Das Böse Büro

L'ufficio malvagio e' aperto.

Se siete dei rastafariani o amate il reggae, probabilmente questo post vi infastidira'. Per questa ragione l'Italia e' piena di altissime torri: potete salire sino in cima e contemplare la vasta immensita' dello sticazzi che ci scrivo sopra.

Su Montanelli avevo gia' scritto in passato. Siccome questo blog e' molto vecchio, ai tempi Montanelli era ancora l'eroe della sinistra che si era opposto a Silvio Anticristo Berlusconi , e quindi mi saltarono agli occhi per averlo chiamato pedofilo. Mi presi del leccaculo berlusconiano, del fascista, e tutto l'armamentario dei soliti opliti del Bene, quello con la B maiuscola. B come Berlusconi, si intende.

Del resto la mia non era una scoperta: Montanelli ha sempre raccontato come andarono le cose, a volte con una certa dovizia di particolari.

Allora, per essere chiari: Montanelli ando' in Africa con le truppe di occupazione italiane, e siccome era li' ha deciso di approfittare delle leggi locali per comprare una bambina di 13 anni a scopo ricreativo. Dico “approfittare delle leggi locali” nel senso che quel tipo di contratti erano socialmente riconosciuti e legali dal punto di vista giuridico.

E attenzione, perche' l'impero etiope era molto antico, sofisticato e giuridicamente colto: quando parlo di “legale dal punto di vista giuridico” non intendo dire che qualche selvaggio con l'osso al naso e la sveglia al collo tollerasse questa usanza nella sua bestiale ignoranza. Intendo dire che un antico impero con una struttura statale sofisticata, tribunali e un diritto scritto aveva legiferato questa cosa, e nel caso l'affare non andasse a buon fine potevate rivolgervi ad un tribunale locale e vedere riconosciuti i vostri diritti sul filo della legge.

Questo, sia chiaro, NON giustifica Montanelli. Tuttavia, i torti di Montanelli non possono assolvere la civilta' millenaria che rese possibile l'acquisto, e i suoi membri. Non possiamo dire che se Montanelli va in un posto e compra una bambina come tutti gli altri negri del posto lui abbia torto mentre i negri del posto siano dalla parte del giusto.

Per esempio, Montanelli racconta che la ragazza era infibulata. Siccome questo rendeva difficoltoso il godimento del bene acquistato, se ne lamento' con la madre, che a detta di Montanelli risolse il problema con “un intervento piuttosto energico”. Ora , io non voglio sapere cosa sia questo “intervento piuttosto energico”, ma se Montanelli era un maiale senza coscienza, ad un certo punto devo chiedermi cosa sia la madre della ragazza, che “risolve energicamente” il problema in presenza di Montanelli (altrimenti non avrebbe potuto descrivere la “soluzione”).

E quindi torniamo al problema: se giudiciamo (e qui concordo) Montanelli come maiale senza coscienza, cosa pensiamo di:

  1. della madre che vende la figlia e poi aiuta “piuttosto energicamente” il suo nuovo padrone a risolvere un problema di infibulazione?

  2. Dell'impero millenario che ha reso legale la pratica dell'acquisto di bambine per diversi secoli (se non millenni, visto che l'impero etiope era piuttosto antico).

  3. Dei cittadini di tale impero, che usufruivano della pratica , e delle famiglie che acconsentivano a vendere le loro figlie al primo capace di pagare.

Certo, se andiamo sul piano dell'etica, allora possiamo dire che gli etiopi fossero un branco di negri incoscienti , troppo ignoranti per capire quello che facevano, obnubilati da qualche culto animista locale, cioe' non ancora illuminati dal cristianesimo.

Sfortunatamente erano anche una popolazione cristiana. Potete verificare voi stessi visitando antichissime chiese scolpite in un blocco unico di pietra, e tutta una serie di antiche testimonianze del cristianesimo copto. In piu' avevano anche una certa tradizione ebraica, al punto che a corte si parlava anche l'ebraico, oltre al greco antico.

Non erano ignoranti.

E quindi dobbiano chiederci , di nuovo, perche' il giudizio di pedofilo maiale senza coscienza si applichi a Montanelli, ma non alla “civilta' ” che senza attenuanti di “infermita' negroide” praticava la stessa usanza da secoli, se non millenni.

E lo dico perche' sul piano etico possiamo trovare il modo di applicare un doppio standard su Montanelli e sulla madre “piuttosto energica” della ragazza, ma il problema e' che la Morale (che non si occupa solo della prassi come fa l'etica) e' una costruzione teorica , e come tale DEVE ESSERE CONSISTENTE E COERENTE. O almeno provarci.

Come si esce da questo empasse?

Se ne esce cosi':

Dal momento che Montanelli era un conclamato pedofilo e maiale senza coscienza, ogni sua statua va distrutta. Parimenti, vanno bruciati anche i dischi di Bob Marley, che fanno l'apologia di un popolo pedofilo e ad una civilta' di uguali maiali senza coscienza, va vietato il reggae e il movimento rastafariano va considerato un gruppo neofascista

Perche', signori, il problema di quando si comincia a giudicare, e' che dopo non ti puoi fermare. Non puoi giudicare uno solo dei protagonisti di un film.

Ok, nella storia ci sono i cattivi come Montanelli, c'e' la vittima (la ragazza), ma DOVE CAZZO SONO I BUONI?

E quindi uniamoci tutti al grido: “Morte a Bob Marley!!!”.

Avviso ai naviganti maschi: se siete ancora nella fase infantile del maschio, nella quale vi sentite amati solo se una donna vi offre il corpo , e credete che una donna nel venire con voi dia un “consenso”, questo post potrebbe darvi brutte notizie.

Detto questo, sembra che dopo il 5G e i vaccini, sia la volta del porno. La crociata contro il porno ha gia' prodotto una improbabile legge in Francia, che obbligherebbe siti porno a chiedere la carta di credito degli utenti per verificare la maggiore eta'. Ma se ne fa un gran parlare perche' ci sono pubblicita' esilaranti sul fatto che i bambini imparino il sesso sui siti porno (dimenticando di imparare cosa sia una “relazione”, ammesso che qualcuno disponga di una definizione precisa) e siccome in politica una rondine fa primavera, non ci vuole molto a capire che sta per partire anche in Italia una crociata contro il porno online.

Come puo' finire?

Allora, iniziamo a capire quale sia il modello economico del porno online, cioe' della pornografia moderna. Vediamo quindi come guadagnano tutti “gli addetti”, per categorie.

Attori e attrici.

Nessuno di voi ha, negli ultimi anni, pagato per vedere del porno. Su qualsiasi sito andiate, tutto il porno che volete e' gratis. Poiche' e' dubitabilissimo che attori e attrici possano davvero guadagnare molto dei propri film (diritti, distribuzione &co) come accade per il cinema, vi sarete chiesti come guadagnano gli attori.

Qui e' semplice: si tratta essenzialmente di escort di ogni sesso. Prostituzione. Avrete sentito di Trump che ha pagato 150.000$ per una notte con una pornodiva. Perche' cosi' tanto quando si possono trovare ragazze anche piu' belle per molto meno? Perche' e' una pornodiva, cioe' ha il suo nome e' un brand.

Non sei andato a letto con una qualsiasi, sei andato con Stormy Daniels. Famosa pornostar. Un fenomeno che si chiama “branding”, cioe' Stormy Daniels ha un marchio registrato, nell'immaginario maschile. Cosi' come Lexington Steele lo e' in quello femminile/gay americano, e Rocco Siffredi e' un marchio in Italia.

Insomma, queste persone fanno gli attori porno perche' si tratta di un canale pubblicitario, atrraverso il quale diventano “prostitute con un marchio”, che e' il loro nome d'arte. Non importa loro di guadagnare come si fa con il cinema, con le vendite del film o con i diritti di distribuzione. Questo e' un modello vecchio che non funziona piu' , non per nulla in Italia il porno come settore e' morto. (checche' ne dica Siffredi).

Le case produttrici non sono altro aziende pubblicitarie che aiutano le/gli escort a costruire il proprio brand, il marchio. Se pensate ad una come Sasha Grey, per esempio, ne ricordate il nome dopo anni che non fa film. Questo significa che, ad occhio e croce, una notte con Sasha Grey costa circa 80-100.000$. Dico “ad occhio e croce” perche' non conosco il suo listino prezzi, e posso solo interpolare tra le prostitute/pornostar che sono finite in qualche scandalo, e si sa il prezzo.

Se avete il listino prezzi di Sasha Grey, facciamo come faceva Totem, e scrivete a “hoillistinoprezzidiSashaGrey@keinpfusch.net”. Il messaggio non mi arrivera', ma vi sentirete persone migliori per averlo fatto.

Le case produttrici guadagnano in due modi: il primo e' che il boss ogni tanto invita le attrici a qualche party, che poi diventa un'orgia, e le persone ricche che vanno al party pagano per questo. Oppure, se pagate adeguatamente, potreste anche avere il telefono personale “di lavoro” delle stars.

Quindi a livello di produzione si tratta di prostituzione: la prostituta si fa il proprio marchio , o brand, e anche il pappone che fornisce il contatto si fa il brand, tipo “Brazzers”.

Se li contattate e avete quel tot di soldi da pagare, vi mettono in contatto con l'attrice che volete. Per avere le esenzioni fiscali degli artisti queste case di produzione fanno anche il DVD e tutto quanto, ma e' uno specchietto per le allodole. Alzi la mano chi ha comprato un DVD porno negli ultimi 10 anni.

Papponi con un brand che danno lavoro a escort con un brand.

Questo branding e' molto sofisticato nel senso che sono divisi per genere in maniera molto minuziosa (Milf, BBW , etc) e rispecchiano molto i gusti della clientela e l'offerta di prostitute a seconda del tipo. Per esempio, dopo la comparsa di miliardari africani e di ricchi afroamericani e' esploso l'interracial, l'abbondanza dell'offerta di mistress BDSM ha prodotto come risultato che quasi tutto il porno BDSM mostri delle mistress e pochissimi master, e cosi' via. Insomma, il settore della produzione del porno si adegua come un guanto alle dinamiche della prostituzione.

Poi andiamo ai siti web che prendono quei film e li danno via gratis.

Il loro modello di business e' dovuto a due fatti. Il primo e' che hanno letteralmente inventato una tecnologia, quella che chiamiamo CDN. Non che vendano tecnologie CDN, ma il punto e' che tenere un “pod” di un sito porno e' abbastanza economico in termini di storage, e usa praticamente SOLO le risorse che servono. Poiche' i costi opex sono minimizzati e anche il capex e' basso, il break even e' molto semplice.

A quel punto, il sito guadagna attraverso un altro strumento di prostituzione online, detto “cam girls”. Si tratta dell'equivalente telematico dei telefoni erotici. Prostitute senza brand , di ogni eta' e tipo ed estrazione sociale, si fanno vedere in webcam e/o chattano con voi in qualche modo, ad una certa cifra al minuto. Come un telefono erotico, ma con una telecamera.

Nel caso dei siti, cioe', il modello economico e' quello della prostituzione virtuale di prostitute senza marchio famoso. Sono, cioe', quelli che un tempo negli USA si chiamavano peep show , che ora avvengono su scala planetaria.

Tutto questo non e' nuovo: si sa benissimo che il nome “pornografia” indichi la narrazione della vita delle prostitute, quindi sapere che si tratti della parte “marketing” o “advertising” della prostituzione non dovrebbe stranizzare nessuno.

Detto questo, il punto del porno online e' chiaro: si tratta di un mondo legato alla prostituzione organizzata su scala globale, e difficilmente qualche politico ha la forza di sfidare la prostituta di cui si serve. Nemmeno Berlusconi e' riuscito a controllare davvero le sue stesse escort.

Si tratta quindi di una battaglia di facciata, dalla quale ogni attore si sfilera' giusto cinque minuti prima che parta la battaglia stessa. Per capirlo basta osservare le critiche.

  1. Non educa i ragazzi alle relazioni personali. Bella frase, ma a questo punto si apre la porta a molte domande. La prima e' “perche' mai il porno dovrebbe farlo”? Lo scopo del porno e' di narrare la vita delle prostitute in quanto tali,e lo fa benissimo: solo chi dimentica che siano prostitute crede il contrario. Ma non e' l'apologia il punto: il punto e' che qualcuno a quel punto si chiedera' “ma se non il porno, allora CHI?” deve educare alle relazioni di tipo sessuale? La famiglia? No: verrete sommersi da un coro di “e adesso come lo spiego a mio figlio”? Storicamente la famiglia italiana e' terrorizzata solo all'idea di educare i figli, figuriamoci se la proposta dara' forza al vostro partito. Allora la scuola? La sola ipotesi di fare educazione sessuale nelle scuole , o di proporla, da' l'orticaria a qualsiasi politico italiano. E allora chi dovrebbe farlo? Questa domanda rimarra' senza risposte perche' le risposte non ci devono esistere, questo argomento e' debole politicamente.

  2. Non educa al consenso. Questo e' irrilevante e' ridicolo. Si tratta di prostitute, cioe' di persone che hanno un contratto commerciale. Nessuno chiede il consenso in un contratto commerciale. Non e' che se compro un biglietto e salgo in treno devo chiamare il capotreno e chiedere se Deutsche Bahn si sente violentata se mi siedo al posto 75 della carrozza 25 dell' ICE. “Scusi, lei si sente vulnerable ed abusato se metto il bagaglio sullo scaffale?” non e' la domanda che farei ad un controllore tedesco e non prevederei un #metoo degli autoferrotramvieri tedeschi nei prossimi mesi. Morale: nessuno si aspetta il consenso perche' e' dato per scontato. Ma ripeto , non e' l'apologia il problema: nella sostanza il consenso le attrici lo danno eccome, ed e' il motivo per il quale la parola piu' usata nel porno e' “yes! oh yes!”. (e' un trucco con cui si evitano conseguenze legali negli USA, peraltro) . Il consenso (che pure non sarebbe necessario nel caso di film) esiste, e per tutto il film, e viene gridato un centinaio di volte per attrice. Un simile argomento non ha presa sulle masse, anche perche' alla prima intervista della Nappi quella vi risponde che sogna che il proprio retto diventi un bene pubblico, e siete fottuti.

  3. Da' un'immagine sbagliata della donna sempre disponibile. Questo mantra femminista e' ridicolo se non patetico , ma riflette un fenomeno reale che il porno online ha innescato, cioe' l'invisibilita' femminile. Prima del porno online, quando il porno di per se' era raro , una donna leggermente scoperta che fosse entrata , diciamo, nel lounge di un aereoporto avrebbe avuto tutti gli occhi addosso. Ad un uomo, mediamente non succedeva, nel senso che siamo abituati ad essere invisibili: anche quando le donne ti notano, difficilmente lo danno a vedere, quindi la sensazione e' quella di essere invisibili. Ora che esiste il porno e l'immagine di una donna completamente nuda e' comune, il corpo femminile sta lentamente scivolando nell'invisibilita'. Una scollatura, se va bene, la notano i cinquantenni. Uno spacco fa notizia solo tra i pensionati. Questo scivolamento nell'invisibilita' , cui gli uomini sono abituati, sta rendendo isteriche le donne invisibili per eccellenza, cioe' le femministe. Il problema del porno online non e' quello di dare l'immagine sbagliata della donna come genere, il problema e' quello di togliere l'immagine di dosso alla donna come seduttrice. Una perdita di potere che le femministe, dipendenti dal potere, non possono tollerare. Ma le femministe in politica sono marginali, per cui una crociata del genere porterebbe pochi voti.

Credo quindi che questa ondata di repressione del porno non abbia molte chances di avere successo.

Al massimo faranno qualche scenata, ma niente di piu'. E la legge francese non avra' altro effetto se non un ennesimo disclaimer ove si informano gli utenti francesi che il sito non e' soggetto alla giurisdizione francese.

Sta avvenendo in questi giorni uno stravagante fenomeno, la distruzione di statue. Di per se' non e' nulla di speciale, nel senso che in genere dopo la fine di ogni regime le statue del dittatore vengono distrutte. Il punto e' molto semplice: siccome il dittatore viene ucciso normalmente da un manipolo di persone, tutti quelli che avrebbero voluto partecipare alla sua uccisione lo fanno ma in effige.

Certo, poi serve anche a mandare un messaggio politico, del tipo “il regime e' finito”, e tutto quanto.

Ma il problema nel caso degli USA e' che non sta cadendo alcun regime. Radicalizzare lo scontro sta semplicemente riportando alle armi tutti quei votanti di Trump che credono nel “white genocide”, e sta facendo dimenticare il terribile bilancio del Coronavirus “gestito” da Trump. Non e' detto che lo indebolisca.

C'e' una forte componente di magic thinking in questo tipo di gesti, ed e' lo stesso che anima i rituali feticisti del Vudun: cio' che io faccio alla statuetta che raffigura un tizio succedera' al tizio. Il che, se non si trattasse di persone morte da molto, preoccuperebbe almeno i superstiziosi. (non so se ricordate quando Calderoli era convinto che la famiglia della Kyenge gli avesse fatto “una macumba”. )

Ma se ci spostiamo sul piano politico, come si inquadra la distruzione di statue nel discorso reale?

Un movimento politico uccide il nemico in effige quando non e' capace di farlo nella realta', e non ha una strategia per farlo, ne' la leadership adatta

Tutto quello che stanno facendo i neri americani e' di chiedere al legislatore bianco , (andate a vedere la composizione razziale del Congresso americano, per capire) di mettere fine alla brutalita' della polizia. Ma la decisione, non avendo BLM alcuna leadership, non dipende da loro. Certo, ci sono alcuni tribuni del popolo tra i BLM, ma non possono essere candidati. Non c'e' un altro Obama, insomma.

Quindi questo sistema non crollera'. E siccome il congresso non puo' cambiare una mentalita' radicata con una legge, e sul concreto le proposte non cambieranno nulla, anzi peggioreranno la situazione, il risultato e' che possono solo fare atti simbolici. Come, appunto, demolire statue.

Perche' dico che le proposte non cambieranno nulla? Beh, semplice.

Togliere fondi alla polizia e' una cosa stupida. Per una ragione, che si chiama “priorita'”. Diciamo che voi togliete i fondi alla polizia di New York. Bene. Ma chiediamoci: i cittadini ben protetti delle zone ricche, diciamo Manhattan, sono risposti a rinunciare alla loro sicurezza?

La risposta e': no. Possono dire di essere d'accordo con BLM quanto vogliono, ma i ricchi che hanno pagato delle fortune per vivere in una Gated Community (un quartiere circondato da muri e portoni, e sorveglianza armata, allo scopo di proteggerlo dal crimine) e i gestori del potere immobiliare che ha acquistato case ad un certo valore perche' si trovavano in zone ben protette, non accetteranno MAI che le case si abbassino di valore o che le loro Gated Communities perdano sicurezza. E siccome sono i ricchi, allora in genere basta loro una telefonata al sindaco.

Dunque, diciamolo: avete tolto i soldi alla polizia, me non a tutta la polizia. Li avete tolti alla polizia dei poveri. Certo, sicuramente una polizia che ti ammazza e' una polizia che non vorresti attorno se sei negro, ma il problema e' che coi tassi di omicidi e stupri dei quartieri poveri , venire uccisi da un poliziotto e' il pericolo meno grave che un negro corra. Lo so che l'affermazione e' paradossale, ma il numero abnorme di negri uccisi dalla polizia e' comunque una frazione piccola del numero di negri uccisi da altri negri nei quartieri-ghetto.

Quindi, il “defund” della polizia si ritorcera' alla fine contro quelli che lo hanno chiesto.

Anche molte devastazioni si ritorceranno contro di loro. Se osserviamo la dinamica dei “looting”, la devastazione dei negozi e' avvenuta principalmente in alcuni stati, in alcune contee ed in alcune citta'. Che hanno una demografia precisa.

Quello che succedera' probabilmente e' che le assicurazioni adatteranno i premi assicurativi al rischio, calcolato su base etnica. A quel punto le catene cominceranno ad avere due alternative: alzare i prezzi in quelle zone per rientrare del costo, oppure abbandonare quelle zone ed investire nelle zone avvantaggiate dal mercato. Esattamente come fanno le telco quando mettono la fibra solo in citta'.

Risultato: i quartieri dei poveri che diventano piu' svantaggiati, anche in termini merceologici.

Perche' tutti questi terribili errori di strategia? Per diverse ragioni: la prima e' che BLM e' un movimento senza veri leader, e specialmente senza veri leader istruiti. Distruggere la statua di Cristoforo colombo per esempio e' un'idiozia, dal momento che i neri americani NON sono nativi del luogo, e dal punto di vista dei nativi , dovrebbero togliersi dalle palle anche loro nel caso “si tornasse a prima di Colombo”. Cristoforo Colombo prese alcuni schiavi, ma non erano afroamericani.

Si tratta della stessa idiozia che porto' Cassius Clay a rinominarsi Mohamed Ali', convinto che cosi' facendo avrebbe acquistato dignita': nella sua ignoranza, il poveraccio non sapeva che i colonialisti compravano schiavi negri in Africa perche', appunto, nell' africa islamica la schiavitu' era (ed e' ancora) legale. Quindi ha agito, a suo pensare, contro quelli che hanno comprato i suoi avi, ma non contro quelli che li hanno venduti.

Ed e' qui che arriva la questione di abbattere i simboli, ma quelli che si capiscono poco: se cercate il simbolo assoluto del colonialismo che ha portato milioni di africani in USA, vi basta andare a Londra. Si chiama “Corona Britannica”. E' esattamente l'ente che dava le concessioni alle varie “Compagnie delle Indie”, che poi trattavano gli schiavi. La corona inglese e' l'ente politico che ha ordinato finanziato e organizzato invasione e colonizzazione degli USA.

Certo, anche i reali di Belgio, Spagna, Olanda, Svezia, Portogallo , Germania, Italia ed altri andrebbero interrogati a riguardo. Alcuni paesi si sono tolti dalle palle i reali, ma altri li hanno ancora. I tesori che hanno accumulato vengono pari pari dalle colonie. Molti gioielli della corona inglese vengono proprio dalle colonie.

Se volete chiedere un risarcimento, dovreste bussare alla loro porta. Se volete prendere a schiaffi qualcuno, sono proprio loro. Certo, si tratta dei discendenti, ma come eredi possiedono ancora, in parte, le fortune accumulate durante il periodo coloniale.

Ma e' proprio la mancanza di conoscenza storica, cioe' di istruzione , che porta BLM a fare le scelte che fa. Ovvero scelte di alto valore simbolico, ma di scarsissima efficacia. Non che chiedere conto ad Elisabetta di Inghilterra sia una mossa di utilita' pratica, ma almeno avrebbe un senso storico.

In Italia, poi, la cosa ha del ridicolo. Perche' i responsabili della politica coloniale italiana sono essenzialmente due enti: la corona dei Savoia e i Fascisti. Ma il problema a questo punto e: mi dite che senso ha togliere una statua di Montanelli quando a Predappio i negozi vivono vendendo cimeli fascisti?

E ancora: intendete togliere ogni piazza Vittorio Emanuele del paese? Volete distruggere la Reggia Venaria? Volete eliminare praticamente ogni monumento romano, visto che il sistema economico romano si basava interamente sulla schiavitu'? (e si, i romani hanno importato schiavi dall' Africa, specialmente ad uso agricolo).

Ma il problema non e' “se sarebbe giusto”: la giustizia non e' un ente fisico, quindi non puo' essere un argomento valido.

Il punto e': a cosa serve?

A cosa serve distruggere la statua di Montanelli quando gli immigrati in Italia sono trattati ancora come schiavi? Ci sarebbero da bruciare le effigi di tante marche di pomodoro, che comprano quella materia prima. Ci sarebbero da incendiare i municipi dei luoghi ove si tollera la schiavitu' dei neri nelle campagne.

Ma non succedera', e non succede, ed e' questo il punto.

Si brucia il nemico in effige quando non si sa come sconfingerlo nella prassi

La distruzione delle statue non e' una vittoria, ma un segno di impotenza: non possiamo cambiare nulla di questo sistema, non sappiamo come fare a cambiarlo in pratica, dunque ne distruggiamo i simboli.

Una completa ammissione di fallimento.

Questa insurrezione non e' altro che una comoda sponda per Trump, che sta radicalizzando i suoi perche' si stanno radicalizzando gli avversari, e non si parla piu' del disastro che il coronavirus sta facendo negli USA.

Osservando la stampa italiana oggi, tutto quello che vedo e' un orchestrato, sistematico tentativo di cacciare dalle notizie qualsiasi elemento di realta'. Per capire meglio cosa intendo, dobbiamo chiederci quale sia stato l'effetto del Coronavirus sulla stampa italica.

Il coronavirus e' piombato in una narrativa fantastica e politica della realta' principalmente come intruso, ovvero come elemento di realta'.

Definisco elemento di realta' qualcosa che NON dipende dalle opinioni, i cui effetti NON dipendono da qualcosa che si dice o scrive a riguardo.

Potrete parlare di eccellenza sanitaria lombarda quanto volete, ma alla fine questo non ha impedito al virus di uccidere ~20.000 persone. Potete parlare di novax e di complotto delle multinazionali del big pharma a piacimento, ma alla fine quando avete rischiato la vita eravate tutti ad ascoltare i comunicati stampa della Protezione Civile, non quelli di Barillari.

Questo ha consentito ad un certo numero di “scienziati” che prima erano solo “le strane bestie che si incontrano su Twitter” di arrivare ai giornali e dire quello che pensavano. Abbiamo visto numeri, formule e dati arrivare sui giornali e nelle televisioni.

Abbiamo visto che l'utilita' oggettiva della rete si e' rivelata essenziale durante il periodo del lockdown, consentendo a moltissime funzioni essenziali della societa' di proseguire, dalla scuola all'ecommerce, fino allo smart working.

Ma questi elementi di realta' non sono tollerabili quando tutta la stampa partecipa ad un progetto populista.

Sulle tecniche di cancellazione della realta' dalla narrativa mediatica c'e' poco da dire. Per ogni scienziato che pensa A ce ne sara' uno che apparentemente dice B, tanto nessuno capisce il suo linguaggio specifico. (tipo la parola “clinicamente” in una valutazione sull'epidemia). I numeri devono sparire, la scuola a distanza e' diventata una merda perche' i ragazzi non socializzano (come se andare in classe dentro un blocco di plexiglas fosse “socializzazione”) , e anche lo smart working non va proprio bene per motivi che il DSM chiamerebbe “dissonanza cognitiva grave”.

Qual'e' il compito, che cosa si vuole realizzare con questo genere di operazioni?

Per capirlo bisogna esaminare bene la comunicazione populista. Il populismo ha bisogno di estremismi, e gli estremismi sono sempre populisti. La differenza con il dibattito politico normale e' che nel dibattito politico normale il tempo e' sempre “parzialmente nuvoloso”, e poi ci sono idee contrastanti su quanto siano brutte le nuvole.

Nell'universo politico populista, ci sono due condizioni che si avverano contemporaneamente: fuori c'e' una tormenta di neve, E fuori c'e' un sole che spacca e il cielo e' terso.

Nel caso normale, il giornalista poteva quindi tenere una finestra nello studio , aprirla, e vedere se “parzialmente nuvoloso” corrispondesse piu' alla descrizione del politico A o a quella del politico B, ed entrambi i politici avevano buoni argomenti per dire “e' piu' bello che brutto” e “e' piu' brutto che bello”.

Ma nella politica populista, questa finestra deve restare chiusa: siccome la distanza tra “tormenta di neve” e “sole che spacca” e' troppo grande, aprendo la finestra si darebbe torto ad A e ragione a B, cosa che chiude il dibattito ed espelle A. Ma sempre nella politica populista, tutti hanno diritto al contraddittorio, e quindi e' un diritto umano piombare nel mezzo di una tempesta di neve in costume da bagno e dire “cazzo che sole che c'e', dov'e' la spiaggia?”.

E' possibile tenere in studio due politici, uno che dice (per esempio) che esiste una tormenta di neve e uno a sostenere che il sole spacca? Certo: basta tenere chiusa la finestra che da' sull'esterno. Ovvero, basta abolire ogni elemento di realta' dal dibattito.

I mass media italiani servono proprio a questo: mantenere l'italiano in un mondo di delirio nel quale ogni elemento di realta' e' assente, in modo che sia possibile avere in studio sia quello che parla della tormenta di neve fuori , che quello che si lamenta per il caldo afoso che fa.

Questo mondo di delirio e' basato su alcuni assunti:

  • La realta' in quanto entita' stabile e insensibile alle opinioni non esiste.
  • Tutte le opinioni hanno lo stesso valore.
  • Tutti hanno diritto “ad un contraddittorio”.
  • La verifica sperimentale e' “contro la democrazia”.

Il coronavirus ha , ovviamente, prodotto un crollo temporaneo di questi assiomi. Il virus uccideva la gente, qualsiasi cosa ne pensaste o qualsiasi cosa ne diceste. Alcune opinioni avevano piu' valore di altre, ed erano quelle di persone competenti. Il contraddittorio, spingendo a comportamenti oggettivamente pericolosi, andava soppresso per lasciare spazio alle istruzioni piu' efficaci. La verifica sperimentale era obbligatoria per la sopravvivenza.

Ma in un mondo che contiene elementi di realta', non potete parlare della “eccellenza sanitaria lombarda”. I numeri ed i morti vi danno contro immediatamente. Quindi, se ci sara' un dibattito su quanto accaduto in Lombardia, potrete anche stare sicuri del fatto che diranno cose come “ci sono state tante epidemie, e quella lombarda era peggiore”. Non esistono prove reali di questo fatto, nel senso che il virus lombardo era venuto dalla Baviera, che ha avuto numeri molto diversi di vittime per milione.

Ma lo scopo della stampa italiana e' di tenere le persone in un mondo di delirio nel quale un politico dira' che la sanita' lombarda e' stata eccezionale, e un altro dira' che no, ha fallito completamente, e nessuno aprira' la finestra sulla realta' per capire cosa sia successo.

Ho avuto bisogno della vicenda di Floyd per capire bene come mai l'IT sia nel mirino. E ho capito una cosa: per quanto l'accaduto su internet viene continuamente tacciato di essere “virtuale”, esso e' reale.

Quando venne ucciso Floyd, la polizia disse che si era sentito male ed era stato soccorso dagli agenti. Una interessante realta' virtuale, nella quale gli agenti facevano bella figura.

Fu il filmato messo su Facebook a distruggere la realta' virtuale dei media tradizionali e portare elementi di realta' nel dibattito. Anche nel caso del vecchietto scaraventato a terra dai bulli in divisa della polizia, cui e' stato fracassato il cranio, e' il filmato ripreso da un cellulare e postato sui social a dirci come siano andate le cose.

Quel mondo che avete chiamato virtuale e' in effetti un elemento di realta'”, mentre oggi potreste anche accorgervi del fatto che TV e giornali vi stanno facendo vivere in una realta' virtuale, mentre le registrazioni fatte dai sensori dei dispositivi connessi introducono elementi di realta'.

Perche' il concetto e' semplice: piu' sensori il vostro cellulare ha, piu' telecamere accese ci sono ovunque, piu' elementi di realta' entrano nella vostra vita.

Perche' se per esempio usate una livecam come questa, in questo momento, nessuno potra' dirvi che c'era una tormenta di neve.

trevi

Ed e' per questo che ai politici piacciono i social, ma dispiacciono moltissimo i cloud per immagini e file.

Il problema e' che potrebbero portare elementi di vita reale , nella realta' virtuale che e' la politica, la televisione, la stampa.

Vedo tutto un cringe che viene dal mondo della scuola, patetiche lamentele di personaggi che vogliono cancellare la teledidattica dal mondo scolastico.

In gran parte si tratta di professori anziani che hanno ottenuto delle posizioni gerarchiche ufficiose nelle scuole, solo perche' hanno familiarita' con le tortuose astruserie della burocrazia ministeriale. E sanno che se tutto si muove online, molto del loro potere verra' trasferito a colleghi che sono piu' agili se immersi nei media digitali.

Ma quello che non si dice e' di che cosa abbiano davvero paura quando si parla di teledidattica. Ed e' semplice.

Hanno paura delle scuole private.

Proviamo a vedere che cosa cambia, per le scuole private, se il pubblico si familiarizza con la teledidattica. Immaginate di disegnare una scuola privata e digitale, e confrontiamola con la situazione attuale.

Allora, oggi come oggi se volete fare una scuola privata parificata decente dovrete comprare o affittare un edificio. Dovrete portarlo ad avere i requisiti abitativi e di sicurezza che servono a fare una scuola. Non importa che lo stato abbia il 70% degli immobili scolastici pericolosi per gli studenti: se siete dei privati dovete provvedere alla conformita'. Se non volete perdere una fetta importante di studenti, anche quella per gli studenti handicappati.

Poi si tratta di arredarli per poter fare lezione, per esempio. E dovete tenere il tutto salubre e a norma. Altre spese, piu' la burocrazia.

Poi dovrete tenere il tutto riscaldato, e dovrete anche provvedere alle pulizie. Piu' ovviamente avrete lo stipendio degli insegnanti. Piu' le tasse.

Se invece fate una scuola online, vi serve un rack 42U, i server, qualche firewall, degli switch BOR, switch TOR, uno storage e la connettivita'. Se non lo volete fare on premise, potete usare un cloud a vostra scelta, purche' abbia un tenant nel vostro paese (per la privacy).

Al massimo, il giorno degli esami vi tocchera' affittare la hall di un'albergo per tenerci gli scritti e gli orali. Ormai tutti gli alberghi hanno una sala conferenze, e i prezzi sono abbastanza approcciabili.

Parliamo di un risparmio che va dal ~80 al 90~ rispetto alla situazione di prima. E questo 80,90% di differenza e' il motivo per il quale le uniche scuole private di fatto sono proprieta' ecclesiastica: essendo fiscalmente esonerate ed essendo extraterritoriali, i loro requisiti (e relativi costi) sono bassi.

Quindi, la didattica a distanza rende MOLTO meno costoso fare delle scuole private. Ma se abbiamo esaminato il costo dell'offerta, proviamo ad esaminare la domanda.

Perche' se fate una scuola privata oggi, avete due scelte: comprare/affittare lo stabile in centro , in una zona densamente popolata, oppure perdere la stragrande maggioranza degli studenti.

Ma anche se la faceste in centro (ove l'affitto o il costo dell'immobile vi ucciderebbero) , non andrete oltre la citta' ove vi trovate. Se non e' grande, raggranellare , diciamo , 100 iscritti sara' difficilissimo. Ne avrete una dozzina, al massimo. E non ci pagate le spese, anche se fossero cosi' ricchi da poter pagare molto.

Adesso andiamo ad una scuola privata digitale.

Quale bacino di utenza avete? Beh, avete praticamente tutta Italia. Arrivare a 100 iscritti/anno, con una buona campagna pubblicitaria, non e' complicato. Qui si comincia a ragionare.

Potreste anche contare quali sono i licei meno diffusi sul territorio, ovvero quelli mediamente piu' difficili da raggiungere. Stiamo mettendo in campo il risparmio di qualche ora di trasporti locali, o la rinuncia dei ragazzi ad andare nella scuola che preferiscono, e la stiamo paragonando con la possibilita' di fare DAVVERO la scuola che vogliono, senza il problema “ma qui vicino non c'e' “.

Ora mettiamoci dalla parte delle famiglie. E' vero che il pargolo sarebbe a casa, ma parliamo di scuole superiori. Lasciare a casa un pargolo di 14+ anni non e' un problema.

Ma dal punto delle famiglie il discorso e':

  1. risparmiamo sui libri. ~1000 euro l'anno che possono essere sostituiti da ebooks/PDF da scaricare. La storia dei romani non cambia nel tempo. Senza la mafia delle case editrici , la scuola puo' decidere di usare lo stesso testo per piu' anni.

  2. risparmiamo sul trasporto. Ci sono famiglie che hanno due automobili solo per portare i figli a scuola. Altre i cui figli prendono autobus, treni & quant'altro solo per andare ogni giorno a scuola. Ma visto lo stato dei trasporti pubblici, questo implica che il genitore si sacrifica ad ogni sciopero/malfunzionamento/evento atmosferico.

  3. risparmio vestiti. Ho provato sulla mia pelle il discorso. La quantita' di vestiti che un'adolescente richiede per andare a scuola e quella che richiede per rimanere a casa sono molto diverse. La pressione sociale e' completamente diversa.

  4. Questioni sociali. Se siete i genitori di un bambino che vive in una scuola di una zona, diciamo, socialmente problematica (diciamo la scampia della situazione) forse invidierete le scuole di altre zone. Se siete un genitore di un bambino del sud, e leggete alla TV che ai test emerge un gap con gli studenti del nord, potreste valutare di mandare il pargolo ad una scuola del nord Italia. E' comprensibile.

Non dico che questo riguardi tutte le famiglie: migliaia di Karen la mattina non vedono l'ora di prendere il SUV per portare il figlio a scuola e sfogare i loro peggiori istinti nel tragitto. E a loro piace.

Ma se si tratta di raggranellare 100, 200 studenti/anno in tutta Italia, ce la fate tranquillamente, e ve la cavate con una retta mensile che i genitori recuperano quasi integralmente tra i costi accessori.

Anche perche' se seguite il metodo coursera, con pochissimi professori potete fare tantissime classi, visto che riciclate il materiale (video, documentazione, dispense, etc)

In poche parole, la scuola a distanza fa paura ai professori statali perche' abilita le scuole private ... ad esistere. E a competere con quelle pubbliche.

Le universita' si stanno letteralmente cagando sotto, e non per nulla si stanno attrezzando quasi tutte: sanno che se per disgrazia qualche universita' straniera cominciasse a fare davvero teledidattica, sarebbe molto difficile competere. Potete essere la Bocconi quanto volete, ma lo studente adesso potrebbe anche scegliere la LSE , anche se la famiglia non e' abbastanza abbiente da mantenerlo a Londra.

Il passaggio non e' SOLO materiale, e' culturale. La LSE fa gia' corsi di laurea online, per dire. Ma nessuno prima aveva mai rotto la barriera culturale. La laurea online sa di “corso per corrispondenza”.

Ma se si rompe questo pregiudizio, cambia tutto.

E col coronavirus il pregiudizio si e' rotto.

Ed e' per questo che si stanno letteralmente cacando sotto.

Americanate

Credo sia il caso, quando si parla delle proteste italiane per la morte di Floyd negli USA, di rispolverare il termine italianissimo nato per indicare cose fatte nel tentativo provincialissimo di imitare quanto avviene negli states.

Il primo punto da notare e' che ce ne sarebbero piene le palle di intellettuali che spiegano “la schiavitu' dei neri e' il peccato originale degli states”. Il che e' vero, ma se non fossero troppo impegnati nel leggere Seneca e Cicerone (che peraltro possedevano schiavi) avrebbero notato che in Italia ci sono migliaia di schiavi NEGRI che raccolgono i pomodori, senza i quali il Made in Italy non potrebbe raggiungere i suoi livelli di eccellenza, pizza ed amatriciana incluse.

Quindi descrivere la schiavitu' degli schiavi africani come “peccato originale degli states” quando hai i marciapiedi pieni di ragazze africane e i campi di pomodori pieni di schiavi africani non mi sembra tanto “intellettuale” : diciamo che vi hanno pagati per scriverlo e lo avete fatto, ma non ci credete nemmeno voi.

Lo stesso dicasi per la morte di Floyd.

E' sicuramente una cosa mostruosa e crudele che tre o quattro poliziotti soffochino una persona pesando con loro corpo su un poveretto innocente.

Come e' successo a Federico Aldrovandi, per esempio.

In Italia.

Ma non ricordo presentatrici in ginocchio sul tacco dodici a quei tempi. Ricordo invece presentatrici a pecora che riconoscevano il “diritto al contraddittorio” a quelli che difendevano il diritto della polizia ad inneggiare al Duce e uccidere persone. “Poche mele marce”. In americano, “Just a few bad apples”.(cit. Donald Trump).

Guardate questo tipo:

fesso

E' italiano (ho rimosso il nome per pieta', non per la privacy) si sta comportando con gli americani come se lui, che viene da una nazione del primo mondo , potesse guardarli dall'alto al basso. Peccato che il paese ove la polizia inneggia ad un dittatore (Benito Mussolini) sia l' Italia.

Peccato che il paese ove la schiavitu' degli africani in quanto africani e' praticata e' l'Italia. Peccato che il paese ove la polizia dice di appartenere a Salvini, nei suoi momenti di apologia del fascismo piu' o meno aperta sia l'Italia. Peccato che il paese dove un magistrato va in TV a dire che si sbaglia ad aspettare che finisca il processo per punire il responsabile ed ostracizzarlo sia l' Italia.

Ma lui si sente superiore. Non andra', dice, a fare le vacanze in USA perche' ... perche' e' una nazione che opera come certi dittatori del terzo mondo. Il che e' vero, ma non e' che se rimani in Italia sei in un posto tanto diverso.

Allora si dira' che in USA e' “sistemico”. In Italia no?

blop

Sapete com'e' finita la storia della bandiera ? Cosi':

ahaha

Non era nazista. Forse dovreste spiegarlo ai neonazisti tedeschi, che invece la pensano diversamente.

non era nazista

Pero' sono gli USA dove questa cosa e' “sistemica” ed “istituzionalizzata”, giusto?

La verita' e' che le “proteste” e lo “sdegno” che gli italiani provano per quanto succede negli USA e' solo quello che e':

un' Americanata.

Fa il paio coi rapper italiani “cresciuti nel ghetto” (ma non hanno mai raccolto un pomodoro), fa il paio con tutte le mode assurde che arrivano dagli USA, con le ragazze che fanno twerking , e con tutte quelle mode che i provinciali seguono senza capire cosa significano, e specialmente, senza capire che se credessero a quel che dicono non dovrebbero esultare perche' Minneapolis scioglie la propria polizia.

Dovrebbero chiedere che si sciolgano i carabinieri.

Oppure ammettere, che e' solo un' Americanata. L'ennesima di un paese ove si preferisce lottare per risolvere i problemi degli americani, E DIMENTICARE QUELLI DEGLI ITALIANI.

Che sono gli stessi. Ma in Italiano “la vita dei negri e' importante” suona malissimo. Perche' quelli americani sono “black”, quelli italiani sono solo “negri”.

Provincia, politica & reputazione

La melma che ho abbandonato circa 30 anni fa (sotto forma di melma umana, quella che abita i paesini di provincia della bassa ferrarese) e' tornata a sfiorarmi in una delle sue manifestazioni peggiori, e questo (no, non parlero' della melma in se', non sono un biografo di idioti) mi ha fatto venire voglia di scrivere sulla necessita' di reputazione che sembra ossessionare i politici di provincia.

Se volete riconoscere il politico di provincia dovreste forse contare la provenienza geografica dei giornalisti cui concedono interviste. Potreste notare sempre che le interviste concesse a dei coetanei conterranei sono poche: il motivo e' semplice. A chi conosce i fatti del tempo, raccontare una biografia politica e' difficilissimo.

Cosa intendo dire?

Intendo dire che l'uomo di provincia vive una situazione tossica:

  1. Ha un bisogno estremo di reputazione, perche' l'anonimato che e' possibile in citta' non e' possibile nei paesini.
  2. Siccome la societa' e' immobile, il fenomeno dello scavalcamento sociale avviene non per arrampicata ma per diffamazione.

Significa che se, per esempio, una cugina americana viene a trovare i miei per qualche giorno e ne approfitta per fare turismo, chi la vede insieme a mio padre va in giro a raccontare che ha la badante straniera.(sottinteso, sottinteso). Significa che se mia madre, per via di una cicatrice chirurgica, si fa installare tapparelle automatiche a tempo, e qualcuno vede le tapparelle di due stanze alzarsi insieme al mattino, il paese dice che mia madre e mio padre sono separati in casa, perche' dormono in due stanze diverse. (come abbiano la capacita' di sincronizzare al secondo la sveglia e alzare le tapparelle insieme con precisione da frecce tricolori, la leggenda non lo dice).

Di conseguenza, il bisogno di reputazione si trasforma rapidamente in una paranoia, perche' oltre al fatto di dover centellinare le cose che si raccontano su di se', occorre prevenire quello che gli altri potrebbero dire. L'arrivo della cugina americana deve essere , cioe', annunciato a quasi tutto il paese, in modo da sterilizzare in anticipo le voci su improbabili badanti. Allo stesso modo, l'installazione di tapparelle automatiche va resa nota al pubblico , partendo dalla parrucchiera, oppure parte il divorzio esterno.

Questa paranoia diventa ancora piu' terribile se da reputazione si passa a biografia. Ho appena smesso di discutere con un tizio che ho avuto il dispiacere di incrociare spesso in passato, che viene da una famiglia di benestanti, il quale si e' costruito una biografia politica da “proletario”.

Solo che mi e' capitato di dire qualcosa che corrisponde al vero: che i suoi non erano affatto proletari. A meno di non definire proletario chiunque abbia un lavoro, categoria piuttosto imprecisa che copre un intervallo che parte dall'impiegato sino a Lapo Elkann. Comunque, dicevo, non erano “proletari” nella scala sociale del posto e del periodo.

Siccome non sono un biografo di persone mediocri, non sto a spiegare il perche' ed il percome. Ma una cosa bisogna fare. Capire il problema: le biografie politiche sono sempre coerenti. Nella sua biografia politica, il politicanteo e' sempre stato interessato a certe battaglie. Sempre.

Cosi' il politicante comunista , si scopre, gia' all'asilo nido aveva organizzato i comitati pannolini proletari e faceva la rivoluzione contro le maestre fasciste, alle elementari aveva fondato i comitati operai per la merendina, alle medie era nella resistenza partigiana contro il preside, e cosi' via.

Perche' il politicante DEVE essere sempre stato dalla parte giusta, anzi: e' NATO dalla parte giusta. Il politicante comunista non e' solo comunista e proletario dalla nascita: egli viene da una famiglia di proletari, anzi ha un nobile lignaggio fatto di proletari da generazioni. Cosi' come i grandi elettori del sacro romano impero discendono tutti da Carlo Magno, (compreso, sembra, l'imperatore del Giappone: sarcazzo dove andava a troie il Carlo) i comunisti di internet sembrano discendere direttamente da Carlus Marxius, famoso filosofo materialista trasteverino, se non da Bakunos Anarkos di Mileto, noto filosofo greco.

gommunisti

Non e' un fenomeno nuovo. Anche la vita di Cristo, per dirne una, e' stata sbianchettata in questo modo. Era figlio di un carpentiere falegname, che in quella zona era sicuramente quello che oggi chiameremmo “ceto medio alto”, e ci sono tante cose nel Vangelo che fanno pensare a quella che per il periodo era una vita agiata. La storia della grotta scaldata da asino e bue era un'invenzione di un vangelo apocrifo, detto PseudoMatteo (uno degli), ma ciononostante entro' nella tradizione senza fiatare. Perche' la storia “ufficiale” parlava chiaramente di borghesia, ed era difficile parlare di “ultimo tra gli ultimi” in un mondo ove prendere un'asina, caricarci la moglie incinta solo per il vezzo di far nascere il figlio in un altro posto, e fermarsi in albergo la notte assumendo le levatrici sul posto non era uno stile di vita accessibile a ... giusto quel 70% di popolazione in schiavitu' o servitu' stretta (non potevano spostarsi dalla terra che coltivavano, insomma).

Ma dicevo la vita di Cristo fu sbianchettata sino a ridurlo ad essere “ultimo tra gli ultimi, umile tra gli umili, e blablabla”, e quindi se scivoliamo avanti nel tempo non dovremmo stupirci tanto se nessuno menziona il fatto che Marx era figlio di un avvocato ebreo piuttosto benestante, nonche' proprietario di parecchie vigne sulla Mosella. (oggi diremmo che faceva fare il prosecco). Si esaltano invece i rapporti di polizia di Londra che ne descrivono la poverta', dato che subito dopo essere scappato emigrato li' viveva dei prestiti di Engels, che era ... figlio di un facoltoso industriale e quindi aveva un sacco di soldi. Ehm. Difficile costruire un nobile lignaggio di proletari.

Ma questo non era mai stato un problema ne' per Cristo ne' per Marx ne' per Engels, che evidentemente non avevano la mania dei provinciali per la reputazione personale. Ne' la paranoia che arrivasse un fantasma del passato.

Ma specialmente, non avevano un pubblico votato alla purezza.

Perche' quando hai un pubblico votato alla purezza devi a tutti i costi evitare che dal passato emergano dei fantasmi.

Faccio un esempio emerso dalla discussione con la melma. Esisteva, nella mia adolescenza, il rituale di San Firmino (la festa di ogni primino! WOW). Si ripeteva ogni anno , e in quel giorno dell'anno gruppi di bulli giravano per le superiori a cercare “primini” e a “firmare” coi pennarelli (o con qualche sputo, a seconda) la loro giacchetta. Nel mio caso questo rituale fu “abbellito” da una serie di insulti omofobi scritti sulla giacca, e dal fatto che essendo la mia famiglia in cassa integrazione, perdere una giacca era un problema dunque ricevetti pure una fraccata di sberle al ritorno.

Ora, se sei un piccolo politicante di “estrema” sinistra, essendo successo 35 anni fa, se anche qualcuno te lo ricordasse (e peraltro il politicante non era presente , fu la sua cricca) , la cosa piu' sensata da fare sarebbe dire “cazzo, che idiozie che facevamo da ragazzini. Eravamo delle teste di cazzo, vero? Dai, una volta che ci vediamo ti offro una birra.”. Suvvia , di cazzate ne abbiamo fatte tutti, a patto di essere vivi. Per dire, ero un glamster/lipstick nel periodo in cui gli Slayer spaccavano. Devo aggiungere altro?

Ma chi ha bisogno di una reputazione di purezza non puo' farlo. E siccome, secondo il detto bolognese, “la merda piu' la mescoli piu' puzza”, il politicante risponde “non ricordo nessun San Firmino”. Ma San Firmino era una tradizione consolidata da ben prima che arrivassimo noi, accadeva ogni anno, ed e' continuata per molti anni anche dopo. Dire “non ricordo nessun San Firmino” equivale a dire, tipo, ho fatto l'universita' a Bologna ma non ho mai sentito parlare della festa della matricola e aggiungere che “non ricordo bene se c'erano delle torri”. Credibile?

Ma perche' si sfiora il patetico sino a questo punto?

Si sfiora il patetico quando si vive un'esistenza patetica fatta di patetici espedienti per tenere alta una reputazione altrimenti mediocre.

Stessa cosa vale per la vita da studente universitario fuori sede. Voglio dire, qualche fesseria la fanno tutti: hai 18/19 anni, sei uscito da casa, sei in una citta' tutto sommato tollerante. Se poi ti metti a fare politica , o sfiori la politica, anche soltanto frequentando il Piccolo Bar, prima o poi farai qualcosa di imbarazzante. Ma anche senza politica: io ero Dark (oggi si dice gotico) e goliarda (Balla dell'Oca, era Console il buon Nusco). Ma non sto a dire “si, mi sono vestito cosi' per un pochino, ma poi conoscevo solo un dark, ciccio”. Che cazzo vuol dire?

Ma se qualcuno se ne uscisse oggi dicendomi (come ho ricordato al politicante in questione) “ehi, facevi parte di un sottogruppo giovanile imbarazzante e hai scritto cose imbarazzanti su un muro”, probabilmente tirerei un sospiro e direi “eh, la gioventu'. Che ricordi. E quante cazzate”. E si, ho anche attacchinato volantini imbarazzanti su qualche muro. E quindi? Ho fatto persino l'arbitro di calcio per portare a casa il rimborso spese, vedete voi. E io odio il calcio. E quindi?

Ma il politicante puro che ha una biografia politica non puo' dire “e quindi?”. Sarebbe come dire che Cristo se ne andava a feste di matrimonio borghesissime con vino d'importazione romana, il massimo della decadenza della borghesia ebraica. Non puoi farlo.

Il vero comunista non fa queste cose: e' nato integro da genitori integri. Cosi' povero che il 22 del mese avevano finito anche la miseria.

Per definizione.

Urtare la reputazione giovanile, cioe' la biografia politica, di un wannabe politicante (peraltro mediocre, noioso , scolastico e finanziato apprezzato solo dai sicofanti piu' simili a lui) diventa un problema per via della necessita' di una biografia politica.

La biografia politica somiglia un pochino a quei curriculum che vedo nell' IT: gente che usava metodologie agili prima che venissero inventate, persone che hanno seniority su Kubernetes che sono precedenti a Kubernetes stesso, eccetera.

Nel caso del politicante di provincia, il problema e' appunto questo: che nel massimo della sfiga, puo' spuntare qualcuno che ti ha conosciuto in passato. Un coetaneo conterraneo.

L'incubo di qualsiasi wannabe politico di professione dalla biografia splendida.

Cosi' splendida che si trema al solo pensiero che qualcuno ricordi qualcosa di diverso.

Sarebbe stato ridicolo, se non fosse anche patetico. La reazione idiosincratica mi ha riportato per un istante nella pianura del cringe , nel regno della Fremdschämen piu' apocalittica, e specialmente nella piu' grande esibizione di giustificazioni patetiche io abbia mai sentito.

Ma il patetico e' uno degli stili piu' diffusi della provincia. Si sa.

Tempo fa scrissi che Zuckerberg era il vero artefice della vittoria della Alt-Right americane alle elezioni del 2016. La gente disse “maddai, la silicon valley e' cosi' dddesinistraaaaa , figurati”. E sorridevano.

Oggi che ci sono i dipendenti di Facebook in sciopero perche' la posizione politica Pro-Trump di Zuckerberg e' sempre piu' chiara, mi chiedo se queste persone sorridano ancora. Probabilmente si', perche' in fondo la portata di questa cosa non viene percepita chiaramente.

Tempo fa scrissi che Bannon e' un tattico micidiale, ma uno stratega pessimo. E che era tutto tranne che finito, e che la sua tattica sarebbe stata quella di portare gli USA vicini ad una guerra civile.

Ma prima bisogna capire cosa si intenda per strategia e tattica.

Allora: uno stratega non inventa una strategia. Lo stratega capisce la strategia. Ma la strategia viene dal contesto e dalla congiuntura. Se il tuo paese ha il Fulda Gap (una zona dalla quale e' facile far passare carri), lo stratega deve capirlo e difendere il Fulda Gap. Come farlo e' tattica. Ma se il Fulda Gap esiste, esiste. Non e' una decisione dello stratega.

Se il tuo nemico necessita di rifornimenti navali , la tua strategia sara' la guerra per mare. Ma non l'hai scelta: non puoi decidere tu se il nemico necessita di rifornimenti navali. La strategia nasce dalla considerazione dei fatti e della congiuntura attuale. Lo stratega non sceglie una strategia. La vede. La analizza.

La tattica, al contrario, e' quel mondo nel quale decidete tutto voi. Quando, quanti e quali mezzi, dove, eccetera. Allora dovete difendere il Fulda Gap, e decidete come farlo.

Allora, Bannon e' un tattico. Se gli dite quale sia la strategia, e' una specie di genio nel realizzarla. Ma non sa analizzare le condizioni strategiche. Se qualcuno gli dice di portare gli USA alla guerra civile, lo fara'.

Peraltro avevo scritto che Bannon voleva diventare lo stratega dei suprematisti piu' violenti per seminare caos, e a quanto pare il caos c'e'.

D'altro canto, Bannon e' stato allontanato da Trump. E qui i casi sono due.

  1. Bannon era davvero contro Trump e stava sul culo a Trump. Viene da chiedersi di cosa viva, con quali soldi gira il mondo, eccetera.
  2. Bannon non poteva rimanere vicino a Trump. Significa che aveva molti contatti con persone che Trump voleva associare al proprio nome.

Su chi Trump non voglia associare al suo nome personale c'e' solo da scegliere. Ma possiamo fare delle ipotesi.

  1. Se sono i russi che lo finanziano, presto vedremo arrivare dei “cittadini in vacanza” simili agli omini verdi della Krimea. Gente armata, in uniforme, ma senza insegne.
  2. Se sono i suprematisti che lo finanziano e lo mantengono, prima delle elezioni dovranno entrare in campo a viso aperto e fare qualcosa di gradito a Trump, qualcosa di molto violento.
  3. Se a finanziare Bannon sono i GAFA, allora Bannon sa che deve lavorare per annientare la Ocasio Cortez. Quindi la vedremo sotto attacco mediatico, e pesante.

Ma se queste sono tattiche, qual'e' la strategia dei GAFA (Google, Apple, Facebook, Amazon)? Di che cosa hanno bisogno, cosa temono? Qual'e' il loro Fulda Gap?

Energia.

Energia elettrica.

I grandi datacenter. Essi bevono energia in una maniera mostruosa. Il costo dell'energia e la sua tassazione e' il Fulda Gap dei GAFA.

Se siete Facebook, Google, Apple, Amazon, Microsoft, IBM , oggi avete una sola strategia. “L'energia deve fluire”. Ma non energia qualsiasi. Le rinnovabili non vanno bene perche' sono discontinue.

I GAFA hanno bisogno di energia con una forte garanzia di continuita'. Quindi hanno bisogno di energie le cui fonti oggi sono considerate “non rinnovabili”. Se per caso arriva un governo che per spingere verso il “green” mette una tassa sulle energie da fonti non rinnovabili, a favore delle fonti rinnovabili (che sono troppo discontinue) , i GAFA sono finiti.

“I GAFA hanno bisogno di energia da fonti NON rinnovabili” e' come dire “Il nostro paese ha bisogno di rifornirsi via mare”: la prima cosa che farete e' di costruire una flotta per difendere le rotte marine.

Allo stesso modo, i GAFA devono usare il loro potere per impedire una politica green che tassi (la green tax) le fonti non rinnovabili a favore delle rinnovabili discontinue.

Questa DEVE essere la loro strategia. Viene dai loro bisogni. Non possono scegliere.

Per questa ragione tutti i grandi della silicon valley, la silicon valley stessa come complesso industriale, sono con Trump. Ma non e' perche' Trump e' Trump. E' perche' Trump non firma gli accordi sul riscaldamento globale. E' perche' Trump esce dall'accordo di Parigi. E' perche' Trump e' scettico sul cambiamento climatico.

I GAFA appoggeranno QUALSIASI candidato alla presidenza che non abbia intenzione di fare una transizione energetica verso fonti rinnovabili.

E devono farlo AD OGNI COSTO.

Perche' la strategia viene dai fatti, e i fatti sono che i GAFA sono energivori.

Il resto e' tattica.

Looting & Politica

Chi segue il declino velocissimo degli USA sta sentendo parlare di “looting”, ovvero di saccheggi. Essi vengono dipinti come atto di antipolitica, senza pero' rendersi conto del fatto che se tutti ne parlano e c'e' dibattito attorno ad essi, sono gia' diventati atti di politica.

Per capirlo bisogna osservare un pochino cosa dice il capo di qualsiasi gruppo ai suoi. Lo dice in molti modi, lo dice piu' o meno esplicitamente, a volte in maniera sublimata (quando il capo dello stato fa visita alle forze armate, per esempio), ma alla fine la prima affermazione di qualsiasi leader politico e' sempre quella: con me al comando, siete al sicuro. O se preferite, “io vi proteggero' “.

Per questa ragione a Trump e' necessario far vedere che lui e' un presidente “law and order”, e che manda i soldati a presidiare le strade. Se vuoi rimanere un leader, devi per forza dire ai tuoi che li proteggerai. E poi devi farlo.

In questo senso, la continuazione dei saccheggi e' un messaggio politico: “non sei in grado di proteggere i tuoi” significa anche “come leader non vali niente”. Significa che il leader ha fallito nel primo dei suoi compiti.

Quindi si, potete masturbarvi quanto volete, ma il saccheggio su vasta scala e' un atto politico, eccome. Ed e' per questo che occupa tutti i giornali e tutti i commentatori politici ne parlano.

Arrivano poi quegli intellettuali che continuano a sostenere che la protesta e' illegittima se e' violenta. Interessante speculazione, ma l'obiettivo di una protesta non e' quello di essere legittima, e' quello di essere efficace.

Bollare la protesta come illegittima e' come bollarla come calcarea. Ok, una protesta violenta e' calcarea. E sticazzi ce lo scriviamo?

Sono esistite in passato delle proteste (in genere pacifiche, ma anche no) che sono state definite come legittime, e quindi il governo e' sceso a negoziare e ha fatto le riforme richieste. Molto bene.

Ma adesso parliamo di questo pianeta: davvero pensate che Trump scendera' mai a negoziare, e che poi fara' tutte le riforme che servono a rendere meno violenta la polizia e meno razzista la societa'? Trump? Con il suo elettorato?

Non lo fara' MAI.

Ma se sappiamo gia' che Trump non scendera' MAI a negoziare con chi protesta, sappiamo gia' che e' inutile tenere la protesta su binari di legittimita'. A quel punto, visto che i negri americani possono vivere senza paura di essere ammazzati a random solo se Trump viene sconfitto, devastare oggetti ed edifici e' una strategia ragionevole. Per due ragioni.

  • Estensione del fronte. Se gli americani percepissero differenza tra beni materiali e vita umana, il presidente potrebbe dire “mi focalizzo nel salvarvi la vita, e poi vi risarcisco i danni”. Ma siccome per gli americani la ricchezza vale quanto la vita, devastare negozi ha lo stesso valore di uccidere. Questo pero' estende enormemente il fronte, perche' l' esercito americano NON ha abbastanza uomini per difendere OGNI proprieta' di valore.

  • Moltiplicatore di forza. Sia chiaro, noi Manhattan non la conosciamo per le persone. Non la conosciamo per i filosofi, per gli artisti, per le opere d'arte. Manhattan la si conosce per i negozi, ovvero per edifici , e per la merce di lusso, cioe' per prodotti tutto sommato facilmente sostituibili. Di conseguenza, bruciando i negozi di Manhattan sui media si ottiene lo stesso effetto che si otterrebbe uccidendo tutti i suoi abitanti. Il brand delle aziende , se bruciato, e' un moltiplicatore di forza notevole.

  • Esposizione. “No looting, no news”. Una semplice manifestazione oggi finisce con il solito dibattito tra “siamo un milione” e “sedici per la questura”. Se invece annienti i negozi di un quartiere, la questura non puo' dire niente. I negozi sono bruciati. Fine. Chi ha escogitato le tecniche mediatiche per sminuire le manifestazioni ha costretto all' escalation i manifestanti. La devastazione non puo' essere mediata.

  • Sfiducia nei leader. Se Trump non riesce a fermare le devastazioni, e' in seria difficolta'. Lo si nota quando cerca di scaricare la colpa su altri. Ma se il devasto continua, il problema si fa serio. Trump ha accusato il sindaco di New York di codardia, dicendo che se non si muove ci pensa lui. Se domani Di Blasio gli dicesse “bene, genius, e' venuto il tuo momento di brillare, fai pure”, Trump sarebbe nei guai. Perche' una strage di negri a new york e' esattamente quello che Trump NON vuole.

Di fatto, i manifestanti hanno comunque tutte le chances del mondo, mentre chi deve difendere un fronte troppo esteso si trova comunque a perdere l'iniziativa. Questo e' il motivo per il quale la guerriglia urbana e' una delle piu' dure in assoluto. E voglio far notare che i manifestanti sinora non hanno usato armi da fuoco. Il che significa una cosa: loro hanno ancora spazio per scalare, mentre l'esercito le armi da fuoco le ha gia' in mano. Se i manifestanti scalano con le armi, l'esercito NON puo' scalare con artiglieria o carri armati, che devasterebbero la citta' ancora di piu'. L'uso dell'esercito e' una finta minaccia , e prima o poi i manifestanti se ne accorgeranno.

Il problema vero, e l'errore di Trump, e' stato proprio quello di ridurre tutto all'uso della forza. Perche' adesso DEVE usare la forza, E DEVE FAR VEDERE CHE LA USA, ma tutto quello che non vuole e' una battaglia, tantomeno vuole altre vittime di colore.

In pratica, Trump cerca di spegnere una rivolta contro i metodi brutali della polizia , che sono emersi nonostante i tentativi della polizia di nasconderli, introducendo ancora piu' brutalita', nonche' mettendosi nelle condizioni di doverla mostrare al pubblico.

Non credo che questa vicenda , a meno di altri catastrofici errori, possa giovare a Trump. Del resto, subito dopo una protesta contro la repressione delle proteste di Hong Kong, Trump che invoca esercito e forza sui manifestanti e' tutto quello che desideravano a Pechino.

Chissa' quanto avrebbe pagato Pechino per un poliziotto che uccidesse male un negro, di fronte alle telecamere, durante gli scontri a Hong Kong e le proteste di Trump

Il lato B della sorveglianza elettronica

C'e' una sola cosa che pochi stanno notando di quanto e' successo negli USA con l'uccisione di George Floyd. Il lato B della sorveglianza elettronica. Un lato poco esplorato della sorveglianza elettronica.

Il primo comunicato sulla morte di George Floyd parlava di una morte accidentale. Nella prima versione durante il controllo la vittima si sarebbe sentita male e i poliziotti lo hanno soccorso.

Sfortunatamente per i poliziotti, passava da li' una persona con un cellulare e c'erano due telecamere di sorveglianza. Questa cosa non e' da sottovalutare, perche' si tratta della stessa sorveglianza elettronica di cui lamentiamo l'invasivita'.

Cosi' volevo riflettere sulla sorveglianza elettronica come strumento civile. Sinora a sentire il termine “sorveglianza elettronica” abbiamo sempre pensato a qualcosa che sorveglia noi. Ma questa volta nel mirino ci sono finiti i controllori, perche' la magagna che e' venuta fuori e' venuta fuori solo perche' c'erano i filmati. E allora chiediamoci: dove si potrebbe spingere questa sorveglianza senza ledere i nostri diritti?

La prima cosa che notiamo e' che la polizia americana fa le peggiori porcherie in diversi posti:

  1. Le strade ed ambienti aperti.
  2. Le irruzioni in casa.
  3. Le loro caserme.

Qui il problema e': in che modo un cittadino dovrebbe o potrebbe sorvegliare (come la persona che ha filmato la morte di Geogra Floyd col cellulare) senza dare automaticamente i dati a google?

Le soluzioni, tecnologicamente parlando, esistono.

  1. Le Dashcam. link

Si tratta di dispositivi che scaricano su SD, in modo che nulla venga inviato ai soliti GAFA (Google Amazon Facebook Apple) . Ce ne sono di tutti i prezzi, e di azionano “automagicamente” quando lo scenario si muove. Se ora immaginate che ogni automobilista ne abbia una (ce ne sono anche di forma simile ad uno specchio retrovisore), le strade cominciano a diventare un luogo abbastanza insicuro per commettere abusi.

Lo stesso dicasi per le telecamere di sorveglianza puntate verso le strade, da balconi e/o dietro al vetro della finestra. Queste telecamere (oltre a registrare malintenzionati) non farebbero altro che incastrare poliziotti che abusano del proprio potere, nel caso lo facciano.

Immaginiamo ora che tutti tengano una dashcam puntata sulla strada di fronte, o sul balcone sottostante, e otterreste una cosa: la storiella del tizio che si accascia e i poliziotti buoni che lo soccorrono diventa debolissima.

  1. Andiamo all'altro luogo: la casa. CHi ha una telecamera in casa sa bene che serve a poco contro i delinquenti, per la semplice ragione che la polizia non ha il coraggio di affrontarli. D'altro canto, pero', ogni anno negli USA avvengono migliaia di errori giudiziari, anche se come scrive il sito https://www.errorigiudiziari.com/ , da qualche tempo sembra impossibile avere delle statistiche.

In caso temiate un'irruzione abusiva, potete anche installarne in casa, onde riprendere voi stessi. Questa cosa di riprendere voi stessi ha un grande vantaggio: poter sempre dimostrare la propria innocenza in caso di abusi giudiziari.

Si tratta di dispositivi estremamente semplici da nascondere, capaci di visione notturna e infrarosso, a volte piccoli come bottoni. link

In questo caso, avete almeno UN vantaggio: che potete dimostrare di essere stati in casa vostra un dato giorno. Che spesso e' piu' che sufficiente per evitare il carcere ingiusto, cosa che accade sovente negli usa.

  1. Avete poi strumenti personali. Si tratta in genere di penne da appendere alla tasca, che contengono poi microfoni o telecamere. In genere, vista la difficolta' ad inquadrare, conviene usare solo il microfono link

Alcuni sono piu' piccoli, e sembrano chiavette USB link

ma il concetto non cambia.

Se voi stessi sorvegliate voi stessi, avete anche voi il potere dei dati. Il lato B della sorveglianza elettronica non e' altro se non la possibilita' del cittadino di registrare se' stesso su un dispositivo (una SD card) che controlla, e tirar fuori il dato alla bisogna. Alla bisogna SUA, ovviamente.

In USA questi piccoli gadget sono molto diffusi negli uffici degli uomini, per difendersi da false accuse di molestie, e quelli personali vengono usati dentro gli ascensori. Quando ad una persona tocca di prendere un ascensore da solo con una donna, non fa altro che mettere una mano in tasca e azionare uno di questi. Da quel momento il suono e' registrato, e una falsa accusa di molestie e' scongiurata.

Esiste un lato B della sorveglianza elettronica. Il fatto che tutti abbiano a disposizione dispositivi di sorveglianza a basso costo consente un uso _difensivo_ di questi strumenti. Quello che viene detto e-Journal

Tracciare se' stessi potendo decidere come finiscono i dati e' un ulteriore potere nei confronti di prepotenze e truffe. Pensate alle truffe assicurative automobilistiche: una dashcam in auto puo' evitare molti problemi. Un problema che negli USA e' devastante.

Ma specialmente, sapere che potenzialmente OGNI cittadino americano ti sta filmando e registrando diventa un deterrente per certe forze dell'ordine. Lo dico perche' potreste chiedervi come sarebbe andato il processo, se ci fossero state telecamere nascoste alle scuole Diaz.

La telecamera nascosta in casa propria ha anche un altro grande vantaggio. Scaccia le altre telecamere.

Ci sono sono poliziotti che entrano in casa quando voi non ci siete, e piazzano telecamere in casa. Se avete un cane da guardia lo capite perche' al ritorno lo trovate spaventato: hanno usato una frusta elettrica. Quando entrano mettono microfoni ovunque.

E trovarli e' molto difficile, a meno di non avere un filmato. Se avete un filmato di cosa e' successo, non avete che da guardarlo per trovare dove hanno messo il loro microfono. Una precauzione che negli stati uniti e' fondamentale.

In questo senso , negli USA questi dispositivi possono essere cruciali nel mostrare come la polizia si comporta. Perche' il problema e' che esiste una disforia terribile tra quello che si pensa che le forze dell'ordine facciano, e quello che fanno effettivamente.

L”opinione che si ha delle forze dell'ordine viene , infatti, direttamente da Hollywood e dall'industria dell'intrattenimento. Se guardiamo quanto poliziesco una persona media si sorbisce nel corso della vita, scopriamo che stiamo parlando di una quantita' enorme di propaganda alla polizia , ove i poliziotti sono sembre belli bravi buoni intelligenti e la cosa forma nell'immaginario pubblico un'immagine positiva delle forze dell'ordine.

Quindi, non occorre sottovalutare il lato B della sorveglianza elettronica: se cominciamo a spiare quello che succede oltre al davanzale della porta (senza mandarlo ad un cloud, ma tenendolo per se') si acquisisce un enorme potere sui propri dati. Il potere deriva da due fatti: il primo e' quello di avere il dato per se' e solo per se', il secondo e' quello di poterne fare uso a piacimento e per primi.

Negli USA, quando i poliziotti malmenano qualcuno tirano sempre fuori la storia dell' aggressione a pubblico ufficiale. Il guaio viene quando la persona ha addosso un piccolo microfono come quelli che ho linkato sopra, e registra tutti i rumori. I suoni sono piu' che sufficienti a smentire una narrativa di aggressione.

Tutto questo pullulare di tecnologie spia, quindi, non e' del tutto negativo. E' negativo nel caso ne facciamo un utilizzo passivo. Ma se compriamo NOI la tecnologia per la sorveglianza, e puntiamo la telecamera sullo stato, le proporzioni si capovolgono.

Il lato B della sorveglianza elettronica.