Vedo sulla stampa italiana delle polemiche sul MES, il Meccanismo Europeo di Stabilita', che secondo alcuni membri del governo italiano e' stato fatto "di sorpresa" o all'insaputa di tizio e caio. E quindi adesso la stampa italiana sta vendendo la leggenda del MES che viene approvato di nascosto, in sordina, di notte come i ladri.

La prima cosa che vorrei chiedere e': ma non e' che del MES si e' discusso per tutto il tempo l'anno scorso , e nessuno se n'e' mai accorto perche' ai parlamentari italiani in Europa manca la sana abitudine di presentarsi al lavoro?

E se fosse invece che tutti avrebbero saputo del MES, e dei relativi lavori, se solo SI FOSSERO PRESENTATI AL LAVORO a Bruxelles? Chiedo per un amico.

Il primo punto che andrebbe chiarito, cioe', e' il seguente: ma com'e' che per il MES si sono fatti ANNI di trattativa e lavoro con delegazioni di tutta Europa, ma solo i politici italiani non ne sapevano nulla? Non e' che per caso non si sono mai presentati nelle apposite commissioni? A pensare male si fa peccato, ma....

Il secondo punto riguarda la stampa italiana. Se per caso, dico "per caso" al MES si sta lavorando da anni, sin dai tempi in cui la Corte Costituzionale Tedesca si e' pronunciata (ponendo dei limiti ma dando il via libera) , come mai i giornalisti italiani a Bruxelles non hanno informato gli italiani?

E se invece fosse che gli italiani avrebbero saputo del MES , se solo la stampa italiana si fosse occupata di MES e non di sbarchi, per fare contento Salvini?

Detto questo, cioe' che il MES non e' una sorpresa e tutta Europa ci lavora da anni, andiamo al succo. Qual'e' il problema del MES?

Il problema del MES e' quello di non essere diventato la Cassa del Mezzogiorno Europea, dove i paesi con piu' liquidita' pagano i debiti di quelli che hanno gestito male la spesa pubblica.

Il problema e' semplice: in caso di salvataggio di un debito sovrano, chi interviene e come?

La speranza dei politici italiani era che, dopo che la Corte Costituzionale Tedesca aveva rimandato la questione a Bruxelles, e ricevuto una risposta, tutto fosse in discesa. Nessun problema, se un paese va in default paga Berlino.

Quello che nessuno ha VOLUTO leggere e' che dopo aver ricevuto il pronunciamento di Bruxelles, la Bundesverfassungsgericht ha emesso una sentenza che contiene dei limiti precisi. E cioe' che le spese dello stato tedesco, tutte, vanno comunque consuntivate dal parlamento tedesco, e devono essere coperte, secondo la legge costituzionale tedesca: se il MES si fa, devono essere chiare le coperture, i tetti di spesa, e il rientro dei capitali. Si puo' fare, ma a queste condizioni.

Dopo che uno dei potenziali "principali pagatori" ha deciso questo, ovviamente tutto l'impianto del MES ha dovuto tenerne conto. E quindi il fondo e' stato costruito facendo in modo che il fallimento del debito di un paese non diventi AUTOMATICAMENTE un obbligo per gli altri paesi.

Questo perche' se diventasse obbligatorio NON richiederebbe l'approvazione di un parlamento. La differenza e' abbastanza semplice:

  • OBBLIGATORIO:  Paese X va in default --> Arrivano i soldi.
  • NON OBBLIGATORIO: Paese X va in default --> Si valuta quanto copre il MES, quanto coprono i privati , cosa deve fare il paese per uscire dal default -> Arrivano i soldi.

La prima era il modello "Cassa del mezzogiorno": soldi aggratise, e chi si e' visto si e' visto. Tutto a fondo perduto, funicoli', funicola', iamme iamme iamme ia.

Il secondo e' lo stesso modello che si applica nel settore privato: se vai in fallimento arriva un curatore fallimentare che prende soldi ai soci, fa dei tagli, licenzia, vende, tutto quello che serve.

Alla fine il MES ha seguito il secondo modello. Del resto, alternative non ce n'erano: se avesse seguito il primo la corte costituzionale tedesca avrebbe proibito al presidente (non al cancelliere) di firmare il trattato. E quindi niente trattato.

Quali sono le conseguenze di tutto questo?

La prima e' per le banche.

Le banche italiane si illudevano che nel caso di default del debito, non fossero mai chiamate a rispondere del debito che possedevano, cioe' che i privati non potessero venire coinvolti nella ristrutturazione. Al contrario, l'accordo dice chiaramente che in caso di default del debito sovrano possono essere coinvolti anche i privati.

Questo significa che i titoli in mano loro scottano: per la prima volta nella storia della Repubblica italiana, i banchieri italiani incontrano il cosiddetto "rischio di impresa" , cioe' una situazione nella quale tu rischi, sbagli, e alla fine tocca a te pagare. Sinora, in un modo o nell'altro , a pagare era lo stato. Ma se lo stato fallisce e nessuno prende il suo posto, adesso i banchieri italiani devono valutare il rischio insito nel possesso di 400 miliardi di debito pubblico italiano. Se la loro reazione sara' di vendere il debito, la situazione potrebbe riscaldarsi, e parecchio.

Viene da chiedersi dove fosse ABI l'anno scorso. Stavano cercando di fermare i migranti? Hanno tolto il fido a Carola Rackete? Dov'erano, di preciso?

La cosa che colpisce delle dichiarazioni di ABI e' che dicono che "se le condizioni cambiano": si direbbe che prima ricevere i soldi del MES fosse obbligatorio e incondizionato, mentre ora questo requisito viene meno. Ma prima era tutto tranne che obbligatorio e incondizionato: oppure qualcuno aveva promesso cose diverse ad ABI?

Sarebbe bello sapere chi ha promesso ad ABI che il salvataggio del debito sarebbe stato automatico, visto che con il nuovo MES questo requisito cadrebbe. Era automatico prima? No. E ne sanno qualcosa i greci.

Inoltre mi chieso se Patuelli sappia quel che dice: di fatto sta declassando il debito italiano, dicendo che di per se' non rientra nella classe di investimento prevista, se il governo non pone ulteriori garanzie. Il presidente delle banche italiane, che possiedono 400 miliardi di euro, dovrebbe essere "un pelino piu' cauto"... forse? Si rende conto che in pratica ha declassato il debito, sin dal primo giorno in cui il MES andasse in vigore?

Il secondo impatto e' sulla classe politica italiana. Perche' ora c'e' un documento che parla chiaramente: se l' Italia andasse in default , per accedere a qualsiasi genere di salvataggio sarebbe costretta ad accettare le condizioni imposte dal MES. Significa che se va tagliata qualche spesa, o ridotto qualche spreco, si deve fare. Non frega nulla a quale puttana o a quale parente tocchera' lavorare: va fatto. E' la situazione di Tsipras : essere contro i tagli ma doverli fare.    

Ma questo approccio non e' nuovo: e' semplicemente che per la prima volta qualcuno lo ha messo sulla carta, e sta dicendo: "firma". E adesso la merda ha urtato il ventilatore.

Le reazioni sorprese mostrano semplicemente che tutti, ABI in testa, hanno ignorato quanto accade a Bruxelles. Si illudevano (e si illudono ancora) che la decisione rilevante fosse quella del governo di Roma. Al contrario, oggi scoprono che in una trattativa tra molti stati, Roma non e' rilevante, specialmente SE NON SI PRESENTA NELLE COMMISSIONI DOVUTE, CON DELLE PROPOSTE.

Cosa che non e' successa.

Adesso il problema e' questo: ma che cavolo hanno fatto i politici italiani negli scorsi mesi? Perche' non erano a conoscenza di decisioni prese da commissioni delle quali fanno parte anche politici italiani?

Semplice: perche' non si sono presentati durante il lavoro di definizione dei dettagli.

Presto scoprirete che, mentre i vari ministri "non andavano a Bruxelles", la UE ha fatto delle cose. Ha fatto delle cose sui migranti, ha fatto delle cose sull'economia e tanto altro. Ma nessuno del governo gialloverde si e' mai presentato.

Risultato: adesso "scoprirete" cosa e' successo mentre tutti, e ripeto tutti, discutevano di migranti, di Papeete, di Mojito e altre irrilevanti minchiatine.

In un certo senso, questo disastro del MES e' colpa dei negri: se anziche' passare un anno a parlare di immigrazione (peraltro ridottissima rispetto al passato) qualcuno si fosse occupato di cose serie, magari le cose non sarebbero andate cosi'.

Ma vedi tu questi negri, che ti distraggono annegando proprio mentre arriva il MES.

Roba da matti, non e' vero?