Guerra in Europa: davvero sventata?

Tutti i giornali sembrano aver chiuso la questione ukraina dicendo che "e' arrivato Biden, ha minacciato i russi, e adesso va tutto bene. Ewwiwa Biden!". Ma e' davvero cosi'?

La narrativa ufficiale e' stata scritta per essere rassicurante, ma alla fine dei conti , osservandola bene, non lo e' affatto. Possiamo partire dal fatto che i soldati russi dislocati come minaccia dietro al confine siano rimasti al loro posto, per capire come non sia cambiato nulla.

Andiamo nel dettaglio: Biden ha minacciato la russia, ma nessuna delle minacce e' davvero esistenziale. Certo, perdere accesso al mercato Forex per il dollaro e' devastante per l'economia, ma non e' una minaccia esistenziale per la Russia. Sanzioni durissime sono una minaccia per i boiardi al potere , che potrebbero tentare di destituire Putin (ma con chi sostituirlo?) ma ancora una volta non costituiscono una minaccia esistenziale.

Puoi minacciare una nazione in due modi:

  • minacciando la distruzione con mezzi militari, ovvero una minaccia esistenziale per la nazione stessa.
  • minacciando il governo in carica di essere destituito, ovvero una minaccia esistenziale per il governo stesso.

Biden non ha fatto nessuna delle due cose, quindi non ha davvero minacciato. Ha semplicemente aumentato il costo di un attacco all' Ukraina.

I costi possono essere un fattore frenante in una guerra, ma solo sul piano strategico, ovvero se confrontati con l'alternativa.

Aumentare i costi di un eventuale conflitto informando dei costi l'avversario (e consentendogli di stimarli in anticipo) non ferma una guerra: si limita a far cambiare strategia all'avversario.

E' in sede di strategia, e NON in sede di politica, che si valutano i costi. Se per la politica una guerra va fatta, andra' fatta. Sono gli strateghi che, informati di nuovi rischi, si adattano al nuovo scenario.

La strategia, a differenza della tattica, non si inventa: se hai 9000 km di coste la tua strategia sara' proteggerle, se hai un Fulda Gap la tua strategia sara' proteggerlo, eccetera. La strategia e' il riconoscimento delle possibilita', dei rischi e dei costi generati dallo scenario. Non si inventa: si elabora partendo dallo scenario.

Biden ha semplicemente cambiato lo scenario: ha schierato il Forex e le Sanzioni indifferenziate come costo. Otterra' solo un cambiamento di strategia, ma non di politica: se Putin ha deciso di fare la guerra, la fara'.  Semplicemente, in un modo diverso.

Se sono cambiati i costi, sono cambiate le motivazioni di Putin? No. L'Ukraina sta venendo armata , usando dei consulenti, seguendo lo stesso modello della Polonia, che ha un esercito piuttosto operativo ed aggressivo.

Teoricamente l' Ukraina ha 200.000 uomini in servizio, ma allo stato attuale quelli che possono combattere una guerra moderna sono circa 30/40.000. E il numero cresce: la minaccia di Biden di "armare di piu' l' Ukraina" non ha senso, perche' lo stanno gia' facendo.

Poiche' difendere e' piu' semplice ed economico che attaccare, i 175.000 uomini che Putin ha schierato non sono tanto sicuri di poter vincere a breve termine, e piu' probabilmente si infognerebbero in una guerra di lungo corso. Del resto, l'economia russa non potrebbe sopportare una guerra del genere per piu' di due-tre settimane.

Ma Putin ha bisogno di una vittoria. Il Covid sta facendo sfaceli, l'industria russa non riesce a produrre abbastanza vaccini , i russi non si fidano del governo e per protesta non si vaccinano, l'economia e' allo sfacelo e la vita media e' poco piu' di 60 anni. Ciononostante il sistema pensionistico , corrotto e fatiscente, naviga nei debiti.

L'unico problema che ha Putin ad attaccare e' l'incertezza di chiudere la guerra in poco tempo. Il resto per lui non e' una minaccia esistenziale.

Le sanzioni potrebbero essere una giustificazione per la fame, per esempio. Basta un pochino di propaganda. Armare gli Ukraini potrebbe essere un ottimo pretesto con cui Putin chiederebbe fedelta' ai cittadini. Non si tratta di minacce esistenziali ne' per il governo ne' per il paese.

Biden non ha minacciato niente.

La vera domanda che viene spontanea riguarda il dislocamento dei suoi soldati. Avrebbe potuto schierarli vicini alle zone di guerriglia dominate dai signori della guerra filorussi, come il Donbass.

Ma li ha schierati di fronte a zone etnicamente ostili, quando aveva un corridoio assicurato. Eppure ha BISOGNO di una vittoria rapida.  Questo fa pensare una cosa: Putin non si fida dei suoi signori della guerra filorussi. Oppure non gli obbediscono piu'.  

Del resto si tratta di personaggi molto sensibili al dollaro, e per gli americani comprarli potrebbe anche essere molto semplice: "bagsful of money".

Se la questione e' questa, semmai il problema di Putin e' quello di aver perso il controllo dei signori della guerra filorussi che stanno combattendo. Magari hanno cambiato casacca, o di sicuro non sono abbastanza affidabili per Putin da offrire alle truppe russe un corridoio sul Mar Nero , da cui tagliar fuori l' Ukraina dal mare e risalire per un'eventuale conquista.

Un'altra cosa che si nota e' che se Putin usa la Krimea come base per la flotta, non la usa come base per l'aviazione. Si, ci sono delle facilities, ma non sono abbastanza minacciose rispetto alla rilevanza strategica: con un Mar Nero che si puo' riempire di portaerei nemiche, e un'Ukraina che potrebbe ospitare basi aeree nemiche, la presenza dell'aereonautica russa in Krimea e' inspiegabilmente bassa.

La vera domanda che dovremmo farci e' : "Putin controlla DAVVERO i territori che crede di aver conquistato?".

Questo e' il punto. E probabilmente qui c'e' la ragione per cui valuta un attacco, e anche la ragione per la quale non lo ha attuato.

Ma una situazione complessa , quando si richiede una vittoria rapida, richiede solo un'intervento militare piu' veloce e brutale.

Di nuovo, le nucleari tattiche.

In un modo o nell'altro, si torna li'.

Onestamente, credo che Biden abbia solo ritardato i piani di Putin, costringendolo a valutare nuovi costi, ma se Putin stesso si trovasse in una situazione di pericolo esistenziale (per esempio, la perdita di potere), non esiterebbe a iniziare una guerra, attribuendo tutti i disastri economici, anche passati, alle sanzioni.

Non credo che Biden abbia cambiato qualcosa. Al massimo ha comprato piu' tempo.

Loweel

Loweel