Das Böse Büro

La strada dell' ideologia conduce sempre al ridicolo.

Quando arrivo' il GDPR , io con altri colleghi stavamo costruendo uno storage Hadoop dimensionato per 400 milioni di utenti, e quindi fu circa un asteroide. Improvvisamente mi ritrovai insieme ad un pool di avvocati dell'azienda-cliente (il dipartimento legale) , i quali capivano bene il regolamento, ma non capivano il significato dei tecnicismi. D'altro canto, io e gli altri architetti (reti, storage, fabric & co) capivamo i tecnicismi ma non il legalese.

La mia azienda mi fece fare il corso intensivo di GDPR, e la fiera comincio'.

In generale gli avvocati capivano bene tutta la parte legale, dicevo, ma non capivano le tecnicalita': spesso dicevano “in quel caso cancelliamo il record”, credendo fosse come un un database, ma non sapevano che se cominci a fare partizioni da 64GB ciascuna, per fare un esempio, non puoi cancellare un record. Devi, a seconda del formato (AVRO, PARQUET, etc) scrivere un job che copia tutto su un altro blocco, tranne quel record. Impraticabile.

Anche il fatto che a seconda del formato (AVRO si, PARQUET no, etc) non si possa facilmente cambiare la struttura (i campi) era per loro una cosa sconosciuta. LA differenza tra dato pseudonimo , anonimo e criptato , cosi' come la differenza tra una criptazione omeomorfa e una non omeomorfa era per loro difficile da cogliere.

Quindi furono settimane “di fuoco”, se escludiamo la quantita' di g-nocca tipica dei team legali di qualsiasi azienda. Ebbene si', chi quote quote, chi non quote se lo squote. (LOL)

Ora, se provo ad immaginare di applicare un processo del genere alle scuole che usano cloud stranieri mi vengono in mente diverse cose. Per esempio: il GDPR Article 5(1)©, dice “personal data shall be adequate, relevant and limited to what is necessary in relation to the purposes for which they are processed”.

Ora, qui il problema e' capire cosa significhi “adequate”, cosa significhi “relevant” e cosa significa “necessary”, e che cosa significa “purposes”: perche' il legalese e' una lingua, e non necessariamente una lingua semplice.

Facciamo un passo indietro: “Privacy by design”. Questo concetto, centrale nel GDPR, dice che e' necessario che la privacy sia implementata nel design del servizio e della gestione dei dati. E non e' derogabile al google della situazione o al Microsoft, perche' il dato compie un giro lungo, che coinvolge sia il “data processor” che il “data owner”, che il “data controller”, (e sul data owner c'e' una certa ambiguita' giudirica) , e quindi anche la scuola dovrebbe costruire la documentazione di Privacy by design.

Per prima cosa , siccome anche la scuola maneggia questi dati e ci fa le pagelle, google apparentemente diventa un data controller mentre la scuola e' un data processor, per esempio, a riguardo del processo scolastico. In realta', sarebbe piu' verosimile dire che google e la scuola siano in una situazione di joint controller, anche perche' alcuni dati (per esempio l' IP da cui si collega uno studente) non sono inseriti dalla scuola. Link

Stabilito chi fa cosa, in entrambi i casi la scuola deve fare un documento di Privacy By Design, che sia ispezionabile. Anche Google lo avra' fatto (visto che offre la piattaforma business alle scuole , a condizioni economiche vantaggiose), ma le due cose sono separate e nessuna delle due sostituisce l'altra.

Cosa ci aspettiamo da questo/i documento/i che fa la scuola?

  • quali siano gli usi “necessary” (es: serve a fare le pagelle. Serve ad identificare l'utente (es, il nome) etc.
  • quali siano i “purposes”, cioe' per che cosa servono quei dati. Per esempio, giustificare la videoconferenza da una stanza di casa potrebbe diventare problematico.
  • quali dati siano “necessari”, quali “rilevanti”: per esempio, tenere accesa la telecamera dei ragazzi potrebbe essere “rilevante” ma non necessario, e cosi' via.
  • nel caso le lezioni siano registrate, per esempio, bisogna capire chi possa salvare l'informazione, per cosa sia necessaria, rilevante, eccetera.

Bene.

A quel punto si prenderanno tutti i dati che la scuola accede attraverso il sistema (orario di inizio, orario di fine della lezione, numero e nome dei presenti, nome, cognome, documenti inviati/allegati, videoconferenza, fonoconferenza, stato di salute, etc) , si fa una bella tabella e si indicano tutta una serie di dettagli:

  • dove siano salvati. (se la scuola ne ha una copia cartacea). Chi ne sia responsabile.
  • se sono necessari, rilevanti, non necessari
  • se sono criptati, pseudonomizzati, in chiaro.
  • se sono PII (l'orario di inizio della lezione e' un PII? per il prof si, perche' fa presenza al lavoro, per gli alunni... boh. Il registro delle assenze forse).
  • quanto tempo verranno tenuti.

riempire questi campi non e' semplice come sembra. Per identificare l'utente potrebbe sembrare naturale usare “nome, cognome”, ma in realta' anche Cognome, Iniziale del nome potrebbe andare, e sarebbe questionabile anche l'idea di usare solo il cognome.

Questa parte e' abbastanza delicata: per esempio, un sistema di posta elettronica puo' trasferire qualsiasi cosa. Facciamo un esempio. Io scrivo da casa che saro' assente perche' ho un'influenza alla mia team assistant, allegando il certificato e mettendo in copia la krankenkasse e il mio capo. Sembra sensato, ma non lo e':

  • il mio capo deve solo sapere che sono assente, non il mio stato di salute.
  • la mia krankenkasse non deve sapere chi sia il mio capo ne' chi sia la team assistant.
  • la mia team assistant non deve sapere quale sia la mia krankenkasse perche' sono un contribuente volontario (ok, e' una cosa tedesca. Oltre un certo reddito non sei un contribuente come gli altri, ma puoi scegliere anche di non pagare la krankenkasse, solo che paghi tutto di tasca tua).

Quindi al capo e ai colleghi io diro' di essere “assente”, alla team assistant mandero' la nota per l'assenza e il certificato medico, alla krankenkasse idem, ma senza mai citare tutti nella stessa mail. Altrimenti:

  • il mio capo cancellera' la mail e chiedera' agli admin di toglierla da exchange.
  • la krankenkasse cancellera' la mail e non mi dira' nulla (grrrr!) e lo scopriro' quando non mi pagheranno le giornate.
  • la mia team assistant cancellera' la mail perche' c'e' la krankenkasse in copia.

Morale: il DGPR non e' semplice.

Una volta stabiliti i dati dei quali la scuola e' joint processor, e averli classificati per capire a cosa servono , se sono necessari, auspicabili, PII , e tutto quanto, e' necessario parlare del tempo di retenzione.

Il tempo di retenzione dei dati NON deve andare oltre al loro necessario utilizzo. Nel caso della scuola, se ne esiste un formato copia in cartaceo, significa che in teoria finito l'anno scolastico andrebbero cancellati TUTTI, e viene da chiedersi (nel caso vengano stampati su carta come verbale , es i compiti in classe) , se anche un trimestre non sarebbe sensato.

C'e' anche una distinzione tra dato aggregato e dato: i voti di ogni singola interrogazione e di ogni compito in classe per esempio sono “dati”. Se calcoliamo la media dei voti per classe, togliendo i nomi e i cognomi degli studenti, abbiamo un “aggregato”. Gli aggregati non hanno molti limiti ai sensi del GDPR. Ma se produci aggregati sei anche , oltre ad un joint data controller, anche un data processor. Nel caso in cui il data processor richieda l'aiuto di qualcuno per processare i dati, esso diventa una “terza parte”.

Quindi in definitiva , la scuola che usa Google, o Teams, o altro per la sua didattica:

  • diventa quasi automaticamente un joint controller ai sensi del GDPR. Quindi ha tutte le responsabilita' del controller e anche quella di definire con l'altro controller chi sia il “Main” data controller che si fa la maggior parte del lavoro. Non e' scontato che sia google.

  • devono indicare un Data Officer, cioe' la persona da informare in caso di qualsiasi problema (data leak, cambio di legitimate purpose, etc).

  • devono indicare chi sia il data owner (che ha il controllo completo dei dati e puo' dare o togliere accesso ai dati stessi) e il data custodian (la persona che vigila sul rispetto di quanto sopra).

In assenza di questo, il GDPR non e' assolutamente rispettato, e anche la “liberatoria” e' completamente irrilevante ai sensi di legge: se non esiste privacy by design e by concept, il fatto che qualcuno firmi una liberatoria non cambia nulla di nulla.

Last but not least, l'opt out e' un diritto. Significa che i genitori, in quanto tutori, devono avere accesso ad un link dal quale possono rimuovere i dati dei loro figli , in qualsiasi momento arbitrariamente scelto da loro.

Onestamente, da quanto sento dire in giro non vedo nulla di tutto questo in giro per le scuole italiane, e anche le scuole tedesche si sono rese conto che questo sia eccessivamente laborioso e si stanno facendo fare dal ministero dei sistemi propri, (il ministero della scuola e' federalizzato per Land) e quindi alla fine l'uso di piattaforme corporate sta calando copiosamente.

Ma il punto e' semplice: NON BASTA una liberatoria per diventare GDPR-compliant quando si usa google o teams o zoom, nemmeno nel caso queste aziende fossero PROVATAMENTE GDPR compliant.

Prima o poi, magari a lockdown finito, assisteremo a tutta una serie di cause legali, dal momento che i presidi italiani hanno reagito con estrema ignoranza “chiediamoje Äa libberadoria!” , come se questo esumesse le scuole dal rispettare il GDPR.

Ma la liberatoria non protegge nessuno, e le multe sono GROSSE.

Quello che potete fare come genitori e':

  • pretendere che a fine anno scolastico TUTTI i dati vengano tolti dal cloud straniero , stampati e archiviati come si faceva nei cartacei.
  • pretendere che ci si limiti ai dati MINIMI, ovvero se i cognomi sono unici, solo il cognome, se i cognomi non sono unici solo nome e iniziale, etc
  • pretendere di conoscere il nome del data officer.

Per queste cose NON e'prevista liberatoria.

In genere quando si tratta di case farmaceutiche o di sperimentazione farmacologica scattano immediatamente gli eticisti, i quali chiamano i comitati etici e pongono dei paletti. Questi paletti “etici” sono in generale molto rigidi, nel senso che ci sono alcune cose che non si possono proprio fare (no,no,no) e alcune cose che puoi fare, ma sia chiaro che quelli del comitato etico non si fidano di te.

Eppure, a quanto pare i comitati etici non hanno alcun problema se un governo di stampo anglosassone sperimenta sull'intera popolazione. Mi riferisco alla peculiare modalita' di vaccinazione inglese, che consiste nel prendere un vaccino che richiede due dosi e fare solo la prima delle due vaccinazioni, approfittando del fatto che in questo modo la banda vaccinale sia raddoppiata.

Il che funziona bene, se fate come Il Corriere e la chiamate “scommessa”. Se la chiamate “scommessa” sembra una cosa giocosa, quasi un divertimento. Tipo le macchinette. Se la chiamate scommessa non si vede la cosa per cio' che e': un esperimento su vasta scala che usa la popolazione come cavia.

Quando Pfizer ha rilasciato la documentazione sui vaccini, infatti, ha rilasciato i dati riguardanti pazienti con DUE vaccinazioni. E non esiste documentazione di Pfizer dove si consigli di usare una sola dose senza richiamo. Peraltro, i vaccini mRNA sono nuovi, e quindi se e' vero che usando nuove tecnologie e' possibile accorciare i tempi di sviluppo, e' anche vero che stiamo aggiungendo uno strato di rischio su un altro.

Perche' una persona con molta esperienza in farmacologia (come e' Boris Johnson) puo' anche decidere che si, di solito anche con una sola dose qualche risultato lo ottieni. Ma i vaccini mRNA sono nuovi. A dire il vero non c'e' nessuno che abbia qualche esperienza a riguardo.

Quindi Johnson cosa ha fatto? Ha preso un vaccino di categoria mai usata prima, e ha ordinato di seguire una pratica sulla quale la casa produttrice NON aveva fornito dati, che la casa produttrice NON ha mai consigliato, e senza che fosse disponibile alcuna esperienza su vaccini simili, nemmeno su animali. Come se non bastasse, in UK hanno la maggiore indicenza di un virus mutato.

Quali erano sono sono i rischi?

  • il primo rischio e' che, “lottando” con una dose blanda di vaccino, il virus diventi resistente al vaccino, mutando ancora. Come succede con gli antibiotici, per esempio. Abbiamo anche record di resistenze a basse dosi di vaccino contro virus, peraltro, anche se piu' blande rispetto alla resistenza agli antibiotici. Tuttavia nessuno ha mai testato vaccini utilizzati fuori dalle pratiche mediche associate.
  • il secondo rischio era semplicemente di arrivare ad un certo punto dell'anno con una vaccinazione inutile perche' gli anticorpi non esistono piu'. Se salta fuori che la scomparsa degli Ab neutralizzanti è piu rapida in questo caso, i morti sarebbero morti, ma continuerebbero a morire altre persone e si sarebbe perso molto tempo.
  • il terzo rischio era che una singola dose non fosse sufficiente sin dall'inizio su grande scala. IN tal caso sarebbe stato inutile e si sarebbe dovuto ripetere l'intero processo.

Il rischio, tuttavia, non e' assai rilevante nel mio discorso, perche' nel caso di farmaci e' difficile valutarlo. Il problema e' MOLTO a monte:

il governo inglese ha eseguito un programma di sperimentazione farmacologica sulla popolazione, che peraltro era ignara di partecipare all'esperimento.

Questa pandemia, cioe', ha fatto cadere DUE tabu':

  • quello contro i vaccini ad mRNA, che sinora erano SEMPRE stati oggetto dell'ostruzionismo dei “comitati etici”, e dei quali improvvisamente tutti sono entusiasti. Quindi ora l' Europa non puo' mettere OGM nel cibo, nonostante siano provatamente innocui, ma si curera' usando vaccini ad mRNA, dei cui effetti a lungo termine sappiamo poco.

  • quello contro la sperimentazione farmacologica sulla popolazione, come se non bastasse , popolazione ignara di essere parte di un esperimento.

Esistevano alternative? Beh, ne vedo due:

  • sviluppare vaccini con tecniche “classiche”, come hanno fatto in Russia e a Cuba, e cominciare la sperimentazione di medicinali a mRNA su piccoli gruppi di malati, magari di altre malattie. Una vaccinazione a tappeto significa che se la cosa va storta, va storta per tutti. Piccoli gruppi di persone, magari volontari, avrebbero cambiato molto lo scenario.

  • almeno avvisare la popolazione, dicendo “ehi, non sappiamo cosa potrebbe succedere se facciamo questa cosa sul paese intero e vi diamo solo una dose su due. Se va bene, saremo i primi ad uscire dalla pandemia, se va male, siamo fottuti ma fottuti fottuti.” E poi almeno osservare la reazione della popolazione.

Per ora la “scommessa” e' andata a buon fine, e grazie alle cavie d'oltremanica sappiamo che (nel breve termine) sembra funzionare. C'e' da dire che l'esperimento e' ancora in corso, ma i dati sembrano confortanti.

E sia chiaro: non ho niente contro l'idea di usare gli inglesi come cavie per sperimentazioni farmaceutiche. Anzi, trovo che quest'idea suoni attraente di per se'. Finche' ci limitiamo agli inglesi, intendo.

Quello che mi preoccupa invece e' di vedere molta stampa italiana dire “dobbiamo fare come loro e partecipare all'esperimento mentre e' ancora in corso”.

Ecco, ma anche no.

Certo, alcuni giornali (come Il Corriere) stanno cercando di far ingoiare la pillola agli italiani. La chiamano “scommessa”, dicono che gli inglesi hanno avuto “coraggio”, e stanno facendo del loro meglio per far passare la cosa per una figata massima.

Ma io non sono tanto d'accordo con l'idea che sdoganare gli esperimenti farmacologici sulla popolazione ignara sia una cosa giusta.

Perche' una volta sdoganato questo, quale sara' il prossimo passo?

Io sono sempre stato, e sono ancora, uno scientista abbastanza convinto. Ma la scienza la prendi tutta, compresi i protocolli di sicurezza. Non puoi dire “sono cosi' fanatico della scienza che vaffanculo protocollo di sicurezza”: i protocolli si sicurezza SONO PARTE della scienza.

E mi sta abbastanza preoccupando l'idea, che viene dal giornale dei finanzieri italiani, di premere perche' la popolazione accetti che i governi “scommettano” sui medicinali, facendo di fatto esperimenti sulla popolazione.

Certo, grazie agli inglesi ora sappiamo che vaccinando a tappeto con una sola dose potremmo velocizzare la campagna (anche se l'esperimento e' ancora in corso). Cosi' come, grazie agli esperimenti di Mengele sappiamo che un essere umano immerso in acqua gelida muore in 50 secondi.

Il problema e' che, sebbene gli esperimenti di Mengele abbiano “fornito dati”, nessuno si era mai sognato di dire che le “scommesse” di Mengele fossero legittime. Al contrario, adesso che qualcuno ha fatto un esperimento di massa su una popolazione ignara, dal mondo della finanza (e dai suoi giornali) stanno venendo dei segnali preoccupanti di sdoganamento di questa pratica, che per esempio le case farmaceutiche non incoraggiano.

Personalmente, farei ai giornali italiani la seguente domanda:

davvero volete un' Europa nella quale sia possibile fare esperimenti farmacologici su vasta scala, usando la popolazione di intere nazioni come cavia, persino contravvenendo alle raccomandazioni delle case farmaceutiche?

Temo pero' che la domanda sarebbe inutile: chi lavora per quei giornali risponderebbe qualcosa come “sento il CDA e ti so dire cosa penso da domani”.

Nel frattempo, ricordate: scommettere e' is the new sperimentare, ed essere cavie is the new cittadinanza. Almeno, secondo il giornale della finanza italiana, detto Corriere della Sera.

La storia della DAD sta cominciando ad acquisire i toni del patetico (dopo essere stata ridicola per tutto il tempo), e la verita' sta cominciando ad emergere: non e' solo la feccia fascista ad essere immersa nella cultura dell'umiliazione e del branco, ma anche i sindacati della scuola non scherzano.

Ricapitoliamo le puntate precedenti. Durante il lockdown, si videro chiaramente tre cose:

  • i professori non hanno competenze informatiche, ed usarono gli strumenti suggeriti dagli alunni

  • quando fu chiesto di scegliere, le scuole utilizzarono strumenti corporate che NON dovrebbero consentire l'accesso ai minori di 13 anni, peraltro non rispettosi delle regole del GDPR quando si tratta dei dati di minori.

  • la qualita' dell'insegnamento crollo' perche' il metodo di insegnamento e' incentrato sulla sfuducia CONTRO lo studente.

I sindacati della scuola erano scontenti, perche':

  • era possibile registrare le lezioni e registrarle, mostrando (la rete pullula di video a riguardo, che non linkero' perche' mostrano minori a viso scoperto) la catastrofica incompetenza dei professori nelle materie che insegnano (e che spesso, pare, non conoscono).

  • i sistemi informatici possono registrare i tempi di effettiva presenza del prof, che sono molto inferiori a quelli scritti sui registri scolastici. Inoltre possono registrare comportamenti “non troppo ortodossi” dei professori in classe, come propaganda politica e diffusione di fake news.

  • i bidelli diventarono chiaramente e conclamatamente INUTILI. E sui bidelli, che sono chiaramente e conclamatamente inutili, ci sarebbe da aprire un discorso a parte sul baratro di raccomandazioni.

Bene. Siccome ai sindacati non piaceva questa cosa, hanno dato voce alle trombe.

Per mesi e mesi, tramite i loro ruffiani nei giornali, hanno bombardato l'Italia di studenti/esse che si legano al banchetto fuori dalla scuola (acclamatissime!), di professori “cui sono venute le lacrime agli occhi pensando ai ragazzi che socializzano a scuola”, di “appelli a non distruggere il loro futuro”, di “allarmi per il tempo perso dagli adolescenti”, eccetera.

Bene. Suonava benissimo. Ma benissimo issimo issimo.

Allora, ad un certo punto arriva Draghi. Il quale dice: ma avete ragionissima, per tutte le ostie purche' non ancora consacrate! I ragazzi sono il futuro, perbacco! Hanno perso tantissimo tempo, perdindirindina! Non hanno socializzato, corpo di mille balene! (*) E' un dramma, un'emergenza, un problema epocale & generazionale, sacripante delle Ardenne!

E cosi' decide che bisogna calcolare il tempo perso e poi allungare l'anno scolastico. Tutto bene? Ehm... no.

Perche' NESSUNO deve dire ad un sindacato della scuola che ora bisogna lavorare di piu'. Ed ecco che , improvvisamente, succede che:

  • la DAD andava benissimo, e se un insegnante non ha conoscenze informatiche il sindacato della scuola provvedera' a scioglierlo nell'acido offrirgli i corsi di aggiornamento.

  • la privacy degli studenti non conta un cazzo e in ogni caso conta meno delle ferie degli insegnanti, ergo si vada avanti cosi', e se qualcuno ha qualcosa da dire lo impicchiamo sulla tomba di Lama.

  • chisenefotte se lo studente usa google durante la lezione, l'importante e' che posso fare le mie ferie. Che crepi, quel bastardo ignorante.

E ovviamente, il coretto di giornali condiscendenti si e' fermato. Nessun professore versa lacrime per i ragazzi che socializzano. Hanno finito le lacrime. Anzi, sti bastardi fanno risse e rapine. Pure a scuola coi vostri figli, li volete? E il loro futuro non e' piu' in pericolo, anzi “stanno cominciando ad usare gli stessi strumenti dei padri, e in futuro saranno uguali a loro”. Non stanno affatto perdendo tempo con la DAD, che anzi e' il futuro futurissimo (basta che ci lasciate le ferie a Giugno) e udite udite: ricordate Anita e quelle ragazze che si erano incatenate al banchetto fuori dalla scuola,

scuola1

scuola2

Ecco il Link

E anzi, scopriamo che la DAD funziona benissimo, al massimo e' colpa degli studenti:

colpasua

Link Del Corriere

Questo e' dovuto, essenzialmente, al potere dei sindacati della scuola. Per capirci, essi occupano (gratis) tre interi piani di una sede romana del ministero dell'istruzione, senza pagare una lira, e i loro rappresentanti hanno piu' volte imposto (fisicamente) la loro presenza alle riunioni di qualsiasi livello.

E da questo viene anche il potere politico che hanno, visto che in tutto la scuola italiana impiega circa un milione e duecentomila insegnanti. Un bel malloppino di voti.

Ma ora , grazie al competente Draghi, sappiamo come cambiare loro idea: basta una bella minaccia “zitti o vi faccio lavorare di piu' “.

E la DAD, la DAD va giu'.

Una riflessione a parte andrebbe fatta, su quanto simili siano le tattiche di branco dei sindacati e quelle dei cosiddetti “populisti”. Potrebbero far sospettare che il sindacato non sia altro che una forma di populismo della sinistra.

(*) Essendo evidentemente una figa di legno® di sesso maschile, Draghi non impreca mai peggio di cosi'. Bestemmie piu' forti potrebbero spettinarlo.

Prima di cominciare il post, un avviso: a quanto pare l'istanza mastodon.bida.im ha defederato la mia istanza, quindi chi mi seguiva da li' dovra' scegliersi un'altra istanza. Ho semplicemente constatato che, questa notte, tutti i followers di questa istanza mi avevano defollowato (che e' statisticamente impossibile), e che alcuni mi avevano contattato da altre istanze dicendo di essere dispiaciuti (quindi non mi hanno tolto il follow di propria mano). La deduzione e' ovvia.

Quindi no: non sono stato io a bannarvi, e' stata l'istanza del fronte popolare della Giudea Bida. Per chi non ha capito il riferimento. Se volete seguirmi di nuovo dovrete farlo da un'istanza diversa. Il bello del fediverso e' che ogni sysop fa le sue scelte, il bello ancora piu' bello e' che ci sono molti sysop. Non ci perdero' altro tempo: per risparmiare banda ho ricambiato il blocco, e via.

Detto questo, possiamo andare a vedere un altro problema della stampa tradizionale, cioe' la contestualizzazione interna. Cosa significa?

Non so se ci avete fatto caso, ma negli ultimi anni in Italia tutto ruota attorno al bilancio. Si parla di investimenti soltanto come evento eccezionale, cioe' come strumento “per uscire dalle crisi”, o come “recovery”, ma non se ne parla come un processo continuo che porta a costruire nuove cose.

Gli investimenti, cioe', sembrano essere qualcosa di virtuoso, che fanno gli intelligenti che vedono lontano, ma non l'ordinaria amministrazione di qualsiasi azienda.

Non ci vuole molto a capire che questo discorso e' vero se siete una finanziaria. Se gestite una finanziaria l'investimento e' fatto in termini finanziari, senza costruire nulla, ed e' qualcosa da cui si esce quando si e' rientrati.

Se invece siete un'industria, l'investimento serve a costruire un'infrastruttura che si', prima o poi rientrera' dei costi, ma non c'e' “uscita”, al massimo ci sara' il prossimo investimento per ammodernare. E' quindi un processo continuo, dal quale NON si “esce”.

Allo stesso modo, l'investimento in finanza puo' avvenire , ed e' limitato dal rischio , ma puo' anche non avvenire o avvenire senza rischio, come fanno i fondi pensionistici , e quindi e' molto diverso da quello che fa l'industria, che deve tenersi aggiornata, deve immaginare un futuro (e si becca il rischio in ogni caso, anche a non far nulla).

Quando si parla di politica sulla stampa italiana, tuttavia, si discute di investimenti solo dalla prospettiva che e' tipica del mondo della finanza. Gli investimenti vengono infatti definiti come:

  1. investimenti privati
  2. investimenti straordinari, cioe' “recovery fund”, “uscire dalla crisi”, cioe' come reazione.
  3. operazioni che servono a risparmiare ulteriori spese.
  4. investimenti nel senso keynesiano, a prescindere dall'output.

ma non vengono praticamente MAI menzionati investimenti nella prospettiva dell'output vero e proprio: se un'azienda che fa automobili investe nell'elettrico, non e' per far quadrare i conti in futuro (che e' bene) ma e' per produrre automobili.

Al contrario, sui giornali italiani l'investimento (o una ipotetica politica di investimenti del governo) vengono sempre dipinte come investimenti “per ottenere quale bilancio”. Ci sono investimenti fatti per alzare il PIL, investimenti fatti per aumentare l'occupazione, investimenti fatti per risparmiare i soldi delle catastrofi climatiche.

Ma di investimenti “per produrre qualcosa” non ne vedete mai. Non ne vedrete mai perche' questo genere di investimento e' tipico delle industrie o del mondo dei servizi, ma non e' quello che fanno i finanzieri: per i finanzieri esiste un solo investimento, cioe' quello ove ricevo ancora piu' soldi.

Per l'industria invece conta anche il valore dell'industria stessa, cioe' quanto sono buoni i prodotti che fanno, quanto saranno buoni, quanta ricerca fanno, quanti mercati aprono. Per il finanziere no: non ha inrastruttura, non fa prodotti, non fa ricerca , non apre mercati. Butta soldi in una scatola magica e si aspetta che domani dentro la scatola ce ne siano di piu'.

Ed e' questo l'approccio che leggete sui giornali: se si dice che con il Recovery fund bisogna investire nei trasporti pubblici su rotaia, si calcola quanto sara' il rientro economico, si calcola quanti passeggeri (perche' e' un'indagine di mercato facile), ma nessuno calcolera' quali merci si vorranno trasportare, dove, per chi.

E allo stesso modo, si dice di investire sulla rotaia ma non si dice “costruiamo un'industria ferroviaria'”, o “potenziamo l'industria ferroviaria”. Questo avrebbe un rientro molto lontano, e una volta costruita un'industria poi va mandata avanti. Non se ne “esce”. Meglio pensare ad un investimento dove io butto soldi in un'azienda di treni e poi ne ottengo di piu': che poi questo si ottenga a spese dei dipendenti, o subappaltando ad aziende straniere, non importa.

Perche' tutta la comunicazione giornalistica e' cosi'? Beh, semplice: perche' non ci sono giornali posseduti da industriali. Tutto il settore della stampa italiana e' nelle mani di finanzieri. E anche il governo ha festeggiato un finanziere come presidente del consiglio (chissa' come mai tra i “competenti” non ci sono mai degli industriali veri, eh?).

il risultato di tutto questo e': voi vedete il mondo come finanzieri. E se provate a chiedervi “cosa produce” questo investimento, vi sentite rispondere “risparmio” oppure “reddito”.

Ma se io avessi chiesto ad Enrico Mattei cosa produceva ENI, la risposta sarebbe stata “prodotti chimici”. Se lo avessi chiesto ad Agnelli mi avrebbe detto “veicoli”. Se avessi chiesto ad Olivetti mi avrebbe detto “macchine per ufficio”. Se lo chiedo a Cooks mi risponde “telefoni, computer, elettronica di consumo, musica”.

Mattei, cioe', usava i soldi per produrre prodotti chimici. Che ENI fosse in guadagno era una conseguenza del fatto che era ben amministrata. Ma Mattei investiva per produrre prodotti chimici. Non “risparmio” (che pure c'era, producendo chimica in casa), non “reddito” (che pure ha prodotto), non “posti di lavoro”, (che pure ha prodotto), e non “crescita”, (che pure ha prodotto).

Ma oggi vi stanno facendo pensare da finanzieri. Vi faccio un esempio: ci sono 23 miliardi da investire nel sistema sanitario, sembra. Bene. Come investiamo? Mi direte “sanita' sul territorio”, mi direte “smantelliamo il sistema semiprivato”. Aha. Ma questa e' solo riorganizzazione.

Ma cosa vogliamo che produca la sanita'? Uhm..... vediamo...

... che ne dite di produrre vaccini? Non sembra una cattiva idea, vero? O intendiamo ancora sperare che passi la befana e ti inventi il vaccino nazionale al prossimo covid?

Ma questo e' pensare da industriali: “cosa vogliamo produrre?”.

Ma il mondo si e' finanziarizzato, e quando si parla di “come investire in sanita' 23 miliardi” , si discute di “risparmi”, di “assunzioni”, di “costo della pandemia contro costo di prevenzione”, e di tutto quanto. Ma non di produrre le terapie e le medicine che servono.

Questa mentalita' diffusa e' dovuta alla proprieta' dei giornali, che sono (a parte pochi editori puri) tutti di proprieta' di fondi finanziari.

il finanziere e' il peggior tipo di imprenditore possibile. Non costruisce infrastruttura, non produce nulla, e' incompetente , e nel caso migliore rende piu' ricche persone gia' ricche. E come se non bastasse, sul piano etico e' un maiale senza coscienza.

Dare la stampa nelle mani di una tale genia di subumani e' stato un errore, e ne vediamo gli effetti. Tutti stanno ragionando da finanzieri. Tutti stanno dicendo “se investiamo 209 miliardi nel recovery fund, allora poi il PIL sale, il debito scende, gli interessi di qui e lo spread di li'”. Ma questa non e' economia. E' solo finanza.

E Draghi non e' diverso: anche lui viene dal mondo ove la stella nel cielo non e' il prodotto, ma il bilancio. Per Draghi non ha senso un'azienda che investe per cinque anni allo scopo di passare da endotermico al motore elettrico, se per quegli anni i bilanci sono cattivi. E' meglio pagare dividendi , chiudere le parti che fanno motori a scoppio e poi comprare da qualche parte del mondo le azioni di Tesla. Questo e', per un finanziere, fare auto elettriche: comprare azioni di chi le fa. Ma non “farle”.

Se volete mettere in difficolta' un fan di Draghi, quindi, uno che straparla di economia e finanza da mane a sera, fategli la seguente domanda:

ok, investiamo 209 miliardi. Quali prodotti e servizi produciamo, e su quali mercati li vendiamo, di preciso?

La risposta vi dira' tutto.

Vi diranno che sono si' investimenti, ma non servono a produrre qualcosa.

Ovvero, se ragionate come industriali, sono soldi buttati nel cesso. Adesso la vostra domanda sara' “ma e' meglio ragionare da industriali o da finanzieri”. Mettiamola cosi': da quando la finanza prevale sull'industria, 10 persone possiedono meta' della ricchezza del mondo, gli ascensori sociali sono fermi, l'occupazione e' in crollo.

Vedete voi.

E ora, andiamo ad argomenti piu' seri. Parliamo di fake news, ovvero della domanda: sappiamo, o ci hanno fatto sapere? E specialmente: sappiamo quello che sappiamo, o ce lo hanno fatto sapere?

Vorrei portare l'attenzione su una notizia. Forse tutti saprete della bambina di 10 anni che ha partecipato ad una sfida su Tiktok, ed e' morta soffocata per questo. Lo avrete letto. Quindi lo sapete.

Lo sapete?

no, non lo sapete

nonono

No, non lo sapete. Ve lo hanno fatto “sapere”.

Ora, so benissimo cosa mi risponderanno (in coro) , i giornalisti. Mi diranno “eh, ma noi abbiamo SEMPRE usato il condizionale. Non abbiamo MAI venduto la notizia come certa”

Sicuro. Ma la scusa non e', diciamolo robustissima. Parliamo di una tecnica di “dis-” comunicazione che si chiama “framing”. Ovvero: se metto la stessa pittura di nudo in una cornice da museo, allora e' un “nudo”, se la metto in una cornice da bordello allora e' “pornografia”. (non mi chiedete come siano le cornici dei quadri nei bordelli: non lo so).

Allora, immaginiamo di dire “caro giornalista, SE tua madre fosse una puttana di quelle senza speranza, e SE per incassare due soldi si desse alla zoofilia, allora per le cavalle non ci SAREBBE speranza”. Come vedete ho usato il condizionale, ma la frase rimane fastidiosa.

Rimane fastidiosa perche' , appunto, ho fatto “framing”: l'esempio classico e' quello di una persona che vi dica “non pensate ad un elefante!”. Immediatamente penserete ad un elefante, cioe' alla cosa che non volete pensare. Il fenomeno del framing, cioe', “organizza” la percezione in modo che una data interpretazione di uno scritto sia preferita ad un'altra.

Prendiamo un altro esempio, per capire quanto sia semplice (e quanto sia usato) il framing nella comunicazione.

Prendiamo due affermazioni riguardo al tempo che fa:

  • previsioni sbagliate del tempo fanno uscire le persone vestite nel modo sbagliato.
  • il tempo fuori controllo fa piovere in un giorno che doveva essere di sole.

stiamo parlando dello stesso evento. Ognuna delle due frasi ha un framing diverso: nel primo caso, sembra sia colpa delle previsioni metereologiche sbagliate se le persone sono uscite di casa vestite nel modo sbagliato.

Nel secondo caso, il framing attribuisce la colpa al tempo atmosferico fuori controllo. Insomma, non si e' comportato come avrebbe dovuto.

In questo caso, la maggior parte delle persone optera' per la prima frase, visto che le previsioni del tempo (si sa) possono essere fallaci. Per esempio, quando a Venezia il MOSE non si alzo', si dette la colpa alle previsioni delle maree, tropp ottimistiche.

Pochi penseranno che se il giornale dava sole ma poi piove, sia il tempo metereologico ad aver “sbagliato”. Sappiamo bene che il tempo e' un fatto, le previsioni siano un'opinione.

Adesso prendiamo altri due “frames”:

  • la tale azienda ha performato peggio delle attese, fiducia nell'azienda crolla.
  • le previsioni di crescita si risultano infondate, fiducia negli analisti crolla.

Siamo nello stesso caso, ma il framing qui e' spietato: normalmente gli analisti che “prevedono” sono considerati degli oracoli, e se le previsioni di crescita non vengono rispettate, allora e' l'azienda ad avere dei problemi.

In altre parole, se il tempo metereologico e' peggiore delle attese, si licenzia il metereologo. Ma quando un'azienda non cresce quanto previsto, gli analisti che hanno “previsto” non vengono licenziati.

Come potete vedere, non solo il fenomeno del framing porta le persone a due conclusioni opposte in casi analoghi, ma si usano frames diversi a seconda che si parli di metereologia o di finanza.

Il mondo della finanza, infatti, e' riuscito ad imporre un framing che considera gli analisti come oracoli, e getta sulle imprese la responsabilita' di non rispettare le previsioni (o il merito di aver fatto meglio). Al contrario, il framing della metereologia attribuisce al metereologo il fallimento quando le previsioni e la realta' non coincidono.

Quindi, i giornali italiani vi hanno “fatto sapere”, usando il trucco del framing, che la bambina era morta per una sfida nata su tiktok. Ma non lo hanno scritto: hanno creato un frame di verita' attorno ad un'ipotesi.

Il frame e' diventato cosi' forte che il Garante ha bloccato TikTok obbligandolo a tenere una pagina di verifica. (la solita pagina di verifica che protegge TikTok ma non i minori).

i giornali italiani non hanno mai scritto che la bambina sia morta per una sfida su TIkTOk. Hanno sempre usato il condizionale. Ma hanno creato un frame di verita' attorno alla notizia.

Col risultato che oggi moltissimi credono ancora della storia della challenge su tiktok.

A volte, anche i politici costruiscono dei frames personali. Per esempio, la Merkel ha costruito un framing molto robusto: “non ho mai sconfitto nessuno, al punto tale da farlo sembrare un perdente”. Se voi osservate la carriera di 16 anni di cancellierato, scoprite che di persone ne ha buttate a tappeto diverse, tra leader stranieri e/o entita' sovranazionali come alcune grandi aziende, ed altro.

Scoprite anche che non si e' mai fatta piegare dai diktat USA (la spesa NATO aumenta secondo le decisioni del governo tedesco, il North Stream II e' ancora li', etc) ma per il framing che si e' costruita, nessuno di quelli che hanno perso appare come un perdente.

Questo perche' la Merkel sa che alcuni personaggi “si sentono maschi” (o hanno la necessita' di non dirsi perdenti, tantomeno contro una donna) e se li umiliasse la situazione andrebbe incontro ad un'escalation. Se per esempio l' arrivo di Navalny a Berlino fosse stata sbandierata come una sconfitta di Putin, il dittatore russo avrebbe dovuto muoversi molto piu' duramente, al solo scopo di sancire la sua virile forza di leader. Idem con Trump.

Il framing peraltro ha anche un costo: sempre parlando del framing della Merkel, per evitare che diventi “risk-free” darle fastidio , ha sempre dovuto infliggere dei danni seri agli sfidanti. Per esempio, Tesla che apre delle fabbriche in Germania assumendo decine di migliaia di persone, mentre Trump tuona che vuole tutto il lavoro in USA, non e' stata una botta leggera.

La decisione di escludere le aziende USA dalle commesse di armi “mettendo la condizione che le armi offerte nelle gare debbano essere sempre l'ultimo grido”, che esclude le aziende americane in quanto non possono mettere gli ultimi ritrovati nelle gare all'estero, non e' stata facile da digerire per il Trump.

Tuttavia, nessuno di questi sonori cazzottoni nei denti e' finito sulla stampa, perche' il framing della Merkel come politico e' “io non umilio i nemici che pesto”. Ogni notizia, quindi , viene data o “non data” secondo questo frame: persino durante la crisi greca Tsipras e Varoufakis andarono a Bruxelles, si presero i loro ceffoni, ma la Merkel si guardo' bene dal dire “loro sono gli sconfitti e io li ho pestati come si fa con l'uva”. Eppure, lo aveva fatto.

Analogamente, il framing di Trump e' quello di sembrare sempre vincente, quello di Putin di sembrare un maschio, e tutto quanto. Ogni politico sceglie il proprio framing.

Per esempio, Draghi si e' scelto il framing di “quello competente”. I primi passi del governo non sono sembrati cosi' competenti, ma una volta scelto il frame, i giornali parleranno sempre e comunque di quanto sia competente Draghi.

Quindi si, la domanda coi mass media e': “sappiamo” oppure “ce lo fanno sapere?”.

In futuro faro' altri post sui “trucchi”, come il framing, che i giornali usano per fare i propri porci comodi.

Leggo in giro la narrativa dei tre tipi che hanno insultato la Meloni, e di tutto il gridare che si fa tra le zecche (cosi' il tifoso medio della Meloni definisce chi la sta difendendo oggi) perche' “buaaaahhhh” hanno offeso una donna! (Curioso che nessuna di queste zecche – usero' il nome che nel partito della Meloni si usa per indicarle – si sia mai accorta del cadavere della Petacci a Piazzale Loreto).

Per prima cosa: usero' il termine “zecche” per definire le femministe che difendono la Meloni, dal momento che negli ambienti della Meloni (da ora in avanti “Adultera Fascista” , visto che lei stessa non ama il politicamente corretto) questa e' la definizione standard. Parole NON mie.

linguaggio

Avrei dovuto usare “lurida zecca rossa da marciapiede”, come usano i fan della Meloni, ma era troppo cacofonico. Bastera' “zecca”.

Perche' “Adultera” Fascista? Perche' la signora si proclama “cristiana” e come se non bastasse, una cristiana del tipo purissimo, altissimo e levissimo. E secondo questo cristianesimo delle fonti alpine, “Adultera” descrive bene il suo stato familiare. Definizione, come vedete, non mia.

Usero' altresi' “puttane abortiste” o “troie malscopate” per indicare quelle che difendono l' Adultera Fascista e sono a favore del diritto di abortire, dal momento che nel partito dell' Adultera Fascista questa e' la definizione in voga. Parole non mie. Allo stesso modo, usero “froci femministi” e “mezzeseghe” (ma anche zecche) per indicare gli uomini che la difendono, come si usa nel partito della Meloni. Sempre parole non mie.

Dunque, vediamo di riscrivere la storia di quanto accaduto, usando il linguaggio del partito dell' Adultera Fascista:

persino le zecche, insieme alle puttane abortiste, alle troie malscopate e ai froci femministi , si stanno scandalizzando perche' qualcuno ha chiamato “Scrofa” l'adultera fascista. Roba da mandarli tutti ai forni (altro commento molto in voga nella base dell'Adultera Fascista).

Questo e' piu' o meno quello che sta succedendo , se usiamo il linguaggio in voga nel partito dell' Adultera fascista.

linguaggio

Conosco benissimo la prossima obiezione: “ma la Meloni sembra una signorina garbata, una fascista in doppiopetto taiileur, una ragazza che chiunque vorrebbe come fidanzata per il figlio”.

Forse questa cosa vi suonera' familiare, perche' era quello che si diceva di Gianfranco Fini quando “sdogano'” Alleanza Nazionale, ovvero il Movimento Sociale Italiano.

E forse dovrei ricordarvi di come la Meloni assurse alle cronache politiche , in quanto “figlioccia” di Gianfranco Fini. E quindi non stupisce che sia, a sua volta, una “sdoganatrice”. Figura necessaria a chiunque abbia qualcosa da sdoganare.

Ma che cos'e' uno “sdoganatore” di Fascisti? E' semplice: si tratta di una foglia di fico rispettabile, che viene chiamata a coprire tutto quello che ci sta sotto. Insomma, il partito e' fatto degli stessi rodomonti razzisti, violenti e prepotenti del solito, ma si dota di una facciata rispettabile. Di Fini si diceva che sarebbe stato “il fidanzato che ogni madre spera di vedersi presentare dalla figlia”, anche se la definizione piu' corretta sembra essere “il tizio che ogni camerata spera di trovare a letto con la moglie”, vista la biografia del Gianfy. Ma sono dettagli: dopotutto la qualita' e' importante, e se l'equipaggiamento e' testato , meglio da un altro camerata, e' piu' affidabile: possiamo dire che le mogli di Fini, essendo tutte testate da altri camerati, siano da considerarsi parte di ISO 9001. (Magari esiste anche la documentazione di qualita').

A parte l'abitudine di Fini di far testare le sue mogli ad altri camerati, il punto e' semplice: la Meloni , come Gianfy, e' una sdoganatrice, cioe' una persona la cui abilita' politica sembra quella di fornire al partito una foglia di fico.

Nel caso dell' Adultera Fascista, del resto, la cultura italiana agevola il compito. Gia' e' una donna, e l'italiano e' abituato a pensare che una donna non possa essere davvero violenta e prepotente come un fascista. Si sa, le donne italiane™ sanno stare al proprio posto™.

Come se non bastasse , e' una madre™. E nel mondo mammone italico, la mamma e' una donna++. Significa che, se normalmente la donna italiana™ viene considerata dalla societa' una scadente varieta' di letame, ha una chance: (come succede anche in Pacman) puo' guadagnare qualche momento di dignita' sgravando dei figli. Dal momento in cui una donna ha sgravato un bambino, per qualche anno ha (circa) la dignita' di un essere umano, forse un po' di piu'. (per il figlio stesso e' una Dea, ad aeternum) .

mamma1

E di conseguenza l' Adultera Fascista si trova nella condizione ideale per essere una foglia di fico. E' una donna, e' una cristiana, e' una mamma, e sta con la tradizione. Chi potrebbe mai immaginare una mamma migliore di lei?

Perche' se c'e' una figura ancora piu' forte della mamma™, questa e' la “mamma tradizionale™”, cioe' quella che accudisce i figli e sta in cucina. Quindi, la persona migliore come sdoganatrice, in Italia, e' proprio una “mamma tradizionale™”.

mamma2

Quindi non mi meraviglia che lo sdoganamento della feccia fascista le riesca cosi' bene. Chi non vorrebbe una mamma come quella sopra, cosi' brava col forno? Dai, ditemelo.

In queste condizioni, ovviamente, tutto viene facile. All' Adultera Fascista viene facile, nel suo ruolo di Mamma Italiana (dunque incriticabile e per forza di cose “persona perbene”) , sdoganare la feccia che abita il suo partito e darle una dignita'. Se Fini lo avesse saputo, si sarebbe fatto tagliare l'uccello.

Ma rimane una domanda angosciosa.

Perche' nel partito dell' Adultera Fascista si puo' dire “lurida zecca rossa da marciapiede”, e gli avversari non possono dire “scrofa”?

E sia chiaro, se la risposta non e' esaustiva, tutto quello che vedo in questa vicenda si riassume in un meme.

meme

Se vi sembra che io vi prenda per il culo, beh, forse c'era una comoda maniglia™.

Quando tutti guardano attoniti i fallimenti americani (e no, non si puo' dire che il Summit di Monaco sia stato un successo per Biden) sia in campo economico (na poverta' allucinante insieme ad una concentrazione di ricchezza mai avuta prima) che sociale (il paese e' sull'orlo di una guerra civile) , tutti si chiedono perche' sia successo questo, e perche' cosi' in fretta.

Un impero si ferma cosi' bruscamente solo in una situazione: quando si rompe all'improvviso la fonte della sua ricchezza, o almeno una delle fonti. Per esempio: Roma non comprava il grano. Il grano veniva riscosso come tassa che le altre parti dell'impero dovevano pagare. Di conseguenza, il prezzo del grano a Roma (e di conseguenza, della farina) era il solo costo della logistica.

Ad un certo punto arrivano i Vandali , passano le colonne d'Ercole, stravolgono il nord dell' Africa e si fermano dove prima c'era Cartagine. Il problema di questo fenomeno e' che l' Africa del Nord a quel punto smette di pagare le imposte in grano. E siccome la gran parte del grano sino a quel momento veniva da li', un gigantesco rincaro del grano spopola la citta' per fame, e rende poco redditizio sfamare una moltitudine di schiavi.

Ma, attenzione: questo non ha reso piu' povere le classi alte di Roma, anzi. Erano i proprietari delle poche coltivazioni di grano in Italia, quelle che erano piu' “sicure” come fonti di approvvigionamento. Quello che e' successo e' che la popolazione romana calo' drasticamente di numero.

Questo fu un vero e proprio colpo di grazia per Roma, che gia' faticava a rimanere una potenza per altri motivi. Si era bloccata l'estrazione di ricchezza.

L'estrazione di ricchezza e' quel fenomeno per il quale una potenza militare riesce, con la sua egemonia militare, ad avere quanto gli serve ad un prezzo di molto inferiore a quello che dovrebbe pagare secondo una logica di mercato.

Facciamo un esempio: l' Arabia Saudita. Si tratta di un paese che ha vissuto per decine di anni vendendo principalmente petrolio. Gli USA erano un “alleato” storico , se non fosse che senza l'estrazione di petrolio la dinastia wahhabita si sarebbe estinta: ma non avevano le tecnologie per estrarlo, e non avevano le tecnologie militari per difenderlo. Non per nulla quando Saddami invase il Kuwait, i timori erano che avrebbe potuto fare lo stesso coi sauditi.

Arriva “la potenza” e dice: “io adesso ti salvo le chiappe, e poi ti porto anche nuove tecnologie per estrarre il petrolio. In cambio, tu me lo vendi ad un certo prezzo”.

Cioe' un prezzo molto basso: in una condizione di mercato “normale”, vista l'importanza che il petrolio aveva per l'occidente IN QUEL PERIODO, il suo prezzo avrebbe potuto essere tranquillamente di un migliaio di dollari al barile. Chiaramente ora che esiste una sovraproduzione e i russi vendono il loro petrolio, il prezzo e' basso per via dell'offerta sovrabbondante. Il petrolio e' un esempio di “estrazione di ricchezza”.

Un altro esempio e' Facebook. Esso estrae una cosa simile al petrolio ma meno puzzolente, che sono i dati. Quanto valgono i dati?

Un calcolo veloce lo possiamo fare prendendo i proventi pubblicitari online del 2017 negli Stati uniti (circa 83 miliardi di dollari) e dividendoli per gli utenti Internet attivi in USA (circa 287 milioni): in questo caso il “valore di mercato” dell’utente medio è intorno ai 289.19 dollari per anno.

Immaginate che il regime saudita si metta a regalare 83 miliardi di dollari in petrolio agli USA, e avrete un'immagine di cosa significa “estrarre i dati”.

Questo succede di continuo e in molte situazioni: per esempio, le multinazionali dell' IT americano (Cisco, Juniper, etc) non vendono a prezzi bassi. Beneficiano del fatto che gli USA hanno il potere di bandire un concorrente (Huawei) che aveva abbassato i costi gia' del 40% per farsi strada sul mercato.

Quando, senza nessuna precisa ragione tecnologica, accettiamo di buttare via Huawei per usare (ben piu' costosi) prodotti americani, gli USA stanno ancora una volta “estraendo ricchezza” dai consumatori europei. E lo stanno facendo sfruttando la loro influenza politica e militare.

Gli USA hanno accumulato immense ricchezze come hanno sempre fatto gli imperi: estraendo ricchezza.

E perche' stanno cominciando a faticare? Perche' il meccanismo di estrazione della ricchezza si sta rompendo, e in alcuni luoghi e' gia' rotto.

Se pensiamo agli eventi che portano FB a litigare col governo australiano, scopriamo che e' una questione di estrazione di ricchezza: Facebook prendeva, gratis, i contenuti dei giornali australiani allo scopo di rendere piu' interessante la sua piattaforma. E come se non bastasse, sui like e sulle condivisioni e sui commenti poteva basare una profilazione degli utenti che rendeva ancora piu' interessante la base dati. Quando il governo ustraliano ha deciso di bloccare l'estrazione di ricchezza prodotta dalla sua industria dei massmedia, il risultato e' stato... una reazione furiosa di Facebook. Google, sorprendentemente, ha accettato di pagare.

Quello che sta succedendo e' che sempre piu' governi impediscono agli USA di estrarre un qualche tipo di ricchezza. In Africa, molti governi hanno preferito far estrarre la loro ricchezza dai cinesi. L' Europa sta alzando ormai da 4 decenni il valore dei prodotti che esporta, dal cibo italiano sino a alle auto di lusso, e per tutto quel che esportiamo, sino al punto che il prezzo di mercato e' diventato ... equo. Sbilanciando completamente la bilancia commerciale americana. La Cina stessa non lascia piu' estrarre la sua ricchezza da internet, e anzi ha cominciato (TikTok docet) ad estrarre quella americana.

Ma il potere geopolitico ha anche altri vantaggi. Se non esistesse Airbus e non esistessero prodotti cinesi, chi compra Boeing avrebbe (come si faceva prima) chiuso un occhio sui difetti degli aerei Boeing. Come si faceva prima. Il potere politico e militare degli USA faceva in modo che un prodotto mediocre e pericoloso venisse venduto come se fosse l'eccellenza. E' successo il disastro quando, con la perdita di potere politico e militare, il resto del mondo (possedendo una o piu' alternative) ha potuto dire che no, gli aerei di Boeing non sono tanto sicuri. Solo quarant'anni fa, la notizia di un disastro causato da un difetto di costruzione di Boeing non sarebbe nemmeno finita sulle pagine dei giornali.

Questo e' il problema degli USA. Lo stesso che ebbe Roma quando i vandali invasero il nordafrica: i prezzi di beni essenziali diventano quelli di mercato, e solo pochi possono accedere ai beni.

E cosi' abbiamo una nazione ove il cibo di qualita' decente costa troppo e si mangia cibo di qualita' scadente fatto con gli eccessi e i prodotti collaterali, che vengono smaltiti annegandoli nel cibo (6 grammi di zucchero in una fetta di pane, contro 0.99g in Europa) , scopriamo che la marca preferita per ogni cosa , negli USA, e' “cheapo”, ovvero che stanno comprando la versione piu' economica di ogni cosa. Questo produce una disparita' enorme di ricchezza tra la popolazione, e cosi' via. Ma nessuno di questi fenomeni e' nuovo: sono gli stessi fenomeno che si videro a Roma quando il prezzo del grano si allineo' brutalmente col mercato.

Per questa ragione chi si illude che Biden possa rimettere le cose a posto si illude. Ormai il declino e' iniziato, ed e' in una fase molto avanzata.

Se ci fate caso, negli ultimi due anni gli investimenti di Apple, Amazon &co in paesi europei sono aumentati. MA questo non e' un bene. Significa solo che l' Europa e' rimasto l'unico continente che ancora si lascia trivellare senza chiedere una fetta della torta, come se l' Arabia Saudita avesse lasciato che gli stranieri portassero via il petrolio gratis.

Non appena la EU alzera' il prezzo....

Finira' il grano gratis.

Amici che si chiedono se clubhouse sia sicuro o meno stanno cercando letteratura in giro, e sinora sono arrivati a capire che si, Clubhouse lascia metadati qui e li'. Questa sembra essere di fatto la loro preoccupazione, ma dimenticano che Clubhouse manda in giro anche dati di un altro tipo. Dati biometrici.

Immaginate che un social network vi chieda di lasciare le vostre impronte digitali per avere un account. Sino a quel momento non c'e' nulla di male: dopotutto e' come una firma, o addirittura possiamo immaginare di un social network che vi chieda di lasciare la vostra firma mano (scandita) allo scopo di lasciarvi entrare.

Sareste molto perplessi , immagino: con una firma si possono fare molte cose. Si possono firmare assegni, firmare contratti, si possono verificare carte di credito , eccetera. Quindi, un social che chiedesse immagini ad alta risoluzione della vostra firma non vi piacerebbe affatto. La firma e' una cosa seria, giusto?

Allora, parliamo di biometria.

La biometria e' tutto quell'insieme di tecniche o tecnologie che consentono di associare la vostra identita' ad un qualsiasi tratto unico (almeno statisticamente) del vostro corpo biologico. Per esempio:

  • DNA-PCR
  • Riconoscimento facciale.
  • Impronte digitali.
  • Scansione della retina.
  • Riconoscimento vocale.
  • Firma su carta.

Ora, ci sono alcune considerazioni da fare su questi metodi. E la considerazione che vorrei fare riguarda il Social Engineering, o attacco informatico sul “layer 8”.

Supponete che io chiami al telefono la mia team assistant, chiedendo se per caso mi potrebbe girare per email un certo documento che si trova sulla intranet, nella quale per motivi misteriosi non riesco ad accedere (es: ho solo il cell ma non un laptop con me , e la intranet non onsente accesso dai cellulari).

Allora la mia eroica team assistant (il covid lo ha confermato: e' eroica) cosa fara'?

  • Mi riconoscera' usando la voce.
  • Mi mandera' il file.

Molto bene. Anzi, molto male, perche' abbiamo appena visto un attacco sul cosiddetto “layer 8”. O meglio: no. La team assistant e' assolutamente autorizzata a darmi quel file, a patto di potermi riconoscere a voce.

Ecco, il problema e' questo: sta usando un sistema di riconoscimento vocale.

Avrete capito il punto: che il problema viene quando qualcuno puo' imitare la mia voce. Andiamo per gradi, e facciamo una statistica di pericolosita'. Chiediamoci quanto danno possa fare chi e' in grado di contraffare la vostra identita'.

  • Firma su carta. (la piu' pericolosa perche' e' accettata per i contratti di ogni tipo).
  • Riconoscimento vocale. (esistono i contratti telefonici, anche se per poche cose).
  • Riconoscimento facciale.(il guardiano di uno stabile vi riconosce dal viso).
  • Impronte digitali. (qui entriamo nel campo del criminologico)
  • DNA-PCR . (sempre nel caso del criminologico)
  • Scansione della retina. (non conosco molte applicazioni commerciali che usino la retina come ID)

Se ci basiamo su questo, e' chiaro che un attacco sul “layer 8” sia molto piu' pericoloso se emula la vostra firma, e al secondo posto metterei il riconoscimento vocale perche' copre tutto quello che potete fare con una telefonata nella quale venite riconosciuti. Il riconoscimento facciale e' anch'esso pericoloso, ma richiede la presenza fisica, quindi richiede di imitare il corpo intero. E' vero che una videochiamata puo' limitarsi al volto, ma in una videochiamata dovrete anche imitare la voce.

Chiaramente la maniera piu' esplosiva e' la firma, ma di solito la firma si mette in presenza, e quindi richiederebbe di imitare anche il volto e la voce, e spesso il corpo intero.

il riconoscimento vocale e' un punto debole tremendo nel mondo degli attacchi sul layer 8. La voce e', anche se non ci pensiamo tanto, lo strumento piu' usato di riconoscimento a distanza.

Gli attacchi informatici sul “layer 8” indica quegli attacchi a sistemi informatici che non sono basati sul fatto di usare la rete (layer da 1 a 7) ma di accedere ai sistemi assalendo le persone che li amministrano.

Ed e' un problema, si.

Guardate questi video:

Questi sono due esempi di “attacco sul layer 8”, e il primo e' notevole perche' non e' informatico quasi per nulla: mettere un bambino che piange in sottofondo e' servito ad aumentare il senso di empatia e la pressione sull'operatrice telefonica.

E il problema cresce:

Adesso, credo, avete tutti i pezzi per capire una cosa: che dare in giro la propria voce oggi e' pericoloso. Darla a sconosciuti e' pericoloso: unendo dei dati che possono dedurre da voi , dati che trovano su internet e altro, possono chiamare portinai di aziende “posso mandare mia moglie a ritirare il pacco arrivato per me?” , e tutto quanto riesce.

Adesso torniamo indietro: quanto e' facile imitare una voce quando la si e' sentita?

Avrete sentito parlare di tecniche come deepfake, ma esse agiscono sulle immagini. Esistono anche deepfake sulla voce? Si, ci sono

E come sentite, sono anche piu' efficaci. Ma specialmente, si possono fare in tempo reale perche' la quantita' di informazione del suono e' molto inferiore a quella di un video.

E questi sistemi sono gia' in circolazione:

per questo motivo guardo a ClubHouse come ad un sistema molto pericoloso. Esso mette insieme due cose pericolosissime:

  • la possibilita' di sentire cose pronunciate da me.
  • la possibilita' di estrarre dati sulla mia persona durante un dialogo.

Per esempio, anche un podcast potrebbe essere usato allo scopo: ma nel podcast nessuno dice a quale banca si appoggia, o chi sia il suo medico di base (attaccarlo per estrarre informazioni ), o dove lavori di preciso (onde chiamare la portineria a suo nome), o quale compagnia telefonica uso, il mio numero di casa, eccetera.

Invece, in un ambiente altamente interattivo, e' possibile chiedere tutte queste informazioni. E quindi si fornisce tutto quello che serve ad un attacco sul layer 8.

Queste informazioni SONO pericolose, perche' appunto il riconoscimento vocale tramite un telefono e' il sistema di riconoscimento da remoto piu' utilizzato. Puo' essere usato per costruire (o distruggere) alibi, e molto altro.

Quindi, non date la vostra voce a sconosciuti.

Mai. La quantita' di truffe possibili e' inimmaginabile.

rischiate di far crescere le truffe telefoniche a livello mostruoso.

E' vero che anche su Whatsapp date la vostra voce, ma la date normalmente a persone che conoscete. Su un sistema che praticamente e' pubblico, cambia tutto. Quando uno sconosciuto ha la vostra voce, siete nella merda. Avete idea di cosa possono fare se vi registrano mentre dite “si', lo accetto”?

Basta che vi abbia chiesto: ah, sei di Düsseldorf, io sto cercando una buona banca per aprire un conto, quali mi consigli? Ci vuole poco a dire che , anche se magari darete due o tre nomi, uno di questi sara' la vostra banca. E il tipo ha la vostra voce. Da domani puo' chiamare la vostra banca con la vostra voce.

Quindi NO, NO, NO: non si da' la propria voce agli sconosciuti, tantomeno su un social.

Quando scrissi il post su come stiamo gestendo male il virus , mettendo in atto delle misure piu' lente del tempo che impiega a mutare in senso utile, credevo di aver considerato il “worst case scenario”. In realta', il virus sembra ancora piu' veloce di quanto io non credessi.

Se questa scoperta verra' confermata a quanto pare il virus ha reagito alla campagna di vaccinazione inglese producendo una mutazione che non ne risente. Siccome dal punto di vista della mutazione nessuno e' vaccinato, la sua diffusione e' veloce.

Trovate ulteriori link:

ed altri.

In realta', la B.1.525 e' la varieta' inglese, le mutazioni che preoccupano sono Q677H and F888L, le quali come avevo ipotizzato vanno a cambiare le proteine spike che il vaccino copre.

se queste mutazioni si diffondono, e non si vede perche' non dovrebbero, la campagna vaccinale potrebbe essere inutile ancora prima di essere finita.

Riguardo al tempo che avevo ipotizzato, e' sorprendente come il tempo di 15 mesi fosse molto lungo rispetto a quanto e' successo. A dire il vero la mutazione e' arrivata prima. Ma il punto e' che, se quello che si dice e' vero e questa mutazione e' iniziata a dicembre 2020, siccome e' una mutazione della variante inglese , la cosa si fa preoccupante. Non so se le mutazioni siano da considerarsi statisticamente bernoulliane (il fatto che sia una mutazione della variante inglese e' rilevante o poteva succedere a qualsiasi variante?) , quindi ancora una volta i metodi statistici non sono facili da scegliere.

Ma non importa. Se anche fosse una mutazione del ceppo iniziale primigenio, ci avrebbe messo 11 mesi a nascere. Se e' una mutazione del ceppo inglese, ce ne ha messi circa quattro.

davvero pensate di finire una campagna di vaccinazione globale in tempi che vanno da 11 mesi a 4 mesi?

Perche' se non ci riusciamo, da qualche parte nel mondo ci vedremo arrivare la variante che ignora il vaccino.

Adesso arriveranno le aziende farmaceutiche e ci diranno “non vi preoccupate, il vaccino a base di Rna ci mette un attimo a essere adattato al nuovo virus”. Gia'.

Ma siccome e' basato sulle proteine spike, occorreranno DUE vaccini, uno contro la spike A e uno contro la spike B. Allora partiamo con una SECONDA campagna di vaccinazione, ma prima che sia finita abbiamo Covid Spike C.

Direi che questa nuova mutazione, se confermata, dovrebbe far pensare tutti.

  • si era detto che le mutazioni rendono il virus meno letale. A quanto pare, non QUESTO virus.
  • si era detto che i vaccini siano la soluzione. Non per QUESTO virus.

La verita' e' che dobbiamo cambiare strategia.

La soluzione a questo virus non e' un vaccino: e' una CURA.

Altrimenti passeremo i prossimi N anni in una continua campagna di vaccinazione che e' gia' obsoleta prima di finire.

Se, come ho gia' scritto, le strategie implementate non sono sostenibili (politicamente ed economicamente) nel lungo termine, qui stiamo parlando di strategie che non sono nemmeno FUNZIONANTI nel medio e lungo termine!

L'unica strategia che sembrerebbe funzionare sarebbe:

  • isolare gli anziani e le persone a rischio nelle case. Ma isolare DAVVERO.
  • trovare il modo di recapitare loro cibo, medicine e tutto quanto a domicilio.
  • nel frattempo, concentrare gli sforzi in una CURA.

ci sono gia' TUTTI gli elementi logici per capire che i vaccini non siano la soluzione: il virus muta piu' in fretta della campagna vaccinale globale e muta in modi che rendono INUTILE il vaccino.

Tuttavia, colpisce sempre allo stesso modo, cioe' infezione –> infiammazione –> crisi immunitaria. Certo, potrebbe mutare anche in questo, ma siccome infiammazione e crisi immunitaria sono reazioni del corpo umano, e' meno probabile che una mutazione possa silenziare le infiammazioni. Se del resto lo facesse, non morirebbe piu' nessuno.

Ma ripeto: abbiamo gia' tutti i riscontri, e in termini logici questi riscontri ci dicono che non ha senso quello che stiamo facendo. Tutto quello che sappiamo e' che probabilmente abbiamo gia' un virus mutato che non risente del vaccino che abbiamo.

Perche' non possiamo mettere in dubbio il fatto che i vaccini siano la soluzione IN QUESTO SPECIFICO CASO, e investire sulle cure?

Quante persone devono morire prima?