Un post come “cosa e’ andato storto”, quando si supera una certa eta’, e’ sempre difficile da scrivere. Chi non smanettava coi computer nei primi anni ‘80, chi non impazziva con i modem verso la fine degli ‘80, chi non ha visto arrivare cose come Galactica BBS, chiaramente non riesce a fare confronti. Ma non voglio parlare di quanto erano belli quei tempi: voglio solo confrontare le aspettative (enormi) con la realta’ (davvero misera).

Dire che “un tempo era meglio” e’ facile: la cosa difficile e’ capire se sia stato bello essere giovani o fare cio’ che facevi da giovane. Quindi e’ meglio usare un approccio facts-based e iniziare un confronto tra le aspettative , e la realta’.

Anche perche’ ultimamente ho descritto Internet e i social come un problema, se non IL problema della societa’ e della politica di oggi, quindi vorrei “espandere” un pochino quello che ho scritto.

Per prima cosa, torniamo indietro e cerchiamo di capire cosa ci rendesse eccitati. Era un periodo nel quale se vivevi in provincia eri tagliato fuori, e anche vivendo in una piccola citta’ eri tagliato fuori. In TV vedevi un mondo in continuo cambiamento, leggevi sui giornali di nuove scoperte, mode, tendenze (musicali e non), ma alla fine dei conti, tutto intorno a te non cambiava mai nulla. E quello che c’era era , spesso, una provincialissima imitazione di quello che facevano altri: loro avevano Elvis, tu avevi Little Tony. (per dare un’idea: non sono cosi vecchio!)

La mia generazione vive la giovinezza con la sensazione netta di essere chiusa in una gabbia. Di essere limitata dalle distanze, dalla difficolta’ di comunicare: la cosa piu’ cosmopolita che potevi fare in quel periodo era di avere un “pen-pal” su iniziativa della scuola (di solito la prof di inglese), ma questo ti faceva incazzare ancora di piu’, perche’ le lettere impiegavano settimane, e ti davano solo la sensazione che tutto cio’ che era importante , in fondo, fosse troppo lontano.

Quando arrivarono i primi modem e le prime BBS e riuscimmo a collegarci con persone che prima, per vedere, dovevamo viaggiare per ore nella nebbia , l’eccitazione fu massima. Quando poi le BBS iniziarono a costruire reti, come Fidonet, (ma in seguito anche Compuserve , One Network ed altre) sentivamo di avere rotto le pareti di una gabbia. Vivevamo in un mondo piu’ grande rispetto alla piccola stanza asfittica e immutabile nella quale vivevano i nostri coetanei.

Eravamo piu’ liberi di loro.

E qui dobbiamo fare una precisa analisi del problema. Da che cosa era composta questa liberta’?

Queste erano le componenti di questo mondo. Il motivo per il quale speravamo si potesse migliorare il mondo era che questa cosa era un nuovo mondo, libero dalle aziende, dai partiti, dai raccomandati, dalla scuola, dalle autorita’ che avevano ridotto il vecchio mondo ad una gabbia asfittica , dalla quale guardavi il mondo vero leggendolo sui giornali. E capivi di esserne tagliato fuori. Di essere in gabbia, di essere condannato a seguire mode ormai obsolete, che ti avrebbero consegnato l’imitazione delle cose, ma non le cose.

Fu questo “terreno vergine” ad attrarre i pionieri. Era questa la frontiera. C’eravamo noi, le nostre abilita’, e di fronte a noi era tutto da costruire. E anche quando arrivo’ Internet in Italia (la prima vera connessione non universitaria la offri’ Galactica BBS di Milano) , alla fine le facce erano sempre quelle: quei negozi e quei professionisti che prima avevano le BBS , oggi aprivano gli internet providers.

Per il primo periodo, tra le telco, nei partiti, tra le autorita’, internet come fenomeno fu ignorata, e questo accrebbe ancora di piu’ la sensazione di avere di fronte un enorme terreno vergine. Anzi, per la precisione, un infinito terreno vergine.

La svolta avvenne quanto le entita’ economiche, le autorita’ , i politici decisero di interessarsi a tutto questo. E qui forse fu il nostro primo sbaglio. Perche’ avremmo dovuto capirlo, che erano intenzionati a fare quello che hanno fatto.

Avremmo dovuto capirlo quando cancellarono tutto quello che esisteva. Non riconobbero a chi aveva costruito tutti gli ISP italiani, tutte le BBS che ancora esistevano, a chi aveva moderato gruppi su usenet, alcun valore.

Questo fu, forse, il nostro sbaglio. Ci gettammo a braccia aperte verso quelli che ci vedevano , coi nostri sogni di liberta’, come il problema da combattere. I primi politicanti ad arrivare furono i centri sociali, che dopo decenni di scetticismo, aperto luddismo e snobismo, decisero di rappresentare “gli hackers”. Perche’? Perche’ si. Avevano le competenze? No. Ai linux day normalmente assistevi a scene patetiche, nelle quali anziche’ aggiungere un modulo o ricompilare un kernel o compilare un programma, ti suggerivano di cambiare distribuzione. Ho visto gente cui hanno formattato il disco, togliendo la slackware , per installare la prima redhat, solo perche’ nel pacchetto mancava un font per LaTeX. Non sapevano installarlo.

Ma anche quelli soffrivano della sindrome dell’impostore, per cui combattevano per prima cosa chiunque potesse mettere in dubbio che loro erano “i veri unici hackers”. Sto ancora ridendo di un patetico video dove due fessi gridano “staccah staccah ci stanno tracciandoh ” dopo aver letto Neuromante.

Ma dicevo, in questa furia sistematica di annientamento avremmo dovuto sospettare una cosa:

per i nuovi grandi di Internet, Internet aveva valore soltanto senza liberta’.

Agli ISP non piaceva che tu potessi avere il tuo sito a casa. Agli ISP non piaceva che tu potessi registrare un dominio dove volevi, e facevano di tutto per impedirlo: dovevi mandare via raccomandata una lettera di assunzione di responsabilita’ al GARR, e non ricordo nemmeno io quante cazzate. Per registrare un dominio. Persino ADSL nacque con la premessa di avere meno banda in upload che in download, cosicche’ una connessione relativamente veloce non consentisse a nessuno di tenere un server in casa.

Dovevamo sospettare che lo scopo era distruggere le liberta’ delle persone, riducendo tutti a stupidi utenti , quando sistematicamente e per anni ogni standard tecnico adottato era fatto in modo da tagliare fuori chiunque non fosse una multinazionale.

Non c’era quasi piu’ niente che consentisse ad un individuo di creare uno spazio.

Perche’ non lo abbiamo capito? Perche’ c’erano spazi fittizi. Certo, non potevi avere una BBS; ma c’erano molti spazi dove potevi farti “il tuo forum”, e ti sentivi di nuovo sysop. C’era ancora IRC, dove potevi farti il tuo canale, e avevi ancora una comunita’ di persone.

Ma la trappola era in agguato, perche’ non eravamo i proprietari dell’hardware.

Se prima decidevamo noi quanto veloci andare perche’ potevamo investire in un modem migliore, dopo lo decideva una telco. Se prima decidevamo noi se avere una BBS o meno, dopo dipendeva dal firewall della telco. E dai DNS. E da come allocavano gli indirizzi statici.

Questo stesso blog puo’ esistere perche’ qualcuno (in questo caso no-ip.com) ha messo in gioco un workaround che mi consente di fare hosting di un dominio a casa. E avete comunque usato banda in download, che e’ il 20% di quella in upload.

Questo e’ il punto: per creare questo blog ho dovuto aggirare tutta una serie di limitazioni che prima non avrei avuto. Ed esiste solo perche’ qualcuno ha intercettato il bisogno di avere un host a casa. E comunque, tanto per impedire alla gente di possedere il proprio server ed il proprio hardware, vi beccate il cloud. Ove potrete fare tutto quello che volete il Bezos della situazione vi consente.

Tutto e’ stato progressivamente fatto per impedire ad un singolo utente di fare quello che per noi era normale: prendere un vecchio PC, attaccarci un modem, farci una BBS, creare uno spazio le cui regole erano interamente decise dal sysop.

Certo, posso immaginare tanti modi di fare l’equivalente di una BBS. Uno potrebbe mettere su un server VPN (come fanno tanti, compreso il Chaos Computer Club) e ospitare tutti i suoi servizi. Gia’.

In teoria potrei persino comprare un HUB USB, piazzarci cinque o sei chiavette 3G/4g/whatever con la loro SIM , un server PPP/VPN a scelta, e creare una vera e propria BBS via rete mobile, con dentro tutti i forum web , i server chat, eccetera. In una zona coperta da LTE, funzionerebbe.

Quindi volendo il problema tecnico , con molta fantasia e qualche conoscenza, si supera anche.

Ma dimentichiamo gli altri attori che sono entrati in campo: autorita’, politici, entita’ economiche.

Le autorita’ inizierebbero subito con il loro approccio sospettoso, con le loro azioni di disturbo e infiltrazione, sino a quando tutto si ridurrebbe a quello che e’ il Chaos Computer Club: certo, e’ un posto divertente e c’e’ gente molto divertente. Mi ci trovo bene. Ma sono sempre, costantemente impegnati a specificare ogni sei secondi che loro non sono criminali, non fanno nulla di criminale, non hanno nulla a che vedere con gli hacker cattivi. E questo produce una specie di orgia legalitaria nella quale persino “piccole infrazioni” come scaricare un mp3 , dentro la rete del club sono vietate. Perche’ se un tizio scarica un mp3 nessuno ci fa caso, ma se lo fai dalla rete del CCC, allora sei parte di una vastissima rete di pirateria.

La paura del sospetto, dell’equivoco sfruttato da uno sbirro che vuole finire sui giornali di domani, ha sterilizzato i club “buoni”. Quindi se uno facesse (e ci sono, eh) una BBS o l’equivalente di una BBS , passerebbe tutto il tempo a dimostrare che non sta facendo nulla di male, anziche’ fare le cose che vuole. Non ho problemi nell’affermare che il CCC sarebbe un posto migliore se non passasse cosi’ tanto tempo a combattere l’equivoco sulla cattiva fama degli hacker. Non riusciamo a modificare uno stupido frigorifero senza chiederci come dimostrare che non stiamo progettando un DDOS contro la Vergine Maria. E che cazzo, e’ uno stupido frigorifero.

La stampa specializzata, che e’ sponsorizzata dagli attori economici di internet, non darebbe nessuna pubblicita’ alla nostra ipotetica BBS. Un tempo la stampa specializzata sentiva il compito di “evangelizzare”, di diffondere l’uso delle tecnologie. Ma oggi no. Quindi se un tempo aprivo un giornale, andavo all’ultima pagina e leggevo la lista delle BBS per distretto telefonico, e se aprivo una BBS dovevo solo mandarlo a dire al giornale, oggi no. Nessun giornale darebbe spazio alla cosa.

Ma supponiamo anche che io riesca a creare tale BBS. Che funzioni. Che le persone ci vengano , perche’ non c’e’ piu’ il roaming e perche’ adesso con 5 euro ti danno 50Gb di traffico. Ok. Abbiamo dimenticato l’ultima categoria: la politica.

Se avessi creato una tale BBS usando la rete mobile , e la cosa fosse ignorata dalle autorita’ perche’ troppo piccola (come succede a quelli che lo fanno: ce ne sono circa un centinaio nel mondo, basta cercare un pochino), se le persone avessero preferito la mia BBS , piuttosto che girare per un dark web ormai semideserto e poco interessante, arriverebbe la politica.

Mi troverei infestato da due categorie: i farlocchi dei centri sociali e gli anarchici. Che sono le due pestilenze assolute di qualsiasi cosa si faccia su internet alla voce “qualcosa di indipendente”. Perche’ se appena appena avete un’idea di fare qualcosa di indipendente da autorita’, grandi aziende e mainstream, vi ritrovate infestati da questi imbecilli.

Sia chiaro: il farlocco da centro sociale e’ un idiota decelebrato che ha in mente un’ideologia di due secoli fa, vede le cose sotto gli occhiali rotti di un filosofo fallito , e negli ultimi cinquant’anni non ha saputo inventare un nuovo concetto che uno. Gente che scrive con la K dove non ci vuole (se la cosa vi interessa, riescono a farlo anche in tedesco!!!), che dice le stesse cazzate da duecento anni (“rivoluzione”. nel 2018. Ssseriously?) , che non ha consenso, non puo’ avere consenso e non avra’ mai consenso, per la semplice ragione che tutti capiscono di avere a che fare con un inconcludente idiota.

Ancora peggio per gli anarchici. Se un tempo gli anarchici sono stati questo e quello, non lo so. Non c’ero. Ma occorre capire che l’anarchico di oggi e’ semplicemente un individuo che non intende seguire le regole perche’ e’ un infantile imbecille. In pratica, un parassita che intende fare i propri porci comodi a spese altrui, e chiama questa cosa “anarchia”. Curiosamente, e’ “fascismo” quando un poliziotto altrettanto anarchico gli spara perche’ decide di non obbedire a queste “regole ingiuste” (contro cui l’anarchico lotta ogni giorno, o almeno dice di farlo quando gli fa comodo: MAI toccare la proprieta’ privata di un “anarchico”).

E qui viene il problema: perche’ abbiamo a che fare con due categorie di parassiti professionisti, la cui unica abilita’ e’ quella di sopravvivere scroccando il pranzo a qualcuno. L’abilita’ di fingere di far politica senza avere un minimo di consenso, e quella di fare i propri porci comodi spacciandoli per liberta’. A questi personaggi puoi anche ricordare la “netiquette” , e ti daranno del fascista. Li ricordo ancora, perche’ sono stato il “moderatore fascista/comunista/anticristiano” di un forum 400: qualsiasi regola impedisca a questi pagliacci di farsi compatire e’ definita “tirannide”.

Il potere di questa gente e’ quello di rendere deserto qualsiasi ambiente, per quanto ben moderato e ben amministrato. In alternativa, la loro ostinazione e’ tale che impegnerebbero qualsiasi sysop in una battaglia infinita, che lo porterebbe all’esaurimento.

In definitiva, cioe’, se internet oggi e’ il pozzo di merda che e’, la colpa e’ principalmente di:

  1. Autorita’ che considerano sospetto tutto quello che non capiscono. E capiscono poco.
  2. Aziende che vogliono costruire monopoli e non vogliono lasciare nulla nelle mani degli utenti.
  3. Partiti che vogliono usare internet per fare propaganda.
  4. Quei pochi spazi di liberta’ sono occupati e sterilizzati da farlocchi da centro sociale, anarchici che sono dei casi umani, e tutta la merda culturale che si portano dietro, che porta il nome di “rivoluzione”. Vedi alla voce “la morte delle darknet”.

In questo senso, la rete come spazio creativo per i singoli che vogliono creare e per quelli che intendono sperimentare e’ morta. Cosa e’ andato storto?

In un certo senso e’ stata colpa “nostra”, nel senso che nella sbornia di liberta’ non ci siamo resi conto del fatto che , inglobando l’intera societa’, internet sarebbe diventata identica, ovvero sarebbe diventata la societa’.

E quello che e’ andato storto e’ che anche i tentativi di costruire zone libere vengono resi vani da quella torma di farlocchi che sono comunisti, fascisti, anarchici e tutto il ciarpame novecentesco, che e’ specializzata solo in una cosa: il fallimento e la perdita di consenso.

Se oggi internet e’ il principale vettore di fascismo lo si deve proprio a questo: la societa’ era fascista anche prima. Chi ha vissuto in un piccolo paese di provincia ricorda bene che si trattava di societa’ fasciste incistate in un regime politico democratico. Quando si e’ costruita internet, non si e’ tenuto conto del fatto che la societa’ avrebbe prevalso sui regimi politici.

Ma adesso facciamo un passo indietro. Supponiamo che tutto fosse rimasto come un tempo. E immaginiamo che oggi non fosse mai nata internet, e che tutti aveste a casa dei computer collegati alla rete mobile con dei modem wireless da 100Mb/s, evoluzione dei vecchi modem analogici.

Di conseguenza, avreste ancora BBS con un sysop collegate in rete, con l differenza che avreste reti molto veloci. Cosa ci sarebbe di diverso?

Oggi, avete solo una scelta: Facebook. E se non vi piace (con buona pace dei creatori di Mastodon), non potete farvene una perche’ verreste inondati dagli sfigati rivoluzionari dei centri sociali, che ancora vi parlano di “capitalismo” e di “coscienza di classe”. Proprio come e’ successa a Mastodon e a tutte le reti di social “federati”, da pump.io a Diaspora. E se anche cercate la risposta in qualche social “minore”, vi trovate sempre gli stessi elementi “rivoluzionari”.

Quindi si: ai nostri tempi abbiamo sbagliato nel credere che Internet contribuisse al progresso piu’ delle grandi reti di BBS.

Non era cosi’.

E le conseguenze le pagano milioni di persone, dal Brasile all’ Ungheria, che si trovano a vivere in regimi che virano verso il fascismo. Per colpa di una rete che molti, me compreso, avevano scambiato per uno strumento di progresso. E di una precisa categoria di persone, che possono trasformare in merda qualsiasi spazio creativo. In tedesco esiste (tanto per cambiare) una parola per indicare questa feccia, una parola che indica sia una cattiva persona, sia un maiale che predica. Schweinepriester

Quelli che sulle BBS sopravvivevano poco, mentre su Internet stanno dominando il dibattito.