Una rapida lettura alla cronologia degli eventi italiani (ma anche non italiani) mi fa capire che l’italiano medio non abbia presente cosa sta per succedere. Per l’Italiano la crisi e’ una narrazione, e quindi si aspetta un evento preciso, tipo Armageddon, e quindi tende a non capire cosa sia invece un cambio di equilibri.

La situazione e’ che la pressione delle agenzie di rating sul debito e’ lievissima, quel tanto che basta per tenerla attorno al 300. Questo fa si che , lentamente, le banche italiane perdano soldi. Perdono soldi perche’ il capitale che hanno in pancia, costituito da titoli di stato, perde valore. E siccome in media si rinnova in 7 anni, non hanno la speranza di riscuoterlo al prezzo “di scadenza”. In pratica, la banca che aveva diciamo un miliardo in Btp adesso ha 820 milioni. Una perdita brutale, secca, che inficia la possibilita’ di garantire per i prestiti e i fidi.

La prossima scadenza non e’, come credete, la fine del QE, ma venerdi’ prossimo, quando arriveranno i risultati degli stress test. Che cosa significa?

Facciamola semplice , a costo di perdere esattezza: se una banca ha 10 euro in cassa e ne presta, diciamo, 20, occorre che una crisi economica faccia fallire meta’ dei clienti per aver perso tutti i soldi che ha in cassa. Se ha 10 euro in cassa e ne presta 100, basta che fallisca solo il 10% dei clienti, e ha perso l’equivalente di tutto quello che ha in cassa. Se ha 10 euro ma ne presta 1000 , basta che l’1% dei clienti fallisca e non renda i soldi alla banca, e la banca ha perso tutto quello che ha in cassa.

Adesso supponiamo che la nostra banca abbia 10 euro e abbia prestiti per 300. Se il ~3% dei clienti falliscono, allora la banca perde tutto. Ma se , diciamo, ad un rischio del 3% ha chiesto interessi superiori al 3%, allora ce la fa, perche’ ha compensato il rischio con gli interessi. Fin qui, tutto bene.

Allora supponiamo che la nostra banca abbia 10 euro, ne abbia prestati 300 al ~3% di interesse, e quindi ha bilanciato il rischio con l’interesse. Improvvisament i 10 euro ne valgono 8.20. Ecco che il 3% di interesse non basta piu’ a compensare il rischio. Questo e’ un modello spannometrico, ma basta a spiegare il concetto dello stress test: dati i capitali in cassa, gli interessi incassati e il rischio, la banca puo’ resistere ad una crisi di dimensioni X?

Se non puo’, allora deve fare un aumento di capitale. Significa che se quei 10 euro dell’esempio sono diventati oggi 8.2, deve trovare altri soci, o chiedere ai soci attuali, di riportare la riserva a 10.

Altrimenti? Altrimenti la banca e’ a rischio, e per convincere qualcuno a prestare soldi (dalla BCE a quelli che comprano obbligazioni o anche azioni) deve offrire loro piu’ soldi.

Ma supponiamo che non si presenti nessuno e che la banca inizi ad andare male, cioe’ a non guadagnare piu’ perche’ deve pagare piu’ soldi a tutti. Che succede? Beh, se si sparge la voce, quelli che hanno messo i soldi potrebbero andare a riprenderli. Peccato che quei 10 (che originariamente erano dei correntisti) adesso siano 8.2. Quindi siamo al fallimento.

E’ successo a Banca Etruria e a tutte le altre.

Ora, venerdi’ prossimo saranno pubblici i risultati degli stress test. Se non saranno buoni per le banche italiane, comincera’ il balletto degli aumenti di capitale. Ma la domanda e’: chi ha voglia di investire nelle banche italiane?

Non lo so. Ma facciamo lo scenario peggiore, e diciamo che verso , ad occhio e croce, Q1 (aprile) queste banche siano messe molto male. Cosa succede?

Si rilassino Salvini e gli altri, perche’ non decidono proprio nulla. Perche’ entra in gioco il Bail-In.

l bail-in, lo sanno ormai tutti, è la norma europea introdotta dalla direttiva BRRD ( acronimo di Bank Recovery and Resolution Directive) che impone alle banche di gestire le gravi crisi, utilizzando le risorse interne, per evitare interventi governativi. Così, in casi estremi, la banca, per ripianare i propri debiti, potrà rivalersi su azionisti, obbligazionisti e correntisti. Il bail- in non si applica ai fondi d’investimento, sicav, prodotti finanziari e assicurativi, sui conti correnti e di deposito fino a centomila euro.

Cosa succede se la banca è in difficoltà?

In casi estremi, le prime ad essere azzerate sono le azioni e se non dovessero bastare i soldi, si procederà con le obbligazioni subordinate, i conti correnti e i conti di deposito. Ma attenzione sui conti correnti e i conti deposito, la banca potrà intervenire solo sulla giacenza superiore a centomila euro. Fino a centomila euro, il singolo conto corrente e conto di deposito, è garantito dal Fondo Interbancario. Dunque, un accorgimento da prendere è: non superare mai la giacenza di centomila euro per ogni conto corrente o conto di deposito.

Bella cosa, sembra facile da applicare, ma adesso vediamo cosa succederebbe in pratica.

Per prima cosa, si azzerano le azioni. Cioe’ si dice ai soci: cari soci, avete perso tutto e siccome per portare a zero quello che prima era 20 occorre scrivere nel bilancio (20), nel mondo della finanza le parentesi sono un meno, con quei 20 facciamo migliorare il bilancio di 20.

Ma siccome non sono veri soldi, ma un semplice movimento di bilancio, la situazione complessiva non cambia. In ogni caso, in quella situazione cosa vede il cittadino?

Il cittadino vede titoli sui giornali, il governo che la butta in politica, vede banchieri che si lamentano di aver perso dei soldi, personaggi del mondo della finanza che gridano, e torna alla sua vita. Poi quelli che hanno investimenti in portafogli di titoli si sentiranno dire che ci hanno perso, ma sara’ una cosa lunga. Quindi, niente panico. Anche perche’ i giornali italiani, che sono posseduti da finanzieri, si guarderanno bene dal dire alle persone “fuggite sciocchi!!”

Andiamo alla seconda fase: le obbligazioni subordinate.

Quelle fanno MOLTO piu’ male, perche’ si tratta di una forma di risparmio molto amata dalla parte meno informata della societa’ italiana. Si tratta di persone che, per motivi a me incomprensibili, hanno deciso di scommettere tutti i soldi di una vita sulla bonta’ della loro banca. E hanno scommesso su una sola banca, perche’ non sanno che diavolo significhi diversificare.

Insomma, hanno preso un capitale non ripetibile (sono i risparmi diuna vita, e non hanno una seconda vita) e lo hanno puntato tutto su un solo cavallo. Darwin li ama gia’, lo sento.

Questi (come successe nel caso delle 4 piccole banche della volta scorsa) saranno gli spennati della seconda fase, che i giornali butteranno in caciara. Butteranno in caciara significa una cosa: per evitare la fug a precipitosa, daranno credito all’ottimismo governativo e alla voce di risarcimento governativo, sino al momento in cui tutti si accorgeranno di una cosa.

Che adesso stiamo parlando di banche TROPPO grandi perche’ il governo possa aiutarle. Non parliamo piu’ di 10 miliardi. Ora siamo un ordine di grandezza piu’ in alto. E lo stato tutti quei soldi non li ha.

So che circolano delle strane teorie dalle parti di Roma. So che qualcuno pensa di emettere un debito a lunghissimo termine, che risente poco dello spread, a “rabboccare” cosi’ il capitale delle banche di quello che hanno perso con il calo dei btp a 10 e 2 anni. Possono provarci, ma il risultato e’ di aumentare ancora il debito pubblico: probabilmente funzionerebbe per arrivare sino alle elezioni europee, perche’ e’ quello che si chiama “comprare tempo”.

In ogni caso, a prescindere che si attui qualche soluzione fantasiosa o meno, le banche hanno gia’ messo le mani sulle obbligazioni subordinate, il che significa che in quella fase il paese e’ pieno di nuovi poveri: Perche’ la cosa bella delle subordinate e’ che una volta rotte, rimangono rotte. Qualsiasi cosa faccia il governo, non cambia nulla.

A questo punto cosa leggete sui giornali? Leggete della rabbia dei risparmiatori depredati contro il governo, leggete di persone in piazza coi cartelli che rivogliono i loro risparmi , pensionati rovinati, gente che si ammazza, ma in realta’ la maggior parte della popolazione non si sente ancora in pericolo.

Si indigna. E’ arrabbiata. Magari ci sara’ pure il Renzi che si e’ buttato in politica da solo e arringa le folle, e i giornali dei finanzieri per non far scappare il pollo riempiranno le pagine con Renzi.

Ma non importa: perche’ siamo nell’ultima fase, che precede il prelievo forzoso. E ci sono due modi di farlo:

  1. Lo fa il governo per dare i soldi alla banca.
  2. Lo fa la banca stessa.

il vantaggio della 1. e’ che in quel caso il prelievo puo’ essere retroattivo. Chi c’era negli anni ‘90 ricorda bene cosa successe: non chiesero una percentuale dei soldi che erano sul conto al momento. Chiesero una percentuale sui soldi che c’erano in un momento passato, in modo che i furbi, avendo svuotato i conti, rimasero ugualmente fregati.

Ecco, in quella fase, la gente si incazzera’. E si incazzera’ perche’ a farlo e’ il governo, e potete stare tranquilli che i giornali dei finanzieri, cioe’ dei padroni delle banche, non faranno altro che scagionare se’ stessi e dare tutta la colpa al governo in carica.

Ecco, questo e’ quello che plausibilmente succedera’ nei prossimi mesi. E no, ritirare i soldi ora, o uscire dagli investimenti, non serve a nulla. Come ho gia’ detto , i prelievi forzosi sono retroattivi. Se non avete soldi, rimanete con dei debiti, verso la banca o verso lo stato.

E se poi non bastasse nemmeno il prelievo forzoso perche’ l’economia mondiale rallenta e l’italia e’ il paese meno robusto tra i suoi concorrenti?

In quel caso, si tirera’ fuori lo zolfo , si fara’ un bel sabbah, e si evochera’ il Grande Oscuro. Quello che non si nomina neppure. Quello che tutti temono. Il babau assoluto, totale, inesorabile.

La patrimoniale sugli immobili.

E quelli non li potete portare all’estero.