Prima che la Mastrobuoni si metta a spacciare per “notizie” le cose che sente dire nei bar di Berlino (e’ bene ricordare che le persone che vanno a vivere a Berlino ci vanno perche’ in qualsiasi altro posto della Germania sarebbero costrette a lavorare) , ho deciso di scrivere un post sulla situazione politica tedesca, visto che effettivamente qualcosa si sta muovendo.

No, non mi riferisco ai fenomeni da baraccone di AfD: Quelli esistono ancora soltanto grazie all’incompetenza di Seehofer nell’occupare la destra, e inizieranno a finire quando FDP e CSU avranno ricostruito i quadri.

Mi riferisco al fatto che la CDU e’ un partito piuttosto “vivo”, nel senso che continua a produrre nuovi politici (ha anche una componente giovanile consistente) , e ovviamente la produzione di nuovi politici porta alla decadenza dei vecchi. Era in effetti un brutto segno pensare che nel dopo-Merkel non si vedesse nessuno, nel senso che in questo caso si sarebbe dovuto dedurre che la CDU non produceva piu’ nuovi politici.

A quanto pare non e’ cosi’, e al Bundestag c’e’ una nuova classe di parlamentari (eta’ media attorno ai ~50, quindi mediamente piu’ giovani dei fedelissimi di Angela) , che Angela Merkel non controlla. Significa, cioe’, che sono i suoi concorrenti, ovvero non si tratta di suo “eredi”: il partito ha saputo produrre una nuova classe politica indipendentemente dalla dirigenza attuale. Il che significa una cosa semplice: la base ha un peso. Se non avesse peso, infatti, la nuova dirigenza sarebbe un prodotto della vecchia.

Ed e’ successo quindi che il nuovo gruppo dirigente eletto al parlamento abbia eletto come rappresentante del gruppo non il candidato proposto dalla Merkel, ma il vice dello stesso candidato. Di conseguenza, il nuovo gruppo dirigente sta “sfidando” la Merkel stessa, ovvero sta iniziando a prendere posizione per rimpiazzarla, e rimpiazzare anche la sua “delfina”.

Non e’ un fatto strano: la Merkel fece lo stesso con Kohl, quindi e’ abbastanza fisiologico nella politica tedesca. La cosa che la stampa italiana non vi raccontera’ mai, pero’ , e’ una descrizione di questa nuova classe politica, e del perche’ essa sia diversa dalla Merkel.

Per prima cosa: il non-atlantismo.

Angela Merkel, avendo vissuto sotto la dittatura comunista della DDR, ha una tendenza filo-occidentale molto spiccata. Nel senso che, persino con Trump al potere, persino dopo gli scandali di Snowden e di vari tipi di spionaggio, si mantiene su posizioni atlantiche e non penserebbe mai, per dire, di mandare via le basi NATO.

Ma in un paese ove il gradimento verso gli USA e’ oggi ridotto al 17% della popolazione, questa posizione non poteva sopravvivere a lungo. La Germania e’, in Europa, il paese che usa meno i social americani come Facebook e Twitter, ed il paese con il peggiore rapporto con gli USA. Ed e’ il paese con il peggiore gradimento verso gli americani.

Di conseguenza, la nuova classe politica della CDU non e’ per nulla filoatlantica. Anche perche’ rappresenta lobbies di industriali che guardano ad est, e ad est c’e’ la Cina, ma per arrivarci bisogna passare per la Russia. Sono quegli industriali tedeschi che volano a Mosca ogni due settimane a parlare con i gerarchi di Putin.

Con questa nuova classe politica, inizia ad essere rappresentato il sentimento antiamericano gia’ diffusissimo tra la popolazione. E non esiste nessun altro partito filo-atlantico nel paese. Trump lo sa benissimo, e non e’ un caso se ha inserito la Germania nella sua lista dei “cattivi” proprio ieri all’ ONU. I tedeschi, del resto, avevano inserito gli USA nella lista dei cattivi gia’ ai tempi di Obama, dopo lo scandalo di Snowden.

Dopo la fine dell’Era Merkel, se questi sono i presupposti, bisognera’ aspettarsi che le basi americane in Germania vengano allontanate. Forse , mediante pressioni adeguate da Berlino, se le accolleranno i polacchi.

Secondo: europeismo.

Chi pensa che la Merkel sia stata poco concessiva verso l’ Europa non ha visto i suoi successori. Mentre la classe politica di Angela era piu’ o meno focalizzata a sostenere il progetto europeo, tentando di allinearlo agli standard di Berlino , mentre la SPD cerca di allineare Berlino a quelli di Bruxelles, i nuovi politici di CDU sono piu’ a destra della Merkel.

La Merkel e’ stata un leader CDU piuttosto “di sinistra” rispetto agli standard conservatori. HA tenuto la CDU su posizioni “sociali” molto piu’ di qualsiasi suo predecessore, svuotando il bacino elettorale di SPD. Ma ora la cosa sembra finita: la nuova onda di politici ha posizioni piu’ “storiche”, e non sono per niente concilianti verso la EU come la conosciamo oggi. Lo stesso Kohl era una forzatura : chi pensa che Kohl fosse un europeista dimentica che Kohl vedeva l’ Europa come uno strumento di riunificazione delle due Germanie dopo il crollo del Muro. Ma questa congiuntura straordinaria non e’ piu’ ripetuta, e oggi la spinta di Kohl, a cose fatte, e’ dimenticata.

Una Germania con una CDU piu’ a destra e’ una Germania che considera l’ Unione Europea come un’unione di stati indipendenti, e non come un ente unico. E’ quello che si insegna nelle scuole, ed e’ la politica tradizionale della CDU, con la sola esclusione dello choc-riunificazione.

Sicuramente a Berlino, che e’ una citta’ piuttosto “atipica”, si sentono dire cose diverse nei bar. Ma il messaggio che la CDU come partito sta dando ai suoi elettori “sul territorio” e’ semplice: “l’Europa ci costa troppo, stiamo pagando sempre noi.” Se osservate la stampa di centrodestra tedesca, e’ tutto un “Wie teuer”, “quanto e’ cara”.

Stiamo parlando di una germania Post-Merkel che smettera’ di parlare di integrazione europea, e iniziera’ a non approvare piu’ bilanci che vedano la Germania come pagatore netto del bilancio UE.

Terzo: economia.

Economicamente parlando, la nuova leva di politici tedeschi ha idee liberalconservatrici con un welfare sostenuto, sul modello svevo. “Modello svevo” indica quel modello di crescita economica dei lander del Sud di etnia sveva, come il Baden-Württemberg . Si differenzia dal modello “renano” perche’ cerca piu’ il ricorso a formule, diciamo “classiche” nell’organizzazione del welfare stesso.

Potrebbe essere la fine delle krankenkasse e il ritorno ad un modello statalizzato, a quanto si mormora, ma il punto per voi italiani e’ che qualsiasi tentativo di parlare di “mutualizzazione” , non solo del debito ma di qualsiasi cosa, verra’ respinta con una sonora, altezzosa risata. E anche sui progetti di integrazione economica europea ho dei forti dubbi.

Guido Wolf, per fare un esempio tra i tanti, che e’ proprio del BW e che si occupa oggi di Europa, vede l’Europa come fondata sul tandem Germania-Francia, e considera l’europa non come unione politica, ma come unione di paesi che sviluppano progetti comuni. Eccovi qui la risposta di Wolf: “la condivisione del debito e’ un errore”, perche’ darebbe ai tedeschi l’impressione che l’europa costi solo dei soldi.

Personalmente non mi e’ mai piaciuta la Merkel, (anche se ne riconosco l’abilita’ politica), e ho sempre detto che avrei preferito altri politici tedeschi. Se poi SPD e’ collassato sotto il peso della consueta farloccheria di sinistra, non ci posso fare niente.

Non so pero’ quanti in Italia gioiranno della caduta della Merkel. Una ripresa di vitalita’ interna nella CDU e’ sicuramente una buona notizia, ma il risultato spegnera’ i sorrisi sulla bocca di molti.

Ho detto che queste cose i giornali non le diranno, ed il motivo e’ semplice: l’odio dei giornali massonici verso la germania e’ dovuta al cosiddetto “Schutzerklärung”, noto anche come “filtro anti-sette”. Lo “Schutzerklärung” e’ una dichiarazione che obbliga chi vuole diventare un impiegato statale (ma anche i principali partiti la fanno firmare) a dichiarare l’appartenenza a “nuove religioni” (come scientology) o alla massoneria (i Freimaurer) di qualsiasi tipo, Thule e non. Mentire in questa dichiarazione e’ reato. Di conseguenza, sebbene non ufficialmente (esiste una sentenza della corte costituzionale tedesca), i massoni sono de facto banditi dalle cariche pubbliche e dalle carriere politiche.

Da cui, un odio forsennato della massoneria verso lo stato tedesco.