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About.

Questa e’ l’ennesima reincarnazione del blog. Ogni reincarnazione corrisponde ad una fase della mia vita, e scrivo per motivi diversi.

Questa volta scrivo solo perche’ mi va, e per non perdere l’abitudine alla lingua italiana.

Vivo all’estero. Al lavoro parlo solo in inglese,peraltro inglese “internazionale”, e nella vita parlo tedesco. Con il risultato che l’italiano, piano piano, va sfumando.

Non tanto per la mescolanza di germanismi/anglismi: quelli sono fenomeni piu’ tipici della seconda generazione, tipo “ho un termino con la frisora”.Parlo del modo di pensare le cose.

Parlare tedesco ti abitua ad una tassonomica, strettissima aderenza al contesto. Cioe’ a costruire le idee partendo non tanto dal “concetto”, ma piu’ dal “contesto”. Parlare molto in inglese ti abitua all’idea di parlare costruendo di volta in volta l’espressione che abbia come effetto collaterale di dire quello che vuoi dire.

In un certo senso, cambiare lingua significa cambiare modo di pensare. La sensazione e’ che il cervello si “sdoppi”, e ti ritrovi ad avere sempre piu’ vie di fronte. La via tedesca,la via inglese e la via italiana.In questo modo non cambia tanto il modo di costruire frasi o periodi, quando il modo di costruire pensieri, concetti, strutture.

Il tedesco e’ una delle lingue piu’ idiomatiche del mondo, e contemporaneamente piu’ sensibili al contesto. L’inglese e’ idiomatico, ma meno sensibile al contesto. L’italiano e’ quasi completamente logico. Chomsky avrebbe molto da dire a riguardo.

Ma il punto e’ che sento la lingua che se ne va, ma non e’ un problema di lingua: e’ un problema di “prospettiva”. Essere un expat mi ha insegnato proprio questo:

Le lingue non sono solo codici. Sono prospettive.

Per questo ho bisogno di scrivere, cioe’ di adottare periodicamente una prospettiva italiana nel descrivere qualche argomento. Non mi aspetto nulla da questo blog, e non ho altri obiettivi se non questo. Scrivere pensieri in italiano, allo scopo di mantenere una prospettiva, che altrimenti si perderebbe.

Non ci saranno comunita’ ne’ messaggi. Il problema e’ solo esercitarsi, e mantenersi allenati, nell’uso di una prospettiva. Cioe’ di una lingua.

Tutto qui.