Imagine di John Lennon e' la santa prostata di Carlo Magno.

So che il titolo non dice molto, ma sembra di moda attribuire significati astrusi a questa canzone, e un post sul Recovery Fund sembrava richiederlo. E' sembrato giusto anche a Giorgia Meloni, quindi alla fine potete considerarmi un tizio alla moda.

Ma andiamo al Recovery fund.

Innanzitutto bisogna chiarire una cosa: se Italia, Francia e Germania buttano insieme una proposta , e si sa che Spagna e Portogallo e Grecia la appoggiano, si sa benissimo che andra' in porto. Sin dall'inizio.

Ed e' per questo che , se si sa gia' che arriva in porto un “coso” che ha un bilancio totale di un triliardo di euro, immediatamente arrivano i piccoli paesi che non servono ad un cazzo, per chiedere una fettina della torta. E lo faranno usando il loro potere di veto.

Se non fosse stato chiaro che la cosa sarebbe andata in porto, i “frugali” se ne sarebbero stati al loro posto. Si tratta di una “costante politica” dell' Europa: quando c'e' dibattito acceso e' perche' si arrivera' ad un accordo, e piu' acceso e' il dibattito piu' e' certo che si arrivera' ad un accordo. Quando non c'e' dibattito si sa bene che non ne uscira' nulla. Nessuno perde tempo a lottare. Insomma, la discussione nasce solo a cose fatte, perche' arrivano i stati-cuscinetto che dicono “e io cosa ci guadagno?” , come un Cetto la qualunque.

E alla fine e' stata loro pagata la tangente: un miliardo di qui, duecento milioni di la', sotto forma di sconti sulla quota che pagano per stare in Europa. A dire il vero, battersi in una decisione che cuba un triliardo e portare a casa uno-due miliardi, se non poche centinaia di milioni, e' esattamente una figura da poveretti.

E secondo me Conte ha nobilitato molto Rutte: la risposta corretta sarebbe stata “senti ciccio, facciamo come si fa ad Amsterdam, dimmi quanto vuoi per puppare qui, che dobbiamo lavorare”. Lui avrebbe detto “due miliardi e duecento milioni”, che sono alla fine il 2.2 per MILLE della cifra in ballo, gli si davano e lui succhiava tutto quello che gli si diceva di succhiare. Fine.

Evidentemente qualcuno aveva bisogno di dare una narrativa epica alla cosa, e non c'e' nulla di meglio se non sconfiggere una lucertolina e spacciarla per drago. Ma davvero, una trattativa che parte con Germania, Francia, Italia, Spagna, Portogallo e Grecia allineati, avrebbe potuto fallire?.

Quindi complimenti al regista: ha tirato fuori un filmone da una trama di merda. Il mondo intero e' rimasto a guardare un porno sino alla fine , e c'era pure suspence. E il colpevole era il maggiordomo.

Detto questo: chi caccia i soldi?

Se si parla dell' EMS nessuno, nel senso che si tratta di un prestito. Se si tratta del recovery fund... anche. Se qualcuno ha dimestichezza con un flusso di cassa, sa bene che i “soldi a fondo perduto” vanno finanziati usando un bond, che ha come sottostante delle garanzie. Le garanzie vengono fornite dai paesi che creano il fondo.

E questo significa che, come ogni fondo che emette bond, poi deve finanziarli: ad un certo punto i sottoscrittori del bond vorranno la ciccia, ovvero vorranno che sia pagato un interesse. Vorranno soldi veri, non garanzie. Quindi sara' necessario iniziare a versare i soldi per l'interesse. E qualora questo fondo abbia smesso di avere senso, (diciamo a dieci anni dall'epidemia) e i sottoscrittori vogliano uscirne, bisognera' che qualcuno restituisca loro il contante. I bond funzionano cosi'.

Quindi, subito subito arrivano i soldi a “fondo perduto”, ma poi cominceranno i flussi di cassa che servono a pagare interessi e rientri. Che poi questo venga fatto dal bilancio europeo (che viene a sua volta dalle nazioni) o direttamente alle nazioni, cambia poco.

In definitiva, molto alla larga, i soldi che arrivano sono un credit swap molto complicato, che alla fine non fa altro che trasformare un prestito in un attivo, ma alla fine poi il buco va riempito.

Detto questo, l' Italia ci ha rimesso o guadagnato?

Dipende da cosa intendete per Italia.

Se parlate della Lega , e' una catastrofe. Ammesso che l' Italia prenda davvero 209 miliardi di euro in qualsiasi forma, ne ha diritto solo se, e fino a quando, sta nella EU. Se dovesse uscirne, quei 209 miliardi dovrebbero tornare, e sarebbero parte della trattativa di uscita. E in caso di no-deal, sarebbero il pretesto giuridico per applicare dazi: se considerate che l'export italiano verso l'europa e' attorno ai 200 miliardi, significa un dazio del 100% sull'intero export in UE.

In definitiva, quando l'Italia avra' preso i soldi, non potra' piu' lasciare la UE, se non a prezzo dell'intera catena dell'export del Nord Italia. La storia del sovranismo italiano , di fatto, finisce qui. Continueranno a dire di essere sovranisti, esattamente come esistono i cosplay. Un hobby come un altro.

Se parlate del governo, e' una catastrofe. Prendere un prestito per investirlo significa avere un piano. Perche' investire non e' spendere: investire significa che il prestito si paga in valore, e poi rende piu' soldi dell'interesse. Ma un piano di investimenti da 209 miliardi e' un piano ENORME, di molto oltre le capacita' intellettuali del governo attuale, che non ha nemmeno l'infrastruttura che serve a capire di cosa abbia bisogno il paese.

Peraltro i fondi non sono semplicemente spediti per lettera: occorre chiederli ed occorre che il progetto venga approvato. Non ci sono condizionalita' strette, ma devono essere in linea con le priorita' europee, il che significa green, sanita', scuola, riforme dello stato costose , eccetera.

Qui torneranno gli stati cuscinetto che chiederanno cose per lasciar passare i progetti. Gli stati di Visegrad chiederanno di poter fare un po' piu' di fascismo, l'Olanda chiedera' due o tre spiccioli per la droga, e ogni volta ci sara' da negoziare. In pratica , una continua doccia di umiliazioni, che dovranno essere ripagate dalla resa degli investimenti.

Ma sfortunatamente, il governo non sta pianificando investimenti, da come parlano stanno pianificando spesa. Personalmente, credo che quando qualcuno chiedera' loro di pianificare investimenti per 209 miliardi, la pila di farlocchi che compone il governo comincera' a balbettare che questo non lo hanno mai spiegato in classe, e che il cane gli ha mangiato gli appunti. E che non era nel programma di quest'anno.

Quindi non credo che fara' bene al governo: con ogni probabilita' il governo convochera' confindustria , il gatto e la volpe dicendo loro “fateci avere i progetti”.

Personalmente credo che sara' l'ennesima cassa del mezzogiorno, che orientera' il business italiano alla richiesta di fondi, distraendolo dall'economia reale, cosa che paghera' veramente male tra un paio di anni, a pandemia finita.

Ci sono vincitori? Il primo e' la Germania, che riesce ad ottenere un bilancio europeo , e non una semplice cassa come era sinora. Questa cosa significa che si e' fatto un passo avanti enorme nella costruzione politica europea. E non e' possibile che sia solo “una cosa temporanea” o “una soluzione di emergenza”, perche' se fosse una cosa che sparisce tra un anno tutti i soldi andrebbero restituiti entro un anno. Non potete sperare che un coso che presta soldi con scadenza a dieci, venti anni sia da considerarsi “temporaneo”.

E nemmeno il recovery fund puo' essere temporaneo, dal momento che si finanzia con dei bond che hanno scadenza: per chiuderlo bisognerebbe pagare i bond agli investitori. Quindi anche il Recovery Fund rimarra' per almeno un decennio.

Chi racconta che sia una misura d'emergenza o temporanea ha dimenticato di fare i conti con la realta': una cosa che presta soldi con scadenza di dieci anni non puo' sparire in uno due anni, col coronavirus.

Quindi la Germania ha vinto, insieme alla Francia, nel costruire un embrione politico di bilancio europeo. E nel costruire una prassi. Questo non piacera' a Trump, Putin e Pechino. Per Pechino e' un'opportunita', ma per gli altri due e' un bel problema. Significa che qualsiasi danno ipotetici dazi di trump possano fare, la UE potrebbe tranquillamente far partire un “Resilience Fund” analogo, finanziare le vittime dei dazi americani, e i dazi cadrebbero nel vuoto. Oppure potrebbero riutilizzare il Recovery allo scopo.

Ha vinto Rutte? No, non ha vinto neppure Rutte. Lo scopo di Rutte era quello di fermare i sovranisti con un argomento razionale, “non un solo cent per gli sprechi italiani”, ma e' un programma semplicistico . Quello che ha ottenuto e' la possibilita' di “escalation” al consiglio dei capi di stato (se il consiglio dei ministri delle finanze non funziona) nel caso non approvi la direzione di spesa. A quel punto, Rutte spera di poter raggiungere una maggioranza qualificata per bloccare un'eventuale spesa non gradita.

Facciamo un esempio solo per dire: l' Olanda oggi e' fortissima nella coltivazione indoor di verdura. Diciamo pure che il settore dell'agricoltura tecnologica e' IL settore: per intenderci, in Europa l' Olanda vende piu' pomodori dell' Italia. Adesso diciamo che l' Italia, o la Francia, o la Spagna, decidano che alla voce “green economy” ci vuole un bel programmone di investimenti sull'agricoltura sostenibile indoor, non fosse altro che ricerca accademica. In pratica nel medio termine starebbe creando un concorrente alle aziende olandesi. In quel caso Rutte cercherebbe di fermare il tutto scalandolo al consiglio dei capi di stato, ma necessiterebbe di alleati per raggiungere il 55% che serve ad un veto.

Ma questa possibilita' e' assolutamente teorica, nel senso che sono pochissimi i paesi che condividono lo stesso interesse per l'agricoltura indoor ad alta tecnologia. Tutto questo, insomma, sara' una vittoria teorica che gli elettori populisti olandesi non capiranno.

Tutto quello che potranno fare , verosimilmente, e' di minacciare di allungare i tempi con un ricorso, e chiedere una mancetta per non farlo. Cosa che, vedrete, succedera'.

Nemmeno i capi dei paesi di Visegrad hanno vinto, ma non hanno capito il punto: da adesso la UE costruira' dei meccanismi di bilancio comune. Significa, in breve, che non possono piu' comportarsi come passeggeri: da ora in poi le decisioni politiche non sono un cappello a quelle nazionali. Da ora in poi i polacchi dovranno preoccuparsi di come vengono spesi i soldi, non solo di avere sussidi: perche' se qualcuno riceve sussidi e li usa per aiutare la propria industria, in un settore che fa concorrenza alla Polonia, c'e' un problema. Non e' il solito bilancio europeo che di fatto ridistribuisce ricchezza come flusso di cassa, stiamo parlando di un bilancio che viene usato per fare cose.

Insomma, alla fine la Merkel si ritirera' con un bel medagliere. E il suo successore, che si specula sara' Söder, sara' costretto a gestire l'eredita' per non farsi superare da altri concorrenti in gioco nel partito.

Il resto e' semplice narrativa.