Das Böse Büro

Be yourself: believe in Tautology.

Vedo sui giornali italiani un atteggiamento perlomeno inspiegabile nei confronti della vittoria di Biden. Onestamente, ho gia' spiegato che Biden seguira' le stesse politiche di Trump, semplicemente lo fara' con una diversa narrativa. E rimango convinto che sara' cosi', per diversi motivi.

Punto primo: la strategia non si sceglie. La strategia si riconosce nelle condizioni materiali, la si deduce, ma non la si sceglie. Se sei da solo, non puoi circondare dieci avversari. Se sei un paese con 9000km di coste, non puoi che difendere le coste e i porti. Se hai un punto debole come il Fulda Gap, non puoi che difenderlo.

La strategia non si sceglie, la si vede. Quella che puoi scegliere e' la tattica, cioe' il come fare delle cose. Ma se parliamo della lista di cose da fare, che e' la stategia, essa e' dettata dai fatti materiali. Quindi, che ci sia Biden o Trump, la strategia sara' la stessa.

Se gli USA hanno un'industria poco competitiva rispetto a tanti paesi europei (Italia compresa) , alla Cina e a diversi altri paesi da cui importano manufatti lavorati di ogni genere, quello e' un fatto. Non cambia che ci sia Biden o Trump al potere. Fare la svolta verde non serve a nulla se Cina ed Europa producono l'una i pannelli solari piu' economici e l'altra i migliori sistemi eolici. Non risolleva l'industria americana, prosciugata da un decennio di investimenti, che invece sono finiti a nutrire gli “unicorni” della Silicon Valley. Avere Tesla non serve se in Europa in cima alle classifiche di vendita delle elettriche ci sono di nuovo gli stessi gruppi di sempre. Non serve a nulla contro Toyota che fa ibride ed elettriche da prima di Tesla e ha capacita' produttive enormi. E tutti i miliardi che sono finiti a Tesla , anziche' finanziare le case automobilistiche americane , presentano cosi' il conto. Il supposto top dell'industria automotive piu' innovativa USA produce, quando va bene , ~100.000 auto elettriche al trimestre. Toyota fa 15.000.000 di veicoli/anno. SImile al gruppo VW.

Adesso si dice “finira' la guerra commerciale”. Credete che quindi Biden si arrendera', condannando l'industria USA a chiudere? Perche' questo significa “finire la guerra” quando gli altri dominano: significa perdere.

State sognando: Biden deve proteggere la sua industria, mentre almeno prova a distogliere gli investimenti dagli “unicorni” e riportarli nella ricerca&sviluppo delle aziende USA. Non finira' alcuna guerra commerciale.

Stessa cosa con la Cina. I cinesi stanno varando navi da guerra ad un ritmo che gli USA non vedevano dalla seconda guerra mondiale. Negli USA stessi, il 70% dei cellulari e' di produzione asiatica, solo ~39% di Apple. E Apple non potrebbe vivere senza Cina.

Quindi no, nemmeno la strategia nel Pacifico puo' cambiare. Vi state illudendo: forse cambiera' qualche tattica, ma gli USA hanno BISOGNO di fermare l'import di prodotti industriali stranieri. Punto.Hanno BISOGNO di fermare i cinesi. Trump lo fa in un modo, forse Biden in un altro, ma cambiera' solo , al massimo, la narrativa.

Ma il punto e' diverso: il multilateralismo. Perche' Trump ha causato un danno che, almeno nei 4 anni di presidenza di Biden, e' irreversibile.

Il punto e' semplice: pacta sunt servanda?

Nella costituzione Italiana, cosi' come nella costituzione di tutti i paesi europei continentali, cosi' come nel trattato di Lisbona, siamo vincolati a mantenere i patti. Significa che se si e' dentro un trattato si rispetta il trattato, ivi compresi anche i termini per uscire dal trattato.

Ma Trump ha stracciato (specialmente in campo militare) molti trattati. E lo ha fatto nel modo in cui risultasse piu' umiliante e sminuente possibile per le controparti. Vedi alla voce “Iran”. Ha minacciato di “uscire dalla Nato” piu' volte.

E per quanto Biden possa durare, o per quanto i democratici possano durare, prima o poi arrivera' un altro Trump, perche' Trump e' gli USA, e gli USA sono fatti della materia di Trump. Per i piu' ottimisti, almeno in parte consistente.

ha senso perdere 5 anni a negoziare un complesso trattato commerciale con gli USA, quando sappiamo che il prossimo trumpoide lo straccera' in diretta TV?

Non ci sono, nella costituzione americana , delle regole che impediscano al presidente di stracciare trattati come carta igienica. Non ci sono vincoli. Sinora e' stata la prassi, come lo era in UK prima che decidessero di rompere il primo trattato di uscita dalla UE.

Ma ora la prassi e' rotta. E quindi la domanda e': ha senso negoziare? Ha senso (se non per perdere tempo: in quel caso ha senso) impegnarsi in un trattato commerciale , fatto di lunghissime trattative, sapendo che il prossimo trumpoide ne fara' carta igienica? Quanti anni passeranno prima che un altro trumpoide prenda il potere negli USA?

Ormai e' una progressione geometrica: se vi ricordate il primo Bush, vinse agitando “il ventre profondo dell' America dimenticata”. Ma ce ne scordammo quando il secondo Bush vinse tirando fuori i “teocon”, e presero la ribalta persone come Sarah Palin. Si disse sempre “il ventre profondo dell' America dimenticata”. Aha. Adesso e' arrivato trump, che ha fatto... la stessa cosa. Ha evocato “il ventre profondo dell'America dimenticata”. Esiste una progressione crescente di stupidita' , che viene liquidata sbrigativamente dai giornalisti come “ventre profondo dell' America” , e non si vede cosa dovrebbe fermarla. Davvero pensiamo che scrivere “il trumpismo e' finito”, come se 71 milioni di persone fossero sparite nel nulla, aiutera' l' America dimenticata a sentirsi meno abbandonata? Lo si e' gia' fatto, e la progressione di “ventre profondo dell' America” ha continuato a crescere in virulenza.

Non vedere questa progressione e' da stupidi. Sapete benissimo che il “ventre profondo dell'america dimenticata” , tra quattro anni, sara' piu' profondo e piu' dimenticato di oggi. E sapete bene che il prossimo Trump sara' ancora peggiore di questo. E' una progressione ormai da piu' di 20 anni.

E allora rifaccio la domanda:

ha senso negoziare trattati con un governo che ne fara' carta igienica tra quattro, massimo otto anni? E se anche fossero dodici, cambierebbe qualcosa per trattati di questo genere, che (come nel caso del TTIP) possono costare 7 anni di trattative?

La risposta e' che puo' avere senso per legare le mani all'avversario. Se gli europei vogliono comprare altri 7 anni di tempo, in modo da consolidare il dominio in alcuni settori industriali ulteriori, sicuramente ha senso per noi negoziare. Ma ha senso per gli USA?

Quindi nessun trattato impegnativo sara' iniziato. A meno che Biden non voglia tranquillizzare le masse americane e comunicare di “aver recuperato gli alleati”. Oppure dovra' portare a casa dei trattati in fretta, per cui non saranno trattati grandi e complessi, o daranno agio agli Europei di uscirne facilmente.

Il problema e' proprio questo: pacta sund servanda.

Gli americani (e anche il trumpoide di Londra) hanno fatto di tutto per mettere in dubbio che i loro paesi si sentano vincolati dai trattati esistenti. Ne “escono”, dicono.

Ma allora che senso ha farli?

Questo e' lo scoglio di Biden: non puo' garantire che un trattato venga rispettato piu' di 4 anni. Non puo' piu'. Anche se garantisse che il prossimo presidente sara' democratico E durera' 8 anni, puo' garantire 12 anni di rispetto dei trattati. Un trattato complicato come TTIP richiede anche 7 anni di negoziati. Sette anni di negoziato per cinque anni di applicazione?

Un altro scopo dei trattati e' di servire come base per trattati ulteriori. Ma se un trattato e' intermittente (un presidente ne esce, uno rientra, un altro ri-esce) , a cosa diavolo serve? Il trattato di Parigi e' stato evoluzione di quello di Kyoto, su cui si basava. Adesso Biden dice che rientrera' nel trattato di Parigi. Amen. Ma quale sara' il prossimo trattato, se sappiamo gia' che gli USA sono part-time in quello esistente?

Uscire da questo scetticismo sara' durissimo: Biden guida una nazione inadempiente. E' come chiedere credito in banca, o ai fornitori, dopo essere fallito senza pagare i debiti.

Biden dovra' pagare cash, e in anticipo. Se vuole portare a casa trattati, dovra' pagare tutto subito, perche' nessuno crede che il prossimo trumpoide terra' in piedi il trattato.

Se vedete USA e UE che iniziano a nagoziare, o lo stesso per Cina e USA, e' semplicemente la controparte degli USA che temporeggia mentre raggiunge i propri obiettivi interni.

Ma a parte la narrativa, con Biden non cambiera' quasi nulla.

La strategia e' dettata dai bisogni, e i bisogni USA non sono cambiati.

In un post del passato mi e' capitato di far notare come la “prima ondata” del coronavirus sia stata affrontata dall' Italia come una penitenza cattolica, o come un castigo divino. Non faccio neanche in tempo a girarmi, e vi vedo con la seconda ondata che viene interpretata e affrontata ... come una penitenza per i vostri peccati.

Avete provato a girare per la stampa italiana e leggere le omelie accuse dei giornalisti? Se chiedete per quali motivi sia tornato il coronavirus in Italia, trovate un 30% di accuse verso le regioni che non hanno fatto nulla (fondato), e un assurdo e infondato cliche', secondo il quale il coronavirus sarebbe tornato per colpa dei vostri peccati del fatto che durante l'estate le persone sono andate in discoteca, in spiaggia e al ristorante.

Gola, lussuria e orgoglio. Mica male. Doveva arrivare una punizione, isn't it?

Peccato che il coronavirus sia tornato piu' o meno in tutto l'emisfero settentrionale del pianeta, come fanno tutti i virus che sfruttano le vie respiratorie quando arriva l'inverno. Potenti, le spiagge italiane: si puo' sapere che diavolo di macumba avete fatto, quest'estate, per causare un picco in Scozia?

Peccato che il virus non abbia quasi alcuna probabilita' di sopravvivere alle temperature di una spiaggia, tantevvero che non esistono numeri o studi sulla propagazione del virus in condizioni di spiaggia. Peccato che il virus tema gli ultravioletti, cioe' i raggi del sole. Peccato che come tutti i virus influenzali, dilaga piu' al chiuso che all'aperto, al punto che ci chiedono di aprire le porte per ventilare.

Ma, ripeto, peccato che NON ESISTANO statistiche sulla propagazione del virus in luoghi assolati e ventilati: in che modo si e' deciso di accusare le spiagge della propagazione del virus, quando tutto sembra indicare il contrario e non esistono evidenze?

Perche' lo dice Gesu': se ti diverti fai peccato.

Che la lettura della seconda ondata sia una lettura veterocattolica lo mostra anche cio' che MANCA alle accuse. Si, certo, la seconda ondata arriva per colpa di chi e' andato a divertirsi durante l'estate.

Chi invece ha costretto i lavoratori a tornare in azienda scalando il lockdown come ferie, chi ha cercato di fermare l'home office sin da Marzo, chi ha invitato le persone a “tornare a far vivere Milano”, invece non viene mai menzionato. INPS che sta mandando a dire che il tempo passato in quarantena non e' malattia, costringendo i positivi a consumare ferie oppure andare in ufficio?

Si dovrebbe dedurre che andare in ufficio non propaghi il virus. In fondo, dice il cristianesimo, il lavoro e' la punizione data ad Adamo, quindi dovrebbe gia' funzionare come espiazione.

E deve essere cosi' dal momento che NESSUNO addita come colpevoli della seconda ondata, insieme ai goderecci bagnanti, anche quelli che sono andati in ufficio.

Ma se il lavoro non propaga il virus, al punto che la seconda ondata non vede tra i colpevoli quelli che sono andati a lavorare ad Agosto, perche' chiedete a tutti di fare home office quando possibile? Misteri della fede.

Comunque, la situazione data in pasto all'opinione pubblica e' questa:

  • colpevoli della seconda ondata sono coloro che d'estate sono andati a divertirsi, anche se in luoghi arieggiati e soleggiati, ove sappiamo che le forme di virus respiratorio faticano a propagarsi.

  • assolutamente innocenti sono coloro che si sono rinchiusi in ufficio ed in fabbrica, perche' il lavoro e' gia' fatica, dunque sofferenza, e hanno gia' espiato.

penitenziagite

In questa dicotomia ricade anche la lista delle attivita' da chiudere, che sono ordinate non tanto in maniera dettata dalle statistiche, ma in ordine di godimento.

Insomma, si puo' fare un lockdown basato sul pericolo , e si puo' fare un lockdown basato sul fatto di non essere essenziali, ovvero di essere spese voluttuarie.

Perche' alla fine, “non essenziale” e “voluttuario” coincidono: quindi in pratica “chiuderemo tutte le attivita' non essenziali” si traduce con “chiuderemo tutte le attivita' voluttuarie”. Che sembra una misura alquanto cattolica.

Vi siete resi conto che chiamando “non essenziali” le attivita' voluttuarie, hanno applicato un periodo di penitenza piu' che di quarantena?

Una cosa singolare e' quella di aver consentito lo Jogging (perche' appunto all'aperto contagiarsi e' difficile) , “ma solo vicino a casa”. Questa e' davvero interessante: abbiamo a che fare con un virus che offre caramelle agli sconosciuti, e' un virus lupo cattivo che ti frega quando sei cappuccetto rosso ed entri nel bosco?

Non si capisce per quale motivo correre 5 KM in tondo attorno all'isolato contagi di meno che fare 2.5 KM in linea , avanti e indietro. Qual'e' il punto? Esiste qualche fondamento scientifico di questa scelta? Abbiamo detto che il podista deve essere da solo mentre corre, dunque la distanza da casa che differenza fa? Suona molto come “corri pure, ma non divertirti troppo”. Insomma, non corro per piacere mio, ma per.... jadda jadda jadda.

Diciamo la verita': tutto puzza di cristianesimo sin dal momento in cui si dice “chiudiamo le attivita' non essenziali voluttuarie”. Diciamolo pure: ci sono due modi di chiudere. Uno lo sto sperimentando in Germania, dove vivo, e uno lo sperimentate voi in Italia. Come sapete, anche il governo di Berlino ha deciso di ridurre del 75% i contatti tra le persone. Noto pero' un approccio diverso: a disposizione ne avete due:

  • chiudo le attivita' piu' pericolose.
  • chiudo le attivita' non essenziali.

“Chiudo le attivita' pericolose” significa aver fatto delle statistiche chiedendosi dove diavolo si sia contagiata la gente, e chiudere quelle perche' e' LI' che la gente si contagia.

Questo per esempio lascia aperte le scuole , perche' in ultima analisi non ci sono statistiche enormi di contagio tra gli studenti. Certo, qui stanno con le finestre aperte in una nazione non proprio caldissima , con giacca e coperta sulle gambe (mia figlia ha una coperta nell'armadietto scolastico, insomma), ma in Italia non c'e', diciamolo, lo stesso clima. Si potrebbe fare a meno della coperta.

Questo significa che i negozi sono chiusi per metratura, quelli piccoli devono garantire 25mq per cliente (dal mio fornaio fate la fila fuori e si entra uno alla volta, insomma) perche' e' la metratura (la distanza) che decide quanto e' probabile che un virus vada da tizio a caio. Quindi la piccola ferramenta fa molta fatica (ma ne ho vista una aperta), ma BAUHAUS e' aperto.

La verita' e' che al virus non frega nulla del perche' siate in un posto, o se vi stiate divertendo: l'unica cosa che e' rilevante sono

  • il numero di persone
  • la superficie a disposizione
  • il loro distanziamento.
  • la quantita' di tempo che ci passate.

per questa ragione ha senso vietare tutti gli eventi oltre le 6 persone a tavola, ma non ha senso vietare che sei persone stiano in una ferramenta con 15.000 mq di spazio. Chiaramente si dovra' dire alla ferramentONA quanta gente (al massimo) puo' stare nel negozio, (che io sappia, uno ogni 25mq, appunto) ma non ha senso decidere che puoi stare in un posto se vende beni voluttuari, mentre non puoi se vende beni non voluttuari.

Siccome la cosa sta funzionando relativamente bene,

r-faktor

sarebbe ora che Conte si chiedesse cosa vuole fare: intende salvare la vostra anima, o la vostra pelle?

Perche' se vuole salvare la vostra anima, allora chiudere le attivita' voluttuarie (AKA non essenziali) va bene come penitenza, mentre se intende salvare la vostra pelle, magari andrebbero chiuse le attivita' piu pericolose.

Perche' avrete delle statistiche su quali siano i luoghi dove, nella scorsa ondata, le persone si sono infettate di piu', giusto?

.... giusto?

....ehm.... giustoooo?

Lo scorso articolo esaurisce l'argomento delle elezioni USA, ma noto che un dettaglio fa discutere, quello per cui degli USA si siano visti sempre i ghetti dei neri, ma non quelli dei bianchi (dei quali alcuni ignorano/negano addirittura l'esistenza). Quindi volevo parlare di questo errore giornalistico, dal momento che non avviene SOLO negli USA, ma anche nel resto d'Europa.

Da dove cominciare? Prima di dedicarci all' Italia, proviamo con la Francia. Avrete sentito parlare delle Banlieue, che sono normalmente i quartieri ghetto attorno a Parigi. Quando si parla di ghetti francesi si finisce regolarmente per parlare di Banlieue, il che significa parlare di immigrati algerini.

Con una trattazione che limita lo studio della poverta' francese alle Banlieue, tutti (politici compresi) saranno portati a pensare che il problema del ghetto e della poverta' in Francia sia limitato agli immigrati algerini, se non del tutto almeno nella maggior parte.

Finche' non entrano in gioco i numeri. Perche' se ci mettiamo i numeri, scopriamo che Banlieue non e' il nome di un ghetto isolato e popolato da magrebini. Per Banlieue intendiamo la periferia cittadina, e la dimensione (cosi' come l'isolamento) di queste zone e' tutt'altro che limitata agli immigrati.

banlieue

Come potete vedere, la distribuzione del reddito a Parigi non e' “tutti i bianchi ricchi e i ghetti dei magrebini poveri”. A giudicare dalla dimensione, ci sono enormi aree di poverta' a Parigi, la cui numerosita' va ben oltre (di un fattore dieci) rispetto alla popolazione di immigrati.

Il tasso di poverta' in Francia, infatti, lo potete trovare sul sito EUrostat e nel 2018 era del 13.4%. Ma se ci chiediamo quanti siano quelli magrebini, anche ammettendo che OGNI magrebino sia povero (Zidane compreso) otteniamo questo:

zidane

In pratica, se anche OGNI immigrato fosse un africano povero che vive in un ghetto della banlieue, il resto dei poveri (cioe' molto piu' della meta') sarebbe di pelle bianca. Ed e' plausibile (vista la divisione per redditi , vedere la mappa precedente) , che vivano nelle stesse periferie metropolitane, ovvero Banlieue.

Curiosamente, nessuno ha mai descritto le banlieues se non come i quartieri ghetto dei magrebini. Ma il fatto che siano PRINCIPALMENTE quartieri (o interi comuni) pieni di bianchi poveri, non lo ha MAI menzionato nessuno.

Se prendiamo l' inghilterra, possiamo prendere due mappe e farci una riflessione:

uk

E poi questa:

uk2

Come vedete, gli UK hanno un catastrofico problema di miseria, sia tra gli adulti che tra i bambini. Tuttavia, quando parliamo dei ghetti in UK ci riferiamo sempre ai quartieri degli immigrati pakistani di Londra, o diamo per scontato che gli immigrati siano il corpo della popolazione povera.

No. Basta osservare la distribuzione degli immigrati per capire:

ukI

Come potete vedere, su scala nazionale non c'e' quasi correlazione tra poverta' ed immigrazione. *Esistono intere regioni del paese che sono PIU' povere delle zone peggiori di Londra.

Ma quando il giornalismo riferisce della poverta' e dei ghetti in UK, parla sempre dei quartieri pakistani di Londra. Non si riferisce MAI alle enormi zone inglesi ove la poverta' non e' nel ghetto perche' e' ovunque.

Potrei andare avanti con altri paesi ed usare come emblema gli USA, o parlare della situazione italiana, ma tornerei sempre al punto di prima: che si tratti delle citta' povere in Germania o di interi stati americani ove si vive peggio che nei ghetti di LA, il punto e' che

la nostra classe giornalistica ha deciso che tutti i poveri sono negri, e che tutti i bianchi sono ricchi.

Lo hanno fatto con alcuni trucchi molto usati a scopi statistici: il cherrypicking. Per esempio, se io dimostro che i negri americani sono poveri per il 70%, mentre i bianchi sono poveri per il 25%, secondo il giornalista avrei dimostrato che ci sono piu' poveri negri che bianchi. Ma in termini numerici il problema e' diverso, perche' i negri americani sono il 17% della popolazione, mentre i bianchi sono di gran lunga piu' numerosi: se andassi a contare il NUMERO di poveri negli USA, otterrei che la White Trash americana e' MOLTO piu' numerosa rispetto ai negri poveri, ma non solo: e' molto piu' numerosa della minoranza di negri.

Ma la scelta piu' astuta e maliziosa che la stampa ha fatto sinora e' stata quella di chiedersi “quanti poveri ci sono tra i negri”, anziche' chiedersi “quanti negri ci sono tra i poveri”.

Se calcolo quanti poveri ci sono tra i negri, ottengo che i negri sono la popolazione che ha piu' poveri. Se calcolo quanti negri ci siano tra i poveri, ottengo che la maggior parte dei poveri sono bianchi.

E come potrete capire, tra i due messaggi c'e' un abisso di differenza.

Se usciamo dalle percentuali e andiamo a contare le persone, esistono in tutto l'occidente MOLTI piu' poveri bianchi che poveri negri. Esistono MOLTI piu' poveri locali che poveri immigrati.

Ora, il problema e' semplice: se accettiamo che i negri protestino per le loro condizioni, che cosa ci aspettiamo dalle masse enormi di bianchi che sono nelle stesse condizioni, se non peggiori?

Per capire, possiamo provare a chiederci per quale motivo scelgo di uscire dalle percentuali e andare ad usare i numeri assoluti.

  • Per prima cosa, esiste la cattivissima abitudine da parte della stampa di fornire le statistiche in percentuale, senza mai fornire la deviazione standard.
  • Secondo, esiste un'abitudine ancora peggiore da parte della stampa di fornire le statistiche con una percentuale, senza fornire la distribuzione.

In queste condizioni, le percentuali in se' sono semplicemente una supercazzola prematurata. Per esempio, in qualche modo mettendo le percentuali su una mappa ho fornito, spannometricamente, una distribuzione GEOGRAFICA della poverta'. Quando ho guardato quanti poveri ci sono e quanti immigrati ci sono ho tentato, in maniera assai spannometrica, di capire quale fosse la distribuzione dei negri tra i poveri.

MA c'e' una ragione pratica per la quale andrebbero contati i numeri assoluti e non le percentuali.

  • Si vota. Il numero di poveri esasperati a disposizione del populista di turno non e' determinato dalle percentuali, ma dal numero effettivo di votanti.
  • Si vota, II: in luoghi come il Regno Unito, il sistema e' maggioritario. Questo significa che le aree a maggioranza povera (o media povera) contano in numero assoluto, e non relativo.

In entrambi i casi, cioe', chi considera le percentuali di poveri tra le minoranze potra' fornire carburante alla protesta, ma al momento del voto conteranno , a seconda dei sistemi elettorali, il numero ASSOLUTO di poveri e il numero ASSOLUTO di zone povere.

Non le percentuali.

Adesso finiamo con l'Italia.

Se ci chiediamo quanti poveri ci siano tra gli immigrati, otteniamo un numero enorme. E con questo finiremo col pensare (forte di questo cherrypicking) che la poverta' sia un problema che riguarda prevalentemente gli immigrati.

Ma se andiamo a farci la domanda opposta, ovvero quanti immigrati ci sono tra i poveri, scopriamo una realta' molto diversa:

istat

Ma il dato importante viene sotto:

istat2

PErche' detta cosi', siamo a dire che la poverta' e' un problema degli immigrati. Ma andiamo a vedere i numeri assoluti:

  • 60 milioni (meno cinque di immigrati) per 5.9%, sono 3.245.000
  • cinque milioni di immigrati (circa, ho trovato numeri diversi) per il 26.9% fa 1.345.000

E ora capite il punto: ci sono MOLTI piu' italiani poveri di quanti immigrati poveri ci siano: non e' un problema di decimali, siamo a piu' del doppio di poveri italiani.

Ma tutta la narrativa che investe il paese parla della differenza tra 26.9% e 5.9%, mentre ignora sistematicamente la differenza tra ~3.245.000 persone e ~1.345.000 persone.

Persino nella musica rap, si e' deciso che il rapper che vive nel ghetto urbano italiano e' negro, e parla di poverta' ed emarginazione, ma se le proporzioni venissero rispettate 2 rapper su 3 dovrebbero essere italiani di origine autoctona.

MA tutta la cultura occidentale e' intrisa dello stesso problema: ignorare il bianco povero. Comportarsi come se non esistesse. Parlare sempre e solo del devastante problema dei negri poveri e degli immigrati poveri, senza MAI toccare il problema dei bianchi poveri e degli autoctoni poveri.

Questo razzismo interno si riassume molto bene, secondo me, con la vulgata secondo cui se diamo sussidi agli immigrati per poter vivere in Italia allora stiamo affrontando un problema sociale, mentre se andiamo a dare il reddito di cittadinanza stiamo foraggiando terroni fancazzisti. Eppure, il problema sociale degli italiani poveri e' MOLTO piu' grande in dimensioni.

E quindi possiamo capire facilmente per quale ragione “i sondaggi non funzionano” negli USA, e il motivo per il quale le elezioni non si comportano come ci aspettiamo in Italia.

Le elezioni sono il momento in cui il povero bianco invisibile diventa visibile. Nei sistemi maggioritari, sono il momento in cui i ghetti bianchi, prima dimenticati, vengono contati.

Trump e' come Berlusconi. Lo votano i bianchi poveri.

Il guaio e' che voi non ci credete. Non credete che esistano. Non esiste una trasmissione che si occupi di loro contro migliaia sugli immigrati poveri che vivono nelle baracche. Bene, signori, per ogni immigrato povero che vive nelle baracche, ci sono DUE (e rotti) italiani poveri che fanno lo stesso, MA NON VOLETE VEDERLI.

Ed e' questo fenomeno di CENSURA IDEOLOGICA che vi impedisce di capire la politica di oggi.

Da dove viene questa censura? Perche' avviene. Le fondamenta sono diverse.

  • La poverta' tra i bianchi e' un problema che non puo' essere attribuito alle destre razziste , o al razzismo, ma ha le radici nel catastrofico fallimento delle sinistre. Ma piuttosto che ammettere di aver fallito, le sinistre vi mostreranno la poverta' tra i celenterati amazzonici.

  • La poverta' tra i bianchi non puo' essere attribuita alla fallita “integrazione dello straniero”. Non puo' essere attribuita al colonialismo occidentale, non puo' essere attribuita ai flussi migratori. E' un fallimento nella governance, qui ed ora. E senza scuse.

E' molto piu' comodo, quando si parla di poverta', parlare della poverta' delle minoranze di negri e di immigrati. Si possono trovare tanti capri espiatori, come la mancanza di integrazione, la carenza di servizi sociali per l'integrazione, eccetera.

Ma la poverta' degli autoctoni parla dell'incompetenza del governo. Non ha scuse. Non la rinchiudi in un recinto rassicurante. Non e' un problema di integrazione.

E' proprio un fallimento.

Sino a quando il bianco povero non vota, e vi lamenterete “che i sondaggi non hanno funzionato.” Beh, se li fate ignorando fette enormi di elettorato, non funzioneranno di certo.

Mentre ci si gingilla con improbabili scenari, credo sia il momento di spendere qualche parola sulle elezioni americane. Perche' tutti quelli che ripongono speranze su Biden non hanno capito alcune cose. Una non ha bisogno di essere spiegata, la seconda richiede spiegazioni.

La cosa che non richiede di essere spiegata e' semplice: Trump e' l' America di Oggi, e una parte consistente di una di ieri. Certo, non l'avete voluta vedere ieri (quando non andavate a mostrare la White Trash ma solo i quartieri bene di Manhattan, quando raccontavate dei ghetti dei neri ma non delle sconfinate distese di poverta' bianca, eccetera) , non avete voluto vedere l'ignoranza americana perche' eravate troppo presi dal magnificare le scuole della IVY League, e quindi non avete capito una cosa semplicissima.

Trump e' l'americano. Non quello “medio”, espressione fatta per tirarsi fuori illudendosi di essere migliori della media. Trump e' l'americano, punto. Certo, conoscete americani che non sono come Trump. Ma io non ho detto che Trump e' come l' americano. Ho detto che Trump e' l'americano. Il vostro amico amricano che non e' come Trump e' Trump. Perche' la personalita' di Trump e' fatta di America. E l'america e' fatta della stessa sostanza di Trump. Che e' ANCHE un dissimulatore ed un attore: se gli chiedete di recitare la parte della Ocasio Cortez, e lo pagate abbastanza (e gli conviene) da domani avrete la migliore Ocasio Cortez mai vista, coi capelli biondi e la pelle arancione. Trump e' TUTTO quello che serve perche' Trump guadagni soldi. Esattamente come ogni americano. Anche il vostro amico “che non e' come Trump”: non e' come Trump perche' gli conviene. Quindi e' Trump.

Motivo per il quale, che Trump vinca o meno , non cambiera' nulla.

Ma andiamo al punto che necessita di essere spiegato. Biden e' populista quanto Trump.

So che esiste un'idiosincrasia nel dire che esiste una sinistra populista o un populismo di sinistra, ma non mi importa. Il populismo di sinistra esiste, e' sempre esistito, e propone la stessa soluzione del populismo di destra: “basta che date TUTTO il potere possibile a noi, che siamo come voi, e i problemi SCOMPARIRANNO”. (Perche' il populista non risolve i problemi, li fa sparire).

Ma cominciamo dall'inizio. Gli USA sono oggi il paese piu' polarizzato del mondo. Ma il punto e' tanti lo dicono, MA NESSUNO CONTA MAI I POLI.

I poli politici USA sono DUE. Non esiste il monopolo politico. Quindi e' inutile dire che esiste una polarizzazione estrema, e poi raccontare che se Trump e' da un polo, l'altro polo sia “moderato” e “crede nel multilateralismo”. Sono puttanate.

La verita' e' che Trump e' uno dei due poli, radicalizzato , estremo e unilateralista, perche' esiste un polo opposto, altrettanto polarizzato, radicalizzato, estremo ed unilateralista.

Ovviamente i due poli sembrano essere l'uno il contrario dell'altro: ma questo succede sempre quando hai un polo positivo e un polo negativo.

Il problema e' che Biden NON e' un moderato, non e' un “centrista”, e non puo' esserlo. Non puo' esserlo perche' in un sistema polarizzato i poli sono DUE, e Biden e' uno dei due poli.

Certo, si costruisce un'immagine da moderato perche' i democratici USA rimpiangono i bei tempi del “bipartisan”, ma vorrei ricordare che ai tempi del “Bipartisan” al potere c'era un democratico. Quindi sono moderati... ma e' “moderato” quando siamo al potere noi, sembrano dire.

In realta', si scontrano due poli: uno che dice “io sono la Nazione” (Trump) e uno che dice “io sono la democrazia” (Biden). Entrambe le affermazioni sono polarizzanti, polarizzate, esclusive ed estreme. Per questo il sistema e' polarizzato: ci sono due poli.

Certo, la sinistra radicale USA diffida di Biden perche' non e' Sanders, diffidava di Sanders perche' non era la Ocasio Cortez, e diffidava della Ocasio Cortez perche' non era Lenin. Diffidava anche di Lenin perche' non era abbastanza Ru Paul, ma questo e' un altro punto perche' capire chi diavolo sia il leader di riferimento di quell'area e' praticamente impossibile.

Ma questo divorzio apparente dall'estrema sinistra americana non e' sostanziale: e' funzionale all'immagine di “moderato” che Biden vuole costruirsi attorno. Motivo per il quale non ha voluto la Ocasio Cortez come numero due, sostituendola con un suo clone spendibile che e' la Harris.

Nella realta' quotidiana, infatti, i militanti di Biden cercano di convincere i radicali a votarlo: https://www.youtube.com/watch?v=t3Vah8sUFgI . Segno che sia un divorzio apparente. Quello che non si dice e' che quando una base di estrema sinistra vota per te, poi per tenere il senato sarai costretto ad accontentare ogni senatore che teme di perdere il posto alle prossime elezioni locali se perdi il supporto della sinistra radicale.

Insomma, Biden e Trump sono i due POLI risultato di una polarizzazione estrema della politica. Se la polarizzazione era il problema, non lo risolvera' certo Biden.

Ma c'e' un secondo punto per il quale Biden dovra' rimanere polarizzato quanto Trump. Il primo e' che dall'altra parte del pacifico c'e' un paese il cui leader ha chiesto il potere a vita per fare il culo agli USA, cosa che non puoi fare in 5 anni. Quindi esiste una polarizzazione strategica all'esterno degli USA. E' stata creata ANCHE da Trump, certo, ma non solo. (i cinesi ci hanno messo del loro).

Il secondo punto e' che gli elettori di Trump, primi tra tutti i gruppi suprematisti, non scompariranno nel nulla. E per fermarli, ammesso e non concesso che la polizia USA obbedisca a Biden (in caso contrario dovra' usare le forze armate), occorreranno le maniere forti. Il che richiede un consenso molto polarizzato.

Non c'e' modo, senza uno scontro armato e un vincitore netto, di riportare alla normalita' democratica un paese cosi' polarizzato: siccome Biden non potra' eliminare le sinistre radicali , l'unica “depolarizzazione” possibile e' quella contro le destre radicali. Ma un governo di sinistra che demolisce le destre radicali non e' un ritorno alla moderazione, e' un invito all'escalation. O come minimo, ad una ulteriore polarizzazione.

Il passaggio dal populismo di destra a quello di sinistra, dal punto di vista degli “alleati”, non e' quel ritorno alla normalita' che si vuole credere.

Innanzitutto, non e' la fine dell' “America First”. Il problema che sta dietro all'america first e' semplice: l'industria americana non e' piu' competitiva. Prima gli americani accettavano di importare quasi 800 miliardi di beni industriali dall' Europa (e questo ci dice quanto competitiva sia l'industria USA) perche' avevano una supremazia tecnologica nel mondo dell' IT. Ma ora che la Cina cresce, la loro supremazia tecnologica sta crollando. Apple sara' anche Apple, ma la maggior parte del telefoni cellulari sul mercato e' fatta in Asia. Adesso l'asia cresce anche nel campo dei dispositivi di rete , e l'unica soluzione che hanno gli USA e', di fatto, un veto che lascia il campo libero a Ericsson e Nokia Reti, due aziende europee. Segno che anche in questo campo, l'industria USA non eccelle piu'. Le universita' USA non attirano piu' studenti cinesi, perche' quelle cinesi sono migliori. E stanno cominciando ad attrarre studenti da Europa e India. Esisterebbe il business green, ma Trump ha fermato tutto. Il risultato e' che aziende cinesi ed europee stanno cominciando a dominare il mercato dell'auto elettrica, mentre Tesla e' ferma nell'ordine dei centomila veicoli prodotti a trimestre.

In che modo , di preciso, il Multilateralismo di Biden puo' portare posti di lavoro negli USA, ammesso che tale multilateralismo esista? Biden avra' lo stesso problema di Trump, quello di riportare il lavoro ben pagato negli USA.

Perche' dopo aver promesso lavoro e giustizia sociale a tutti, quello che ci si aspetta e' che tu faccia quanto promesso. E come faranno, col multilateralismo? I cinesi non cambieranno rotta: hanno deciso di puntare all'indipendenza tecnologica, e dopo essersi scottati una volta non scommetteranno certo sulla probabilita' che non torni un altro Trump. Con chi dovrebbero farlo, il “multilateralismo”, gli USA di Biden? Con i turchi? Coi russi? Con chi?

La verita' e' che la politica di trump non era quella “di trump”, era quella di un paese spolpato da un capitalismo borsistico fatto da maiali senza coscienza. Anche in questo senso, Trump e' l'americano di oggi. Un finto miliardario, il cui stile di vita non riflette la propria capacita' di produrre reddito.

Biden eredita la stessa nazione di Trump, che chiede le stesse cose. Che vuole le stesse cose: tornare ai bei tempi. I bei tempi cambiano: gli elettori di Trump vogliono tornare ai tempi di Reagan, mentre quelli di Biden a quelli di Clinton. Ma c'e' davvero cosi' tanta differenza tra una novantenne che cerca di tornare ai 20 anni, e quella che cerca di tornare ai 30? Non sono entrambe condannate allo stesso fallimento patetico?

In realta', Trump vincera' comunque. Vincera' perche' lui e' l'americano, e quindi Trump e' anche Biden. Entrambi sono chiamati a fare la stessa cosa: riportare il lavoro e l'industria in un paese che importa beni praticamente in ogni settore sino ad avere una bilancia commerciale negativa praticamente in ogni area del manufatturiero: un paese con la peggiore industria manufatturiera dell'occidente.

Biden e Trump sono due nomi della stessa cosa, un'america che vive al di sopra delle sue possibilita'.

Il risultato di queste elezioni non cambia assolutamente nulla. Sia Biden che Trump sono l'america. Cioe', sono la stessa cosa.

Una delle piu' spettacolari commedie dell'ipocrisia di questa pandemia e' quella che gira attorno all'argomento “anziani che muoiono”. Questa ipocrisia , specialmente attraverso una stampa fatta da vecchi, scritta da vecchi e letta da vecchi, sta diventando quello che le ipocrisie fanno quando passa il tempo: diventa patetica. Mi riferisco a quel meccanismo di negazione/rimozione che si pronuncia “ma muoiono anche i giovani”.

Che e' vero, ma vediamo subito quanto sia penosa questa bugia osservando i dati:

age

E' vero: muoiono anche i giovani.

Ma i numeri sono enormemente inferiori.

La verita' e' che se avessimo isolato completamente gli anziani per proteggerli, il sistema sanitario nazionale sarebbe quasi completamente scarico. Se avessimo ordinato un lockdown totale e sistematico di chiunque sia 60+ e negativo al test, (senza lo stoccaggio degli anziani dentro le case di riposo, che sono ovviamente luoghi pericolosi per via della densita' di popolazione a rischio), oggi avremmo le terapie intensive semivuote.

Punto. I numeri dicono questo, e dicono con chiarezza inequivocabile che bisogna proteggere gli anziani, perche' anche se ci raccontiamo “che muoiono anche i giovani”, i numeri sono enormemente diversi. Comportarsi come se fosse la stessa cosa e' di un'ipocrisia che trovo criminale. Di quel criminale che sa di Auschwitz, per capirci.

Se poi sommiamo che le altre categorie a rischio sono gli obesi e quelli che hanno malattie pregresse, otteniamo le categorie che erano da chiudere in casa: lockdown totale per 60+, obesi e persone giovani con patologie pregresse. Gli altri ALLA LARGA.

A quel punto si alza il coro di quelli che dicono che:

  • “ma sono TANTI. Non e' fattibile!!”.

E la mia risposta e' che “invece imporre il lockdown a TUTTI riduce il numero di persone o rende piu' fattibile la cosa?”

  • ma tenere chiusi in casa solo gli anziani e' molto difficile.

No, l'infrastruttura e' circa la stessa: stessa polizia per le strade, stesso esercito, ma anziche' chiedere un'autocertificazione si chiede la carta di identita' o un certificato medico di buona salute. Peraltro, sull'eta' e' molto difficile mentire: si riconosce a prima vista.Idem per l'obesita'. Rimarrebbero quelli con patologie pregresse, ma se sei un cardiopatico ed esci durante una pandemia del genere Darwin ti ama.

In realta' sarebbe fattibilissimo ordinare un lockdown totale per gli anziani 60+, e persino 50+. E costerebbe molto meno di un lockdown parziale di tutti, per via delle inevitabili conseguenze economiche.

Il lockdown poi non deve nemmeno essere per forza spaziale: si possono dividere le persone anche nella dimensione del tempo, tipo: il sabato girano solo anziani 60+ (dovranno pur farsi la spesa e gettare i rifiuti), e tutti gli altri se ne stanno chiusi in casa.

Ma qui tocchiamo l'ipocrisia, appunto. C'e' una ragione per la quale un lockdown strettissimo sugli anziani e' impossibile.

Gli anziani sono il gruppo che contiene la classe dirigente e i ricchi del paese.

Mettere in lockdown gli anziani e' possibile quanto lo era mettere in lockdown i nobili francesi prima del 1789. Significherebbe chiudere in casa praticamente tutti quelli che possiedono il 60% della ricchezza del paese, e l'intera classe dirigente italiana, che e' terribilmente vecchia.

Mattarella in lockdown. La Corte costituzionale chiusa in casa. La meta' del senato chiusa in casa. Il Papa. I vescovi e l'intero CEI. Gli stati maggiori delle forze armate. I faccendieri piu' potenti del mondo della finanza. De Benedetti. Il mondo accademico piu' potente.

Questa e' la ragione per la quale non possiamo fare LA COSA RAZIONALE da fare, cioe' proteggere chi rischia di piu': perche' la classe dirigente italiana ha paura di non ritrovare la poltrona alla fine della pandemia.

E' inutile nascondersi dietro un dito: i numeri parlano chiaro. Chi sta morendo lo possiamo contare. Chi ha BISOGNO di essere protetto lo sappiamo. Il grafico e' chiarissimo.

Ma siamo ipocriti, e non vogliamo dirlo. Non vogliamo dire che stiamo facendo cose prive di razionalita' soltanto perche' non vogliamo segregare in casa la categoria che contiene quasi tutti i ricchi e i potenti.

Non possiamo dire che rischiamo la saturazione del sistema sanitario solo perche' ci ostiniamo a pensare a delle misure per isolare i luoghi di contagio, anziche' a delle misure per proteggere le persone a rischio isolandole.

La prima obiezione che arriva e' :

  • ma questi ricchi&potenti che bloccano tutto il paese non si rendono conto di essere tutti a rischio?

Risposta: Ma loro accettano il lockdown completo. Il loro problema non e' evitare il lockdown. Il loro problema e' evitare un lockdown selettivo che colpisca i vecchi ma non i giovani.

A loro non importa che ci sia un lockdown , a loro importa che non siano lasciati liberi i giovani mentre loro sono chiusi in casa.

Perche' se tutti stiamo chiusi in casa, non abbiamo tempo per eleggere qualcuno che prenda il posto dell'anziano. Non abbiamo tempo per trovare un sostituto: tutto e' fermo.

Ma se si fermano loro, mentre il mondo va avanti, il resto del mondo dovra' pur sostituire il vecchio primario, il vecchio banchiere, il vecchio affarista, il vecchio direttore, il vecchio CEO, che non possono essere al lavoro di presenza. Insomma, se il vecchio generale viene messo in lockdown, qualcuno dovra' essere promosso al suo posto. Ma alla fine del lockdown, rimarra' su quella poltrona.

E' un problema di competizione: se alcuni sono chiusi in casa mentre altri hanno potere di movimento, di riunione, e tutto quanto, se un vecchio giudice non puo' essere in tribunale occorre che un giovane giudice prenda il suo posto. Non esiste ancora il processo da remoto.

Il loro problema non e' essere chiusi in casa se tutti sono chiusi in casa: quello che la classe dirigente non vuole e' di essere chiusa in casa MENTRE TUTTI GLI ALTRI non lo sono.

E poi c'e' una seconda domanda che li angoscia: “e chi mi dice che mi faranno mai uscire dal lockdown”?

Dice il vecchio giudice: “ma se scarichiamo il sistema sanitario chiudendo in casa gli anziani , e una serie di giovani vengono promossi al loro posto per tenere botta durante l'emergenza, chi ci dice che a fine emergenza il lockdown sara' tolto? Dopotutto , la decisione sara' presa da quelli che hanno preso il nostro posto.”

A chi farebbe ricorso il vecchio giudice contro una misura di lockdown esteso per altri due anni (ma solo contro i 60+)? Al giudice che ha preso il suo posto grazie al lockdown e che lo perderebbe se disponesse la fine del lockdown?

In pratica, le classi dirigenti (che sono composte da anziani dai capelli piu' o meno tinti) vedono la cosa in termini di svantaggio competitivo e stanno dicendo: il lockdown non deve dare alcun vantaggio competitivo ai giovani. Quindi deve colpire anche loro, anzi: specialmente loro.

Posso prevedere l'obiezione che arrivera' a questo punto: ma il lockdown totale non li danneggia?

No, non lo fa. Se consideriamo che nella categoria dei 60+ ci sono tutti i ricchi italiani o quasi , quello che otteniamo e' questo: i ricchi sono diventati ancora piu' ricchi col covid .

Non e' detto che questo sarebbe successo nel caso avessimo imposto subito il lockdown totale solo per le persone piu' a rischio: il resto della popolazione sarebbe rimasto attivo e competitivo, per cui c'era il rischio che venissero surclassati: se avessimo potuto mettere in quarantena i nobili francesi nel 1789, non ci sarebbe stata alcuna rivoluzione. Alla fine della quarantena, il re avrebbe trovato che un parlamento aveva preso il suo posto, e i nobili avrebbero trovato le istituzioni repubblicane al loro posto: qualcuno doveva pur dirigere , no?

Funzionera' nel lungo termine? No.

Per una ragione: il lockdown di tutti, giovani e adulti, non puo' protrarsi all'infinito, e non puo' essere completo. Quindi il virus si diffondera'. Tutti questi lockdown light che si stanno facendo, discutendo tra le 21 e le 23, questo approccio bizantino al problema, sono cose che non fermeranno il virus: lo rallenteranno soltanto abbattendo la curva ad un valore sostenibile per la sanita'. Ma non gli impediranno di uccidere nelle percentuali note.

E il virus uccide piu' che altro gli anziani.

In ogni caso, quindi, il ricambio verra'. Il gestore sessantenne del ristorante che non vuole stare a casa per paura del ristorante dal gestore piu' giovane finira' comunque per non essere piu' a cucinare nel ristorante.

Perche' e' morto.

Lo scorso post e' schizzato subito al primo posto nelle statistiche del blog, e dai commenti mi sembra di capire quale sia il punto che ho toccato. Eppure, il principio era chiaro. Di solito quando succede questo picco di interesse significa che ho toccato una sensazione diffusa , di quelle che ci portiamo dietro ma non riusciamo a dettagliare.

Partiamo dall'inizio. Il governo esiste per governare, cioe' per prendere decisioni che impattano sui cittadini. Piu' decisioni prende piu' governa, meno decisioni prende meno governa.

Il guaio e' che il governo non ha il monopolio delle decisioni. Ci sono altri enti che vogliono prendere decisioni sulla vita dei cittadini. Ci sono le religioni, per esempio, che vogliono fare lo stesso, e di solito si accordano con lo stato per cooperare. Ma ci sono anche le lobby economiche, per dire, che non scherzano. Il fatto che lo stato sia il potere militare dominante su un dato territorio fa si che tutti cerchino di allearsi con lo stato. Bene.

Ma c'e' un problema: che succede se ogni cittadino si mette a prendere decisioni?

Succede che il governo fatica ad imporre le sue, perche' per quanto potere militare abbia non puo' costringere con la forza tutti i cittadini a fare qualcosa. Ma il governo vuole comandare, quindi deve fare in modo che i cittadini NON prendano decisioni. In questo modo, l'unica decisione e' quella delgoverno, e non contrasta con quella del cittadino perche' il cittadino NON SA DECIDERE.

Concentriamoci ora su questa affermazione: “il cittadino NON sa decidere”. Perche' non sappiamo decidere da soli se sia il caso di rimanere chiusi in casa durante un'epidemia, scelta che invece risultava semplice nel medioevo, quando si isolavano in campagna senza che gli venisse ordinato? (vedere il Decamerone come esempio).

Ci sono due componenti in gioco:

  • avere i dati che servono.
  • avere un metodo per prendere una decisione.

Se il cittadino non sa prendere una decisione, o manca il primo, o il secondo, o entrambi. E l'effetto e' devastante.

Di fronte a qualsiasi problema richieda una decisione (una determinazione a fare qualcosa, cui segue il relativo comportamento materiale) il cittadino puo' entrare in due modalita': quella decisiva e quella imitativa.

  • in modalita' decisiva il cittadino decide quali sono i dati da tenere in considerazione, decide come prendere la decisione, la prende e la attua.
  • in modalita' imitativa il cittadino decide che ... non sa decidere. Dunque, imitera' le decisioni di qualcun altro. Dico imitera' perche' non e' necessario costringerlo con la forza, quindi se adotta la decisione del governo lo fa per imitazione.

Di conseguenza il governo deve far entrare il cittadino in modalita' imitativa. Un modo e' quello di usare la forza. Ma questo modo produce ribellione, astio, sfiducia ed altro. Si puo' togliere al cittadino l'informazione che serve, ma questo silenzio, questa censura e' facilmente riconoscibile, produce sfiducia e ribellioni a sua volta.

Esiste quindi una terza via: quella di riempire i cittadini di informazioni e metodologie inutili a prendere una decisione. In quel caso il cittadino crede di essere informato, ma non riesce a prendere una decisione, quindi perde fiducia nei propri mezzi e decide di aspettare la decisione dello stato. Dice “io non so decidere, quindi mi atterro' alle decisioni altrui”.

Ma portare il cittadino in queste condizioni e' difficile, perche' e' necessario che questa sfiducia, questa mancanza di autostima nella propria capacita' decisionale sia instillata sin dalla gioventu'. E quindi, il governo comincia col fornire una scolarizzazione inutile: insegnare gli assiri ad un bambino delle medie e' completamente inutile, dal momento che non esiste una decisione che sia possibile prendere solo se sai due o tre cose sugli Assiri. Ma sfrondare tutta l'inutilita' dell'istruzione e' difficile, quindi procedero' al contrario: constatando quante materie sarebbero UTILI a prendere decisioni nella vita materiale, ma NON vengono insegnate nelle scuole.

  • educazione sanitaria. Tutti abbiamo una salute e presumibilmente tutti vogliamo vivere inbuona salute. Detto questo sarebbe ovvio che la scuola dovrebbe insegnare a tutti almeno un paio di decisioni utili. Non dico che tutti i diplomati debbano essere medici (anche se arrivare al livello da corso di primo soccorso secondo me in 5 anni sarebbe fattibile) , ma se prendiamo le 50 patologie piu' frequenti, probabilmente riusciremo in 5 anni a spiegare che “se il sintomo e' questo devi chiamare il dottore, e nell'immediato fare A,B,C ma NON X,Y,Z”. Questo probabilmente consentirebbe di prendere decisioni giuste e precoci. Ma appunto, sono lo stato e le aziende farmaceutiche a voler prendere quelle decisioni: se il cittadino decide “e' una semplice influenza, a 30 anni mi passa in due giorni a letto”, come lo riempi di 100 euro di farmaci inutili per un raffreddore? Meglio farvi passare un annetto a studiare assiri, babilonesi ed egizi. Quali decisioni sia possibile credere solo sapendo dei babilonesi, lo sapete? Fatemi un esempio di decisione utile e profiqua che avete preso perche' sapevate di Assurbanipal, e che non avreste saputo prendere senza saperlo.

  • educazione giuridica. Ancora una volta, lo scopo della “maturita' ” sarebbe di costruire cittadini adulti. Bene. Siccome tutti finiamo sotto lo stato di diritto, sarebbe bello che tutti conoscessero almeno i principi del diritto. Voglio dire che anche senza essere dei giuristi sarebbe utile sapere che in Italia il processo e' definito ancora inquisitorio (anziche' accusatorio come in USA, UK ed altri luoghi) , che esiste il codice civile che non e' quello penale, che chi causa un danno illecito e' tenuto a risarcirlo, che un contratto puo' essere annullato se una fonte del diritto gerarchicamente superiore contrasta col contratto (no, non siete tenuti a uccidere il vicino solo perche' vi hanno fatto firmare un contratto che vi obbliga), la differenza tra diritti rinunciabili e diritti irrinunciabili, ed altre cose utili per prendere decisioni tipo “lo cito per danni” , o “lo querelo! “, eccetera. Si preferisce invece insegnare greco, latino e altri incubi per chiunque abbia un pochino di dislessia. Perche' “insegnano a ragionare”, dicono. Io ho studiato latino alle superiori, ma non riesco a ricordare una sola decisione utile che ho pututo prendere solo perche' ho tradotto brevi pezzi di Tacito, e che non avrei potuto prendere senza. (Del resto, se avessi dato retta a Tacito non vivrei in Germania, scelta della quale sono felice).

  • educazione finanziaria. Tutti gli studenti si troveranno ad avere a che fare coi soldi. Sarebbe carino che avessero un minimo di educazione finanziaria. Sapere cosa sia un investimento e cosa non lo sia, invece di comprare beni che perdono valore nel tempo usando un prestito che paga interessi, sapere come calcolare un ROI, sapere la differenza tra capex e opex, sapere che un bilancio si fa partendo dalle spese, eccetera. Invece abbiamo imprenditori che usano il fido (che paga interessi) per pagare le spese fisse (affitti, elettricita' , eccetera). E qualche principio di gestione del rischio. Ma se lo si facesse non avremmo anziani che mettono tutti i risparmi nello stesso investimento della stessa banca. Meglio insegnare Carlo Magno. Tutti abbiamo preso decisioni finanziarie che abbiamo potuto prendere solo perche' sappiamo chi fosse Carlo Magno, no? Fatemi un esempio di decisione finanziaria che potevate prendere solo sapendo chi fosse Carlo Magno, ma non senza saperlo.

  • educazione alimentare. Tutti mangiamo. Potrebbe essere interessante discutere se sia parte dell'educazione sanitaria, ma a mio avviso si tratta di una dimensione a parte. Con una popolazione incapace di capire che non esistono superfood, che non c'e' alcuna possibilita' che un bicchiere di qualsiasi cosa faccia “detox”. Abbiamo gente che non sa dirmi che l'olio d'oliva contiene ~100% di grassi, perche' un olio e' un grasso liquido, ma pensa che faccia dimagrire e non sa leggere l'etichetta sui prodotti. Per esempio, per capire che una bottiglia di coca cola contiene gli stessi zuccheri di due piatti di pasta. E poi non capisce perche' ingrassa. Per il governo e le industrie alimentari e' sicuramente meglio aver studiato Ciullo D'Alcamo , ma non mi sovvengono delle volte in cui ho scampato un'intossicazione alimentare solo perche' cantavo cio' che mi dettava il cuore.

  • educazione alla logica. Tutti ci troveremo a prendere decisioni. E se prendete una decisione, e' falso dire che non la avete presa. Avere le informazioni che servono e' fondamentale, ma se non sai cosa farci diventa difficile prendere delle decisioni. Il senso di impotenza di coloro che hanno le informazioni ma non sanno giungere alla conclusione si chiama “confusione”. E no, la filosofia non aiuta: essa non ha lo scopo ne' il compito di giungere a conclusioni, tantomeno prendere decisioni. Conoscere la differenza tra una condizione sufficiente ed una necessaria, e conoscere almeno le principali fallacie logiche, le principali leggi logiche, e' molto piu' utile. A meno che non sappiate farmi un esempio di una decisione utile che avete saputo prendere solo perche' sapevate che secondo Hegel l'universo e' razionale, e che secondo Leibnitz viviamo nel migliore dei mondi possibili, ma non avreste potuto prendere senza saperlo. La verita' e' che i piu' oggi si perdono nell'indecisione perche' non sanno arrivare alle conclusioni pur avendo i dati che servono. E questo e' molto utile se sei il governo e NON vuoi che i cittadini prendano decisioni da soli.

  • scelta delle fonti. Tutti gli studenti leggeranno cose , dopo essere usciti dalla scuola. Non dico che tutti debbano diventare campioni di esegetica o di epistemologia scientifica, ma sapere la differenza tra una fonte credibile e un libro di Ron Hubbard potrebbe aiutare. Essere nel 2020 e sentir dire che il 99.7% degli scienziati credono al riscaldamento globale quindi e' vero non si puo' sentire: in realta' sono il 99.7% delle pubblicazioni con dati e peer review che lo dicono. Il parere degli scienziati e' irrilevante, quello che conta sono i dati sperimentali. Ma oggi sentiamo persone (che si considerano istruite) usare il numero di scienziati come argomento a sostegno, anziche' la quantita' di dati raccolti. Ma se qualcuno sapesse distinguere una fonte da una non-fonte saprebbe (per fare un esempio) che la Bibbia NON e' una fonte, e questo non piace tantissimo. Si preferisce invece far studiare religione, come se in vita vostra aveste mai preso una decisione utile sapendo che Eliseo chiese a Dio di mandare due orse ad uccidere 42 bambini che lo sfottevano perche' era calvo, (anziche' chiedere di riavere i capelli: nemmeno lui sapeva prendere decisioni utili, sembra).

In realta' si potrebbe continuare mostrando come la scuola inonda i ragazzi di informazioni che NON SERVONO a prendere decisioni utili per loro stessi, omettendo sistematicamente tutte quelle utili.

Il risultato e' un cittadino confuso, che non sa distinguere un dato utile da un dato inutile, che rimane ipnotizzato da un dato inutile come il PIL (sapete decidere sul vostro negozio/azienda sulla base del PIL? No. Perche' il PIL non serve a questo) , che non sa capire che tasso di occupazione e tasso di disoccupazione non sono complementari nell'insieme della popolazione abile al lavoro, (uno puo' cambiare senza che l'altro aumenti) , gente che crede che la mucca produca piu' metano di quello che ne uscirebbe dalla decomposizione della stessa erba morta (per via degli stessi identici batteri che decompongono l'erba dentro la mucca) e le accusa di global warming, e tante altre cose che non passerebbero ad un filtro anticazzate.

Ma lo scopo non e' solo quello di costruirsi un filtro anticazzate: anche avute le informazioni rilevanti e veritiere, occorre metterle insieme con un metodo affidabile per costruire una decisione. Ma anche in questo caso, la scuola avra' riempito la testa degli studenti di nichilismo, idealismo, lullismo, platonismo, aristotelismo, marxismo, che a volte contengono regole logiche, ma non metodi sistematici per prendere decisioni.

Cosi' si ottiene un cittadino che non sa quali informazioni scegliere nel fiume che gli viene vomitato addosso, e quando si trova con un problema si ferma perche':

  • non e' sicuro di avere le informazioni giuste.
  • non e' sicuro che il metodo che usa funzioni.

Un cittadino che non si ritiene in grado di prendere una decisione e' il cittadino perfetto di qualsiasi governo voglia prendere le decisioni AL POSTO SUO.

Ed e' appunto il caso di coloro che non riescono a decidere quando e' ora di rimanere a casa, dato il proprio stato di salute , la propria eta', le statistiche di mortalita' e il numero di posti liberi in rianimazione:

  • non sa perche' proprio questi dati ,e non quello che succede in Topania Montana , e non una statistica su quanti morti erano marxisti e quanti niciani, e non il numero di ambulanze procapite, e non gli altri. Non e' sicuro di aver scelto i dati giusti.

  • non sa perche' usare proprio una logica proposizionale ma non il pensiero di Hegel o quello di Marx, dal momento che a scuola gli hanno insegnato entrambi, e come se non bastasse gli hanno anche detto che hanno tutti la stessa efficacia. (il che e' vero perche' la loro efficacia e' sempre zero).

  • non sa COME usare quei metodi che gli hanno insegnato a scuola. Anche ammesso che il pensiero di Lullo possa essere utile, nessuno ha spiegato allo studente in che modo applicarlo a questa situazione.

In questa situazione il cittadino SA moltissime cose delle quali solo pochissime sono utili, non sa distinguere quelle utili dalle altre, anche quando riesce non sa come tirarci fuori una decisione, entra nella condizione di “NON SO DECIDERMI”, e questo lo porta in modalita' imitativa, cioe' ... aspetta che qualcun altro prenda la decisione per lui.

Il cittadino perfetto, uscito da un sistema educativo disegnato per questo.

Che e' , appunto, il motivo per il quale il governo impartisce loro questa educazione. Insegnare confusione e inutilita' e' il modo attraverso il quale il governo tiene il cittadino in modalita' imitativa , cosa che consente al governo di prendere decisioni prive di resistenza.

Il cittadino che di fronte ad una conclusione logica chiede “ma tu come fai a SAPERLO”, anziche' chiedere “ma tu come fai a CAPIRLO”, semplicemente perche' non riesce a capire che la conoscenza necessaria a prendere una decisione possa essere GENERATA, e non semplicemente appresa da chi ha preso la decisione al posto tuo.

Mentre la seconda ondata arriva col ritmo esplosivo che avevo previsto (e siccome la seconda armonica e' ancora prevalente ci sara' quasi sicuramente la terza verso gennaio ) , sto iniziando a notare da parte di tutti i governi una tattica mediatica analoga. E lo dico perche' sono il creatore della “teoria della montagna di merda”: riconosco bene il fenomeno.

Si tratta di una tecnica mediatica basata sulla saturazione di dati, espressi in modo che i cittadini non le possano capire. Si rovesci sul cittadino un fiume di tecnicismi con i quali prendera' confidenza senza mai capirli (come il concetto di “funzione esponenziale”, che molti intellettuali umanisti hanno cercato di spiegare, confondendola con una crescita esponenziale qualsiasi) , e passera' il tempo a discutere di cose che non e' capace di analizzare.

Un esempio e' la trovata geniale di rovesciare sulle persone il dato sulle infezioni misurate. Il cittadino occidentale sta venendo annegato con i numeri della crescita di contagi, misurati con procedure diverse in diverse nazioni e anche in diverse regioni della stessa nazione, e invitato a ragionare su quelli.

Si tratta, diciamolo, di un dato che e' utile per gli epidemiologi e per i matematici perche' sanno cosa farci, ma per il cittadino normale non servono praticamente a nulla, se non a trarre conclusioni fuorvianti.

Allora , partiamo da un punto chiaro:

a me come cittadino non frega niente di sapere quanti si sono infettati.

La ragione e' molto semplice:

  • il mio problema numero uno e' se sopravvivero'.
  • il mio problema numero due e' se saro' intubato.
  • il mio problema numero tre e' se saro' ricoverato.
  • il mio problema numero quattro e' se devo stare in quarantena per non uccidere altri.

Di conseguenza, il numero totale di contagi mi e' irrilevante: mi interessa sapere se sono infetto IO per sapere se devo stare in quarantena.

Ma supponiamo pure che io sia infetto e io sia in quarantena. Se non ho sintomi e sto bene, non me ne frega nulla di sapere cosa stia succedendo fuori. Una precisazione: quando dico che non me ne frega niente intendo dire che non mi serve a capire cosa stia succedendo in maniera da prendere una decisione utile, tipo mettermi in lockdown.

Quando ho fatto presente questa cosa ad un'amica mi ha detto no, perche' io devo sapere se devo preoccuparmi. In pratica, cioe', questa informazione serve solo a scatenare angoscia.

Mentre le informazioni utili sono altre. Di per se' il numero di infetti significa poco. Il 95% del dna del nostro corpo e' quello dei batteri, e siamo colonizzati da migliaia di virus. Sapere di averne uno in piu' non mi dice nulla, se non posso stimare il rischio che corro effettivamente. Ma per stimare il rischio effettivamente, il numero di infetti mi serve a poco. Mi serve altro.

  • mi serve il numero di morti per milione. Questo mi aiuta enormemente a capire quale rischio io stia correndo, perche' e' il numero piu' vicino ad un calcolo forfettario delle probabilita'. E' debole perche' l'epidemia cresce in maniera esponenziale e quindi non e' facilmente interpolabile, ma e' molto vicino al rischio che ho scampato oggi, nel caso io stia bene.

  • il numero di ricoverati , il numero di posti letto ancora disponibili. Diciamolo: nel momento in cui il numero di letti disponibili e' zero, chiudetevi in casa e non uscite per nessun motivo.. Neanche per lavorare, e se il vostro capo ha dei problemi non rispondete al telefono.

  • quanti tra i ricoverati sono lievi, quanti gravi, quanti gravissimi.

  • la distribuzione dei morti per eta', sesso e altre condizioni mediche. Questo vi consente di calcolare il pericolo che correte.

Ripeto: nel momento in cui il numero di letti disponibili e' zero, chiudetevi in casa e non uscite per nessun motivo. Qualsiasi cosa il governo dica o meno, qualsiasi cosa ne pensi la vostra azienda. PRENDETE VOI LA DECISIONE. Non Confindustria.

Il motivo e' ovvio: nel momento in cui il numero di posti nell'ospedale e' zero, la probabilita' di morire non e' piu' quella di coloro che vengono curati (dal 2.2% al 4.5% a seconda del paese), ma quella “raw” legata alla mortalita' tra le persone non curate, che varia a seconda di eta', sesso e condizioni fisiche. Ed e' piu' grande di ordine di grandezza, o piu'.

Quello che voglio dire e' che come persona, allo scopo di sapere se devo tapparmi in casa da solo (non ho bisogno della decisione del governo) mi bastano questi dati. Una volta che i posti letto liberi negli ospedali sono finiti, il rischio nell'uscire di casa e' semplicemente troppo alto.

Il problema e', appunto, che se mi si fornissero questi dati (e se li si fornisse in tempo reale, zona del paese per zona del paese) non avrei bisogno del governo per sapere se devo stare chiuso in casa. E' assolutamente chiaro che se i posti letto in ospedale sono finiti, dovete evitare il contagio punto, ad ogni costo , senza se e senza ma, perche' siete in pericolo di vita. Non avete bisogno di De Luca, di Conte, della Merkel o di chicchessia: avuto il dato sui posti liberi in ospedale, la decisione e' OVVIA: ci si chiude in casa e ci vediamo a primavera. E' una decisione semplice.E se non piace a Confindustria, chissenefotte.

Stessa cosa per quanto riguarda il numero di morti per milione nella vostra zona. Non si tratta di un dato “input” come il numero di infetti: l'infetto, infatti, e' solo all'inizio del processo. Alcuni si ammaleranno, altri no. Alcuni saranno malati, altri saranno gravi, altri gravissimi, altri moriranno. E il numero di vittime e' il dato “in output”.

Nessuno di noi puo' prevedere il numero di morti partendo dal numero di infetti. Ma il numero di morti e' noto.

E qui sono arrivati i comunicatori. Il problema del governo, di tutti i governi, e' che se si dessero ai cittadini i dati reali sul numero di posti letto liberi sul totale, e sul numero di morti per milione in zona, il cittadino deciderebbe da solo cosa fare.

E' chiaro che se una persona sa di essere in sovrappeso e conosce la sua eta', appena vede che il numero di posti letto e' vicino a zero e la probabilita' di morire e' alta, DECIDERA' DA SOLO di rimanere a casa. lavoro o meno.

Ma il governo vuole gestire le chiusure. Vuole essere LUI a decidere chi chiude e quando. Se vuole tenere aperte le aziende ma chiudere le scuole, vuole deciderlo LUI, non i genitori o i dipendenti.

Quindi cosa fa?

Vi inonda di dati inutili. Manda in TV esperti di opinione contrastante. Vi inonda di numeri che non sapete usare, tipo la R con zero, la R con t, e tutti gli altri tecnicismi coi quali non sapete stimare il rischio che correte.

I due dati che vi servirebbero a calcolare il rischio, invece, non vi arrivano mai, e se vi arrivano sono sempre stesi in un modo che non vi aiuta. Quello che vorreste sapere e':

  • che rischio corro io alla mia eta' e nelle mie condizioni fisiche rilevanti.
  • quanti sono ora i morti per milione nella mia zona e come stanno crescendo.
  • quali sono le percentuali di ricoverati lievi, gravi, gravissimi, morti.
  • quanti sono i posti letti liberi sul totale, e come stanno diminuendo.

con queste tre informazioni NON avrei bisogno del governo. Potrei decidere io cosa fare e quando rimanere a casa. Non avrei bisogno del governo che me lo dice.

E se decidessi io, il governo non potrebbe dirmi che devo andare al lavoro mentre le scuole devono chiudere. Sarei io a decidere per me e la mia famiglia. E se anche nella mia decisione di chiudermi in casa , perdessi il lavoro, sarei IO a valutare i pro ed i contro. E coi numeri che ho menzionato, prendere una decisione RAZIONALE e' assolutamente semplice. (non e' il mio caso perche' in casa possiamo fare tutti home-office, ma avete capito cosa intendo).

Al contrario, i numeri che vi stanno versando addosso sono quelli INUTILI a prendere una decisione. Quelli che vedo sono:

  • i numeri in tutte le nazioni del mondo. In che modo sapere cosa succede in brasile mi aiuta a prendere una decisione sulla mia salute?
  • il numero di infetti e il numero grezzo di morti contato sull'intero paese, cosa che mi dice poco sul rischio che corro nel posto in cui mi trovo.
  • il numero di morti per eta', su scala mondiale o nazionale, a volte quelli per sesso, quasi mai quelli per malattie pregresse e condizioni fisiche.

Certo, un esperto con un pochino di conoscenze puo' prendere questi numeri e provare a fare delle stime, ma rimane il fatto che prendere una decisione vita/morte in questo modo e' assurdo.

Di conseguenza, pendo dalle labbra del governo. Non posso sapere che rischio corra un maschio 50 enne alto 1.83 , con un BMI di 20,1 e nessuna malattia pregressa, non so quale sia il numero di morti per milione nella mia zona (potrei calcolarmelo, certo, e l'ho fatto. Ma per chi non sa usare alcuni strumenti per scaricare dati grezzi dal robert koch diventa complicato) , non so quanti posti liberi ci siano sul totale negli ospedali nella mia zona e non so a che ritmo si scarichino: se i posti liberi sono pochi ma la degenza ospedaliera e' breve, significa tempo di attesa comunque breve perche' tanti entrano ma tanti escono. Qual'e' il tempo di attesa oggi? Come funzionano le code in questo momento? Qual'e' la situazione lievi/gravi/gravissimi?

Invece no: stiamo qui a discettare di un indicatore in input, il numero degli infetti.

Per questa ragione, mi sto disinteressando completamente alla cosa. Non me ne frega nulla del numero di infetti perche':

  • e' un dato facilmente manipolabile dal governo cambiando la quantita' di tamponi fatti e il campione di persone cui si fanno.
  • non so in che modo calcolare o estrapolare il numero di morti e il rischio di morire a partire dal dato sugli infetti.

Insomma, il governo tramite la stampa sta vomitando sulle persone il dato piu' inutile, tenendo incollate le persone di fronte a dei numeri CHE NON CONSENTONO DI PRENDERE UNA DECISIONE RAZIONALE. E se non posso prenderla io, posso solo lasciare che il governo/Confindustria/Whatever la prendano per me.

E questo consente ai governi di imporre decisioni irrazionali, sotto la spinta delle varie confindustrie , delle varie chiese e di tutte le altre entita' che , per motivi politici, decidono di dire la propria.

Quando dico “irrazionale” , intendo che dentro una scuola possono stare tutti a 2 metri di distanza (qui in Germania, da voi non conosco i dettagli) a patto di tenere le finestre aperte (obbligatorio) e che tutti abbiano una mascherina, mentre alle aziende NON hanno imposto le finestre aperte e le mascherine si tolgono quando si e' al proprio posto. Perche' mai cambiare aria sia efficace in una scuola ma non dentro un ufficio e' un esempio di decisione irrazionale. Cosi' come adesso mi chiedono di tenere le finestre aperte mezz'ora al giorno (come minimo, ma piu' volte e' anche meglio) quando sono in casa, ma i mezzi pubblici hanno le finestre CHIUSE. Che senso chimico/fisico ha? E' uno stupido meccanismo di diffusione in un fluido, supercazzole o meno.

E' certo che non farei nessuna di queste scemenze (e mi comporterei in maniera razionale, cioe' entrare solo in edifici dalle finestre aperte) se ci fosse trasparenza in generale. Se ci fosse trasparenza in generale entrerei in modalita' “devo valutare IO nel MIO caso cosa fare”. E quindi mi metterei a prendere decisioni.

E sia chiaro, non e' detto che le mie decisioni sarebbero meno dure di quelle del governo: a mio padre e mia madre (entrambi anziani con malattie pregresse) ho detto di tapparsi in casa BEN PRIMA che il governo o la regione prendessero una decisione. Sara' dispiaciuto ai negozianti? Non lo so. Ma era la cosa da fare, punto.

Ma nel momento in cui conosco solo dati inutili, allora esco dalla modalita' “devo prendere decisioni” ed entro in quella “vediamo cosa decide al governo”.

E sospetto che sia proprio questo che si voleva. Perche' se ad un certo punto le persone decidono il lockdown da sole, Confindustria non e' felice. Se decido da solo che da domani entrare in un ristorante e' rischioso (ho festeggiato a casa il compleanno per questo, anche se in teoria oggi i ristoranti sono ancora aperti) , magari confesercenti si indispettisce. Se il mio capo decide da solo (ma noi i dati li mastichiamo bene) che tutti in azienda stanno a casa, i ristoratori nelle vicinanze non sono felici.

Ma se nessuno prende decisioni da solo, beh: il coprifuoco parziale comincia il 2 novembre. Oggi 31 ottobre i ristoranti sono ok. E andare al lavoro sui mezzi pubblici e' ancora ok.

E' una strategia della comunicazione politica nota. Si vomitano fiumi di dati inutili sui cittadini. I cittadini non riescono a prendere decisioni razionali da soli, e si affidano al governo.

E la maniera migliore di domare un cavallo selvatico e' di bendarlo. I cavalli ciechi non si agitano mai.

Come fare? Limitatevi ad ignorare i seguenti dati:

  • numero di infetti. Siete in grado di calcolare il rischio checorrete sulla base di questo? No. Quindi ignoratelo, non serve.
  • R con zero e R con t. Siete in grado di risolvere le equazioni differenziali del modello SEIRS, SIR, ed altri? No. Ignorateli pure.
  • Il numero di morti su scala nazionale senza deviazione standard calcolata per zona. Senza deviazione standard o senza distribuzione il numero non vi aiuta a prendere decisioni e siete nelle mani del sindaco o della regione.
  • Il numero di infetti , ricoverati o morti di altri paesi. Non siete in grado di calcolare il vostro rischio sulla base di questo.

Questi dati (veritieri ma per voi incomprensibili) sono li' per mettervi in confusione, perche' quando siete confusi lascierete che siano altri a prendere le decisioni.

Mentre si moltiplicano le voci di un lockdown completo (che non serve, perche' osservando le statistiche possiamo sapere dove si infettano le persone. Avete le statistiche, vero?) , emergono ovviamente tutti quei gruppi che, spinti dalla teoria complottista di turno (5G, Bill Gates, etc) scendono in piazza contro qualsiasi cosa credano di combattere.

Questi eventi poggiano su due pilastri.

  • in assenza di informazione scientifica approfondita, che i mass media tradizionali NON fanno (nel senso che si sa -almeno il R. Koch ne parla – quali luoghi siano quelli ove succedono i contagi, ma non si dice) ovviamente vince la teoria complottista. Ma la teoria complottista vive nel vuoto di competenza STEM e di stampa di approfondimento. Il complottismo e' la prova provata dell'inutilita' della stampa e della TV come fonti di informazione.

  • se la stampa e' disfuzionale, e collassano i rapporti sociali, il risultato e' che le persone rimangono isolate avendo a disposizione solo i social network. I quali sono il luogo ove proliferano e si diffondono le teorie del complotto e le fake news, che poi portano le persone a scendere in piazza durante un'epidemia.

Quindi, e' necessario valutare , a mio avviso, una misura.

IL LOCKDOWN DEI SOCIAL NETWORK.

Se possiamo chiudere i ristoranti, i cinema, i negozi, non esiste niente che ci vieti di chiudere i social network. Con la sola differenza che i social network:

  • impiegano poche persone rispetto a tutte le imprese con lo stesso fatturato.

  • sono letteralmente seduti su una pila di soldi, per cui possono sopravvivere agevolmente ad un lockdown.

  • sono tutti cavoli loro: essendo dei privati lo stato non ha responsabilita' nei loro confronti, e nemmeno la societa'.

Perche' dovremmo?

Dovremmo perche' abbiamo una popolazione che ha gia' MILIONI (dai due ai tre in Germania, cifre simili in Italia) di persone che sono depressi cronici. A questi si aggiungono quelli che vengono, che sono venuti e che verranno col lockdown, e lo stress di un'epidemia.

E su tutto questo vogliamo lasciar lavorare dei social network che sono gestiti da maiali senza coscienza che badano solo ad ingrassare, qualsiasi numero di persone muoia?

I social network centralizzati sono stati un esperimento interessante. Ed e' gia' chiaro che hanno degli svantaggi tremendi, che i legislatori stanno faticando a regolare. Ma se questi svantaggi (la polarizzazione, le notizie false, l'impossibilita' di fermare attori di stato, etc) si innescano su una pandemia, mi sa che stiamo esagerando un pochino.

Nel momento in cui la gente scende in piazza contro le misure sanitarie, e lo fa senza mascherine o accorgimenti, e' gia' chiaro che il virus si diffonde. Se questo viene organizzato tramite o a causa dei social network, possiamo tranquillamente includere i Social Network generalisti come causa di diffusione del coronavirus, o almeno come agente.

Risposta: vanno messi in lockdown.

Non morira' nessuno (sono inutili) , non morira' di fame nessuno (se un programmatore dei GAFAM pagato centinaia di migliaia di $ ogni anno non ha messo da parte soldi per un anno, che impari a stare al mondo!!) , le aziende sopravviveranno (sono sedute su una pila di soldi e hanno pochi dipendenti), e almeno i Generali Pappalardi avranno la vita meno facile a diffondere il virus nelle piazze.

Per cui, ripeto, e' consigliabile

IL LOCKDOWN DEI SOCIAL NETWORK.

E' molto interessante come il Brexit venga visto (o venduto dai giornali) come un fenomeno dall'impatto principalmente economico, ma non politico, da valutarsi in termini di esportazioni. Ci stiamo chiedendo quali e quanti clienti siano usciti dall UE, senza chiedersi che genere di politica stia uscendo dalla UE.

Allora bisogna guardare indietro alla UE , per vedere le cose in prospettiva. La UE che nasce, passando da CECA e poi CEE, ancora senza UK, era un posto che definirei “stataleggiante”.

Era la UE delle quote latte, delle quote sullo zucchero, dei regolamenti asfissianti. E lo era per un motivo: era l'unione di stati che erano tutti estremamente statalisti. In Italia c'erano ancora IRI e i colossi di stato e la cassa del mezzogiorno, in Germania quasi tutte le aziende erano in comproprieta' con stato, länder e kreis, esistevano ancora leggi che obbligavano praticamente chiunque volesse fare qualsiasi cosa ad avere una licenza. La Francia aveva uno stato onnipotente e ramificatissimo, nonche' centralizzato, e lo stesso valeva per tutti i membri.

Quando e' che l'europa e' diventata cosi' mercatista da avere un commissario alla concorrenza, e da imporre agli stati di vendere per “aprire il mercato interno dei servizi?”.

Possiamo andare indietro nella storia e notare che ad un certo punto UK entra nell'unione europea. Ed e' un bel bestione, perche' ha un signor PIL. Il problema e' che e' un paese cosi' liberista e mercatista da poter vendere il liberismo alla EU. Quando dico “vendere” intendo che la cosa e' costata molto, nel senso che l'apertura del mercato interno dei servizi si e' spinto al punto che EDF (Electricite' de France) ha controllato la rete elettrica di Londra. Quindi gli inglesi si presentano in europa, e in cambio di alcune contropartite (a volte salate) riescono ad imprimere alla UE un andamento liberista e mercatista, a spese degl statalisti. In cambio ne hanno l'apertura del mercato dei servizi finanziari e lo stop degli aiuti di stato.

Dopo la Tatcher la tendenza e' continuata col New Labour, che ha visto gli inglesi fare sempre lo stesso lavoro in sede UE: votare contro qualsiasi provvedimento “statalizzante” e votare a favore di qualsiasi provvedimento liberista e mercatista, spesso portandosi dietro uno stuolo di alleati del momento.

Dopo anni di questa pressione, la UE e' l'ente liberista e mercatista che conosciamo.

Ma ora se ne sono andati. Il “fornitore di liberismo e di mercatismo e' fuori”. A rimanere dentro sono stati che hanno sempre avuto una fortissima tendenza alla statalizzazione, alla regolamentazione e all'intervento dello stato sul mercato.

Certo, ci sono alcune nazioni europee che sono ancora liberiste: Olanda, Danimarca, Lussemburgo. E poi? Uhm... niente. Persino le nazioni che gli UK avevano fatto entrare nella EU come alleati, i paesi del vecchio blocco di VArsavia, sono degli statalisti forsennati.

Insomma, con la Brexit la EU ha perso il piu' grande fornitore di liberismo e mercatismo. E' quindi prevedibile una svolta statalista generalizzata, e un comportamento “da stato” delle istituzioni europee. Non per nulla, stiamo vedendo:

  • un tentativo di statalizzazione della rete di Telecom Italia, mentre DTelekom e' ormai al quaranta e rotti per cento del governo tedesco, e i francesi stanno a loro volta ricominciando ad entrare nel mondo telco. CDP in Italia e' sempre piu' assertiva,(pensate alla direzione dell'operazione della vendita della borsa di milano, o della trattativa con Autostrade) e lo stesso (anche con la scusa del Covid) era gia' in atto in tutti i paesi europei, da quando il Brexit e' stato chiaro.

  • interventi statali “ a sostegno delle imprese colpite dal Covid”, da Lufthansa ad Alitalia, salvataggi di banche”, e a livello piu' alto aiuti alle imprese (Il SURE) e l'istituzione di fondi per le infrastrutture come ESM e Recovery fund.

  • il budget UE che anziche' diminuire come volevano gli UK e' rimasto alto, nonostante la loro uscita.

Tutta questa roba NON ha alcun corrispondente in NESSUNA politica britannica: le aziende non stanno venendo aiutate dallo stato se non in maniera insignificante, ammortizzatori sociali da Covid stanno a zero (o quasi), statalizzazioni non se ne vedono all'orizzonte.

Dobbiamo prepararci ad una EU che abbandona le istanze mercatiste e liberiste, e semmai si limita ad armonizzare l'azione statalizzante dei singoli paesi. Non esiste piu', di fatto, alcun paese rilevante che spinga in direzione opposta.

Per questa ragione vediamo gli stati pensare (e a volte mettere in atto, come con la Borsa di Milano ed Autostrade) delle operazioni prima impensabili.

Ed e' per questo che tutti sono cosi' intransigenti con gli UK: in realta' tutti i paesi europei vogliono piu' stato , e non vogliono un paese iperliberista a 40Km di mare, che si metta a deregolare ogni cosa. Non lo vogliono gli spagnoli, non lo vogliono i francesi e non lo vogliono nemmeno i tedeschi. Anche gli italiani, che oggi si preoccupano del prosecco, sanno benissimo che avrebbero grosse grane se gli inglesi liberalizzassero il mercato del prosecco, consentendo a qualsiasi azienda (italiana o meno) di chiamare cosi' un vino fatto con la polverina liofilizzata.

La meravigliosa “unita' di intenti” che anima la UE nelle trattative del Brexit non e' altro che questo: la possibilita' di tornare allo stato regolatore di prima, e di ricostruire i mercati interni. Si tratta di politiche che oggi avvengono in quasi tutti i paesi non EU, che per via dell'influenza inglese sono state vietate in EU, ma adesso che non c'e' piu' il gatto c'e' la fila di topi che vogliono ballare.

Il problema e' che si tratta di pratiche normali: quasi nessun paese al mondo, tranne UK e USA, hanno problemi ad accettare che lo stato sia cosi' presente nell'economia. Quello che voglio dire e' che se anche USA e UK si mettessero a strillare per il un nuovo protezionismo statale UE, il resto del mondo (per esempio la Cina) sarebbe perfettamente a suo agio con una UE che si crea la sua IRI, la sua CDP, e con tutta una serie strumentale di leggi e regolamenti che tengono la competizione internazionale fuori dalle scatole.

In ogni caso, comunque reagiranno gli altri paesi, di certo e' che senza una spinta verso liberismo e mercatismo (che veniva dagli UK, che votavano sempre risoluzioni in questa direzione) e senza un'allergia allo statalismo di stampo europeo, che vedeva sempre gli inglesi votare contro e trascinarsi dietro qualche alleato , la EU e' destinata a diventare un luogo sempre meno liberista e mercatista, e molto, ma molto piu' statalista.

Poi, che lo faccia in prima persona con le sue istituzioni o come luogo per armonizzare statalismi diversi, e' da vedersi e dipende dalla forma politica che assumera'.

Se fossi in voi non scommetterei tanto sul liberismo nel continente europeo. Non sembra piu' essere un cavallo promettente.

Si direbbe che la tecnologia deepfake sia finalmente arrivata alle cronache, e adesso tutti ne sono terrificati. In pratica la tecnologia pratica un collage, che potrebbe essere fatto anche con photoshop (o con qualche software di video editing), ma siccome c'e' di mezzo il deep-learning allora diventa una cosa mostruosa semplicemente perche' nessuno ha capito cosa facciano quelle tecnologie.

Allora, partiamo dall'inizio. Avete presente la vostra vicina di casa/cugina/professoressa/collega molto attraente? Bene. Adesso chiudete gli occhi. Immaginatela nuda. Ci siete riusciti? Certo che ci siete riusciti, lo avrete fatto cinquantamila volte prima di oggi.

Complimenti, avete creato un deepfake nella vostra mente. Avete, cioe', spogliato una donna con gli occhi, come si dice. Solo che quando spogliate una donna con gli occhi lo fate in realta' con la corteccia celebrale, ma chi ha coniato il temine credeva che la visione dipendesse dagli occhi.

Detto che spogliare le donne sia una questione di immaginazione, adesso il problema e' che vorremmo avere la fotografia , il quadro, insomma qualcosa che possiamo guardare davvero. Abbiamo diverse alternative:

  • essere pittori o avere un pittore come amico. In tal caso potete dare una fotografia della collega bbona e farvi fare un quadro che terrete a casa vostra. Ovviamente la collega non verra' mai a casa vostra, quindi non lo sapra' mai. E se anche venisse potete dire che e' un quadro e che la modella era simile a lei.

  • usare photoshop e fare la stessa cosa, (o farla fare ad un grafico) , in modo da avere le fotografie sul computer, pronte per la fruizione. Volendo con qualche esperienza in programmi di editing video, o di postproduzione, potete ottenere qualcosa di simile anche usando un video , che so di una festa aziendale.

  • usare un programma di deep-fake. Questo ottiene lo stesso effetto, ma e' piu' economico

  • avere un'immaginazione abile (per spogliare la collega) e potente (ovvero capace di suscitare in voi la stessa emozione che provereste a vedere la collega nuda in video, sul quadro o sul pc).

Chiaramente, l'ultima e' la piu' economica ed e' la piu' scelta. Tutti abbiamo fantasticato sulla collega graziosa, suvvia. Chi NON lo ha fatto ha fantasticato invece sul collega grazioso, tutto qui. Ma e' la stessa cosa.

Deepfake e' leggermente MENO economica, nel senso che dovete scaricare il software, tararlo, farci qualche prova, e quindi costa molto piu' tempo. Ma se la vostra fantasia non e' abbastanza potente (cioe' avete bisogno di un INPUT attraverso gli occhi) allora e' la piu' economica tra quelle fattibili.

Deepfake non e' “Intelligenza” artificiale. E' un programma di IMMAGINAZIONE artificiale. Si limita ad immaginare la vicina di casa come la immaginate voi, ma senza la fatica di immaginarla davvero.

Il problema della privacy, dunque, e' INVENTATO. La fotografia della ragazza spogliata NON ritrae lei nuda, almeno quanto la vostra immaginazione non la ritrae mentre vi fa davvero un pompino. Si tratta di un costrutto , prodotto da un sistema di immaginazione artificiale.

Si potrebbero fare delle considerazioni interessanti sul perche' le persone , che normalmente sono dotate di immaginazione naturale , abbiano bisogno di immaginazione artificiale, ma il punto e' che la notizia sta venendo data in questo modo:

LOL

ovvero come se le ragazze venissero “spogliate” dal software. Ma non e' cosi', e potete provarlo voi stessi: prendete una volontaria che abbia un tatuaggio in un punto che nella foto orginale e' coperto. Passatelo a deepfake. Scoprirete subito che deepfake restituisce una foto della ragazza nuda, ma non c'e' il tatuaggio. E questo e' ovvio, dal momento che il software NON puo' “spogliare” le ragazze. Puo' solo “immaginarle” nude: ma vale la stessa cosa che vale per voi.

Del resto se non sapete che la ragazza ha un tatuaggio in un luogo che non avete mai visto, nemmeno voi immaginerete il tatuaggio. (o la cicatrice, o un particolare dettaglio fisico). Quando andate per la prima volta con una donna che avete immaginato mille volte, trovate sempre delle “sorprese” , dei dettagli che non avevate immaginato, perche' non potevate esserne a conoscenza. Non ci sono due donne uguali.(ok, ok, non ho i numeri per fare statistiche. Diciamo che sto speculando basandomi su un certo numero di aneddoti personali).

Questo e' il primo punto: la privacy non c'entra nulla. Si tratta solo di un'immaginazione artificiale, del tutto simile all'immaginazione umana. Tutto qui. Le considerazioni da fare sarebbero altre, non quelle sulla privacy.

Ma allora perche' fa scalpore? Si dice che adesso :

vendettaaa

addirittura uno strumento di massa. E perche', di preciso?

alcuni maschi

Insomma, l'uso di questa fake app non e' di sostituire l'immaginazione erotica, ma quello di consentire “ad alcuni maschi” di “vendicarsi” sulle donne del quartiere.

Io non so in che quartiere viva questa signora, ma vedo almeno due problemi:

  • se vuole sostenere che umiliare altre donne , o sputtanarle, sia un'esclusiva di alcuni maschi MA NON di alcune donne, o della maggioranza, occorrono dei numeri convincenti. Altrimenti non si capisce da dove venga l'affermazione: mi si deve dare uno studio COMPARATIVO che confronti il comportamento di uomini e donne, e mostri che le donne non umiliano mai altre donne, come fanno “alcuni maschi”.

Il resto del pippone per cui la app e' nata per “ricacciare le donne indietro nella vita” lo lascio alle sbroccanti. Rimane, dice qualcuno, il tema del revenge porn e del “racket”. Immagino quindi che ci siano statistiche su questi racket, o che ci siano numeri , casi, di revenge porn fatto con una app del genere. Bene.

noncisonocasi

Ecco qui: non ci sono casi noti, ma “e' prevedibile che accadra'” , dal momento che la mole del fenomeno e' impressionante. Una persona che mi fa previsioni qualitative basandosi su una dimensione sola, e quantitativa, per me va cacciata da qualsiasi ambito scientifico , e anche dalle vicinanze. E' come dire che siccome la mole di fumetti in vendita e' enorme, e' prevedibile che arrivera' l'uomo ragno. Scienza pura.

Tutto quello che vedo in questa “notizia” e' che:

  • si voleva fare uno spot pubblicitario a tale Sensity AI, presentando i fondatori e i clienti.

  • si voleva fare uno spot pubblicitario a tale Costanza Sciubba e all'azienda DataDotOrg. (cazzo, nel 2020 usate ancora “dot” perche' “fa tanto internet”....)

  • mentre che ci siamo, puntiamo il dito su “certi maschi” che usano la tecnologia per “respingere indietro le donne nella vita”. E naturalmente ci sono dietro i malvagi russi, per dare voti a Die Partei, il partito tedesco che propone di depenalizzare qualsiasi crimine accusando i russi di averlo fatto. (vedete l'ultimo punto, “Der Russe ist an allem schuld”).

Mancano solo l'invettiva contro il capitalismo e il balcone balcano, e siamo a livello della canzone del primo maggio di Elio.

Una tesi inventata, che parla di un pericolo documentato da ZERO casi, che cita studi non meglio specificati sul fatto che “certi maschi” (ma non certe femmine) amano umiliare le donne, e che prevedibilmente lo faranno visto che ci sono un sacco di immagini su internet.

E sia chiaro: “i governi sono impreparati”, eh.

Non hanno la loro “scienza”....