Inflazione e costi dell'energia.

Si parla sui giornali di quanto siano aumentati i costi dell'energia, e del fatto che sia tutta colpa del malvagyo Putin che toglie il gas, e quando c'e' un cattivo tutto nero e un bianco tutto buono a me vengono sempre dei sospetti. Cosi'  , complici le ferie invernali, ho cercato di capirci meglio.

E ho trovato qualcosa di interessante per riassumere la vicenda.

Il punto e' che negli ultimi anni i trend dei prezzi , nei diversi tipi di energia, premiano alcune fonti e ne puniscono altre.

Il prezzo del carbone, per esempio, e' rimasto quasi costante. Ma se andiamo a vedere le altre fonti di energia, ci sono delle grosse sorprese. Per prima cosa, come dice il grafico, il solare fotovoltaico e' crollato di prezzo dell' 89%.

Per chi crede che il carbone sia morente perche' ci sono delle decisioni politiche green da prendere e la chiusura delle centrali a carbone e' fatta per inquinare meno, alla faccia dei malvagi capitalisti,  ho brutte notizie: a decidere che il carbone deve finire e' stato il mercato. Non Greta.

E ovviamente, i malvagy capitalisti (del solare) brindano perche' si stanno facendo pagare la transizione (che altrimenti sarebbero investimenti loro) dai governi. Grazie Greta.

Il secondo punto e' che anche l'eolico e' crollato del 70%, raggiungendo il fotovoltaico, molto sotto il costo del carbone. Se consideriamo il carbone come "livello di inversione" notiamo che esso ha TRE concorrenti forti:

  1. gas a ciclo combinato (https://en.wikipedia.org/wiki/Combined_cycle_power_plant)
  2. fotovoltaico
  3. eolico

In questa situazione, e' ovvio che avverranno delle tensioni fortissime , che spingono il mercato a una transizione: tutto cio' che e' SOPRA la linea del carbone finisce con essere definanziato, mentre tutto cio' che e' sotto finira' con l'essere finanziato.

(come vedete il grafico non tiene conto di idroelettrico e geotermico, perche' oggi sul mercato sono marginali. Nel caso del geotermico, per l'italia e' un peccato perche' siede su tre faglie. ma lasciamo perdere).

Ma c'e' un altro punto che si nota: che il costo del nucleare cresce. Come mai cresce? Perche' cresce sempre. Qualsiasi centrale, anche quelle nuove, produce scorie. Le scorie vanno gestite. Si stoccano, e poi si continua per decine o centinaia di anni. Siccome ogni anno si producono sempre piu' scorie, i costi di gestione crescono di continuo, e il risultato e' l'aumento che vedete.

Il nucleare, per quanto avanzato, sul piano dell'abbondanza e' ottimo, sul piano del CO2 anche, ma sul piano delle scorie e quindi dei costi non e' decisamente ottimale. I costi di stoccaggio delle scorie aumentano nel tempo, perche' si producono sempre nuove scorie. Non c'e' modo di fuggire da questa legge fisica.

Macron spinge sul nucleare come fonte "verde" perche' vuole far pagare all' Europa il prezzo dello stoccaggio delle sue scorie. E l'errore strategico di affidarsi per il 70% al nucleare, fatto dai suoi predecessori.

Ma andiamo al problema dei prezzi. E' chiaro che l'aumento dei prezzi non sia causato dalle fonti il cui prezzo si e' abbassato. Esso sarebbe stato riassorbito dai cali drastici degli ultimi anni. Sono quindi le fonti il cui prezzo NON si e' abbassato  sotto a quello del carbone a causarlo. Si tratta quindi di:

  1. nucleare.
  2. solare termico (ormai in disuso, ma esistono ancora impianti)
  3. vecchie centrali a gas, a ciclo non combinato
  4. carbone

tutte le altre fonti, se anche avessero avuto un picco di prezzo, lo avrebbero riassorbito per via del calo costante dei prezzi. Qui siamo al dunque: se Putin chiude i rubinetti, l'aumento dei prezzi non e' colpa delle centrali a ciclo combinato, che potrebbero riassorbire il colpo, ma delle fonti di cui sopra.

Questo e' il punto: se fosse iniziata davvero, o se stesse iniziando davvero una transizione delle centrali a carbone verso le centrali a gas moderne, o di quelle che sono a gas ma sono obsolete, sarebbe possibile gia' oggi vendere futures a prezzo piu' basso, riassorbendo l'aumento di prezzi. Se aumentano i prezzi, e' perche' NESSUNA TRANSIZIONE E' PARTITA O STA PARTENDO.

L'azione della EU punta a fare una grossa griglia su scala continentale, e non e' una cattiva idea, ma non risolve il problema. Cosa succede se uniamo tutta Europa in una grande griglia e facciamo in modo che se c'e' il sole in Sicilia l'energia vada in Danimarca?

  • mitighiamo (ma non risolviamo) il problema della continuita' delle fonti fotovoltaiche e solari.
  • mitighiamo (ma siamo lontani a risolvere) il problema del gas, perche' la percentuale di prezzo delle vecchie centrali a gas e' ancora alto.
  • non risolviamo il problema dell'aumento di prezzo del nucleare. Siccome non basta neppure ai francesi, pesa poco sul problema della continuita'.
  • non impattiamo moltissimo sulle centrali a carbone, che sono circa allo stesso prezzo di dieci anni fa.
  • il solare termico ha una fetta limitatissima del mercato.

Per ottenere qualcosa e' necessaria, appunto, una transizione energetica. Che gli industriali dell'energia non intendono pagare.

Cosi', cosa succede?

  • non si parla di sostituire le centrali a gas classiche con quelle combinate. Ci vogliono soldi.
  • non si parla di geotermico. ci vogliono soldi per fare la centrale.
  • i costi dello spegnimento del carbone sono pagati dalla EU.
  • i costi delle scorie nucleari sono pagati dalla EU.
  • il fotovoltaico piace, ma sui tetti di casa vostra, cosi' voi pagate l'investimento, la manutenzione e lo smaltimento,  e loro si tengono l'energia in eccesso per poi rivenderla.
  • l'eolico piace, ma solo se finanziato dallo stato, perche' quella roba costa.

in queste condizioni, chiaramente tutto poggia sul gas. E causa un aumento di prezzo. Perche'?  

Mi spiego meglio: immaginate di essere un industriale del carbone. Dovete chiudere la vostra centrale e convertirla entro che so io il 2037.

Ricevete dei soldi dalla EU. Quello che farete non sara' usarli per costruire una nuova centrale SUBITO, magari a gas combinato o un parco eolico. Quello che farete sara' comprarci dei future sull'energia, in modo da guadagnare nella speculazione. Quando sarete , che so io, nel 2029, dopo aver guadagnato soldi sui future dell'energia per altri sei o sette anni, inizierete a costruire le nuove centrali, approfittando del fatto che partirete dalle tecnologie del 2029. Significa che le future centrali produrranno ancora piu' MW, e siccome i soldi della EU sono per CO2/MW, ne prenderete ancora di piu'.

Ma nel frattempo non avrete fatto nulla, se non creare una tremenda speculazione sui prezzi dell'energia, speculazione sulla quale guadagnerete un sacco a spese del cliente, perche' l'aumento dei costi dell'energia riguardera' ANCHE l'energia prodotta col carbone, e quindi guadagnerete di piu' ANCHE sull'energia che produrrete col carbone.

Putin ha quindi delle colpe? Si, se davvero avesse ridotto la quantita' di gas che eroga. Ma sinora si e' limitato a NON AUMENTARLA: non dimentichiamo che il famoso North Stream II non e' ancora partito, quindi stiamo giocando a bocce ferme.

Il problema e', semmai, che chi dovrebbe investire convertendo centrali a carbone o centrali a gas vecchie non vuole farlo, e non ha nemmeno dei piani per farlo nei prossimi 5 anni, come minimo. Siccome la domanda cresce, ma non la produzione,  il risultato e' un aumento di prezzi.

Allo stesso modo non ci sono nemmeno piani di investimento per costruire grandi superfici di fotovoltaico: si chiedera' al cittadino-banca e allo stato di anticipare i soldi per i pannelli solari, per poi immettere potenza in rete d'estate, senza che le aziende investano nei pannelli , nella loro manutenzione e/o nel loro smaltimento.

Quindi lasciate stare Putin almeno quando si parla dell'aumento dei prezzi. Qui stiamo parlando di industriali dell'energia che sono parassiti, e intendono farsi pagare per una transizione che non sta nemmeno nei loro piani.

Loweel

Loweel