Das Böse Büro

Diario di un maschio bianco©.

Normalmente non scrivo di cronaca nera. Mi interessa poco perche' il numero di crimini commessi sta diminuendo nel tempo ormai da un decennio, quindi la cronaca nera e' diventata una forma di pornografia: serve a quelli che vogliono una pugnetta veloce. E ai giornali, ammesso che ci sia diferenza.

Ma il caso dei due ragazzi ammazzati “perche' erano felici” merita un post.

Lo merita perche' ritengo che l'interpretazione data dai media (l'invidia) sia completamente errata e fuorviante. L'Italia (ma con essa tutti i paesi che provengono da una cultura pre-luterana) e' vittima di due taboo. Uno e' contro il piacere, l'altro e' contro la felicita'.

Vorrei spiegare come funziona il nichilismo cattolico, facendo l'esempio della coppia sesso/piacere, per poi passare alla coppia successo/felicita' per analogia.

Il sesso, per dire, ormai e' ovunque. Ricordo uno scemo di guerra su Usenet che parlava di “inquinamento da sesso”, e per quanto fosse uno scemo di guerra cattolico la definizione potrebbe anche avere dei contatti con la realta'. Il sesso e' ovunque, ma il motivo per cui il sesso e' ovunque sta nella foglia di fico che costituisce, nei confronti del taboo piu' pesante, che e' il piacere .

Non esiste e non e' mai esistito un taboo cattolico verso il sesso in se', checche' ne dicano gli illuministi: quello che e' esistito e' un taboo verso il piacere. Se immaginiamo un'ora di educazione sessuale in Italia, infatti, le richieste del pubblico sarebbero:

  • che il professore sia integerrimo. Insomma, che non sia asessuato e completamente asettico. Meglio se brutto/a.

  • che durante le lezioni sia asettico e medicalizzato. SI parlera' di vulva ma non di fica, si parlera' di fellatio ma non di pompini, e cosi' via.

  • che non si faccia alcun cenno del tema “piacere”, ma solo del tema biologico riproduttivo, esposto in maniera medica.

Ovviamente questa mummia (meglio se decomposta) che spiega il sesso da dentro uno scafandro da palombaro potra' anche spiegare cosa sia tecnicamente il sesso (cosi' come lo vedono i medici e i biologi) ma la rappresentazione asettica del sesso NON impatta il taboo, anzi lo rinforza: il fatto che il sesso sia spiegato SENZA mai parlare di piacere non fa altro che dirci una cosa: il sesso e' la foglia di fico che copre il piacere. E il taboo contro il piacere ne esce rafforzato.

Il fatto che a spiegare il sesso sui giornali ci sia una sessuologa, per quanto avvenente , e non una persona qualsiasi che se la spassa (un playboy? Una pornodiva? una casalinga fedifraga? Un single che cambia molti partner? Immanuel Casto?) parla proprio della medicalizzazione ostinata della cosa.

Significa che qualcuno ha notato come una mummia dentro una muta da palombaro NON sia credibile, e siccome era troppo asettica e medicalizzata ci hanno messo una persona che e' ugualmente asettica e medicalizzata, ma medicalizza temi piu' vicini al piacere, pur avendo cura di medicalizzarli e di tecnicizzarli, al punto che si' , adesso si parla di orgasmo , ma se ne parla in termini tecnici e medicalizzati. La spiegazione si avvicina al tema del piacere solo in apparenza, ma avendo cura di usare la scienza per rendere asettico e impersonale anche quello. E la scollatura della sessuologa di turno non migliora la situazione, e' solo un altro scafandro ove le tette si chiamano “mammelle”.

Per come si affronta il sesso, e a volte persino il piacere, nessun taboo viene mai toccato o indebolito, perche' il taboo sottostante verso il piacere viene lasciato intatto se non rafforzato dagli spasmodici sforzi di medicalizzare e tecnicizzare la materia.

(per chi se lo chieda, si, qui in Germania educazione sessuale si studia nelle scuole OGNI anno, ma anche qui potrei fare la stessa osservazione. OGNI argomento trattato e' medicalizzato. L'esperto di malattie che spiega il sesso ... con lo stesso linguaggio della patologia).

Insomma, si usa il sesso contro il piacere. (a volte si usa l'amore romantico contro il piacere, ottenendo circa lo stesso risultato, lo concedo. In generale qualsiasi sublimazione si presta al gioco.).

Teniamo a mente questo concetto, perche' ora andiamo al concetto analogo prodotto dal nichilismo cattolico, ovvero l'uso del successo contro la felicita'.

La societa' Italiana, essendo avvelenata dalla presenza del baricentro cattolico del Vaticano, ha un terribile taboo verso la felicita', al punto che la si potrebbe descrivere come una societa' in guerra contro la felicita'. Una persona che mostra apertamente la propria felicita' e' considerata oscena , destabilizzante e antisociale , almeno quanto una persona che mostra apertamente il proprio piacere. Essere felici in pubblico e' considerato alla stregua di masturbarsi al parco, perche' in entrambi i casi la ricerca del piacere fine se' stesso non e' accettabile.

Adesso immaginiamo di fare a scuola un corso di educazione alla felicita'. Innanzitutto, su chi ricadrebbe la scelta? Se il taboo del sesso ha prodotto una mummia dentro uno scafandro che parla di sesso in maniera medicalizzata, tutto quello che otterremmo sarebbe un manager che parla di successo in termini finanziari. Perche' essendo il taboo sulla felicita' analogo a quello del taboo sul sesso, lo scopo dell'educazione asettica e' di impedire che fantasie strane rimangano nella mente dello studente

Dal momento che lo studente deve finire l'ora senza mettersi a fantasticare sul tema, sia nel caso dell'educazione sessuale sia nel caso dell'educazione alla felicita', descrivere il successo in termini di Capital Gain e la gioia in termini di Break Even raggiungerebbe molto bene il risultato. In altre parole, si userebbe il successo come foglia di fico per non arrivare alla felicita'. Altro non sarebbe tollerato, perche' se descrivessimo la felicita' come la situazione nella quale siamo giovani, innamorati e facciamo quel che ci pare, da quel momento i ragazzi si metterebbero a fantasticare. Esattamente come si metterebbero a fantasticare sul sesso se il professore di educazione sessuale fosse avvenente e parlasse di piacere.

lo scopo del nichilismo cattolico e' di sopprimere l'uso della fantasia come motore o strumento per la ricerca del piacere e della felicita'.

Questo fa della cultura cattolica una cultura che e' sempre e comunque in guerra contro il piacere e contro la felicita'. Nella cultura cattolica la felicita' e' sempre spostata nella felicita' di qualcun altro, e allora il bravo cattolico non deve ricercare la felicita' per se' (che quella ce l'avra' in paradiso) ma quella di qualcun altro (beneficenza, volontariato ed altro). In questo modo SEMBRA che la ricerca della felicita' sia un valore, ma contemporaneamente si vieta che la felicita' sia LA PROPRIA.

Anche questo trucco, lo spostamento del soggetto nell'oggetto, serve semplicemente ad usare un simulacro al posto della realta'. La persona che vuole essere felice non puo', in quanto e' consentito solo di rendere felice qualcun altro. Anche nel sesso si sono fatte operazioni di PsyOp analoghe, al punto che ormai il buon partner sembra quello/a che privilegia il piacere dell'altro. Ormai dagli anni '70 sembra che lo scopo della scopata sia quello di portare la donna all'orgasmo, grande traguardo assoluto. Il piacere del maschio ovviamente e' irrilevante o secondario, al punto che se con un sondaggio chiedessimo l'elenco dei punti erogeni ( comunemente noti ) del corpo maschile , esso si ridurrebbe ad UN punto.Il risultato e' che milioni se non miliardi di maschi nel mondo continuano a scopare senza provare nulla, come se fossero i volontari di una onlus che si propone di aiutare le donne ad arrivare all'orgasmo.

Questa continua operazione di sostituzione del piacere col sesso e della felicita' col successo , finalizzata alla costruzione di un taboo di portata universale, ha ormai plasmato la societa' italiana.

la societa' italiana e' una societa' in guerra contro il piacere e contro la felicita'. Ogni giorno decine di milioni di persone si svegliano chiedendosi come rendere sgradevole e infelice la giornata a qualcun altro.

In Italia la felicita' e' un taboo. E' sovversiva. La cosa piu' sovversiva che possiate dire non e' “uccidi un poliziotto” (che ormai lo cantano tutti i rapper, o quasi) ma e' “oggi sono felice”.

Provateci. Andate in ufficio dicendo a tutti di essere felici. Noterete immediatamente un adoperarsi di tutti per cercare di rattristarvi. Di rovinarvi la giornata. Specialmente da parte dei vostri superiori.

Questa non e' “invidia”, perche' essa e' un sentimento individuale. Qui si parla di un'intera societa' votata all'infelicita' altrui. Qui si parla di decine di milioni di persone che hanno come obiettivo un mondo sgradevole ed infelice. La societa' italiana si propone di togliere qualsiasi piacere e qualsiasi felicita' ai propri membri, e sebbene questa tendenza non appaia esplicitamente nelle istituzioni le istituzioni si rapportano al cittadino proprio in questo modo. E la tendenza si ripete in ogni ufficio, ogni casa, ogni strada.

In tedesco esiste una parola, schadenfreude , per indicare il senso di realizzazione personale che si prova quando le cose vanno male a qualcun altro. In Italia questa parola non potrebbe esistere, per la semplice ragione che le parole servono a distinguere cio' che e' tale da cio' che non e' tale. La parola bianco distingue cio' che e' bianco da cio' che non lo e'. Ma in italia schadenfreude descriverebbe letteralmente ogni singola cosa , persona, azione. L'intera societa' e' votata alla schadenfreude per cui non e' possibile distinguere cio' che lo e' da cio' che NON lo e', e di conseguenza la parola e' inutile, come lo e' un termine che puo' riferirsi assolutamente ad ogni cosa si indichi.

Ovviamente esiste una devianza: come in ogni grande gruppo c'e' chi e' piu' conforme ai valori, chi lo e' meno, e chi eccelle nel valori che la societa' considera positivi. Antonio De Marco che ha confessato di aver ucciso Eleonora e Daniele , eccelleva proprio nella dedizione con la quale ha perpetuato lo scopo della societa' intera, cioe' non permettere alla felicita' di esistere. “Erano troppo felici” e' la scusa con cui ha ucciso, ma e' esattamente la stessa scusa con la quale il vostro collega vi rovina la giornata se apparite felici.

La sola differenza tra De Marco e il vostro collega sta nei mezzi: sicuramente De Marco e' un estremista, e potremmo chiamarlo “estremista italiano” cosi' come parliamo di “estremista islamico”, ma era semplicemente l'estremo superiore di una missione che la societa' italiana assegna a TUTTI i suoi cittadini.

Il comandamento zero del nichilismo cattolico:

“Non lascierai che qualcuno sia felice”.

Perche' la felicita' non e' di questo mondo, ERGO e' dovere di ogni buon cattolico eliminare l'eresia dalle strade.

De Marco e' , in quanto tale, un fondamentalista del nichilismo cattolico, o se preferiamo e' un fanatico dell'italian way of life, cioe' rovinare sempre la giornata a qualcun altro.

Credo che sia il momento di dar peso ad una “nuova” categoria politica, perche' essa rappresenta meglio di qualsiasi altra lo status quo cui sembrano puntare le lobbies economiche.

Il termine e' stato coniato da un controverso giornalista americano, Samuel T. Francis per descrivere una situazione nella quale lo stato si concentra talmente tanto nel proteggere gli interessi dei gruppi economici dominanti che perde completamente il compito di proteggere i cittadini, tanto da farli piombare nell'anarchia.

Il risultato e' una societa' nella quale le classi dirigenti vivono nell'ordine e nella legalita', con lo stato che garantisce loro tutte le sue prerogative. Il cittadino invece non ottiene nessuna delle funzioni dello stato, e vive in una sostanziale anarchia, visto che la polizia non porta ordine, i tribunali non portano giustizia, la scuola non porta istruzione, la sanita' non offre cure, eccetera.

La polizia non rinuncia pero' ad intervenire tra i cittadini comuni, quando vengono minacciate le prerogative delle classi dominanti. Cosi' non arrivera' mai la polizia durante uno stupro, ma arrivera' prontamente se provate ad incendiare un armadio DSLAM. Questo perche' lo stato ha abdicato la protezione dei cittadini, ma la distruzione di un armadio DSLAM

blocca banche, negozi, registratori di cassa, ed se diventa sistematica puo' paralizzare parti consistenti dell'economia. E poiche' allo stato interessa solo proteggere gli interessi della classe dominante, allora mettera' un allarme sugli armadi DSLAM ma non fara' nulla per proteggere le donne dallo stupro.

Questa sembra essere la direzione in cui stiamo andando. Non so se e quanto l'ipotesi sia pianificata in questo modo. Ma supponiamo pure che lo sia. Se e' vero che viviamo in un'anarco-tirannide, come la si abbatte?

Tutte le strategie rivoluzionarie precedenti sarebbero inutili. Qualsiasi organizzazione si proponga di assalire la polizia verrebbe repressa con una forza piu' grande. Ma sarebbe inutile anche se ci riuscisse: ad uno stato del genere non interessano i morti. Potete uccidere 100.000 poliziotti, e ancora ne assumerebbero altri 100.000. Non sarebbe una sconfitta dello stato, perche' l'anarco-tirannia non si prefigge di proteggere i poliziotti o le vite umane, ma solo gli interessi delle classi dominanti.

Le rivoluzioni classiche, infatti, erano mirate alle persone che costituivano la classe dirigente. Ma oggi le persone sono irrilevanti: un'anarco-tirannia non protegge le persone, protegge gli interessi. Una SPA rimane anche se il CEO muore. Di conseguenza, una anarco-tirannia tentera' si di proteggere il CEO, ma se vi limitate ad uccidere il CEO eleggera' un altro CEO pur mantenendo gli interessi.

Vediamo ogni giorno di cosa parlano le TV: PIL, economia, finanza, economia, PIL, economia, finanza, PIL...

Allora, se esiste un anarco-tirannia la rivoluzione non si fa assalendo i palazzi del potere o i potenti. Anche perche' si tratta di pochi obiettivi facili da proteggere. Se si vuole abbattere un'anarco-tirannia occorre un nuovo modello di rivoluzione.

Allora, se esiste l'anarco-tirannia, l'unico modo di colpirla e' di colpire gli interessi delle classi dirigenti. I vecchi obsoleti parleranno di scioperi e rivolte, ma non e' necessario. Esistono mezzi piu' semplici da mettere in campo.

Il PIL, cosi' come l'economia, cosi' come la finanza, dipendono da uno strato di infrastrutture sottostanti. Queste infrastrutture sono fatte cosi'.

dslam cabina antenna

Sono DSLAM, cabine di trasformazione, antenne 4/5G. Ma in campagna anche pali della corrente, eccetera. Si tratta di infrastrutture diffuse, onnipresenti, praticamente impossibili da proteggere.

Colpendo queste infrastrutture a casaccio, il PIL comincera' a scendere. Non si uccide nessuno, non si assalgono i palazzi del potere e non si fanno manifestazioni o rivolte che la polizia e' bravissima a reprimere. Si colpisce solo ed esclusivamente l'interesse delle classi dominanti.

Quando intere citta' sono al buio, il PIL si ferma. Se eliminate i DSLAM, e gli armadi per la fibra, o addirittura i Central Office, non solo bloccate parti consistenti del PIL locale, ma bloccate i flussi di dati verso Google, Facebook &co. Ma non avete ucciso nessuno.

La rivolta contro un'anarco-tirannia sarebbe una rivolta a basso rischio (potete scegliere il bersaglio passeggiando per le strade, farlo saltare di notte, e sono troppi per venire attivamente protetti), e come rivoluzione sarebbe priva di spargimenti di sangue. Anche il livello di distruzione e' basso, perche' non si incendiano negozi e banche, li si sconnettono da energia e comunicazioni. Ma rimangono intatti.

Una volta bloccato il PIL, ovviamente il sistema anarco-tirannico dovra' portare una sicurezza diffusa ovunque. perche' per sopravvivere ha bisogno di questa gigantesca infrastruttura: energia e comunicazioni sono il suo punto debole. Bloccate quelle, e avete bloccato il PIL.

Questa e' la ragione per la quale trovo interessante l'idea dell'anarco-tirannia ma non la trovo molto stabile: puo' essere un equilibrio ma e' un equilibrio instabile. Il sistema puo' muoversi in quella direzione, e forse lo sta facendo, ma non appena fosse molto vicino alla meta finale diventerebbe troppo vulnerabile.

Il livello di infrastruttura richiesto, e la sua presenza in ogni angolo del pianeta, riempie tutto di possibili bersagli. Davvero troppi per essere sorvegliati, ma troppo cruciali per essere un punto di forza. Un ipotetico gruppo rivoluzionario potrebbe prendere di mira l'infrastruttura con estrema facilita', raccogliendo intelligence semplicemente girando per la citta' e facendosi dei selfie vicino ai bersagli. E le zone di campagna sarebbero ancora piu' vulnerabili, perche' piene di pali della luce, pali del telefono e tralicci della corrente.

La rivolta, poi, sarebbe difficile da stigmatizzare: non ci sono morti, non ci sono negozi bruciati, non ci sono danni vistosi. Si vedono solo impianti andati a fuoco, qui e li'.

Ritengo quindi che la tendenza del sistema politico all'anarco-tirannia , anche se apparentemente visibile, sia una fase di transizione. Non e' possibile che diventi un sistema stabile , perche' appunto e' troppo fragile. Le classi meno abbienti potrebbero mettere il regime in scacco semplicemente distruggendo le sue infrastrutture, che sono praticamente ovunque, dunque praticamente impossibili da proteggere giorno e notte. Varebbe improvvisamente il detto di Paul Atreides, “chi puo' distruggere qualcosa la controlla”.

Si tratta quindi di un'idea interessante in teoria, ma in pratica sarebbe troppo vulnerabile.

Volevo gia' scrivere sull'acquisto di ARM da parte di NVIDIA, ma improvvisamente una novita' ha cambiato le carte in tavola, e cosi' ho deciso di provare a mettere insieme le cose. Cioe', quanto poco sia durata l'illusione di avere vinto la guerra delle ISA.

Per prima cosa, che cos'e' un ISA e perche' conta?

Mettiamola cosi' ogni CPU parla una propria lingua. Questo “vocabolario” viene chiamato “instruction set”, e comprende il nome (in binario) delle istruzioni, descrive l'effetto delle istruzioni e i dati in input, nonche' i registri usati dalle istruzioni stesse, e altri dettagli.

Quando usate un processore intel, usate un ISA che e' brevettata da Intel. Se usate un processore Intel a 64 bit, usate una ISA brevettata da AMD, e per questo i pacchetti linux a 64 bit contengono il nome “amd64” nel nome. Anche x64 viene usato come nome, ma non IA64, o IA64e, che esistono ma hanno piccole differenze rispetto ad AMD64. (alcune istruzioni si comportano diversamente in alcuni casi).

Qui andrebbe fatta una distinzione tra architettura e ISA, ma si entrerebbe troppo nel dettaglio, quindi i puristi si astengano.

In pratica, all'inizio AMD usava l' ISA brevettato da intel, mentre dalla versione a 64 bit AMD ha vinto, diventando lo standard de facto dopo che AI64 e il processore Itanium (sviluppato insieme ad HP sul concetto di EPIC) si mostro' un fallimento, dopo diverse vicissitudini.

Poi c'e' ARM. Viene da un'azienda inglese che produceva computers come l' Acorn Archimedes, ma anche lo spectrum e il BBC, famosi negli anni '80. In seguito ha smesso di fare interi computer e si e' specializzata nel disegno delle ISA. Se volete fare un processore compatibile con ARM (significa che il codice che compilate girera', quindi potete farci un android, on un linux, o un windows per IoT) dovete pagare una licenza (solo per le versioni piu' recenti, quelle vecchie sono ormai gratuite) e andate.

Esistono anche altre ISA, come PowerPC, MIPS, SPARC, PA-RISC ed altre. La piu' antica e' quella (ancora usata per i mainframe) di IBM360, che ha superato i 50 anni.

Questo e' un grosso scoglio per chi voglia entrare nel mondo dei processori, come volevano fare i cinesi. E cioe' che dovete inventare da zero una ISA, che pero' poi diventa una ISA per i cellulari, una per i computer, una per iserver, e cosi' via. 32, 64, 128bit....

I cinesi hanno provato diverse volte, ma un intenso fuoco di sbarramento basato sul patent trolling li ha “convinti” a desistere. Il longsoon infatti usa istruzioni MIPS, il che vincola i cinesi a fabbricare la CPU presso aziende che abbiano pagato la licenza al consorzio MIPS (come STM, per dirne una).

Ma questo significa ancora dipendere da un possibile veto americano.

Quindi comprando ARM, che diventa cosi' statunitense, gli USA pensavano di aver conquistato il monopolio delle CPU. Deprimente, direte. Deprimente, direte.

Ma e' durato pochi giorni.

hurrah

Che cosa significa? Non significa che domani troverete computer con RISC-V in ogni supermercato. Significa solo che le specifiche sono diventate “stabili”, cioe' non si discute piu' di come fare una determinata cosa.

Ma RISC-V ha una caratteristica: la ISA e' opensource. E' ormai nel trunk del kernel di Linux, nelle librerie gnu Libc, e nel compilatore GCC. Infatti, esistono gia' schede che fanno girare linux per RISC-V.

Il fatto di essere opensource e' fondamentale. E' fondamentale perche' qualsiasi nazione/azienda oggi puo' prodursi il proprio processore.

Ma questa ISA ha una particolarita'. Le specifiche sono ormai definite sotto praticamente ogni aspetto, copre gli usi a 32 bit (tipicamente embedded), quelli a 64 bit, e definisce anche utilizzi per Hypervisor e Supervisor, arrivando sino ai 128 bit.

In soldoni, con RISC-V in teoria potreste costruirci tutto, dalle GPU ai mainframe all' IoT per le automobili. E non dovete pagare nessuna licenza. Nessuna guerra commerciale e' possibile, perche' la ISA non ha brevetti. Chiunque puo' usarla.

E' un vantaggio enorme, per una ragione: i cinesi hanno gia' loro processori per il supercomputing, come il Sunway , ma oltre ad imitare le architetture di DEC (brevetti oggi di proprieta' di intel) e quindi limitato al territorio cinese, e' un processore fatto per i supercomputer. Non puo' esistere sul vostro cellulare o sull' IoT.

Sempre in Cina, Zaoxin prende le estensioni in comune con Intel da VIA Technologies, quindi in caso di scontro con gli USA si troverebbe di fronte a severi problemi sui mercati occidentali. Ancora, i FeiTeng sono compatibili ITANIUM (per la prima serie) oppure SPARC, per la seconda serie. Ancora, cioe', alla portata di sanzioni USA. La terza generazione usa l' ISA di ARM64. Ancora peggio.

La Cina, cioe' possiede diverse aziende capacissime di produrre CPU, come Ingenic e Unisoc, ma anche nel caso della prima, che possiede un'architettura XBURST, la ISA e' MIPS32. Ancora vulnerabile agli attacchi legali USA.

Insomma, una volta che anche ARM e' stata comprata da NVIDIA, azienda USA, per il governo americano i giochi erano finiti. O cosi' credevano.

E invece no. RISC-V rompe tutti i giochi, perche' come ISA e' completamente esente da rischi di guerra sui brevetti. Chiunque puo' andare dalla sua fonderia di silicio preferita, portare il design di una CPU fatta con l' ISA di RISC-V, e otterra' una CPU compatibile con qualsiasi altra CPU fatta con la stessa ISA.

E come se non bastasse, RISC-V ha un core e le estensioni, scalando da piccoli chip (come quello di uno smartwatch) sino ai processori per supercomputer e mainframe. Ne esistono versioni dotate di AI, per dire.

La cosa paradossale e' che RISC-V e' sviluppata proprio negli USA, e HiFive e' una spinoff dell' Universita' di Berkeley, dove RISC-V e' stata ideata. Ma il punto e' diverso: il punto e' che con il rilascio delle specifiche complete per computer e server, RISC-V apre completamente i giochi del mondo delle CPU.

Perche' qui e' il punto: fino a quando col RISC-V ci facevano piccole appliance come controller e roba embedded per le auto, tutto era calmo. Ma se si arriva ad una main board per farci un PC, significa che sono considerate stabili altre specifiche.

Insomma, gli USA credevano di essersi aggiudicati la partita per sempre, e proprio dagli USA arriva l'asteroide.

I cinesi hanno interesse per questa ISA? Si, molto.

Guardate qui chi sono gli sponsor su https://riscv.org/

riscv

Morale: chi crede che gli USA terranno la supremazia tecnologica ancora per molto , si illude.

Se Huawei ci ha messo SOLO un anno (dall'inizio della guerra commerciale con gli USA) ad annunciare il suo nuovo OS per cellulari, significa che comprare ARM non garantisce proprio nulla non solo nel lungo termine, ma neanche nel medio e nel breve termine. Portare un OS al livello di production ready e' un lavoro immenso. Fatto solo in un anno, significa che spaccano culi.

Sinora Huawei aveva fatto incetta di CPU, anche quelle non testate, per arrivare coi magazzini pieni al momento della chiusura totale della finestra commerciale.

La domanda era “e dopo”?

Ora lo sappiamo. E sappiamo cosa possono fare in India, in Russia, e in qualsiasi altro posto ove abbiano una fonderia di silicio e vogliano prodursi computer che non dipendano da ISA brevettate negli USA.

Scommettete pure sugli USA, se volete. Io sarei piu' prudente: la gara e' ancora molto piu' aperta di quanto crediate.

Sento il bisogno di scrivere questo articolo perche' ho appena finito di chiacchierare con l'ennesimo poveroricco di sinistra. E la cosa piu' incredibile, quella che mi colpisce di piu', e' la loro convinzione che il travestimento regga, che abbia sempre retto e che reggera' sempre.

E quindi vanno in giro cosi'

camouflage fail

credendo che nessuno li veda. Allora, ci sono diverse ragioni per le quali tutti vedono che venite da famiglie agiate, e che avete un'esistenza tutto sommato invidiabile.

  • La prima cosa e' il senso di colpa.

I borghesi italiani, ma in generale i borghesi di qualsiasi paese cattolico, si vergognano di essere ricchi. A differenza dei poveri, che imparano a vergognarsi di essere poveri e si sforzano di imitare i ricchi, il borghese si vergogna di essere ricco e si sforza di imitare i poveri. Il risultato e' essenzialmente questo:

fintopovero

Questa persona deve aver letto molte cose sui poveri, cosi' riesce a descrivere in che modo i ricchi vedono i poveri. Bene, adesso sappiamo come i ricchi immaginano i poveri. Ma ci sono DUE incongruenze in questo dipinto.

La prima e' il povero sottopagato sfruttato con internet. Un po' come d'Alema, sorpreso ad avere una barca, si giustifico' dicendo “oggi anche gli operai possono averne una”, lui dice “ma oggi anche i poveri hanno internet”.

Beh, non e' vero.

Il reddito e' la grande discriminante tra persone che hanno internet e persone che non ce l'hanno.

La seconda incongruenza e' il tempo libero dedicato ad una scelta improduttiva. I casi sono due: o ti pagano per scrivere quell'articolo, oppure (dal punto di vista della cultura dei poveri) stai perdendo tempo. Oppure speri di guadagnarci in futuro.


Essendo cresciuto in una famiglia povera, poi diventata “molto benestante” , posso dire una cosa. La cultura della poverta' impone una vergogna per un fallimento (specialmente quando ci sono figli di mezzo, che chiedono le stesse cose degli altri), e l'ambizione di tagliare un traguardo. Il povero che si arricchisce e' normalmente un esibizionista, proprio per questo: sta cercando di cancellare uno stigma, sta cercando di dire “anche io ce l'ho fatta, non ho fallito”.

Nessun povero si vergogna di essere arricchito, ne' si vergogna di essere ricco, e se questa e' vista come ostentazione e' solo perche' chi produce la cultura di riferimento (su come i ricchi dovrebbero comportarsi) soffre di un senso di colpa.

E cosi' i ricchi col senso di colpa producono una cultura che richiede ai ricchi di non ostentare di essere ricchi, cosa che e' vissuta come una colpa. Nella transizione, la colpa e' passata da una colpa strutturalmente cristiana ad una colpa strutturalmente politica , normalmente populista (destra o sinistra non importa), perche' la finalita' piu' importante di chi va in piazza gridando “noi siamo il popolo” e' , appunto, di sembrare il popolo.

Su internet tutti fingono una classe sociale diversa dalla propria. I poveri fingono di essere ricchi, i ricchi fingono di essere poveri, o quantomeno dicono di essere , se non poveri , come i poveri.

E questo li sgama subito.

  • Il tipo di educazione.

Quando sei povero, e hai la cultura della poverta', la scuola esiste solo come ascensore sociale. Devi studiare per trovare lavoro e guadagnare soldi. A dirla tutta, quando hai la cultura della poverta', tutto deve essere un ascensore sociale, oppure lo status symbol di una classe sociale superiore.

Quando iniziai coi computer, mio padre era preoccupato perche' (si era messo in proprio e adesso i soldi giravano, eccome) non mi stavo mescolando agli altri borghesi che invece elaboravano il proprio motorino. E quindi non mi stavo inserendo nella nuova classe sociale.

Inizio' a calmarsi quando (come idraulico entrava nelle case dei ricchi) inizio' a vedere che anche i figli dei ricchi avevano i computer. Che anche gli ingegneri e i geometri e gli architetti ne facevano uso. Fu quello il momento in cui smise di farmi storie per il tempo che passavo per BBS: stavo facendo cose da ricchi. Non sapeva come, non capiva come, ma la mia scrivania era uguale a quella dei figli dei ricchi. Adesso andava meglio.

Allo stesso modo, i ricchi optano per una scuola umanistica , perche' poi andranno all'universita'. I poveri non hanno questa defragilita' che serve a fare piani per dieci anni. Hanno paura che le vacche grasse finiscano. Quindi spingono da subito per scuole tecniche, “per il mondo del lavoro”. Solo i fatalisti dicono “se serve faremo sacrifici”.

Cosi' tra i poveri esiste una prevalenza per scuole tecniche o scientifiche. Una prevalenza forte. La quale si riflette sulla qualita' dello scritto, ma non soltanto nel senso grammaticale. Il problema e' che le scuole tecniche o scientifiche instillano una mentalita' quantitativa. Se hai un'educazione di tipo tecnico o scientifico, non ti basta sapere che “esistono anche famiglie di poveri che hanno internet”, o di “operai che hanno una barca”. Vuoi sapere QUANTI sono.

Del resto, nella cultura dei poveri il problema quantitativo e' una vera e propria ossessione, e la qualita' viene normalmente letta come durabilita' (cioe' quantita' per tempo) oppure come produttivita' (che e' ancora quantita' per tempo): “spendere di piu' per spendere meglio” , come i poveri pronunciano la qualita', e' visto proprio in questo modo: o l'oggetto piu' costoso vale perche' dura di piu' (quantita' per tempo), o perche' svolge meglio il suo compito (produttivita').

La qualita' in termini astratti dalla quantita' arriva SOLO dalla cultura dei ricchi, ma per comprenderla occorre un tipo di educazione che evita la questione quantitativa per tutto il percorso. In questo modo, e solo ignorando le questioni quantitative per tutto il percorso educativo, si ottiene la mentalita' dell'umanista/ricco, che puo' parlare ore di qualcosa senza mai metterci una quantita': e anche quando si parla di quantita', normalmente si fermano a statistiche percentuali prive di deviazione standard o di percentili. Il che indica una (quasi)completa mancanza di padronanza del concetto.

Morale della storia: esiste uno specifico modo di scrivere di chi viene da una famiglia di ricchi ed e' cresciuto immerso nella cultura dei ricchi. Esso si declina con una cultura prevalentemente umanistica, e si mostra in un modo di scrivere che sfiora appena il problema quantitativo.

Il problema qualitativo sconnesso da quello quantitativo (normalmente rivolto all'estetica) e' il marchio dei ricchi.

  • beneficenza economica e beneficenza politica.

La vita dei poveri e' un continuo bilancio. Un do ut des imprescindibile. Al contrario, il ricco sperimenta l'eccedenza. Qualcosa che puo' dare senza ricevere nulla in cambio.

In realta', dire che il ricco non riceve nulla in cambio dalla beneficenza e' assolutamente sbagliato. Essendo oppresso da un senso di colpa, il ricco riceve dalla beneficenza un sollievo enorme. Nel senso religioso riceve una promessa di paradiso, nel senso piu' politico riceve in cambio il permesso di dire “noi siamo il popolo”, insieme agli altri.

Una massa di proletari in piazza e' una massa di proletari. Nessun ricco e' ammesso, tranne i benefattori. I benefattori sono normalmente i finanziatori del movimento, oppure che fanno politica dalla loro parte. In generale, quindi abbiamo DUE modi di fare beneficenza.

  • Quello spiccatamente economico, che consiste nel donare ai poveri le eccedenze senza chiedere nulla in cambio se non il placarsi di un senso di colpa, o la promessa di un paradiso futuro (quando la coscienza viene personalizzata e diventa “dio”).

  • Quello spiccatamente politico, che consiste nel militare coi poveri nelle loro istanze rivendicative. In tal caso si spendono tempo e soldi in eccesso, ma si ottiene la carriera politica oppure la possibilita' di gridare “noi siamo il popolo” insieme ai poveri, che a sua volta calma il proprio senso di colpa.

Per questa ragione ci sono tre tipi di istituzione che fanno beneficenza ai poveri: le istituzioni religiose, i partiti di sinistra e i partiti di destra sociale. Tutti e tre attingono ai sensi di colpa dei ricchi. E tutti e tre soffrono quando arriva una classe di poveri arricchiti, che NON hanno il senso di colpa.

Non sto parlando, sia chiaro, di radical-chic. Questo e' un problema americano. In Europa il benefattore di estrema sinistra fa della militanza una scelta di vita, (nella speranza di camuffarsi meglio) quindi non e' per nulla chic. A tradirlo e' un fatto diverso, che e' la prospettiva: anche lui vive come gli altri, ma a differenza degli altri puo' smettere quando vuole. E smettera', smetteranno tutti perche' prima o poi la morte avra' gli occhi dei loro genitori, ed erediteranno.

MA tutti questi modelli sono entrati in crisi con gli anni '80. Quando masse di persone si sono arricchite improvvisamente nel boom economico, e in italia c'e' stata (ed esiste ancora) una generazione di ricchi (arricchiti di recente) che NON soffre del senso di colpa. Quindi ostenta. Questa generazione NON si sente nel dovere di fare beneficenza.

Ma la mancanza di sensi di colpa per la ricchezza e' tipica della cultura dei poveri. Paradossalmente, le istanze sociali sono sottorappresentate proprio perche' non esistono piu' benefattori, sia in senso politico che finanziario. Il Berlinguer (che era un nobile ereditario su linea maschile) che fa politica oggi non c'e', perche' il ricco o il borghese o il ceto medio guardano a Berlusconi, il ricco arricchito che non ha vergogna di essere ricco, proprio come loro.

E qui viene il mio messaggio ai “compagni”:

I pochi benefattori politici che ancora ci sono suscitano diffidenza, e per un motivo preciso:

sfiducia

Nell'immagine sopra c'e' un solo coniglio di cui nessun altro coniglio si fidera' mai.

Indovinate quale. E' facile, basta uno specchio.

Vedo che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Installo un proxy dentro il mio swarm di Docker, lo configuro su tutta la rete, apro Firefox, e...

mani nella marmellata

Allora, come vedete dal 503 il traffico e' bloccato. Pero':

  • Siete incompetenti. Non puoi fare una cosa in segreto se sei dietro un proxy e qualcuno legge i log.

  • Siete poco furbi. Vi avevano gia' presi a prendere le statistiche sulla navigazione agli utenti.

La versione e' la 80.0.1.

E voi sareste quelli buoni?

Dopo lo scorso articolo mi e' stato chiesto in che modo, se non quello, andrebbe narrato l'omicidio fascista di Willy. Il modo esiste, e inizia con la parola che nessun giornalista italiano ha il coraggio di pronunciare.

cocaina.

Perche' la morte di Willy non e' una storia di violenza, fascismo, razzismo e arti marziali. La morte di Willi e' una morte legata all' UNICA parola di cui NON si e' mai sentito parlare come fattore centrale del fatto. Se osservate le “soluzioni” proposte da intellettuali ed esperti, troverete sempre “la cultura della violenza”, “le arti marziali (e Dio sa quanto ho sul culo l' MMA, e ora mi trovo a difenderla)” , “il fascismo che torna”, “il vuoto dei giovani”, “la scuola”. Ma nessuno ha mai detto che, se fermassimo il fiume di cocaina, le “movidas” diventerebbero dei posti MOLTO piu' sicuri. Perche' si vuole dire che e' una storia di violenza, di fascismo, di ignoranza e di quant'altro, ma non la si racconta mai per cio' che e'.

E' una storia di cocaina.

A volerla dire tutta, non se ne sente parlare quanto se ne dovrebbe. Sappiamo che se ne consuma cosi' tanta da inquinare i fiumi e causare problemi ai pesci , il che significa MOLTA, ma se ne parla pochissimo. Sembra essere un problema piccolo, un traffico secondario.

Persino dove ci dovremmo aspettare di trovarla, scopriamo che non se ne parla. Per esempio, voi vi aspettereste che ad una festa-orgia di vecchiardi ,e se state pensando “Berlusconi” avete ragione, ne dovremmo trovare a quintali. Avete sentito parlare di fascicoli aperti per spaccio di cocaina su vasta scala, oltre che ai fascicoli per la prostituzione? No. Era poca roba. Perche' anche la magistratura dei magistrati eroi ha qualche problemino con la cocaina. Ne consumano a quintali. Tutti funzionari “alti” dello stato italiano, quelli dal buon reddito, finiscono col partecipare a feste e convegni dove la cocaina scorre a fiumi. E negli ambienti degli “intellettuali” c'e' piu' cocaina che neve sul Monte Bianco.

Non possono andare contro gli stessi trafficanti che portano la cocaina che finiranno col consumare. E sarebbero tutti ricattabili.

E nemmeno sulle forze dell'ordine potete contare. Vi chiedete come siano cosi' violenti giorno dopo giorno? No, il fascismo non c'entra, se non come conseguenza e parasole. E' ancora la cocaina: gli uomini delle forze dell'ordine ne sono consumatori assidui. TUTTI, senza nessuna eccezione. Nonostante ne scorra a fiumi in Italia, i ritrovamenti sono pochi, sporadici, e poco pubblicizzati. E non e' un caso: la cocaina viaggia per lunghe distanze sulle auto della stradale, gli spacciatori hanno la protezione o il tacito assenso delle forze dell'ordine. Poi (sempre mentre lo stato si volta dall'altra parte o partecipa all'organizzazione) la coca passa per le prostitute, che ne hanno sempre qualche pacchetto in casa, o attraverso diversi “cavallini”, (di solito taxisti, ma anche negozi di “pizza da asporto” ed altri) ,e arriva ovunque.

La cocaina e' la droga dei piani alti, ma in qualita' tremende e' la droga della movida. Ogni “movida” e' solo un gigantesco mercato a cielo aperto di cocaina. Pensate che i lampioni del posto ove e' morto Willy fossero rotti per caso? No, sono gli spacciatori che li rompono per fuggire alle telecamere. Willy e' morto in un luogo di spaccio. Ma non si dice, perche' sarebbe imbarazzante prima di tutto per i politici, a partire da quelli locali.

Non c'e' politico che passerebbe un test del capello contro la cocaina. Non c'e' un alto funzionario, dirigente dello stato che non suderebbe freddo all'idea di rendere obbligatorio un test contro la cocaina.

Lo stato “alto” ne e' succube IN OGNI SUA PARTE, non e' possibile fare politica senza il consenso del business della cocaina e dei suoi affaristi. Non esistono partiti politici che non siano parte del traffico. Tutto, o quasi, cio' che concerne lo stato e la politica ruotano attorno a questo traffico.

E siccome e' la droga dei potenti, ovviamente cattura anche la stampa, perlomeno quella grande. Per questa ragione, nonostante sia ovunque, la stampa continua con inutili pistolotti contro le “droghe sintetiche”, o contro la marijuana.

La parola Cocaina e' la parola piu' difficile da pronunciare per chiunque sia legato a qualche mafia, parrocchia, massoneria o partito politico. E quindi anche per i giornalisti, che minimizzano, al punto da nascondere cio' che sanno tutti: in quel luogo i lampioni non erano rotti perche' i ragazzi facevano le risse, erano rotti perche' si vendeva la droga. (peraltro la scusa dell'apprezzamento alla ragazza per la rissa per motivi di droga ha scassato la minchia, e' come la resistenza a pubblico ufficiale quando uno viene pestato senza motivo: ma trovare qualcosa di nuovo no, eh?)

Ed e' per questo, nonostante se ne consumino quantita' immense, al punto che i fiumi ne sono inquinati, non la sentirete nominare se non di striscio. Il suo business e' cosi' pervasivo che nessun apparato dello stato , e nessuna parte della borghesia italiana , giornali e giornalisti compresi, possono disturbare lo show.

Possiamo riassumere l'atteggiamento dello stato riguardo alla cocaina cosi':

cocaina

Ed e' per questo che la cocaina, nonostante sia il business piu' redditizio in assoluto per i trafficanti, al punto che possono costruire flotte di sommergibili onde portarla in giro per l'oceano, viene nominata cosi' poco. Perche' volendola combattere, non potreste farlo con giudici cocainomani (e quindi ricattabili dal business stesso) , non potreste farlo con forze dell'ordine che ne fanno uso e abuso continuo, e nemmeno con forze armate nelle quali circola indisturbata, specialmente ai piani alti. Non potreste farlo avendo tutta la borghesia “perbene” contro, giornalisti compresi.

E' un business che ha in mano l'intera Italia, che ne e' il principale porto d'approdo per tutta Europa, dove poi viene smerciata. Ogni politico, funzionario pubblico da un certo reddito in su, ogni borghesotto da un certo reddito in su, e' schiavo e ricattabile dal business della cocaina.

Ma cosa c'entra con Willy? C'entra perche' la cosiddetta “movida” alla quale Willy partecipava (come ormai tutti i giovani) non e' altro che un mercato a cielo aperto di cocaina. Lo sanno tutti, ma come succede in Italia quando tutti bagnano il biscottino, tutti fingono di non saperlo.

Perche' i fratelli Bianchi si sono comportati da bestie? Cocaina. Perche' spadroneggiavano nei locali della movida? Cocaina. Nessun locale della movida puo' opporsi quando gli viene chiesto di fornire un posto sicuro per un sacchettino. Tutti lo fanno. Tutti, nessuno escluso. Perche' la polizia non ha arrestato prima i Bianchi? Cocaina. Perche' non c'era polizia in giro? Cocaina.

La risposta a tutti i misteri e a tutte le domande sulla morte di Willy, come di altri ragazzi morti alla “movida”, sempre per liti dovute a futili motivi, e' sempre in questa parola.

Cocaina.

Erano strafatti di coca i Bianchi e i loro amici. Erano strafatti di coca tutti quelli che hanno iniziato la lite per futili motivi. Perche' ( in passato lavorai come buttafuori nelle disco per pagare le spese dell'universita' ) quando hai una massa di persone fatte di coca la lite salta fuori per niente: spintoni che nemmeno esistono, “cazzoguardicazzovuoi”, e tutto quanto. E' la firma della cocaina. Ma tutti fingono che sia un attore marginale di quanto successo.

E quanto grave sia il problema ve lo dice l' ASSENZA di questa parola dall'inchiesta, l' ASSENZA di questa parola nelle parole delle elite consumatrici che scrivono opinioni sull'omicidio di Willy.

Ed e' cosi' che va narrata la storia di Willy. Partendo dalla cocaina.

“Una notte, in un grande mercato a cielo aperto di cocaina, in una massa di ragazzi strafatti dalla cocaina, parte una rissa di quelle che nascono per nulla quando tutti sono consumatori di cocaina. La polizia non presenzia il posto perche' abitualmente si gira dall'altra parte quando si parla di cocaina. I perdenti della rissa, che essendo strafatti di cocaina non accettano di perdere, chiamano altri ragazzi strafatti di cocaina, piu' forti, che si comportano come si comportano quelli strafatti dalla cocaina: con una violenza iperconvulsiva.”

Ma la storia continua:

“nonostante tutti sappiano che ogni movida del paese e' uno spaccio a cielo aperto di cocaina, i magistrati non ordinano alcun test antidroga per i Bianchi, nessuno sui testimoni, nessuna perquisizione nei locali della zona, tantomeno vengono fatte ricerche per capire se quel luogo “buio” perche' i lampioni erano sabotati non fosse per caso un luogo di spaccio. (Lo era. Lampioni rotti = spaccio). La parola cocaina non la nomina nessuno se non come fattore marginale, e nemmeno si azzarda una spiegazione sul perche' i lampioni fossero guasti. Il magistrato non si pone la domanda, la polizia si concentra su altro, e nessuno vuole dire che l'omicidio e' avvenuto nell'ennesima piazzetta della droga ove gli spacciatori rompono i lampioni per non farsi riprendere”

Ed e' incredibile come la storia si dipani senza che la cocaina venga nominata , o nominata solo come fattore marginale, che riguarda i Bianchi e poco piu'.

Avviene un omicidio dentro una piazzetta dello spaccio di cocaina, ma NON parte una grande operazione antidroga contro lo spaccio di cocaina. No. L'unico raid delle forze dell'ordine va a controllare se la palestra di MMA ha i permessi in ordine. E' normale?

“La cocaina sembra invisibile agli occhi degli uomini dello stato, e anche agli occhi della stampa di stato, che pratica gli stessi vizi. E cosi' si nomina al massimo, sottovoce, il fatto che i Bianchi ne fossero consumatori in passato , ma sembra sfuggire il fatto che quell'angolo buio fosse un mercato di spacciatori di cocaina, che ogni movida del paese sia ormai un mercato a cielo aperto di cocaina, che tutti o quasi i coinvolti ne avessero consumato, che i negozianti del posto sicuramente ne sanno qualcosa e ospitano dei sacchettini, e che la rissa sia scoppiata con la classica dinamica della cocaina”

Di cocaina in Italia non si deve parlare, non in televisione ove se ne fa un uso smodato tra i VIP, non sui giornali che appartengono a una di quelle parrocchie “perbene” , nelle cui feste la coca gira a fiumi. Non se ne deve parlare alle forze dell'ordine , che fingerebbero piuttosto di non sentire, perche' ne fanno un uso smodato ,e diventano piu' violente per questo: questo pestaggio porta la chiara firma della cocaina, il “cazzoguardiiotammazzononseinessuno”.

Non ne sentirete parlare dai politici se non come il problema di qualcun altro, nonostante l'uso smodato che ne fanno TUTTI i vipz di Roma, senza alcuna esclusione, compresi i politici che dicono di non essere affetti. Provate a proporre l'esame antidroga obbligatorio per tutti i parlamentari e sentirete gridare “ma la praivazi!!!”. E anche i magistrati, appartenendo alla boghesia statale ricca, o alla massoneria, o entrambe, fanno finta di non averla vista, e non la cercano nemmeno. Per questo nelle feste di Silvio le troie hanno fatto piu' scalpore della coca.

Ecco, la maniera giusta per narrare la storia di questo morto della Movida e' quello che richiede di sollevare il piu' gigantesco problema di droga e criminalita' mai visto: il problema della Cocaina.

Persino quando ne avrebbero la possibilita', pubblicano lettere dove si, ci sono quattro pilastri della Movida ma non si approfondisce mai quello della cocaina. Ordine di scuderia: glissare sulla cocaina.

La storia di Willy e' una storia di Cocaina.

Ma e' proprio la parola che nessuno mettera' MAI al centro della discussione. Se anche verra' nominata, lo sara' di striscio. Fattore marginale. Magari i Bianchi e i loro amici ne facevano uso.

Ma non si nominera' mai la cocaina come il motore immobile attorno al quale tutta la vicenda, e tante vicende simili, si svolgono e si sono svolte.

L' omicidio fascista(1) di Willy ovviamente sta facendo parlare , ma vedo che la stampa italiana ne sta facendo la solita narrazione assurda e romanzata, che trasformera' un problema drammatico (la fusione tra fascismo, tifoseria e criminalita' organizzata) in un “consueto fatto di cronaca dove andremo a finire signora mia”.

I primi responsabili sono i giornali piu' seguiti, ovvero i soliti repubblica, lastampa, corriere. E lo schema che usano e' sempre lo stesso.

  • Prima fase: cominciano i due minuti di odio.

Nella prima parte della diffusione della notizia, tutto e' chiaro, chiarissimo, e il Tribunale del Bobbolo puo' sicuramente emettere la sua condanna. I cattivi sono chiaramente cattivi, sono vestiti di nero, antipatici e gli puzza pure l'alito. Puzza di eretico.

Partono le interviste che non servono a nulla ma aggiungono pathos.

Intervista ai vicini, intervista ai genitori, intervista al confessore, intervista ai maestri di scuola, intervista alla cognata, intervista al barista. Aggiungere figura che non ha nulla da aggiungere , a caso.

La vittima viene santificata, i carnefici sono dei bastardi, e sinche' l'opinione pubblica e' calda, la si batte. Le Armate dell' Anticristo hanno ucciso l' Agnello di Dio. Punto.

Bruciate la strega!

  • Seconda fase: arrivano gli opinionisti.

E' colpa del riscaldamento globale. E' colpa della politica. E' colpa del sistema. E' colpa della societa'. E' colpa di Carlo Magno. E' una cultura antichissima del pomodoro antipatico che va cancellata. E' colpa degli uomini. E' colpa delle donne non si puo' dire. E' colpa della musica Rock. E' colpa del partito politico X. E' colpa della Germania. E' colpa della UE. E' colpa dei migranti. E' colpa dei social network. E' colpa del patriarcato. E' colpa dei comunisti. Continuare a piacere.

In ogni caso, siamo stati sconfitti. E' una sconfitta per tutto il Lazio. E' una sconfitta della legalita'. E' una sconfitta degli adulti. E' una sconfitta dei giovani. E' una sconfitta dell' Europa. E' una sconfitta dello Stato. E' una sconfitta per le coscienze. E' una sconfitta per tutte le donne. E' una sconfitta per tutti i progressisti. E' una sconfitta per i patrioti. E' una sconfitta per la Patria. E' una sconfitta per la Giustizia. Continuare a piacere.

Il popolo ha sfogato i suoi biechi istinti la strega e' stata bruciata (almeno in effige), e adesso il popolo vuole capire. Quindi legge gli opinionisti, e scopre che e' colpa di tutto, ma proprio tutto, e di tutti, ma proprio tutti. Maledetto Carlo Magno. Maledetti buchi neri supermassivi. E le particelle esotiche.

  • Terza fase: arriva il mistero.

Siccome normalmente la prima ricostruzione (quella che ha portato il tribunale del Bobbolo a mandare a morte la strega) e' affrettata, emotiva, romanzesca (i buoni e i cattivi, dai.) allora arriva subito il mistero. Il mistero non e' altro che quella parte di realta' che sfuggiva alle certezze granitiche della fase 1.

misderoh.

Il Misderoh e' normalmente la specialita' dei giornali di sinistra, e mira ad eccitare quelle persone che stanno ancora aspettando “La Verita' su X”, anche dopo 30 anni che i tribunali di terzo grado hanno scritto la sentenza. I punti non chiari. I giornali di destra sono piu' virili (o almeno ci provano) e parlano di “crepe nell'inchiesta”.

Normalmente “il mistero” segue le stesse regole del revisionismo di Irving: “ok, abbiamo trovato un campo di concentramento coi sopravvissuti, le ossa e la cenere ancora calda e abbiamo milioni di testimoni. Ma di che colore erano di preciso le quaglie che volavano nel cielo? Mistero irrisolto. Ci sono delle falle nella teoria. Vogliamo la Veritah! gombloddo, boderi fordi!”.

Allo stesso modo vedrete che nella vicenda di Willy diranno “ok, quei quattro lo hanno preso a mazzate, lo hanno picchiato anche quando era a terra, hanno pure ballato sul cadavere, sono noti picchiatori, hanno precedenti, i genitori dei quattro dicono che ammazzare un negro si puo', ci sono testimoni e gli imputati si accusano uno con l'altro mentendo spudoratamente. Ma il caffe' del bar di Vincenzo, quella sera, sapeva un po' di bruciato o no? Non si sa. Misdero, gombloddo, VOGLIAMOH LA VERIDAH!”.

La quarta fase e' quella in cui , diciamolo, ci siamo gia' rotti il cazzo di Sto Willy, vogliamo un omicidio nuovo di zecca per i prossimi due minuti di odio, e quindi bisogna che questa vicenda arrivi alle TV. Che inviteranno una pletora di persone, alcune “contro” e altre “a favore”, che discuteranno dei misteri della vicenda, di quello che e' successo sui social. Il “misdero gomblottoso” ovviamente alimenta quelli che vogliono sostenere l'innocenza dei quattro balordi, e sostenere invece che Willy sia stato ucciso dai servizi segreti cinesi perche' sapeva troppo sugli involtini primavera, e chiaramente dall'altro lato ci saranno i soliti che, dopo aver detto che loro sono garantisti, vanno direttamente alla fase “opinionista”, ma in TV.

La fase “mistero”, cioe', non serve tanto ai giornali, ma e' il ponte che consente alla notizia di alimentare migliaia di trasmissioni televisive , nelle quali occorre sempre “il contraddittorio” , e quindi occorre pescare nel torbido.

Questo e' piu' o meno lo schema che viene usato per tutte le grandi notizie di cronaca. A volte ci sono anche fasi intermedie, tipo la “mantide” della situazione, ma per il resto si procede in questo modo.

Quello che succede in realta' e' che un processo per omicidio richiede indagini, e chiaramente esse procedono sistematicamente, cercando di fare chiarezza e completezza, ma nessuna indagine puo' chiarire ogni possibile dettaglio (per esempio ci sono lampioni spenti che hanno impedito alle telecamere di fare chiarezza). Ma questo e' tipico di OGNI indagine, e se queste parti mancanti esistono e' solo perche' la realta' e' meno precisa delle certezze granitiche della fase 1 giornalistica.

  • Ultima fase, la realta' diventa narrazione.

In questa fase, del morto non frega un cazzo a nessuno, i colpevoli non si capisce se siano colpevole o vittime , e tutto si mescola con tutto.

Per fare un esempio: si dice che i Bianchi siano stati “linciati” sul Web, o meglio su Facebook. Niente di piu' falso. Nella realta' di questo pianeta, stando alla definizione di linciaggio, l'unico ad essere stato linciato e' stato Willy.

Quello che e' successo sul web e' che alcune persone (tra cui i Bianchi) sono state insultate. Certo, se non ci fosse un altro linciaggio nella storia non ci sarebbe stato alcun problema ad usare la parola “linciaggio”, come eufemismo oppure come metafora. Ma dire che i Bianchi sono stati “linciati”, in una storia ove un ragazzo e' stato linciato, produce indubbiamente confusione. E mette le due cose sullo stesso piano: ho ragione di sospettare che , potendo scegliere, Willy avrebbe preferito essere “linciato” su Facebook.

Ma non importa: ai narratori, normalmente forbiti in qualche materia umanistica, il concetto di realta' e' ignoto. Usare lo stesso termine per indicare gli insulti rivolti ai Bianchi e la morte di Willy non li preoccupa, perche' dal punto di vista dialettico, o se preferite narrativo, un “linciaggio” non e' un atto materiale con il quale numerose persone uccidono furiosamente a botte una (o poche) persone. Al contrario, nel mondo della cultura umanista il linciaggio che e' capitato a Willi e' descritto usando lo stesso termine usato per descrivere gli insulti ricevuti su Facebook dai Bianchi.

E quando arrivano i narratori, tutto e' uguale a tutto, tutto si lega a tutto, la pizza con l'ananas e l'omicidio vengono messi sullo stesso piano, e di fatto ognuno rimane della sua opinione.

La fase della narrazione e' quella che io chiamo la fase la fase Gente-Oggi, normalmente dedicata ad anziane signore coi bigodini azzurri che leggono di Taricone, Padre Pio, Lady Diana e Pavarotti che apparecchiano la tavola per accogliere Willy in cielo. Cosi' come la fase “il misdero-vogliamolaveridah” prepara la notizia per sbarcare in TV, la fase “narrativa” prepara la fase PadrePio-Taricone-LadyD-Pavarotti dell'evento. Compresa la medium che ha parlato con Willi e sta bene e saluta tutti.

(1) Il fascismo ha , come modo di pensare e di agire, diversi tratti caratteristici. Quando viene pizzicato in fallo il fascista diventa bugiardo e patetico, le malefatte sono sempre commesse in branco o in una situazione di prevalenza assoluta, il fascista crede di poter accendere o spegnere lo scontro a piacimento, crede di poterne prevedere durata e intensita', i gruppi fascisti sono quasi tutti connessi a mafia, ndrangheta, spaccio di droghe e racket, eccetera. Non occorre appartenenza od affiliazione ad un gruppo politico fascista per essere fascisti cosi' come non serve avere in casa un grosso gong per essere cinesi.

Una delle cose belle di internet e' che se vuoi sapere chi sia un certo gruppo e cosa voglia , non devi leggere articoli scritti da altri sul gruppo. Vai sul sito che quasi sempre il gruppo ha, sito che quasi sempre ha dei forum o delle mailing list, ti ci iscrivi e parli con i membri. Un esempio e' il movimento MGTOW.

In particolare, questi gruppi mi hanno incuriosito perche' ho notato una cosa: essi (nonostante siano pochi) vengono menzionati principalmente delle femministe, le quali hanno una narrativa chiaramente falsa , e specialmente una narrativa completamente concorde. Cioe', una posizione politica ufficiale: le femministe non sono quasi mai tutte daccordo su qualcosa, tranne quando si tratta di un manifesto politico.

E mi incuriosiva ancora di piu' il fatto che l'atteggiamento femminista non era simile a quello che tengono con gli “Incel” o con i fascisti retrogradi. E' chiaro che li temono. Li temono di quel terrore fobico che ti blocca dall'aprire una scatola , perche' temi che dentro ci sia un topo, o un ragno, o qualsiasi cosa per cui tu abbia una fobia.

Per chi non lo sapesse, MGTOW significa Men Going Their Own Way. Indica una sottocultura che non ha scopi politici, ma raggruppa quegli uomini che per scelta (in genere dopo brutte esperienze) ritengono che le donne abbiano una spiccata tendenza a sfruttare gli uomini per motivi econonomici, e ad opprimerli per un qualche feticismo verso il potere, o per puro sadismo. Nella loro visione, la donna e' principalmente un parassita economico, specializzata nel ridurre il maschio ad una fonte di reddito.

Cosi' mi sono immerso in due dei loro forum, ci ho parlato e li ho osservati. E oggi credo di poterli dividere in diversi gruppi.

  • MGTOW di tipo economico.

Questa fazione fa un ragionamento puramente economico. I militanti dicono: se calcolo quanto ho guadagnato nei miei 10,15 anni di matrimonio, e gli tolgo le mie spese personali, ottengo che dovrei essere milionario. Eppure, non lo sono. Il delta e' andato a coprire le spese legate ai bisogni della consorte, il cui contributo economico e' stato nullo nella migliore delle ipotesi.

Questa corrente pensa che la donna sia un parassita economico che col matrimonio mira principalmente a trovare una fonte di reddito, e fin qui non e' nulla di nuovo. Ma queste persone sostengono che la strategia sia di gran lunga piu' sofisticata. Hanno evidentemente incontrato donne (dalle quali in genere hanno divorziato) che a detta loro hanno sistematicamente impedito loro di coltivare ogni hobby possibile, di uscire per una birra, di frequentare una palestra, al preciso scopo di poter tenere i soldi per se' stesse e per le loro spese.

Le prove di questa “hidden agenda” sono del tipo “se io provavo ad iscrivermi in palestra era tutta una lamentela che non ero mai a casa e che spendevo troppi soldi, mentre lei aveva manicure, usciva con le amiche, andava dall'estetista due volte a settimana”. Oppure “mi diceva che per i miei hobby stavo spendendo troppo, ma non aveva problemi a pagare mille dollari per un paio di scarpe”, “lei aveva diritto a riposarsi quando ero stanca, se io provavo a leggere un libro mi diceva che non facevo abbastanza in casa. In pratica lei ha fatto la bella vita coi miei soldi”.

Questa fazione in genere poi spiega che bella che e' la vita quando sei divorziato, e ti sei riappropriato delle tue finanze. Molti raccontano di come ora abbiano abbassato anche i ritmi di lavoro (o hanno potuto trovare lavori meno impegnativi) e ora possano avere una vita con degli hobby, degli amici, e prendersi cura del proprio benessere. Grazie al fatto di essersi liberati da questi parassiti economici.

  • MGTOW di tipo esistenziale.

Questa corrente accusa le donne di strumentalizzare il matrimonio e le emozioni al puro scopo di un godimento sadico. Vedono le donne come mostri sadici e oppressivi, ossessionate dal potere e dal controllo. Il loro ragionamento e': prima del matrimonio mi piaceva fare A, B, C. Che so io, suonavo uno strumento, leggevo libri e facevo sport. Lei faceva D,E,F, che so io usciva con le amiche, partecipava ad un club di qualcosa, amava dipingere. Dopo il matrimonio, lei ha continuato a fare D,E,F, mentre io ho smesso di fare A, B, C. Se analizzo il perche' ho smesso, scopro che ho ricevuto pressioni, sia con strategie attive (ingiunzioni tiranniche ingiustificate) oppure mediante strategie di tipo aggressivo/passivo.

In questa visione la donna e' una specie di essere sadico e assetato di potere, e usa il matrimonio come una specie di cappio per catturare le sue vittime. Il risultato e' che lo sviluppo personale dei maschi viene (a detta loro) cancellato, trasformando l'uomo di casa in una specie di servo della gleba, senza diritti, tiranneggiato , ricattato o manipolato mediante sensi di colpa, o strumentalizzando/manipolando i figli.

La loro esperienza personale e' sempre di questo tipo, e ovviamente siccome parlano dopo un divorzio raccontano anche di come abbiano ripreso la propria autostima e la propria dignita' dopo aver divorziato. Raccontano aneddoti del tipo “io avevo cominciato una dieta e lei ha cominciato a cucinare tutto quello che non potevo mangiare, allo scopo di distruggere la mia autostima”, oppure “io mi ero iscritto ad un corso di ceramica e da quel momento proprio in quelle sere improvvisamente aveva bisogno dell'auto per emergenze che non si erano mai verificate prima”, eccetera.

  • MGTOW con esperienze estreme.

Gli abusi domestici non vanno sempre e solo da uomo a donna, ma esistono anche da donna a uomo. In genere le donne non sono violente, ma le esperienze di questi uomini parlano in generale di donne che, usando prevalentemente strumenti verbali o minacce di ogni genere li hanno ridotti in depressione, burnout , problemi psicologici ed altri problemi gravi di salute. Problemi che hanno poi risolto col divorzio.

Le esperienze che raccontano sono veri e propri abusi, sebbene non condotti con la violenza fisica, e gli effetti sono devastanti. Spesso si tratta di uomini che avevano gia' problemi di salute, che sono diventati il punto debole all'interno della coppia. Le loro esperienze sono infernali, e non ci avrei creduto se non avessi (per altri motivi, nella vita reale) gia' incontrato uomini che hanno avuto problemi del genere. In generale, ti stupisci di quanti siano, ma alla fine non sai bene se si tratti di “casi limite”, di “casi estremi”, o di un fenomeno che esiste ma non emerge perche' i maschi faticano a denunciarli, per vergogna o per educazione (boys don't cry).

  • aspiranti MGTOW che chiedono consigli.

Una parte grossa delle discussioni e' di tipo legale, ovvero “come divorziare senza essere dissanguati”, oppure consigli del tipo “cosa fare quando tutta la societa' ti vuole sposato, sei l'unico single, e ti guardano male”, oppure “come fare a spiegare alla gente che non sei gay solo perche' non vuoi una donna attorno ai piedi”. Insomma, come tenere lontane le donne in una societa' ove il maschio “vincente” deve essere circondato di belle donne, e dove il maschio “adulto” deve essere sposato.

Interessante la parte dell'ufficio/lavoro, dove questi chiedono agli altri come fare ad evitare di trovarsi da soli in una stanza con una donna (temono di essere ricattati con false accuse) o come procurarsi microfoni o gadget spia per registrare quello che accade (sempre per lo stesso motivo), oppure come evitare contatti personali in ufficio, con quali scuse evitare di fare colloqui di lavoro alle donne senza essere accusati di volerle svantaggiare, insomma, come evitare il piu' possibile ogni contatto.

Sino a questo punto, si direbbe uno sfogatoio di uomini divorziati, ex fidanzati , conviventi o meno, o semplicemente uomini che hanno deciso di non sposarsi/fidanzarsi/corteggiare (to date women) dopo aver ascoltato gli altri. La loro ambizione e' quella di avere cura di se' stessi, del proprio patrimonio e/o del proprio sviluppo personale, contro un mondo di donne viste come parassiti economici, tiranni , o semplicemente mostri sadici.

  • le donne infiltrate.

Ci sono anche delle infiltrate donne, che si tradiscono in pochi minuti, e danno loro la sensazione aumentata di essere un cumulo di ribelli circondati da belve assetate che vogliono farli nuovamente prigionieri , per togliere loro soldi, liberta' o felicita'. Si dividono in due categorie: quelle che “pur essendo uomini” dicono di conoscere bene le donne e di essere certI che hanno trovato “quella sbagliata”. Ci manca solo una torta di mele per consolare il bambino che piange, e la frase “quella non ti meritava”, ma loro credono che basti iniziare ogni frase dicendo “as a man” per sembrare uomini.

Poi ci sono quelle che si trovano nella situazione della mucca che cerca di passare per un buco della serratura, e si tradiscono quando cominciano a parlare di complessita'. La complessita' non passa per la semplicita' come una mucca non passa per il buco della serratura, e se prendete un maschio e cercate di renderlo complesso, tutto quello che otterrete e' un maschio complicato e problematico. Queste sono li' per cercare di provocare, o di dimostrare che hanno torto o reagiscono male, ma appunto, la mucca non passa per il buco della serratura, e la complessita' non passa in un mondo di maschi. Il maschio e' prima di tutto una creatura semplice, la complessita' non funziona benissimo.


Detto questo, la domanda che mi sono posto e' stata: ma perche' le femministe, molte delle quali sognano un mondo ove le donne non hanno maschi tra le palle, si sentono cosi' minacciate da avere una reazione fobica?

La risposta e' semplice: gli uomini MGTOW sono usciti dalla loro portata. NON cercano lo scontro, non fanno politica, non vogliono farla per principio, e vogliono semplicemente eliminare la presenza femminile dalle loro vite private.

Questa decisione e' semplicemente un grosso “hai rotto le palle, stammi lontana”, che e' esattamente la reazione contro cui i movimenti femministi non hanno mezzi. Come possono accusare di molestie o violenza persone che evitano il contatto? Come puoi continuare a parlare di aggressioni contro persone che non ti consentono nemmeno di avvicinarti a loro? Se ti lamenti delle molestie sul lavoro, non puoi farlo con persone che stanno sviluppando tecniche per non entrare MAI in vicinanza fisica con te, neppure in ascensore. E se il colloquio di lavoro te lo ha fatto una donna non puoi accusare nessuno di discriminazione.

In definitiva, cioe', il problema del maschio MGTOW e' che la dialettica femminista non si applica a loro. Ma specialmente non si applicano su di loro le armi dialettiche. Ho visitato due forum, uno americano ed uno tedesco. In Germania questi hanno deciso di passare al “sie”, cioe' al tedesco formale , con tutte le colleghe donne, in modo da evitare la vicinanza personale. E se conosceste i tedeschi, sapreste che e' come avere una crema solare in un bunker.

Il movimento femminista invece vuole lo scontro. Ed essenzialmente , o almeno sul piano dello stereotipi, appare loro come il modello esatto di donna che hanno in mente: sadica, dipendente dal potere, affamata di soldi. Dal lato delle femministe questi uomini sono dei mostri, ma non perche' siano colpevoli di qualcosa: perche' diventa quasi impossibile trascinarli sul banco degli imputati con le solite accuse.

E il nucleo del problema e' ancora peggiore: tecnicamente si tratta di una forma di ginofobia. Il problema e' che la reazione non e' quella che vorrebbero i movimenti femministi. Loro speravano in uno scontro dialettico, tutto quello che ottengono e' “scusami, ho altro da fare, ti richiamo io”.

Non ho visto in nessun forum MGTOW alcuna istigazione alla violenza, allo scontro o alla lotta. Tutto quello che vedo e' una determinata volonta' di vivere da soli, badando ai propri obiettivi, alla propria crescita personale, al proprio benessere e alla propria felicita'.

Ma e' proprio questo il punto. Per un movimento politico che predica una lotta, un avversario che non lotta e se ne va a farsi una birra con gli amici e' il peggiore avversario possibile.

Cosi' terribile che nessuno deve sapere della mostruosa strategia che questi uomini, a torto o a ragione, hanno inventato: tenersi al largo e farsi i cazzi propri.

Ed e' per questo che quando una giornalista femministra parla di loro, si guarda bene dallo spiegare cosa siano.

Ultima domanda: ma ho imparato qualcosa di utile studiando questo sottogruppo? La risposta e' abbastanza semplice: si. Ho imparato l'unico approccio possibile, utile e funzionante, nei confronti del femminismo moderno.

machittesencula

Si tratta di un viaggio nel web che vi consiglio.

I siti per interagire personalmente con queste persone sono:

Ci sono anche libri interessanti scriti da MGTOW , qui:

E se volete alcune riflessioni acute sul fenomeno, qui:

Cosi' almeno, se volete farvi un'idea, non dovete per forza leggere quello che vi dicono di leggere le femministe.

Basta un qualsiasi social che sia alternativo a quelli mainstream per leggere le stesse cose, sia in Italia che altrove. Tutti gli CSOA stanno venendo sgombrati, chiusi , cancellati. Il mondo “antagonista” sembra vivo solo negli USA, dove peraltro ricicla come nuovi gli sloagan degli anni '70 europei, mentre in Europa sembra aver esaurito completamente la carica.

Se all'inizio degli anni 2000 ancora era possibile per loro dar vita a mobilitazioni contro il G7, ed essere in molti, oggi il loro consenso esce a fatica dalle poche decine di persone che ancora frequentano i pochi CSOA. L'eta' media si e' alzata e la stanchezza domina.

Persino la solita americanata del BLM e del #metoo riesce ad ottenere qualche visibilita' sui media, ma non riesce poi ad ottenere consenso tra la popolazione.

I motivi di questa mancanza di consenso sono molteplici.

  • 1. alla continua analisi del problema non segue una proposta che non sia ridicola e obsoleta.

Ok, il capitalismo classico e' una merda. Il capitalismo moderno e' una merda firmata Gucci. Lo abbiamo capito. Non abbiamo bisogno di chilometriche analisi (frutto di quella pedanteria filosofica che pretende di essere scienza), per saperlo. Ci basta guardare le nostre vite.

Ma se io domani venissi a proporre come leader-modello Carlo Magno, e come soluzione il Sacro Romano Impero, con un bel sistema economico feudale, le persone mi riderebbero dietro. E avrebbero ragione: la soluzione e' ormai scaduta come uno yoghourt del 1969, ha gia' mostrato i suoi limiti e peraltro non e' piu' applicabile in pratica perche' la tecnologia ha cambiato il mondo.

Allo stesso modo, questo stanno a proporre Marx e il socialismo /comunismo /anarchismo /femminismo come soluzione ai problemi del capitalismo. E tutti, come e' ovvio che sia, gli ridono dietro: la soluzione e' ormai scaduta come uno yoghourt del 1969, ha gia' mostrato i suoi limiti e peraltro non e' piu' applicabile in pratica perche' la tecnologia ha cambiato il mondo.

  • 2. il coronavirus , I.

E' ovvio che l'arrivo del coronavirus ha accelerato il fenomeno. E questa e' una cosa nota: tutte le crisi accelerano i fenomeni in corso. Ma sugli antagonisti l'effetto e' stato amplificato. Ed e' stato amplificato per una ragione: il coronavirus esiste, ed esiste in questo universo. E' reale, concetto che loro sembrano rifiutare, persi nella loro pata-epistemologia scientifica da taverna.

Erano decenni che gli antagonisti non incontravano di persona quel fenomeno fisico stravagante che si chiama “realta' “. Tutta la loro dialettica idealista parla dal punto di vista filosofico e/o politico. Non trovate mai un loro scritto che entri nel merito del fenomeno reale, sia esso scientifico o tecnico. Essendo di base degli incompetenti in ogni materia che approcciano, per nascondere tale incompetenza non fanno altro che parlare da un punto di vista “politico e/o filosofico”.

Il problema col coronavirus e' che i loro maestri dell' 800 erano uomini del loro tempo, e di conseguenza non avevano nulla da dire riguardo ad un'epidemia. Nell'800/primo novecento il positivismo scientifico diceva che coi vaccini e gli antibiotici le epidemie sarebbero scomparse tutte. Era un non-problema. Quindi ne' Marx, ne' Engels ne' Bakunin, ne' Lenin o Stalin o Trotzky, hanno qualcosa da dire a riguardo. E cosi', nemmeno loro.

Hanno provato a dire che il virus colpisce piu' i poveri che i ricchi, ma ondate di contagi nelle discoteche e nelle spiagge dei vacanzieri hanno mostrato i Briatore e i Berlusconi, cioe' le classi dirigenti, venire falcidiate di piu' e meglio.

Hanno provato a dire che il virus colpisce piu' i neri che i bianchi, ma i luoghi piu' colpiti sono Europa e USA, a maggioranza bianca. Hanno provato a dire che le donne sono piu' colpite, per essere smentiti dai medici. Tutto il loro vittimismo non e' servito a nulla. La realta' domina le idee, ed il virus e' reale.

Ma sulla realta' hanno poco da dire, come i loro maestri.

  • 3. Coronavirus, II: ovvero ne abbiamo pieni i coglioni dell' 800.

Il coronavirus ha impattato sulla popolazione ponendo sotto i riflettori problemi che i loro maestri non sapevano come interpretare. Quando e' emerso il fenomeno dello smart working hanno cercato di convincere le persone che in quel modo “il padrone” ti faceva pagare la xDSL e il riscaldamento, dimenticando completamente il tempo risparmiato e tutti i vantaggi dello smartworking. Perche' se nell' 800 gli operai stavano in fabbrica, quello e' il loro destino: PER SEMPRE.

La loro “scienza” Marxista si e' mostrata inadeguata ai tempi , ed e' ora chiaro a tutto che il loro simulacro della scienza e' solo uno stile letterario pedante, che ha in comune con la scienza la difficolta' di lettura, ma non la precisione, la predittivita' e la bonta' dei risultati.

Di fronte alle soluzioni tecnologiche alla crisi non hanno nulla di utile da dire. Il loro approccio sembra parlare all'uomo dell' 800. Sembra riferito ad una societa' che non esiste piu'. Persino quelli che loro chiamano “i poveri” sono completamente diversi da quelli di cui parlava Marx. In un mondo ove i giovani non riescono a formare famiglie ed avere figli per mancanza di risorse, la parola “proletario” e' piu' beffarda che azzeccata.

Tutto quello che i loro “intellettuali ancora in vita” hanno da dire e' che rivogliono la scuola coi banchi , senza computer (o coi computer come materia specialistica per il mondo del lavoro, quando l' IT permea circa tutti gli aspetti della vita moderna) , con la presenza del professore e la socialita'. Perche' i giovani non hanno altro spazio ove socializzare che non sia la scuola, e a sentire loro questo e' la normalita'. Un disastro di stupidita' e arretratezza: hanno in mente l' 800, e quindi la scuola deve essere quella di Cuore.

  • 4. La soluzione sembra essere peggiore del male.

Se ci chiediamo quale sia la proposta del capitalismo ai poveri del pianeta, la risposta e' “se lavori abbastanza duro e ti sposti negli USA hai un 1% di probabilita' di diventare un benestante e vivere come nei blog sull'america”. La proposta ovviamente fa cagare, ma occorre chiedersi quale sia l'alternativa degli antagonisti.

Osservando il loro comportamento, gli antagonisti lavorano ad un regime di controllo del linguaggio e del comportamento, che permea quasi tutti gli aspetti della vita. Il politicamente corretto e' diventato una polizia del linguaggio al cui confronto Orwell sembra un ottimista sfegatato. Davvero qualcuno sano di mente sogna un mondo in cui deve usare l'asterisco per eliminare il genere dalle frasi? Davvero qualcuno sogna un mondo ove e' possibile essere ostracizzati se non scomunicati per una frase scherzosa? Davvero sognamo un mondo in cui lo Stallmann (e Dio sa quanto gli ho dato contro in passato) viene costretto alle dimissioni per qualcosa che NON ha mai detto? Per non parlare della scomparsa della privacy, sotto il nome di “il privato e' politico”: da un lato si oppongono alla sorveglianza digitale, ma dall'altro non puoi dire “a casa mia faccio il cazzo che mi pare”, perche' il privato e' politico. Un incubo totalitario.

Davvero vogliamo vivere in un mondo ove viviamo nel terrore di essere sbattuti in carcere sotto l'accusa di molestie, solo perche' si e' deciso che nel caso l'accusatrice sia una donna, il processo non serve perche' si deve credere ciecamente a tutto quel che dice? Il mondo con la giustizia absque strepitu advocatorum e' quello che sognamo?

Dicono di essere contrari alla societa' della sorveglianza, ove il privato e' pubblico, dopo aver gridato per anni che il privato e' politico? Se il privato e' politico, allora e' anche pubblico , e quindi dovrebbero essere contrari alla privacy. E faticano moltissimo ad uscire da questa contraddizione, al punto che non si capisce bene la differenza tra una fazione politica che verifica l'ordodossia di ogni aspetto della tua vita, e un sistema di controllo basato sulla sorveglianza di massa. Ma la cosa certa e' che non vorremmo vivere in nessuno dei due.

E davvero vogliamo vivere tutta la vita con la sola scelta tra essere sussidiati e diventare dei vegetali privi di autostima (ho gia' parlato degli effetti dell' Hartz IV, credo) oppure diventare degli yuppies iperperformanti che con le loro tasse pagano il sussidio agli altri?

La verita' e' che l'alternativa degli antagonisti appare a tutti peggiore del male. Hanno creato millanta CSOA , centinaia di “comuni anarchiche”, e in tutte abbiamo visto solo sporcizia, degrado, droga e crimine. Ce ne fosse stata una che abbia mai invitato le persone a pensare “pero', ma lo sai che loro stanno meglio?”.

Se anche un mondo migliore e' possibile coi loro metodi, sono stati estremamente abili nel tenere il segreto, perche' quando e dove andiamo ad osservare il microcosmo che sanno costruire, non vediamo niente per cui sia sensato abbandonare il poco che abbiamo. Del resto, se i microcosmi che hanno creato fossero apparsi attraenti, a milioni avrebbero abbandonato il vecchio stile di vita per unirsi a loro.

Ma non e' successo.

  • 5. Un'idea di “popolo” assurda.

Quando gli antagonisti si riferiscono al popolo, non si capisce mai chi cazzo sia il destinatario delle loro idee. A chi stanno parlando di preciso?

A quelli che vengono ai concertini di musica indie? A quelli che vengono dai corsi di tango , yoga, caopeira, [ inserisci qui l' IntiIllimanismo del giorno ] , quelli che partecipano al “flash mob” della settimana, selfieselfie/comunicato stampa? Ai cantanti miliardari che suonano nelle ore fresche del primo maggio, o ai gruppi Intillimaniformi che suonano nelle ore calde, e ai loro fan?

Chi sarebbe di preciso questo “popolo”, oggi? A chi stanno parlando di preciso, e specialmente: perche' non ci parlano? Persino i testimoni di geova sono capaci di raggiungere le case e parlare con le persone. Tutto quello che fanno questi e' appiccicare manifesti in giro, dove spiegano che hanno organizzato una serata di lettura di qualche autore russo dell' 800, e venite venite che ci divertiamo. Immagino che come alternativa alle emorroidi sia attraente per i piu', ma provare a mettersi di fronte alle persone e parlarci forse avrebbe qualche chance in piu' di una lettura di Gogol?

Peraltro, ormai la conoscenza di questi autori appartiene ad un'elite intellettuale, sociale ed economica non troppo diversa da quella che frequenta La Scala di Milano.

caballoni

E penso che essere stanati dai loro CSOA sia un bene, perche' ora saranno costretti ad uscire dalla tana e stare negli stessi posti di tutti gli altri, e potranno finalmente vedere coi loro occhi il popolo di cui staparlano.

  • 6. Gli intellettuali senza cervello, ed altri stereotipi piu' o meno caricaturali.

Insieme agli CSOA, la fazione antagonista ha preso il controllo del ruolo degli intellettuali, cercando di raggiungere l'egemonia culturale. Il problema e' che non avevano intellettuali. Avevano persone che si sforzavano di imitare un intellettuale, si vestivano come un intellettuale, si pettinavano come un intellettuale , apparivano come le persone credevano un intellettuale dovesse essere, ma appena aprivano bocca....

...e' come se milioni di persone, ad un certo punto, avessero fatto irruzione nelle librerie gridando “devo emanciparmi! devo farmi una cultura! presto, mi dia il libro piu' noioso che ha”. I loro intellettuali sono uno stereotipo dell'intellettuale, le loro donne intelligenti sono la caricatura della donna intelligente, ci mancano solo i negri che suonano il Jazz e i cinesi che fanno kung-fu col gong. ( Le geishe no, che il giappone e' di destra, tranne i manga e i cyberpunk).

Tutto quello che fanno e' la caricatura. Di uno stereotipo. Di un'americanata. Sebbene formalmente siano contro la cultura americana, hanno riempito le citta' con graffiti inutili e fuori contesto, producendo una situazione nella quale se sei negro e povero devi amare il rap, diventando la caricatura del negro povero americano. Ma contro il razzismo. E le loro femministe sembrano cieche di fronte al fatto che se c'e' un manifesto della mascolinita' tossica lo trovate proprio nel Rap. Se io dicessi che invece il negro povero americano dovrebbe amare l'universita' , i libri e l'opera, starei contraddicendo il loro stereotipo. Che per loro non e' razzista, perche' essendo antirazzisti sono condannati a difendere la negrita' dei negri, di quelli che essendo negri sono condannati ad essere antirazzisti the negro way.

  • 7. la rivoluzione e' impossibile. Ma non se ne fanno una ragione.

Puoi abbattere il tuo zar se e' a portata di mano. Puoi scioperare se sei un dipendente. Puoi fermare la produzione se ce l'hai a portata di mano.

Ma oggi il tuo Zar si siede a Washington, il tuo padrone e' a Palo Alto, la tua fabbrica sta su piu' continenti, e quello che doveva farti da Leader ha preferito fare il CEO e guadagnare miliardi.

Ma questi antagonisti vanno ancora cercando la rivoluzione, la tensione, si masturbano con le rivolte di BLM e credono davvero di poter sovvertire il sistema con una forza militare che non hanno, sperando che vada in piazza un popolo che deve essere in ufficio, hanno dei leader che non saprebbero trovare casa propria su una carta geografica, e tutto quello che sanno fare e' fare delle continue risse con la polizia, che chiamano “proteste”, se non fosse che nemmeno la classe di lavoratori piu' sfruttata del momento (i poliziotti) riesce a provare un attimo di simpatia per loro.

Non solo non ci riescono, ma non ci provano nemmeno, a protestare. Con milioni di giovani che consegnano pizze a 2 euro al giorno non riescono a far passare il messaggio “bisogna alzare gli stipendi”, con un migliaio di morti all'anno in Italia non riescono a convincere i lavoratori che crepare non e' bello, nemmeno i concetti piu' basilari della dignita' umana emergono dalle loro proteste, che sono in realta' delle semplici risse con la polizia. C'e' poca differenza tra uno di questi antagonisti che cerca la rissa con la polizia e il patafascista che il sabato sera va in piazza a cercare la rissa con qualche immigrato. In entrambi i casi, sono degli scemi di guerra cui piace menare le mani.

Tutta questa massa di idiozie ha trasformato l'antagonismo in una sconfinata distesa di farlocchi incoerenti, piu' modaioli dei conformisti che criticano, violenti quanto i fascisti che criticano, intolleranti e prepotenti quanto la polizia che dicono di avversare, maschilisti quanto il patriarcato che dicono di opporre, inquisitori quanto la chiesa che dicono di detestare.

La loro estinzione era gia' inevitabile, ma ora il coronavirus ha accelerato i tempi. Se dio vuole, la mia generazione vedra' i loro successori.

Che potranno solo essere migliori.

Mentre l' India ha smesso di pagare i rimborsi fiscali perche' non ha soldi (l' India e' in default, insomma, solo che Modi non lo ammette dicendo che e' “volonta' divina' “) , in Italia si fa un gran parlare della partita delle TLC, rete unica e cazzi buffi. Che non e' davvero la partita delle TLC, ma la storia di un capitalismo di straccioni, di cialtroni che giocano ai capitalisti senza avere soldi, tanto alla fine paga sempre il cittadino, o come stato o come consumatore.

Per capire bene la storia della “rete unica” bisogna capire come una classe economica di capitalisti senza soldi abbia potuto nascere e proliferare. Per prima cosa, occorre capire che il capitalista italiano , rispetto a quello straniero, semplicemente non ha capitali.

Ma allora, direte, come mai ci sono in borsa aziende che valgono decine di miliardi? Qui entriamo nella storia di un paese ove le conoscenze ed i favori possono prendere il posto dei soldi.

Allora, si prenda un'azienda che vale dieci miliardi di euro. Ma nessun capitalista italiano ha dieci miliardi cash per comprarla. Allora come fa un capitalista italiano a comprare questa azienda e tenerla per se', quando ci sono fondi stranieri che dieci miliardi li usano come lettiera del gatto?

Bisogna ricordare che le azioni non sono tutte uguali. Alcune azioni , in determinate condizioni, possono consentirvi di entrare nel CDA (insomma, di prendere le decisioni ed eleggere il CEO), mentre altre azioni (per esempio quelle che comprate voi in banca) non vi consentono di votare nel CDA.

Se avete abbastanza amici tra le banche, potete convincerle a prendere il 94% delle azioni e piazzarle a tantissimi consumatori, dentro qualche paniere. Siccome i risparmiatori/consumatori non hanno voto nel CDA, tutto quello che rimane da “scalare” se volete diventare i padroni dell'azienda e comandare voi (e prendervi i profitti) e' il 6%.

Ma il sei per cento di dieci miliardi e' , ovviamente, molto piu' piccolo, sono “solo” 600.000.000 di euro. Ed ecco che il capitalista straccione puo', coi pochi spiccioli (nel mondo della finanza sono pochi spiccioli), comprare un'azienda immensa. E per solo seicento milioni di euro potete possedere completamente un'azienda da dieci miliardi.

Questa tecnica dello “svuotamento” azionario e' stata praticata a moltissime aziende, con percentuali diverse, quando qualcuno dei salotti buoni della finanza ha cominciato a desiderare le grandi aziende (ex statali) che erano finite sul mercato.

Voi direte: ma se uno straniero arrivasse e offrisse il doppio del prezzo, non sarebbe facile per lui possedere piu' di quel 6%. Eh, no.

Per fare un'operazione del genere lo straniero dovrebbe:

  • passare per i controlli incrociati di Consob, GdF, e chi piu' ne ha piu' ne metta.
  • immediatamente verrebbe fatta una legislazione ad hoc per fermarlo, come la Gasparri nel caso di Mediaset.
  • le banche italiane sono mescolate con i salotti buoni, e hanno vincolato le azioni nel portafogli degli italiani. E quelle che hanno non te le vendono perche' sono amiche dei salottieri.

siccome e' straniero, non ha tutti questi amici pronti ad aiutarlo, e allora le aziende dei capitalisti straccioni sono salve.

Insomma, se volete fare i capitalisti in Italia non avete bisogno davvero di “capitale”. Solo i fessi ne hanno bisogno. I furbi invece sostituiscono il capitale con le “amicizie”.

Un esempio evidente e' un altro modo di comprare un'azienda. Si crei un fondo. Il fondo riceve dalle banche amiche delle garanzie, che testimoniano la sua “robustezza finanziaria” , specialmente se chi esamina e' un amico. Coi soldi che NON si possiedono, cioe' a debito, si scala l'azienda, offrendo agli azionisti amici esistenti un sacco di soldi. Gli amici ringraziano e ti lasciano l'azienda. A quel punto prendi il fondo, che e' indebitato abbestia, lo fondi con l'azienda che hai comprato, e puf: l'azienda e' tua, anche se un'azienda che prima era sana adesso e' indebitata di una cifra pari al suo stesso valore.

Questa operazione, che (mutatis mutandis) e' stata fatta con Telecom Italia, non e' fattibile da chiunque, sia chiaro. Per farla , occorre che:

  • amici banchieri ti sostengano con delle garanzie.
  • amici in Consob e nella GdF guardino altrove e decidano che il tuo fondo ha i requisiti per fare la scalata.
  • gli altri azionisti sono amici, e in cambio di una paccata di soldi fanno finta di niente e ti danno l'azienda.
  • le banche amiche non dicano ai risparmiatori che le azioni dell'azienda dai conti perfetti sono diventate azioni di un'azienda indebitata sino al collo.
  • i sindacati amici, che chiedono un “piano industriale” ogni volta che piove, non dicano nulla ai lavoratori.

In definitiva, cioe', il capitalismo italiano non e' fatto di persone che hanno il capitale, ma da persone che HANNO TANTI AMICI. L'ultimo barbone del paese, con gli stessi amici, potrebbe arricchirsi a dismisura partendo da zero euro.

Se qualcuno sta pensando ad un tizio che ha sposato Anna Falchi, non e' colpa mia. Siete maligni voi.

Che cosa succede ora? Succede che e' ormai chiaro che l' Europa e' qui per rimanere, e quindi iniziano le manovre per costruire campioni di dimensione continentale. E questo avviene nel settore delle TLC, che sinora (tranne Vodafone e Telefonica) non vede molti giganti in Europa. Anche il settore TV non vede tanti grandi player, anzi non ne vede nessuno.

E adesso c'e' il problema: le banche italiane sono in difficolta', e faticano a tenere in pancia le azioni che hanno spalmato sul “parco buoi' ” di fronte ad offerte allettanti. I capitalisti stranieri hanno MOLTI soldi: solo il fondo pensionistico norvegese, per fare un esempio, ha piu' LIQUIDI dell'intera capitalizzazione della borsa di Milano.

Quindi le aziende italiane si trovano col culo scoperto: sono scalabili, scalabilissime, comprabili, comprabilissime. E siccome fuori dal paese l'amicizia di tizio e caio “is not money”, adesso si trovano in affanno. Da un lato e' difficilissimo ricapitalizzare un'azienda che e' ancora gravata dal debito monstre del suo “acquisto”, perche' nessuno e' fesso, e secondo e' arrivata la EU, e secondo le banche hanno tanta voglia di liquidi.

Facciamo prima l'esempio Vivendi-Mediaset. Vivendi vede capitali tedeschi e olandesi muoversi nel mercato della TV , e decide di provare a costruire la sua grande TV su scala europea, insomma vuole diventare una comcast europea (comcast e' il proprietario di Sky, ed altri) , e inizia a comprare azioni di Mediaset. Offre di piu' agli azionisti, e succome nessuna banca vuole tenersi la carta quando puo' avere la moneta, alla fine rastrella sul mercato un sacco di azioni?

Qual'e' la reazione di Silvio straccione Berlusconi? Anziche' prendere dei liquidi (che non ha) e andare anche lui a caccia di azioni per superare Vivendi, decide di usufruire degli amici. Si appella alla Legge Gasparri (fatta quando Silvio era al potere) e decide che anche se Vivendi possiede molte azioni, essendo straniero il suo voto in CDA vale meno.

La rete di amicizie funziona, e per un paio di anni Silvio si tiene sia i soldi di Vivendi che l'Azienda. Ma anche Vivendi non sta ferma, fa appello alla corte UE, che ha appena annullato quella sentenza. Risultato: Silvio potrebbe diventare un socio di minoranza.

Ma Vivendi non si ferma qui: siccome sa che TV e TLC si sono fuse in tutto il mondo (l'Italia e' ancora una delle poche nazioni ove la TV non vi arriva via internet: nel resto d'europa i “BIG 3” di ogni telco sono Voce, Internet e TV), Vivendi cerca di mettere piede anche in Telecom Italia. E come se non bastasse ci prova (silenziosamente) anche Deutsche Telekom, che ha gia' partnership in UK (British Telecom) e in altri paesi.

Siccome c'e' un sacco di gente disposta a dare via la cartaccia di un'azienda indebitata in cambio di cash, e i salotti buoni straccioni non hanno soldi da buttare sul piatto per contrastare la mossa, si rivolgono ancora all'unico capitale che hanno: gli amici.

E dicono: Telecom ha i debiti, ma ha anche un capitale immenso, costituito dalla rete. Se noi scorporiamo la rete e la diamo alla CDP, Vivendi (ma anche DT) la smettera' di scassare la minchia, perche' a Vivendi interessa proprio la rete, e la CDP non e' scalabile (appartiene allo stato).

Insomma, il capitalismo straccione italiano si sta arroccando in difesa. Questa mossa di scorporare la rete ha qualche chance di funzionare? No, perche' non piace a quasi nessun concorrente italiano, non piace a Vivendi, non piace a tante aziende europee che erano interessate, e che sicuramente seppelliranno il governo di ricorsi in sede EU, che smantelleranno l'impianto difensivo esattamente come hanno fatto con la Gasparri nel caso di Mediaset.

Dov'e' l'errore di valutazione italiano?

L'errore di valutazione e' quello di pensare che CDP sia un bestione troppo grosso per venire attaccato: cio' che finisce li', pensano, non ne esce piu' perche' quello e' lo stato.

Sfortunatamente, quando lo stato ha un debito pubblico al 156% del PIL, un castello simile ha pareti di ricotta.

E quando CDP sara' una preda abbastanza grassa, i capitalisti veri, quelli coi soldi, la prenderanno di mira , e di brutto. Perche' se escludiamo il suo azionariato statale, il resto del CDA e' fatto, indovinate un po', da straccioni senza cash.

Tutto qui. Stanno solo comprando tempo.