Sono stato raggiunto in ritardo dalla polemica innescata da un idiota che usa la politica come ascensore sociale (l’unico ascensore, credo , ancora disposto ad elevarlo) contro il Prof Burioni. Non e’ che io straveda per Burioni, sia chiaro. Nel senso che l’intenzione forse e’ onesta ma l’esecuzione mi sembra carente. Ne ho gia’ parlato in passato, credo.

Svelo prima il mio bias, poi procedo col resto.

Riguardo a Burioni, la mia opinione e’ semplice: se in un paese ove ogni famiglia ha un medico di base (e ogni bambino ha un pediatra) esiste ancora gente che non vuole vaccinare i figli, sicuramente c’e’ molta ignoranza, ma c’e’ anche una classe di medici e pediatri che sta fallendo miseramente nel consigliare le famiglie.

L’italia non e’ di quei paesi ove le persone sono lasciate sole con “la suocera un po’ fattucchiera” e il “vicino che ti toglie il malocchio”. Capita in quel paesi ove il medico costa troppo, per esempio. Ma l’ Italia un paese ove ogni famiglia ha un medico pagato dallo stato, e quando una donna inizia la gravidanza ha quasi d’ufficio un pediatra e un’ostetrico. Se a fronte di uno spiegamento di forze tanto possente (e costoso) sono ancora disinformati ed ignoranti, diverse migliaia di medici stanno fallendo. E di brutto.

Non dico sia Burioni a fallire, sia chiaro. Quello che dico e’ che Burioni dovrebbe, forse, cercare tra i suoi colleghi almeno una parte del problema se non tutto.Ma rivolge altrove i suoi strali. Questa strana omissione a me non piace.

Detto questo, andiamo al punto. Ad un certo punto arriva un aspirante politico, questo Corallo, si erge all’assemblea del PD, accusando Burioni di essere troppo spocchioso, dal momento che ha fatto “scienza” di quella che e’ “una questione politica”. In pratica, secondo Corallo, che i vaccini siano efficaci non e’ una questione di verita’ sperimentale, ma di opinioni politiche. Potete pensarla come volete. E siccome l’ignoranza (secondo Corallo) non e’ una colpa, nemmeno in un secolo ove TUTTI hanno accesso ad ALMENO a 10 anni di istruzione obbligatoria e gratuita, allora sbaglia chi prende un ignorante che pretende di fare l’immunologo e lo chiama ignorante.

Insomma, un tizio seminanalfabeta che pretende di saperne piu’ di un immunologo sarebbe modesto e umile, mentre chi e’ davvero un immunologo diventa arrogante e presuntuoso se gli fa presente che dice delle sonore cazzate.

Di per se’, capendo qualcosa di politica italiana , so benissimo dove voleva parare il furbetto: stava titillando le gonadi dei cobas e dei sindacati del pubblico impiego. In quelle zone del PD la mentalita’ e’ esattamente questa. Chi chiede merito e’ presuntuoso ed arrogante, non certo come quegli umili modesti che pretendono gli scatti automatici di carriera a prescindere dalle competenze. La parola eccellenza e’ vista come una parola malvagia, e quindi guai a pensare che qualcuno sia migliore di altri: e se poi anche si noti che e’ migliore degli altri, deve tenere la testa bassa e fare anche il lavoro dei colleghi.

Quindi non mi stupisce che un simile elemento abbia cercato di titillare l’orgoglio dell’unica tribu’ di idioti che sarebbe davvero capace di votarlo, pur di affermare il principio secondo cui democrazia significa mediocrita’ sistemica.

Il problema e’ che Corallo non e’ un cobas della scuola, non ne ha la storia. Ma curiosamente, ne ha le parole. E tutti quelli che nel difenderlo hanno seguito l’eroico cavaliere sul somaro (che il cavallo e’ troppo competitivo) avevano parole ancora migliori delle sue.

Hanno cioe’ sbrodolato tutta una dialettica che dichiara guerra allo “scientismo” e contro l’arroganza degli “arrampicatori sociali”. Conosco bene quella dialettica e so dove si impara. La conosco perche’ e’ la iattura dell’ Italia.

Chiarisco: vivendo all’estero sto notando una cosa. Non sempre chi ha avuto una formazione umanistica e’ un perfetto imbecille. Non posso dire che chi ha avuto una formazione umanistica sia un perfetto imbecille qui in Germania, o in Francia, perche’ ho conosciuto (anche personalmente) o ascoltato umanisti che sono stati interessanti, logici e razionali, pur nel loro campo della conoscenza. Certo, ci sono farlocchi anche li’ , ma almeno puoi dire che si tratti di quella varianza che trovi in qualsiasi gruppo umano.

L’Italia no. In Italia, quando una persona ha avuto studi umanistici, puoi essere completamente certo di avere di fronte un imbecille. Ma non un imbecille normale. Un imbecille sofisticato, preparato ad essere imbecille, e a spacciare per intelligenza la sua imbecillita’ e per sapienza la sua abissale superficialita’. Un imbecille competente.

L’imbecille umanista italiano e’ caratterizzato da queste opinioni:

E il problema non e’ tanto che esistano idioti che la pensano in questo modo: dopotutto, qualcuno dovra’ pur servirmi il frappuccino da Starbucks, con la camminata empirica di chi ha studiato Marx. Il problema e’ che queste persone, coscienti di risultare inutili nel confronto con gli esponenti delle materie STEM, si adoperano in una guerra continua. Una guerra antica, che e’ consistita nel prendere il dominio delle scuole superiori italiane allo scopo di impregnare del loro veleno intellettuale i giovani. Il paese e’ ormai imbevuto di questo veleno.

Il rancore che provano nell’essere stati sorpassati da scienze piu’ utili al genere umano li riempie di una qualche malvagia determinazione nel seminare discredito contro qualsiasi cosa sia scienza e tecnica. Cosi’, se dite loro che 2+2=4, vi diranno che questo quattrismo e’ stato contestato da Heidegger, Zofosto da Pomponio, o qualche altro imbecille elevato a mito solo perche’ usava una lingua morta.

Negli scorsi decenni hanno letteralmente avvelenato il paese con questa cultura, al punto che ormai chiunque sia certo di qualcosa perche’ ha studiato qualche scienza o perche’ e’ un esperto di qualche tecnica commette un crimine gravissimo, quello di arroganza , scientismo e tecnocrazia. Reati gravissimi.

E’ una vera e propria guerra contro le certezze, perche’ le certezze chiudono il dibattito, e loro sono pagati per dibattere. La lobby delle chiacchiere inutili che difende la propria fonte di reddito.

Se invece un perfetto ignorante si mette a pontificare in un campo che non conosce, beh, essendo ignorante e’ automaticamente saggio e meritevole di ascolto: “pone dei dubbi”. Cosi’ l’ignorante che contesta Burioni e’ uno che “pone dei dubbi” (dubbi is the new cazzata, pare) ed e’ modesto e per nulla arrogante. Dopotutto, cosa c’e’ di arrogante nel pensare che un bicchiere di rosso fermo possa sostituire 30 anni di studi? Non sentite la modestia?

Al contrario, se qualcuno dice “sono sicuro di X perche’ ho studiato la tale scienza Y”, ecco che e’ un arrogante. Come ti permetti di essere sicuro di qualcosa?

Nella cultura degli umanisti italiani non esiste distinzione tra dubbio ed ignoranza.Nella convinzione che la mediocrita’ sia uguaglianza e la democrazia coincida con la ricerca del peggio, l’ignorante equivale alla persona che pone dei dubbi.

Per l’umanista italiano un cafone che si chiede come sia possibile dal rubinetto esca dell’acqua e’ identico, per merito e metodo, ad Einstein che si chiede come sia il mondo visto da un raggio di luce. Ignoranza uguale dubbio, dubbio uguale ignoranza, democrazia uguale mediocrita’.

Questa cultura ha infettato ormai la mente della popolazione, al punto in cui ormai e’ caccia aperta a chiunque sia un esperto o abbia una competenza. E se anche la avete, dovete tacere e lavorare, mentre al piano di sopra i filosofi discutono di cose “superiori”. Cioe’ di inutili cazzate, quali sono le produzioni intellettuali italiane in materie umanistiche , almeno negli ultimi 50 anni. (sul serio, Vattimo e’ un “intellettuale”?? AHAHAHAHA!!! Come doveva essere ridotto il mondo della cultura in Italia, se Vattimo, Cacciari e Fusaro sono “filosofi”)

In realta’, non avrei sentito il bisogno di scrivere questo post se non avessi avuto un’altra discussione con una tizia dalla formazione simile.

Si parlava dell’uso della IA per prevenzione del crimine. Ora, quando un umanista non ha argomenti, che cosa fa? Tira fuori la fantascienza come argomento. A qualsiasi domanda tipo “di quale tecnica di deep learning hai paura, di preciso? E perche’? “ la risposta era sempre un articolo di qualche blog (che non menzionava alcuna di queste tecniche) , e/o articoli di persone che magari erano coinvolte nella materia, ma non rispondevano alla mia domanda: “di quale tecnica di deep learning hai paura, di preciso? E perche’? “

Il massimo della risposta “tecnica” che ho ottenuto e’ stata che queste tecniche sono fatte da software “proprietari”, dunque malvagi , e che “pongono degli interrogativi inquietanti”.

Ora, se siete persone che si occupano di tecnologia da almeno 20 anni, non avete interrogativi “inquietanti”. Avete interrogativi e basta. E l’unico interrogativo e’: queste macchine funzionano MEGLIO o PEGGIO di quello che abbiamo sinora, cioe’ i poliziotti?

In realta’ esiste una risposta, peraltro facile da leggere, alla domanda. Non la esaurisce del tutto, ma e’ un buon argomento: a quanto pare, le macchine possono superare gli uomini .

Quindi, l’interrogativo non ha nulla di “inquietante”: e’ vero che le macchine sbaglieranno e ne deriveranno errori giudiziari, ma saranno MENO di quelli attuali, cioe’ di quelli commessi da uomini. Quindi si tratta di un miglioramento.

Certo, se date alle macchine un dataset inquinato dai vostri pregiudizi, le macchine li prenderanno per buoni, ma dobbiamo capire che questo pregiudizio e’ insito in coloro che oggi gestiscono la polizia. Non avete inventato un nuovo pregiudizio, avete semplicemente imitato un pregiudizio gia’ in vigore.

La differenza e’ che e’ molto piu’ semplice togliere il pregiudizio alla macchina che agli uomini: se dal dataset rimuovo la dimensione “colore della pelle” o “razza”, non c’e’ modo che una macchina si faccia un pregiudizio basato su un dato che non ha.

Quando potrete rimuovere i pregiudizi razziali dalla polizia americana con una sola query di IMPALA, fatemelo sapere.

Ma qui c’e’ il vulnus degli umanisti italiani, che e’ tipico e peculiare solo della particolare genia di imbecilli cresciuta nelle facolta’ dello stivale:

Insomma, se vi ammazzano come Cucchi, beh, lo hanno fatto degli umani e non lo contiamo. Se una macchina vi inserisce per sbaglio in una lista di sospetti,

AAAAARRRRGHHHHH TERMINATOR MINORITYREPORT AAAAAAAAAAAAAARRRRGGG ESCONO DAI FOTTUTI MURI LE MACCHINE CI UCCIDERANNO PROBLEMA ETICO INTERROGATIVO INQUIETANTE FUTURO DISTOPICO!!

Ma il problema non e’ semplicemente un atteggiamento irrazionale e totalmente isterico: il problema e’ che si sta evitando la vera domanda: “questa macchina sara’ migliore o peggiore degli uomini che oggi fanno lo stesso lavoro?” E nonostante ci siano prove del fatto che nella predizione di tratti della personalita’ le macchine siano migliori, l’umanista dira’ che pochi errori di una macchina sono intollerabili perche’ razzisti, 542 persone di colore morte ogni anno sono meglio, perche’ alla fine sono pur sempre uomini. E gli uomini, si sa, sso ppiezz’e core. Anche quando ammazzano un tizio solo perche’ e’ negro: non e’ mica una perfida macchina che discrimina le minoranze basandosi su fredde statistiche!!!

Quando avete a che fare con gli umanisti, infatti, avete sempre a che fare con una critica non-comparativa e non quantitativa tra uomini e tecniche. E tutti i ragionamenti sono viziati allo stesso modo: si critica lo scientismo dei vaccini, ma non si paragonano i vaccini con tutte le altre soluzioni. Questo potrebbe fornire una risposta!!! Guai! Il dibattito deve continuare in eterno!!!

Si critica la tecnica di AI per predire il crimine ma NON la si confronta con la bonta’ del sistema giudiziario di oggi. Questo no, potrebbe dare una risposta: ma l’umanista italiano non vuole risposte, vuole interrogativi inquietanti da indossare come status symbol.

Cosa produce il dilagare di questa visione farlocca? Produce ovviamente un continuo linciaggio contro chi si occupa di tecnologia e di scienza, e ad una reazione molto semplice.

Perche’ chi si occupa di tecnologia e di scienza puo’ sempre fare una mossa vincente: rifugiarsi dentro un’azienda. Le aziende sono un porto sicuro. Sono un porto sicuro perche’ hanno la forza di difendere i propri specialisti, e hanno la capacita’ economica di sostenerli, evitandone l’ostracismo sociale.

Perche’ dico questo?

Perche’ i cazzatologi possono avere tutto quel che vogliono contro la AI, e contro il riconoscimento facciale. Possono sollevare tutti gli inquietanti interrogativi etici che vogliono. Possono parlarsi addosso tutto il giorno.

Ma quando Apple gli infila nel nuovo modello di telefono un chip che passa il tempo a riconoscere il viso di chiunque gli passi davanti (per sapere se farlo accedere), e gli utenti non sanno nemmeno se possono davvero spegnerlo, sapete che fanno quelli che “hanno gli interrogativi inquietanti sulla IA?” Ecco cosa fanno:

E perche’ quelli che hanno “interrogativi inquietanti” e chiedono che siano posti “limiti etici” verso la IA corrono a comprarla appena una multinazionale gliela impacchetta bene? Perche’ , come tutti i farlocchi, alle cazzate che hanno studiato non ci credono neppure loro.

E quelli che “hanno paura dei robot”, non vi preoccupate, che appena Apple gli dara’ la loro casa connessa, la riempiranno di cosi’ tanti robot da non dover muovere un dito dal display del loro telefono. E quando andranno a comprare qualcosa, la vorranno comprare ad un prezzo che e’ possibile solo perche’ a costruirla e’ un robot.

E questa e’ la ragione per la quale , oggi, tecnici e scienziati italiani stanno lasciando l’accademia per finire nell’industria. Quando sei nell’industria, i farlocchi ti lasciano in pace.

E se domani Burioni facesse la scelta di andare a lavorare per qualche Big Pharma, per davvero, state tranquilli che il cazzologo di turno dell’assemblea PD si guarderebbe bene dall’insultarlo in pubblico.

Perche’ i parassiti non sono stupidi. Sono animali sofisticati. E hanno un istinto di sopravvivenza molto evoluto.

Il mio consiglio a Burioni e’ quello di andare a lavorare davvero per qualche gigante del Pharma. E magari esserne testimonial. E vedrete sparire i farlocchi umanisti come per incanto: cosi’ come fanno la fila per la IA che dal telefono traccia la loro vita, diventando automaticamente lo strumento poliziesco perfetto, sapranno anche per istinto stare alla larga da una causa milionaria.

Perche’ le grandi aziende sanno proteggere i loro specialisti.

Piu’ di quanto starbucks intenda investire per proteggere i suoi (futuri) socratici camerieri.