle US, il design delle Epic sembra il libro dei sogni del cliente, (“e poi il sistema si configura da solo”, “e poi c'e' l'unita' di self-healing”, “e poi usiamo l'intelligenza artificiale per determinare la qualita' del codice”, “ e tutta la parte in assembler la scriviamo in zero code”) , ma tutti passano la giornata davanti ad una bacheca che ricorda molto le calamite del frigorifero: non ho ancora visto le cartoline da Formentera (qui da molto Palma di Maiorca), ma secondo me e' solo questione di tempo.

Ma agli azionisti piace pensare che la frenesia e la confusione siano “agile”. E la lira si impenna.

Queste due sono le tendenze che stanno portando l'orrore sull' IT: ormai i soldi girano solo da noi, quindi i parassiti farlocchi di tutti gli altri settori si stanno concentrando qui. La regola e' semplice:

  • Se non sai fare un cazzo, sei uno Scrum Master.
  • Se non sai fare un cazzo ma sei spiritoso/a, fai l' Agile Coach.
  • Se non sai fare un cazzo ma non sei spiritoso , puoi sempre occuparti di fare il PO.

In realta', nessuna di queste aziende esistera' tra cinque anni, o al massimo dieci se hanno il legislatore dalla loro parte. Sono spacciati per via della cultura sbagliata, cultura che non vogliono cambiare. Credono che i cambiamenti in corso non siano strutturali , non siano culturali, ma solo tecnologici. Sono morti che camminano.

Questa inadeguatezza al mondo attuale e' il vero problema che l'economia reale dovra' affrontare, perche' alla fine dei conti con la fuffa ci inganni gli azionisti, ma non i clienti.

E a quanto vedo, da qui a 5-10 anni , ne chiuderanno molti. In tutta Europa, e probabilmente in tutto il mondo. E il motivo per cui dovreste preoccuparvi e' che il covid ha velocizzato il processo di (secondo le stime dei “Grandi” della consulenza strategica), 3,4 anni. Le aziende che prima avevano 5 anni di credito tecnologico su cui campare, oggi sono ad uno/due anni dalla chiusura. E tutte quelle che hanno chiuso durante il covid erano destinate a morire comunque entro 5 anni.

Altri prenderanno il loro posto.

Sebbene Bannon sia uscito, apparentemente, dalla scena politica, c'e' ancora la sua firma sulla tattica che Trump sta usando in campagna elettorale. Nel senso che Trump sta portando nel mondo reale la strategia che aveva usato nei social network: il triggering.

Il triggering e' l'azione di mandare i propri sicofanti a provocare ed esasperare le frange piu' estreme della fazione opposta, in modo da produrre una reazione che l'opinione pubblica consideri eccessiva.

Verso la fine della meme war del 2016, cui partecipai come mercenario, ad un certo punto arrivo' il comando di esasperare una certa Lena Dunham. Si trattava di bombardare i suoi account con una frase: “nessuna donna vorrebbe un aborto, tu non rappresenti le donne per questo”.

Il risultato si fece attendere un po', ma un bel giorno questa ti fa una puntata del suo podcast, e...

lol

Il risultato arrivo' dopo le elezioni, quindi era inutile , ma era frutto di un'esasperazione voluta e cercata. Cui furono sottoposti tutti gli elementi piu' farlocchi sinistra, da Michael Moore a Madonna, alle frange estreme delle universita' come Berkeley.

Perche' il triggering e' una strategia? Non solo perche' finisce sui giornali, ma perche' porta l'opinione pubblica ad associare la controparte con le sue frange piu' estremiste.

E perche' funziona meglio con la sinistra? Perche' a sinistra non c'e' alcuna disciplina, quindi non e' possibile per il capo chiedere ai suoi di resistere alle provocazioni.

In generale, cioe', si tratta di provocare la controparte in modo da far perdere la calma alle sue frange piu' estreme, che poi provocano ribrezzo nell'opinione pubblica. In pratica, nella politica occidentale , dal 1900 ad oggi, vige un assioma:

quando la sinistra radicale scende in piazza, i fascisti salgono al potere.

(per gli scettici: suonare Rosa Luxemburg).

Quello che sta facendo ora Trump e' di spostare la strategia da internet nel paese reale. E quindi ora giustifica il ragazzino che ha sparato durante le manifestazioni. Per la legge americana non doveva avere quel fucile, ma questo non rende illegale la sua azione successiva: che il filmato mostra essere la difesa contro un attacco.

Probabilmente verra' incriminato solo per aver avuto un fucile illegale e viaggiato da uno stato all'altro col fucile stesso (potrebbe dire di averlo trovato sul posto), perche' per la legge americana ha sparato per difesa. (sara' facile dimostrare che il fucile era regolato su “raffica” e quindi il numero di colpi non e' rilevante).

Ma se anche venisse condannato, Trump potrebbe anche dargli la grazia, oppure lasciar capire che gliela dara'. Che cosa succedera' allora? Succedera che BLM diventera' ancora piu' devastante, bruciando altre proprieta', forse a sua volta uccidendo militanti di destra, come ha fatto, eccetera.

A quel punto , una volta ottenute piu' rivolte possibile, chiunque riportera' l'ordine sara' il benvenuto. E se pensate che non funzioni, beh, la storia e' qui per contraddirvi:

il teorema e' molto semplice: se la sinistra radicale scende in piazza, i fascisti salgono al potere. E salgono al potere PROPRIO PERCHE' la sinistra radicale scende in piazza.

Faticherete molto a trovare un'ascesa al potere dei fascisti che NON sia preceduta dalla discesa in piazza di qualche movimento di sinistra radicale, rivoluzionario o almeno violento. La consuetudine e' cosi' consolidata che si potrebbe considerare la sinistra radicale come un utensile che i fascisti usano per scardinare il governo e fare il colpo di stato.

Ed e' quello che sta succedendo: Trump sta esasperando la scena per fare in modo che sempre piu' proteste diventino violente, che sempre piu' atti di distruzione di proprieta' finiscano in TV, sino al preciso momento in cui, tra gli applausi, ordinera' all'esercito di intervenire per fermare le rivolte.

La strategia e' molto semplice, ma essendo una strategia nota, perche' dovrebbe funzionare? Diversi motivi.

  1. le sinistre radicali non imparano dalla storia. Mai. Non si sono mai accorti di essere uno strumento e continueranno a rifiutare il concetto. Si presteranno anche ora perche' si prestano SEMPRE.

  2. Trump interverra' a riportare l'ordine con l'esercito pochi giorni prima delle elezioni. E poi dira' che LUI ha salvato la democrazia, cioe' il voto. E sara' difficile dargli torto. Ma con le strade piene di soldati, quelli che non si presenteranno a votare, indovinate chi saranno?

Il piano di Trump, che ha una “firma intellettuale” chiarissima (ed e' quella di Bannon) , probabilmente funzionera'. Per diverse ragioni.

  • gli americani NON studiano la storia europea. NON studiano storia quasi del tutto. Potete raccontare loro qualsiasi cosa sul novecento, e vi crederanno. Per loro il socialismo e' un'ideologia nuova. Ho detto tutto.

  • la sinistra radicale, in USA o meno, non ha mai imparato la lezione, non legge la storia, non se la spiega, e' intellettualmente morta. Agisce per riflesso condizionato, ed e' quindi manipolabile e prevedibile.

Ma specialmente, pesa un fattore peculiarmente americano:

agli americani potete ammazzare quanta gente volete, e se ne fregano. Ma se gli bruciate una proprieta' o gli fate perdere SOLDI, non capiscono piu' niente: avete passato il segno.

E' assolutamente prevedibile, quindi, che Trump stia per alzare la tensione a livelli da parossismo.

  1. giustifichera', promettera' la grazia, DARA' la grazia se necessario, a qualsiasi estremista bianco che uccida o abbia ucciso neri.

  2. giustifichera', promettera' la grazia, DARA' la grazia se necessario, a qualsiasi poliziotto abbia ucciso dei neri.

  3. insultera' (o ci pensera' la sua campagna, stato per stato) sempre di piu' gli esponenti piu' estremi della sinistra radicale, per farli scendere in piazza.

  4. alla polizia verra' dato ordine di intervenire poco, in modo da lasciare che avvengano incendi, saccheggi e devastazioni. Poi arrivera' l'ordine ufficioso di farci scappare il morto (nero) e si ricomincia dal punto 1, a seconda della pelle del morto.

E questa, mi spiace, e' ancora la mente di Bannon.

Vedo , da due comode lettere inviatemi dal consolato di Colonia, che in italia ci si appresta a celebrare un inutile referendum sul numero di parlamentari. Si tratta di un'idea bislacca , dovuta probabilmente a troppe scie chimiche , secondo la quale riducendo il numero di parlamentari si migliorerebbe la produttivia' del parlamento, qualsiasi cosa sia la produttivita' di qualcosa che non si suppone produca alcunche'.

Il processo che ha portato a questo referendum e' chiaro. Per capire basta fare un salto sui vecchi meetup dei grillini e vedere in che modo hanno “selezionato” la propria classe dirigente. Il processo e' piu' o meno questo.

Si inizia con un panel tutto sommato razionale, con professionisti, imprenditori, persone che hanno delle competenze specifiche, qualche disoccupato e tante casalinghe. Insomma, uno spaccato della societa', come direbbe qualcuno.

A quel punto, arriva la vexata quaestio: chi va per cinque anni, massimo dieci, a fare il [inserire qui posizione politica a caso]??? Le specifiche dicono che dopo due mandati si torna a casa, che si restituisce il reddito e che bisogna essere sempre presenti sul posto di lavoro, perche' bisogna essere quello che Grillo chiama “dipendenti”.

bene.

Allora si alza l'imprenditore e dice che lui se chiude per cinque anni, o per dieci, quando poi si ritirera' sara' un barbone, perche' dopo dieci anni non avra' piu' clienti, e non avendo messo nulla da parte (e non avendo “vitalizi”) allora non potra' fare altro se non chiedere l'elemosina, mentre moglie e figlie si prostituiscono per vivere. Insomma, non si candida.

Stessa cosa per il giovane brillante dottore in scienze ecologiche , che sta studiando come fare il sistema ecologico per smaltire i profilattici usati senza maltrattare gli spermatozoi. Se abbandona il dottorato poi quando finisce l'incarico , insomma , si trova con una laurea in sociologia dello spermatozoo, che non ha proprio il top della domanda nel mondo del lavoro. Se vuole fare carriera accademica, insomma, non puo' candidarsi.

Le casalinghe si ritirano tutte, perche' senza rendita e dovendo restituire tutto, non possono nemmeno pagarsi la colf e la baby sitter durante il mandato. Allattare in senato e' fico , ma va bene per un giorno. Insomma non si candidano.

Alla fine rimane lui: il disoccupato neet, che sogna il reddito di cittadinanza, e' un esperto di happy hour coi soldi di mamma e promette che fermera' le scie chimiche fatte col 5G. Trovato il fesso che si candida, applausi applausi, tutti si fanno il segno della croce e sperano che un altro meetup sia riuscito a trovare un candidato che sembri almeno un Homo Sapiens e non un Giarrusso Minor.

Questo processo di selezione al contrario, se applicato su vasta scala, tipo su duecento persone che vanno in parlamento sotto l'occhio dei giornalisti, produce la piu' catastrofica pila di idioti, saltinbanchi, tin foil hatter, farlocchi e spastici che la polica abbia mai visto. Quando in Campagna elettorale prometti alla gente di candidare il dottorato che e' un esperto di trasporti quantistici col grafene e l' intelligenza artificiale, e poi ti trovi Toninelli ministro , il disastro e' ben descritto.

Quello che i cinque stelle vogliono fare e' di dover produrre meno classe politica, tranne i soliti dieci/quindici che sanno contare fino a 10, e di non dover trasportare in parlamento una carovana di nani e ballerine che poi escono dal gruppo quando non si approva la legge per vietare i neutrini (fanno male alle sirene).

Insomma, i cinque stelle hanno realizzato di non poter produrre una classe politica che non sembri il Cottolengo su scala , e di non poter risolvere il problema detto “trovami 200 candidati che sappiano contare sulle dita”. E necessitano quindi abbassare il tiro. Meno candidati.

Lo stesso capita alla Meloni. La Meloni si trova nelle condizioni di poter vincere una novantina di seggi, ma se prova ad implotonare una pila di scemi di guerra appena usciti dalla seconda guerra mondiale (aka quelli che si credono fascisti), ci fa una figura che in confronto Pappalardo sembra Hawkins. Parlamo di imbecilli che sono ancora rintronati dalle mazzate prese nel 1944, e non si sono accorti di essere nel 2020. Anche la Meloni si troverebbe bene ad avere solo qualche dozzina di scemi da controllare, magari con Crosetto (che sembra quasi umano) e altre due o tre persone capaci di usare i verbi, in modo da evitare l'effetto “qui e' come pascolare un gregge di gatti”.

Lo stesso vale per tutti i partiti grandi: lo stesso PD, in preda al suo narcisismo, si illude che con meno eletti ci possano essere meno scissioni. Il PD infatti si scinde ogni volta che un narcisista (e sono TUTTI narcisisti nel PD) decide di essere piu' bello degli altri. La speranza, visto che segare in due un parlamentare non si puo', e' che meno parlamentari possano fare meno scissioni, e che si possa sperare in un partito dove non conviva un'ala iperliberista seguace di Blair, un'ala Maoista , un'ala democristiana e un'ala che invoca il “Riformismo”, qualsiasi cosa sia (se A , B appartengono al PD, hanno due idee diverse di “riformismo”).

Insomma, il problema e' che con quasi novecento parlamentari in totale occorre produrre TANTE persone che sanno contare fino a cinque sulle dita, e oggi come oggi in politica si tratta di merce rara.

La speranza dei partiti e' che riducendo il numero di parlamentari:

  1. si riducano le defezioni, perche' meno gente significa meno defezioni.
  2. si riducano le spaccature, perche' comunque ad un certo punto non puoi spaccare in due un senatore. (anche se l'idea e' sempre piu' attraente per i piu')
  3. si abbia un certo controllo sulle correnti, dal momento con meno candidati il partito non deve mettere cani e porci in lista.

in generale, controllare duecento persone che parlano e' molto piu' difficile che controllarne cento. Tutto qui.

Si tratta quindi di un referendum che ha come scopo primario quello di eliminare i problemi di disciplina interna dei partiti. Non ha nulla a che vedere con la governabilita' del paese, per una semplice ragione: il parlamento non governa. Non ha potere esecutivo. Ha quello legislativo.

Quali sono gli effetti?

Essendo un referendum che fa comodo ai partiti, ovviamente i partiti diventeranno piu' potenti. Una cosa che beneficia i partiti non fa altro che renderli piu' potenti, dal momento che i partiti hanno come obiettivo il potere.

Secondo: e' un risparmio? No. Le spese del parlamento derivano in piccola parte dal pagamento degli stipendi, e in molta parte dai finanziamenti ai gruppi parlamentari, e alla loro “stampa”. Di conseguenza, quello che faranno i nuovi pochi parlamentari sara' dire che siccome sono di meno e fanno piu' cose , allora hanno bisogno di piu' gruppi parlamentari.

I gruppi parlamentari avranno bisogno di segreterie, ove verranno piazzati i dementi che non sono diventati parlamentari, hanno bisogno di uffici stampa, e tutto quanto. Con la conseguenza che probabilmente le spese si alzeranno, e lo stesso per le clientele.

Ma questo e' solo nel merito. Il problema qui e' il metodo.

Davvero il numero di parlamentari e' la priorita' numero uno, negli ultimi tre mesi, durante una pandemia e una recessione economica globale mai vista dal 1930?

Questa e' la ragione per la quale la mia scheda verra' ricevuta, e conterra' una serie di interessanti pensieri sulla supercazzola prematurata. Perche', molto semplicemente, l'unico messaggio sensato da inviare alla classe politica italiana e' questo:

esticazzi