Ho letto stamattina i risultati elettorali in Baviera, e poi sono andato a fare un giro sui giornali italiani per cercare di capire in che modo avrebbero raccontato le cose in maniera da tenere gli italiani all’oscuro della situazione. Devo dire che hanno fatto il solito lavoro di informazione pigra, abbastanza da riuscire nella difficile impresa di dare ragione a Grillo: la stampa italiana e’ una merda.

Per prima cosa, hanno cercato di interpretare quanto accaduto come se fosse stato uno scontro fra AfD (che e’ e rimane un partito marginale) e il resto. In pratica, hanno cercato di spiegare la cosa come se fosse accaduta in Italia, solo che non e’ accaduta in Italia. Questo fenomeno, detto provincialismo e’ un fenomeno molto diffuso nella stampa italiana, ma a volte raggiunge estremi notevoli.

Certo, non posso rimproverare la MAstrobuoni se da Berlino non capisce la realta’ della Baviera. Lei vi parlera’ dell’eco elettorale a Berlino, ma poco di piu’. Del resto, chi va a vivere a Berlino notoriamente lo fa perche’ nel resto della Germania per vivere bisogna lavorare. Giornalisti compresi.

Andiamo al punto: quali erano i temi della campagna elettorale bavarese? Che cosa importava ai Bavaresi, di cosa si e’ discusso nella campagna elettorale? Ecco le priorita’:

Nell’ordine:

  1. Scuola e formazione.
  2. Politica dell’edilizia.
  3. Ecologia e questioni climatiche.
  4. Immigrazione.

Come vedete, l’immigrazione (il tema in cui AfD e’ forte) era solo la priorita’ numero quattro in queste elezioni. L’ Europa non e’ neppure comparsa all’orizzonte del dibattito. Non deve stupire moltissimo se AfD non ha brillato: gli altri partiti hanno portato lo scontro fuori dalla loro comfort zone e di conseguenza si sono fermati ad un modestissimo 11%.

Il fatto che dell’ambiente si sia parlato nel 49% dei dibattiti mostra chiaramente il perche’ abbiano vinto i Verdi: hanno dato un grandissimo risalto al loro tema.

E’ molto interessante il discorso della scuola, perche’ ha fatto vincere i Frei Wähler, ma approfondisco dopo per mostrare meglio la cialtroneria dei giornali italiani.

Passiamo ad un altro esempio di provincialismo della stampa italiana: “la morte della socialdemocrazia”.

Certo, se ci fosse mai stato qualcosa come “socialdemocrazia” in Baviera, o se la Baviera avesse mai mostrato qualsiasi tendenza alla socialdemocrazia, forse la cosa avrebbe senso. Cioe’, quando in NRW ha vinto la CDU aveva senso parlare della crisi della socialdemocrazia.

Ma parlare della crisi della socialdemocrazia in Baviera e’ come lamentarsi della fine del comunismo texano: se vi drogate, potete anche farlo. Ma solo se vi drogate.

Non ho ben capito dove abbiano mai visto in Baviera la socialdemocrazia quelli (come Gozi, per dirne uno) che scrivono della sua crisi in relazione a queste elezioni: in Baviera ha sempre governato la CSU, e bisogna capire che CSU e’ come dire “la corrente DC di Cossiga”. Quando anche hanno diviso lo scranno, lo hanno diviso con FDP, che e’ un partito LIBERALE, il che ha causato le premesse per la vittoria dei Frei Wähler, che propongono la centralizzazione di quei servizi cui la BAviera ha destinato poco interesse.

Secondo me, il fatto che tanti giornali continuino a celebrare la morte della socialdemocrazia in qualsiasi paese si svolgano elezioni, che ci sia la socialdemocrazia o meno, riflette semplicemente un uso partitico del giornale: i giornali italiani hanno preso il posto di Whatsapp nella comunicazione tra leader del PD, e i giornali che devono lottare contro Renzi dicono che le elezioni in Baviera, ma anche in Texas, in Uganda, in Laos, mostrano chiaramente che la socialdemocrazia europea e’ in crisi. Vi anticipo la prima dell’ Espresso della prossima uscita, credo.

Oppure, sarebbe ora che i leader del PD iniziassero ad usare questo nuovo strumento del demonio, detto “il cellulare” per parlarsi, invece di usare i giornali italiani per mandarsela a dire.

Questo uso della stampa per farsi i cazzi propri nelle diatribe interne al PD e’ un altro dei motivi per i quali la stampa italiana oggi e’ la prima tra le varieta’ scadenti di carta igienica. E se questo lo dice anche Grillo, me ne faro’ una ragione: quando una cosa e’ vera, e’ vera. A meno che non mi mostriate un periodo storico di socialdemocrazia bavarese, che sia piu’ lungo di 5 minuti e che non abbia Rosa Luxemburg come leader.

Una volta stabilito che la socialdemocrazia bavarese non e’ in crisi perche’ non e’ mai esistita, andiamo al punto.

La stampa italiana ha taciuto su un fenomeno politico che esiste (praticamente) solo in Baviera, che sono i Frei Wähler, o “elettori liberi”. E’ un partito di destra fortemente liberale ed eurocritico, e quindi si sovrappone facilmente all’ AfD (ammesso che qualcuno sano di mente voglia davvero sovrapporsi alla Von Storch, intendo). Normalmente e’ irrilevante, e intendo dire questo:

Landesvereinigung Gründung/Beitritt Vorsitzende/r Stand: September 2018 Mitglieder Stand: Januar 2013 Ergebnis letzte Landtagswahl Bundestagswahl 2017[18] Europawahl 2014[19]
Deutschland Lage von Baden-Württemberg.svg Baden-Württemberg 21. Mai 2010 Klaus Wirthwein 118 0,1 % (2016) 0,7 % 2,3 %
Deutschland Lage von Bayern.svg Bayern Gründung: 1998 Beitritt: 15. Dezember 2011 Hubert Aiwanger 3300 11,6 % (2018) 2,7 % 4,3 %
Deutschland Lage von Berlin.png Berlin 13. Dezember 2010 vakant 54 n.a. (2016) (2011: 210 Erstst.)[20] 0,3 % 0,3 %
Deutschland Lage von Brandenburg.svg Brandenburg 19. Mai 2011 Detlef Klix 31 n.a. (2014) 1,2 % 0,8 %
Deutschland Lage von Bremen.svg Bremen Im Moment existiert keine offizielle Landesvereinigung in Bremen. 0,4 % 0,3 %
Deutschland Lage von Hamburg.svg Hamburg 30. Oktober 2010 Henner Kühne ? n.a. (2015) 0,4 % 0,3 %
Deutschland Lage von Hessen.svg Hessen Gründung: 4. November 2006 Beitritt: 2012[21] Engin Eroglu 334 1,2 % (2013) 0,9 % 0,9 %
Deutschland Lage von Mecklenburg-Vorpommern.svg Mecklenburg-Vorpommern 19. Juni 2010 Gustav Graf von Westarp 36 0,6 % (2016) 0,8 % 0,7 %
Deutschland Lage von Niedersachsen.svg Niedersachsen 5. Juni 2010 Udo Striess-Grubert 267 0,4 % (2017) 0,4 % 0,4 %
Deutschland Lage von Nordrhein-Westfalen.svg Nordrhein-Westfalen 10. September 2011 Bernd Kirmes (zurückgetreten) vakant 215 0,39 % (2017) 0,3 % 0,4 %
Deutschland Lage von Rheinland-Pfalz.svg Rheinland-Pfalz 8. Mai 2010 Stephan Wefelscheid 189 2,2 % (2016) 1,4 % 2,0 %
Deutschland Lage des Saarlandes.svg Saarland 26. August 2011 Uwe A. Kammer 84 0,4 % (2017) 0,8 % 0,8 %
Deutschland Lage von Sachsen.svg Sachsen 18. Juni 2011 Steffen Große 83 1,6 % (2014) 1,1 % 1,6 %
Deutschland Lage von Sachsen-Anhalt.svg Sachsen-Anhalt 12. Juni 2010 Elke du Bois 120 2,2 % (2016) 1,2 % 1,4 %
Deutschland Lage von Schleswig-Holstein.svg Schleswig-Holstein Gründung: 21. September 2008 Beitritt: 1. Januar 2012 Gregor Voht 115 0,5 % (2017) 0,6 % 0,5 %
Deutschland Lage von Thüringen.svg Thüringen Gründung: 6. März 2004 Beitritt: 30. Juni 2013 Günter Brinkmann ? 1,7 % (2014) 1,6 % 1,8 %

Voi capite che con questi numeri, su scala nazionale potete classificarlo alla voce “SVP della Germania”. In queste elezioni ha vinto molto (ha superato AfD) perche’ e’ quello che in Italia si chiama “Partito Civetta”.

Si tratta di un partito che ha avuto consenso ed aiuto in campagna elettorale , perche’ molto comodo per Seehofer. Non e’ stato un consenso improvviso, nel senso che ha tenuto la posizione delle scorse elezioni, ma si sovrappone ad AfD, e salva il Q a Seehofer.

Insieme ai Frei Wähler , infatti, la CSU puo’ governare senza rompere il patto di governo. Se infatti CSU tentasse di allearsi con AfD, andrebbe immediatamente contro l’alleato della CDU, cosa che Seehofer non si puo’ permettere perche’ il risultato elettorale lo ha penalizzato molto. Al contrario, alleandosi con FDP (i liberali di destra) e coi Frei Wähler, potra’ governare la Baviera senza necessariamente rompere con la Merkel.

Per il resto, i Frei Wähler sono quello che in Italia si chiama “PArtito Civetta”, e si mormora che abbia avuto un “aiutino” per risucchiare voti ad AfD, visto che su alcune questioni si assomigliano molto. Ma attenzione, non sto parlando di immigrazione, che era un argomento poco sentito, ma di Scuola e politica della casa.

La Baviera, come ho detto, non ha mai sperimentato niente come la “socialdemocrazia” (poi arrivo anche ai Verdi e a SPD, pazienza) e quindi ha avuto un impianto piu’ privatistico in diversi settori, negli AMPI limiti consentiti dal federalismo tedesco. I limiti sono cosi’ ampi che sono rimasti ad un modello scolastico postbellico, arricchito da scuole tecniche, ma per darvi un’idea in NRW dove si e’ investito molto di piu’ ci sono le Gesamtschule , (le scuole “egualitaristiche” ove potete stare a prescindere dal voto senza venire cacciati ad una scuola di livello inferiore) , mentre in Baviera sono un sogno. Se vostro figlio e’ un somaro viene allontanato dal gymnasium, verso la realschule (una scuola tecnica tipo ITIS da dove accedera’ difficilmente all’Universita’, e se anche vi accede dovra’ abilitarsi se vuole un dottorato, perdendo un anno), e se e’ ancora piu’ somaro finira’ in una Hauptscule, che normalmente produce giardinieri e cassiere. Alternativa: le scuole private, che ovviamente sono “costosette”.

Il risultato di questa scarsita’ di fondi per il sistema scolastico pubblico rende le scuole inferiori bavaresi un pelino, come dire, peggiori del resto della Germania. E guarda caso, il furbone dei Frei Wähler dice “la scuola deve passare sotto il controllo federale”, cioe’ “vogliamo la scuola buona, ma devono pagarcela gli altri Länder”. In pratica vogliono annegare il disastro liberista che hanno causato appioppandone i costi sulle altre regioni, che magari nella scuola hanno investito in passato.

Stessa cosa dicasi per la politica abitativa: non e’ un mistero se in Baviera il costo delle case sia “vagamente alto”, per via di una politica che non e’ stata per nulla socialdemocratica, e quindi non ha tenuto conto dei meno abbienti. Sarebbe il caso che la Baviera iniziasse con dei programmi abitativi (come fanno gli altri Länder) atti a far scendere i prezzi in modo da non uccidere le classi deboli, ma questo sarebbe troooooppo socialdemocratico per una zona come la Baviera. Dunque, arrivano i Frei Wähler e dicono “ci deve pensare il governo federale”, ovvero “non paghiamo noi”. Essendo la Baviera una delle regioni piu’ ricche , questo viene visto dagli altri Länder come un trucco, e ci sara’ da ridere alle prossime leggi di bilancio.

Insomma, i Frei Wähler sono la cosa che fara’ stare in piedi un castello contraddittorio di pulsioni:

  1. Forniscono un alleato spendibile alla CSU, in alternativa ad AfD che non e’ presentabile.
  2. Forniscono una risposta (parassitale) al problema di investire nella scuola senza spesa pubblica locale.
  3. Forniscono una risposta (parassitale) al problema di investire nella politica abitativa senza spesa pubblica locale.

Adesso andiamo alla sinistra. L’idea che Linke potesse fare qualcosa in Baviera era solo nella mente, che so io, di Potere al Popolo. In BAviera la Linke non ha, diciamolo, molte speranze. Non si tratta esattamente di una zona “tradizionalmente di sinistra”. Quindi Potere al Popolo (che a furia di scindersi prima o poi si chiamera’ “Io, popolo” e sara’ fatto da partiti mono-membro) deve capire che … uhm…che… ok, “potere al popolo deve capire” non ha senso. Lasciamo perdere. Linke in Baviera risponde alla domanda “ma perche’ i polli attraversano la strada”, ecco tutto.

Andiamo ai Verdi. So che tra qualche giorno in qualche riunione del PD qualcuno parlera’ del “Modello Grünen”. Sfortunatamente, non potete farlo. Non potete perche’ ci sono alcuni “problemini”

  1. I Grünen sono competenti. Sono preparati prima di tutti scientificamente sui dossier che propongono. Quando parlano di energia non dicono cazzate tipo “ma il fotovoltaico la notte funziona?” di Gruberiana memoria. Il PD non ha nessuno del genere. Il massimo del PD non arriva alle caviglie di uno dei Grüner, nemmeno con uno sgabello.
  2. I Grünen parlano “actionable”, per usare un termine in voga. “Actionable” significa che quando parla un politico riuscite a sapere che cosa ha davvero intenzione di fare, o addirittura cosa fara’. Nel PD si discute ancora, solo e soltanto di grandi sistemi e di minchiate di principio.
  3. I Grünen hanno una componente femminile molto forte. Ma non solo tra gli elettori, anche tra i dirigenti. Non si limitano a mettere donne tra i dirigenti, dicendo “mettiamo un pochino di troie qui e la’ per far contente le femministe”. Hanno donne dirigenti, e sono tipe decisamente toste. In un dibattito in TV se non siete preparati vi spaccano.

Per queste tre ragioni hanno vinto. Un partito che nonha queste tre caratteristiche non sta a dire niente. Se ha queste tre cose vince, ovunque e sempre. In Italia non vedo nulla di simile ai punti 1,2,3. Ne’ nel PD ne’ i alcun altro partito.

Andiamo ai perdenti. Dopo aver enunciato i motivi di vittoria dei vincenti, possiamo facilmente enunciare i motivi di sconfitta degli altri.

  1. A CSU manca la 3 e la 1.

  2. A SPD manca la 1, la 2 e la 3.

  3. A AfD manca la 1 e la 2.

Per questa ragione, hanno perso.