Ho voluto dare un’occhiata alla manifestazione detta “Leopolda”, poiche’ ci e’ andato un conoscente di un mio conoscente, e cosi’ ho voluto farmi un’idea. Il conoscente del mio conoscente, a dire il vero, e’ stato banale quanto e’ banale colui che non avendo idee nuove, si limita a mettere in fila le parole nuove.

Lavorando in un ambiente dove devi essere disruptive anche quando mescoli lo zucchero nel caffe’, e non puoi mancare l’occasione di dire che “questo sembra uno use-case per il quantum computing” di fronte a qualsiasi frase, da “che ore sono?” a “guarda che tette!” , onestamente vedere personaggi che vanno in giro a vomitare buzzwords non e’ che mi sorprenda piu’ di tanto.

Se dovessi riassumere, la Leopolda mi e’ sembrata il padiglione delle coppie scambiste durante una fiera del porno. Da un lato le professioniste, dall’altro le dilettanti casalingue. Essenzialmente fanno le stesse cose di sempre, spesso fanno cose identiche, ma la differenza tra le due categorie si nota comunque. Diciamo che se la Leopolda si fosse tenuta dentro un Keynote di Gartner, sarebbe stata semplicemente indicata come l’area “amateurs”. (potete farvi un’idea qui)

La prima cosa che mi nausea sono quelli che riescono ad essere obsoleti persino quando vogliono sembrare moderni. Certo, alla mia veneranda eta’ mi sembrerebbe bellissimo se la DeLorean fosse ancora una cosa giovane. Sfortunatamente, non lo e’. Non e’ una cosa vecchia quanto potrebbe essere una cosa voluta da Silvio Berlusconi, certo, ma il fatto che Berlusconi sia ancora piu’ vecchio non rende giovane Renzi.

E’ ora di dirlo: Renzi puo’ sembrare giovane soltanto ai vecchi.

E siccome non soffro di sindrome di peter pan, ho mantenuto il contatto con la realta’ abbastanza da capire che si, se Renzi mi sembrasse giovane, allora io sarei davvero vecchio. In un certo senso, quindi, mi conforta molto sapere che i renziani non sono ne’ nuovi ne’ giovani, ma sono come quei vecchi che a 75 anni si vestono da quattordicenni.

Qualcuno mi dira’ che alla Leopolda ci siano anche i giovani che sono giovani anche anagraficamente, ma per loro sfortuna ho una memoria incredibilmente precisa delle cose. Anche della mia gioventu’. Quel tipo di “giovane” che sale sul palco dei congressi del PD l’ho gia’ visto alle superiori, quando si facevano chiamare FGCI.

Erano quelli che erano vuoti come una lattina vuota. Il partito consentiva loro di parlare di problemi giovanili, e quei fessi non si accorgevano che era un modo per tenerli lontani dal potere vero, il quale ovviamente non parla solo dei problemi dei giovani, ma dei problemi di tutti.

Questo e’ sempre stato un trucco del PCI : dare a tutti una nicchia, e specializzarla cosi’ tanto che alla fine dei conti, la nicchia smette di essere politica. Perche’ la politica, gia’ per filologia, parla dei problemi di tutta la collettivita’: chi viene relegato a parlare di una sola parte non sta facendo nessun genere di politica, ne e’ escluso.

Questi “giovani che parlano di problemi dei giovani” erano quindi condannati in partenza a dover sembrare giovani e a dare un tono di giovanilita’ a tutto , e sembrare giovani equivaleva a non poter dire nulla che somigliasse a qualcosa di adulto. E siccome gli adulti parlavano di cose serie e di attualita’, i giovani erano condannati a parlare di cose “meno serie, ma comunque importanti ( qui il pubblico di vecchiardi annuisce benevolo)“.

Ovvero a sembrare dei ritardati appena usciti dalla pubblicita’ di una merendina.

Nei loro discorsi c’era la banalita’ di quelli che dicono le cose che ti aspetti: obbligati a limitarsi a “tematiche giovanili”, questi giovani devono dire quello che ti aspetti che un giovane dica. Ovvero, quello che ti aspetti che dica. Quello che ti aspetti. Ovvero, un copione gia’ scritto nelle aspettative della audience.

Faccio un esempio sopra tutti: la giovane squinzia (uso un termine anni ‘80 perche’ queste scene le vedevo negli anni ‘80, identiche) che sale sul palco a dire una frase trita e ritrita: “i ragazzi di oggi da adulti faranno lavori che oggi non esistono ancora”.

La frase e’ interessante, ma e’ interessante perche’ e’ stupida e superficiale. La magia di questa “dirompente novita’ che viene dalla giovane” sarebbe morta nel ridicolo se qualcuno avesse alzato la mano e avesse chiesto “perche’, invece tutti gli altri che lavori faranno?”

Perche’ la superficialita’ di questa affermazione e’ chiara a colpo d’occhio: si considera l’ammodernamento come qualcosa che riguarda solo i giovani. Poiche’ la forma mentis del PCI e’ che i problemi dei giovani devono limitarsi ai giovani e non rompere i coglioni ai grandi , chiaramente si presenta il problema della tecnologia come se riguardasse solo i giovani. Allora tra dieci anni i giovani faranno i lavori che oggi non esistono ancora. Tutti gli altri, invece…beh, ragazza, tutti gli altri non sono cazzi tuoi, parla come se il problema riguardasse solo i giovani, perche’ tu sei qui per parlare dei problemi dei giovani, e guai a te se osi sollevare un problema che riguarda tutti. E quella sarebbe politica.

Ovviamente una cosa del genere apparirebbe polemica, ed era esattamente il modo in cui ti rispondevano alle assemblee scolastiche, quando facevi una domanda che mostrava la superficialita’ del “giovanismo” di questi giovani. Gia’ negli anni ‘80 stavano nascendo nuovi lavori perche’ arrivava l’elettronica. Ed e’ dagli anni ‘80 che questi ci propinano la lagna che i giovani faranno lavori che oggi non esistono ancora.

Ed e’ dagli anni ‘80 che la semplice domanda “perche’, invece gli altri (gli adulti di oggi) tra dieci anni che lavori faranno?”. Saranno immuni all’innovazione? Siccome la lagna che i giovani faranno lavori che oggi non esistono ancora serviva a dire che ci voleva una scuola piu’ attuale, estendere la cosa agli adulti avrebbe portato a chiedersi chi avrebbe istruito gli adulti all’innovazione, e questo era un problema che esulava dal recinto ove erano confinati i giovani.

Quindi lo schema del PCI, replicato nel PD perche’ la loro forma mentis e’ ancora quella, e’:

In pratica, il modo in cui il PCI toglieva ai vertici l’impaccio di competere con idee nuove o richieste di cambiamento e/o di ammodernamento (in generale richieste di rinnovo dei vertici) era di confinare le “istanze sociali” a degli spazi troppo specifici per essere davvero politici.

Ovviamente, chi faceva notare che una donna che parla di problemi delle donne NON fa politica, perche’ la politica consiste solo e soltanto nel prendere decisioni per tutti, era classificato come persona che fa polemiche sterili. Credo che se oggi hanno le sedi prive di giovani sia coinvolta una forma di Karma: chi e’ sterile adesso, “la polemica” o voi?

Un’altra cosa che urta della leopolda non e’ solo l’oscenita’ del giovanilismo, o piu’ in generale il settarismo: se questi addobbi partitici (donne, negri, gay, giovani) non si rendono conto di essere solo dei gadget che un partito morto utilizza per sembrare vivo, la colpa non e’ del partito, ma di chi si presta a questa presa in giro.

Un partito che ascolta i giovani non e’ un partito ove i giovani propongono soluzioni ai problemi dei giovani: e’ un partito ove i giovani propongono soluzioni ai problemi di tutti. Un partito ove le donne sono in politica non e’ un partito ove le donne propongono soluzioni ai problemi delle donne: e’ un partito ove le donne propongono soluzioni ai problemi di tutti, anche a quelli degli uomini.

Avrei voluto sentire i giovani con idee e proposte sulla legge finanziaria, o immigrati che mettono il becco sulla politica pensionistica , o donne che parlano di politica estera. Ma no: le donne parlano di donne, i giovani di giovani, i negri di negri. Signori e signore, abbiamo tre nuovi ministeri: quello dell’uncinetto, quello della playstation e quello del bongo. Questa si’ che e’ politica.

Insomma, alla Leopolda e’ mancato completamente quel “think out of the box” che fa della politica la scienza dei problemi di tutti. Il dibattito e’ stato ridotto ad un dibattito nel quale ognuno proponeva soluzioni soltanto per la tribu’ che rappresenta: giovani, immigrati, eccetera.

Questo e’ il trucco con il quale il PCI incistava le “istanze sociali” negli anni ‘80, e a quanto vedo non hanno perso il vizio. I vertici prendono le decisioni per tutti, e quindi fanno politica. Sotto ci sono le “istanze sociali” che riportano problemi specifici e propongono soluzioni per piccoli gruppi, e in questo modo sono esclusi dal vero potere.

La cosa che mi stupiva ai tempi delle superiori e’ che questi fessi dell’ FGCI (ma anche FdG e i fessi cattolici non erano da meno) non lo capissero. E qui bisogna capire una cosa: quando i partiti fanno arruolamento per i giovani, si guardano bene dallo scegliere i piu’ svegli. Non scelgono certo i piu’ critici. Assolutamente no. Il giovane preferito dei partiti:

Quindi no, nei partiti non troverete mai i giovani piu’ critici, quelli che cambiano il mondo, o quelli che hanno nuove idee. Troverete i piu’ mediocri tra i giovani, ovvero i giovani che piacciono ai vecchi.

Un’altra categoria che ho detestato profondamente sono gli pseudotecnologi. Sono quelli che un tempo si facevano chiamare “i futurologi”, quelli che siccome sono early adopters di tecnologie tutto il paesello gli dice “ma tu sei troppo avanti”.

Ho sentito delle supercazzole prematurate sulla blockchain e sulla decentralizzazione come non ne avevo sentite da cinque o sei anni, quando per fare una startup bastava mostrare un’applicazione per il cellulare. Certo, un rompicoglioni avrebbe potuto alzare la mano chiedendo in che modo un ledger replicato sia automaticamente “decentralizzato”, quando appunto e’ solo molto replicato, e in che modo la necessita’ di raggiungere un consenso tra gli stakeholders renda “democratica” una tecnologia (anziche’ creare delle cosiddette “whales” che formano un’oligarchia), ma sarei stato considerato “quello che fa polemiche sterili”.

La verita’ e’ che la Leopolda e’ soltanto la speranza di un ascensore sociale. La solita solfa all’italiana, dove la gente sale sul palco pensando che se sale sul palco e le sue fesserie piacciono, magari in futuro potrebbe avere un posto al ministero.

Ho spazzolato quasi tutti i video della Leopolda disponibili, e credo di avere un discreto campione statistico, per dire che la Leopolda e’ stata uno spettacolo osceno

Il tutto condito di un Giovanilismo che personalmente trovo OSCENO. La sensazione che provo ascoltandolo e’ circa questa:

Oppure questa:

E quando sento parlare i loro giovani (quelli anagraficamente giovani ) ed i loro “innovatori”, la sensazione che provo e’ questa:

Qualcosa , nel processo di maturazione, e’ andato terribilmente storto da quelle parti.

il loro problema non e’ quello di non saper essere giovani, o di non esserlo piu’.

Il problema del giovanile e’ che non e’ stato capace di diventare un adulto senza sembrare ridicolo, e di essere ancora piu’ ridicolo, se non patetico, quando si sforza di sembrare ancora giovane.

Sarebbe meglio se, anziche’ studiare in che modo il partito possa sembrare giovane qualcuno nel PD si chiedesse in che modo potrebbe sembrare un adulto decentemente maturo.

Spesso e’ piu’ semplice saper invecchiare che saper ringiovanire.