Das Böse Büro

Diario di un maschio bianco©.

No, non sono diventato un fan di Don Abbondio. E' che come ex residente della zona che circonda Marzabotto mi premeva informarvi che la presidente del PD si chiama Valentina Cuppi. So che nelle vostre teste stanno comparendo tanti punti interrogativi, ma e' esattamente quello che e' successo.

So che Wikipedia non e' una fonte accademica, ma potete cercare comunque:

https://en.wikipedia.org/wiki/Valentina_Cuppi

E so che rubare a wikipedia non e' leale, ma le cose sono andate proprio cosi':

Nel 2019, in occasione delle elezioni primarie del Partito Democratico, Cuppi entra a far > parte del comitato bolognese del partito, a sostegno del presidente della Regione Lazio > Nicola Zingaretti, risultato poi vincitore delle primarie.

Nel febbraio 2020, il segretario nazionale del Partito Democratico Nicola Zingaretti propone il nome di Cuppi per la carica di presidente dell'Assemblea nazionale del partito, in sostituzione dell'ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, nominato commissario europeo per l'economia nella commissione von der Leyen. Il 22 febbraio, l'Assemblea nazionale del PD elegge Cuppi Presidente del partito.

Le cose sono andate proprio cosi'. Ed e' incredibile come alcuni giornali italiani abbiano persino provato a dare la notizia.

Per esempio, SKY la notizia l' ha data . Ok, non voglio dire che SKY sia la bibbia, ma che mi crediate o no Valentina Cuppi e' la presidente del PD.

eccola!

So che in questo momento vi state chiedendo come mai non ne abbiate mai sentito parlare, dal momento che il boss del PD si chiama Zingaretti. E non ho voglia di informarvi della differenza che passa tra segretario e presidente: ci perderemo nei riti tribali della vecchia URSS, che aveva l'abitudine di usare il termine “segretario” per indicare quello importante, e “presidente” quello meno importante.

Ma la Cuppi non e' solo la lamiera contorta di un treno finito in qualche disastro ferroviario sovietico del 1958. La Cuppi e' una figura MOLTO piu' importante nella politica moderna, e rappresenta da sola una profezia: osservando la Cuppi possiamo profetizzare, sin da oggi, come finiranno i movimenti tipo #metoo , BLM, e tutto quanto di “rivoluzionario” sta succedendo.

Perche' la Cuppi e'....

la Cuppi e'....

e'...

...

La Cuppi e' una quota rosa in carne ed ossa.

In pratica, le “donne del PD” (qualsiasi cosa significhi) stavano lamentando che il PD non desse abbastanza spazio alle donne. Che le donne non contassero nulla. E che fosse il momento in cui una donna potesse avere un pochino di vero potere politico. Non come la Bindi, insomma: una che conta qualcosa.

Cosi' hanno preso tre “donne del PD” (qualsiasi cosa significhi) e hanno deciso di farle diventare importanti.

eccole!

Si chiamano Valentina Cuppi, Anna Ascani , e Debora Serracchiani.

ne avete mai sentito parlare? No, o forse di sfuggita. Sono cosi' famose che se le cercate su google il primo risultato porta a Wikipedia. Esattamente come succede alla parola “Cucurbitacee”. E questo vi fa capire quanto contino le loro opinioni.

Questo e' il destino delle quote rosa. Servono per un'operazione che gli angli chiamano “pink washing” , che come il “green wasning” sono dei meri cambiamenti di facciata. Avete presente il “ministero dell'uncinetto” di francese memoria? Ecco, le quote rosa sono questo.

E quindi la figura di Valentina Cuppi e' notevole per questo: si tratta di una quota rosa vivente, che come fanno tutte le donne progressiste, tace e lascia parlare il capo. Non rilascia una dichiarazione che una. Se almeno la Serracchiani qualche volta l'avete sentita nominare, la Cuppi e' il segretario piu' segreto e misterioso che il PD abbia mai avuto.

Se non siete di Marzabotto&dintorni, non avete la piu' pallida idea di chi sia. Non sapete cosa pensi. Non sapete cosa dica. Se aveste bisogno di una spia da infilare nel letto di Putin sarebbe perfetta: la sua esistenza politica e' cosi' segreta che persino l' FSB rimarrebbe sconcertato.

Se la Serracchiani potrebbe essere almeno il nome di una Vodka bevuta in qualche quartiere malfamato di Mosca, per concorrenza con il Rhum bevuto nei peggiori bar di Caracas, il nome di Valentina Cuppi e' uno dei segreti meglio custoditi del dopoguerra.

Esistono anche altre fotografie di lei? Beh, i giornalisti dell'appennino bolognese sono riusciti a fotografarla mentre era in auto:

utilitaria.

Dal finestrino non si vede molto, anche perche' si tratta di un' utilitaria che effettivamente si parcheggia a fatica dalle Parti di Marzabotto. Probabilmente stava facendo manovra e aveva la testa girata dall'altra parte. Ma vi assicuro che e' lei.

Oltre a questa testimonianza, tanto di Valentina Cuppi non si ha.

Indubbiamente, come notate dalla sua utilitaria, ci tiene alla privacy.

Immagino che gli storici del futuro si chiederanno chi fosse e cosa ci facesse li'. Ed e' quello che probabilmente vi chiederete tutti: che diavolo di presidente del partito e' una tizia che non si degna di rilasciare un'intervista alla stampa nazionale, che non e' mai in televisione, sui maggiori giornali, eccetera?

Sappiamo bene come siano gli storici: quando non riescono a spiegare qualcosa, tirano fuori la religione. Non appena scoprono un monile, un monumento , un'usanza che non riescono a spiegare razionalmente, la spiegano con la religione. (Vorrei farmi ibernare solo per vedere come spiegheranno i cosplayers, per esempio).

Ecco, sono convinto che gli storici del futuro useranno la religione per spiegare questa figura inquietante quanto segreta: si trattava di una sacerdotessa notturna, una figura simile a lilith, quegli incubus che vengono a turbare i sogni notturni per fare dei figli con te in segreto. O roba del genere.

o roba del genere

Insomma, il punto e' semplice:

  • Valentina Cuppi non e' una persona e non e' un politico. E' una quota rosa.
  • In quanto tale, non e' possibile sapere contemporaneamente dove sia e dove va.
  • In quanto tale, serve solo a dire che il PD ha anche donne tra i vertici.
  • Si tratta di vertici cosi' segreti che sopra c'e' scritto “per uso interno”.

E questo e' il destino di tutti i movimenti che cercano di fare qualsiasi cosa come imporre delle quote o lottare per una minoranza.

Le minoranze possono emanciparsi, ma tu non puoi emancipare le minoranze.

E Valentina Cuppi e' una quota rosa emancipata da altri, al solo scopo di mettere una foglia di fico su un partito che e', ed e' sempre stato, scandalosamente maschilista.

Amen. (per far contenti gli storici del futuro).

E' un periodo che non vedo piu' Saviano sui giornali , quindi e' il momento di rispondere alla domanda “cosa penso di Saviano”. Un po' come feci con la/il Ferrante e le sue amiche geniali, aspetto sempre che passi l' Hype per scrivere cosa penso degli “eroi” di turno.

Punto primo, svelo il mio bias: chiamo intellettuale qualcuno SOLO se ha il requisito della novita'. Altrimenti per me e' soltanto un accademico (se ha intrapreso tale carriera) o un esperto (se ha i requisiti professionali) o un semplice saggista (se si limita a compilare liste di cose gia' note).

Saviano non puo' essere considerato, quindi, un intellettuale. Niente di quel che dice e' nuovo, niente di quel che scrive (sui libri e non) e' nuovo. Mancando il requisito della novita' manca quello della modernita', dal momento che la modernita' e' un conflitto tra nuove idee e comportamenti contro idee e comportamenti tradizionali.

Saviano pero' e' molto furbo. Egli sa che se prendiamo una massa con un complesso di colpa e scriviamo un libro che la assolve, quasi tutti lo compreranno. Per esempio, se io oggi scrivessi un libro che assolve il popolo tedesco dai reati del nazismo, dimostrando , che so io, che esso vinse le elezioni mediante i brogli (come fece Mussolini), verrebbe comprato in decine di milioni di copie.

Quando si parla di Mafie&Camorre, Saviano e' un assolutore. Un assolutore astuto, nella misura in cui alcune persone chiamano astuzia la codardia, ma pur sempre un assolutore.

Se osserviamo la sua prosa, l'obiettivo e' sempre quello: sostenere che se la regione X e' assalita dalla camorra napoletana, la colpa sia piu' di X che di Napoli. E lo fa con diversi espedienti, perche' e' furbo, e quindi si guarda bene dall'enunciare questo teorema in chiaro.

Uno dei trucchi piu' semplici che usa e' dire che “X fa affari con la mafia, quindi X e' piu' colpevole della mafia, o almeno altrettanto”. Si tratta di un “panino” che consistere nel menzionare sempre le colpe di qualcun altro prima e/o dopo le colpe di qualcuno dei suoi correligionari.

Se per esempio Saviano dice che la Camorra guadagna soldi in Campania con il racket del pizzo ai negozianti, immediatamente dopo aggiungera' sempre (anche in maniera gratuita e didascalica) che questi soldi poi verranno investiti in qualche nord (nord italia, Germania, scandinavia, eccetera). In questo modo il messaggio e' semplice: “guardate che la colpa non e' della Camorra. Se non fosse per quei malvagi che accettano i loro soldi, la Camorra arricchirebbe inutilmente in Campania, dove i soldi come e' noto non danno alcun vantaggio a nessuno”.

Allo stesso modo, se una qualsiasi regione di qualsiasi nord e' infiltrata dalla Ndrangheta, qualcuno potrebbe dire che e' vittima di un ente arrivato da fuori: per scongiurare questo pericolo immediatamente dopo Saviano dira' che non fanno abbastanza per combattere il fenomeno. Se non erano preparati non e' perche' non avevano mai avuto il problema prima che arrivasse il problema dall'esterno, ma perche' falliscono nel reprimerlo perche' si ostinano a pensare che il problema arrivi da fuori. Che e' un fatto.

Anche in questo caso, il messaggio e' “La Ndrangheta in Calabria non esisterebbe se Berlino facesse abbastanza per combatterla” . Il vero problema, cioe', e' Berlino. Come e' noto, in Calabria non ci sarebbe alcuna Ndrangheta senza Berlino. Morale della storia, la Ndrangheta e' un fenomeno di Berlino. E chiaramente i calabresi non ne hanno colpe, perche' loro hanno sempre combattuto adeguatamente il fenomeno: se si cercano complici non si devono cercare certo i Calabria.

La tesi che gli scrittori assolutori cercano di dimostrare e' molto semplice: se volete cercare mafia, camorra e ndrangheta non dovete cercare nei luoghi ove sono nate e dove si sono evolute, ma in qualche “nord” colpevole di fare affari con la mafia, o addirittura in tutto il mondo. Ma non li'.

Insomma, usa la tecnica assolutoria che i giornalisti chiamano “panino”.

Ho addirittura letto, in uno dei suoi libri, un divertente “panino” : c'era un imprenditore veneto che aveva venduto dei rifiuti ad una ditta di stoccaggio posseduta dalla camorra, ma era credo pugliese, ma si specifico' immediatamente (come se fosse importante) che era nato in Veneto. Che nessuno pensi male. Un po' come si fa sui giornali italiani quando si specifica la nazionalita' dei criminali.

Un'altra costante degli assolutori del meridione (dal/la Ferrante a Saviano, ma sono solo due esempi) e' che i popoli del sud italia sembrano essere gli unici privi di libero arbitrio. Nei loro libri e' sempre assolutamente chiaro che il loro libero arbitrio e' stato catturato da diversi enti.

Al primo posto c'e' il degrado.

A giudicare dalle descrizioni si direbbe una specie di fluido che abbruttisce ogni elemento architettonico locale, e costringe la popolazione a perpetuarlo. I membri della popolazione locale non scelgono mai di perpetuare il degrado, esso sembra perpetuarsi da solo e non essere mai frutto dei libero arbitrio dei locali. Se gli abitanti del luogo sembrano aiutare il degrado a perpetuarsi non e' mai un sintomo di malvagita' o di colpa: a sentire gli assolutori, questo fluido prende il controllo delle loro azioni, e questo assolve la popolazione nel modo piu' assoluto. Non e' colpa loro, e' colpa del degrado.

Saviano non e' il solo: nei libri della/del Ferrante(*) sembra che la colpa sia dell'aria, al punto che le protagoniste sembrano uscire dal loro triste destino andando in un luogo ove l'aria era migliore, piu' pulita, piu' luminosa. Il fatto che si siano allontanate anche da persone che sono una badilata di merda su un muro bianco dell'umanita' sembra secondario al problema dei gas atmosferici , che invece sono i maggiori colpevoli di tutto cio' che va male in quel posto. Ma, sia chiaro, non le persone. Quelle non c'entrano.

Al secondo posto c'e' un sistema. Tutti sembrano obbedire a questo ente pervasivo ed onnipresente, che in qualche modo e' composto da pietre, strade, burocrazie, ma mai da persone. E anche quando le persone ne fanno parte, esse non hanno mai scelto di esserne parte. Non e' possibile dire che il politico o il burocrate che propagano questo sistema siano colpevoli, in quanto sono ingranaggi del sistema. Ed essendo ingranaggi essi sono completamente privi di libero arbitrio. E di conseguenza, sono tutti assolti.

Questo ovviamente NON vale per tutti i “nord” (Lombardia, Germania, USA, etc) che “fanno affari con le mafie”, perche' ovviamente tutti gli altri il libero arbitrio ce l'hanno: notoriamente in Germania non esiste burocrazia e non esiste niente di simile ad un sistema, e tutti i burocrati hanno ampie discrezionalita'. (Specialmente i Beamter, LOL). E l'imprenditore del nord che ha scelto di “fare affari” col mafioso fa una libera scelta, mentre il mafioso che c'e' dall'altra parte no, in quanto cresciuto “nel degrato” e “circondato da un sistema”.

Per gli assolutori, l'uomo medio del sud italia e' sempre privo di libero arbitrio (dunque assolti), in un mondo di malvagi o indifferenti che invece sono colpevoli perche loro il libero arbitrio ce l'hanno.

Quando leggete i libri degli assolutori, la sensazione che avete e' questa:

  • Se isolassimo il sud italia con un muro che impedisca a qualche Nord di “fare affari con le mafie” , le mafie cesserebbero immediatamente di esistere, dal momento che al sud NESSUNO fa affari con loro.

  • Se un ipotetico dittatore dovesse risolvere il problema del degrado, dovrebbe annientare questo fluido che sta nell'aria, nelle pietre, nelle case, nella mentalita' (altro ente che non ha nulla a che fare con le persone) , ma non dovrebbe toccare le persone: quelle non hanno colpa.

  • Se un ipotetico dittatore dovesse cambiare il sistema dovrebbe toccare la burocrazia, la politica , l'economia, ma non toccare le persone, che non hanno colpa perche' era il sistema.

In pratica, adesso sapete da dove spuntano le tesi dei Neoborbonici. Non sono altro che le tesi degli scrittori assolutori: tutti i mali vengono da fuori, e se anche ci sono dei mali locali sono comunque trascendenti e quindi le persone non c'entrano.

Questa teoria e' abbastanza ricorrente, e di fatto e' quella che i venditori di indulgenze vendono piu' frequentemente. Degrado, mentalita', sistema, e via che sono tutti innocenti.

Ma c'e' una ragione per la quale non credo a queste teorie. Sono un Expat.

E quando sei un Expat vedi uno strano fenomeno.

Alcuni Expat che arrivano dopo di te chiedono aiuto sui vari gruppi, chiedendoti come adempiere alle procedure locali per essere in regola. Oppure chiedono consigli su come trovare un lavoro regolare, per avere una vita regolare.

Altri arrivano e chiedono come si fa a trovare altri italiani , ai quali chiedere un appartamento da affittare “annero” e un lavoro sempre “annero”. Cercano cioe', di loro iniziativa e senza necessita', una vita non regolare. Nella scelta se seguire le regole o non seguirle, scelgono di NON farlo e di infilarsi in un ghetto di lavori in nero, affitti in nero, favori di un amico.

E questo e' libero arbitrio. C'e'.

Anche riguardo al “sistema” ho dei dubbi seri. Perche' ho visto gente arrivare in un sistema diverso, e cercare immediatamente di ricostruire quello italiano. Aneddoto. Ho visto arrivare un manager qui , che appena e' arrivato ha inventato un modo di chiedere le ferie che consisteva nello stampare su carta una richiesta, firmarla, fare una fotocopia, e poi portare entrambe le fotocopie alla firma (fisica, su carta) del manager.

In pratica, stava cercando di replicare qui (in un'azienda IT, peraltro) , la burocrazia che viene chiamata il sistema. La cosa buffa e' che quando gli fu fatto presente che il sistema era “poco IT”, la reazione fu di passare ad unExcel inviato in CC ad un tot di persone, che dovevano rispondere alla mail con l'approvazione.

Duro' sei mesi. Il suo successore, che per capirci si chiama Thorsten, chiese una form su Exchange che gli compilasse un calendario. LA sua prima reazione fu “ma davvero pensate che io perda tempo con tutta questa “maialeria”? (quando mettere la parola maiale di fronte a qualcosa , in tedesco ne state facendo un dispregiativo, come quando si dice freddo porco in italiano: per esempio schweineteuer indica una cosa ripugnantemente cara)

Morale: non solo non e' il sistema a fare le persone, bensi' e' il contrario, ma quelle persone cercano di riprodurre il sistema ovunque vadano.

Quindi no, non credo alla tesi assolutoria basata sul degrado o sul sistema.

Ne' a quella della Ferrante ne' a quella di Saviano.

Che rimane, ai miei occhi, uno di quei tanti furbi che hanno fatto i soldi vendendo indulgenze.

Ha solo applicato il metodo in maniera meno religiosa.

(*) Dico del/della Ferrante perche' mi e' capitato di scrivere un libro a 4 mani con una donna, Averno, e ho imparato a distinguere le parti scritte da una donna e quelle scritte da un uomo. L'amica geniale e' scritto chiaramente a quattro mani, da una donna e da un uomo. Forse dovrei scrivere “dei” Ferrante.

A volte mi diletto di discutere di informatica “in generale” con persone che vengono da altri settori, come la fisica, e trovo una certa apertura mentale che fatico a trovare negli ingegneri. In una delle recenti chiacchierate siamo finiti a parlare della legge di Moore.

Come sapete, si tratta della legge empirica che vuole la potenza dei calcolatori raddoppiare ogni due anni. E come sapete, in questo momento siamo ad uno stato di stallo, dal momento che i limiti fisici (frequenza, densita' ed altro) sono molto vicini alle implementazioni attuali.

Il risultato di tutto questo e' che di fatto la potenza delle cpu e delle GPU stenta a crescere ancora ai ritmi che ci aspetteremmo. Il problema e' che effettivamente si tratta di questioni che per i fisici soffrono di problemi insanabili.

  • Materiali diversi dal silicio con cui fare circuiti piu' piccoli. Si parla di grafene, che e' infiammabile e si ossida facilmente. Sinora ci sono dei materiali in sperimentazione, ma nessuno ha ancora superato quella fase.

  • Computer quantistici. Ancora in alto mare. Il problema e' che se lo pensiamo in teoria un computer quantistico fa questo e quello, ma in pratica scopriamo che i qbit perdono misurabilita', cioe' sbagliano, con una frequenza preoccupante.

  • Intelligenza artificiale. L'idea di implementare su silicone la topologia delle reti neurali sinora paga, ma solo per le applicazioni delle reti neurali. Sebbene esse possano risolvere alcuni problemi in maniera velocissima, farne delle macchine all-purpose finora si e' rivelato impossibile.

E allora?

La mia personale (e pazzesca per certi versi) posizione e' che occorrerebbe fare qualche esperimento con le cosiddette logiche ternarie. Non sono il primo ad avere questa idea: calcolatori ternari sono stati gia' realizzati, e si sono rivelati piu' efficienti.

Un esempio di calcolatore ternario fu il SETUN, costruito in URSS usando un sistema a magneti. Anche se non era completamente ternario, si rivelo' molto piu' efficace di quelli binari per quanto riguardava la parte ternaria.

C'e' un motivo per questo. Il motivo e' che quando Von Neumann inizio' a fare un modello matematico della sua idea di computers (quella che usiamo oggi, piu' o meno) , al momento di calcolare quale fosse la base di numerazione piu' efficiente non ottenne “2”, cioe' il sistema binario. Ottenne “e”, cioe' un numero che e' trascendente, quindi anche irrazionale. Nessuna divisione tra naturali puo' ottenerlo e nessun algoritmo di tempo finito puo' calcolarlo tutto.

Ma se osservate bene il valore di e, 2,71828 18284 59045 23536... , notate una cosa.

E' piu' vicino a 3 che a 2.

Esistono diverse logiche ternarie. La piu' “testata” finora e' quella simmetrica, cioe' anziche' usare {0},{1} come stati logici, si usa {-1},{0},{1}. Fu scelta anche dai russi perche' il loro calcolatore funzionava ad elettromagneti, quindi era semplice invertire nord e sud per rappresentare {-1} e {1}, e usare {0} per indicare che la bobina era spenta, cioe' non aveva polarita' perche' non passava corrente.

I vantaggi di una logica ternaria sui sistemi di calcolo sono ENORMI.

Per prima cosa, e' semplice rappresentare numeri negativi. Chi ha studiato come funziona un calcolatore sa bene che per rappresentare un numero negativo usando un bit di segno il silicio del calcolatore spreca un sacco di tempo.

In una logica ternaria basta mettere {-1} dove prima c'era {1}. E la cosa buffa e' che in un sistema ternario, questo e' esattamente quello che fa l'operazione NOT. In pratica se 5 e' {1},{0},{1} in ternario, con un NOT bit a bit diventa {-1},{0}{-1} . Un solo ciclo per il NOT.

Avrete notato pero' che continuo ad usare delle caselle come quelle binarie per indicare il 5: ogni casella rappresenta ancora una potenza di due (altrimenti 5 non sarebbe 101), quello che cambia e' il possibile valore di ogni casella, che si arricchisce. Sto quindi supponendo un'algebra di Kleene.

Ma il problema sta nelle performance, e nella facilita' con cui una logica ternaria puo' essere usata per simulare un calcolatore quantistico. Il nostro “trit”, un bit a due valori, puo' essere letto anche come “quando e' zero, potrebbe essere sia {-1} che {1}”. Certo, non abbiamo un vero sistema quantistico, ma sarebbe interessante testare in che modo si possa simularne uno usando il classico silicio, di cui siamo esperti.

Ovviamente anche lo storage ci guadagna: in un sistema binario con 8 bit ci salvate 256 valori, se usiamo un'algebra di Kleene il numero sale a 512 se dovessimo usare (solo per lo storage) una circuitazione che ci consente di usare tutti e 3 i valori come base di numerazione otterremmo 6561 valori. Non male come aumento di densita'.

Non sono io l'unico a dirlo, sia chiaro: Donald Knuth e Howard Aiken furono quelli che ne iniziarono gli studi.

Ci sono svantaggi? Beh, si. Gli svantaggi sono che ad un certo punto occorre una circuitazione che prenda i numeri ternari e li riporti a binari, in modo da poterli usare sui dispositivi che lavorano su due stati. Occorre quindi che ci siano dei convertitori: nei primi esperimenti si usavano delle tabelle di conversione che non erano pero' grandissime. Sarebbe interessante studiare se la loro implementazione vanifichi o meno i vantaggi computazionali.

Di certo ora che gli storage stanno andando verso lo stato solido, diventando storage in silicio (nvram, SSD, etc), i vantaggi sullo storage(a parita' di densita' e frequenza) sono evidenti.

Di conseguenza, se siete una startup di ggiuovani e volete in qualche modo rivoluzionare le cose con un'idea disruptive, quello che dovreste fare e' iniziare a disegnare una circuitazione in logica ternaria , e costruirci una minima macchina di turing, almeno su FPGA.

Io sono troppo vecchio classico per fare una startup, quindi lo scettro passa a voi. Magari se ci riuscite fatemi avere una birra.

C'e' un certo dibattito contro quella che nel mondo di internet anglofona viene chiamata “cancel culture”, e che in Europa ha un nome molto piu' vecchio, ovvero “scomunica”. E' di per se' una forma di bullismo di branco, nel senso che la vittima viene “processata” mediante un meccanismo di “character assassination”, e quando muore una folla inferocita decreta la “damnatio memoriae”. In pratica, un linciaggio.

Orwell ha descritto molto bene questo meccanismo quando , in 1984, ha ideato i “due minuti di odio” quotidiano.

Vedo che tutto il dibattito si concentra sui presunti effetti benefici di questa cosa , mentre nessuno (o quasi) si occupa delle garanzie. Si tratta dei soliti processi coi quali la sinistra radicale costruisce gli strumenti che consentiranno alle destre di andare al potere. Nulla di strano o di nuovo: destra radicale e sinistra radicale sono nella condizione “uovo e gallina”, e chi perde tempo nel chiedersi chi debba la propria esistenza all'altro dovrebbe considerare invece che “esistono entrambi, o nessuno dei due”.

Il che, a rigore di logica, fa di estrema destra ed estrema sinistra due aspetti dello stesso fenomeno. Sono essenzialmente due facce diverse dello stesso fenomeno

.

Il meccanismo della “cancel culture” dovrebbe essere esaminato di piu' nelle sue fasi, nella sua applicazione reale, per capire che si tratta di un residuato pre-civilizzato di qualche tribalismo sociale.

Andiamo per fasi.

  1. Per prima cosa, occorre che ci sia una massa di persone rabbiose. Perche' la cancel culture funzioni occorre che le masse siano estremamente polarizzate, divise in fazioni ostili. In questo modo, e solo in questo, e' possibile accusare qualcuno di aver tradito un certo ideale, una certa fazione, una certa lotta, una certa rivoluzione.

  2. Questa massa di persone rabbiose deve essere fascista. Una massa di rabbiosi e' sicuramente fascista quando sostiene di essere violenta per difesa, mettendo a giustificazione della propria violenza le presunte angherie subite personalmente da ogni membro. Significa che se una donna viene stuprata allora TUTTE le donne diranno di essere state stuprate. Se muore Floyd, allora OGNI negro americano dira' di essere stato ucciso dalla polizia in qualche momento della propria vita. Ogni negro americano e' stato ucciso dalla polizia americana, e quindi ha diritto a tornare in vita e fare qualsiasi cosa. (corollario: BLM e' un'apocalisse zombie). Per esempio, ogni italiano di estrema sinistra e' stato personalmente bastonato da un soldato israeliano, e la sua casa di Hebron e' stata distrutta. Per il teorema dell'Algebra, se non nel campo dei reali, in quello dei complessi: la sua casa immaginaria e' stata distrutta, a novanta gradi da tutto il resto.

  3. E' in corso una gara alla purezza, e chiunque e' lo sceriffo della purezza. Quindi succede che se rivolgere la parola ad una ragazza mentre ascolta la musica in cuffia e' “stupro”, arrivera' il puro piu' puro che ti epura e dira' che questo manuale e' troppo lasco, perche' una ragazza potrebbe anche ascoltare la musica in potenza, canticchiandola nella propria mente. Dinque occorrono quattro notai telepatici a certificare la cosa. Non li hai? Per l'Inquisizione l'innocenza non e' una scusa. Al rogo, e togliti dalle palle.

  4. Non esistono leggi scritte o certezze del diritto o procedure definite. Tantomeno presunzione di innocenza. Il processo che porta al canceling avviene secondo leggi non scritte che vietano esattamente quello che fa l'imputato solo perche' lo ha fatto l'imputato, che non considerano le attenuanti dell'imputato dal momento in cui l'imputato le tira in ballo, ogni cosa e' una prova contro l'imputato comprese quelle a favore, ogni cosa dica l'accusa e' sicuramente vera e non ha bisogno di essere verificata e ogni cosa dice la difesa e' sicuramente falsa perche' il processo non ammette difesa e l'avvocato viene sottoposto allo stesso processo per il solo fatto di difendere l'imputato.

Gia' le condizioni perche' la cancel culture esista sono molto lontane da quello che definiremmo “civilta” e piu' vicine a quella che definiremmo “zuffa tra bande in un pessimo liceo”. O se preferite, “societa' tribale priva di leggi scritte”.

A questo punto, il processo entra nel vivo.

  • La tale persona viene “accusata” da qualcuno (non importa chi, non esistono codici di procedura o autorita' verificabili nel linciaggio del canceling) di aver camminato per Boston senza portare con se' un rivelatore di cucciolo di rinoceronte, creando il pericolo di schiacciarne uno sotto i piedi, cosa che mette a repentaglio l'ecosistema. L'accusa non e' realistica ne' razionale, ma questo non e' un problema per il tribunale della cancel culture. Se viene accusato ci sara' un motivo: del resto, arrivera' sempre qualcuno che dira' “magari non e' tanto la questione dei rinoceronti, ma avete visto che ha gli occhiali come Hitler nel Der Untergang?”. Quindi l'accusa si arricchisce di qualsiasi cosa creativa venga in mente ad una massa di milioni di persone. L'accusa ha un effetto valanga, per cui una volta nel mirino di un accusatore, la vittima si trova accusata di praticamente ogni cosa, compreso il Cristicidio. Nel caso di Salman Rushdie, di MoglieDiMaometticidio. Che e', non dimentichiamolo, anche femminicidio. Quindi Rushdie ha stuprato tutte le donne musulmane, e anche le transessuali saudite. (ce ne sono a migliaia: per fare la transessuale in Arabia Saudita basta coprirsi con un tendone nero e truccare gli occhi).

  • La seconda fase e' che si forma il branco dei linciatori. Tutta una folla di aspiranti sceriffi, che ambisce alla libidine di poter finalmente giudicare e condannare qualcuno, si riunisce. Si tratta di un processo di “virtue signaling”: se io sto tirando la mia pietra sulla puttana, allora sono una moglie fedele. Chi condanna si auto-assolve. Tutti vogliono essere il giudice dell'inquisizione, per alimentare la propria reputazione di persone probe. Poiche' chi non lincia in compagna non e' figlio di Maria, la folla cresce a dismisura.

lobo

(Lobo , come al solito, ci insegna tutto quello che c'e' da sapere).

  • La vittima cerca di difendersi. Questa e' la fase del piacere sadico, nel quale la folla assapora tutto il piacere che deriva da un potere illimitato, che deriva dal fatto di zittire la vittima che urla mentre viene linciata. Ogni cosa dira' la vittima verra' distorta e trasformata in una nuova prova contro lei stessa, e spunteranno MILIONI di testimoni che ci racconteranno che hanno visto la vittima che maltrattava un gattino. Femmina. Negro. Transessuale. Islamico. In questa fase del linciaggio parte la “character assassination”, cioe' la distruzione della reputazione delle vittime, detta anche demonizzazione o satanizzazione. Spesso e' anche una “reductio at Hitlerum”, cioe' “lo faceva anche Hitler”.

  • Fatto questo si decide la pena. Che e' sempre la piu' alta e umiliante possibile. Qui entra in gioco la cultura dell'umiliazione tipica dei branchi di bulli. E parte la proposta di scomunica, detta “canceling”. Come ogni forma di scomunica, “nessuno potra' piu' parlarti, e nessuno potra' mai piu' avere commercio con te, e non potrai piu' entrare in una casa cristiana, e la tua famiglia ti caccera' dalla tua casa”. A differenza della scomunica, pero', non esiste possibilita' di pentimento o ravvedimento: rimanere sotto la finestra del papa tre giorni in ginocchio sulla neve , che era bastato nel medioevo, non serve a nulla, anzi se lo fai sei ancora piu' colpevole perche' dovevi pensarci prima. Quindi condannato ancora di piu'. Che l'inquisizione a noi ci sembra troppo moderata.

  • La punizione e' illimitata ed eterna. Da questo momento, chiunque voglia fare del male alla vittima in qualsiasi modo e' legittimato a farlo. Ben gli sta. Se la e' cercata, e comunque chi ti fa del male se ne uscira' dicendo che la tua decisione di uscire di casa senza un rivelatore di cuccioli di rinoceronte ha distrutto la sua vita, impedendole di diventare il Premio Nobel vincitore di Oscar e di Grammy Award, e facendola sentire stuprata nell'animo, con degli strani sintomi di soffocamento da parte di agenti di polizia. Sintomi che, puntualmente, escono fuori ogni volta che viene discriminata al distributore di benzina (diretto da un maschio bianco).

Questo e' l'idea di “giusto processo” che la “generazione Z” ha in mente. Un linciaggio seguito da una scomunica , in un processo di piazza.

E se lo dice una certa RAVIOLERIA95, deve essere proprio vero.

Non mi aspetto che gente della “generazione Z” capisca qualcosa di pratico. Anche se mostrassi loro le fotografie degli effetti di questa cultura quando viene applicata da una massa di sceriffi diversa da te, direbbero che la foto non e' “cool”, quindi non vale. La persona della generazione Z, infatti, non e' capace di distinguere “cool” da “importante”.

Gli effetti?

Se volete sapere per quale motivo le persone trovano rassicuranti i neofascisti, il motivo e' molto semplice.

I processi dei fascisti possono sembrare molto piu' equi.

E' nato prima l'uovo o la gallina? Non lo so. Ma di certo esistono entrambi, o nessuno dei due. Quindi, sono due aspetti dello stesso fenomeno.

E questo spiega perche' quando la sinistra radicale scende in piazza, i fascisti salgono al potere. Sono due aspetti dello stesso fenomeno, cioe' la presa di potere di un regime fascista.

Una delle stronzate che mi sento dire piu' spesso sulla AI e' che si sarebbe rivelata razzista. La cosa potrebbe passare inosservata, se non riconoscessi dietro a questa fake news la longa manus di certa accademia. Cosi' e' ora di chiarire un paio di cose.

Per prima cosa, questa e' la seconda ondata di AI, anzi forse la terza. L' AI e' una cosa che torna ad ogni grande salto di capacita' computazionale. I primi tentativi, che risalgono agli anni '70, erano fatti usando strumenti spesso analogici per simulare le sinapsi, come i transistor. Questo perche' a quei tempi la capacita' computazionale era bassissima. La prima onda, quindi fu principalmente teorica, e le principali applicazioni furono principalmente nel campo delle “logiche fuzzy”, all'epoca considerate intelligenti. Tipicamente si trattava si sistemi di controllo (freni per i treni ed altro) che riuscivano a ragionare in maniera “quantitativa” pur facendo uso di componentistica digitale.

La seconda ondata torno' circa 20 dopo, negli anni '90. E qui cominciarono a scoprire la bellezza delle prime reti neurali Back Propagation, degli algoritmi “genetici” (basati su un algoritmo che riproduceva la selezione naturale), sui dicotomizzatori inferenziali di ogni ordine (oggi chiamati “Decision Tree”) , sulle reti di Kohonen (che oggi nel mondo del big data vengono chiamate “algoritmi di clustering”, e ce ne sono molte altre, eccetera) .

A che cosa era dovuta? Era dovuta all'introduzione dei primi sistemi di supercalcolo che le universita' potessero permettersi, ovvero ancora una volta ad un salto di quantita' nel capo della capacita' computazionale. C'era il GigaFLOP. WOW.

Le applicazioni furono scadenti e rare, e principalmente in ambito militare: sistemi di aggiustamento di tiro per cannoni che cambiano caratteristiche con l'usura, sistemi di correzione del volo per i jet supersonici, e poco altro di rilevante. Ok, il newton di Apple implementava un sistema di riconoscimento della scrittura. Ammettiamolo. Ecco, cosi' facciamo contenti anche i civili. Il resto era sperimentale, cioe' limitato all'ambito accademico.

L'ondata di oggi in parte da un nuovo cambio di paradigma nella potenza computazionale, e da una nuova facilita' di costruire ASIC ad hoc, come quanto vi dicono che nel vostro cellulare “c'e' un chip con la AI”. Ok. Quindi adesso si stanno sviluppando all'infinito i modelli convoluzionali, le reti ricorsive, e tante altre tecnologie.

Ma c'e' un secondo punto che nessuno sta facendo notare: in questa ondata gli accademici non GUIDANO piu' la ricerca. Se volete trovare lo stato dell'arte, non e' piu' nelle universita' che potete trovarlo. Per diversi motivi.

  • il budget per la ricerca del mondo accademico e' microscopico rispetto a quello di Google&co.

  • la capacita' di calcolo del mondo accademico e' microscopica rispetto a quella di Google&co.

  • l'attrattivita' del posto di lavoro nel mondo accademico e' microscopica rispetto a quella di Google&co.

in pratica, il mondo accademico in questa ondata della AI e' tagliato fuori: non ha i fondi, non ha le infrastrutture, non ha piu' i migliori cervelli. Si, molte universita' vantano collaborazioni con questo e quello, ma se andiamo a vedere quanto “cubano”, scopriamo che si tratta di cose fatte “for the show” , ma alla fine il brevetto, cioe' lo know-how, resta alle grandi industrie.

Non c'e' da stupirsi, dal momento che la stessa cosa e' successa nel farmaceutico.

Cosa fa l'accademia quando viene superata? Mette in campo tutto il suo potere e la sua credibilita', inizia ad infettare i giornali e internet, e allora scopriamo che la robotica sta facendo skynet, che l'intelligenza artificiale ci ammazzera' tutti, e ora abbiamo scoperto che “e' razzista”.

balle.

Non appena le grandi aziende cominciano a fare progetti “in cooperazione” con le universita', cioe' pagata la tangente, allora le tecnologie torneranno innocue, etiche, e tutto quanto. Anche se le usano per sganciare missili Hellfire. Sono i nostri Hellfire. Mica come quelli sviluppati senza la preziosa supervisione del dipartimento di Etica, che avrebbero sganciato degli Hellfire, pero' malvagi.

Esiste cioe' un ricatto: o le industrie annunciano progetti insieme all'universita', oppure gli accademici e gli esperti di Etica si mettono a strillare: quello che fanno i malvagy assetati di soldi ci uccidera' tutti!!!!. E' un modello sperimentatissimo gia' usato con il mondo della farmaceutica, ma anche dell'ecologia (se non fai donazioni ai soliti GrPe e le tre lettere maiuscole sei nel mirino anche se le tue auto vanno a neutrini, se invece fai loro donazioni si dimenticano di te anche quando le tue auto vanno a cuccioli di foca).

Ma andiamo al succo. La AI puo' essere razzista?

Chi sostiene questa balla dice che “quando negli USA si sono fatti gli esperimenti si e' visto che secondo le AI i negri erano piu' criminali”.

Ma guarda che strano.E se ci chiedessimo con quali dati sono state istruite, cosa ci risponderebbero? Ci risponderebbero che sono state istruite coi dati della polizia americana. Quella che ammazza negri random, a quanto pare.

Di fatto, quindi il risultato sperimentale non e' affatto negativo: nel diventare razzista, la AI ci aveva segnalato che i dati fossero in qualche modo razzisti, o contenessero del razzismo.

Esattamente come la AI di Microsoft che, lasciata da sola su Twitter in piena tempesta della Alt-Right, divenne nazista. Anziche' scandalizzare le persone per il fatto che una AI volesse sterminare il genere umano, FORSE qualcuno si sarebbe dovuto chiedere “ma non e' che su twitter c'e' un lieve problema di odio?“.

Quindi il punto e': SI. Una AI puo' diventare nazista se la si fa girare su dati scritti da Goebbels in persona. Il problema delle AI che fanno machine learning, in generale, e' che non hanno i fatti: hanno solo i dati.

Se i dati mostrano che ai neri diamo pene piu' alte che ai bianchi, la AI li riterra' piu' colpevoli: ma il fatto che la Ai diventi razzista, semmai, e' un segnale di pericolo. Nel fare questo la AI sta IMITANDO il comportamento dei dati che legge: se i dati arrivano da un sistema giudiziario razzista, allora diventera' razzista.

Ma a quel punto sarebbe interessante semmai usarle come cartina tornasole: si crea una AI, la si educa coi dati prodotti da una data istituzione, e si verifica cosa sia diventate : qui entra in gioco la XAI cioe' la costruzione di intelligenze artificiali che sia possibile capire dopo il periodo di istruzione. Allo stato attuale le AI sono difficilissime da comprendere perche' il costrutto di tutti i dati che hanno macinato non e' comprensibile se non a loro stesse.

Il problema non sta nel metodo con il quale noi controlliamo che cosa le AI abbiano imparato: possiamo anche programmarle come chatbot e parlarci. Ma se adesso io prendessi una AI, ci ficcassi dentro tutti i dati dell' INPS, e scoprissi che la AI diventa razzista contro i calabresi, non dovrei dire “la AI e' razzista contro i calabresi”: dovrei al contrario andare a verificare come si comporta INPS nei confronti dei calabresi.

Se quando le prime AI si sono mostrate “razziste” dopo aver macinato i dati della polizia qualcuno fosse andato a controllare, forse si sarebbe capito che effettivamente la polizia americana qualche problemino di razzismo magari lo aveva. Ma faceva piu' scalpore sui giornali (e piu' comodo al mondo accademico) segnalare il “fallimento” dell'industria delle AI, piuttosto che ascoltare il segnale d'allarme.

Se per caso prendessi una AI e la programmassi coi dati delle forze dell'ordine italiane, e la AI cominciasse ad esaltare il Duce e chiedere cocaina ed anfetamine, non andrei a criticare la AI: mi chiederei se le forze armate italiane non abbiano un problema di fascismo e un problema di droghe eccitanti. (ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti e' un riferimento a fatti e persone realmente esistenti).

Essenzialmente, il gioco di tanti accademici e giornalisti e' stato proprio quello di non capire la AI come strumento: e' come se usando un termometro si dicesse “ehi, il termometro ha la febbre!”. Beh, no: magari il termometro e' alla stessa temperatura del corpo umano, ma ad avere la febbre e' il corpo umano.

Riassumendo: si, se una AI viene lasciata a fare machine learning su un blocco di dati che annida un problema di nazismo, diventera' nazista. Se la nutrite con i dati di una polizia razzista , diventera' razzista. Se la lasciate esposta durante la fase di apprendimento in un ambiente colmo di odio, vi dira' che vuole eliminare ogni essere umano.

Ma la AI e' un termometro, e il termometro non ha la febbre: la febbre ce l'ha chi ha usato il termometro.

E se qualcuno avesse chiesto, glielo avrebbero spiegato anche i creatori di quelle AI.

I problemi che vediamo oggi attorno alla Cina , e l'avanzare delle istanze dittatoriali nei paesi occidentali, non sono dovuti ad un caso. Nella misura in cui le dittature stanno cercando di diventare il sistema dominante i social network sono problemi poco rilevanti, dal momento che una volta preso il potere in USA, qualsiasi regime non fara' altro che liquidare Mark Zuckerberg e prendersi Facebook manu militari. Non e' certo una storia nuova.

Ma il problema che dobbiamo porci e' : come mai non ci sono verso la Cina comunista le stesse reazioni di contrasto che ci furono con l' URSS?

Se poniamo la domanda in questa ottica, non capiremo mai il problema. Per capirlo bene, dobbiamo capovolgere la domanda: come mai contro l' URSS ci fu una guerra fredda su ogni livello (militare, politico, economico), mentre contro la Cina no?

Voglio dire, se l' URSS durante la NEP (Nuova Politica Economica) avesse ricevuto gli stessi investimenti che ha ricevuto la Cina quando ha “aperto il mercato”, oggi il Muro di Berlino sarebbe ancora in piedi, e saremmo a parlare dell' URSS come potenza economica.

Perche' non e' successo?

Il punto e' che a quei tempi si credeva che solo la democrazia potesse sostenere un'economia florida, capace di creare capitali e concentrarli nelle mani di tutti, lasciando i ricchissimi in una situazione di relativo privilegio.

Di conseguenza, TUTTI i poteri economici parteciparono alla crociata contro il comunismo sovietico e pochissimi (tra cui gli italiani) investivano in URSS. I ricchi avevano paura che se una dittatura si fosse instaurata, la loro posizione di privilegio si sarebbe incrinata e la loro liberta' (che pure sotto la democrazia era limitata) sarebbe scomparsa, o avrebbe richiesto una posizione servile.

Del resto, in quel periodo non esisteva una sola dittatura capace di essere un successo economico e contemporaneamente capace di non uccidere i ricchi: i comunisti uccidevano i ricchi, e le dittature fasciste del periodo non si mostravano particolarmente abili nel lasciare ai ricchissimi la liberta' che volevano, orientandosi sul latifondo.

Inoltre, nessun sistema dittatoriale sembrava capace di produrre uno strato di consumatori capace di sostenere l'economia di scala delle grandi corporations.

Cosi', al prezzo di sopportare la regolamentazione del governo, le leggi sul rispetto ambientale, e i sindacati, le aziende e la finanza tifavano democrazia. Tutte. E quindi non ci furono verso l' URSS i fiumi di soldi che sono arrivati in Cina.

La Cina ha cambiato tutto.

Il segreto dei cinesi e' stato di dimostrare alle grandi corporations, alla finanza che una dittatura puo' sostenere la crescita economica e finanziaria come e meglio della democrazia.

Pil in crescita di due punti, una vastissima popolazione di consumatori, nessun problema con gli ecologisti, nessun problema col sindacato, il regolatore che segue la legge dei soldi e chiude un occhio su tutto.

Putin per esempio non e' riuscito a fare questo, altrimenti avrebbe avuto la stessa quantita' di soldi.

E' stato nel momento stesso in cui i giganti della finanza e dell'economia hanno smesso di credere che solo la democrazia avrebbe potuto sostenere il capitalismo che avevano in mente, che tutto e' cambiato.

Diciamo la verita': i ricchissimi della democrazia hanno piene le palle. Sindacati, leggi a protezione dell'ambiente, tasse per alimentare servizi sociali, tutta questa roba li schifa. Prima non avevano alternative perche' temevano di finire in un campo in Siberia, ma ora sanno che e' possibile avere ENTRAMBE le cose che sognano:

  • una dittatura che tenga a bada i lavoratori gli schiavi.
  • una crescita economica e il libero godimento della ricchezza accumulata.

Ed e' stato qui il punto di svolta. Il punto in cui non e' piu' possibile fare una guerra fredda: anche se fosse possibile costruire un'alleanza militare contro la Cina, e anche se fosse possibile costruire un'alleanza politica contro la Cina, tutta la finanza, le banche e gli industriali continuerebbero ad investirci dentro.

Siamo in una paradossale situazione, nella quale Wall Street, la grande industria, le grandi multinazionali, sono diventate la quinta colonna comunista in occidente

Potete leggerlo sui giornali, e potevate leggerlo anche durante il Coronavirus, quando tutti i giornali di proprieta' Elkann osannavano il sistema cinese, dove avevano chiuso solo Wuhan lasciando produrre le fabbriche e mandando al lavoro le persone nel resto del paese. E le lodi sperticate al fatto che “in Cina, quando c'e' un lockdown lo fanno davvero!! Mica come da noi!!”.

(In realta' i cinesi hanno messo in lockdown si e no il 5% del paese, nessun giornalista ha mai potuto controllare quanto duro fosse (altrimenti sarebbe morto in qualche campo cinese), e come se non bastasse hanno perseguitato il medico che ha scoperto il virus, reagendo con almeno due mesi di ritardo.)

Ma non importa, perche' se leggete tutti i giornali che sono di proprieta' di grandi gruppi industriali o finanziari, il comportamento criminale della Cina viene continuamente sminuito o tenuto in sordina.

Certo, e' paradossale che il capitalismo occidentale sogni di vivere in un paese comunista, cosi' come e' paradossale che la Cina sia riuscita a convincere gli occidentali che se tutto il mondo fosse Pechino ai ricchissimi rimarrebbe la liberta' che sognano (specialmente essendo non cinesi) ma il punto e' questo: non c'e' alcuna differenza di comportamento economico tra l' URSS del “compagni, arricchitevi” e la Cina comunista.

Quello che e' cambiato e' stato il mood dei capitalisti occidentali.

E questo e' il motivo per il quale e' cresciuta a dismisura l'apprezzamento delle dittatura (o la sordina per le loro malefatte) sui giornali occidentali: i ricchi hanno deciso che gli piace la dittatura. E tutti i mass media che controllano, di conseguenza si sono adeguati.

L'unica crepa che si sta aprendo in questa convinzione e' Hong Kong.

Ad Hong Kong c'erano le sedi del gotha della finanza anglosassone, e nella stessa citta' il governo cinese ha smesso di mostrare verso la borghesia il volto rassicurante di sempre. E qualcuno, a Londra, sta cominciando a capire.

La consapevolezza sta cominciando da Londra, la prima piazza finanziaria che vedra' i loro ricchissimi tornare a casa per paura di finire in un campo di concentramento cinese: gli inglesi hanno promesso asilo a ... praticamente l'intero ceto medio di Hong Kong

ecco qui

E non illudiamoci: la Cina diventera' sempre piu' aggressiva. Non ti doti di un leader a vita se non hai un piano di lungo respiro, e non lo vuoi stabile al potere se non devi entrare in conflitto con qualcuno.

La guerra fredda arrivera', o tornera', nella misura in cui i ricchissimi occidentali capiranno che in Cina, come succede nei paesi comunisti, ci sono i Gulag.

E capiranno che hanno i posti gia' prenotati, a loro nome.

Quanto ci metteranno a capirlo, e' una questione di passaparola.

In questi giorni il parlamento italiano e' impegnato (si fa per dire) nella discussione di una legge che punisce la propaganda di odio quando si rivolge contro alcune preferenze sessuali delle persone. Siccome sono coinvolte anche le persone transessuali, questo ha causato la discesa in campo delle “attention whores” del mondo femminista, cioe' le lesbiche TERF.

Per prima cosa chiarisco il mio bias: non credo abbia senso seguire la strada che si segue ultimamente nel mondo della politica italiana, per il quale occorre una legge speciale per ogni cosa. Per esempio, il “femminicidio” era gia' punito , e se proprio si pensava di arginare la minaccia usando una pena piu' alta , sarebbe stato meglio usare un'aggravante. Altrimenti ora bisognera' costruire una nuova fattispecie, tipo il fontaniericidio (uccisione di idraulico perche' idraulico), il gianpiernaikicidio (uccisione di un milanese modaiolo in quanto tale) , eccetera, perche' si pensa che le motivazioni dell'aggressore definiscano il fatto avvenuto. Allora se uccido una donna perche' donna sono femminicida, ma se la uccido perche' negra sono... un razzista un femminicida? Queste applicazioni della logica intersezionista alla legge sono, a mio avviso , un errore. Sono un errore perche' adesso che abbiamo una legge contro la propaganda contro le razze, le religioni e ora anche gli orientamenti sessuali, cosa mi vieta di fare propaganda di odio verso i vegani, gli interisti o i complottisti?

Intendiamo aggiungere una legge ad hoc? O forse sarebbe meglio una legge che punisce qualsiasi hate speech , come fa §130 del codice penale tedesco: non puoi propagadare odio contro gruppi di persone , punto. Qualsiasi gruppo, dai nani ai bavaresi. (poi i teologi si stanno ancora chiedendo se i bavaresi siano “persone”, cosa che dal dialetto non si direbbe, ma questo e' un altro problema). Le motivazioni, al massimo sono un'aggravante.

Detto questo , vediamo cosa succede.

Succede questo:

TERF al lavoro

In pratica, le femministe TERF vogliono bloccare la legge perche' non punisca l'odio contro le varie identita' di genere, in quanto se diciamo identita' di genere', secondo loro le persone potrebbero dimenticare che sei una donna solo se hai mai avuto le mestruazioni almeno una volta.

Ora, qual'e' la ragione del contendere? La ragione del contendere si chiama “moda”: le femministe sono di sinistra, e come tali seguono ciecamente qualsiasi moda arrivi dall'estero. Dove la parola “estero” si riferisce per loro ai paesi anglosassoni, i quali per ragioni linguistiche faticano a capire la differenza tra sesso e genere.

E siccome negli USA e' nato tutto un disastro politico che si basa su questo equivoco linguistico, allora bisogna fare la stessa cosa in Italia, anche se la lingua italiana NON consente tale equivoco.

Capiamoci: in inglese si usa il neutro per ogni cosa, tranne quando si usa un pronome (she/her, per esempio) , che pero' si fa solo per soggetti oppure oggetti che abbiano un sesso riproduttivo chiaro .

Quindi userete “The” per qualsiasi oggetto, e solo nel caso sia necessario un pronome userete un riferimento al sesso. Ma questa e' una peculiarita' della lingua inglese, che non distingue benissimo tra sesso e genere.

Potete discutere quanto volete con un anglofono della differenza tra sesso e genere, non la capira' perche' la sua lingua NON vi consente di passare il messaggio. L'inglese, lingua di merda in quanto tale, non ha la potenza (tantomeno la cardinalita') che serve a descrivere il problema in termini logici.

Ma l'Italiano, come quasi tutte le lingue, e' molto piu' sofisticato e potente.

Innanzitutto perche' distingue tra sesso e genere.

“La Casa” non ha alcun sesso biologico , come “Il Palazzo”, ma noi usiamo un genere femminile o maschile , a seconda dei casi. In qualche modo, quindi, abbiamo deciso che le case, le forchette, le biciclette, le camicie, sono femminili, ma sia chiaro che nessuno si sognerebbe di assegnare un ruolo sessuale , cioe' riproduttivo, a questo termine.

Quindi casa, forchetta, bicicletta, camicia sono di genere femminile, ma non hanno alcun sesso. La lingua italiana, come tantissime altre, ha la potenza per distinguere sesso e genere, gia' dentro la sintassi.

Allo stesso modo, e' assolutamente chiaro che a differenza del sesso riproduttivo, il genere viene assegnato dalla societa'. E societa' diverse assegnano generi diversi alla stessa cosa.

La Luna (femminile) –> Der Mond (Maschil) Il Sole (maschile) –> Die Sonne (Femminile) La ragazza (femminile) –> Das Mädchen (Neutro!!!!)

Ho messo in grassetto l'ultimo esempio per sottolineare come il genere assegnato non solo e' astratto (come capita per luna e sole, che non hanno sesso) ma puo' anche contraddire il sesso riproduttivo. In un qualche momento (il medioevo) la societa' tedesca ha deciso di chiamare le ragazze con il nome Mäd, (radice da cui deriva anche l'inglese “Maid”) , che era usato per indicare le serve. Del resto, JungFrau (giovane donna) era gia' preso e abusato, dal momento che significa “vergine”.

Ma a prescindere dalle motivazioni, il punto e' che il sesso riproduttivo e' assegnato dall'azionarsi del gene SRY, mentre il genere viene assegnato dalla societa', e ci sono pochissime eccezioni, tra cui l'orrendo dialetto idiomatico parlato a Londra. Se cercate in giro, scoprirete che quasi tutte le lingue assegnano il genere ad oggetti privi di sesso riproduttivo, e spesso hanno eccezioni ove assegnano un genere diverso dal sesso riproduttivo.

Per inciso (cosi' faccio contente le Wiccan) il tedesco considera maschio la Luna (come anche l'arabo, mi dicono) ma esiste un prestito linguistico (di solito usato nella poesia, ma poco usato colloquialmente) che e' “Die Lune”, che e' femminile. Cosi' potrete continuare a raccontare al mondo che la luna e' universalmente associata alla donna. (LOL). Quindi siamo nel caso in cui la stessa cosa ha due generi diversi a seconda del termine che usiamo per indicarla.

In inglese il problema e' terribile da affrontare, visto che The Moon, The Girl, The Sun, hanno tutti lo stesso articolo, non esiste la regola italiana della parola che finisce per -a , e i pronomi si usano SOLO per cose che hanno un sesso riproduttivo, tranne rare eccezioni.

La polemica contro “l'ideologia gender ” nasce quindi tra i barbari anglofoni, la cui miserabile parlata non consente di capire benissimo la differenza tra genere e sesso. Ma tutti gli altri popoli, che hanno la differenza tra genere e sesso gia' nella lingua, non dovrebbero avere grossi problemi a capire la differenza.

La polemica contro “la teoria del gender” quindi non e' solo ridicola in paesi dalla lingua potente, ma e' semplicemente provinciale, perche' come tutti i provinciali chi sostiene la polemica non fa altro che seguire una moda anglosassone. Ci mancherebbe solo che si legiferi riguardo a chi sta coi Beatles e chi coi Rolling Stones, e il ridicolo sarebbe completo.

E' molto semplice, per un italiano, capire che la persona transessuale M2F ha un sesso riproduttivo maschile, ma ha un genere femminile, e se qualcuno dice che il genere DEVE coincidere col sesso, lo invito a trovare l'utero nella forchetta che usa per mangiare. Che non ha sesso, ma la societa' gli assegna un genere. (a che cosa corrisponda nella prassi questa assegnazione, anche linguistica, lo decide ancora una volta la societa').

Chiarito che la polemica sul “gender” non dovrebbe uscire dalla sfera anglosassone se fossimo persone dotate di cervello, adesso torniamo alla questione delle TERF.

Immaginate di essere una donna. Venite cresciute tutta la vita con l'idea di essere preziose perche' avete le ovaie, l'utero e le mestruazioni. Questa specificita' , tipica delle societa' patriarcali, e' l'unica cosa divertente del vivere in una societa' maschilista: prima le donne e i bambini (e le donne coi bambini perche' esiste un legame uterino) , eccetera.

Adesso diventate femministe , volete sganciare il valore che avete come persone dal valore che avete tra le gambe. Che fate? Se siete persone intelligenti minimizzate quel valore, spostando il vostro valore complessivo al di fuori della sfera biologica. E cosi' potrete iniziare a parlare di parita'.

Ma diciamola come va detta: rinunciare al potere di trattativa dovuto al fatto di avere un utero e una vagina non e' semplice, esattamente come non e' semplice rinunciare a qualsiasi cosa si consideri preziosa.

Cosi' se siete stupide (e le femministe TERF lo sono) costruite un'ideologia inconsistente, illogica e catastroficamente votata al fallimento, nella quale dite che per avere la parita' con gli uomini ed uscire dal paradigma patriarcale che vuole la donna come oggetto riproduttivo femminile, occorre definire la propria identita' partendo dagli organi riproduttivi femminile.

Insomma, bisogna gridare “oltre al corpo c'e' di piu'!! “, ma nello stesso tempo bisogna urlare “ma specialmente il corpo!!!”. Bisogna emanciparsi da una condizione che deriva dall'appartenere al sesso riproduttivo femminile, definendo la propria identita'... partendo dal sesso riproduttivo femminile.

(sto usando “sesso riproduttivo” al posto di “sesso genetico” perche' circa una volta ogni 1000 il gene SRY del cromosoma X non si attiva. E quindi nasce una femmina perfettamente funzionale , coi cromosomi XY. IN pratica una donna su mille, circa, ha i cromosomi XY).

Ma che cosa succede se per caso la vostra fazione di femministe che prescindono dal corpo definendosi a partire dal corpo incontra qualcuno che gli dice “ehi, allora io che sono maschio ho tutto il diritto di definire me stesso a partire dal mio corpo”? Per capire le implicazioni:

Altra moda in arrivo in Italia

La signora Rowling, che scrive libri nell'orrido idioma dei pescatori di Albione, sembra pensare che la sorgente delle sue emozioni siano le ovaie. Ma si incazzera' tantissimo se la chiamano “isterica” come faceva Charcot. 200 anni di scienza buttate via, suppongo. Ma la scienza e' roba da babbani.

Ma chiediamoci cosa potrei scrivere IO se decidessi di assegnare la mia “intelligenza emotiva” partendo dai miei genitali. Dovrei dire qualcosa come: “vero, senza i miei testicoli mancherei di senso dell'onore e di integrita'. Sarei come mia moglie, che non percepisce alcuna spinta a lavare nel sangue le offese ricevute, una bambola gonfiabile senza violenza , aggressivita' o senso di possesso. Al contrario, grazie ai miei testicoli posso essere un guerriero violento , aggressivo, cercare guai e gettarmi in imprese fisiche superiori alle mie possibilita', e non dimentichiamo tutta l'autostima e l'epica che il testosterone ci regala”.

In che modo le femministe TERF risolvono il problema? Semplicemente, si sono chiuse in una stanza con i gruppi piu' estremisti di lesbiche , e avendo la sensazione di aver cancellato il genere maschile dall'orizzonte non sono capaci di capire che , a dire la verita', non sembrano cosi' diverse da quegli uomini che dicono “l'omo addapuzza'”.

In questo modo nel mondo GLBT italiano si e' verificata una scissione vera e propria, dal momento che Arcilesbica e' diventata la Dittatura Sovietica Mestruata, fino all'inevitabile conflitto con ArciGay, che si sforza di proteggere tutti, anche le trans:

Un articolo qui

Ma il malessere si intuiva gia' da prima, tantevvero che alcune persone erano gia' fuoriuscite da Arcilesbica proprio per questo:

Napoli

Roma

Bergamo

Perugia

Questo per chiarire come sia oggi il panorama “GLBT”: in pratica dovrebbe scriversi GLBT, dal momento che i/le trans cominciano a sentirsi a disagio , i Bisessuali si sentono a disagio da mo', e le lesbiche hanno deciso di darsi all'odio verso tutte le altre lettere.

E adesso veniamo al punto: negli USA e' successo che le trans M2F abbiano cominciato a frequentare le riunioni di femministe, cosa che ha un senso perche' hanno (oltre ai problemi loro) anche molti problemi in comune con le donne. E loro si sono incazzate abbestia: “questi maschi bianchi vogliono colonizzare anche gli spazi femminili!!! Achtung!!! Achtung!!! “.

A parte il fatto che non tutte le trans sono bianche (a dire il vero e' proprio il contrario, considerando la presenza dell'America Latina) , a sentire loro si direbbe che le trans stiano intraprendendo un cammino durissimo che porta il tasso di suicidio post-op al 22% , al solo scopo marciare con le loro divisioni nel bagno delle femmine.

Questa teoria e' ancora piu' ridicola del definire la donna a prescindere dal corpo ma partendo dalle ovaie, e pone alcune domande interessanti. Prima tra tutte, direi questa.

  • Nessuno difende qualcosa che non sia un privilegio. Nessuno schiavo americano ha mai chiesto una legge che impedisse ai bianchi di essere schiavi. Quando sei discriminato, non ti poni il problema che i privilegiati vogliano essere al suo posto. Perche' temere che qualcuno voglia passare da una posizione di privilegio ad una di oppressione?

E qui viene il primo punto: se esiste il privilegio maschile ed esiste l' oppressione del patriarcato, come mai si difende la specificita' femminile come se fosse un privilegio? Chi sarebbe tanto pazzo da fare tutto il percorso della transessualita' M2F solo per “invadere gli spazi” delle lesbiche femministe? Beh, ovvio: quei maschi bianchi che vogliono sfilare marciando coi tacchi a spillo nel bagno delle donne. E pazienza se le donne sono il 50% della popolazione, mentre le trans sono solo il 28 per diecimila.

E allora scopriamo che le Lesbiche Femministe TERF hanno deciso di mettere i bastoni tra le ruote alla legge contro la propaganda di odio contro , con la scusa che se nella legge c'e' scritto identita' di genere qualcuno potrebbe dubitare di quanto sia prezioso essere una donna oppressa. O qualcosa del genere.

La mia opinione personale e' che queste NON siano le vere motivazioni di questa opposizione.

La verita' e' che una buona parte della propaganda di odio contro le donne transessuali arriva proprio da circoli di lesbiche femministe.

E con questa scusa stanno cercando di intralciare il cammino di una legge che, oltre ai fascisti, farebbe finire sul banco degli imputati anche loro.

Tutto qui. Nient'altro che fasciste in gonnella.

Perche' i fascisti arrivano in due generi: maschile e femminile. E arrivano anche in due sessi: maschi e femmine.

E alcune fasciste hanno un nome: TERF.

Avevo la tentazione di lasciar vuoto il testo, perche' tutta la catena di interpretazioni che si stanno dando alla vicenda dei brand che boicottano F! e' cosi' vuota da meritare solo un post senza contenuti.

Come potete intuire, ho resistito alla tentazione.

Personalmente ho una mia chiave di lettura riguardante il comportamento di Zuckerberg, ovvero che F! abbia favorito Trump perche' teme gli impatti di una politica green sui prezzi dell'energia, di cui e' ghiotto per i suoi data center.

Ma se questa ipotesi vi sembra poco economica, andiamo ad una piu' economica ancora.

Allora, partiamo da un'ipotesi: abbiamo un social network che vive di contenuti controversi e di post che che causano conflitti, perche' aumentano l' engagement , cioe' le persone sentono coinvolte dalla bruttezza di quanto leggono, (per esempio dall'odio che gronda) e si mettono a polemizzare con gli odiatori.

Se questo e' il modello economico della piattaforma, allora Facebook ha tre possibilita' per aumentare i profitti:

  • pagare persone per odiare online. Questo implica che la stragrande maggioranza dei messaggi di odio sia artificiale.

  • scrivere dei bot che riempiano il social network di odio. Questo implica che la maggior parte dei messaggi di odio sia artificiale.

  • sostenere i personaggi e i gruppi piu' controversi della politica, dello sport, della religione, e di ogni fenomeno di massa.

Tralasciamo le prime due ipotesi, che non sono ipotesi: che F! crei i propri bot per causare polemiche (anche mediante messaggi di odio) e' noto. Non e' decisamente un'ipotesi. E puo' smettere semplicemente spegnendo i bots.

Ma il vero problema e' : che tipo di relazione ha F! con la realta'? Quali parti della realta' portano soldi a F!?

Ovviamente, un personaggio come Joe Biden , valido sostituto all'anestesia totale, non gli fa comodo. I sostenitori di Joe Biden, quando sono moderati, non gli fanno comodo. Non gli piacciono probabilmente i monaci buddisti, mentre i satanisti cannibali psicopatici (ammesso che esista un gruppo simile) gli fanno molto piu' comodo, nel senso che gli fanno fare piu' soldi.

Allora, anche ammettendo che NON sia stato Facebook a creare e mandare Trump al potere, una cosa e' certa: essendo un personaggio controverso, a Facebook Trump e qualsiasi estremista PORTANO MOLTI SOLDI.

A prescindere dal fatto che Facebook abbia finanziato e/o aiutato Trump a vincere le elezioni, Trump (e qualsiasi personaggio conosciuto, controverso ed estremista) porta a F! un sacco di soldi.

Questo e' il semplice punto: non importa se l'uovo abbia fatto la gallina o viceversa, quello che importa e' che uovo e gallina esistono entrambi, o nessuno dei due.

Allo stesso modo, non importa che Fabebook investa nell' odio online o l'odio online sia un valore per facebook: il problema e' che o esistono entrambi, o nessuno dei due.

Adesso andiamo al boicottaggio.

Per prima cosa, bisogna capire quale sia il reale potere di F!. Supponiamo che Coca Cola, anziche' stanziare 60 Milioni di $ nella pubblicita' del marchio, decida di dare un bonus ai suoi dipendenti (~60.000) per postare, una volta al giorno, una pubblicita' per Coca Cola sul loro profilo (sotto forma di una foto con maglietta aziendale, una fotografia sotto un cartello della Coca Cola, una fotografia di un party con la tavola piena di bottiglie di coca cola, etc). Avrebbe a disposizione 1000 dollari di bonus per dipendente. Diciamo che sarebbe convincente per i dipendenti. Se anche i dipendenti non volessero farlo, Coca Cola potrebbe pagare 1000 dollari/anno per avere accesso ai loro account e postare messaggi pubblicitari insieme alle normali attivita' social degli utenti stessi.

In questo caso, l'inserzionista avrebbe speso la stessa cifra, senza versare un centesimo a Facebook: avrebbe dato i soldi ai suoi dipendenti. Aumentandone probabilmente la soddisfazione.

Funzionerebbe? E se funzionerebbe, perche' non farlo?

Non funzionerebbe per una semplice ragione: Facebook ha modo di filtrare ogni singola apparizione di un brand. Se cosi' non fosse, nessun'azienda sarebbe stata cosi' stupida da pagare Facebook per la pubblicita', quando sa di poter usare i propri dipendenti come forza pubblicitaria, e magari con uno sforzo inferiore.

Detto questo, capiamo il problema: Facebook potrebbe tranquillamente filtrare qualsiasi brand , compresi quelli legati ai gruppi di odio, dal suo social. Ma non lo fa, perche' appunto questo odio gli aumenta l' engagement.

E' importante insistere su questi due argomenti perche' , se anche non accettassimo l'idea che la strategia di Facebook sia di premiare il candidato che tiene basso il costo delle fonti elettriche fossili continue (cosa che io credo), fa capire che il legame tra Facebook e odio online e' un legame a due vie. I gruppi di odiatori sanno che troveranno spazio e visibilita' di Facebook, mentre Facebook sa che fara' soldi aumentandone la visibilita' e diminuendo la visibilita' dei personaggi meno controversi.

Andiamo quindi al boicottaggio: funzionera'?

Si, ma non perche' indebolira' Facebook. Facebook non e' l'unico veicolo di pubblicita' online. Se e' vero che come social network non ha un vero concorrente, sul campo della raccolta pubblicitaria ne vedo diversi.

  • Youtube
  • TikTok
  • Twitch
  • Amazon
  • Linkedin
  • ...

(Ho messo Linkedin nella lista perche', essendo un network di professionisti e persone che lavorano – o sognano di farlo –, colpisce la stessa fascia di eta' di Facebook).

Ma procediamo ancora con ordine: quanto fa male? Le stime che ho visto sono ottimistiche. Perche' le grandi aziende hanno una coda molto lunga.

Qui andiamo al problema del' extra-reddito della pubblicita'.

Supponiamo di essere un'azienda di System Integrator di sistemi Microsoft, diciamo un “Gold Partner” di Microsoft. E supponiamo di dover fare pubblicita' su una piattaforma. Se sappiamo che Microsoft non e' su quella piattaforma (diciamo Facebook) , ma sappiamo che e' su un'altra piattaforma (Diciamo Youtube) , quello che faremo sara' di approfittare dell'extrareddito e seguire la casa madre del nostro prodotto.

Se vendiamo Adidas e Puma e abbiamo un negozio, ma sappiamo che Adidas e Puma non sono piu' su Facebook (mentre sono abbondanti su TikTok), quello che faremo sara' approfittare dell'extrareddito della pubblicita' della casa madre e pubblicizzeremo il nostro negozio su TikTok.

Ma non solo: le grandi aziende possono mandare ai loro rivenditori autorizzati, partner, franchise o quant'altro un semplice messaggio: non siete autorizzati ad utilizzare il nostro marchio nella vostra pubblicita' quando siete su Facebook (perche' non vogliamo che il nostro marchio sia associato ad F!). Questo non li obbliga a smettere di farsi pubblicita', ma farsi pubblicita' senza menzionare il proprio prodotto non e', lo ammetterete, il massimo.

Trovo quindi molto ingenue tutte le stime delle perdite economiche fatte a riguardo. Una stima reale potra' essere fatta solo a posteriori, anche se giudico difficile che Facebook ammettera' mai le reali perdite

Detto questo, c'e' ancora un punto: concorrenza e innovazione.

Facebook non innova il suo prodotto da ALMENO dieci anni. Neanche Google (escluso Android) , Twitter &co. lo fanno. Questo ovviamente li espone alla concorrenza di prodotti nuovi. E l' IT e' un mercato MOLTO innovativo.

Ma sinora hanno reagito soffocando i concorrenti o comprandoli.

Sino a quando non e' arrivato TikTok. Non hanno potuto soffocarlo perche' e' cresciuto in Cina, e non hanno potuto comprarlo perche' l'azionista non era americano.

Questo e' il punto chiave del problema. Esistono i primi concorrenti, i concorrenti sono fuori dal tiro dell'artiglieria finanziaria americana, i concorrenti hanno un mercato protetto di un miliardo di utenti prima di esporsi al mercato mondiale, e adesso ci sono molti soldi che potrebbero andare a loro.

Per capire quanto sia terrificante questo, possiamo pensare a TikTok. Youtube aveva il monopolio de facto sul concetto di social network fatto di video. Si credeva intoccabile: nessuno AL MONDO aveva la sua potenza di fuoco. I video consumano tantissima banda e tantissimo storage, e nessun altro concorrente aveva la minima chance di avere tante risorse , perche' costano. Al massimo avrebbero ingrassato il cloud di Amazon, tenendo tutti i soldi in famiglia.

Poi arriva TikTok. L'incubo. Se fosse stato americano lo avrebbero comprato. Se non avesse avuto un altro mercato di riferimento potevano strangolarlo offrendo servizi simili. Ma era cinese.

La realta' e' che il mondo dei servizi IT degli USA, che si sentiva invincibile al punto di non innovare piu' il prodotto negli ultimi 10 anni, si e' trovato con un numero crescente di incubi.

  1. prima i legislatore europeo si e' messo a produrre standard giuridici, come il GDPR.
  2. poi arrivano i primi concorrenti cinesi, Huawei, TikTok , etc.
  3. Adesso ci sono tanti soldi che potrebbero finire ai concorrenti.

Il punto 3. completa un bel cesto di incubi che gravano sull' industria IT americana. Faranno di tutto per difendersi. Trump ha lottato contro Huawei a con ogni mezzo, e ora stanno cercando di fermare TikTok con la storia dei dati rubati, ma il problema e' che i cinesi hanno innovato moltissimo negli ultimi 10 anni, mentre gli americani no: non per nulla nel 5G i concorrenti dei cinesi sono europei, non ci sono americani in corsa. Sono rimasti fermi a 10 anni fa.

E' come se stessimo avvicinando nitro e glicerina. La mancanza di innovazione americana , insieme alla disponibilita' di soldi.

Il problema quindi non e' se questo spostamento di inserzionisti pubblicitari possa uccidere Facebook. Il problema e' se potrebbe far crescere i concorrenti di Facebook. I quali poi potrebbero uccidere Facebook.

Non sara' certo Coca Cola ad uccidere YouTube . Ma potrebbe essere TikTok se gli arrivassero i soldi dei grandi inserzionisti.

Questo e' quello che non si vuole dire sui giornali: i big americani dell' IT non hanno innovato negli ultimi 10 anni. Sono vulnerabili contro qualsiasi partner che nasca in un mercato fuori tiro (finanziario e no), e lo spostamento di investimenti pubblicitari li preoccupa.

Non tanto perche' possa uccidere Facebook, ma perche' occorre che Facebook si chieda cosa succederebbe se i cinesi decidessero di portare i loro social network, che sono 10 anni avanti in termini di funzionalita', per esempio aprendo dei data center in Europa.

Se proviamo ad immaginarlo, non sarebbe cosi' semplice fermarlo come si fece con Huawei: agli europei andava bene fermare Huawei, perche' i piu' grandi concorrenti nel campo del 5G non sono americani ma sono europei.altrimenti questo non sarebbe successo , Ma in UE non ci sono social network da salvare, escluso Xing.

Per fermare l'investimento gli americani dovrebbero bloccare grossi investimenti in Europa, che fanno gola ai governi locali come non mai. Ha funzionato (ma nemmeno troppo bene) con Huawei, perche' in Europa esistevano due concorrenti, Nokia ed Ericsson. Ma se fosse un social network, non credo proprio che Xing si opporrebbe ad un social network analogo a Facebook che nascesse , che so io, in Francia o in Spagna , Portogallo, Repubblica Ceca, etc.

Parliamo di un investimento di 2-3 Miliardi di data center, migliaia di addetti (e nell' IT sono addetti ben pagati) , piu' l'indotto. Quale paese europeo, oggi, fermerebbe un investimento simile?

Questa ovviamente e' un'ipotesi fantasiosa, ma esprime chiaramente il problema: non si tratta di una questione Facebook vs Inserzionisti. Si tratta di un problema Facebook contro mercato contro concorrenti. E dopo 10 anni che non si innova il prodotto, il problema “concorrenti” nell' IT e' catastrofico.

E per questo, tutto quello che ho letto sui giornali a riguardo, mi sembra disperatamente vuoto di contenuti.

La mercificazione di ogni cosa ha prodotto degli effetti cosi' profondi nella cultura generale che, a giudicare dai commenti, il mio post precedente e' stato letto in un modo davvero stravagante.

Allora, chiarisco cio' che do' per scontato e che evidentemente si e' perso, causando disastri nella percezione del rapporto tra individuo e fantasia.

Prendiamo un giocattolo: i lego.

I lego presentano di solito una costruzione notevole da mettere sulla scatola (una gru, un'astronave di Star Wars, etc), che viene di solito costruita nei primi giorni, per poi essere smantellata. Da quel momento in poi il bambino ci costruisce cose, con le quali gioca.

Se leggiamo e rileggiamo il libretto delle istruzioni dei lego, scopriremo subito che nessuna delle cose che il bambino fara', ne' delle giochi , delle storie e delle fantasie che il bambino produrra', erano previste dai costruttori del giocattolo.

Allora, per prima cosa distinguiamo le due cose: il giocattolo e' prodotto dalla Lego, il gioco e' prodotto dal bambino.

Lo stesso dicasi per la barbie, che ho osservato in prima persona. Di per se' e' un giocattolo. Ma nelle mani di una bambina diventa una persona, o meglio un personaggio. Potete smontare una barbie, potete passarla ai raggi X, potete vaporizzarla e passarla in uno spettrometro di massa, ma non riuscirete a trovare alcuna traccia di gioco. Tutto quello che troverete e' il giocattolo.

Il gioco ce lo mette il bambino. Tutto. Se poi mettete DUE bambini insieme, scoprirete una cosa interessante: che ognuno di loro contribuisce al gioco. Magari ognuno usa il PROPRIO giocattolo, con il quale ha un rapporto affettivo (e quindi la condivisione dei giocattoli e' un atto di fiducia estremo) ma niente di tutto questo e' contenuto nel giocattolo: e' tutto contenuto nei bambini.

Ovviamente, il venditore di giocattoli non vuole dirvi questo: lui deve vendervi il giocattolo, quindi il suo gioco e' farvi credere che il gioco sia dentro il giocattolo.

Questo e' il fenomeno della mercificazione: si cerca di farvi credere che l'esperienza sia dentro il prodotto.

Cosi' come il venditore di giocattoli vuole farvi credere che il gioco sia nel giocattolo , il venditore di prodotti vuole farvi credere che l'esperienza sia nel prodotto. Cosi' il divertimento sta nella vacanza, la cena sta nel cibo, la bellezza e' dentro i vestiti, la sensualita' sta nella lingerie, il sesso sta nel corpo del partner, eccetera.

Questo processo si chiama mercificazione, ma non voglio addentrarmi in questo: ne accenno per spiegare la cosa dei taboo e del piacere.

Allora, abbiamo detto che gioco e giocattolo sono cose diverse: il giocattolo consente il gioco, ma il gioco e' prodotto dal bambino. Il lego consente al bambino di costruire il gioco. Il lego e' il giocattolo, il bambino e' il gioco, o meglio il gioco sta dentro il bambino.

Il giocattolo e' uno strumento con cui realizzate un giocoche avete in mente.

Allo stesso modo, il piacere e' il godimento che ricevete quando realizzate una fantasia. Il partner, la lingerie, le pratiche sessuali, sono il giocattolo, ma non il gioco. Il sesso e' il giocattolo con cui realizzare le fantasie. Ma il gioco e il giocattolo sono due cose diverse.

Adesso andiamo alla produzione del taboo.

Prendiamo un bambino senza fantasia, o un bambino stanco, o un bambino che non ha fantasie realizzabili con un determinato gioco.

Gli regalate un giocattolo – il classico regalo sbagliato. Il bambino se ne stufera' immediatamente: il giocattolo non gli consente di realizzare i suoi giochi. Cosi', se regalate un giocattolo 8+ ad un bambino di 2 anni, molto spesso non sa cosa farci perche' non e' in grado di realizzare giochi che richiedano quel giocattolo per essere realizzati.

Che cosa fa il bambino? Costruisce un taboo: quel giocattolo non mi piace. E' brutto. Mamma buttalo via (ricorso all'autorita'-censore). Non lo voglio. Non lo mette insieme ai giocattoli cui tiene. Non lo vuole vedere.

Succede anche il contrario, cioe' che ad un certo punto nella mente del bambino compaia la storia, la fantasia, cioe' il gioco adatto, il gioco che richiede quel giocattolo per venire realizzato. In quel caso il bambino si e' arricchito di un nuovo gioco, la sua creativita' ha prodotto un nuovo gioco.

In quel caso il taboo cade, e succede perche' la mente del bambino si e' evoluta, o si e' arricchita di un nuovo gioco, che richiede quel giocattolo. E questo aumenta l'efficacia del gioco quando i bambini sono molti: se un bambino non ha in mente giochi che richiedano quel giocattolo per essere realizzati, ce l'ha un altro bambino. Li condivide, e quando tutti hanno imparato il gioco allora giocano tutti.

Ma ripeto: chi vende il giocattolo come prodotto vi ha garantito che i bambini si divertono un sacco. Il gioco del commerciante e' quello di sopravvalutare i propri prodotti. Quindi il commerciante vi dira' che il giocattolo stimola il bambino. In realta', il giocattolo abilita il bambino a realizzare i suoi giochi. Ma il gioco e' solo il nome che diamo alla sua creativita', o alla sua fantasia.

Il videogioco , poi, e' particolarmente insidioso perche' e' costruito molto bene per far credere che il gioco sia nel prodotto. Ma questo e' un altro discorso. Andiamo al piacere.

Per il piacere sessuale si applica esattamente lo stesso principio, per analogia.

Per chi vi vende piacere sessuale (gestori di club, pornografi, sexy shop, scrittori, prostitute) il gioco consiste nel farvi credere che il piacere stia nel loro prodotto. La prostituta vuole farvi credere che il piacere sia nel suo corpo, il gestore del club vuole farvi credere che il divertimento sia nell'edificio, il pornografo vuole farvi credere che l'eccitazione sia nel video, il sexy shop che il piacere stia negli oggetti.

Non possono certo dirvi: guarda, tutto questo ti consente di realizzare le TUE fantasie, se tu non hai fantasie non proverai alcun piacere oltre a quello biologico. Significherebbe svalutare il prodotto.

Quando comprate qualcosa per piacere dovete SEMPRE chiedervi quale sia il giocattolo e quale sia il gioco, chi e' il bambino e chi e' il giocattolo, e se avete IN MENTE un gioco che si fa con quel prodotto.

Adesso prendiamo una persona senza fantasie. Gli date il giocattolo, cioe' il prodotto. Dal porno alla prostituta a qualsiasi cosa. Li usa. Non prova piacere. Oppure non ha nemmeno le fantasie che li richiedono.

Che cosa fanno? Creano un taboo. Esattamente come fa il bambino con un giocattolo “regalo sbagliato”: Costruisce un taboo: quel giocattolo non mi piace. E' brutto. Mamma Stato buttalo via (ricorso all'autorita'-censore). Non lo voglio. Non lo mette insieme ai giocattoli cui tiene. Non lo vuole vedere. E' appena nato il taboo.

Nel caso del sesso, come nel gioco, esistono sia giochi solitari che giochi di gruppo, coppia o meno. Anche in questo caso, succede che i due bambini amanti condividono il giocattolo (il corpo) E I GIOCHI, cioe' le fantasie. Se uno dei giocatori ha meno fantasie puo' beneficiare di quelle dell'altro.

Ma cosa succede se nessuno dei due ha fantasie?

Esattamente quello che succede a due bambini svogliati che si incontrano: si annoiano. Ma si accuseranno a vicenda della noia.

E allora costruiranno un taboo di tipo sociale: con quel bambino non voglio giocare, mamma non portarmi piu' a casa sua, non lo voglio rivedere, con lui mi annoio, eccetera.

E lo stesso succede agli adulti senza fantasia che si mettono a fare sesso senza avere fantasia. Alla fine costruiranno un taboo. E si accuseranno a vicenda della loro incapacita'.

Il taboo nasce sempre dalle masse. E' l'atto con il quale la persona senza fantasia prova ad accusare gli altri, l'ambiente, la pratica sessuale, del fatto che non ha alcuna fantasia di realizzare con quel partner, con quella pratica erotica, in quell'ambiente, eccetera.

Se portate qualcuno a fare sesso all'aperto SENZA che abbia fantasie di sesso all'aperto, i casi sono due: o scopre la vostra fantasia e la adotta, oppure si annoia. MA quando si annoia non dira' mai “fallisco nel produrre fantasie di questo tipo o nell'adottare le tue”. Dira' che la colpa e' dello stare all'aperto o del partner noioso, o del partner che gli piacciono queste cose strane anziche' stare a letto come le persone normali.

Chi non ha fantasie sessuali realizzabili mediante il porno (o le pratiche descritte nel porno) fallira' nel provare piacere nel caso sia messo nel mezzo di un'orgia. Tantomeno riuscira' a dare un contributo con le sue fantasie. Ed e' questo che ha trasformato gli swingers club nei posti noiosi e ossessivi che sono oggi.

Il vantaggio del BDSM e' che se non avete quelle fantasie soffrirete molto, quindi non e' possibile andare in un club BDSM per senso del dovere, per abitudine , o per coazione. (tranne le numerose donzelle, a loro dire “mistress/dominatrici”, che credono basti frustare qualcuno per dominarlo. Ma il problema delle finte dominatrici “ho i tacchi e la frusta” e' un altro discorso).

Ma in ogni caso, non esiste giocattolo che faccia per voi se non avete in mente un gioco che ne faccia uso. Senza creativita' non c'e' piacere , se non il premio che il corpo vi da' per aver stimolato alcuni nervi. Cosi' nei club di scambisti oggi c'e' molto sesso, ma quasi nessun piacere. Perche' tutti hanno un sacco di giocattoli, dall'ambiente all'atmosfera ai corpi alla lingerie, ma nessuno (o quasi) ha le fantasie da realizzare.

Hanno i giocattoli, ma non hanno in mente i giochi.

In queste condizioni, masse prive di fantasia si riempiono le case di giocattoli e saturano internet a furia di porno, hanno un partner che dorme nello stesso letto, ma non provano piacere. E cosa fanno?

Producono un taboo, per nascondere a se' stessi il fatto che non hanno fantasie.

Le masse non hanno fantasia. E per questo producono taboo.

Ma il problema del piacere e di dove trovarlo sta sempre nella stessa domanda: quale fantasia vuoi realizzare?

Ne hai una?

Se non ne hai una il corpo del partner, la lingerie, il club privato, le pratiche sessuali piu' estreme, i sex toy, sono esattamente quello che per un bambino e' un regalo sbagliato.

Il giocattolo per il quale non ha giochi in mente.

E soltanto una PICCOLA aristocrazia di persone ha le fantasie. Quindi, il piacere e' riservato SOLO all'aristocrazia intellettuale che ha creativita' e fantasia.

Per tutti gli altri c'e' la noia.

E la noia delle masse produce il taboo. Il bambino che non sa giocare con gli altri dira' sempre che il gioco e' stupido, che gli altri bambini sono stupidi, che i loro giocattoli sono brutti.

Allo stesso modo, l'adulto che si annoia col sesso dira' sempre che quelle pratiche sono sbagliate , che gli altri sono perversi, che l'ambiente e' squallido.

Il taboo nasce dalla noia, che nasce dalla mancanza di fantasia. Ma la creativita' ce l'ha solo una piccola aristocrazia. Potete liberalizzare il sesso quanto volete, renderlo un prodotto di massa, ma tanto il piacere sara' solo per chi ha fantasia, e sono pochi.

Ho scritto un post nel quale mi mostravo scettico riguardo all'idea che aumentando l'educazione sessuale gli adolescenti eviterebbero (o non avrebbero bisogno) della pornografia. Stessa cosa quando si dice che con una corretta educazione sessuale i giovani potrebbero comprendere o contestualizzare meglio il porno.

Il motivo per il quale dicevo questo e' che se e' vero che il porno educa gli adolescenti, la domanda cui risponde non e' “cos'e' il sesso”, ma “cos'e' il piacere”.

Tutti i programmi scolastici di educazione sessuale (qui in Germania li fanno quasi tutte le scuole pubbliche) parlano di tutto, ma lo fanno con un linguaggio biologico e medicale. Il piacere viene descritto, quando spiegano la masturbazione, ma viene fatto in termini di stimolazione oppure strofinio di nervi. Tutto questo rende edotti gli studenti del sesso, ma ignora quasi completamente il tema del piacere.

Riassunte le puntate precedenti, dobbiamo chiederci per quale motivo il piacere sia un argomento taboo per tutti gli schieramenti politici, le aree culturali, nessuna esclusa. Se ormai il sesso non e' piu' un taboo, il piacere lo e' rimasto. Solo piccole frange della popolazione ne parlano. Per il resto e' stato purgato.

Per esempio se qualcuno si chiedesse la differenza tra arte moderna e arte “classica”, chiedendosi cosa si sia perso, la risposta sarebbe ovvia: il piacere. L'arte moderna e' quasi priva di libido. (con quale eccezione, per esempio in Italia Saturno Butto'). E quando il piacere viene rafigurato, esso viene astratto e intellettualizzato al punto da renderlo ingodibile: un piacere senza godimento, cioe' un insieme vuoto.

La domanda e' “perche' succede questo”?

La prima cosa da capire e' la differenza tra ricompensa e piacere. Il meccanismo della ricompensa scatta stimolando una precisa area del cervello, che e' il reward system. Quando voi mangiate qualcosa che e' salato, contiene carbodrati o grassi, per esempio, viene stimolato il reward system e voi venite ricompensati da una sensazione positiva. Ma attenzione, questo meccanismo non raggiunge la coscienza, ed e' “hardcoded”. Potete mangiare la peggiore porcheria del mondo o il miglior manicaretto, se avete fame proverete un senso di ricompensa.

Esso funziona, a grandi linee, in due modi: anticipazione e ricompensa. Dopamina e serotonina. Quando avete fame e state per mettervi a tavola siete nella fase di anticipazione. Quando vedete il cibo di fronte a voi, arriva ancora piu' dopamina. Quando lo mangiate, arriva tra le altre cose la serotonina. E via cosi', sino alla sensazione di sazieta', che e' la ricompensa.

Ma non e' piacere: il maiale fa lo stesso quando mangia dal truogolo.

Il piacere e' una cosa diversa, e risiede nelle zone piu' alte, diciamo a livello di corteccia celebrale. Per essere un'esperienza richiede , cioe', istruzione ed intelligenza.

Il maiale puo' provare un senso di ricompensa identico al vostro se gli riempite il truogolo e si ingozza, ma non cambia molto se aggiungete due foglioline di salvia e un buon vino. Per lui e' la stessa cosa. Del resto, non esisterebbe alcun vantaggio evolutivo nel far apprezzare ad un maiale (o ad un uomo) due foglioline di salvia sopra 2500 KCal di cibo.

Per apprezzare la salvia sul cibo dovete far entrare in gioco un altro giocatore, che e' la corteccia celebrale. Che puo' capire il contesto, apprezzare le sfumature, comprendere il senso di un pasto diviso in tre portate, cosa che in natura e' del tutto inutile. Per fare questo occorre intelligenza per allargare e gestire piu' informazioni , comprenderle e identificarle. Per una persona non educata un vino vale l'altro, un sommelier professionista vi parla di altre cose, ovvero prova piu' piacere.

Quindi occorre distinguere la ricompensa dal piacere.

Tornando al porno: tutti provano , piu' o meno, istinti sessuali. Significa che, come ho detto prima, c'e' anticipazione. “avere voglia”. Questo e' un ovvio meccanismo di anticipazione o desiderio che la specie usa per portare i suoi membri ad accoppiarsi.

Ma questo non e' ancora piacere: e' una semplice ricompensa. Alla logica evoluzionistica non frega nulla che la femmina sia consenziente, che sia vestita in questo o quel modo, che sia profumata come un fiore, che dica certe parole o altre parole. Lo sperma deve raggiungere l'ovulo, punto.

Poi c'e' il piacere, che e' fatto da strati sempre piu' “alti” della corteccia celebrale, egati alle fantasie, cioe' capaci di produrre fantasie. Richiami sessuali, e piu' in alto le posizioni dell'accoppiamento, e oltre il contesto, cioe' la situazione nel quale il sesso avviene (con tutte le implicazioni, come lo scambio di potere, autostima, e tutto quanto).

Allora, adesso andiamo al punto. Come mai il piacere e' un taboo? Abbiamo detto che il piacere, a differenza della ricompensa, richiede istruzione ed intelligenza. E sappiamo bene come sono distribuite.

IQ

Cosa significa? Significa che almeno la meta' della popolazione NON ha ne' l'intelligenza ne' l'istruzione per provare piacere. Tutto quello che faranno sara' avere esperienza della ricompensa prodotta dal reward system , ma non riusciranno a provare alcun piacere. L'esperienza e' loro preclusa.

Molti maschi troveranno differenza tra una donna nuda e l'altra, a patto che rispondano a dei canoni estetici cui sono addestrati, ma e tutto quello che possiamo aspettarci. L'anticipazione produrra' loro l'erezione, e nelle femmine fara' lubrificare la vagina, esistera' un senso di appetito, e quando avranno scopato proveranno un senso di ricompensa.

Ma il piacere e' una cosa diversa.

Essendo legato ad una funzione cognitiva, esso inizia a comparire attorno al 110 di IQ, in tracce , e poi prosegue verso le persone piu' intelligenti e colte, che riescono per esempio a provare anche piaceri completamente SCOLLEGATI dal reward system, come il piacere di leggere un buon libro, o il piacere di un'opera d'arte.

In alcune funzioni (cibo, accoppiamento) il piacere si sovrappone alla ricompensa, e quindi bisogna capire , se torniamo al porno, come siano divise le percentuali di ricompensa e quelle di piacere in una scopata.

C'e' una differenza essenziale che puo' aiutarci:

  • Il reward system regola le dipendenze, come per la droga. Significa che esiste il fenomeno dell'assuefazione. Le persone che vivono le esperienze sbilanciate verso la ricompensa biologica pura hanno bisogno di cambiare di continuo il partner, o di averne sempre di piu'. Altrimenti si annoieranno e lo faranno come fanno i tossicodipendenti: per colmare la sofferenza di non farlo. Hanno il problema della noia.

  • le persone che sono educate al piacere e usano le funzioni superiori della corteccia non mostrano segni di assuefazione , ma spostano l'attivita' verso la creativita' e verso i dettagli mano a mano che nell'esperienza cresce la percentuale di piacere e cala la percentuale di ricompensa biologica sul totale. Queste persone non hanno il problema della noia, ma dal partner devono ricevere feedback.

Questo fa del piacere un'esperienza aristocratica, riservata a pochi. Per una semplice questione di distribuzioni: istruzione ed intelligenza, che rendono possibili le fantasie.

E adesso riformuliamo la domanda:

“sono le classi intellettuali piu' alte quelle che infrangono il taboo del piacere, o e' il piacere riservato alle classi piu' alte?”.

La visione sociologica dice che il piacere sarebbe vietato alle classi meno abbienti, che sono di solito meno educate e meno intelligenti, mentre le classi piu' educate avendo la cultura rompono il taboo che altrimenti e' imposto dalla societa'.

Una visione piu' logica dice cose molto diverse. Non esiste alcuna norma sociale che vieti il piacere: quello che esiste e' una regola biologica che lo riserva alle classi intellettuali piu' colte, e si trasforma inevitabilmente in una regola sociale.

E' come se passando sotto un albero vedessimo un frutto succulento, ma molto in alto. Cosicche' occorra essere alti almeno un metro e novanta per cogliere il frutto.

La visione sociologica dira' che l'aristocrazia degli alti ha scritto una regola che mette i frutti troppo in alto, e la visione politica dira' che i bassi devono fare la rivoluzione per interrompere questo privilegio, e spezzare il taboo contro i frutti succulenti.

Ma la verita' e' che gran parte della popolazione non ci arriva, e questa realta' e' diventata regola socialmente accettata. Nel periodo dell'egualitarismo si credeva che tutti potessero in potenza godere delle stesse esperienze allo stesso modo. Cosi' la semplice realta' biologica che impedisce ai bassi di cogliere i frutti alti e' stata dipinta come una macchinazione degli alti, contro i bassi, o un'imposizione religiosa.

Quello che si e' fatto e' stato di invertire il rapporto tra causa ed effetto: non sono stati quelli alti che hanno creato il tabu' dei frutti che stanno sui rami alti. E' stata l'altezza eccessiva del frutto a generare la norma sociale. La causa e' il fatto materiale, l'effetto e' la norma sociale. Il frutto e' proibito perche' non ci arrivi. E' un fatto.

La religione non vieta il piacere sessuale per farvi accedere poche persone. E' il fatto che poche persone possano accedervi ad aver prodotto la regola religiosa.

Il piacere non e' un taboo perche' qualcuno vuole che accedano in pochi. E' il fatto che pochi possano accedere ad aver prodotto un taboo.

Rimanendo dal lato maschile, che conosco di piu', il tizio che cerca la ricompensa “ogni lasciata e' persa” e “basta che respiri” non puo' provare piacere ma solo ricompensa. Non gli importa nulla dell'estetica della cosa, le posizioni lo interessano sino ad un certo punto, e la situazione non importa loro.

Con quale meccanismo questo produce un taboo?

Il tizio che non puo' provare piacere vede persone diverse da lui che fanno cose strane e ne godono. Quindi intuisce che esista qualcosa che non capisce ma deve essere proprio sfizioso. Il guaio e' che non ha le risorse intellettuali per capire di cosa si tratti. Il frutto e' troppo in alto per lui. Quindi decide che quel frutto e'proibito.

Il secondo passo e' quello in cui nota che qualcuno arriva al frutto. Siccome sono pochi, e non sono quindi “normali”, allora il consumo del frutto proibito e' anormale.

Siccome la persona SA che esiste il piacere, ma non e' in grado di procurarselo, decide che oltre una certa linea scatti la perversione. Un piacere che non si puo' raggiungere e' proibito per una semplice ragione pratica. Se tutti mangiano frutti sino al metro e ottanta, il frutto ad un metro e novanta e' una sofisticazione. E' una cosa aristocratica. E' un vizio. Un eccesso.

Il taboo verso il piacere e' automatico perche' le masse non lo provano. Come tali, sono limitate alla ricompensa fornita dal reward system, che diventa “normale”, e poi vengono considerate “eccessive”, “anormali”, “devianti”, tutte le altre esperienze.

Ma la trasformazione del limite biologico in taboo non cala dall'alto. Sale dal basso. Sono le masse di persone che non arrivano al frutto a trasformare il loro limite in taboo.

Tempo fa su fetlife ho assistito ad una discussione riguardante cinquanta sfumature di grigio. E scavando progressivamente ho capito per quale motivo nel mondo BDSM e' visto come fumo negli occhi: la protagonista e' evidentemente troppo stupida e superficiale per arrivare all'esperienza. E' come se il libro narrasse di una nana alta un metro che coglie un frutto che pende a due metri e venti di altezza. Non funziona. Non e' credibile. Tantomeno il protagonista maschio puo' essere un master: e' troppo stupido e superficiale per poter apprezzare il trasferimento di potere. Tantevvero che nel libro lo esegue male, ne' SSC ne' RACK.

Diverso e' per esempio Histoire d'O, perche' la ragazza e' evidentemente colta, e sono colti anche i suoi partner. Infatti e' uno dei libri cult dell'ambiente. E' credibile. (non parlo dei seguiti che sono americanate, tipo ritorno a Roissy e H2)

Allora, il piacere in quanto tale e' riservato si e no al 10,15% della popolazione. Una percentuale di circa il 30% riesce ad averlo in piccole quantita': il maiale si ingozza nel truogolo ma nota che alcuni pastoni sono meglio di altri, pur avendo le stesse calorie. Non sa il perche', o ne ha una comprensione sfocata.

Tutti gli altri non lo proveranno mai, e si limiteranno a non capire per quale ragione una ragazza voglia questo:

(mi riferisco alla prima parte, cioe' alla prima ragazza che subisce il tranining, dalla seconda – che e' uguale in entrambi i video – e' un riempitivo)

E siccome non riescono a capire la fantasia, che non hanno , trovano perverso o vizioso quello che vedono.

Il fulcro di tutto e' il rapporto tra creativita', cioe' fantasia, e piacere. La ragione per cui delle persone amano questo risiede nelle loro fantasie, ma questo implica creativita', e la creativita' e' appannaggio di pochi.

Quando dico che pochi possono apprezzare il piacere intendo dire proprio questo.

Il meccanismo biologico della ricompensa si basa sull'anticipazione, o desiderio, cui segue una ricompensa, una scarica di soddisfazione biologica.

Quando ci muoviamo nel campo del piacere, all'anticipazione si sostituiscono le fantasie, e alla soddisfazione subentra il piacere.

Ma per fare questo occorre vivere in una dimensione intellettuale di creativita', di fantasia. Ma la creativita' e' il marchio dell'aristocrazia intellettuale. Senza creativita' , cioe' fantasia, non c'e' piacere, e non ci puo' essere.

Le scuole non possono insegnare il piacere ai ragazzi, per la semplice ragione che non ci sarebbero abbastanza insegnanti del livello giusto. Le masse non conoscono il piacere, e poiche' gli insegnanti non sono piu' intellettualmente sofisticati, non sarebbero in grado di spiegare il legame tra creativita' (cioe' fantasia) e piacere.

Per le masse il piacere non e' vietato da un taboo imposto dalle aristocrazie.

Le masse chiamano taboo la loro incapacita' di arrivare al piacere, e accusano l'aristicrazia (che ci arriva) di aver imposto il taboo stesso.

Il taboo non e' altro che un capro espiatorio , per nascondere a se' stessi/e di non essere in grado di provare l'esperienza del piacere, e di doversi accontentare della sensazione di ricompensa per aver spento un appetito.

Per le masse il piacere non e' vietato. E' irraggiungibile. E il taboo e' la scusa che si trova per giustificare il fatto di non riuscire a cogliere il frutto. Ma non e' troppo in alto il frutto. E' troppo in basso chi non riesce a coglierlo.

Se pensate di non aver goduto abbastanza per colpa dei taboo, dovete solo mettervi di fronte ad uno specchio e guardare il taboo in faccia. La vostra faccia.