Avrete notato che in tutto quello che scrivo io rifiuto categoricamente di discutere il populismo come se fosse un fenomeno politico nel senso materialista del termine, cioe' come fenomeno legato a cause materiali. Questo non dipende dal fatto che io ritenga inutile il dibattito politico basato sui fatti (in effetti lo e' , ma per altri motivi), ma per una ragione molto piu' semplice.

Il pensiero politico e', a tutti gli effetti , una categoria del pensiero estetico.

Ma che cos'e' l'estetica? Il pensiero estetico, in termini logici, e' quel pensiero che si propone di raggiungere la comprensione delle cose studiando il modo in cui vengono percepite, anziche' il modo in cui esse sono (come fanno i fisici).

E quando dico che il pensiero politico sia una categoria del pensiero estetico, non intendo dire che la politica e' "show" o "propaganda" o "comunicazione". Questi tre campi sono di fatto delle scienze, che hanno (nel mondo del Big Data e dei social media digitali) dei metodi di misura , come il gradimento, il sentiment e altri.

Quando dico che la politica e' una categoria del pensiero estetico non tiro in ballo dei concetti tutto sommato quantificabili, come il successo di uno show, l'efficiacia di una propaganda o l'impatto della comunicazione. Intendo dire, invece, che per capire la politica occorre usare le categorie tradizionali dell'estetica, che sono qualitative.

Categorie come bellezza, gusto  ed eleganza, per esempio.

Cito proprio queste  cose perche' sono LE categorie piu' insistenti della politica, e le qualita' principali che chiediamo ad una classe dirigente. La prima cosa che ha fatto il primo re della storia non e' stata quella di emanare un editto: e' stata quella di indossare un vestito molto piu' bello di chiunque altro nel regno.

L'ossessione che le classi dirigenti di tutto il mondo hanno verso bellezza, gusto ed eleganza , cioe' nel coltivare un aspetto piu' bello, raffinato ed elegante , dovrebbe gia' instillare qualche sospetto. Il fatto che il nazismo abbia avuto le piu' belle divise della storia e abbia coltivato all'estremo la bellezza dei suoi soldati, delle sue parate, dei suoi simboli (la svastica e', esteticamente parlando, uno dei piu' bei simboli mai disegnati: se non fosse per la memoria orribile che si trascina, oggi la userebbero tutte le grandi multinazionali nel proprio logo). Lo stesso comunismo ha risposto a questa estrema bellezza estetica dei fascismi prendendo il controllo dell'arte, cioe' ancora una volta di una manifestazione estetica.

Una delle cose che risultano piu' disturbanti del nazismo e' che, pur essendo l'orrore che e', il nostro senso estetico e' costretto a riconoscerne la bellezza.

Gli sforzi che le dittature del novecento hanno fatto per controllare il fattore estetico, di gran lunga superiore agli sforzi che hanno impiegato per controllare la scienza, per esempio, dovrebbero rafforzare i nostri sospetti.

In ogni caso, possiamo allargare la scena a tutto il mondo, a tutte le classi dirigenti, e chiederci per quale motivo tutte si siano messe ad ostentare bellezza, gusto ed eleganza. Perche' tutte abbiano un dresscode, e non ostentino, per esempio, la forma fisica o la propria abilita' nella matematica.

E la risposta e' semplice: il pensiero politico e' una categoria del pensiero estetico.

Ma andiamo avanti: perche' l'estetica e' importante?

L'estetica e' importante perche', quando non riusciamo a capire la cosa, tutto quello che facciamo e' osservare la cosa, e questo significa che tentiamo di arrivare alla cosa non conoscendo che cosa sia, ma osservandola per come la percepiamo.

Quando la complessita' di un fenomeno supera il comprensibile, l'estetica prende il posto del pensiero analitico.

Facciamo un esempio.

Se leggete la storia di quattro spacciatori africani che uccidono una drogata adolescente e vi vedete un problema di immigrazione, anziche' di droga, e' proprio perche' state usando un approccio estetico, cioe' non state cercando di capire questa cosa mediante un esame della cosa stessa, ma attraverso l'osservazione della sua apparenza. Esteticamente si tratta di un problema di immigrazione perche' vedete che gli assassini sono africani, razionalmente e' un problema di droga perche' uccidere una ragazza per motivi di droga non richiede che l'assassino sia di una particolare etnia, ma richiede comunque un problema di droga.

E per questa ragione il pensiero estetico e' cosi' comune in politica: il tedesco medio del 1930 non poteva capire quasi nulla delle conseguenze, della sostanza o della complessita'. Aveva troppa fame: la Germania produceva solo il 50% dei cibo che serviva, gli inglesi avevano praticato un embargo navale e le persone morivano di fame sui marciapiedi.

Tutto quello che le persone potevano sapere del nazismo era proprio questo: era bello. I nazisti erano belli, le loro parate erano esteticamente fantastiche, le loro divise erano eleganti. Ogni aspetto estetico del nazista era curatissimo: del resto non era nemmeno possibile arruolarsi nelle SS senza essere belli. Le SS dovevano eccellere, a sentire Himmler, sia sul campo di battaglia che allo stadio, che nei salotti. La razza ariana, del resto, non era altro che un canone estetico di bellezza con la pretesa di essere una questione biologica. Ogni concetto di razza o di "identita' " non e' altro che un canone estetico.

Il nazismo fu votato per la stessa ragione per la quale e' ancora attraente: per la sua estetica. E la pessima estetica dei suoi membri attuali e' proprio la ragione per la quale sino ad oggi e' rimasto minoritario:  

Dicendo che la prima cosa che possiamo fare per capire l'ascesa del nazismo e' riconoscerne la bellezza estetica , non stiamo facendo apologia: stiamo capendo lo strumento chiave del suo successo, e stiamo iniziando a percepire il concetto che sta alla base della politica.

Il consenso di un gruppo politico dipende principalmente dall'aspetto dei suoi membri.

Detto questo, pero', occorre tirare in ballo una cosa: il gusto.

Perche' adesso che abbiamo ribadito l'essenza estetica della politica dobbiamo chiederci cosa stia succedendo oggi. I populisti non ci sembrano particolarmente belli, e nemmeno esteticamente appetibili. Stiamo parlando di personaggi di questo tipo:

E allora dobbiamo chiederci quali siano i motivi estetici della vittoria dei movimenti populisti. E la risposta e' semplice:

L'ascesa dei partiti populisti va di pari passo con la tolleranza che la societa' moderna ha verso il brutto.

La foto del leghista di oggi non rappresenta quella di un individuo sciatto, inelegante e brutto da vedere. Rappresenta uno dei moderni canoni di bellezza.

E allora possiamo rendere piu' esplicito il confronto ponendoci una domanda:

Capite subito quale sia il problema. Chiedetevi per quale dei due nazisti avrebbero votato i due uomini sopra, quello elegante e quello inguardabile: l'associazione e' quasi immediata.

Mano a mano che il brutto si e' impadronito della societa', il fascista si e' adattato al gusto estetico di una popolazione che ama il brutto, rappresentando il loro canone di "bellezza".

Andate pure a qualsiasi raduno leghista, o grillino: il massimo dell'eleganza che troverete e' un vestito aziendale "business" (che e' tutto tranne che elegante, con quelle orrende scarpe nere portate al mattino, come becchini). Per il resto troverete sciattume, rozzi bifolchi privi di eleganza che tentano di apparire chic coprendosi di monili costosi, il "folklore" usato come foglia di fico per nascondere un disastro estetico, e tanto, ma tanto cattivo odore. Lo stesso che troverete in un raduno di PeGiDa o in un banchetto di AfD.

Il populismo non e' altro che la sola politica possibile in una societa' che ama il brutto: brutta musica, brutti libri, brutta arte, brutto cinema , cibo rozzo e una brutta televisione ove si sentono brutti discorsi. Perche' mai gli elettori dovrebbero essere attratti da politici eleganti, belli o raffinati? Perche' questi maiali semicoscienti dovrebbero amare discorsi ben strutturati, con la loro intrinseca eleganza, o ideali di elevata qualita' spirituale? Chi ha mai insegnato loro a farlo?

Salvini che mangia a petto nudo un orrido piatto di pasta bisunto e scotto, Berlusconi mummificato, Grillo col suo muso odioso, Bossi in canottiera :  questa catastrofe politica e' il risultato inevitabile di una catastrofe estetica.

Una popolazione che ama il brutto non puo' votare politici belli, politici che parlano bene, politici che fanno bei discorsi, non puo' cercare belle idee: si identificheranno in qualcosa di orrido, nobilitandolo con la parola "trash", ma alla fine da un popolo che ama l'estetica dell'immondizia potete aspettarvi solo che voti la stessa immondizia in politica.

In passato ogni partito ha evoluto una sua categoria della bellezza: i conservatori coltivavano un'eleganza piu' classica, normalmente i progressisti tendevano a seguire la moda, oggi per spiegare il populismo basta mostrare questo:

LA catastrofe estetica che vedete e' identica alla catastrofe politica. Queste persone non si possono identificare in nient'altro che un burino come loro.

La politica puo' essere capita correttamente solo come categoria dell'estetica. Il consenso puo' essere spiegato solo come assonanza tra il canone estetico del popolo e quello dei politici, sia nel vestire che nel parlare, che nel modo di argomentare (ma non negli argomenti). Vince sempre il partito che viene sentito come il piu' bello, nel senso estetico piu' vicino all'osservatore.

Ed e' per questo che e' inutile discutere di politica basandosi sui fatti, cosa che non faccio: trattandosi di una categoria dell'estetica, e' possibile discutere di politica solo in termini di estetica, nel mio caso parlo di narrativa perche' percepisco la cosa in questo modo. Perche' il politico che vince e' SEMPRE quello che la popolazione considera piu' bello e vestito meglio, a seconda del proprio gusto.

Il populismo e' tale prima di tutto perche' non ha bellezza, eleganza ne' gusto: esattamente come i suoi elettori. Il suo successo e' legato alla diffusione del brutto nella cultura pop, ed e' qui per rimanere tanto quanto il brutto, sino a che qualcuno non decidera' di ridare al ceto medio e alle classi dirigenti la loro qualita' POLITICA piu' preziosa.

L'eleganza.