Quando scrivevo che Trump (contrariamente a quanto fa credere di essere) e' un prodotto della Silicon Valley e degli OTT come Facebook, Google & co, molti mi davano del complottista. Citavano il fatto che Trump ha sempre parlato male di Facebook &Co, accusandoli di essere aziende che fanno miliardi dando pochi posti di lavoro, eccetera.

Questa preoccupazione non sembra essere piu' nell'agenda di Trump, se si e' messo a minacciare Francia e Italia di dazi pesantissimi nel caso non rinuncino a qualsiasi "web tax". Quella che lui chiama "web tax" non e' altro che la tassa che la nuova legge europea sul Copyright ha imposto, e che i giganti americani del web non accettano di dover pagare.

Potremmo discutere un sacco di tempo su questa cosa: da un lato potremmo essere sostenitori dell'idea che la conoscenza deve fluire liberamente. E' una posizione legittima, ma bisogna ricordare che il governo USA ha esteso ormai sino  a 90 i diritti al copyright su ... praticamente tutto quanto facciano negli USA.

Il concetto e' molto semplice: la condivisione della conoscenza e' una strada a doppia corsia. Se qualcuno (GLI USA) dice "quello che e' mio e' mio" , poi deve aggiungere "e quello che e' tuo e' tuo". Al contrario, gli USA dicono "quello che e' mio e' mio, ed estendero' il copyright sul volto di Topolino in eterno per ribadirlo", mentre poi aggiungono "e quello che e' tuo e' di tutti, cioe' ancora mio".

Si dice che Trump voglia salvare Apple da una tassa ingiusta che la colpirebbe se continua a fare uso gratuito di contenuti europei: dimenticando che se qualsiasi azienda fa qualsiasi cosa anche lontanamente simile a qualsiasi cosa Apple abbia in mente, viene immediatamente citata per danni. Toccare contenuti anche lontamanente legati a qualcosa su Itunes e' una condanna certa.

In pratica, il problema non sta nel fatto che sia giusto o meno usare un copyright per coprire i contenuti europei: il problema e' che gli americani fanno la stessa cosa, la fanno da sempre, e quando lo fanno loro va bene.

Siamo nella situazione in cui gli USA ti dicono: quel che e' mio e' mio, e quel che e' tuo e' ancora mio.

Quindi eviterei il solito pippone da centrosocialati che anticontroboicottano il malvagio copyright. Il copyright esiste, gli USA lo applicano da sempre. Il punto e' che se loro lo applicano e noi no, finisce che loro marciano sui contenuti altrui. A Roma direbbero che fanno i froci col culo degli altri.

Ma il punto non e' questo: il punto e' che nella narrativa pubblica che Trump ha tenuto sinora, sembrava che la sua elezione non avesse nulla a che vedere con l'appoggio dei grandi social media, e che semmai su Facebook c'era stata qualche distorsione, la colpa era dei russi e facebook "stava facendo il possibile per evitare che la campagna fosse distorta a favore di Trump.

Ma ora che Trump ripaga la marchetta, la cosa diventa sempre piu' evidente: sara' sempre piu' difficile per Facebook dimostrare che "e' tutta colpa dei russi" e che lui non ha mai appoggiato Trump.  La realta' e' che Trump e' un suo burattino.

La cosa buffa e' che gli USA stanno cercando di approfittare del processo di approvazione della direttiva UE, che non avviene simultaneamente in tutti i paesi. Non so come finira' perche' stanno iniziando lo scontro minacciando i due paesi sbagliati, per due motivi:

  1. Minacciare paesi di ritorsioni su prodotti agricoli funziona quando gli agricoltori sono deboli e quando l'agroalimentare non e' vissuto come una specie di religione pubblica. Ma andare a minacciare ritorsioni sull'agroalimentare contro due paesi ove il cibo e' una specie di religione (Italia) e i contadini sono estremamente potenti (Francia) non e' una mossa saggia.
  2. La Francia sta attraversando un dibattito culturale serio, perche' sembra decisa a proteggere la propria cultura da quella anglosassone. Hanno gia' leggi e regole sulla diffusione di contenuti "francesi" e tentativi di fermare l'adozione dell'inglese. La polemica verso i social americani e' gia' fortissima. Entrare nel merito non fara' altro che irrigidirne la posizione. E davvero Trump spera di mettere in ginocchio i francesi minacciandoli... sui formaggi?

In tutto questo , il grande silenzioso e' la Germania. Aziende come Bertelsmann (https://en.wikipedia.org/wiki/Bertelsmann ) sono state tra i grandi sponsor della legge sul copyright europeo. Il punto e' che i tedeschi si sono abituati a combattere le guerre senza dire che stanno combattendo una guerra, usando mosse "sotterranee" allo scopo di ottenere quel che vogliono, e lasciando all'avversario il ruolo di quello che si agita in pubblico, mentre loro rispondono col silenzio.

Quindi non vedremo prese di posizione a questo riguardo: semplicemente faranno qualche regolamento incomprensibile a chi non conosce il diritto tedesco , che poi implementeranno lentamente come hanno fatto con Facebook. Prima una multa piccola per i contenuti non rimossi entro 24 ore, poi aumentata ad una multa milionaria per i contenuti non rimossi in una sola ora, e cosi' via.

Comunque finisca, il punto e' semplice:

Trump non e' il volto dell'America. Trump e' il volto della Silicon Valley. Di Facebook, di Microsoft, di Apple e di Google.

Ed e' per questo che e' disposto a perdere degli alleati strategici come la Francia o l'Italia , minacciandoli pubblicamente, per difendere i suoi OTT: senza di loro, sa benissimo di non poter vincere le prossime elezioni.

Perche' qui e' il punto: se i russi possono "infiltrare" Facebook per usarlo a favore di Trump, Zuckerberg non ha bisogno di infiltrare un bel nulla. Non deve fare altro che dare un aiutino ai fan di Trump e rendere "leggermente meno condivisi" tutti gli altri. Trump sa benissimo che, in un modo o nell'altro, i grandi OTT come Facebook , Twitter e Google lo tengono per le palle.

Che Trump sia un burattino degli OTT volontariamente o meno, il punto e' che ne ha bisogno (come tutti i politici) per fare politica.  E Facebook se ne fotte della NATO, vuole fare soldi. Che i francesi ne siano gia' usciti una volta e che potrebbero decidere di farlo ancora non lo sa, non lo ricorda e probabilmente non lo vogliono ricordare:

https://st.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-12-31/gli-anniversari-2016-50-anni-fa-172004.shtml?uuid=ACchMV2B&nmll=2707


http://www.ilgiornale.it/news/svolta-sarkozy-francia-entra-nella-nato.html


Forse Facebook, Google e Apple non vogliono ricordare che la Francia e' tornata nel comando Nato solo con Sarkozy, dopo esserne uscita nel 1966. (Motivo per cui il comando NATO e' a Bruxelles). E non gli interessa sapere che genere di danno sarebbe per gli USA un fatto del genere, proprio ora che gli equilibri mondiali stanno cambiando.

Ma di queste cose a Facebook, Google, Apple non importa nulla. Nei prossimi 4 anni il programma della Commissione Europea entrera' sicuramente in conflitto con gli interessi degli OTT americani. La stessa politica di digitalizzazione europea passa per la fine della dipendenza dai vari Cisco, Juniper &co nella struttura della rete. Sta succedendo, e anche in Italia.  Nei prossimi anni, cioe', gli OTT americani saranno comunque colpiti duramente.

Ed e' per questa ragione che Facebook, Google & co cercheranno di far vincere di nuovo Trump. Ed e' per questa ragione che Trump non e' altro che la loro voce.

Non e' il presidente degli "americani", e' il presidente degli utenti di Facebook. Le sue non sono "fake news", sono i risultati di una ricerca di Google. A proposito, qualcuno ha mai misurato quante volte una ricerca di google riporta risultati veritieri? Esiste una statistica del genere?  Pensate davvero che Google sia estraneo a fake news e populismo? Che sia "neutrale"?

Proviamo: i vaccini fanno male?

Ecco i primi tre risultati di Youtube:

Andiamo avanti: le scie chimiche esistono?

Chi sono i rettiliani che dominano il mondo?

Per favore, spiegatemi ancora che Google non ha responsabilita' sulla diffusione di fake news. Ditemi ancora che e' la compagnia del "make no evil". Che e' migliore di Facebook e che ha avuto un ruolo MINORE nella crescita del populismo.Sono tutt'orecchi. Perche' si da' il caso che youtube sia oggi lo strumento preferito di quasi ogni adolescente, con l'esclusione di TikTok.

Allora, e' ora di realizzare una cosa:

Trump e' il volto di Facebook, Google, Apple , Microsoft & co.

E lottera' sempre per difenderli. Perche' Trump e' fatto della loro stessa sostanza.