Questo articolo parla dell’ arrivo di Starbucks in Italia, ma lo prendero’ con un giro molto lungo: se vi aspettate quindi di sentirmi dire “aaahhh starbucks bello bello bello ” oppure “buuuu starbucks cacca cacca cacca”, temo che sarete delusi. Per cui , prendetevi il tempo che ci vuole, che arriviamo a starbucks.

C’e’ una forte componente di ridicolo nell’evoluzione del sovranismo europeo. Non che i sovranisti americani siano tanto migliori, ma quello che vedo in Europa e’ che il sovranismo “pragmatico” americano si e’ fuso con l’idealismo tipico degli europei, e il risultato e’ un mix che non ha molte speranze di durare a lungo.

Il periodo che stiamo attraversando e’ un periodo di tremendi mutamenti, e non puo’ essere altrimenti per un motivo: mai prima di ora si era avuto un tale progresso tecnologico, ed a una tale velocita’. L’intera storia e’ spiegabile, dice Marx, usando le sue coordinate materiali. Il problema e’ che (ma Marx non poteva saperlo essendo un umanista) tutte queste coordinate materiali sono influenzate da una qualche tecnica in uso per ottenere quelli che sono i risultati economici.

La prima rivoluzione industriale richiese quasi 4 generazioni per compiersi completamente. Questa semplice constatazione ci dice una cosa: c’e’ stato tempo di educare la popolazione a vivere nel nuovo mondo. Quando infatti si sono perfezionate le macchine industriali a catena di montaggio vera, dalle prime macchine a vapore per filare il cotone era passato quasi un secolo.

In quel secolo, la generazione di artigiani che era rimasta senza lavoro per le prime macchine tessili era gia’ scomparsa, i loro figli avevano lavorato su quelle macchine, i loro nipoti avevano migliorato quelle macchine, e i pronipoti erano gia’ pronti per la catena di montaggio che li avrebbe trasformati in un ceto medio , alzando il reddito di poco, ma abbassando di molto il costo di proprieta’ che prima erano uso esclusivo delle elites

Il problema e’ iniziato circa alla fine degli anni ‘90, quando l’evoluzione tecnologica ha iniziato a progredire a ritmi tali che le vecchie generazioni non hanno alcuna speranza di capire il mondo che ne deriva. E’ vero che possono diventare utenti , almeno da quando i computer sono diventati tascabili e si chiamano smartphone , ma non possono davvero capire quanto succede.

Non possono capire un mondo nella quale la Ferragni diventa ricca perche’ e’ capace di vendere la sua vita: e sia chiaro,non parlo di una vita particolarissima. Parlo della noiosissima vita di una persona agiata, che non potra’ mai avere sfide particolarmente complesse e sara’ sempre avvantaggiata anche nel caso il destino le si rivolti contro con qualche disgrazia.

Il perche’ una persona noiosa sia cosi’ famosa le vecchie generazioni non lo capiscono, e le generazioni che hanno preceduto l’arrivo di internet e dei social non possono capirlo . Non hanno gli strumenti culturali. Sono come quegli emigrati degli anni ‘50 che si stupivano di quanto tempo negli USA le persone stessero di fronte ad una TV. Non la capivano, non avevano i mezzi per farlo.

Ma la TV e’ arrivata, tutto sommato, lentamente. Una generazione e’ passata dai giornali alla radio ai cinegiornali, sino alla TV, e quando i piu’ vecchi hanno visto arrivare la TV a colori nelle case, vicino a loro c’erano gia’ programmi per i loro nipoti.

Per Internet non e’ stato cosi’, e per i social non si e’ nemmeno chiusa una generazione. Cosi’ intere generazioni vivono ancora in un mondo coi confini. E non parlo di un mondo coi confini fisici. Parlo di un mondo coi confini culturali, ove ognuno ha la sua cultura e le culture non si toccano.

E i vecchi (non necessariamente vecchi all’anagrafe) non hanno capito che cosa significhi questo cambiamento culturale. E no, non lo hanno capito nemmeno i progressisti. Prendiamo una sciocca affermazione dei progressisti:

L'immigrazione e' ricchezza perche' tramite le migrazioni si propagano e si mescolano le culture, e dalla contaminazione nascono nuove idee, che arrivano e attecchiscono, mescolandosi poi con le idee del luogo.

A prima vista questa sembrera’ una affermazione progressista, ma non lo e’. Mostra chiaramente che qualcuno non ha capito il mondo odierno. Perche’ nel mondo moderno non funziona cosi’.

Nel mondo moderno non c'e' piu' bisogno di muovere le persone per muovere le idee

Non esistono confini che le persone devono oltrepassare perche’ le idee si muovano : siamo nel mondo della rete e dei social network. Se c’e’ una cosa che si muove sono le idee.

Non e’ possibile, come pensano i sovranisti, tenere il mondo islamico , o la cultura americana, o qualsiasi cultura sia sufficientemente “connessa ad internet”, fuori dal confine. Perche’ in realta’ il confine non esiste piu’: con internet ed i social, i confini per le idee sono saltati.

Le idee di altri popoli arrivano qui comunque , a prescindere dal fatto che arrivino migranti o meno: il processo di contaminazione e’ gia’ iniziato, e siamo gia’ ad un livello di mescola nella quale i confini nazionali sono caduti da tempo. E questo non dipende dalla “globalizzazione” come ideologia, ne’ dall’esistenza della UE, o dalle migrazioni. Se le persone possono comunicare, allora si scambiano idee. Ed e’ fatta.

La frase che ho citato sopra, quindi, NON e’ affatto progressista : mostra semplicemente che non si e’ capito quanto accaduto. Sia chiaro: non quanto accadra’ Chi dice che gli immigrati portano nuove idee e culture di per se’ non sbaglia, ma dimentica che esiste un fenomeno diversi ordini di grandezza piu’ grande, di fronte al quale l’apporto culturale dei migranti e’ irrilevante

Sinora, l’unico confine rimasto per il mescolamento totale delle culture e’ la barriera linguistica . Questo significa che sui social ancora la traduzione, quando esiste, non e’ automatica. Significa che quando andate su un social e leggete le cose in una data lingua, non vi viene automaticamente tradotta. Quindi, se siete italiani, non avete anche l’ esperienza utente che tutto il mondo parli italiano.

Ma i traduttori automatici sono sempre meno costosi, e prima o poi questo sara’ il default: in quel momento, potrete davvero parlare con chiunque nella vostra lingua, e lui vi leggera’ nella sua.

Ed in quel momento, davvero vi illudete che le culture non si mescolino? Se pensate che migliaia di migranti che parlano coi residenti possano contaminare la cultura locale, cosa credete che succeda se TUTTI i residenti possono parlare con TUTTI gli stranieri?

E qui arriviamo a Starbucks. Vedo gente lamentarsi perche’ Starbucks starebbe commettendo l’oltraggiosa, blasfema operazione di voler contaminare la preziosa cultura italiana del caffe’ espresso. Aha. Interessante.

E’ interessante per quanto e’ stupida.

Vi state vestendo secondo i dettami della cultura dell’estetica americana. Non e’ mai stato italiano che una donna si vergognasse per essere grassa: se lo fate e’ perche’ siete contaminati di cultura americana . Moltissima della musica che ascoltate era americana, il vostro “way of life” non e’ altro che un adattamento locale dell’ “american way of life”

Ok, forse con meno bambini

E ora vi scandalizzate perche’ UNA usanza americana, Starbucks, potrebbe contaminare la vostra italianita’?

Avete ristoranti cinesi e kebabbari ad ogni angolo. Andate a mangiare sushi. Usate un social network americano. I vostri figli studiano inglese sin da bambini.

Ma avete paura di Starbucks

Ma , cosa incredibilmente inspiegabile, avete paura che la cultura straniera oltrepassi i confini. Come se esistessero ancora confini.

Come se non fosse arrivata internet.

Come se non fossero arrivati i social network.

Come se i social network non fossero sempre piu’ integrati coi traduttori automatici.

Non avete capito il mondo ove state vivendo. Non ne avete capito il significato. Pensate ancora che esistano confini nazionali, i quali possono tenere abitudini, idee e culture straniere fuori.

I vostri migliori intellettuali stanno ancora a parlare di come l’immigrazione porti nuove idee e contamini le culture come se le culture oggi avessero bisogno di presenze fisiche per muoversi.

Certo, Starbucks poteva anche non arrivare. Ma ditemi, branco di patetici imbecilli , in che modo avreste impedito all’ idea di Starbucks di arrivare in Italia?

In che modo avreste impedito a MILIONI di fotografie che parlano di Starbucks di propagarsi sino ai cervelli degli italiani? In che modo , secondo voi, persino gli oppositori di Starbucks sanno cosa sia un “frappuccino”?

Il frappuccino e’ gia’ arrivato in Italia da anni.

E in che modo pensate di fermarlo?

Non c’e’ bisogno che apra Starbucks per avere Starbucks. Sono tornato a Bologna due anni fa, e mi sono fermato in un posto che era IDENTICO a Starbucks, compresa wifi e persone dietro al bancone. Erano americani? No. A me a dire il vero sembravano due normalissimi italiani (credo marito e moglie) che hanno aperto un posto starbucks-like nella zona universitaria di Bologna. Basta che andiate su TripAdvisor e potete trovarlo cercando “Stile Starbucks”. Ne troverete a migliaia.

Di che cavolo stiamo parlando?

Stiamo parlando di una popolazione che si trova immersa in un mondo che non capisce Che non capisce perche’ non ha gli strumenti per capirlo. Non lo capisce perche’ non e’ passato abbastanza tempo , tutto e’ successo cosi’ in fretta che non hanno avuto il tempo di capire, di assimilare il concetto.

E nessun “intellettuale ” ha spiegato loro cosa stesse accadendo. Nessun intellettuale e’ andato da loro dicendo: “guarda, stanno per piombare in Italia idee e culture di tutto il mondo. Presto tutto cio’ che conosci non sara’ piu’ valido. Presto parlare di cultura italiana o di cultura francese o di cultura cinese non avra’ piu’ senso.

Io derido chi parla di cultural appropriation tra gli afroamericani e i bianchi, perche’ stiamo vivendo un un momento di mescolamento totale cosi’ forte che questa gente e’ solo… solo…

Rottami. Rottami del secolo scorso, che non hanno ancora capito il semplice concetto che oggi le idee si spostano ANCHE SENZA SPOSTARE AZIENDE E PERSONE.

E che Internet ha aperto OGNI confine alle idee.

Rimane ad oggi la piccola resistenza delle barriere linguistiche. Ma dureranno poco.

Chi ancora pensa che Starbucks non sia in italia, non ha capito che Starbucks non e’ un’azienda, ma un’idea.

E le idee non le potete piu’ fermare. Nel bene (come quando si parla di cibi nuovi o progresso sociale) , o nel male (quando arrivano che ne so gli estremismi islamici).

La cultura africana arrivera’ qui, mano a mano che l’ Africa si connettera’ con Internet. Che arrivi coi migranti o meno, e’ irrilevante.

Ah dimenticavo: se siete abituati a bere un espresso che ha la schiuma marrone- giallina, siete abituati a bere merda. Il caffe’ di Starbucks e’ spesso migliore di quello del bar sotto casa vostra.