Negli scorsi post ho insistito abbastanza sul concetto di ascensore sociale, e la ragione e’ che usandoli come paradigma e’ possibile spiegare l’improvviso successo di alcuni partiti, sia in Italia che in Europa. Ovvero e’ possibile spiegare queste “fiammate populiste” come una reazione all’immobilita’ sociale, che e’ la mancanza di ascensori sociali.

Ma non si spiegano solo le fiammate populiste: si spiegano anche molti altri fenomeni (non tutti, ma molti).

Partiamo da una domanda: se doveste investire i prossimi 5 anni di tempo per migliorare la vostra posizione economica e sociale, dove li spendereste? Qualsiasi sia la risposta, essa rappresenta l’ascensore sociale che avete scelto. Si definisce “ascensore sociale” proprio perche’ promette di elevare la vostra posizione sociale ed economica se ci mettete tempo ed impegno.

Allora, diciamo che vi offro tre scelte:

  1. Entrare in politica
  2. Lavoro
  3. Studio

il problema e’ , e me lo farete notare subito, che ne’ il lavoro ne’ lo studio oggi vi garantiscono qualsiasi carriera. Nel senso che l’Italia e’ piena di persone danno il massimo ma crescono il minimo.

Diventa sempre piu’ attrattiva la politica, che sembra essere l’unico ascensore funzionante. Se dedicate cinque anni alla politica del luogo ove abitate, nella peggiore delle ipotesi “vi farete delle conoscenze utili”, nella migliore potrete avere una carriera politica.

Ma questo, direte voi, non succede in ogni partito. Occorre un partito che:

  1. Possieda o possiedera’ la posizione sociale/economica che desiderate raggiungere.
  2. Abbia questi posti liberi, dunque rinnova la propria classe politica o e’ un partito nuovo che la sta costruendo.

Se immaginiamo una situazione dove la popolazione e’ alla ricerca disperata di ascensori sociali, qualsiasi partito che abbia buone chances di vincere molte poltrone attirera’ tutti quelli alla ricerca di un ascensore sociale.

Stiamo cioe’ assumendo che la spinta alla partecipazione politica in Italia sia principalmente il desiderio di “sistemarsi”.

Adesso vediamo cosa possiamo inferire da queste “assunzioni”

Facciamo alcuni esempi. Renzi nel PD.

Il PD e’ un partito radicato, gestisce molte posizioni, dai consigli comunali ai parlamentari. Siccome e’ radicato nel territorio, ed e’ un partito con una storia lunga, offre molti “agganci”. Insomma, se ci perdete 5 anni, qualcosa lo portate a casa.

Ma e’ bloccato da una classe dirigente avvinghiata alle sedie. Dunque, poco attraente.

Ma improvvisamente arriva un nuovo segretario, detto “il rottamatore”. Ed il rottamatore promette che rinnovera’ tutta la classe dirigente del partito. Immaginate la “promessa di ascensori sociali”: rinnoveremo tutta la classe dirigente del partito significa che c’e’ posto ovunque. In pratica andiamo a dire a tutti quelli che si stanno chiedendo come investire 5 anni per “sistemarsi”, che ci sono un sacco di posizioni aperte.

Allora, una volta capito il principio, andiamo a vedere che succede:

Posizioni del partito Cosa sente l’aspirante politico. Risultato
Renzi: rottamiamo la classe dirigente, che va sostituita. Si liberano un sacco di posizioni solide, gia’ sicure da tempo, nella galassia che ruota attorno al PD. Un sacco di gente si sistemera’. 40% alle europee.
M5S: siamo un partito nuovo, non ancora presente sul territorio, e sui sondaggi siamo dati per vincenti. Dobbiamo costruire tutta la classe dirigente e dobbiamo trovare persone per riempire tutte le posizioni “di contorno” una volta raggiunto il potere. 32% alle politiche.
Lega: abbiamo cambiato ideologia, adesso siamo un partito che vuole andare anche al Sud e anche i meridionali sono i benvenuti. Nella Lega c’e’ posto per creare tutti i quadri nelle citta’ del Sud, e in piu’ forse si liberano i posti dei bossiani, al nord. 19% alle politiche.

C’e’ quindi una certa correlazione , almeno in crescita. E non possiamo non notare come, una volta scalzato “il rottamatore”, la performance del PD sia crollata. Lo stesso dicasi per Forza Italia, che non avendo un grosso ricambio nei quadri, non riesce piu’ a raccogliere entusiasti che spingano il partito in alto con il proprio impegno politico.

La domanda che ci facciamo ora e’: ma questo paradigma e’ utile anche per interpretare quali siano le mosse utili e quali le mosse inutili? Se per “mosse” intendiamo le propagande politiche dei partiti , possiamo provare a capire alcune cose.

Propaganda politica Cosa sente l’aspirante politico. Risultato
“Nel M5S sono tutti incompetenti” Non occorre alcuna particolare abilita’ per concorrere ad una posizione agiata in politica. Posso provarci anch’io.
“Nella Lega sono tutti ignoranti e razzisti” Non serve aver studiato per far parte della lega, ma conta l’abilita’ nel distribuire uno specifico messaggio. Posso provarci anche io.
“Il PD e’ il partito dei competenti , titolati al ruolo che hanno” Per fare carriera nel PD occorrono studi , esperienze e abilita’ che io non possiedo. Meglio lasciarlo perdere.
“A Berlusconi piace molto la fica giovane” Sono giovane e ho la fica. Non occorrono altre abilita’. Dunque posso provarci.
Il PD torna alla struttura precedente a Renzi. Il partito e’ occupato da persone che non toglieranno mai il culo da quelle poltrone, fossero anche posti da consiglieri comunali o capisezione. Non impegnarsi non serve a niente.
Nel M5S, dopo due mandati, a casa. Ci saranno sempre posti liberi per via del turnover. Ha senso investirci del tempo. Posso provarci.

Leggendo le cose in questo modo si utilizza un paradigma abbastanza cinico (stiamo dicendo che si fa politica solo per sistemarsi o per trovare agganci per sistemarsi), ma questo spiega il perche’ M5S e Lega esibiscano l’incompetenza dei loro beniamini come se fosse un pregio: sinche’ daranno l’illusione di poter essere un ascensore politico valido, questi partiti cresceranno.

In questo modello, cioe’, esistono due messaggi, uno positivo e uno negativo:

A questo si sommano due altri messaggi che riguardano le chance individuali:

Voi direte: ma se allora il PD dicesse che intende rinnovare completamente la classe politica e azzerasse i vertici per veicolare il messaggio alle masse, funzionerebbe? La risposta e’: si. Ha gia’ funzionato con Renzi.

Ma dovrebbe prima smettere di dire che nel PD occorrono studi e competenze per far carriera. Altrimenti, le persone sceglieranno partiti meno selettivi.

E’ una visione cinica? Puo’ darsi.

IL guaio e’ che questo modello spiega abbastanza bene moltissimi fenomeni, dalla “discesa in campo” di Berlusconi a Craxi e alla sua egemonia, spiega il declino della DC quando i suoi leader sono diventati secolari, spiega il declino del PD.

E non devo scomodare Putin.

Devo solo far presente che quando bloccate tutti gli ascensori sociali di un paese, rimane la politica.