Poche volte mi e’ capitato di vedere , in politica, una narrativa cosi’ palesemente stupida che viene accettata , viene accettata proprio da quelli che, parole loro, pretendono di avere gli strumenti critici per non credere alla propaganda. Che la base di sinistra si caratterizzi dalla velleita’ di possedere strumenti culturali superiori e’ noto. Che questo impeto velleitario venga sfruttato in maniera cosi’ evidente, meno.

In questi giorni e’ stata data alle masse una narrativa, quella dell’ Eroico Soldato Tria che resiste ai malvagy spendacciony polentony e un po’ terrony . Secondo questa narrativa, Tria sarebbe stato in trincea per difendere la “sua” finanziaria da 1.6% di deficit, ma le orde barbariche (dopo una immancabile ed eroica resistenza) lo avrebbero sopraffatto.

Mi meraviglio che non ci sia stato il consueto sfoggio di addominali spartani e il filmato dei tecnici del ministero che gridano AH-HU, ma immagino sia un problema di eta’. Altrimenti avreste visto Tria nei panni di Leonida alle Termopili.

Adesso torniamo alla realta’, un punto alla volta.

Una finanziaria non si fa in due giorni.

La narrativa dice che Tria aveva una finanziaria da 1.6% di deficit, ma poi negli ultimi giorni le pressioni sono salite e lo hanno piegato. L’ultima battaglia sarebbe avvenuta durante un consiglio dei ministri, ove il prode eroe, sopraffatto dalle orde di Serse Salvini e DiMaio, sarebbe caduto eroicamente.

Cazzate.

Un documento di pianificazione finanziaria e’ un oggetto complesso, la cui preparazione richiede mesi. Non esiste il documento all’ 1.6% che basta cambiare il numerino e diventa un documento da 2.4%. Sono cazzate: in una sera non fate nemmeno il bilancio di una SrL in contabilita’ ordinaria. Occorre ritoccare tutte le voci di spesa e giustificarle alla luce dei criteri contabili e delle norme esistenti. Occorrono MESI.

Che in una sera/pochi giorni/alcune settimane Tria abbia potuto cambiare l’intero documento da una versione rigorista all’ 1.6% , portandolo ad una versione “lassista” da 2.4% e’ una cosa cui possono credere solo quelli che non hanno mai messo piede da un commercialista in vita loro. Non esiste proprio la storia di un consiglio dei ministri che cambia la finanziaria in questo modo, per via di una riunione molto aspra. Non e’ un documentino di due pagine che lo cambiate “al volo”.

Il documento da 2.4% di deficit , se esiste, ha richiesto mesi e mesi per essere preparato, ed e’ stata probabilmente la direzione che il ministero ha seguito sin da subito. Poi, ai boccaloni e’ stata raccontata la rassicurante storia di Tria che teneva l’italia sulle proprie spalle, grazie al suo rigore. Aha.

Fesso chi se l’e’ bevuta. E non tutti l’hanno bevuta.

I mercati lo hanno sempre saputo.

Se osserviamo lo spread e il suo andamento di oggi, notiamo che non e’ successo nulla di particolare. E non e’ successo nulla di particolare perche’ lo spread a ~250 punti base e’ , circa, quello che ci si aspetta da un deficit di queste dimensioni.

Ma, direte voi, questo spread e’ arrivato sin da quando Tria e’ arrivato al suo posto da ministro. Bene. Questi sono i fatti. Cosa ci dicono i fatti? Ci dicono che i mercati hanno fatto scontare DA SUBITO una finanziaria da 2.4%. In pratica, evidentemente gli operatori di mercato erano bene informati e sapevano a che genere di documento stessero lavorando.

Come vedete, non c’e’ stata nessuna sorpresa particolare. Gli operatori di mercato hanno iniziato a far scontare questa manovra sin dall’inizio. Si, forse avrete una decina di punti in piu’ o in meno, per via di quei pochi che non hanno avuto informazioni aggiornate. Del resto, il 65% del debito e’ in mani italiane, e quindi e’ in mano a banche italiane, che sono “ben informate” sui fatti italiani. Forse qualche straniero sara’ sorpreso e vendera’.

Ma il grosso dello spread era li’ sin dall’inizio: probabilmente i banchieri italiani erano edotti , sapevano a che genere di documento si stesse lavorando.

Ci sono diverse spiegazioni possibili:

E qui siamo all’ultimo punto.

Nessuno si e’ chiesto se fosse POSSIBILE un documento di pianificazione all’ 1.6% di deficit.

Chi vendeva la narrativa secondo la quale Tria sarebbe stato un ostinato difensore di un documento che si attestava all’1.6% , si e’ mai chiesto se una finanziaria simile fosse possibile?

Esistevano i numeri, le entrate, le condizioni, per fare una finanziaria cosi’ conservativa? Era possibile , con le finanze attuali e l’andamento dell’economia, nonche’ le previsioni di crescita, tenere il livello di spesa attuale (non dico quello futuro) all’ 1.6%?

Chi sostiene la favola del Tria che difende eroicamente l’ 1.6% evidentemente crede di si. Ma questi eroici personaggi (tra cui stimati economisti) vi hanno mai mostrato , fatti alla mano , che una simile finanziaria fosse possibile?

Si puo’ sapere, per esempio, come hanno CALCOLATO questo numero di 1.6%? Perche’ era 1.6% e no, che so io, 1.7% , o 1.55%? I numeri escono da un calcolo. Escono da una formula. Da dove e’ uscito questo 1.6% di preciso? Ma non voglio sapere se sarebbe stato l’ideale o se sarebbe stata una buona pratica. Quello che chiedo e’ da dove avete capito che fosse fattibile, e specialmente, che questo fosse l’obiettivo di Tria.

Chi ha calcolato questo 1.6% , questa linea gotica che Tria sarebbe stato impegnato a (far) rispettare? Da dove esce questo numero? Boh.

La storia di Tria che difende eroicamente il rigore finanziario e’ una scemenza , raccontata per distrarre i boccaloni dell’opposizione. Che se la sono bevuta senza fiatare.

Non se la sono bevuta gli operatori di mercato, che avevano cominciato a far scontare questo deficit MOLTO PRIMA che divenisse ufficiale. E per questa ragione, se ci saranno variazioni nello spread non saranno la catastrofe che vi aspettate.

L’economia italiana sta venendo bollita a fuoco lento : la lezione greca ha insegnato che intervenire col pugno duro , dando sforbiciate veloci e feroci, non paga. Cosi’ come Savona ha il suo “piano B”, ce lo hanno anche gli altri.

E il piano B degli altri e’ quello di spogliare il paese lentamente, piano piano. Una lenta pressione di uno spread attorno ai ~250 , massimo 300 punti base, una pressione non sufficiente a far cadere un governo, una pressione che lentamente sfianchera’ le aziende e le banche, le quali (senza grandi clamori) abbandoneranno il paese venendo comprate. Prima le banche, poi le assicurazioni , infine le industrie.

Chi vende la dialettica della seconda Grecia non ha mai osservato il processo di “lesson learnt” che avviene a livello di UE e di mercati. Non rifaranno gli stessi errori.

Il piano B degli altri sta venendo applicato ora, sotto i vostri occhi.

Mentre voi guardate i possenti addominali di Leonida Tria, che difende le Termopili.

AH-HU, farlocchi.