Complotti , insularita' e familiarita'.

La vicenda del complotto che vede Renzi a usare un satellite della Leonardo, insieme al Generale Graziano, per “spostare” i voti (inviati per posta) a favore di Trump e farlo perdere, mi porta ad alcune riflessioni.

Cioe', e' facile demolire questa teoria del complotto. Innanzitutto, per chi e' Italiano viene difficile vedere il proprio paese nei panni della potentissima Spectre. L'italiano non e' abituato a pensarsi in ottica di potenza militar-tecnologica, capace di beffare NSA, FBI e CIA sul piano tecnologico dei satelliti e determinare i destini del mondo. (poi se andiamo a vedere ASI e Leonardo fanno cose apprezzabilissime, le forze armate si stanno riarmando bene , ma sto parlando della visione comune).

Se poi nel quadretto ci mettiamo Renzi a fare il Dr. Evil della situazione, diciamolo pure che ci scappa la risatina. Quindi i giornali italiani possono considerare questa cosa come , che so io, una palese boiata cui pero' questi strani americani ignoranti , in perizoma di bisonte, riescono a credere.

“Se conoscessero le persone che menzionano, o il paese di cui stanno parlando – questo e' il sottinteso – non avrebbero scelto una fesseria cosi' palesemente falsa”.

Ma perche' il falso e' “palese”? Dopotutto e' vero che l' Italia ha competenza coi satelliti, e' vero che ci sono satelliti militari italiani in orbita, l' Italia gestisce la rete OSMO-SkyMed (COstellation of small Satellites for Mediterranean basin Observation – Costellazione di piccoli Satelliti per l’Osservazione su base Mediterranea), SICRAL-1, SICRAL-2 , OpSat-3000, ed e' parte di MUSIS (MUltinational Space-based Imaging System – Sistema Multinazionale per le Immagini dallo Spazio) sotto l’egida dell’Agenzia Europea per la Difesa (European Defence Agency-EDA).

Un curriculum di tutto rispetto. Ma diciamolo, specialmente chi e' abbastanza vecchio da aver fatto il servizio di leva in un corpo non operativo, le forze armate le ricorda per altro.

L'immaginario italiano, abituato a disprezzare e sminuire le proprie forze armate, rifiuta di crederci , ma un americano direbbe “minchia, questi sono meno della California e hanno tutta questa roba?” (sul MITO dell' Europa poco armata e bisognosa degli USA scrivero' un post, prima o poi)

Stessa cosa per Renzi. Ci viene da ridere a pensarlo come il capo della SPECTRE che e' il numero due di un complotto capeggiato da Sua Negrita' Obama in persona. E Agnese che faceva? Dobbiamo immaginarla in tuta di latex che dirige i suoi mefistofelici colonnelli?

lol

(se non riconoscete Yattaman siete dei celenterati. E anche apocrifi. E scleronomi).

Ovviamente non voglio metterci di mezzo anche la Boschi, che e' gia' abbastanza vituperata (e non riusciro' mai a spiegare il perche', tanto bene quanto ha fatto Italo Svevo in “Senilita' “) , ma il punto e' questo: chi ha familiarita' con questi personaggi fa fatica a crederci.

Maaaaa.....

se al posto di Renzi ci fossero stati Angela Merkel, il generale Joachim Wundrak, usando satelliti gestiti da BundesNachrichenDienst tipo i SAR-LUPE fatti da OH-Bremen la cosa vi sembrerebbe diversa. I nomi, innanzitutto. Questa lingua ostile agli italiani. Cazzo, come fai a dubitare che “Wundrak” sia piu' cattivo di “Graziano”? (ok, ok. Chiudete il libro di storia, ok?).

Beh, dai, in Italia sarebbe stato vendibile. Non ti dico poi Israele o la Francia.

Occorre chiarire, forse, il legame tra esotismo , mancanza di familiarita' e teorie del complotto.

Perche' il problema e' quello: prendiamo per esempio gli ebrei. Come sapete, non esiste un complotto professionale se non ci sono ebrei di mezzo. Specialmente se sono ricchi. Ma diciamolo apertamente: quanti italiani conoscono un ebreo( esclusi quelli che hanno un amico ebreo che vive nel corpo dei quaternioni e la pensa come loro su Israele)?

Diciamo la verita', pochi. Si , lo so , avete un amico ebreo. Lo puo' testimoniare la vostra ex fidanzata top model, la pornodiva che avete conosciuto una volta, e il vostro amico negro. Non oso immaginare che succede quando uscite a cena insieme.

Tuttavia, il punto e' questo: di ebrei sapete poco e se ne incontrano pochi in Italia. In Israele ci vanno in pochi. Quindi, se al complotto togliessimo Renzi e ci mettessimo il rabbino capo di Roma, beh... beh... dai.... ma in realta', siamo razionali: probabilmente il Rabbino Capo di Roma e' un tizio qualsiasi che bestemmia per le tasse e ha problemi col traffico, circa come tutti gli altri. Ma... chi conosce il Rabbino Capo di Roma al punto che puo' escludere sia la versione Kosher del dottor Fu Manchu? Saranno, che so io, venti o trenta persone.

Non ho se avete mai visto i film americani sul Vaticano. (che poi per gli USA e' sempre in Italia). Non avete mai notato un pochino, come dire, di “sopravvalutazione della cosa”? No? Guardate questo e capirete . No, non guardate la copertina. Guardate la serie. E' credibile, eh?

Insomma, esiste un ingrediente fondamentale nella teoria del complotto, che e' l'esotismo. O meglio: la mancanza di familiarita' tra un protagonista del complotto e chi deve credere nel complotto. A questo contribuisce:

Ma la cosa cambia se vivete negli USA, o in un'altra isola dell'arcipelago anglofono. (UK, Australia, Nuova Zelanda, etc). Qui per voi il mondo e' LONTANO. E voi non studiate le lingue. E queste nazioni antiche hanno tanti miti. E hanno (come tutte le nazioni) dei segreti.

E allora per un americano e' semplice ambientare ogni cosa all'estero. Perche' tutto cio' che e' straniero vi suona mitico.

Insularita'

E' la caratteristica principale di tutta la cultura anglosassone, di qualsiasi nazione si parli.

Anni fa ebbi un sito che si uccupava di magia, e ad un certo punto entrai in contatto con una tizia americana che , pur non parlando una parola in italiano era il punto di riferimento per gli wiccan italo-americani. La cosa interessante e' che il suo sito web invitava le persone “ad entrare nel boschetto di Fabrizia”.

Cercai di spiegarle che presentarsi in Italia come una che ti invita ad entrare nel suo “boschetto” fosse abbastanza problematico, e mi rispose che anche sua nonna aveva un boschetto , era molto molto ambito, (cosa che non metto in dubbio, visto che ha avuto discendenza) perche' dentro c'erano i segreti dell'antichissima stregoneria italiana, che esisteva prima dell'italia. Secondo lei, insomma, si indicava con “boschetto” il luogo ove si radunavano le streghe. La dignita' dei crocevia e del Noce di Benevento spazzate via da uno stupido boschetto. Tra parentesi, a sentire lei la nonna era stata quasi bruciata dall'inquisizione nel 1902, per cui era fuggita negli USA, con tutto il boschetto. Una strega italiana non abbandona mai il suo boschetto.

Cercai di spiegarle anche dell'assurdita' di avere preghiere in italiano (opinabile) “che risalgono ai tempi di Roma”, ma mi rispose che evidentemente io ero un benandante ed ero li' per danneggiarla. Al che risposi che non sono friulano e che non ci sono evidenze di benandanti in Emilia ROmagna, e lei mi rispose che col friuli (che lei collocava in Umbria, dal momento che faceva parte di un clan di streghe “Umbrea” e combatteva i benandanti (che le avevano seguite negli USA, ma in Italia erano porta a porta con loro) in fondo erano pochi km, quindi Emilia e Friuli sono la stessa cosa.

Il tutto in inglese, perche' questa non parlava una parola di italiano. Eppure faceva una barca di soldi , e all'epoca era una delle figure piu' autorevoli della Wicca “italiana” negli USA.

Detto questo, il punto e' semplice: per gli americani e per gli anglofoni in generale il mondo e' un luogo misterioso, occulto, pieno di leggende e di miti. Poi sbagliano “leggermente” nel posizionarli, sia nel tempo e nello spazio, ma sino a quando non arriva la notizia che sei dentro una teoria del complotto e cerchi di capire cosa succede, non te ne rendi conto.

Questo fenomeno si chiama “insularita”': tutta la cultura anglosassone ne e' permeata. L'insularita' di quella cultura e' quanto consente alle loro classi dirigenti di raccontar loro qualsiasi cosa.

Saddam Hussein potrebbe attaccare gli USA? Ma certo. Un arsenale atomico nei camion dei gelati? Ovvio. L' Unione Europea vuole prendere tutte le banane inglesi e raddrizzarle? E che altro fanno gli europei tutto il giorno? E non avete saputo cos'e' successo in Svezia lo scorso venerdi? No.

Alla base di questa insularita' nascono cose come il complotto Renzi-Graziano.

LA cosa buffa e' che questi non hanno MAI chiaramente letto la storia dell'Italia nel dopoguerra: altrimenti, tra PD, Golpe Borghese e tutto quanto non si sarebbero certo limitati ad un golpe poco professionale come quello che hanno inventato. L'italia e' piena di misteri. Di leggende. Di luoghi misteriosi.

Ma come dico la costruzione dei complotti richiede di NON sapere e di NON conoscere. Quindi di tutte le correnti di informazione cui potevano attaccarsi, non era necessario agli americani usare elementi di realta': il complotto parla di cose occulte, quindi per forza di cose RICHIEDE esplicitamente di non sapere nulla, se non qualche nome.

Lo stesso principio che spinge il turista a farsi il selfie con un pretoriano sotto il colosseo, e ad accettare l'idea delle suore guerriere del Papa, puo' spingere un giapponese ad immaginare una cosa del genere e il camorrista puo' essere anche raffigurato cosi' se vieni da un'altra cultura insulare come quella giapponese:

camorra

(il tipico camorrista napoletano, Giorno Giovanna – ma e' un maschio – secondo l'immaginario giapponese. Mi chiedo se spari da quei boccoli. Non mi stupirebbe )

Quindi non dobbiamo stupirci da un lato, ma dall'altro dobbiamo chiederci una cosa: ma se fossimo stranieri, e vivessimo a Wuhan, o in un posto “misterioso” tipo la Siberia, o dove parlano lingue sconosciute, cosa penseremmo dei complotti CUI non fatichiamo a credere? Passeremmo il tempo a ridere?

Beh, dipende.

Se dal complotto parte una teoria antisemita e ci muoiono 6 milioni di ebrei, forse ridiamo poco. Se dalla teoria del complotto parte la decisione di sfondare il tuo paese di bombe, magari non ridi.

Quindi non vi preoccupate: se nel 2024 vince Trump, forse continuerete a ridere del complotto. Se non vi bombarda.

Ah, giusto: ci tengo a precisare che NON sono MAI entrato nel “Boschetto di Fabrizia”.