Vedo che in giro si fa un gran parlare di transumanismo, anche perche’ come tutte le associazioni che costruite in Italia, subito qualcuno si chiede se sia possibile usarle come ascensore sociale per fare politica, per cui ci si trova sempre con una pila di farlocchi.

Intendo dire questo: se in Italia fate un’associazione, un club, una qualsiasi aggregazione, siccome c’e’ carenza di ascensori sociali (studio e lavoro non servono piu’) , succede che tanti arrampicatori si chiedono “questa associazione gestisce gente, dunque e’ politica. La politica e’ un ascensore sociale. Vediamo se entrandoci posso guadagnare qualcosa”.

Molte associazioni sono morte proprio perche’ sono state colonizzate da farlocchi, partendo dalle associazioni dei consumatori, le cooperative di ogni genere, le associazioni culturali di successo, eccetera: una volta colonizzate dai farlocchi, queste associazioni smettono di servire lo scopo originale e seguono solo lo scopo dei farlocchi che ne hanno colonizzato i vertici: fare soldi e/o sistemare se’ stessi ed i familiari.

Non e’ andata diversamente ai nuovi partiti, che sono stati immediatamente colonizzati da una pila di farlocchi, e ovviamente quando raccogliete consenso attorno ad una qualche idea , come il transumanesimo, finisce esattamente nello stesso modo. Un gruppo di farlocchi arriva , generalmente e’ un ex di qualche partito fallito, e colonizza il vostro movimento usando l’esperienza maturata nelle diatribe di sezione dell’ex partito.

E’ successo anche al mondo del transumanesimo. Sono arrivati prima gli ex missini, poi piano piano ex di estrema sinistra, ed e’ stato ovviamente uno scisma, e poi via via farlocchi di ogni tipo, grillini compresi.

Si nota subito per una ragione: il transumanesimo si occupa di capire in che modo la tecnologia possa cambiare l’uomo inteso come ente biologico (corpo, cervello, etc) mediante la tecnologia, ovvero mediante l’uso di mezzi materiali.

In passato sono esistite scienze che si occupavano delle interfacce o degli attori in se’, come la cibernetica o l’ergonomia, ma l’idea nel suo complesso che

corpo umano ⊗ tecnologia ≠ essere umano

e’ stata approcciata per la prima volta in maniera organica dal transumanesimo.

Il problema e’ che la cosa si pone in due dimensioni: una e’ il corpo umano, compreso il sistema nervoso, e l’altra e’ la tecnologia. Di conseguenza, si penserebbe che l’area di expertise siano le scienze “bio” e le scienze “tech”.

Ebbene, vi sbagliate. Attualmente l’ambiente italiano e’ stato colonizzato da un branco di farlocchi, generalmente umanisti o accademici (in ogni caso persone molto distanti dal mondo delle applicazioni), i quali singolarmente hanno fallito nel trovare il loro ascensore sociale (cioe’ una via per migliorare la propria posizione sociale ed economica) e stanno cercando uno sbocco.

E’ il fenomeno di cui parlavo sopra: non appena create un gruppo in Italia, arriva una pila di falliti per vedere se c’e’ trippa per gatti e ve lo infiltra. Questi falliti sono normalmente ex politicanti, aspiranti politicanti, umanisti e accademici “non-applicativi”.

Che cosa hanno da dire su un fenomeno che andrebbe discusso sul piano delle scienze “bio” e su quello STEM, specificatamente applicativo (stiamo parlando dell’effetto delle applicazioni tecnologiche, non delle teorie) ? Ovviamente niente, per cui ripiegano sulla fantascienza: non lavorando sulle applicazioni, si limitano a discutere di applicazioni immaginarie. Cioe’ di fantascienza.

E cosi’ quando entrate in qualsiasi circolo di transumanisti in Italia avete a che fare con inutili farlocchi, che vi raccontano di applicazioni che vanno da Terminator a Star Trek, da Star Wars ai Canti di Hyperion. Ma non saprebbero dirvi di preciso a cosa serva un diodo. Alcuni sanno spiegarvi tutto di come funzioni, ma se gli date un led in mano , hanno bisogno di svariati tentativi per farlo accendere, (escluse le volte in cui lo infilano nella presa della corrente e gli si brucia in mano).

Faccio un esempio della regressione alla fantascienza di questi soggetti. Per dire, straparlano di cyborg come di un essere umano al quale hanno attaccato, collegandoli fisicamente, delle parti non umane. sin qui va tutto bene, ma se osserviamo le interfacce notiamo che parlano quasi sempre di chirurgia, cavi e collegamenti elettrici.

La cosa non deve stupire, perche’ quando si sviluppo’ questa tecnologia il collegamento si faceva solo via cavo. Esisteva la radio, ma siccome gli scrittori non avevano capito benissimo di cosa si trattasse in termini di tecnica, rifiutavano di ipotizzare un collegamento wireless tra uomini e macchine.

E questo e’ molto strano, perche’ se ci pensate la comunicazione uomo-uomo avviene praticamente sempre in maniera wireless. Quando parliamo , per esempio, stiamo collegando un’antenna trasmittente, che e’ il nostro apparato vocale, all’apparato auditivo di qualcun altro, che non e’ altro che l’equivalente di un’antenna ricevente. Il fenomeno della risonanza alle onde sonore e’ quasi completamente analogo a quello della risonanza elettromagnetica. Dico analogo, come in “analogie elettromeccaniche”.

E sebbene possiate essere scettici, possiamo anche collegarci in wireless con il nostro cellulare preferito. E lo facciamo gia’. Stiamo usando, in definitiva, un’interfaccia wireless che:

Gia’. Sto parlando del normalissimo display del vostro telefono. La luce infatti e’ un fenomeno elettromagnetico, esattamente come e quanto la WiFi di casa, e anche la frequenza di scansione del vostro display touch, che varia a seconda del numero di ticks da implementare, e’ lo stesso identico fenomeno. Morale: un display none fa altro che stabilire un collegamento wireless con il vostro sistema nervoso, usando due canali, uno per mandarvi dati (usando frequenze luminose, cioe’ una wi-fi che lavora dai 770 Thz ai 430Thz) e uno per sentire cosa fanno le vostre dita, usando uno scanner con frequenze nell’ordine dei Mhz, fisse o variabili nel caso dei display Variable Capacitor, Variable Frequency, eccetera.

E quindi capiamo che il corpo umano ha gia’ discrete capacita’ di collegamento wireless: persino il cosiddetto linguaggio dei sordomuti e’ un collegamento wireless. Il problema e’ che mentre quando si parla di suoni l’uomo e’ full duplex , cioe’ possiamo sia emettere che ricevere, con la luce siamo capaci di ricevere ma non sappiamo emetterla.

Ma questo non toglie che il collegamento tra noi ed Alexa sia gia’ wireless: quando ci parlate avete aperto un canale con una macchina, su frequenze sonore dai 60Hz ai ~30KHz.

Ora capite che tutto questo feticismo dei sostenitori del cyborg per collegamenti fisici mediante impianto chirurgico di cavi e pezzi di metallo sia dovuto ad una carentissima comprensione del mondo delle onde: e il problema non e’ dovuto al fatto che se vuoi mettere un organo artificiale ad una persona lo devi mettere “dentro”. Non e’ assolutamente scontato: se anche volessimo ripulire il sangue di una persona , potremmo anche riuscirci usando laser sufficientemente precisi da eccitare soltanto le scorie che vogliamo, o usando fotoni, come si fa quando si usa il gamma knife per bruciare il cancro, senza operazione chirurgica.

L’idea che per agire dentro il corpo umano o interagire col suo interno sia necessario toccarlo fisicamente o entrarci e’ dovuta alla letteratura fantascientifica del passato, i cui autori avevano compreso poco la fisica delle onde, e specialmente le applicazioni.

Un altro punto nel quale i transumanisti sono sconcertanti e’ quello di continuare a pensare alle nanomacchine artificiali. Ora, non e’ che io sia contrario al loro sviluppo oppure scettico sul loro utilizzo. Quello che dico e’ semplicemente che finira’ come con la storia del display: potete studiare quello che volete riguardo al collegamento uomo-macchina, ma alla fine la prima scelta cadra’ sempre sulle atrezzature gia’ in uso dagli esseri umani, perche’ implementate dal corpo umano.

Intendo dire che il corpo umano e’ gia’ stracolmo di nanotecnologie. Le proteine che fanno contrarre i muscoli sono gia’ dei pullers mica da ridere, e tra, xRNA vari e DNA abbiamo una categoria di nanomacchine da far paura. Solo per nominarne due tra le tante. Ho come la vaga sensazione che alla fine , quando si sara’ al dunque delle nanomacchine, le aziende cominceranno semplicemente ad usare quelle naturali. Sono gia’ li’, esattamente come e’ gia’ li’ l’orecchio e l’occhio per i collegamenti wireless con le macchine.

E un esempio tipico, per andare nel prossimo campo dei transumanisti, e’ il CRISP-R. Per anni i genetisti si sono sfrucugliati i coglioni con tecniche piu’ o meno innovative (e di difficile implementazione) , sinche’ alla fine qualcuno ha scoperto che reinventare la ruota non serviva a niente, perche’ alcuni organismi fanno gia’ questa cosa del gene editing, e tantovale fare la stessa cosa. Sorpresa: in natura e’ tutto un gene editing, di continuo, tutto attorno a noi, da miliardi di anni. Tantovale usare quello.

Ed e’ qui il punto: tutte queste scienze di frontiera, quando si adattano all’essere umano, non fanno altro che attraversare le stesse due fasi:

Allora il transumanista-umanista se ne esce con la sua solita obiezione: ma il cellulare non e’ augmentation. Questo e’ dovuto a due cose:

Lo stesso dicasi delle automobili: potete dire quel che vi pare che non si tratti di “augmentation”, ma se non siete davvero molto veloci e resistenti nella corsa, vi ridero’ in faccia.

Ma l’argomento della augmentation e’ difficile da superare, perche’ una pessima fantascienza ha insegnato loro che se le macchine non ti entrano dentro , non e’ vero futuro. Una macchina che sta attorno a te e ti fa correre a 200 Km/H o un dispositivo che si collega al tuo orecchio (via onde sonore) e ti fa sentire quello che dice qualcuno a 2000Km di distanza non e’ considerato “augmentation” perche’ non sta “sotto la pelle”.

Questo non e’ un feticismo per le cose che ti entrano dentro, ma una questione di sopravvivenza del farlocco: se parlassimo di tecnologie esistenti , a prevalere sarebbe sempre l’uomo applicativo, che sa di cosa si sta parlando. Al contrario, se si parla di tecnologie future o soltanto scienza di frontiera (che e’ confinata dentro i laboratori) , l’ homo farloccus farloccus ha il superpotere delle minchiate futuriste e quindi prevale. Prendendo il controllo del gruppo.

E credetemi, se anche fate un gruppo di transumanisti con la specifica richiesta che i membri si occupino per lavoro di produrre le cosiddette “emerging technologies”, sareste presto sommersi di homo farloccus che “non le faccio, ma ne scrivo un sacco per il giornale X”.

In generale, l’uomo e’ andato oltre l’umano quando ha creato il primo utensile. Lo sforzo di creare un utensile, per quanto complesso, e’ diviso in due grandi aree:

E questo vale per tutti gli utensili: quando usate la zappa, la parte ergonomica e’ il manico, che non muove terra ma si interfaccia col corpo, e la parte ingegnerizzata e’ la parte che scava il terreno, che era lo scopo prefissato: muovere terra meglio che con le mani , con la bocca o coi piedi.

E anche l’obiezione che gli effetti di tale progresso non siano “augmentation” sono, a mio avviso , ridicoli: ogni innovazione nel campo dell’agricoltura ha cambiato la dieta, e ha trasformato il corpo umano a dismisura. vedi “Epigenetica”

Ma qui siamo ad un altro punto dolente: il feticismo per “la singolarita’ ” . Qualcuno, abituato ai libri di storia che insistono a dare un inizio e una fine ad ogni fenomeno storico, e ad affibbiare date agli eventi storici, ha deciso che ci debba essere una data anche per il transumanesimo. E siccome non gli andava di parlare dell’esistente , allora ha deciso di metterla nel futuro.

E cosi’ ci siamo trovati con l’idea che alla fine esistera’ una data di inizio dell’intelligenza artificiale: quando una ipotetica macchina sara’ piu’ intelligente di un essere umano, ovvero “avra’ capacita’ superiori”. Si tratta essenzialmente di un’operazione patetica di estrapolare il test di Turing, e dico patetica perche’ gia’ il test di Turing e’ una pensata “abbastanza euristica” per risolvere un problema non approcciabile in maniera formale. E se capire quando una macchina sia “ cognitivamente uguale” all’essere umano e’ difficile, figuriamoci quanto lo sara’ capire che una macchina ha “capacita’ cognitive superiori”.

Chiaramente, se adesso arriva qualche esperto di applicativi e vi dice che la singolarita’ e’ avvenuta circa 30.000 anni fa (e svariati archeologi vanno anche piu’ indietro) , perche’ il grande salto dell’umanita’ e’ iniziato “col primo utensile mai costruito per superare le capacita’ umane” (altri utensili non sono mai stati costruiti perche’ non varrebbero la pena: trovatemi un ferro di cavallo modellato per il piede umano e ammettero’ di avere torto).

Ma se voi dite che nel transumanismo ci siamo dentro da 30.000 anni, e forse di piu’, state facendo un torto a queste persone: secondo loro queste modifiche non entrano dentro il corpo umano e non sono body augentation.

Ricordiamo loro una cosa: in natura l’uomo perde la capacita’ di digerire il latte durante l’infanzia. In alcune aree ove l’allevamento si e’ diffuso ed era una necessita’ di sopravvivere (l’ Europa) , la percentuale di individui capaci di digerire il latte e’ attorno al 95%. Significa che per via di una mutazione normalmente presente solo nel 5% della popolazione, un gene che prima si spegneva adesso rimane acceso. In pratica, una tecnica agricola (l’allevamento per latte) e’ penetrata nel nostro corpo e ne ha cambiato le qualita’ biologiche, al punto da digerire il latte.

Certo, se dico “digerire il latte” non sembra una mutazione genetica. Se fosse stata la pietra sarebbe stato diverso, certo: ma solo perche’ si avvicinerebbe molto ai film di fantascienza. E siccome non colpisce molto chi si nutre di fantascienza, sembra quasi che il post-umano abbia da venire, quando lo abbiamo sotto gli occhi da 30.000 anni. E si, abbiamo aumentato il corpo umano da quando abbiamo i vestiti e le scarpe, abbiamo aumentato il corpo umano da quando abbiamo inventato la cucina del cibo, e tante altre cose che hanno cambiato il nostro corpo (a volte, come nel caso del latte, anche in termini di genetica) , come nei film di fantascienza.

Ma state attenti: una vera e propria coscienza scientifica del problema e’, nel mondo del transumanesimo italiano, proibita: i farlocchi che ne hanno preso il controllo cercando disperatamente un ascensore sociale hanno paura che arrivino gli esperti a buttarli fuori. Essi devono spostare il tema al futuro per spostarlo al non-esistente, proprio perche’ se il tema finisse nell’esistente potrebbero esistere degli esperti che per lavoro fanno certe cose. E loro verrebbero zittiti.

E con questo , riguardo alla parola transumanesimo che gira in questi giorni per l’Italia, passo e chiudo.

Credo di aver descritto bene la situazione “dell’ambiente”.