Das Böse Büro

Be yourself. Believe in Tautology.

Si direbbe che la tecnologia deepfake sia finalmente arrivata alle cronache, e adesso tutti ne sono terrificati. In pratica la tecnologia pratica un collage, che potrebbe essere fatto anche con photoshop (o con qualche software di video editing), ma siccome c'e' di mezzo il deep-learning allora diventa una cosa mostruosa semplicemente perche' nessuno ha capito cosa facciano quelle tecnologie.

Allora, partiamo dall'inizio. Avete presente la vostra vicina di casa/cugina/professoressa/collega molto attraente? Bene. Adesso chiudete gli occhi. Immaginatela nuda. Ci siete riusciti? Certo che ci siete riusciti, lo avrete fatto cinquantamila volte prima di oggi.

Complimenti, avete creato un deepfake nella vostra mente. Avete, cioe', spogliato una donna con gli occhi, come si dice. Solo che quando spogliate una donna con gli occhi lo fate in realta' con la corteccia celebrale, ma chi ha coniato il temine credeva che la visione dipendesse dagli occhi.

Detto che spogliare le donne sia una questione di immaginazione, adesso il problema e' che vorremmo avere la fotografia , il quadro, insomma qualcosa che possiamo guardare davvero. Abbiamo diverse alternative:

  • essere pittori o avere un pittore come amico. In tal caso potete dare una fotografia della collega bbona e farvi fare un quadro che terrete a casa vostra. Ovviamente la collega non verra' mai a casa vostra, quindi non lo sapra' mai. E se anche venisse potete dire che e' un quadro e che la modella era simile a lei.

  • usare photoshop e fare la stessa cosa, (o farla fare ad un grafico) , in modo da avere le fotografie sul computer, pronte per la fruizione. Volendo con qualche esperienza in programmi di editing video, o di postproduzione, potete ottenere qualcosa di simile anche usando un video , che so di una festa aziendale.

  • usare un programma di deep-fake. Questo ottiene lo stesso effetto, ma e' piu' economico

  • avere un'immaginazione abile (per spogliare la collega) e potente (ovvero capace di suscitare in voi la stessa emozione che provereste a vedere la collega nuda in video, sul quadro o sul pc).

Chiaramente, l'ultima e' la piu' economica ed e' la piu' scelta. Tutti abbiamo fantasticato sulla collega graziosa, suvvia. Chi NON lo ha fatto ha fantasticato invece sul collega grazioso, tutto qui. Ma e' la stessa cosa.

Deepfake e' leggermente MENO economica, nel senso che dovete scaricare il software, tararlo, farci qualche prova, e quindi costa molto piu' tempo. Ma se la vostra fantasia non e' abbastanza potente (cioe' avete bisogno di un INPUT attraverso gli occhi) allora e' la piu' economica tra quelle fattibili.

Deepfake non e' “Intelligenza” artificiale. E' un programma di IMMAGINAZIONE artificiale. Si limita ad immaginare la vicina di casa come la immaginate voi, ma senza la fatica di immaginarla davvero.

Il problema della privacy, dunque, e' INVENTATO. La fotografia della ragazza spogliata NON ritrae lei nuda, almeno quanto la vostra immaginazione non la ritrae mentre vi fa davvero un pompino. Si tratta di un costrutto , prodotto da un sistema di immaginazione artificiale.

Si potrebbero fare delle considerazioni interessanti sul perche' le persone , che normalmente sono dotate di immaginazione naturale , abbiano bisogno di immaginazione artificiale, ma il punto e' che la notizia sta venendo data in questo modo:

LOL

ovvero come se le ragazze venissero “spogliate” dal software. Ma non e' cosi', e potete provarlo voi stessi: prendete una volontaria che abbia un tatuaggio in un punto che nella foto orginale e' coperto. Passatelo a deepfake. Scoprirete subito che deepfake restituisce una foto della ragazza nuda, ma non c'e' il tatuaggio. E questo e' ovvio, dal momento che il software NON puo' “spogliare” le ragazze. Puo' solo “immaginarle” nude: ma vale la stessa cosa che vale per voi.

Del resto se non sapete che la ragazza ha un tatuaggio in un luogo che non avete mai visto, nemmeno voi immaginerete il tatuaggio. (o la cicatrice, o un particolare dettaglio fisico). Quando andate per la prima volta con una donna che avete immaginato mille volte, trovate sempre delle “sorprese” , dei dettagli che non avevate immaginato, perche' non potevate esserne a conoscenza. Non ci sono due donne uguali.(ok, ok, non ho i numeri per fare statistiche. Diciamo che sto speculando basandomi su un certo numero di aneddoti personali).

Questo e' il primo punto: la privacy non c'entra nulla. Si tratta solo di un'immaginazione artificiale, del tutto simile all'immaginazione umana. Tutto qui. Le considerazioni da fare sarebbero altre, non quelle sulla privacy.

Ma allora perche' fa scalpore? Si dice che adesso :

vendettaaa

addirittura uno strumento di massa. E perche', di preciso?

alcuni maschi

Insomma, l'uso di questa fake app non e' di sostituire l'immaginazione erotica, ma quello di consentire “ad alcuni maschi” di “vendicarsi” sulle donne del quartiere.

Io non so in che quartiere viva questa signora, ma vedo almeno due problemi:

  • se vuole sostenere che umiliare altre donne , o sputtanarle, sia un'esclusiva di alcuni maschi MA NON di alcune donne, o della maggioranza, occorrono dei numeri convincenti. Altrimenti non si capisce da dove venga l'affermazione: mi si deve dare uno studio COMPARATIVO che confronti il comportamento di uomini e donne, e mostri che le donne non umiliano mai altre donne, come fanno “alcuni maschi”.

Il resto del pippone per cui la app e' nata per “ricacciare le donne indietro nella vita” lo lascio alle sbroccanti. Rimane, dice qualcuno, il tema del revenge porn e del “racket”. Immagino quindi che ci siano statistiche su questi racket, o che ci siano numeri , casi, di revenge porn fatto con una app del genere. Bene.

noncisonocasi

Ecco qui: non ci sono casi noti, ma “e' prevedibile che accadra'” , dal momento che la mole del fenomeno e' impressionante. Una persona che mi fa previsioni qualitative basandosi su una dimensione sola, e quantitativa, per me va cacciata da qualsiasi ambito scientifico , e anche dalle vicinanze. E' come dire che siccome la mole di fumetti in vendita e' enorme, e' prevedibile che arrivera' l'uomo ragno. Scienza pura.

Tutto quello che vedo in questa “notizia” e' che:

  • si voleva fare uno spot pubblicitario a tale Sensity AI, presentando i fondatori e i clienti.

  • si voleva fare uno spot pubblicitario a tale Costanza Sciubba e all'azienda DataDotOrg. (cazzo, nel 2020 usate ancora “dot” perche' “fa tanto internet”....)

  • mentre che ci siamo, puntiamo il dito su “certi maschi” che usano la tecnologia per “respingere indietro le donne nella vita”. E naturalmente ci sono dietro i malvagi russi, per dare voti a Die Partei, il partito tedesco che propone di depenalizzare qualsiasi crimine accusando i russi di averlo fatto. (vedete l'ultimo punto, “Der Russe ist an allem schuld”).

Mancano solo l'invettiva contro il capitalismo e il balcone balcano, e siamo a livello della canzone del primo maggio di Elio.

Una tesi inventata, che parla di un pericolo documentato da ZERO casi, che cita studi non meglio specificati sul fatto che “certi maschi” (ma non certe femmine) amano umiliare le donne, e che prevedibilmente lo faranno visto che ci sono un sacco di immagini su internet.

E sia chiaro: “i governi sono impreparati”, eh.

Non hanno la loro “scienza”....

Si fa un gran parlare di Gaia-X sui giornali italiani, ma ovviamente nessun giornalista e' andato a vedere cosa sia e come funzioni. Siccome ci e' coinvolto uno dei miei clienti attuali, che e' tra i fondatori del progetto, probabilmente mi ci dovro' scontrare nel prossimo futuro, per cui ho dovuto cominciare a studiare la documentazione esistente, che peraltro e' pubblica.

Prima cosa: chi va in giro a raccontare che Gaia-X ci salvera' dai cattivi social networks o dalla cattiva gestione dei dati che fanno negli USA, non ha letto quasi nulla del progetto. La necessita' di avere Gaia-X non riguarda gli utenti di google o di Facebook, bensi' le aziende di servizi che gia' lavorano sul continente.

Vediamo di capirci. Azienda X ha un sistema di Industria 4.0 che tiene conto della supply chain, dai fornitori sino ai clienti. Significa che se il cliente X ha comprato un prodotto, che so io un televisore, io posso sapere che e' stato assemblato in quella fabbrica da tizio, caio e semprionio, con pezzi che venivano dalle ditte A,B,C, lotto D, numero di serie Z.

Bene. La domanda e': dove salvo tutta questa marea di dati?

E se considerate la mole di dati di una zona industriale come l'europa, che e' un esportatore possente, stiamo parlando di DAVVERO TANTI dati. La verita' e' che tutte queste aziende, che formano una supply chain di dimensioni impressionanti, offriranno un panorama MOLTO frammentato. Ma se vogliamo lavorare DAVVERO sui dati, abbiamo due possibili soluzioni:

  • nella catena dei fornitori vince il cliente “top”, quello che alla fine dara' forma al prodotto (che so io, la Mercedes del caso), e tutti adottano la stessa soluzione tecnologica di Mercedes.

  • su usa un gestore di cloud americano, tutti lo stesso fornitore, e a quel punto abbiamo due o tre tecnologie in gioco. Ma i dati finiscono in USA.

  • si crea un moloch gigantesco in Europa, e la prima domanda e': chi caccia la lira?

  • si federano servizi esistenti, costruendo un layer di federazione tra i cloud esistenti in Europa. Insomma, tutti parlano con tutti.

Allora che succede? Facciamo un esempio con nomi a caso, cosi' non mi si accusa di fare pubblicita'. Succede che il fornitore, che so io Renault , ha il suo cloud e ci salva i suoi dati, diciamo nel cloud di Orange. Ma per lavorare come Industria 4.0 comanda ha bisogno dei dati del suo subfornitore, diciamo Pippos Mechanicoi. Il subfornitore greco ha i dati in un cloud, che so io nel cloud di BasileaCloud. Se entrambi sono nel progetto Gaia-X, succede che Pippos comunica a BasileaCloud il suo consenso a condividere i suoi dati con Renault, attraverso Orange. Da quel momento, Renault puo' eseguire una query sui dati di Pippos, spedendo la query ad Orange, che la gira a BasileaCloud.

Si tratta cioe' di federare i cloud esistenti.

Questo richiede almeno , dico almeno, tre cose:

  • che sia possibile identificare con certezza Pippos e Renault , dove “identificare” indica un meccanismo robusto e sicuro, nel senso telematico del termine. Infrastruttura da costruire.

  • che sia possibile identificare con certezza, nello stesso “universo”, anche BasileaCloud e Orange. Da costruire.

  • che esista una connessione sicura (per esempio un backbone dedicato) tra BasileaCloud e Orange, di difficile intercettabilita'. Infrastruttura parzialmente costruita.

  • che esista una “firma” capace di associare il dato col suo proprietario, ovvero colui che puo' dare il consenso alla loro trattazione. Cioe', che si possa identificare con certezza il dato. Da costruire.

Fatto questo, abbiamo creato un datalake digitale europeo ove le aziende possono (e probabilmente verranno obbligate a farlo con strumenti giuridici) mettere i dati in modo da poterli condividere pur avendone il controllo.

Qual'e' il vantaggio di questa soluzione? Che non richiede ingenti investimenti, ed una volta implementata potra' essere usata da qualsiasi ente del mercato europeo.

Significa che e' una soluzione orientata AL MERCATO INTERNO, alle aziende 100% europee, e non ha quasi nulla a che spartire con il rapporto tra cittadino e google, se non il fatto che si vuole impedire che i dati delle aziende finiscano nel cloud di google.

Questo ovviamente consente servizi molto comodi anche per gli utenti: idealmente se io ho un servizio di object storage su Magenta Cloud di Deutsche Telekom mentre voi lo avete su SeeWeb , possiamo condividere i file senza bisogno che io facca un account su SeeWeb o voi su Deutsche Telekom, cosa che invece dovremmo fare, a meno di non creare dei link temporanei per il download, che perdono la traccia del consenso e non funzionano come se fosse un unico cloud.

Al contrario, e' teoricamente possibile usando Gaia-X che voi vediate i miei file nel vostro bucket, e viceversa, cosa che e' gia' possibile per due utenti dello stesso servizio della stessa azienda. Pensate a Dropbox come esempio: se volete condividere i dati con un altro utente basta dagli il permesso.

Questo, quindi, consente al mercato europeo di avere uno strato di servizi che NON dipendano dagli USA, consente di superare le differenze tra le nazioni (non tutte le nazioni dispongono di grandi cloud) , ma non ha molto a che vedere con l'interazione che passa tra google e la persona comune: le aziende americane sono state escluse volutamente dall'avere ogni potere decisionale nel consorzio Gaia-X, ma del resto quando fate una ricerca su google state parlando a google, che si terra' i dati che voi diate il consenso o meno.

In definitiva, potete immaginare un dropbox europeo dove lasciare i dati, ma anziche' essere una sola azienda si tratta della federazione di molte imprese di cloud. Come in dropbox potete condividere dati, fare gruppi e tutto quanto, ma ripeto, non e' una sola azienda ma una serie di cloud provider che lavorano in maniera federata.

Gli americani hanno paura, ma non parlo (come fanno i giornali) della paura che ha Facebook i non avere piu' i vostri post o il vostro traffico su Whatsapp. Parlo della paura che ha di perdere il business, perche' oggi le aziende stanno salvando i loro dati anche su cloud americani, che potrebbero venire tagliati fuori dal business, semplicemente perche' non si federano.

Ovviamente esiste anche la possibilita' astratta che avendo la potenza di ogni provider cloud europeo a disposizione, un'azienda italiana possa creare la prossima Facebook, cosa che oggi non potrebbe fare non avendo a disposizione infrastrutture adeguate (a meno di non ricorrere a provider USA, che poi la mangerebbero per fermare la concorrenza).Quindi e' possibile che nasca una whatsapp europea, cosa che oggi non e' possibile perche' non esiste in europa un cloud che potrebbe reggere gli allegati, i file vocali, eccetera.

Ma tutto questo e' teorico, e non riguarda il problema dell'utente che ha un account su facebook: riguarda il fatto che banche e assicurazioni possono ora condividere dati (col permesso del proprietario!) per servizi di fintech, che le industrie possono scambiare i dati coi loro fornitori e clienti, che il permesso di accesso possa venire revocato in qualsiasi momento, che se il dato sfugge possa venire identificato come il dato che X gestiva per conto di Y, eccetera.

Gaia-X e' fatta per il mercato INTERNO europeo, per le imprese, per le industrie e per la finanza. Non impatta gli americani se non togliendo ai loro cloud i clienti europei (specialmente se il suo uso diverra' obbligatorio) e non ha nulla a che vedere col problema di privacy del cittadino comune che usa Facebook, a meno che questa infrastruttura non consenta la nascita di un Facebook in Europa.

Spero di aver fatto chiarezza, per tutto il resto potete sempre leggere le specifiche, che sebbene siano di alto livello potete trovare qui: GAIAX

E sarebbe ora che i giornalisti che parlano di IT ne capissero qualcosa.

Non so per quale motivo, ma si e' deciso di prendere Diego Fusaro (un tempo semplice bersaglio di meritatissimi lazzi su tutti i social network) ed eleggerlo al ruolo di “intellettuale televisivo” se non addirittura di “filosofo”. Il motivo per il quale ho deciso di parlarne e' semplice: esiste chiaramente un progetto di idiocrazia, e la maniera migliore di costruire un'idiocrazia non e' quella di eliminare gli intellettuali lasciando una libreria vuota di autori: la maniera migliore e' riempire di cazzari la libreria esistente.

Innanzitutto, perche' Fusaro viene chiamato Filosofo? Le ragioni sono diverse.

  • Cita filosofi in continuazione. Sembra uno di quei liceali del classico , che passano la vita a raccontarsi quanto e' bello il greco antico, e gli spiriti e la metrica e la supercazzolai prematuron. Nessuno pero' nota che la maggior parte delle volte la citazione e' a sproposito (come disse Platone rispondendo a Donald Trump e Pelomane da Sifone nel “Suppostium” .).

  • Ha una serie di tentativi falliti di fare carriera nel mondo accademico della filosofia. La sua biografia e' piena della carriera che non e' riuscito a fare nel mondo accademico della filosofia, e come al solito e' costellata dalle solite “pubblicazioni”, di cui nessuno ha notizia fuori dal paese. Nella sua biografia ci sono anche particolari patetici, tipo questo:

fusaro

Potete notare subito che non si tratta di un seminario sulla vita di Gramsci , ma di una presentazione del suo libro in una facolta' di lingue. Avete notato che il numero di posti e' limitato? Forse state pensando ad un piccolo auditorium o ad un'aula minore. No, la Boylston Room 403 e' questa:

fusaro2

Che ha in tutto 24 posti teorici, di cui 14 attorno al tavolo centrale. Un “simposio”. Vi ho gia' detto del Congresso Mondiale della Tigella che si celebra a casa mia almeno due volte ogni anno?

In pratica una sala riunioni. Peraltro non era un evento accademico, ma un evento aperto al pubblico. Ha affittato una sala riunioni ad Harvard, insomma.

Ma il problema non e' il modo (piu' patetico che ridicolo) di gonfiare una carriera accademica inesistente: tralascio per pura pieta' il “È attualmente docente presso l'Istituto alti studi strategici e politici di Milano. “, istituto che chiunque di voi puo' ricevere a casa propria per soli cinque euro, il prezzo di una targhetta da appendere sulla porta.

E il problema non e' nemmeno il modo con cui un disoccupato sostanziale cerca di rendere la mamma orgogliosa di lui. Questo va bene, in fondo la mamma e' sempre la mamma.

Il problema e' che per essere un filosofo Fusaro di idee sue ne ha poche. Dilemma : se hai poche idee, e vuoi spacciarti per filosofo, cosa puoi fare? E' semplice: basta evitare chiunque abbia mai studiato filosofia politica sul serio.

Ho conosciuto, un tempo, un elemento del genere. Passava il tempo in mensa a fare a tutti dei pipponi sul Sanscrito, di cui (diceva) era studioso profondo. Profondissimo. E aveva quasi spiegato a tutti l'influenza del sanscrito nella societa' indiana, fino a quando l'azienda non rilevo' una filiale a Pune. In quel preciso momento ci fu un andirivieni di indiani , quelli veri, di casta alta (normalmente sono quelli che hanno studiato informatica) e quindi mediamente colti, e ci aspettavamo tutti che potesse parlare almeno Hindi, o una delle lingue delle quali ci aveva parlato.

Scoprimmo che era costretto ad una dieta ferrea che gli impediva di frequentare la mensa con noi, e da quel momento scoprimmo anche il suo diploma da maestro di conservatorio (non si capi' mai quale strumento) e il suo amore per la musica dodecafonica. Musica che , compreso lui, ascoltano in quattro. E il quarto non si sente tanto bene. Musica con la quale cago' il cazzo in ufficio per almeno due anni.

In pratica questo personaggio era un classico Maestro stile Palombella Rossa , a patto che la materia fosse pressoche' sconosciuta ai piu', e che non si presentasse in mensa qualcuno che avesse anche una piccola infarinatura nel campo.

Di cosa e' maestro Fusaro? E' maestro di un pensiero morto negli anni '70, chiamato nazi-maoismo , nella versione piu' diffusa in un gruppo detto terza posizione. La sua rimasticatura e' quasi identica a quella di un personaggio chiamato Franco Freda , in particolare quella espressa nel libro “La disintegrazione del sistema”.

come leggete su wiki, erano tutte personcine per bene, dalla fedina penale immacolata.

Fusaro non fa altro che ripetere a pappagallo le idee di Franco Freda. Cita filosofi a suo sostegno come faceva Franco Freda, allo stesso modo di Franco Freda, e predica le stesse tesi. E se leggete dall vita di Franco Freda, mira a sbarcare il lunario esattamente allo stesso modo.

La vera domanda e': perche' nessuno riconosce il pensiero di Franco Freda nelle parole di Fusaro?

Beh, e' semplice: vale la storia che ho raccontato prima, sul Sanscrito Dodecafonico. Se vi dite esperti di qualcosa che e' sconosciuto ai piu', correte pochi rischi di venire smascherati. Inoltre, onestamente di Franco Freda e della storia politica italiana di quel periodo sono pochi a ricordare i dettagli, e specialmente sono in pochi a ricordare le idee.

  • innanzitutto, terza Posizione e Franco Freda erano conosciuti principalmente a Roma, e anche a Roma non se li inculava quasi nessuno, (tranne le vittime). Io ho incrociato il libro per una serie di sfighe liceali, insieme a Gargantua e Pantagruele (per dirvi il livello).

  • secondo, ricorda di quel periodo solo chi ha una certa eta', perche' il resto della popolazione italiana non ha memoria di quanto e' accaduto. In pratica , lo ricordiamo in tre. Io, Fusaro e il terzo e' morto ieri.

  • Fusaro, come Freda, ha preso il metodo supercazzolisticoniciano che confonde i giornalisti , ammesso che abbiano un cervello da confondere.

in un mondo privo di memoria, e' possibile spacciare per nuova qualsiasi cosa sia sufficientemente VECCHIA.

Questo e' il punto. Fusaro non dice nulla di originale, perche' non dice nulla di suo. Ripete a pappagallo la disintegrazione del sistema e ha adottato lo stesso parlare dei nazi-maoisti degli anni 70 e 80. Tutto qui. E se qualcuno obiettasse che dopotutto La disintegrazione del sistema fu un libro dato alle stampe, ricordo che Ar pubblico' il libro di Freda perche' Freda era il proprietario di Edizioni Ar.

Tornando a Fusaro, questo e' il motivo per cui non lo definisco “filosofo”. Non ha idee proprie, non ha inventato alcun concetto, manca di originalita' e non dice nulla che non sia stato detto (e giustamente: ignorato) e il suo successo si basa sul fatto che pochissimi ricordano Franco Freda. Cosa che non deve stupire.

Ed e' qui la noia. Fusaro potrebbe aggiungere alla sua expertise la musica dodecafonica, di cui sara' certamente maestro di conservatorio, il sanscrito antico, la lingua Maya , la carbonitrurazione della minuteria metallica, e qualsiasi altra branca della conoscenza sia poco diffusa, inconsueta o desueta. Vi ho gia' parlato di Fusaro il maestro taxidermista conosciuto in tutta la galassia? No? Tranquilli, lo fara' lui.

Ho avuto la sfortuna di leggere, alle superiori, il libro di Freda. Si tratta di una vicenda oscura, legata alla creazione di un giornalino di liceo , perche' a quei tempi era di moda avere il giornalino di liceo, nel tentativo di somigliare ad un liceo che era stato di moda circa 20 anni prima.

Si trattava di una pila di cazzate assurde, che potrei riassumere cosi': “siccome maoismo e nazismo sono entrambi regimi totalitari moderni e hanno un leader carismatico , hanno molte cose in comune. Se ne deduce che possano mescolarsi senza problemi”. In fondo, perche' mai la tradizione mistica (feticcio nazista) non puo' convivere con la rivoluzione culturale di Mao (se escludiamo che Mao uccise i custodi della tradizione, cioe' i mandarini?). Alla fine, cioe', basta tralasciare particolari scomodi e la teoria sta in piedi. OGNI teoria sta in piedi, a patto di tralasciare una quantita' sufficiente di dettagli. Con lo stesso metodo potreste costruire l' Ordine Satanista di Madre Teresa di Calcutta, semplicemente notando quanto abbiano in comune i satanisti e i cattolici. In fondo entrambi credono nell' esistenza di Satana, no?

Nel 1986, alla fine usammo la stessa fallacia logica di Freda per dare forma ai pensieri di un “filosofo umoristico” del nostro “giornalino”, che si chiamava “Pelomane da Ibiza”.(ha assunto il nome di altre localita' nel tempo, perche' il suo esodo fu complesso) Per intenderci sul livello, era stato esiliato dalla Grecia per essere l'unico filosofo eterosessuale ellenico, si era rifiugiato a Ibiza per tutto il tempo, passando per altri luoghi balneari, ma poi era fuggito per il rumore delle discoteche e gli avevamo dato asilo politico nei cessi del nostro liceo, dal quale osservava il mondo attraverso la finestrella. Da cui si vedeva l'insegna di una ferramenta , per cui (usando lo stesso metodo di Freda ) dimostrammo che ogni cosa nel mondo deriva dal tondino di ferro da otto millimetri, poiche' ogni cosa nel mondo ha qualcosa in comune col tondino di ferro (protoni ed elettroni).

Mescolammo il tutto con la prosa di Gargantua e (se non vi eravate suicidati prima della fine) funzionava. Lo distribuivamo gratis nei bar delle vicinanze, insieme al Carlino, e ci fu gente che lo scambio' per un inserto del Carlino stesso. (Per fortuna nessuno firmava con nome e cognome: una vergogna.).

Il metodo argomentativo (cioe' la fallacia logica) di Franco Freda, che e' lo stesso di Fusaro, e' che se due fenomeni (politici) complessi hanno in comune almeno due cose, e' possibile fonderli in un fenomeno solo. Nazismo e Maoismo ammazzano un sacco e hanno dei leader carismatici? Allora possiamo fare il nazimaoismo. Vostra madre e il cane sono mammiferi e respirano ossigeno? allora possiamo... aspetta no. La mamma no.

In un certo senso, Franco Freda fu il creatore delle cosiddette “camicie rossobrune”, ma quando parlo del creatore intendo dire che le camicie rossobrune non esistettero mai quando “erano di moda le camicie colorate”, e semmai esistettero in un periodo in cui non se li inculava nessuno. E' come se nel prossimo libro di Harry Potter ci fossero i cavalieri Jedi.

Franco Freda arriva a dire che il regime di Mao fosse, in quanto comunista, uno stato sociale con un welfare forte. E siccome anche la germania di Hitler era (a suo dire) un fascismo sociale, allora tra i due regimi ci sono due cose in comune, e per due cose in comune passa sempre un'ideologia. La teoria sta in piedi a patto di dimenticare che la Cina di Mao avesse un welfare inferiore a quello di Carlo Magno (praticamente nessuno) e che la Germania di hitler era uno stato sociale a patto di dimenticare che ha sterminato milioni dei suoi cittadini. (per chi se ne fosse dimenticato, gli ebrei tedeschi erano cittadini tedeschi di religione ebraica. Il Terzo Reich ha fatto strage dei suoi stessi cittadini. Chiamatelo “welfare”, se volete.).

Voi direte: ma davvero Fusaro crede in queste cazzate? Ci crede quanto un negoziante deve credere al fatto che il suo prodotto sia buono. E come mai non si vede che dice queste cose orribili?

Perche' dopo la fondazione della Digos, vista la sua capacita' di infiltrazione, i movimenti estremisti di ogni genere hanno sviluppato una capacita' mimetica. In pratica anziche' dire “noi siamo fascisti ” dicono “noi siamo destra radicale”.

Fusaro, quindi, va in TV a riciclare un pensiero non suo, sfruttando la memoria breve della popolazione, e come se non bastasse non ha scelto un pensatore sconosciuto ma acuto: ha scelto uno dei tanti cazzari che sono riusciti a sbarcare il lunario nel sottobosco politico e giornalistico italiano.

Come e' arrivato in TV? E' arrivato in TV perche' sa bene che il format televisivo italiano NON consente di approfondire nulla.Potete tranquillamente andare in TV oggi e fare le pernacchie con l'ascella, ma le conversazioni sono cosi' disaggregate e discontinue, interrotte e inconsistenti, che potreste tranquillamente citare Henri Désiré Landru a favore del femminismo, e dopo essere stati interrotti 60 volte , quando il discorso verte sulle giraffe lesbiche di Andromeda, venire anche applauditi da Asia Argento , a nome di tutte le donne.

Se volete fingere di essere un esperto di Sanscrito, o di Musica dodecafonica, o di Filosofia, o di qualsiasi altra cosa, non avete che da andare in TV: la qualita' del dibattito e' cosi' scadente che nessuno si accorgera' mai del fatto che non ne capite nulla. Cosi' Adinolfi (noto frequentatore di templi della cristianita' che sono i casino' di Las Vegas, ove pratica l'esercizio spirituale cristiano del Poker) puo' spacciarsi per fervente cattolico e difensore della famiglia, l'Adultera Nera detta Giorgia puo' dire di essere supercristiana, e Fusaro puo' dire di essere un filosofo.

Ma un'altra caratteristica della TV italiana e' quella di invitare le persone consentendo loro di scegliere con chi apparire. Non esiste nella TV italiana che Fusaro si trovi a che fare con un dibattito alla presenza di tre o quattro filosofi politici: sarebbe annientato.

Al contrario, come l'esperto di Sanscrito di cui ho parlato, Fusaro si trova benissimo a parlare di filosofia politica, a condizione che non ci siano filosofi politici in studio. E se anche un giorno accettera' un confronto simile, lo accettera' solo in una trasmissione dal format cosi' disaggregante che chiunque, ma proprio chiunque, potrebbe andare e presentarsi come filosofo politico.

Ed e' per questo che quando sento di parlare di Fusaro rispondo sempre allo stesso modo: “sono troppo vecchio per leggere di nuovo Franco Freda. Faceva cacare all'epoca, e non aveva potenziale per migliorare col tempo”.

Se proprio dovessi scompormi, mi metterei a gridare come faceva la mia prof di matematica delle superiori.

“Fusaro!! Ma neanche a copiare da Franco Freda, sei bravo?”.

Poiche' ai giornali (e ai finanzieri che ci stanno dietro) fa troppo comodo un governo M5S/PD che non fa nulla, e quindi lascia fare tutto agli altri, si parla poco di quello che succede nel M5S. Questo e' dovuto principalmente alla narrazione fascista che si fa della politica sui giornali, ma anche alla voluta incomprensione di un problema.

Che la politica sia narrata in maniera fascista e' sotto gli occhi di tutti. I giornali parlano di correnti, e le dipingono come il male assoluto, laddove in altri paesi si parla di “democrazia interna” e le correnti vengono viste come un elemento essenziale della democrazia. Non voglio dire, ma ci sono paesi ove i partiti sono OBBLIGATI per legge a fare delle elezioni formalmente verificabili per eleggere la leadership. (significa che Forza Italia, M5S ed altri sarebbero illegali).

Il fatto che i parlamentari non la pensino tutti allo stesso modo, o che nel partito non la si pensi sempre allo stesso modo, viene visto come un trauma, che nei partiti fascisti di sinistra porta spesso a scissioni , mentre negli altri partiti produce una narrazione della stampa poco lusinghiera.

Nella narrativa fascista tutti i partiti devono avere “un capo” che “comanda” e gli altri devono avere una “disciplina di partito”. Se non riuscite a vedere il linguaggio del fascismo qui, non avete il salame sugli occhi. Siete dei salami voi.

Comunque, la soluzione universale inesorabile zip war airgainon sembrava averla trovata Grillo: si fa la democrazia diretta usando strumenti telematici. Siccome si e' appoggiato ad un'azienda dalle capacita' implementative praticamente nulle (sono dei pubblicitari del web, del resto: se non sai usare nemmeno un programma di Desktop Publishing per fare i volantini ad una pizzeria, a questo ti riduci), il risultato e' stato piu' patetico che ridicolo. Per questa ragione non parlo di quella pila di idioti che ha cercato di ergersi alla “voce della Rete” quando della rete conosceva poco e niente. Se la conoscessero non sarebbero a chiedere il reddito di cittadinanza, del resto.

Quando usci' la storia della votazione online e della piattaforma “rousseau”, nonche' “del sistema operativo del movimento”, (da quella notte immagino sempre Grillo che cade nello Swapfile del suo partito, agitando le braccia nel buio mentre precipita gridando “cambiate la swappineeeess!!!”) tantissimi esperti iniziarono a sbracciarsi gridando che qualsiasi sistema telematico sarebbe stato insicuro (poi ritiravano i soldi al bancomat per pagare la cena, ma ricordate che qualsiasi sistema telematico e' insicuro e manipolabile e nessuna transazione e' sicura: non ci credono nemmeno loro, a quel che dicono) , e che quindi bisogna fidarsi del “sicurissimo” sistema di voto cartaceo, cioe' di un token che consente l'uso di innumerevoli trucchi, dai normografi che firmano il voto alle sezioni numerate dei piccoli paesini con il voto di preferenza agli scrutinatori che segnano i piccoli segnali concordati per firmare le schede (puntini fatti a matita, ed altro) per fare voto di scambio.

Altri futuristi si erano sbracciati dicendo che no, usando una rete dedicata come quella dei bancomat sarebbe stato possibile raggiungere lo stesso livello di sicurezza di un bancomat sorvegliato dalla presenza umana (che c'e' per tutta la durata delle elezioni) e quindi sarebbe stato molto piu' sicuro ed anonimo che un sistema basato su carta.

Ma si era ignorato il problema piu' grande , con cui oggi il M5S sta facendo i conti nel litigare con Casaleggio Associati.

Il fatto che per avere un buon sistema di voto elettronico occorre che il gestore del voto elettronico non sia anche una parte in causa nelle votazioni.

Quando parliamo di un sistema di voto elettronico, che siamo sostenitori o meno, parliamo sempre di un sistema NEUTRALE. Nessuno di voi andrebbe a fare le elezioni su un sistema di voto elettronico gestito da un partito in corsa nelle elezioni stesse.

Al contrario, il problema si era generato quando si sarebbe dovuto votare pro o contro la piattaforma Rousseau... usando la piattrforma Rousseau. Cioe', si voleva votare contro la presenza di Casaleggio , usando una piattaforma gestita da Casaleggio.

Qui si va al problema vero del voto elettronico: necessita di un'infrastruttura che va gestita. Cosa significa? Significa che mentre per il voto “normale” tutto quello che serve e' uno spazio protetto dallo stato, alcune tipografie e dei produttori di scatoloni e matite, nel caso di un voto elettronico in un paese intero, occorre un'infrastruttura.

Si potra' obiettare che anche per stampare schede , cartoni o sorvegliare le scuole si ricorra ad un'infrastruttura, ma il punto e' che la tipografia che stampa le schede puo' essere amica quanto volete del tale partito, ma non puo' stampare schede capaci di cambiare l'esito delle elezioni.

Al contrario, se dovessimo creare un'infrastruttura che consenta il voto elettronico, dovremmo dare un appalto a qualche azienda di informatica, al solo scopo di poterlo fare. Ma qualsiasi struttura informatica utilizzata (blockchain compresa) puo' manipolare l'esito del voto, se non altro rifiutandosi di registrarlo (in una blockchain si potrebbe semplicemente fare in modo che la vostra transazione non raggiunga alcun quorum aggiungendo codice dedicato), e via, i brogli sono serviti.

Affidare l'appalto ad aziende straniere diverrebbe ancora piu' difficile, dal momento che tutti i complottisti si scatenerebbero dicendo che “la tale azienda americana , essendo americana, non vuole che il mio partito vinca perche' he ha paura”.

Il problema, quindi, non e' tanto di tecnologia: e' di legittimita'. Chi certifica che la piattaforma sia neutrale?

Questo e' circa il problema di M5S che si vuole togliere dalle scatole Casaleggio e si vede rispondere che da statuto si deve votare sulla piattaforma di Casaleggio, i cui dati sono gestiti da Casaleggio, e i cui algoritmi sono scritti da gente di Casaleggio.

Questo e' il vero problema del voto elettronico, o della democrazia diretta sulla Rete, che nessuno ha voluto notare. Sia chiaro, i problemi di sicurezza volendo sono risibili, se ci fidiamo di chi costruisce l'infrastruttura.

Possiamo pensare ad un sistema nel quale il comune mi assegna un token, una semplice smartcard monouso con un modulo crittografico per la fase di Autorizzazione, Autenticazione e Registrazione, io entro nel seggio , ritiro la carta dalle mani del presidente e con quella vado nel seggio, dove trovo una specie di bancomat, che come i bancomat usa una rete staccata da internet , e porta direttamente al mainframe del ministero della difesa. Il quale, possedendo le credenziali crittografiche della smartcard, puo' sapere se essa e' autentica e validare il voto.

Se l'implementazione e' corretta, difficilmente un sistema del genere potrebbe essere manipolato, diciamo che sarebbe piu' difficile che manipolare il voto cartaceo.

Il problema e' che nessuno potrebbe davvero certificare che l'implementazione sia corretta, e che sia neutrale.

Ma sia chiaro, nemmeno si puo' certificare la conta : tutto quello che sappiamo e' che un gruppo di “scrutinatori” contera' i voti. Se in un dato paese di provincia c'e' una presenza incombente di una forza malavitosa pervasiva , per dire, e' possibilissimo che tutti gli scrutatori si sentano minacciati qualora non annullino abbastanza schede al partito che non piace.

In definitiva, quindi, il problema del voto elettronico e' identico a quello del voto “normale”, su carta: la differenza vera e' che sappiamo come fare in modo che un sistema elettorale SEMBRI neutrale nel caso del sistema cartaceo, mentre NON sappiamo come far sembrare neutrale un sistema elettronico.

Tutte le elezioni sono alterate, sia su carta che nei sistemi elettronici. Il problema e' che dando un appalto a qualche azienda di informatica automaticamente si crea un conflitto di interessi , mentre con il voto su carta il conflitto di interessi non e' il problema (e ce ne sono altri).

Potenzialmente, quindi , il voto elettronico e' piu' sicuro della catastrofe che si ottiene con la carta (nessuno di voi si fiderebbe di una carta di credito che lavora come lavorano gli scrutinatori di un seggio) ma ha il grande vantaggio che il possibile manipolatore non e' evidente.

Ed entrando in conflitto con Casaleggio, il piu' grande profeta del voto online si trova a scontrarsi col problema della neutralita' del mezzo elettronico, in prima persona.

Avevo descritto qui che ci aspettava un'esplosione di covid a ritmi altissimi nel momento in cui fosse arrivato l'inverno, e l'esplosione e' arrivata. il problema non e' dire “lo avevo detto”, ma di chiedersi cosa implica.

Perche' il covid-19 non e' stato solo una storia di un virus che uccide (ci arriviamo dopo). E' la storia di un tentativo di usare la comunicazione contro la realta'. Si parte dal governo cinese, che ha diffuso dati falsi e tranquillizzanti sull'epidemia, nel tentativo di negarne la gravita'. E come se non bastasse, persevera nella sua falsita', nel senso che anche oggi pretende che un lockdown del 3% della popolazione avvenuto 6 mesi fa abbia risolto il problema definitivamente. Si va agli USA il cui presidente racconta ogni genere di favola, compresa quella di essersi ammalato e di essere guarito in 3 giorni, come Cristo. La sfiga e' che Cristo, a quanto leggo, aveva tutta un'altra tecnica per risolvere il problema.

Il problema e' che i mass media occidentali hanno tenuto buona la popolazione, che ha subito soprusi indicibili (dal precariato alla scomparsa del ceto medio, sino alla riduzione della persona a “risorsa umana”, se non il “lavoro per la visibilita'” ) vomitando sulla popolazione tonnellate di narrativa, completamente sconnessa dalla realta'.

Per prima cosa, per esempio, si e' raccontato a tutti che il welfare privato funzioni. Si e' raccontato alla popolazione che spostare la produzione dei medicinali in India e Cina fosse una cosa sensata, perche' in occidente avremmo fatto tutti dei lavori piu' creativi ed intellettuali.

Adesso provate a sconfiggere il virus con un javascript, se potete.

Ovviamente, la parte privilegiata della popolazione (ricordo ai fessi che anche un povero occidentale, per via del welfare, e' piu' ricco di molti lavoratori nel terzo mondo) richiede disperatamente che questa narrativa resista.

Per esempio, durante la prima fase del virus nel Sud Italia ci si e' illusi che fosse il clima, o mare, o sentimiento, o core, a tenere lontano il virus, che ha colpito principalmente i malvagi settentrionali. Questa narrativa era tranquillizzante per i meridionali, ma cosa succede se adesso il virus esplode in meridione? Succede che la narrativa crolla.

Sia chiaro, nessuno in occidente e' immune da questa narrativa. La gente si e' scandalizzata perche' Boris Johnson ha sostenuto che la causa della diffusione del virus in UK e' il fatto che nel 1945 l'inghilterra ha combattuto contro il nazifascismo e questo amore per la liberta' (a quanto pare la propria, visto il passato coloniale) sarebbe il “peccato veniale” che colpisce il paese.

In germania, fonti (di solito vicine alla Bild, cioe' AfD) hanno sostenuto che il paese abbia avuto pochissimi morti (meno della Lombardia) perche' negli altri paesi le persone passano il tempo ad abbracciarsi e baciarsi. Insomma, voi vi ammalate perche' siete dei pomicioni e passate il tempo a limonare con chiunque vediate. Sapevatelo, perche' Beatrix Amelie Ehrengard Eilika von Storch ci conta molto. Ma il problema e' che l'andamento esponenziale che vediamo finira' col saturare anche il possente schieramento di quasi 60.000 postazioni di terapia intensiva ormai costruite ovunque. Cosa succedera' quanto Beatrix capira' che il problema non e' limonare troppo?

mah

Ogni nazione si e' illusa di avere ottime virtu' locali per le quali il virus non avrebbe colpito “proprio noi”. I russi dicevano prima di avere una popolazione ormai indurita dal clima gelido (del Generale Inverno non si butta via nulla) , poi si sono inventati un vaccino sperimentato sulla figlia di Putin (“figlia di Putin” vince quindi il premio “lavoro di merda 2020”) , e adesso che e' arrivata la seconda ondata il vaccino non si vede e annunciano di aver costruito grandi missili. Cosa potrebbe mai andare storto?

Non voglio commentare Pappalardi , Montesani e Salvini perche' sarebbe come sparare sui migranti che affogano in mare. OPS! Salvini lo conoscevamo, che i generali italiani siano delle teste di cazzo lo sappiamo si dai tempi del Generale Casero. Ma il Coronavirus ci ha consentito di capire quanto fossero teste di cazzo anche gli attori e personaggi televisivi per i quali, negli anni '80, andavamo matti. Una delusione.

E siccome la prima ondata e' stata tutto sommato leggera (rispetto a come si prospetta la seconda) , tutti i paesi si sono raccontati che il peggio era passato, che avevano resistito grazie alle leggendarie doti di coraggio e disciplina del proprio paese, e che alla fine dei conti agli altri andava peggio perche' il virus li avrebbe puniti per i loro vizi. Pomicioni di merda.

In generale vedo in giro tutta una serie di narrative che si propongono di negare la realta', con la differenza che oggi, a differenza delle fasi iniziali, non ci basiamo solo sui dati FALSI del governo cinese, ma abbiamo i nostri dati.

Eppure, tutte le narrative sono tese a sminuire. Leggo oggi che il ministro degli interni “esclude un altro lockdown”. Come se decidesse lei.

E qui torniamo alla doccia di realta': il ministro non decide se ci sara' un lockdown o meno. Lo decide il virus. Se il numero di morti fosse molto alto, che al ministro piaccia o meno, si dovra' fare un altro lockdown. E questo vale ovunque.

Il punto che sembra essere scomparso dalla cultura e' che la realta' sia una forza maggiore, e che prevalga sulla narrativa. Ministri che credono di poter decidere se fare il lockdown o meno, confindustrie che credono di poter decidere se l'economia si possa fermare, arricchiti che pensano di poter decidere se nel loro pregiato locale la “bella gente” sia a rischio o meno. Tutti hanno cercato disperatamente di sconnettersi dalla realta'.

La prima ondata ha soltanto scalfito la crosta di narrativa che ha portato gli occidentali a vivere , sinora, in un mondo di favole. Alcuni se la sono fatta sotto durante l'inverno, per poi tornare allo swakko durante l'estate, infischiandosene in massa, con il solito atteggiamento del tipo “se tutti fanno molta caciara in classe, allora l'insegnante non puo' farci nulla”. Aha.

Ma il covid e' un insegnante strano, perche' puo' punire milioni di persone.

Se i numeri sono quelli che penso, e ci sono effettivamente i due sottoceppi con i tassi che penso, questa volta si conteranno i morti a centinaia di migliaia , se non milioni. Non parlo di infetti (numero che sinora e' stato manipolato manipolando il numero di tamponi fatti) ma di morti. Un numero difficile da manipolare.

E cosi' il Sindaco Sala capira' che non decide lui sul telelavoro, ma decide la realta'. Il ministro capira' che non decide lui sul lockdown, ma la realta'. E milioni di negozianti ed irriducibili complottisti probabilmente dovranno capire che le teorie del complotto valgono solo se ti trovi in un bar e vuoi sembrare quello che ne sa piu' di tutti.

Ma il virus e' reale, e il suo andamento NON dipende dalle opinioni.

Per esempio, una narrativa dice che il virus uccide anche i giovani. Vero. Ma bisogna metterci i numeri: la percentuale di morti e' sbilanciata completamente verso gli anziani. Se il numero di morti dovesse arrivare a livelli da Spagnola, con l'attuale distribuzione, sarebbe devastata la classe dirigente in tutto l'occidente, e specialmente sarebbe spazzata via quella cupola che possiede praticamente piu' del 50% del patrimonio. Quantita' immense di patrimonio passerebbero di generazione in pochissimo tempo.

Gli effetti sociali ed economici di tutto questo non sono questioni di narrativa. Sono questioni legate ad un fenomeno fisico detto “realta'”, che i fisici conoscono solo in parte, ma il resto della popolazione occidentale sembra voler ignorare ad ogni costo.

Bene. Ecco il momento di una bella doccia di realta'. Sta arrivando, temo.

E spero che alla fine tutti avremo capito una cosa molto semplice: che la realta' non “bussa alla porta”.

La realta' —> E' <— la porta.

Qualche settimana fa scrissi un post nel quale si menzionava una canzone dei Motörhead, “Brotherhood of man”, come canzone che (a mio avviso) sarebbe stata un possibile bersaglio della censura femminista, in quanto (a dire loro) simbolo di “mascolinita' tossica.

Il link che mostravo era questo https://www.youtube.com/watch?v=CDI5VFT6VMI, e come potete vedere,

lol

e' stato chiuso per “nudita' “. Sfortunatamente, non c'era alcuna nudita' nel video. Il video era incentrato nel mondo dei bikers, quindi era pieno di uomini grossi che guidano grosse motociclette, e delle classiche ragazze che frequentano quegli ambienti, cioe' ragazze con i jeans short e le camicette annodate sotto il seno per aumentare il balcone. Molto meno della signora INcontrada nuda, per intenderci.

Potete giudicare da voi: essendo una delle migliori canzoni di una band che ha fatto la storia del rock e dell' Heavy Metal, esiste in multiple copie, come questa:

Ma anche questa copia avra', suppongo, vita breve. Avra' vita breve perche' , in un certo senso, la rimozione della vecchia copia e' colpa mia. Un certo gruppetto di femministe che mi ha assunto come feticcio erotico sembra aver unito le forze (tramite un gruppo di Facebook), e hanno segnalato in massa il video, per “nudita'”. Il fatto che di nudita' ce ne fosse ben poca conta davvero poco, dal momento che Google non bada al contenuto che censura, ma si limita ad ascoltare le proteste. Potete far chiudere per nudita' un documentario sui fagioli che crescono, se volete, basta segnalarlo per nudita' un numero sufficiente di volte.

Peraltro, il testo della canzone non e' esattamente “positivo” nei confronti di quello stile di vita.

Ma rimane “colpa mia” se il video e' stato rimosso, perche' averlo citato piu' e piu' volte deve aver stuzzicato l'appetito di censura di quel gruppetto. Credo che passero' a questo video e non se ne parli piu'. LOL.

Ma a parte la stupida guerricciola da liceali, la cosa che dovrebbe far riflettere e' la tendenza alla censura e al regime di queste signorine. Proibire canzoni sgradite al regime era un vizio ben noto di molti regimi. Il nazismo aveva proibito il Jazz, nella DDR per anni si rischiava il carcere per una cassetta di David Bowie in quanto propaganda all'omosessualita', considerata una decadenza occidentale capitalista. (sino a quando non fu sdoganato perche' impossibile trattenerlo).

Quindi la domanda sorge spontanea:

Siamo alla censura di brani musicali. Che cosa serve ancora per capire che queste signorine vogliono costruire un regime che decide cosa potete suonare e cosa no?

Quanto ancora deve puzzare di totalitarismo, quanto apertamente deve dichiarare il fascismo tra i suoi obiettivi, prima di essere riconosciuto come tale?

Quante canzoni, video, libri andranno sacrificati al loro politicamente corretto, prima di renderci conto di aver di fronte questo:

Per ora, ripeto, e' un atto ridicolo. Quella canzone, essendo tra le migliori (IMHO) di un gruppo che ha fatto la storia del rock, verra' replicata in migliaia di copie ovunque, verra' mixata e verranno fatte delle cover. LA chance di cancellarla da internet con questo metodo e' davvero piccola.

Ma questo e' vero sino a quando quelle idee liberticide non saranno anche governo. Come dice il video sopra, nessuno si aspettava che la Germania avrebbe bruciato i libri, e di conseguenza bruciato persone. Ma quando certe idee vanno al potere, cambia tutto.

La domanda e', quando ci renderemo conto di avere di fronte un nuovo nazismo?

Perche' questo detto di Heinrich Heine ,

hh

vale anche per la musica.

Tanto per dire.

Il post che ho scritto sugli uomini MGTOW ha suscitato un certo interesse, a giudicare dalle letture. In questo caso, pero', e' meglio chiarire che si tratta della punta di una specie di blocco culturale che si sta diffondendo negli USA, a partire da alcuni autori specifici che stanno influenzando gli americani con i loro libri, a volte dei veri e propri best-sellers.

Bisogna capire per prima cosa il problema di classe che hanno le rivendicazioni di genere. Se prendiamo per esempio le elites italiane (ma vale anche per altri paesi, questo e' il mio blog in italiano) scopriamo che effettivamente sono dominate da uomini. Si parla quindi di privilegio maschile, ma si dimentica una cosa: scegliere le elite e' una forma di cherry picking, cioe' si sono scelti appositamente i dati che fanno comodo.

Se osserviamo i dati delle elites economiche, scopriamo che gli uomini sono avvantaggiati, e con questa furbizia si dice che esiste un gender gap a favore degli uomini sul lavoro. Ma se allarghiamo la base di dati a TUTTI gli italiani, scopriamo che sui ~1000 morti sul lavoro che avvengono ogni anno, il 95% circa (percentuale variabile anno per anno attorno al 95%) sono maschi. Con una statistica di questo genere, e' ancora possibile dire che esiste un gender gap che e' favorevole agli uomini?

Ed ecco il problema: tutte le rivendicazioni di genere misurano sempre e comunque lo stato delle fascie sociali di elite, ma allargando lo sguardo a tutta la societa' si scoprono cose diverse. Che gli uomini ricevono condanne piu' dure per lo stesso crimine, che gli uomini ottengono meno facilmente aiuto dai servizi sociali, che vengono puniti di piu' nelle cause di divorzio per infedelta', e cosi' via.

Questa parte sommersa della societa', tralasciata per via del cherrypicking politicamente corretto, ovviamente e' entrata in fibrillazione. E come se non bastasse, poiche' sono silenziati, la rabbia silenziosa aumenta l'effetto di diffusione di tali idee.

Non in Italia, ma sicuramente negli USA. E' nata una cultura , che si diffonde abbastanza velocemente (anche se Trump perdesse le prossime presidenziali non scomparira' la sua base elettorale), che si occupa delle rivendicazioni identitarie maschili (io le definisco cosi') a partire da alcuni bisogni, che vengono letti come a-morali, cioe' il bisogno di un gruppo in cui identificarsi, ed altri.

Per capire cosa stia portando al sollevamento di questi gruppi basati sull'identitarismo maschile consiglio di leggere un autore che ha riassunto ed elencato molto bene le istanze vincenti del mondo maschile sommerso.

L'autore si chiama Jack Donovan, ed e' autore di una serie di libri che sono diventati dei veri e propri best-sellers della man-o-sphere sommersa. Il suo primo libro lo ha reso famoso, e poi sono seguiti altri, come “Become a Barbarian”, “Blood Blotherhood”, “A More complete beast”, “Androphilia”, “A Sky without eagles” (questo ha poco a che fare con gli altri, a dire il vero).

donovan

L'autore e' molto bravo nell'identificare, uno ad uno, tutti i bisogni sociali insoddisfatti del maschio moderno, e nel dimostrare come i suoi surrogati (l'azienda al posto del branco, la competizione al posto della fratellanza, eccetera) siano dei palliativi che non fanno altro che peggiorare la situazione.

Sebbene si noti spesso che l'autore sia antifemminista, il problema e' che non e' questo il suo scopo, perche' i libri sono TUTTI focalizzati sui bisogni psicologici del maschio, al punto che ci sono alcuni punti , in Blood Brotherhood, che sono completamente incomprensibili per una donna.

Questi libri non sono un manifesto politico (l'autore non parla mai di politica, religione o morale) e si limitano ad essere una analisi piuttosto efficace del malessere maschile moderno, e a proporre la soluzione partendo dalle carenze della societa' di oggi. L'autore si focalizza nel constatare che:

  • il maschio ha bisogno di X
  • nella societa' moderna X e' assente.
  • questo produce malessere e rabbia
  • bisogna procurarsi X

Il tutto e' condito per quella fascinazione che gli americani hanno per i pellerossa, fascinazione che li porta ad immaginare OGNI primitivo come un pellerossa, che si tratti di Vikinghi , di siberiani o di etruschi.

Il contenuto di questa cultura e' presente (e riconoscibile) in praticamente ogni aspetto della cultura americana della destra moderna. Accomuna i Proud Boys, i suprematisti bianchi, gli uomini di bugaloo, i fascisti americani, e arriva agli Incels, e quindi alla stragrande maggioranza degli MGTOW.

(tralasciamo quelli italiani, che sono patetici e non hanno capito il punto di cosa succeda in USA).

Tutto nasce da questo movimento, e lo trovate descritto anche da “femministe” che vanno ad incontrare “il nemico”:

Non e' possibile capire nessuno dei movimenti che si citano (Alt-Right, MGTOW, suprematismo bianco, bungaloo, ed altri analoghi americani) se non si legge questo autore (o molti suoi analoghi, anche se credo che Donovan abbia il migliore rapporto tra quantita' di libri e chiarezza del messaggio: insomma, potete leggere tanti altri e capire lo stesso, ma se leggete Donovan ci mettete meno, perche' e' piu' razionale).

La prima domanda che pero' viene a chiedersi e' “per quale motivo la ricerca dell'identita' maschile finisce col creare gruppi armati e fascisti”? La risposta sembra abbastanza semplice: da sola non lo fa.

Inizialmente questi movimenti non avevano nulla di politico o di “destroide”, e si proponevano soltanto di organizzare dei campeggi per soli uomini, ove discutere dei propri problemi, socializzare e cercare amici. Che cosa e' successo in realta': e' successo che (ingenuamente)questi appuntamenti vennero pubblicizzati pubblicamente, e finirono male per via di una folla di estremisti di sinistra , femministe e tutto quello che Trump chiama “antifa”. Successe circa all'inizio degli anni 2000.

Da quel momento questi eventi si tennero in segreto, ma niente quanto la cultura del “ci riuniamo in segreto perche' siamo perseguitati” produce un gruppo di fanatici. Certo, dal punto di vista degli organizzatori la cosa era un successo , perche' niente come un gruppo di maschi che si sentono vittime di una persecuzione finisce col fare quadrato. Gli organizzatori, cioe', notarono subiro che NON dare pubblicita' alla cosa e l'effetto catacomba non solo non rendevano le cose piu' difficili, ma rendeva piu' veloce l'effetto tribale e identitario che si voleva ottenere.

I gruppi meno moderati, cioe', presero il sopravvento perche' realizzarono prima quella “blood brotherhood” che anche gli altri maschi dei gruppi moderati stavano cercando. I gruppi moderati persero quindi presa quasi subito, sia perche' quando cercavano di riunirsi erano osteggiati dalla solita “contromanifestazione” che finiva nel devasto completo, sia perche' i gruppi che avevano aderito a dei protocolli di sicurezza (campeggi in luoghi remoti, segretezza, eccetera) sembravano soddisfare piu' facilmente uno dei bisogni psicologici maschili, cioe' fare parte di un branco su cui poter contare.

La seconda domanda e': ma come si arriva al fascismo?

La risposta e': non ci si arriva. Nessuno di questi gruppi ha un'agenda politica fascista, perche' nessuno ha un'agenda politica. La loro agenda non e' politica ma identitaria, e la loro preferenza politica non e' dovuta al fatto che loro siano attratti dalla destra, piuttosto deriva dal fatto che sono respinti dalla sinistra. Sono due cose diverse.

Inizialmente questi gruppi si riunirono per discutere l'enorme tasso di suicidi (la stragrande maggioranza sono uomini), il senso di fallimento per chi non era ancora miliardario, le sentenze che sono piu' dure quando l'imputato e' un uomo, che sono temi sociali. Il fatto che la sinistra li abbia bollati subito , ha causato il loro spostamento verso una destra sociale: se leggete il loro discorso identitarista, loro fanno riferimento continuo ad una comunita' coesa , che e' il contrario dell'individualismo competitivo spinto della destra americana “classica”.

Ma era molto comodo bollarli come fascisti, per i primi 5 anni dopo il 2000, per escluderli dal dibattito politico. In questo modo, pero', si misero insieme DUE ingredienti esplosivi.

  • siamo perseguitati e dobbiamo riunirci in segreto, dunque possiamo e dobbiamo fidarci gli uni degli altri, perche' la sicurezza di tutti dipende da colui che abbiamo a fianco.

  • siamo zittiti, nessuno ci ascolta se parliamo, quindi ci ascolteranno quando agiremo.

Ovviamente questo ha solo portato un ulteriore irrigidimento , e ad una cristallizzazione dei gruppi in una rabbia mai espressa.

Di fatto gran parte delle rivendicazioni ruotano attorno al bisogno maschile di un branco di fratelli in cui trovare la propria identita' sociale. Questa rivendicazione si basa sul fatto che inizialmente lo si era riconosciuto come bisogno: il problema e' che qualsiasi politologo occidentale classifica come “fascismo” questo bisogno, col risultato che tutti questi movimenti hanno subito un vero e proprio effetto pigmalione (al contrario) verso l'estrema destra.

Questi gruppi, cioe', si comportano come si comportano gli individui dentro il branco: nel momento in cui il TUO branco ti chiama “tom”, tu SEI “tom”. E cosi', se tutta la societa' americana ti chiama “fascista”, tu SEI “fascista”.

Se vogliamo capire bene TUTTI i movimenti al maschile che oggi sorgono negli USA, quindi , suggerisco di leggere tutta l' opera di Donovan. Potra' farvi capire di piu' film come Fight Club, i vari bungaloo, i suprematisti bianchi, e tanti altri gruppi che, in numero crescente, si stanno diffondendo nella cosiddetta “man-o-sphere” americana.

Normalmente non scrivo di cronaca nera. Mi interessa poco perche' il numero di crimini commessi sta diminuendo nel tempo ormai da un decennio, quindi la cronaca nera e' diventata una forma di pornografia: serve a quelli che vogliono una pugnetta veloce. E ai giornali, ammesso che ci sia diferenza.

Ma il caso dei due ragazzi ammazzati “perche' erano felici” merita un post.

Lo merita perche' ritengo che l'interpretazione data dai media (l'invidia) sia completamente errata e fuorviante. L'Italia (ma con essa tutti i paesi che provengono da una cultura pre-luterana) e' vittima di due taboo. Uno e' contro il piacere, l'altro e' contro la felicita'.

Vorrei spiegare come funziona il nichilismo cattolico, facendo l'esempio della coppia sesso/piacere, per poi passare alla coppia successo/felicita' per analogia.

Il sesso, per dire, ormai e' ovunque. Ricordo uno scemo di guerra su Usenet che parlava di “inquinamento da sesso”, e per quanto fosse uno scemo di guerra cattolico la definizione potrebbe anche avere dei contatti con la realta'. Il sesso e' ovunque, ma il motivo per cui il sesso e' ovunque sta nella foglia di fico che costituisce, nei confronti del taboo piu' pesante, che e' il piacere .

Non esiste e non e' mai esistito un taboo cattolico verso il sesso in se', checche' ne dicano gli illuministi: quello che e' esistito e' un taboo verso il piacere. Se immaginiamo un'ora di educazione sessuale in Italia, infatti, le richieste del pubblico sarebbero:

  • che il professore sia integerrimo. Insomma, che non sia asessuato e completamente asettico. Meglio se brutto/a.

  • che durante le lezioni sia asettico e medicalizzato. SI parlera' di vulva ma non di fica, si parlera' di fellatio ma non di pompini, e cosi' via.

  • che non si faccia alcun cenno del tema “piacere”, ma solo del tema biologico riproduttivo, esposto in maniera medica.

Ovviamente questa mummia (meglio se decomposta) che spiega il sesso da dentro uno scafandro da palombaro potra' anche spiegare cosa sia tecnicamente il sesso (cosi' come lo vedono i medici e i biologi) ma la rappresentazione asettica del sesso NON impatta il taboo, anzi lo rinforza: il fatto che il sesso sia spiegato SENZA mai parlare di piacere non fa altro che dirci una cosa: il sesso e' la foglia di fico che copre il piacere. E il taboo contro il piacere ne esce rafforzato.

Il fatto che a spiegare il sesso sui giornali ci sia una sessuologa, per quanto avvenente , e non una persona qualsiasi che se la spassa (un playboy? Una pornodiva? una casalinga fedifraga? Un single che cambia molti partner? Immanuel Casto?) parla proprio della medicalizzazione ostinata della cosa.

Significa che qualcuno ha notato come una mummia dentro una muta da palombaro NON sia credibile, e siccome era troppo asettica e medicalizzata ci hanno messo una persona che e' ugualmente asettica e medicalizzata, ma medicalizza temi piu' vicini al piacere, pur avendo cura di medicalizzarli e di tecnicizzarli, al punto che si' , adesso si parla di orgasmo , ma se ne parla in termini tecnici e medicalizzati. La spiegazione si avvicina al tema del piacere solo in apparenza, ma avendo cura di usare la scienza per rendere asettico e impersonale anche quello. E la scollatura della sessuologa di turno non migliora la situazione, e' solo un altro scafandro ove le tette si chiamano “mammelle”.

Per come si affronta il sesso, e a volte persino il piacere, nessun taboo viene mai toccato o indebolito, perche' il taboo sottostante verso il piacere viene lasciato intatto se non rafforzato dagli spasmodici sforzi di medicalizzare e tecnicizzare la materia.

(per chi se lo chieda, si, qui in Germania educazione sessuale si studia nelle scuole OGNI anno, ma anche qui potrei fare la stessa osservazione. OGNI argomento trattato e' medicalizzato. L'esperto di malattie che spiega il sesso ... con lo stesso linguaggio della patologia).

Insomma, si usa il sesso contro il piacere. (a volte si usa l'amore romantico contro il piacere, ottenendo circa lo stesso risultato, lo concedo. In generale qualsiasi sublimazione si presta al gioco.).

Teniamo a mente questo concetto, perche' ora andiamo al concetto analogo prodotto dal nichilismo cattolico, ovvero l'uso del successo contro la felicita'.

La societa' Italiana, essendo avvelenata dalla presenza del baricentro cattolico del Vaticano, ha un terribile taboo verso la felicita', al punto che la si potrebbe descrivere come una societa' in guerra contro la felicita'. Una persona che mostra apertamente la propria felicita' e' considerata oscena , destabilizzante e antisociale , almeno quanto una persona che mostra apertamente il proprio piacere. Essere felici in pubblico e' considerato alla stregua di masturbarsi al parco, perche' in entrambi i casi la ricerca del piacere fine se' stesso non e' accettabile.

Adesso immaginiamo di fare a scuola un corso di educazione alla felicita'. Innanzitutto, su chi ricadrebbe la scelta? Se il taboo del sesso ha prodotto una mummia dentro uno scafandro che parla di sesso in maniera medicalizzata, tutto quello che otterremmo sarebbe un manager che parla di successo in termini finanziari. Perche' essendo il taboo sulla felicita' analogo a quello del taboo sul sesso, lo scopo dell'educazione asettica e' di impedire che fantasie strane rimangano nella mente dello studente

Dal momento che lo studente deve finire l'ora senza mettersi a fantasticare sul tema, sia nel caso dell'educazione sessuale sia nel caso dell'educazione alla felicita', descrivere il successo in termini di Capital Gain e la gioia in termini di Break Even raggiungerebbe molto bene il risultato. In altre parole, si userebbe il successo come foglia di fico per non arrivare alla felicita'. Altro non sarebbe tollerato, perche' se descrivessimo la felicita' come la situazione nella quale siamo giovani, innamorati e facciamo quel che ci pare, da quel momento i ragazzi si metterebbero a fantasticare. Esattamente come si metterebbero a fantasticare sul sesso se il professore di educazione sessuale fosse avvenente e parlasse di piacere.

lo scopo del nichilismo cattolico e' di sopprimere l'uso della fantasia come motore o strumento per la ricerca del piacere e della felicita'.

Questo fa della cultura cattolica una cultura che e' sempre e comunque in guerra contro il piacere e contro la felicita'. Nella cultura cattolica la felicita' e' sempre spostata nella felicita' di qualcun altro, e allora il bravo cattolico non deve ricercare la felicita' per se' (che quella ce l'avra' in paradiso) ma quella di qualcun altro (beneficenza, volontariato ed altro). In questo modo SEMBRA che la ricerca della felicita' sia un valore, ma contemporaneamente si vieta che la felicita' sia LA PROPRIA.

Anche questo trucco, lo spostamento del soggetto nell'oggetto, serve semplicemente ad usare un simulacro al posto della realta'. La persona che vuole essere felice non puo', in quanto e' consentito solo di rendere felice qualcun altro. Anche nel sesso si sono fatte operazioni di PsyOp analoghe, al punto che ormai il buon partner sembra quello/a che privilegia il piacere dell'altro. Ormai dagli anni '70 sembra che lo scopo della scopata sia quello di portare la donna all'orgasmo, grande traguardo assoluto. Il piacere del maschio ovviamente e' irrilevante o secondario, al punto che se con un sondaggio chiedessimo l'elenco dei punti erogeni ( comunemente noti ) del corpo maschile , esso si ridurrebbe ad UN punto.Il risultato e' che milioni se non miliardi di maschi nel mondo continuano a scopare senza provare nulla, come se fossero i volontari di una onlus che si propone di aiutare le donne ad arrivare all'orgasmo.

Questa continua operazione di sostituzione del piacere col sesso e della felicita' col successo , finalizzata alla costruzione di un taboo di portata universale, ha ormai plasmato la societa' italiana.

la societa' italiana e' una societa' in guerra contro il piacere e contro la felicita'. Ogni giorno decine di milioni di persone si svegliano chiedendosi come rendere sgradevole e infelice la giornata a qualcun altro.

In Italia la felicita' e' un taboo. E' sovversiva. La cosa piu' sovversiva che possiate dire non e' “uccidi un poliziotto” (che ormai lo cantano tutti i rapper, o quasi) ma e' “oggi sono felice”.

Provateci. Andate in ufficio dicendo a tutti di essere felici. Noterete immediatamente un adoperarsi di tutti per cercare di rattristarvi. Di rovinarvi la giornata. Specialmente da parte dei vostri superiori.

Questa non e' “invidia”, perche' essa e' un sentimento individuale. Qui si parla di un'intera societa' votata all'infelicita' altrui. Qui si parla di decine di milioni di persone che hanno come obiettivo un mondo sgradevole ed infelice. La societa' italiana si propone di togliere qualsiasi piacere e qualsiasi felicita' ai propri membri, e sebbene questa tendenza non appaia esplicitamente nelle istituzioni le istituzioni si rapportano al cittadino proprio in questo modo. E la tendenza si ripete in ogni ufficio, ogni casa, ogni strada.

In tedesco esiste una parola, schadenfreude , per indicare il senso di realizzazione personale che si prova quando le cose vanno male a qualcun altro. In Italia questa parola non potrebbe esistere, per la semplice ragione che le parole servono a distinguere cio' che e' tale da cio' che non e' tale. La parola bianco distingue cio' che e' bianco da cio' che non lo e'. Ma in italia schadenfreude descriverebbe letteralmente ogni singola cosa , persona, azione. L'intera societa' e' votata alla schadenfreude per cui non e' possibile distinguere cio' che lo e' da cio' che NON lo e', e di conseguenza la parola e' inutile, come lo e' un termine che puo' riferirsi assolutamente ad ogni cosa si indichi.

Ovviamente esiste una devianza: come in ogni grande gruppo c'e' chi e' piu' conforme ai valori, chi lo e' meno, e chi eccelle nel valori che la societa' considera positivi. Antonio De Marco che ha confessato di aver ucciso Eleonora e Daniele , eccelleva proprio nella dedizione con la quale ha perpetuato lo scopo della societa' intera, cioe' non permettere alla felicita' di esistere. “Erano troppo felici” e' la scusa con cui ha ucciso, ma e' esattamente la stessa scusa con la quale il vostro collega vi rovina la giornata se apparite felici.

La sola differenza tra De Marco e il vostro collega sta nei mezzi: sicuramente De Marco e' un estremista, e potremmo chiamarlo “estremista italiano” cosi' come parliamo di “estremista islamico”, ma era semplicemente l'estremo superiore di una missione che la societa' italiana assegna a TUTTI i suoi cittadini.

Il comandamento zero del nichilismo cattolico:

“Non lascierai che qualcuno sia felice”.

Perche' la felicita' non e' di questo mondo, ERGO e' dovere di ogni buon cattolico eliminare l'eresia dalle strade.

De Marco e' , in quanto tale, un fondamentalista del nichilismo cattolico, o se preferiamo e' un fanatico dell'italian way of life, cioe' rovinare sempre la giornata a qualcun altro.

Credo che sia il momento di dar peso ad una “nuova” categoria politica, perche' essa rappresenta meglio di qualsiasi altra lo status quo cui sembrano puntare le lobbies economiche.

Il termine e' stato coniato da un controverso giornalista americano, Samuel T. Francis per descrivere una situazione nella quale lo stato si concentra talmente tanto nel proteggere gli interessi dei gruppi economici dominanti che perde completamente il compito di proteggere i cittadini, tanto da farli piombare nell'anarchia.

Il risultato e' una societa' nella quale le classi dirigenti vivono nell'ordine e nella legalita', con lo stato che garantisce loro tutte le sue prerogative. Il cittadino invece non ottiene nessuna delle funzioni dello stato, e vive in una sostanziale anarchia, visto che la polizia non porta ordine, i tribunali non portano giustizia, la scuola non porta istruzione, la sanita' non offre cure, eccetera.

La polizia non rinuncia pero' ad intervenire tra i cittadini comuni, quando vengono minacciate le prerogative delle classi dominanti. Cosi' non arrivera' mai la polizia durante uno stupro, ma arrivera' prontamente se provate ad incendiare un armadio DSLAM. Questo perche' lo stato ha abdicato la protezione dei cittadini, ma la distruzione di un armadio DSLAM

blocca banche, negozi, registratori di cassa, ed se diventa sistematica puo' paralizzare parti consistenti dell'economia. E poiche' allo stato interessa solo proteggere gli interessi della classe dominante, allora mettera' un allarme sugli armadi DSLAM ma non fara' nulla per proteggere le donne dallo stupro.

Questa sembra essere la direzione in cui stiamo andando. Non so se e quanto l'ipotesi sia pianificata in questo modo. Ma supponiamo pure che lo sia. Se e' vero che viviamo in un'anarco-tirannide, come la si abbatte?

Tutte le strategie rivoluzionarie precedenti sarebbero inutili. Qualsiasi organizzazione si proponga di assalire la polizia verrebbe repressa con una forza piu' grande. Ma sarebbe inutile anche se ci riuscisse: ad uno stato del genere non interessano i morti. Potete uccidere 100.000 poliziotti, e ancora ne assumerebbero altri 100.000. Non sarebbe una sconfitta dello stato, perche' l'anarco-tirannia non si prefigge di proteggere i poliziotti o le vite umane, ma solo gli interessi delle classi dominanti.

Le rivoluzioni classiche, infatti, erano mirate alle persone che costituivano la classe dirigente. Ma oggi le persone sono irrilevanti: un'anarco-tirannia non protegge le persone, protegge gli interessi. Una SPA rimane anche se il CEO muore. Di conseguenza, una anarco-tirannia tentera' si di proteggere il CEO, ma se vi limitate ad uccidere il CEO eleggera' un altro CEO pur mantenendo gli interessi.

Vediamo ogni giorno di cosa parlano le TV: PIL, economia, finanza, economia, PIL, economia, finanza, PIL...

Allora, se esiste un anarco-tirannia la rivoluzione non si fa assalendo i palazzi del potere o i potenti. Anche perche' si tratta di pochi obiettivi facili da proteggere. Se si vuole abbattere un'anarco-tirannia occorre un nuovo modello di rivoluzione.

Allora, se esiste l'anarco-tirannia, l'unico modo di colpirla e' di colpire gli interessi delle classi dirigenti. I vecchi obsoleti parleranno di scioperi e rivolte, ma non e' necessario. Esistono mezzi piu' semplici da mettere in campo.

Il PIL, cosi' come l'economia, cosi' come la finanza, dipendono da uno strato di infrastrutture sottostanti. Queste infrastrutture sono fatte cosi'.

dslam cabina antenna

Sono DSLAM, cabine di trasformazione, antenne 4/5G. Ma in campagna anche pali della corrente, eccetera. Si tratta di infrastrutture diffuse, onnipresenti, praticamente impossibili da proteggere.

Colpendo queste infrastrutture a casaccio, il PIL comincera' a scendere. Non si uccide nessuno, non si assalgono i palazzi del potere e non si fanno manifestazioni o rivolte che la polizia e' bravissima a reprimere. Si colpisce solo ed esclusivamente l'interesse delle classi dominanti.

Quando intere citta' sono al buio, il PIL si ferma. Se eliminate i DSLAM, e gli armadi per la fibra, o addirittura i Central Office, non solo bloccate parti consistenti del PIL locale, ma bloccate i flussi di dati verso Google, Facebook &co. Ma non avete ucciso nessuno.

La rivolta contro un'anarco-tirannia sarebbe una rivolta a basso rischio (potete scegliere il bersaglio passeggiando per le strade, farlo saltare di notte, e sono troppi per venire attivamente protetti), e come rivoluzione sarebbe priva di spargimenti di sangue. Anche il livello di distruzione e' basso, perche' non si incendiano negozi e banche, li si sconnettono da energia e comunicazioni. Ma rimangono intatti.

Una volta bloccato il PIL, ovviamente il sistema anarco-tirannico dovra' portare una sicurezza diffusa ovunque. perche' per sopravvivere ha bisogno di questa gigantesca infrastruttura: energia e comunicazioni sono il suo punto debole. Bloccate quelle, e avete bloccato il PIL.

Questa e' la ragione per la quale trovo interessante l'idea dell'anarco-tirannia ma non la trovo molto stabile: puo' essere un equilibrio ma e' un equilibrio instabile. Il sistema puo' muoversi in quella direzione, e forse lo sta facendo, ma non appena fosse molto vicino alla meta finale diventerebbe troppo vulnerabile.

Il livello di infrastruttura richiesto, e la sua presenza in ogni angolo del pianeta, riempie tutto di possibili bersagli. Davvero troppi per essere sorvegliati, ma troppo cruciali per essere un punto di forza. Un ipotetico gruppo rivoluzionario potrebbe prendere di mira l'infrastruttura con estrema facilita', raccogliendo intelligence semplicemente girando per la citta' e facendosi dei selfie vicino ai bersagli. E le zone di campagna sarebbero ancora piu' vulnerabili, perche' piene di pali della luce, pali del telefono e tralicci della corrente.

La rivolta, poi, sarebbe difficile da stigmatizzare: non ci sono morti, non ci sono negozi bruciati, non ci sono danni vistosi. Si vedono solo impianti andati a fuoco, qui e li'.

Ritengo quindi che la tendenza del sistema politico all'anarco-tirannia , anche se apparentemente visibile, sia una fase di transizione. Non e' possibile che diventi un sistema stabile , perche' appunto e' troppo fragile. Le classi meno abbienti potrebbero mettere il regime in scacco semplicemente distruggendo le sue infrastrutture, che sono praticamente ovunque, dunque praticamente impossibili da proteggere giorno e notte. Varebbe improvvisamente il detto di Paul Atreides, “chi puo' distruggere qualcosa la controlla”.

Si tratta quindi di un'idea interessante in teoria, ma in pratica sarebbe troppo vulnerabile.

Volevo gia' scrivere sull'acquisto di ARM da parte di NVIDIA, ma improvvisamente una novita' ha cambiato le carte in tavola, e cosi' ho deciso di provare a mettere insieme le cose. Cioe', quanto poco sia durata l'illusione di avere vinto la guerra delle ISA.

Per prima cosa, che cos'e' un ISA e perche' conta?

Mettiamola cosi' ogni CPU parla una propria lingua. Questo “vocabolario” viene chiamato “instruction set”, e comprende il nome (in binario) delle istruzioni, descrive l'effetto delle istruzioni e i dati in input, nonche' i registri usati dalle istruzioni stesse, e altri dettagli.

Quando usate un processore intel, usate un ISA che e' brevettata da Intel. Se usate un processore Intel a 64 bit, usate una ISA brevettata da AMD, e per questo i pacchetti linux a 64 bit contengono il nome “amd64” nel nome. Anche x64 viene usato come nome, ma non IA64, o IA64e, che esistono ma hanno piccole differenze rispetto ad AMD64. (alcune istruzioni si comportano diversamente in alcuni casi).

Qui andrebbe fatta una distinzione tra architettura e ISA, ma si entrerebbe troppo nel dettaglio, quindi i puristi si astengano.

In pratica, all'inizio AMD usava l' ISA brevettato da intel, mentre dalla versione a 64 bit AMD ha vinto, diventando lo standard de facto dopo che AI64 e il processore Itanium (sviluppato insieme ad HP sul concetto di EPIC) si mostro' un fallimento, dopo diverse vicissitudini.

Poi c'e' ARM. Viene da un'azienda inglese che produceva computers come l' Acorn Archimedes, ma anche lo spectrum e il BBC, famosi negli anni '80. In seguito ha smesso di fare interi computer e si e' specializzata nel disegno delle ISA. Se volete fare un processore compatibile con ARM (significa che il codice che compilate girera', quindi potete farci un android, on un linux, o un windows per IoT) dovete pagare una licenza (solo per le versioni piu' recenti, quelle vecchie sono ormai gratuite) e andate.

Esistono anche altre ISA, come PowerPC, MIPS, SPARC, PA-RISC ed altre. La piu' antica e' quella (ancora usata per i mainframe) di IBM360, che ha superato i 50 anni.

Questo e' un grosso scoglio per chi voglia entrare nel mondo dei processori, come volevano fare i cinesi. E cioe' che dovete inventare da zero una ISA, che pero' poi diventa una ISA per i cellulari, una per i computer, una per iserver, e cosi' via. 32, 64, 128bit....

I cinesi hanno provato diverse volte, ma un intenso fuoco di sbarramento basato sul patent trolling li ha “convinti” a desistere. Il longsoon infatti usa istruzioni MIPS, il che vincola i cinesi a fabbricare la CPU presso aziende che abbiano pagato la licenza al consorzio MIPS (come STM, per dirne una).

Ma questo significa ancora dipendere da un possibile veto americano.

Quindi comprando ARM, che diventa cosi' statunitense, gli USA pensavano di aver conquistato il monopolio delle CPU. Deprimente, direte. Deprimente, direte.

Ma e' durato pochi giorni.

hurrah

Che cosa significa? Non significa che domani troverete computer con RISC-V in ogni supermercato. Significa solo che le specifiche sono diventate “stabili”, cioe' non si discute piu' di come fare una determinata cosa.

Ma RISC-V ha una caratteristica: la ISA e' opensource. E' ormai nel trunk del kernel di Linux, nelle librerie gnu Libc, e nel compilatore GCC. Infatti, esistono gia' schede che fanno girare linux per RISC-V.

Il fatto di essere opensource e' fondamentale. E' fondamentale perche' qualsiasi nazione/azienda oggi puo' prodursi il proprio processore.

Ma questa ISA ha una particolarita'. Le specifiche sono ormai definite sotto praticamente ogni aspetto, copre gli usi a 32 bit (tipicamente embedded), quelli a 64 bit, e definisce anche utilizzi per Hypervisor e Supervisor, arrivando sino ai 128 bit.

In soldoni, con RISC-V in teoria potreste costruirci tutto, dalle GPU ai mainframe all' IoT per le automobili. E non dovete pagare nessuna licenza. Nessuna guerra commerciale e' possibile, perche' la ISA non ha brevetti. Chiunque puo' usarla.

E' un vantaggio enorme, per una ragione: i cinesi hanno gia' loro processori per il supercomputing, come il Sunway , ma oltre ad imitare le architetture di DEC (brevetti oggi di proprieta' di intel) e quindi limitato al territorio cinese, e' un processore fatto per i supercomputer. Non puo' esistere sul vostro cellulare o sull' IoT.

Sempre in Cina, Zaoxin prende le estensioni in comune con Intel da VIA Technologies, quindi in caso di scontro con gli USA si troverebbe di fronte a severi problemi sui mercati occidentali. Ancora, i FeiTeng sono compatibili ITANIUM (per la prima serie) oppure SPARC, per la seconda serie. Ancora, cioe', alla portata di sanzioni USA. La terza generazione usa l' ISA di ARM64. Ancora peggio.

La Cina, cioe' possiede diverse aziende capacissime di produrre CPU, come Ingenic e Unisoc, ma anche nel caso della prima, che possiede un'architettura XBURST, la ISA e' MIPS32. Ancora vulnerabile agli attacchi legali USA.

Insomma, una volta che anche ARM e' stata comprata da NVIDIA, azienda USA, per il governo americano i giochi erano finiti. O cosi' credevano.

E invece no. RISC-V rompe tutti i giochi, perche' come ISA e' completamente esente da rischi di guerra sui brevetti. Chiunque puo' andare dalla sua fonderia di silicio preferita, portare il design di una CPU fatta con l' ISA di RISC-V, e otterra' una CPU compatibile con qualsiasi altra CPU fatta con la stessa ISA.

E come se non bastasse, RISC-V ha un core e le estensioni, scalando da piccoli chip (come quello di uno smartwatch) sino ai processori per supercomputer e mainframe. Ne esistono versioni dotate di AI, per dire.

La cosa paradossale e' che RISC-V e' sviluppata proprio negli USA, e HiFive e' una spinoff dell' Universita' di Berkeley, dove RISC-V e' stata ideata. Ma il punto e' diverso: il punto e' che con il rilascio delle specifiche complete per computer e server, RISC-V apre completamente i giochi del mondo delle CPU.

Perche' qui e' il punto: fino a quando col RISC-V ci facevano piccole appliance come controller e roba embedded per le auto, tutto era calmo. Ma se si arriva ad una main board per farci un PC, significa che sono considerate stabili altre specifiche.

Insomma, gli USA credevano di essersi aggiudicati la partita per sempre, e proprio dagli USA arriva l'asteroide.

I cinesi hanno interesse per questa ISA? Si, molto.

Guardate qui chi sono gli sponsor su https://riscv.org/

riscv

Morale: chi crede che gli USA terranno la supremazia tecnologica ancora per molto , si illude.

Se Huawei ci ha messo SOLO un anno (dall'inizio della guerra commerciale con gli USA) ad annunciare il suo nuovo OS per cellulari, significa che comprare ARM non garantisce proprio nulla non solo nel lungo termine, ma neanche nel medio e nel breve termine. Portare un OS al livello di production ready e' un lavoro immenso. Fatto solo in un anno, significa che spaccano culi.

Sinora Huawei aveva fatto incetta di CPU, anche quelle non testate, per arrivare coi magazzini pieni al momento della chiusura totale della finestra commerciale.

La domanda era “e dopo”?

Ora lo sappiamo. E sappiamo cosa possono fare in India, in Russia, e in qualsiasi altro posto ove abbiano una fonderia di silicio e vogliano prodursi computer che non dipendano da ISA brevettate negli USA.

Scommettete pure sugli USA, se volete. Io sarei piu' prudente: la gara e' ancora molto piu' aperta di quanto crediate.