A volte leggi sui giornali delle cose, e hai un senso, come dire, di Dejavu. In questi giorni stavo leggendo alcuni articoli sulle vicende di Carige, e il mio primo pensiero e’ stato “ma non imparano mai”? Si tratta ovviamente di una frase che ho lasciato senza soggetto, per cui e’ meglio mettercelo: il soggetto e’, “i risparmiatori”.

Ricordate quando “fallirono” le famose quattro banche italiane, o se volete andare sul piu’ grande, quando il governo nazionalizzo’ il Monte dei Paschi di Siena?

Ecco, si tratto’ in realta’ di strategie diverse. Nel caso del Montepaschi pago’ il contribuente, ma esiste la chance che un giorno, rivendendola, il governo possa guadagnare piu’ dei soldi che ci ha buttato investito. Negli altri casi, ha pagato tutta una selva di persone , che Cuccia indicava come “il parco buoi”, e molti tra questi erano dei risparmiatori di un tipo particolare, che io definisco risparmiatori terminali.

Il risparmiatore terminale e’ colui:

  1. Che ha depositato TUTTI i risparmi di una vita.
  2. Che NON ha una seconda vita per ricostruirli nel caso li perdesse.

Il risparmiatore terminale , cioe’, e’ quello che dopo il crollo viene scelto dai giornalisti come emblema della vittima. Si tratta di un anziano, che generalmente sta manifestando con un cartello appeso al collo, sostenendo di essere stato “truffato” e di avere quindi diritto ad un “risarcimento”.

Quando il risparmiatore terminale finisce sulle prime pagine, normalmente entra in campo un altro giocatore, che e’ il magistrato aerofago . Il magistrato aerofago aspira a trovarsi sulla stessa prima pagina del risparmiatore terminale e immediatamente apre un’inchiesta, seguendo un’antica liturgia che e’ quella dell’ “atto dovuto”, cioe’ la maniera presentabile in cui i magistrati oggi dicono “per la panza e per la fica”.

Non appena il risparmiatore terminale dice di essere stato truffato, il magistrato aerofago apre un’inchiesta per truffa, in modo da dare forza all’accusa insensata del risparmiatore terminale , e da quel momento la pubblica opinione in tutto il paese si trovera’ sotto l’errata convinzione che il risparmiatore terminale sia stato truffato dalla malvagya banca. In seguito, un giudice anonimo et basaltico assolvera’ tutti dimostrando che non si e’ trattato di truffa, oppure condannera’ i vertici a due noccioline, dimostrando che si e’ trattato di truffa, ma dai, alla fine quei fessi se la stavano cercando.

Ma questo non importa, perche’ in ogni caso quello che la gente sa e’ che il povero-ricco pensionato che pascolava in un prato di umarellita’ e’ stato assalito da un avido rapace che gli e’ piombato addosso dall’alto e gli ha sfilato tutti i risparmi di una vita di onesto lavoro e dolorosissimo parto.

In realta’ le cose sono andate diversamente. Come sono andate? Lo stiamo vedendo con Carige.

Allora, Carige ha dei problemi. Occorrerebbe un trattato per descriverli nel dettaglio, e occorrerebbe spingersi nel futuro del fintech per spiegare come sia finita l’era delle banche, per cui Carige e’ solo un dettaglio dell’asteroide in arrivo.

Ma non e’ questo il punto. Il punto e’ che Carige ha dei problemi.

Questi problemi richiedono delle soluzioni. Come ho gia’ scritto, esistono diverse strategie. La strategia MPS, per dire, che ha portato alla nazionalizzazione. Oppure la strategia seguita con Banca Etruria, le venete, eccetera. Ogni caso fa caso a se’.

Ma ogni caso lascia, invariabilmente, un sacco di risparmiatori terminali sulle piazze, pieni dei loro patetici cartelli scritti col pennarello rubato a qualche nipote delle medie, e poi arrivano i magistrati aerofagi, eccetera.

E sta succedendo. Dicevo: Carige sta male. Non scendiamo nel dettaglio, anzi, fingiamo di essere un risparmiatore terminale che non sa e non capisce per via della sua umarellita’ senile, e chiediamoci:

ma e’ saggio lasciare tutti i soldi di una vita presso una banca che “sta male?”

La risposta e’ no. Per due ragioni, che ho elencato sopra:

  1. Se sono TUTTI i tuoi soldi, se qualcosa va storto non hai piu’ nulla.
  2. Se quella era TUTTA la tua vita, allora non hai una seconda vita per ricostruirli.

Si tratta di due ragioni elementari. Non ha senso lasciare tutti i risparmi di una vita in una banca che “va male”, qualsiasi cosa voglia dire “va male”.Non contano i dettagli. Non contano le ragioni. E non conta “come si sia giunti a questo punto.” La cosa piu’ razionale da fare quando una banca “va male” e’ di portare altrove i risparmi di una vita.

Dato che Gandalf conferma quel che dico (Tolkien non lo ha mai scritto, ma Gandalf come Private Banker spaccava culi) , la domanda sorge quasi immediata:

Ma perche’ non ci sono fughe di risparmiatori terminali che portano i loro soldi via da Carige? Perche’ non si vedono code agli sportelli?

Perche’, alla fine di questa vicenda, comunque finisca, vedremo gente col patetico cartello al collo che piange per aver subito una “truffa”?

I motivi sono diversi. Si va da una stampa gestita da una massoneria di massoni di finanzieri , che mettera’ sempre la cosa nelle ultime pagine , e gli dara’ poco risalto. Un socio fondamentale della banca rifiuta di partecipare all’aumento di capitale, dicendo che in pratica nemmeno i soci credono piu’ nell’istituto? Mah, che volete che sia. Trafiletto irrilevante, subito dopo la notizia delle folle di uomini che sognano il topless di Cristina d’Avena. (per favore, se sognate Cristina d’Avena in topless, scrivete pure a : sonounuomoesognoletettedelladavena@keinpfusch.net, spiegando le vostre ragioni in notazione lambda. )

Un’altra ragione potrebbe essere il “ma si, una soluzione si trovera’. Speriamo bene.”. Questo atteggiamento, che io definisco fatalismo anogratulatorio , fa si che gli individui siano capacissimi di rimanere a guardare mentre godzilla a cazzo duro gli apre l’automobile e inizia a posare la sua ossuta cappella contro le loro chiappe, pensando semplicemente “mah, speriamo bene”.

“Mah, speriamo bene” e’ una cosa che puoi fare sempre. Costruisci una casa nel greto di un fiume? “Mah, speriamo bene”. Ti lanci col paracadute usandone uno di Leonardo, fatto come una piramide di mogano? “Mah, speriamo bene”.

L’ultimo problema e’ che l’ italiano non crede nel prodotto del raziocinio. Specialmente quando il raziocinio somiglia ad una cosa scientifica, tipo la valutazione dei rischi. Cioe’, se gli dite di calcolare il rischio estraendo delle carte da un mazzo di tarocchi, ci crede. Se dite ad un italiano di calcolare il rischio usando dei presentimenti, ascoltando un cugino che ne capisce, parlandone al bar, chiedendo consiglio ad una suora, ovviamente ci crede.

Ma se gli proponete una valutazione del rischio che sa di logica o di razionalita’, vi risponde che “le vostre sono tutte teorie”, che “in teoria le cose sono cosi’, ma in pratica”, e tutto quanto. E allora se dite alla gente “togliete i vostri risparmi-di-una-vita-intera da Carige, perche’ QUALSIASI rischio e’ eccessivo”, vi guarderanno straniti.

Che diavolo di arcano maggiore dei Tarocchi e’ questo “rischio”? Possibile che questa persona, soltanto perche’ ha una formula matematica , possa davvero saperne di piu’ della mia sensitiva preferita? LA risposta, come al solito, ce la da’ il Web:

Siete sicuri di aver scelto una cartomante professionale? (ora capite come mai prima ho citato Gandalf)

Perche’ se il problema e’ quello di capire se siamo andati da un cartomante professionale e preparato , oppure da uno che non prevede il futuro bene come dice, allora questa cosa delle formule matematiche diventa un problema.

Perche’ la differenza tra un cartomante professionale e uno di basso costo e’ facile da capire. Ma una formula matematica, come fate a fidarvi? Mah!

E allora, ecco il problema. L’italiano , anche quello che sa, non crede che le cose che si pensano siano allo stesso livello delle cose reali, come per esempio i Tarocchi. Perche’ i tarocchi li vedo, li pago, li tocco, e quindi posso sapere che esistono. Ma queste cose , tipo la matematica, sono cose che si pensano e agli italiani e’ sempre stato insegnato - per via di una formazione eccessivamente umanistica - che il pensiero sbaglia, e quando e’ puro allora e’ ideale, cioe’ non descrive piu’ questo mondo.

Per l’italiano quello che una mente logica puo’ dedurre e’:

E quindi, torniamo alla nostra domanda: perche’ non ci sono fughe di risparmiatori terminali da Carige?

Per la semplice ragione che abbiamo a che fare con un branco di farlocchi, la cui mente e’ stata inquinata da Croce , Gentile, ed una cultura che non ha mai voluto abbracciare il pensiero scientifico, la predicibilita’ dell’evento, la quantificazione del rischio, preferendo la narrativa.

E quindi, se per disgrazia Carige finisse male, rischio che esiste , preparatevi. Le piazze si riempiranno dei risparmiatori terminali coi patetici cartelli appesi al collo, pensionate incatenate ai fittoni, magistrati aerofagi che aprono inchieste, giudici anonimi et basaltici che assolvono oppure condannano inutilmente, e tutta la fiera che ne segue.

E tutto perche’ non volete dare retta a Gandalf.